ACTIVISION E BUNGIE PORTANO LE FUNZIONALITA’ DI ALEXA DI AMAZON IN DESTINY 2, LA PRIMA INTEGRAZIONE DI QUESTO GENERE PER IL MERCATO DEL GAMING!

Bungie e Activision Publishing, Inc., una sussidiaria di proprietà di Activision Blizzard, Inc. (Nasdaq: ATVI), hanno annunciato l’introduzione dello Spettro di Destiny 2 per Alexa, dando ai giocatori di uno dei giochi più venduti del 2017 fino ad ora la prima integrazione vocale di Alexa in un’esperienza in game. Annunciato sul palco da Tom Taylor, senior vice president di Amazon Alexa e Byron Beede, Activision senior vice president Product Management di Destiny durante la conferenza AWS re:Invent 2017 a Las Vegas, Nevada, Destiny 2 Ghost Skill, doppiato dalla voce in-game dell’attore Nolan North, è disponibile gratuitamente per tutti i clienti Alexa, attraverso l’app di Alexa.

Destiny 2 Ghost Skill diventerà un compagno per i giocatori dando vita a nuove e inedite modalità di interazione con il gioco, fornendo ai giocatori la possibilità di formulare comandi come “Alexa, chiedi a Ghost di…” con una varietà di espressioni diverse — da frasi come “…dimmi quali amici sono online,” fino a domande come “…cosa dovrei fare ora?” con cui si riceveranno suggerimenti su cosa fare basati sugli effettivi progressi in del giocatore, fino a richieste come “…chiama i rinforzi”, che offrirà un modo semplice per interagire con gli amici nel clan e migliorare l’esperienza social di Destiny 2, fino ancora a “… equipaggia il loadout del mio Raid” preparando le armi e le armature preferite dai giocatori per una serie di attività diverse nel gameplay, fino a persino imparare di più sul mondo e sui personaggi di questo universo con richieste come “…dimmi chi è la Legione Rossa”.

”Lo Spettro ha la funzione di guida e compagno di gioco in Destiny 2, e ora i giocatori avranno la possibilità di vivere questa esperienza anche nel mondo reale grazie ad Alexa,” ha dichiarato Eric Hirshberg, CEO di Activision. “La funzionalità Ghost di Destiny 2 è la prima di questo genere ed è l’esperienza di gioco più innovativa ed immersiva su Alexa fino a questo momento. Siamo entusiasti di dare alla nostra community di giocatori, che sono tra i fan più fedeli e appassionati del mondo, nuove modalità per giocare a Destiny 2 con la funzionalità Ghost e la Limited-Edition Destiny 2 Ghost. Il confine tra in-game e out-of-game è stato assottigliato in una maniera incredibile e mai vista prima.”

“Alexa è ora parte dell’esperienza di Destiny 2, e siamo entusiasti per quello che questo significherà per i giocatori di Destiny 2 e per il futuro dei giochi e della tecnologia vocale” – ha dichiarato Steve Rabuchin, Vice President, Amazon Alexa. “Il settore del gaming è un esempio perfetto di come la voce possa creare un’esperienza ancora più coinvolgente, in maniera naturale e bellissima. Piuttosto che interrompere il gameplay per navigare nel menu, i giocatori possono ora semplicemente chiedere al loro Spettro attraverso Alexa di aiutarli a completare certe attività. I giocatori amano l’esperienza di Destiny 2, e ora Alexa può renderla ancora più immersiva e divertente”.

“I giocatori  in grado di interagire con uno Spettro reale in combinazione con Amazon Alexa è un’idea semplicemente divertente e unica,” ha dichiarato Pete Parsons, CEO di Bungie. Che poi ha aggiunto: “E’ stato entusiasmante sviluppare questo progetto con i nostri partner di Activision fino a questa ricca e utilissima funzionalità perfetta per Alexa di Amazon”. E’ stata inoltre annunciata la Limited-Edition Destiny 2 Ghost, uno speaker Ghost abilitato al WiFi e compatibile con i dispositivi Alexa che porterà l’aspetto e le sonorità di Ghost dal gioco al mondo reale. La Limited-Edition Destiny 2 Ghost è disponibile per il pre-order ad un prezzo consigliato di $89.99, e può essere acquistata separatamente in aggiunta ai dispositivi Alexa. La versione fisica di Ghost non è necessaria per poter utilizzare la funzionalità gratuita Ghost di Destiny 2, ma sono invece richiesti il gioco e un dispositivo Alexa. La Limited-Edition Ghost sarà disponibile a partire dal 19 dicembre 2017.

Vi ricordiamo che a questo link potrete trovare la nostra recensione per Destiny 2!

Il nuovo Assassin’s Creed Origins segna una svolta epocale per il brand con tantissime novità ma, soprattutto, una modifica radicale al gameplay.

Trama

Con Assassin’s Creed Origins questa volta si torna alle origini di tutto. Indietro nella storia come mai prima d’ora: al tempo dell’Egitto di Cleopatra. Il nostro protagonista principale sarà Bayek di Siwa, medjay d’Egitto. Il medjay rappresenta la guardia personale del faraone ed è una figura al servizio di tutto il popolo come difensore degli oppressi. Il nostro protagonista, in seguito ad un dramma che lo colpirà direttamente, partirà in cerca di vendetta contro un gruppo che si fa conoscere come l’Ordine degli Antichi (e che, verosimilmente, fa le veci di quelli che in futuro si faranno chiamare Templari). Ci troveremo, dunque, all’origine di tutto e Bayek dovrà seguire un lungo percorso che lo porterà a fare la conoscenza di diversi personaggi storici e prendere parte ad eventi che hanno segnato la storia del mondo intero; il tutto con lo sfondo dello splendido territorio egizio (che spesso e volentieri ci lascerà a bocca aperta per la bellezza dei paesaggi) e contornato da una ambientazione ricercata e di qualità eccelsa.

Il nostro medjay sarà affiancato dalla sua sposa Aya; entrambi dotati di una splendida caratterizzazione (così come molti altri personaggi che incontreremo) anche se Bayek ha sicuramente una personalità che spicca meno rispetto a quella della donna che lo fa apparire quasi come “schiavo degli eventi” e, soprattutto, della sua stessa sete di vendetta. Il tutto si dipana attraverso una narrazione di ottima qualità, momenti memorabili ed altri in grado di emozionare non poco; in alcuni casi potrete anche sentire la rabbia del protagonista entrarvi nelle vene e diventare vostra. Bayek però non sarà l’unico protagonista di questa nuova avventura, faremo infatti anche la conoscenza di Layla, ovvero il nostro nuovo alter-ego al di fuori dell’Animus e con lei sembra finalmente riprendere la storia ambientata nel presente.

Oltre alla trama principale saranno presenti anche numerosissime missioni secondarie e molte di queste non vanno affatto sottovalutate. Si tende sempre ad abbinare la “missione secondaria” ad un qualcosa di semplice e scontato, ma non è questo il caso: spesso durante queste missioni potremo imbatterci in storie che meritano di essere ascoltate o personaggi unici. Quasi tutte, inoltre, non si consumeranno dopo pochi minuti e richiederanno passaggi multipli, così da non essere dei semplici “vai in quel punto e recupera quell’oggetto”.

Gameplay

È qui che Assassin’s Creed Origins dà il via alla vera rivoluzione: nei primi momenti di gioco i fan della saga si renderanno conto immediatamente di non avere di fronte la “solita solfa”. Il punto principale in cui si nota questo cambiamento è il combat system, il quale questa volta sarà basato su attacchi rapidi e lenti concatenabili in maniera differente, attacchi speciali o Ultra (utilizzabile una volta riempita una particolare barra dell’adrenalina), parate e contrattacchi e tanto altro. Inoltre ci saranno diversi nemici e ciascuno di questi richiederà un tipo di approccio o di arma differente per essere sconfitto; il tutto senza poi contare che i nemici spesso attaccheranno insieme e, addirittura, riusciranno a colpirci durante una presa fatta da uno di loro, determinando in breve tempo la nostra prematura dipartita. Il tutto di primo impatto può dare qualche problema ma presto riuscirete a controllare questo nuovo sistema che non rappresenterà più “una serie di quick-time eventi per sconfiggere i nemici”.

Ora più che mai il gioco ha ricevuto una fortissima impronta RPG con diversi tipi di armi ed archi equipaggiabili da scegliere secondo le preferenze del nostro stile di gioco. Come armi avremo spade, spade ricurve, doppie spade, bastoni, asce, mazze pesanti; ciascuna di queste avrà un differente rapporto velocità/potenza oltre che caratteristiche specifiche come sanguinamento oppure un maggior recupero di adrenalina (fino a caratteristiche uniche per quelle più rare come ad esempio avvelenamento o recupero salute dai colpi). Anche gli archi saranno di diversi tipi, ci saranno archi da caccia (semplici archi con freccia caricabile per diversi gradi di potenza), archi da guerra in grado di incoccare contemporaneamente più frecce e fare un buon quantitativo di danni dalla distanza ravvicinata, archi leggeri che ci permetteranno di scoccare in rapida successione gruppi di frecce, archi da predatore adatti per gli amanti della precisione da distanze estreme. Anche gli archi avranno diversi bonus come danni da attacco furtivo o frecce incendiarie.

Come sempre, però, l’arma più importante ed utile che avremo a disposizione in Assassin’s Creed Origins sarà la lama celata, grazie alla quale potremo eliminare silenziosamente i nemici (nonostante il gioco tenda spesso a spronarci all’uso dell’arco anche in queste situazioni). Anche lo stealth è stato rinnovato, infatti sarà possibile accucciarsi in qualsiasi momento per diventare meno visibili o per nascondersi all’interno di cespugli o piante di cui il territorio è saturo così da offrirci molte possibilità di approccio stealth o scomparire dalla vista degli avversari in men che non si dica. Oltretutto la lama celata non sarà più necessariamente lo “strumento di morte da colpo singolo”, infatti alcuni nemici speciali subiranno solo un piccolo quantitativo di danno dalla lama. Danno che però potrà essere aumentato attraverso un sistema di crafting del nostro equipaggiamento che ci permetterà di migliorare, oltre che la lama celata, anche bracciali per fare più danno a distanza o ravvicinato, pettorale per aumentare la salute oppure la faretra o la borsa degli attrezzi; il tutto usando cuoio raccolto da animali cacciati o metalli e legna ottenibili scomponendo l’equipaggiamento meno utile o eliminando alcuni convogli nemici.

Altro sistema rivisitato in Assassin’s Creed Origins é quello dell’albero delle abilità, che sono state suddivise in tre rami: cacciatore, veggente e guerriero. In ogni ramo troveremo abilità più adatte al combattimento contro i nemici, piuttosto che l’uso dell’arco o lama celata, oppure l’acquisizione di nuovi strumenti come dardi soporiferi o velenosi. Per sbloccare nuove abilità sarà però necessario salire di livello (level cap segnato a 40 ma una volta raggiunto si può continuare a guadagnare esperienza e acquisire altri punti abilità così da poter sbloccare l’intero albero) eliminando nemici, scoprendo nuovi luoghi o completando punti di interesse, ma soprattutto completando le missioni. Spesso, infatti, ci capiterà di imbatterci in una missione principale che richiede un livello superiore al nostro per poter essere completata così da essere costretti a completare qualche incarico secondario per riuscire a metterci in pari. Bisogna anche dire che, obblighi a parte, spesso vi ritroverete talmente coinvolti da voler esplorare ogni parte della mappa o “perdere tempo” in giro con missioni secondarie e, come nel nostro caso, finire per affrontare le missioni con un livello parecchio superiore a quello richiesto. La presenza di nemici particolarmente ostici non vi farà molto sentire questa differenza in eccesso, complice anche la possibilità di selezionare un livello di difficolta tra tre disponibili.

Parlando invece della mappa di gioco in Assassin’s Creed Origins siamo rimasti totalmente sconvolti dall’immensità del mondo di gioco. La valle del Nilo comprende alcune città maggiori come Alessandria o Menfi, le meravigliose piramidi di Giza e tantissimi paesaggi mozzafiato ai quali potrete scattare foto con la nuova modalità “scatto fotografico”. Tutto il mondo di gioco di Assassin’s Creed Origins è colmo di punti di interesse, accampamenti nemici, punti di sincronizzazione, tombe esplorabili (con una torcia per i luoghi più bui), zone di caccia e tanto altro ancora (e tutto ciò che riuscite a vedere può essere raggiunto dato che Bayek sarà in grado di arrampicarsi praticamente ovunque, e anche qui una piccola novità: per correre non dovremo premere alcun tasto ma semplicemente avremo un tasto per scalare le superfici ed uno per la discesa); il tutto rende la mappa viva al punto giusto, così da non essere eccessivi, troppo ripetitivi e noiosi ma neanche aree vuote. Le uniche zone più spoglie sono ovviamente quelle desertiche, ma anche queste non mancheranno dal darvi qualche piccola chicca come ad esempio i miraggi. Per esplorare l’immenso mondo di gioco, però, non saremo soli ma accompagnati da Senu, un’aquila che potremo usare a piacimento per esplorare i territori, raggiungere luoghi e prospettive perfette per una foto ma, soprattutto, per segnare i nemici prima di approcciare una determinata area (sostituendo completamente l’ormai consolidato occhio dell’aquila).

Longevità

Mettendo insieme quanto detto fino ad ora appare chiaro che Assassin’s Creed Origins è dotato di una longevità più che ottima ma estremamente variabile. Per il solo completamento della trama principale saranno necessarie circa 20-30 ore (considerando anche qualche missione secondaria d’obbligo per salire di livello). Nel nostro caso ad esempio in più di 40 ore siamo riusciti a completare la trama principale, setacciare nei minimi particolari il 60% circa della mappa di gioco (completando i vari punti di interesse), ed infine completare probabilmente solo la metà delle missioni secondarie presenti; per completare tutto al 100% saranno dunque necessarie circa 60 ore. Una durata di tutto rispetto e che sarà ancora più ampliata in futuro visto il supporto annunciato da Ubisoft per il titolo con due espansioni e contenuti gratuiti.

Comparto tecnico

Per quanto riguarda la grafica di Assassin’s Creed Origins ci troveremo di fronte una qualità grafica di insieme davvero ottima, con scenari stupendi, profondità di campo eccellente e texture e poligoni dei personaggi principali davvero ben fatti. Dall’altra parte però si può notare che da molto vicino molte texture ambientali non sono eccellenti, così come i personaggi secondari praticamente sprovvisti di qualsivoglia imperfezione del viso. Di ottima qualità anche l’acqua e il fuoco (due elementi molto perfezionati nel corso degli anni da ubisoft), così come la sabbia che riesce a rendere davvero bene l’impressione che qualcuno ci stia camminando sopra con particolari effetti visivi. Purtroppo da segnalare un framerate non troppo stabile e che specialmente in determinati luoghi arriverà ad essere estremamente fastidioso. Di eccellente qualità il doppiaggio in italiano (vi segnaliamo che per giocare in lingua italiana sarà necessario scaricare un pack dallo store), così come il sonoro in generale e le musiche d’accompagnamento.

Dal punto di vista dei bug presenti in Assassin’s Creed Originsci siamo scontrati con diverse problematiche che vanno dai freeze del gioco a semplici compenetrazioni ambientali; fino anche a comandi che in rare eccezioni non vengono recepiti, Bayek che finisce per incastrarsi su piccoli rilievi o nemici che continueranno ad attaccarvi a vista anche una volta terminata l’allerta. Buona l’IA dei nemici che sarà in grado di accorgersi della nostra presenza anche con una semplice rotazione momentanea della testa, ma d’altra parte durante i combattimenti ci è capitato di trovare nemici che, nel mentre combattevamo un loro compagno, si arrampicavano a caso su delle superfici (e specialmente abbastanza fastidioso il fatto che i nemici che decideranno di andare a suonare l’allarme saranno in grado di correre all’indietro alla nostra stessa velocità così da risultare praticamente impossibili da colpire in corpo a corpo).

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Negli ultimi mesi sono state annunciate e rilasciate nell’ordine: Ps4Pro (Sony), xbox one X (Microsoft) e Switch (Nintendo). Ma queste nuove macchine, benché più aggiornate e potenti, sono davvero necessarie?

Nuove console. Processori più potenti. La costante rincorsa al miraggio del 4k. La gara tra gli utenti pc a chi ha “l’hardware più cazzuto” (che, in molti casi, risulta essere del tutto inutile comparato alle reali necessità dei software in commercio).

E nessuno che si pone l’unica VERA domanda: sono realmente necessarie queste tecnologie?

Purtroppo però, quello che pare realmente mancare al giorno d’oggi è la base senza la quale Pc ultrapotenti e console ultrapompate sono totalmente inutili: I GIOCHI. 

Nuove console

Inutile negarlo. I giochi sono la reale motivazione per cui ogni gamer (di qualsiasi macro categoria egli faccia parte) decide di acquistare una determinata piattaforma. Negli ultimi anni però, esclusa qualche rara eccezione, i giochi sono stati molto spesso  deludenti sotto molteplici punti di vista: lo sviluppo è quasi sempre incompleto, tanto da richiedere TERAb di patch al day one, e sono spesso pieni di bug più o meno gravi, ai quali ormai noi poveri appassionati siamo abituati; e non ci resta che dire la solita frase: “ormai ci sono in tutti i nuovi giochi“, con quell’aria sconfortata e triste che tanti di noi troveranno stranamente familiare.

Date queste premesse ne converrete anche voi che le analisi tecniche si riducono al nulla e le console war divengono totalmente insensate, dettate solo dal fatto che non c’è null’altro su cui fare paragoni interessanti.

Ma tornando alla domanda originaria: le nuove console servono?

A nostro parere la risposta non può che essere totalmente soggettiva. Dipende dal ragionamento di ciascun gamer.

Intendiamoci, le prospettive sembrano essere interessanti. La prospettiva di una console più potente e performante (con tutti i vantaggi e gli svantaggi rispetto a un pc) permetterebbe a più persone di avvicinarsi al mondo del videogioco. Ovviamente, in tutta onestà, non suggerirei ad un neofita di comprare una console “pro” giusto per fare una partita nel week-end perché per questo fine è sufficiente anche una console di non ultimissima generazione, viste anche le numerose offerte che ci sono e visto che l’attuale generazione di console è più che sufficiente a soddisfare quell’esigenza. Per chi invece ricerca una console per giocare in 4k, la risposta non può che essere: GTX 1080ti e tutto il resto intorno. Questo perché le console, se pur potenti e pensate per quello scopo, non sono (per adesso) in grado di offrire prestazioni decenti senza perdere una delle loro principali caratteristiche, ovvero il basso prezzo iniziale: una console non può avere un prezzo superiore ai 500 euro senza diventare irragionevolmente pretenziosa dato che, oltre quella cifra, con una piccola aggiunta si parla già della possibilità di poter acquistare un pc dalle buone prestazioni.

 

Ed ecco giungere la seconda domanda “topica”: Sto benedetto 4k su una console a cosa diamine serve?

Allora partendo dal presupposto che tutti ormai sono dotati di una vista che CSI spostati, posso dire con certezza una cosa che sconvolgerà molti di voi:  Quando giocate ad una console solitamente siete sul televisore di casa e, stando a quanto viene raccomandato, per una visione ottimale dello schermo bisognerebbe stare ad una distanza che va da uno a tre metri, a seconda dei pollici del pannello. Bene, ora lo shock: a quella distanza la differenza tra un FHD e un 4k è quasi inesistente. Senza contare che i costi di un televisore 4k che abbia le caratteristiche adatte a farci apprezzare ciò che stiamo riproducendo ha dei costi che ancora (per i comuni mortali) sono alti. Quindi direi che puntare al 4k su una console è, oggi, piuttosto inutile. Senza contare che, solo ultimamente e grazie alle nuove schede video, i giochi fatti girare ad una risoluzione 4k hanno raggiunto i tanto agognati 60fps (e mi riferisco a configurazioni a singola vga).

A queste domande ne segue una, l’ultima: sono dunque del tutto inutili queste nuove console?

Beh, su una cosa direi che le case produttrici hanno fatto centro: l’attuale generazione di console, ovvero PS4 e Xone è evidentemente non in grado di reggere il confronto con i pc di fascia medio alta che attualmente sono in commercio; questa circostanza ha praticamente obbligato Sony e Microsoft a pensare a console più potenti, anche solo per tentare di tenere il passo con la c.d. “PC MASTER RACE”. Quindi ciò che queste nuove macchine devono, per forza, fare è riuscire quantomeno ad avere un frame-rate stabile a 60fps o più, oltre ad una risoluzione FHD con dettagli a schermo tali da rendere anche visivamente gradevole il gioco a schermo.

In conclusione? Le nuove console dovranno quantomeno garantire uno standard di immagine a 1080p, ben più alto di quello attuale e dovranno dimenticare, per ora, il “miraggio” del 4k che, ribadisco, credo sia troppo lontano per le console (per una pura ragione di prezzo). Il tutto sperando sempre che tutta questa tecnologia venga sfruttata da chi sviluppa per darci ciò che più amiamo, i videogiochi.