Dopo il ritorno di Resident Evil 2 e Resident Evil 3 fa la sua ricomparsa un altro importantissimo caposaldo di questa serie; eccoci infatti a parlare del nuovo Resident Evil 4, remake rilasciato a distanza di ben 15 anni dall’originale. Questa nuova versione del gioco è stata infatti sviluppata e pubblicata il 24 Marzo 2023 da Capcom, ma non si tratta di un remake fedele in tutto e per tutto, al contrario presenta alcune piccole migliorie e aggiunte che coinvolgono sia il gameplay che addirittura la trama principale. Quale sarà il risultato finale? Ma soprattutto, si tratta effettivamente del tanto meritato remake di uno dei migliori titoli della serie?

Trama

Resident Evil 4 ci mette nei panni di Leon Kennedy, agente speciale che ha ormai avuto modo in più occasioni di interfacciarsi con il mondo della Umbrella, il suo virus “genera-zombie” e le armi biologiche derivanti. Questa volta il nostro protagonista si ritroverà, a distanza di ben 6 anni dagli eventi di Racoon City, impegnato in una missione volta al salvataggio della figlia del Presidente, la quale è stata rapita in America e, a quanto pare, trasportata in Spagna. La ricerca ci porterà in una regione rurale sperduta che ben presto scopriremo essere teatro di indicibili orrori, e soprattutto luogo di nascita di una minaccia totalmente nuova! Abbandoneremo infatti il mondo dei virus per passare a quello dei parassiti scontrandoci con La Plagua ed una setta di fanatici conosciuta come Los Iluminados.

Il salvataggio della figlia del Presidente, Ashley Graham, si rivelerà quindi tutt’altro che semplice, e ci porterà non soltanto allo scontro con il culto guidato da Osmund Saddler (il cattivone di turno) e questa nuova minaccia biologica, ma anche regolare alcuni conti in sospeso… Avremo così anche modo di conoscere nuovi e vecchi personaggi (tutti ovviamente già conosciuti se non siete nuovi al titolo) ed affrontare orrori di ogni tipo. Si tratta di una trama principale relativamente semplice, ma soprattutto estremamente ricca da un punto di vista della lore del mondo di gioco che non si limita alle sole ambientazioni che visiteremo in questo capitolo. 

Rispetto all’originale non abbiamo particolari stravolgimenti ma piuttosto alcune piccole modifiche e soprattutto tanti dettagli che arricchiscono il tutto, andando ovviamente ad aggiungere molto valore all’opera. Di contro però ci sono stati alcuni piccoli tagli come una bossfight e soprattutto la storia di Ada (che ci aspettiamo di rivedere in forma di DLC), oltre che la modalità mercenari. Non si tratta comunque di tagli particolarmente sentiti, quantomeno dal punto di vista della durata complessiva, dato che il resto del gioco è stato sapientemente riadattato per dare un focus maggiore a Leon e fornire maggior spessore anche a Luis. Nel complesso non possiamo quindi che ritenerci soddisfatti del lavoro svolto ed apprezzare una trama che saprà interessare sia i fan di vecchia data che tutti quelli che si approcceranno al titolo per la prima volta.

resident evil 4

Gameplay 

Come detto inizialmente Resident Evil 4 è un titolo di ben 15 anni fa, quindi ovviamente erano presenti alcune meccaniche che facevano sentire il peso della sua età. Capcom ha quindi sapientemente deciso di apporre alcune piccole modifiche per svecchiare il tutto e, se vogliamo, dare anche una bella ventata di aria fresca. Partiamo innanzitutto dal sistema di movimento e di shooting, ovvero l’elemento che forse sarebbe risultato più pesante tra tutti se fosse stato mantenuto pari all’originale. Difatti avevamo il classico sistema di movimento tank con impossibilità di muoversi durante la mira; il remake ha invece optato per un sistema di movimento più libero con la possibilità di spostarsi anche durante la mira. Si tratta di una modifica che potrebbe sembrare molto semplice e relativamente poco influente sul gameplay, ma vi assicuriamo che così non è, poiché permette una maggior dinamicità non soltanto al giocatore, ma anche ai nemici che affronteremo (con alcuni specifici verso la fine del gioco che oseremmo definire anche troppo mobili).

Avremo poi un altro elemento di gioco che in questo remake assume un’importanza assoluta, ovvero il coltello. Si tratta dell’arma corpo a corpo che nell’originale era usata unicamente per infliggere danni ai nemici a distanza ravvicinata o in alcuni quick time events. Questa volta però le cose si fanno più interessanti diventando non soltanto l’arma perfetta per uccisioni silenziose su nemici isolati (essendo state introdotte anche meccaniche stealth), ma anche e soprattutto lo strumento migliore per evitare di essere colpiti. Sarà infatti possibile eseguire delle vere e proprie parate, con tanto di parate perfette con il giusto tempismo, per evitare non soltanto i colpi a distanza ravvicinata, ma anche quelli a lunga distanza! Lo scotto da pagare è però che tutti i coltelli (sia quello di base che alcuni che potremo raccogliere durante il gioco) si consumeranno fino a rompersi e, nel caso del nostro principale, sarà possibile ripararlo dal mercante. Si tratta di un’aggiunta che va in parte a compensare all’assenza di un vero e proprio sistema di schivata (che purtroppo si limita solo a specifici combattimenti).

Saranno poi presenti alcune “missioni secondarie” in forma di incarichi che troveremo solitamente in prossimità del mercante e da lui formulati. Questi ci richiederanno di sconfiggere ad esempio alcuni nemici unici, distruggere medaglioni nascosti per le mappe di gioco o più semplicemente uccidere topi. La ricompensa per il loro completamento saranno gli Spinelli, gemme preziose da utilizzare (sempre dal mercante) scambiandoli per alcuni oggetti unici; non saranno più quindi nascosti nel mondo di gioco ma potremo comunque trovarli come drop raro da casse e nemici. Per il resto non avremo altre grosse modifiche al sistema di gameplay di Resident Evil 4 quanto piuttosto alcune piccole modifiche per andare ad arricchirlo o delle più semplici modifiche di “quality of life”, come ad esempio un sistema di ciondoli con bonus passivi legato al poligono di tiro, nuovi nemici, una nuova arma adatta ad uno stile di gioco più stealth, un migliorato sistema di controllo di Ashley, l’assenza di fastidiosi quick time events durante i filmati con rischio di morte e un sistema di selezione rapida delle armi.

Così come nell’originale avremo poi la possibilità di comprare o trovare nuove armi e potenziarle pagando con le pesetas raccolte sconfiggendo nemici o vendendo preziosi tesori (in alcuni dei quali sarà possibile incastonare gemme per aumentarne il valore). Sarà anche possibile migliorarle ulteriormente con l’ausilio di specifiche modifiche come mirino, calcio e puntatore laser. Potremo creare munizioni, granate e cure con un pratico sistema di crafting che molto spesso ci sarà essenziale soprattutto per vincere il “Tetris della nostra valigetta”. Avremo però soprattutto modo di affrontare le tante bossfight che chi ha già giocato alla versione del 2005 ha avuto modo di apprezzare e che sono ormai da sempre elemento distintivo della serie. Nel complesso dunque si tratta di un sistema aggiornato e migliorato sotto diversi aspetti che lo rendono più adatto al mercato odierno, senza però snaturare tutto quello che il titolo aveva in passato da offrire.

resident evil 4

Longevità 

La durata complessiva di Resident Evil 4 dipenderà ovviamente da quanto a fondo deciderete di esplorare gli ambienti di gioco per raccogliere tutti i tesori ed oggetti presenti, completare incarichi secondari del mercante per guadagnare Spinelli e così via. Nel complesso comunque volendo mettere in pratica un’esplorazione minuziosa puntando al completismo potreste tranquillamente superare le 15 ore di gioco, anche se il gioco può comunque essere completato (come trofeo suggerisce) in meno di 8 ore. Il titolo si presta comunque ad una discreta rigiocabilità considerata la presenza di un gran numero di sfide da completare per acquisire extra di ogni tipo dal relativo menu: dai semplici modelli a costumi, armi e così via.

resident evil 4

Comparto Tecnico

Graficamente Resident Evil 4 si attesta su livelli eccellenti, al pari degli ultimi remake pubblicati dei suoi predecessori e dell’ultimo Resident Evil 8, con un particolare occhio al dettaglio delle ambientazioni e non solo. Su console sono presenti le due classiche modalità grafiche, con priorità alle prestazioni o alla risoluzione, oltre che un’impostazione per attivare il ray tracing. Avendole provate tutte possiamo dirvi tranquillamente che la migliore è probabilmente la modalità risoluzione senza ray tracing avendo comunque un framerate abbastanza stabile e molto vicino a 60 senza grossi compromessi grafici, ma comunque la modalità prestazioni mantiene i 60 in maniera molto più rigida. Molto interessante poi il lavoro svolto su DualSense di PlayStation 5 che sfrutta sia i grilletti adattivi del controller che l’altoparlante riproducendovi sia suoni legati alle armi, sia le “conversazioni a distanza”.

Nota totalmente a parte, e assolutamente meritata, per le ambientazioni e l’atmosfera di gioco. È qui che il team di sviluppo ha chiaramente incentrato il grosso dello sforzo con un risultato complessivo decisamente da encomio. Gli ambienti di gioco risultano tutti stupendi e curati nei minimi dettagli, ma soprattutto trasmettono tutti un opprimente senso di terrore dando a questo remake un’impronta molto più horror rispetto all’originale. L’illuminazione non è da meno, andando a creare insieme alle ambientazioni un’atmosfera davvero perfetta. In maniera analoga anche i nuovi doppiaggi (lingua italiana inclusa), così come il sonoro in generale, si attestano su livelli eccellenti, dando ad ogni personaggio la “voce che si merita”. Infine assolutamente nulla da segnalare nel caso di bug o altri problemi tecnici non essendo incappati in nessuno di questi durante la nostra intera avventura. Nel complesso quindi qui troviamo il vero picco con un livello qualitativo eccellente sotto tutti i punti di vista, tranne forse per la pioggia.