Ritorniamo in Giappone per contrastare una nuova minaccia, affrontare dei nuovi nemici e trovare una nuova tipologia di arma e lo facciamo grazie al primo DLC di  Nioh: “Il drago del Nord”

Dopo la fine della storia principale di Nioh, William decide di fare ritorno in Giappone avendo percepito una nuova minaccia. Infatti un nuovo capo clan chiamato Masamune Date e conosciuto anche come il drago ciclope, ripercorrendo le orme di Kelley decide di sfruttare il potere delle pietre spirito (o Amrita) per creare un esercito invincibile di demoni. Ben presto però scopriremo che c’è un nuovo burattinaio che diverrà il nostro nuovo antagonista anche nei successivi dlc in uscita per Nioh così da comporre un’unica nuova e grande avventura.

 

Il Drago del Nord rappresenta una vera e propria espansione per Nioh aggiungendo una nuova regione con 3 nuove missioni principali ed altre secondarie, nuovi nemici e Yokai, nuovi spiriti guardiani, nuove armature ed armi e tra queste una nuova classe di armi: le Odachi. Queste sono lunghe katane pesanti a due mani che riescono ad essere lente e veloci allo stesso tempo con ottime combo per affrontare nemici e boss ed una gittata a dir poco spaventosa così da garantire una fantastica versatilità.

I nuovi demoni e boss che affronteremo ci offriranno un livello di sfida considerevole, per cui prima di entrare in questa nuova regione vi raccomandiamo di prepararvi al meglio con livello ed equipaggiamento e soprattutto usare l’ingegno per riuscire a capire i loro punti deboli. Il tutto è dunque tarato su una difficoltà molto alta (che in alcuni casi può essere anche considerata l’unico difetto del dlc) anche perché il dlc si tratta di un contenuto “End Game” per cui preparatevi a lanciare ben più di un’imprecazione..

Parlando, infine, della longevità ci troviamo di fronte ad una durata più che consona, specialmente se rapportata al costo del contenuto e che si aggira intorno alle 8 ore per essere completato al 100%; senza poi considerare che l’alta quantità di Amrita fornita da questi nemici può far sì che questa area diventi ottima per livellare il nostro personaggio e per migliorare il nostro equipaggiamento.

Restiamo dunque molto confidenti sui prossimi contenuti scaricabili di Nioh considerata l’ottima riuscita del Drago del Nord.

Details

Oggi parleremo di Nioh, il nuovo action-RPG prodotto dal Team Ninja (i creatori del famosissimo “Ninja Gaiden”) in esclusiva per PlayStation 4 e dal forte stampo simile a Dark Souls.

Sin dai primi momenti di gioco ci si rende conto che le similitudini con Dark Souls sono tantissime e che Nioh può essere a tutti gli effetti classificabile come un c.d. “souls like”. Nonostante tutto, però, i ragazzi del team Ninja hanno voluto caratterizzare il loro prodotto con importanti caratteristiche distintive in grado di dare al nuovo brand un “anima” tutta sua così da non farlo ricordare come uno dei tanti cloni del famosissimo predecessore.

LA STORIA

Ci troviamo nel 1600, l’Inghilterra è in guerra con la Spagna e, nell’affannosa ricerca di un modo per porre un freno all’aspro conflitto, ha fortunosamente scoperto l’amrita. Questa pietra, che contiene un potere spirituale unico e dalle possibilità infinite, potrebbe fornire all’Inghilterra lo strumento definitivo per ribaltare le sorti del conflitto. Così, per cercarne l’origine, si decide di assoldare dei pirati con il compito di trovarla: manco a dirlo uno di questi avventurieri prezzolati è proprio il nostro protagonista William che, all’inizio del gioco, si trova imprigionato nella famosa Torre di Londra senza apparente motivo.

Proprio in questa occasione appare il nostro spirito guida (Saoirse) per metterci in guardia da un pericolo imminente, convincendoci a mettere in atto un  piano di fuga dalla Torre. Durante la nostra fuga, però, ci imbattiamo nell’alchimista Edward Kelley che rapisce il nostro spirito guardiano. Probabilmente perché Saoirse è in grado di percepire l’amrita e, di conseguenza, è lo strumento ideale per trovare i giacimenti del preziosissimo minerale, minerale indispensabile per Kelley che ha imparato a sfruttarne il potere per accrescere le proprie abilità. Il nostro compito sarà dunque recuperare il nostro spirito guardiano e, nel farlo, inseguiremo Kelley fino al Giappone (dove si svolgerà tutta la trama principale) invischiandoci in quella serie di eventi che caratterizzarono il periodo Sengoku fino a culminare nella grande battaglia di Sekigahara che ebbe come contendenti Tokugawa Ieyasu e Ishida Mitsunari.

Sin dai primi minuti di gioco appare dunque chiaro che Nioh contiene numerosissimi riferimenti a persone o fatti realmente accaduti. Scelta, questa, che abbiamo molto apprezzato ma che rischia di lasciare l’amaro in bocca a chiunque non sia un cultore della Storia del Giappone feudale (o sia giapponese!) data l’alta fedeltà ad un periodo storico-sociale ignoto ai più. In ogni caso giocare a Nioh, oltre a sviluppare una buona dose di pazienza, incentiva il desiderio di studiare qualcosa di nuovo!

LA TRAMA/IL LORE

La trama di Nioh risulta abbastanza semplice e frammentaria (ormai un vero e proprio marchio di fabbrica dei souls like) ma, fortunatamente, è completata da un glossario chiamato Ricordi Amrita che contiene tante piccole delucidazioni che (anche se spesso in maniera incompleta) riescono a darci una visione di insieme di tutto ciò che avviene: dalla storia dei personaggi che incontreremo fino a qualche info su quella dei demoni che combatteremo. Ciò contribuisce in ottima parte a farci immedesimare in William (che, ad esempio, è stato realmente il primo samurai occidentale) e fa si che la trama non resti pura e semplice lore.

IL GAMEPLAY

Il lato gameplay di Nioh è sicuramente quello che apporta la maggior parte di novità rispetto al genere: innanzitutto la mappa di gioco non è unica con diverse diramazioni (come avviene ad esempio in Dark Souls) ma, invece, si snoda attraverso una schermata principale dalla quale potremo accedere alle varie aree impostate sotto forma di missioni o compiti che ci verranno assegnati dai diversi NPC con cui entreremo in contatto. Le missioni si dividono in principali e secondarie ed inoltre sono presenti due missioni “crepuscolo” che cambiano automaticamente a rotazione più o meno ogni giorno e che risultano essere identiche a quelle principali con la differenza che risulteranno molto più difficili e ci conferiranno ricompense migliori. In ogni missione ci saranno dei santuari Kodama (che fanno le veci dei falò di Dark Souls) nei quali potremo salire di livello usando l’amrita accumulata eliminando i nemici, cambiare il nostro spirito guardiano (ce ne saranno di numerosi ed ottenibili attraverso la trama principale o tramite le missioni secondarie e ciascuno ci conferirà bonus diversi), ottenere le benedizioni Kodama (in ogni missione principale ci saranno degli spiritelli verdi che, se trovati, potranno darci dei bonus quali l’aumento di amrita ottenuta o l’aumento della possibilità caduta di equipaggiamento o di elisir), preparare jutsu (abilità speciali ninja o magiche ottenenibili utilizzando specifici punti abilità) ed infine invocare un altro giocatore per aiutarci. Inoltre lo spirito guardiano che scegliamo di portare con noi potrà essere utilizzato (in seguito al riempimento di una barra con amrita) per potenziare l’arma che impugniamo con danno elementale ed inoltre ci renderà invulnerabile per tutta la sua durata; questa meccanica è chiamata Arma Vivente.

Dalla schermata principale potremo inoltre effettuare missioni in coop ed accedere al fabbro. Tramite l’artigiano potremo creare e potenziare le armi e le armature trovate. Il tutto attraverso una meccanica, inizialmente, piuttosto complicata: di base, per quanto riguarda le armi, il danno inflitto è dovuto al livello, così come per le armature (anche se per queste bisogna considerare il tipo, leggere, medie o pesanti); ciononostante ciascuna arma e armatura avrà anche dei bonus specifici variabili in relazione alla loro rarità, quindi, se troveremo un’arma o armatura con dei bonus di nostro interesse ma di basso livello, potremo utilizzarne una di livello più alto (consumandola) così da portare allo stesso livello di quest’ultima quella che ci interessa. Per le armi, poi, bisogna considerare che alcune abilità possono essere trasferite (ereditate) ad una nuova arma, ma solo dopo aver raggiunto il grado massimo di familiarità con quell’arma (che può essere aumentato utilizzando l’arma e che migliorerà i bonus da questa forniti). Dal fabbro potremo anche cambiare solo alcuni dei bonus che non sono di nostro gradimento in un pezzo di equipaggiamento tramite la riforgiatura ed, infine, modificare l’aspetto fisico dell’equipaggiamento così da mantenere l’outfit che più preferiamo senza necessariamente perderci dal punto di vista tattico.

LE ARMI ed IL LORO UTILIZZO

In Nioh avremo a disposizione 5 tipi di armi (katana, katana doppia, lancia, ascia e kusarigama) e ciascuna di queste armi potrà essere impugnata in 3 diversi modi: un’impugnatura alta (lenta ma in grado di infliggere più danni alla salute e alla stamina), una bassa (rapida e quindi ottima per le schivate ma con pochi danni) ed una intermedia (che appunto risulta essere la più equilibrata). Ciascuna di queste impugnature ha un moveset diverso che, ovviamente, cambia anche in relazione al tipo di arma utilizzato. Questo aspetto può essere ulteriormente arricchito da una serie di abilità sbloccabili separatamente per ciascuna arma utilizzando i punti abilità ottenibili uccidendo nemici o utilizzando dei consumabili. Potremo trasportare due armi principali da corpo a corpo e due armi da distanza come archi, fucili e “cannoni portatili”. Tutto ciò può permetterci di creare numerose combo, eventualmente anche cambiando l’impugnatura in battaglia così da renderci il più imprevedibili possibile. Eliminando un certo numero di nemici con un tipo di arma o eseguendo azioni particolari potremo poi ottenere punti agyo e ungyo utilizzabili per ottenere piccoli bonus (come ad esempio aumento dell’amrita ottenuta o danno maggiorato contro quel tipo di demoni)

Nell’eseguire i vari attacchi e combo dovremo sempre tenere d’occhio la barra del Ki perché, se verremo colpiti una volta esauritasi la stamina, resteremo immobili e vulnerabili per un breve lasso di tempo lasciando al nemico la possibilità di effettuare un potente attacco critico su di noi. Lo stesso meccanismo riguarda i nemici comuni (per i quali sarà visibile oltre alla salute anche la barra del Ki) come guerrieri e samurai, ma c’è un trucco simile anche per i demoni: questi, infatti, una volta terminato il Ki saranno storditi da qualsiasi nostro attacco consentendoci di attaccarli rapidamente e senza essere colpiti. Vista l’importanza della stamina gli sviluppatori di Nioh hanno deciso di  introdurre una meccanica in grado di mantenere sempre vivi i combattimenti: il ritmo Ki. Questo “ritmo Ki” (evidenziato da un’aura di luce) ci permetterà, premendo R1 alla fine di una combo, di ricaricare parte della stamina consumata con i precedenti attacchi. Questo sistema richiede un po’ di tempo per essere padroneggiato a dovere ma risulta essere imprescindibile dal gioco perché, senza, resteremmo rapidamente senza stamina e, di conseguenza, vulnerabili. Il ritmo Ki servirà anche per purificare il regno Yokai, ovvero delle zone corrotte e create dai demoni nelle quali la loro stamina si rigenererà più velocemente mentre la nostra molto più lentamente.

Un’altra particolarità del gioco è il sistema di loot molto simile a quello visto nel capolavoro Blizzard Diablo: una volta sconfitto un nemico o aperto un forziere verremo ricompensati con consumabili o equipaggiamento in grandi quantità, e quindi ci troveremo alla continua ricerca di equipaggiamento più forte, più raro e con bonus migliori. Il gioco si basa in parte anche sul farming e, quindi, se vogliamo uno specifico set posseduto da un boss dovremo sconfiggere quest’ultimo più volte nella speranza di ottenerlo. Unendo a questo le grandi possibilità che ci offre il fabbro è chiaro che perderemo molto tempo solamente nei menù per decidere quale equipaggiamento tenere, quale vendere e quale scomporre per ottenere nuovi elementi per permetterci di forgiarne sempre di nuovi.

I NEMICI

Buona la varietà di demoni (Yokai) che incontreremo, ma un pò meno quella dei soldati. Le boss fight sono tutte molto varie e ben strutturate offrendo un livello di sfida degno ma al contempo equilibrato, una volta che si capisce come agiscono.

IL MULTIPLAYER

La modalità multigiocatore (anche se multigiocatore in realtà non è, visto che i personaggi dei giocatori saranno controllati dalla IA) consiste nella presenza delle cosiddette tombe dei redivivi nel punto in cui un altro giocatore è morto. Queste, oltre che a dirci la causa della sua morte così da metterci in guardia da pericoli imminenti, ci consentiranno di visualizzare la rarità dell’equipaggiamento del giocatore e di evocare quest’ultimo, che se sconfitto ci lascerà casualmente la sua arma e pezzi di armatura. Inoltre sconfiggere questi redivivi ci conferirà della gloria il cui utilizzo diverrà importante a circa metà della trama principale così da invogliarci a combattere con loro (preferiamo evitare di fare spoiler).

LA LONGEVITA’

Ottima la longevità di Nioh che, visto anche il gran numero delle missioni (tra principali, secondarie e delle missioni per ottenere nuove ricompense) si può attestare oltre le 50 ore (solo per la storia principale saranno necessarie circa 25 ore giocando le missioni). Inoltre bisogna considerare che con la modalità multigiocatore ed una modalità che fa le veci di new game + il gioco si presta facilmente ad essere rigiocato così da migliorare sempre più il nostro alter ego.

LA GRAFICA

Dal punto di vista della grafica Nioh non è eccellente, molte texture sono di qualità mediocre o sono sgranate (salvo alcune come ad esempio quelle dell’acqua) e possono capitare alcuni, seppur lievi, cali di frame rate. Tutto nonostante il fatto che siano presenti diverse modalità di gioco, come ad esempio una a frame rate fisso e una a risoluzione fissa. Dalla distanza, però, i nemici o il fuoco sembreranno muoversi a scatti nella modalità a frame rate fisso. Comunque, bisogna dire che l’impatto visivo d’insieme delle ambientazioni non manca anche se spesso molte sono riciclate, soprattutto nelle modalità secondarie; questo, a nostro avviso, è davvero un peccato vista la stupenda ambientazione del Giappone feudale con cui il gioco si contraddistingue.

Musiche ben fatte, specialmente quella del menù principale che vi inviterà a fare una breve pausa di rilassamento prima (e magari anche dopo) di iniziare la partita. Nel gioco non esiste doppiaggio in italiano ma solo quello in lingua originale ma questo merita davvero tanto vista la cura con cui è stato fatto e la bravura dei doppiatori (che faranno persino sentire l’accento, ad esempio asiatico, di quando un giapponese cercherà di parlarci in inglese). Infine bug pressoché assenti e comunque nulla di troppo grave, anche se la telecamera non mancherà  di dare qualche piccolo problema (in particolare nelle fasi iniziali).