Anche asus insieme a molti altri si è avvicinata negli ultimi anni al mondo del gaming pc con le sue nuove periferiche, saranno all’altezza della concorrenza?

20161009_171237Il mouse Strix Claw Dark Edition è al primo impatto leggero, piuttosto alto e lungo senza comunque impedirne l’uso con polso appoggiato alla scrivania. Il contatto col tappetino avviene prevalentemente sui quattro angoli coperti da ottimi pad di minimo attrito leggermente convessi per ridurre superficie d’appoggio.

La confezione è quasi completamente priva di accessori, oltre al manuale di istruzioni e al cd di installazione del software troviamo un adesivo ed un secondo set di pad anti-attrito.

Il design asimmetrico lo rende adatto ai soli utenti destrimani. Il materiale dell’armatura esterna è lo stesso in ogni punto su cui poggia la mano, offre una buona presa e sembra resistente all’usura da sfregamento.

Inserendo il cavo usb il mouse è già pronto all’utilizzo grazie alla funzione plug’n play, l’hardware è in grado di conservare la configurazione all’interno del mouse ed è possibile installare il software asus per cambiarne i dettagli ma, anche in assenza di quest’ultimo, possiamo comunque utilizzare i tasti posti dietro la rotella per cambiare tra quattro profili dpi.

Dal software interno è possibile settare le funzioni di ogni singolo tasto, macro, creare diversi profili, variare la sensibilità con passo di 50 dpi, scegliere il polling rate ed impostare perfino la retroilluminazione oltre a calibrare l’altezza oltre la quale impedire al cursore di muoversi quando si solleva il mouse.

20161009_191328Il cavo è lungo 2 metri e ricoperto da una fibra che lo rende molto resistente ma anche flessibile, è dotato di connettore usb dorato ed è assicurato al mouse da un utile rinforzo in gomma intelligentemente rialzato, purtroppo non è separabile dal mouse come in altri modelli Asus. Come per tutti i miei mouse ho utilizzato un comodo tendi-fili per mouse in modo da impedire che il peso del cavo o la sua forza elastica possano intralciare i miei movimenti soprattutto in virtù della leggerezza e dell’ottima scorrevolezza del Claw.

I due tasti principali sono ampi e comodi ma la meccanica non fa impazzire, la forza necessaria per cliccare è sopra la media e la corsa sufficientemente lunga da impedire un rilascio immediato. Questa peculiarità porta ad un controllo dei click poco preciso e ad una limitata frequenza massima degli stessi e, soprattutto per coloro che giocano a moba ed rts, ciò potrebbe rappresentare un problema. La differenza che si nota con la reattività propria dei tasti del mio Logitech G9x è abissale.

I tre tasti laterali sono comodi ed efficienti, facilmente raggiungibili dal pollice e distinguibili al tatto, sufficientemente morbidi per la loro funzione solitamente secondaria (io, per esempio, li ho assegnati ad armi che uso poco nell’arena fps “toxikk” o allo shop e recall in “League of legends”). Non ho usufruito molto del tasto laterale inferiore che se tenuto premuto fissa la sensibilità ad un dpi basso per la mira da cecchino ma mi è sembrato fare bene il suo dovere, è in ogni caso anch’esso riprogrammabile.

La circonferenza della rotella centrale è di ampio raggio e fornisce un’ottima precisione: il fatto che non sia dotata di movimenti laterali per navigazione tridimensionale ma della sola rotazione e pressione verticale la rende molto più precisa e ferma di altri modelli. Inoltre è essa stessa retroilluminata e ricoperta di scanalature in gomma che forniscono un ottimo grip. La rotazione avviene a step e non in modo continuo.

Il pulsante della rotella ha una corsa breve che lo rende molto preciso ed elimina il rischio di far girare la rotella per sbaglio, al contrario causa svariati click accidentali durante la rotazione. Inoltre l’ho trovato ancor meno responsivo dei tasti destro e sinistro in fase di rilascio.

20161009_182637Le luci interne del mouse risultano attenuate perché prevalentemente ricoperte da un materiale semitrasparente che, tranne in un punto (e precisamente attraverso il gap lasciato per la rotella, come in immagine) dal quale arriva una fastidiosa luce diretta in certe angolazioni specifiche, non permettono all’illuminazione interna di offendere l’occhio del videogiocatore. Curiosamente, se usassimo il mouse solo con la mano sinistra, questo piccolo difetto non sarebbe un problema perché la luce libera solo dal lato destro. Fortunatamente tramite il software asus è possibile spegnere separatamente la luce della rotella e del logo ma non quella dell’indicatore dpi che rimane comunque la meno luminosa.

Ho testato a lungo lo “Strix Claw” sul mio vecchio tappetino rigido in plastica dura ruvida e opaca da gaming, la cui superficie risulta in parte leggermente consumata e lisciata da anni di usura causata da svariati mouse da gaming con i quali peraltro non ho mai riscontrato alcuna difficoltà di tracciamento del cursore.

Tuttavia, con il “Claw” ho potuto notare rare perdite di posizione che hanno portato il cursore a slittare gradualmente verso l’alto costringendomi ad intervenire per riprenderne il controllo.

Nei movimenti più lenti e brevi il sensore ottico da 5000 dpi ha avuto serie difficoltà ed il cursore è rimasto spesso fermo in prossimità di punti specifici del tappetino causando una transizione discontinua di cui non sono riuscito ad individuare l’origine non essendo chiaro se fosse dovuta a pulviscolo, polvere o imperfezioni o cambi di colore sul tappetino, però è successo talmente spesso da diventare fastidioso, soprattutto durante le sessioni di gaming nelle quali la perdita di input può risultare cruciale.

A volte, dopo la prima perdita di segnale, il mouse ha continuato a dare problemi per lunghi secondi e mi son visto costretto ad alzarlo, soffiare sotto il mouse e pulire il tappetino, routine che pensavo di aver cestinato ormai da più di dieci anni e che risultava obbligata per i primi mouse ottici dotati di sensori però di qualità nettamente inferiore.

Le cose peggiorano vertiginosamente se appoggiamo il mouse direttamente sulla scrivania in legno, in questo caso infatti l’utilizzo risulta del tutto impossibile: il cursore resta completamente fermo laddove altri mouse non hanno riscontrato alcun problema di tracking (e per “altri mouse” intendo anche un mini mouse portatile da 20 euro con 7 anni di vita, anch’esso dotato di sensore ottico). Anche impostando al massimo la lift-off distance dal software asus la situazione rimane purtroppo invariata.

Tale problema si è riproposto su svariate superfici e nulla è cambiato appoggiando lo “Strix Claw” sulla mano o su pagine di rivista lucide evidenziando come su superfici metalliche e riflettenti ne risulti impossibile l’utilizzo mentre su superfici opache, di tessuto e monocromatiche la situazione migliori nettamente.

Ho provato a rispolverare un vecchio tappetino ricoperto in tessuto con poggiapolso in gel, i suddetti problemi sono quasi del tutto spariti ma tale superficie non è affatto adatta al gaming perché il mouse vi scorre con molto più attrito, inoltre la dimensione di questi tappetini economici è spesso insufficiente.

Per quanto attiene alla forma ergonomica del mouse lo “Strix Claw” è risultato piuttosto grande e, dopo ore di utilizzo, la mano tende a stancarsi perchè fissa in una posizione poco variabile, problema già riscontrato anche con la serie g500 Logitech.

Il fatto che sia alto e lungo facilita la presa avvolgente con l’intero palmo a contatto del mouse garantendo maggior precisione e reattività nei movimenti lunghi e minore in quelli brevi ma costringendo l’utente a muovere il polso. Questa è in ogni caso una lunga diatriba tra gamer sullo stile di gioco dipendente non solo dalla forma dell’hardware ma anche da gusti personali, dimensione delle mani, setup della postazione ed ovviamente sensibilità del mouse a cui si è abituati e non sarò di certo io a decretarne la conclusione.

In definita il mouse da gaming “Strix Claw dark edition” è un tool dalle caratteristiche non eccellenti, caratterizzato da piccoli accorgimenti azzeccati ma anche da grandi difetti che stonano pesantemente con un prezzo non competitivo (si aggira tra i 50 e i 75 euro online) in un vasto mercato in cui la concorrenza è in grado di offrire di meglio (ad un costo minore) grazie ad una lunga esperienza nel settore.

Pro
  • Presa “palm grip” asimmetrica.
  • Cavo e relativo supporto eccellenti.
  • Tre Tasti laterali comodi, rotella ampia.
  • Software di personalizzazione completo.
Contro
  • Sensore ottico inutilizzabile su superfici lucide e molto impreciso anche su alcune opache.
  • Tasti principali poco responsivi.
  • Il tasto della rotella è troppo morbido e causa click accidentali.
  • Luci fastidiose mal schermate, impossibilità di cambiare il colore dei led.
  • Prezzo poco competitivo.
  • Accessori e contenuti premium inesistenti.

 

“Ho il 6% di batteria, tra poco si scarica.” E’ una frase che si sente (o che si pronuncia) fin troppo spesso. Con lo ZenFone Max Asus ha cercato di mettere una pezza, una GROSSA pezza, a questo problema. Ci è riuscita? Scopriamolo insieme.

Cominciamo dagli aspetti che si notano fin da subito una volta preso in mano il telefono: con uno schermo 5.5” 1280×720, altezza di 156cm larghezza di 77.5 cm, uno spessore di ben 10,55 cm e un peso di 202 grammi, il telefono appare fin da subito grande e piuttostovlcsnap-2016-09-30-14h29m14s239 pesante. Tuttavia a dispetto di quanto ci aspettassimo questo non è un limite, infatti, la scocca posteriore in plastica con effetto pelle nera e vagamente bombata ai lati garantisce un feedback tattile e una presa salda e sicura. Insomma, la sensazione è quella di avere per le mani un telefono solido e ben costruito, anche grazie al laterale in metallo.

Sotto il cofano, poi, questo device monta una cpu Qualcomm Snapdragon 410 con gpu Adreno 306, 2 Gb di RAM e 16 di Storage; di questi poco più di dieci sono quelli disponibili mentre i restanti cinque sono occupati per il sistema operativo.

Prima di parlare delle prestazioni, però, vogliamo soffermarci un momento sulla caratteristica che lo rende davvero “MAX” ovvero la batteria di 5000 mhA, che ci garantisce un uso prolungato ed intenso del telefonino evitandoci la spasmodica ricerca di una presa di corrente e sgravandoci dal peso di grosse e scomode power bank.

Dal punto di vista del software, poi, lo Zenfone Max si presenta con android 5.0 di base aggiornato dalla casa madre fino alla versione 6.0.1 Marshmallow. Anche da questo punto vista Asus si dimostra in grado di supportare per bene i propri device, fornendo assistenza nel tempo e aggiornamenti software in abbondanza. La ZenUI, cioè l’interfaccia tipica di tutti i device targati Asus, è fluida e reattiva, non si inceppa e garantisce un buon compromesso tra personalizzazione e facilità di utilizzo. L’esperienza utente finale, dunque, è quella di avere un telefono sufficientemente reattivo e fluido, esteticamente accattivante e che non difetta nelle funzionalità.
I problemi, però, non tardano a presentarsi nel momento in cui si va a forzare la mano: i soli 2 gb di RAM, uniti a processore e scheda video non esattamente di punta, vanno lievemente in sofferenza con i giochi più elaborati che richiedono un gran lavoro da parte delle componenti. Il risultato è un allungamento sensibile, anche se non snervante, dei tempi di caricamento.

Per testare il prodotto Asus lo abbiamo utilizzato principalmente con Asphalt 8 (noto racing game) e l’esperienza di gioco si è rivelata tutto sommato positiva con un framerate accettabile e una buona fluidità ma, lo ripetiamo, con l’unica pecca dei tempi di caricamento piuttosto lunghi. Problema peraltro verificatosi anche durante l’utilizzo di altre applicazioni. Ottimo, invece, il battery drain, che riesce a garantire un consumo veramente minimo a fronte di notevoli tempi di gioco (e parliamo di sessioni di gioco di 40/50 minuti a fronte di uno scaricamento della batteria di appena l’8%!!). Insomma, con un processore vagamente più potente o una quantità di ram superiore avremmo potuto avere per le mani una vera e propria piccola console portatile.

Buona la luminosità dello schermo che si è rivelata abbastanza elevata da garantire una buona lettura del display anche controluce. La funzione di luminosità automatica con il relativo sensore si è dimostrata buona, anche se non particolarmente reattiva. Buona la ricezione in chiamata, così come l’altoparlante che, seppur unico e posto nella parte inferiore del telefono, dimostra un buon livello di volume, anche se non spicca particolarmente per la potenza dei bassi.vlcsnap-2016-09-30-14h31m09s171

La fotocamera anteriore da 13 mpx svolge il suo lavoro dignitosamente, pur non brillando in qualità. Il software Asus, ricco di funzionalità (tra cui spicca una modalità manuale davvero ben fatta) non riesce però a nascondere i limiti di una camera che non eccelle, con il risultato che ci si trova dinanzi ad una fotocamera in grado di svolgere il proprio lavoro in condizioni ambientali favorevoli, ma che pecca in velocità di messa a fuoco e che va in sofferenza nel momento in cui la luce esterna cala o addirittura manca (ad esempio, in notturna). Molto peggio la qualità della fotocamera anteriore, da soli 5 mpx, che può portare a risultati impietosi nel caso non siate dei modelli da cartellone pubblicitario.

Altra pecca che abbiamo rilevato nella nostra prova è la mancanza di un sensore gps adeguato. Ci siamo infatti trovati in difficoltà nell’utilizzare non solo la funzione del navigatore, ma anche giochi che sfruttano il sensore di movimento. Pensiamo a Pokemon Go, che ha avuto grandissime difficoltà a seguire i nostri spostamenti a piedi, e che ha reso l’esperienza di gioco assolutamente inefficace. Peccato, perché vista la durata della batteria questo telefono avrebbe potuto essere un must have per un aspirante pokèallenatore, così come per qualcuno che fa della mobilità la funzione principale nell’uso del telefono.

Tirando le somme, possiamo dire che questo è un telefono particolarmente indicato per chi ha bisogno di utilizzarlo a lungo per questioni di ufficio e lavoro, o per chi si trova a trascorrere intere giornate senza avere a disposizione una presa di corrente per ricaricare il dispositivo. Il prezzo di 199 € al lancio, già sensibilmente più basso e destinato ad abbassarsi ancora di più con la prossima uscita della nuova linea di telefoni Asus (gli ZenFone 3), lo rendono particolarmente invitante soprattutto per coloro che non hanno voglia di sborsare l’ingente somma necessaria per un device di punta.