Arriva da oltreoceano una notizia che potrebbe condizionare pesantemente il mercato videoludico nei prossimi  anni. EA ha annunciato infatti il raggiungimento di un accordo per l’acquisizione di Respawn Entertainment, lo studio di sviluppatori indipendenti che hanno il franchising Titanfall.

Respawn porta a EA il talento che lo studio ha saputo dimostrare con Titanfall e Titanfall 2, due dei titoli più apprezzati tra gli shooter negli ultimi cinque anni. L’acquisizione si basa su una partnership tra Respawn e EA, con diversi progetti che sarebbero già in fase di sviluppo. In particolare sono stati menzionati: un nuovo titolo nel franchise Titanfall, un gioco creato nell’universo Star Wars ™ e un’esperienza di gioco VR.

“Abbiamo visto in prima persona il calibro di classe mondiale di Respawn come uno studio di sviluppo con incredibile visione, talento profondo e una mentalità creativa ispiratrice”, ha dichiarato Andrew Wilson, CEO di Electronic Arts. “Il nostro partenariato di lunga data è fondato nel desiderio condiviso di spingerci sempre più in là e di offrire nuove esperienze straordinarie e innovative per i giocatori di tutto il mondo. Insieme abbiamo realizzato il franchise Titanfall, e ora con il team Respawn che si unisce a EA, abbiamo piani emozionanti per realizzare cose ancora più sorprendenti in futuro “.

“Quando abbiamo fondato Respawn, avevamo l’obiettivo di creare uno studio con alcuni dei migliori talenti del settore ed arrivare ad essere tra i migliori sviluppatori di giochi innovativi”, ha dichiarato Vince Zampella, CEO di Respawn Entertainment. “Abbiamo sentito che è arrivato il momento di unire le forze con un leader del settore che porta le risorse e il supporto di cui abbiamo bisogno per un successo a lungo termine, pur mantenendo la nostra cultura e la libertà creativa. EA è stato un ottimo partner nel corso degli anni con Titanfall e Titanfall 2 e siamo entusiasti di unire i nostri punti di forza. Questo è un grande passo per Respawn, EA e i nostri giocatori”.

Respawn si unirà all’organizzazione WorldAway Studios di EA, un collettivo creativo globale. In base all’accordo, EA pagherà 151 milioni di dollari in contanti e fino a 164 milioni di dollari in azioni, in forma di azioni riservate ai dipendenti. Inoltre, EA potrà essere tenuta a pagare un corrispettivo in denaro variabile aggiuntivo in funzione del raggiungimento di determinati obiettivi di performance relativi allo sviluppo dei futuri titoli, fino alla fine del  2022. L’importo supplementare è fissato ad un massimo di 140 milioni di dollari.

Si prevede che la transazione si chiuderà entro la fine del 2017 o subito dopo.

Abbiamo provato alla Milano Games Week 2017 il nuovo GT Sport in versione VR. Ecco le nostre prime impressioni.

gt sport

 

Tutti attendono l’uscita del nuovo GT Sport (il nuovo capitolo della saga di Gran Turismo) in esclusiva play-station consci di come questo titolo abbia, da sempre, stupito per grafica e gameplay. Quest’anno in fiera era presente la versione VR che, ovviamente, non ci siamo fatti sfuggire. Il gioco ci è stato mostrato su PS4 Pro, con headset e volante brandizzati PlayStation. Effettuata la scelta della pista e della macchia da utilizzare, ci siamo letteramente immersi nel gioco indossando il visore. Sicuramente, al primo impatto, quello che si nota sin da subito è la risoluzione del visore, sicuramente non a livello dei fratelli maggiori Oculus e Htc Vive ma, nonostante ciò, l’esperienza non ne ha minimamente risentito e ci ha consentito di vivere al massimo l’esperienza di gioco.

gt sport

Abbiamo provato le auto di GT Sports con tutti gli aiuti spenti e su una pista abbastanza difficile: il Nürburgring. Nonostante ciò, e nonostante il nostro piede pesante sia in accelerazione che in frenata, la macchina non si è scomposta più di tanto; questa cosa, però, ben lungi da farci piacere ci ha sorpreso negativamente visto che sotto il cofano delle macchine da noi scelte galoppavano più di 300 cavalli. L’impressione quindi è quella di essere comunque guidati da qualche aiuto da parte del gioco. Dal punto di vista tecnico, e nonostante girasse su VR Sony, la grafica era tutt’altro che prevedibile ed il gioco era godibile con un sound e una giocabilità pazzesca.

gt sport

 

Elemento cardine di GT Sports VR è risultata l’incredibile immersività che, dopo i primi minuti di ambientazione, da origine alla magia: il volante, il sound e le ambientazioni fanno si che tutte le pecche grafiche spariscano e che si inizi a provare il vero piacere di guida; la possibilità di guardare dove si vuole per cercare la traiettoria perfetta rende il visore quasi indispensabile per vivere al meglio l’esperienza di gioco.

Insomma questo visore convince sia per giocabilità che per accessibilità, rendendo così più semplice l’utilizzo di questi dispositivi anche per l’utente casual senza il dispendio di ingenti capitali.

Tutti gli appassionati di Pc gaming possono gioire, specialmente i fan di MSI. In un recentissimo Comunicato Stampa, l’azienda taiwanese ha infatti annunciato che MSI Infinite, la sua nuova famiglia di PC desktop gaming arriverà in Italia.

“Performante, dotato di un ricco bundle e caratterizzato da un design che non passa inosservato, Infinite è la soluzione definitiva per chi cerca un PC ottimizzato per giocare al massimo e con cui poter contare sui livelli di affidabilità per cui MSI è nota in tutto il mondo”

Performante, dotato di un ricco bundle e caratterizzato da un design che non passa inosservato, Infinite è la soluzione definitiva per chi cerca un PC ottimizzato per giocare al massimo e con cui poter contare sui livelli di affidabilità per cui MSI è nota in tutto il mondo” così MSI descrive questa nuova gamma di PC dedicati ai videogiocatori.

Mostrata per la prima volta durante il Computex 2017 di Taipei, la nuova serie MSI Infinite sta per sbarcare in Italia e sicuramente non passerà inosservata. Di spicco il design decisamente innovativo e la capacità di saper soddisfare le esigenze di chi desidera un PC per giocare veramente affidabile, completo di tutto, ottimizzato per offrire il massimo in ogni situazione e corredato da un ricco bundle.

MSI Infinite

Al momento sono due i modelli disponibili: Infinite e Infinite A. Quest’ultimo si differenzia dal “fratello minore” per la finestra in vetro temperato montata sul lato sinistro e per il pannello frontale con elementi a LED, che compongono un intricato circuito elettrico personalizzabile con il software Mystic Light, con la possibilità di scegliere tra un ben più ampio ventaglio di colori rispetto al modello base, che s’illumina soloamente di rosso.

I PC della serie Infinite A sono ideali anche per giocare in Realtà Virtuale, grazie alla presenza dei processori Intel® Core™ i5 o i7, combinati con le più performanti schede video NVIDIA GeForce® GTX serie 10, e al pannello frontale VR Link che, insieme alla funzionalità esclusiva MSI One-click to VR, facilita la connessione di visori, come Oculus e HTC Vive.

MSI Infinite rappresenta anche una soluzione ottimale anche per chi vuole partecipare a tornei e LAN party, in quanto dotato di una comoda maniglia che offre la possibilità di spostarlo facilmente

L’ efficienza MSI è riscontrabile persino nel sistema di raffreddamento. La serie Infinite infatti sfrutta il sistema  SILENT STORM COOLING 3, che crea flussi d’aria dedicati ai diversi componenti del sistema, garantendo di poter giocare al meglio per ore e ore senza il disturbo di fastidiosi rumori generati dalle ventole che girano ad alta velocità.

MSI Infinite A

Come usuale per i desktop di MSI, è previsto anche un bundle. Nel caso di Infinite comprende la versione completa di Ghost Recon: Wildlands deluxe edition, un mouse e una tastiera MSI da gaming e un completo toolkit per la manutenzione del PC

Come usuale per i desktop di MSI, è previsto anche un bundle. Nel caso di Infinite comprende la versione completa di Ghost Recon: Wildlands deluxe edition, un mouse e una tastiera MSI da gaming e un completo toolkit per la manutenzione del PC. Sarà inoltre possibile sostituire, ad esempio, lo storage o la scheda video del proprio computer senza invalidare la garanzia. Per queste operazioni, però, sarà necessario rivolgersi ai rivenditori autorizzati, che dovranno occuparsi degli interventi.

MSI Infinite all’opera

MSI Inifinite e Infinite A saranno disponibili in Italia a partire dall’ultima settimana di Settembre con prezzi al pubblico rispettivamente a partire da 999 IVA inclusa e da 1.799 IVA inclusa.

Maggiori informazioni e le schede tecniche dei prodotti sono disponibili  qui.

Il fuorisalone di Milano offre sempre occasioni per scoprire qualcosa di nuovo. Presso la sede del WWF di Milano abbiamo infatti scoperto il progetto “VR Hope – a Very Real Hope. Realizzato da Uqido in collaborazione con WWF Italia si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo il tema dell’impatto umano sull’ambiente (ed in particolare sul rischio d’estinzione del Lupo).

La questione ambientale e il rischio d’estinzione di numerose specie animali dovrebbero interessarci tutti da vicino (avendo conseguenze anche per la vita umana) ma purtroppo spesso vengono trascurate, forse perché la natura ed i suoi abitanti vengono dati per scontati. Per questo motivo WWF Italia ha chiesto aiuto al team di Uqido, che ha provveduto a realizzare questa breve ma intensa esperienza per VR (accessibile a tutti gratuitamente).

VR Hope- a Very Real Hope

L’esperienza in sé è davvero molto breve ma riesce seriamente a colpire le emozioni dell’utente.  VRHope si caratterizza infatti per l’utilizzo della realtà virtuale non per coinvolgere lo spettatore dal punto di vista solamente grafico, quanto piuttosto emotivamente e sensorialmente, al fine di renderlo consapevole di cosa potrebbe capitare (e purtroppo sta cominciando a verificarsi) al nostro pianeta. VRHope è stato realizzato con Unity e ottimizzato per HTC Vive. Pur essendo un’ottima realizzazione,  presenta tuttavia alcune pecche (che non inficiano comunque la potenza emotiva dell’esperienza). In particolare vi sono dei difetti nelle animazioni degli animali, ma che sono veramente marginali rispetto alla forza narrativa della storia. Inoltre se si considera il pochissimo tempo avuto a disposizione da Uqido (14 giorni ndr) a maggior ragione passano in secondo piano. Complessivamente il nostro commento per questo lavoro è: tanto di cappello !

Dopo aver indossato il visore si viene catapultati in un ambiente verdeggiante e pieno di vita, in cui è possibile muoversi abbastanza liberamente ed ammirare alcune specie animali, tra i quali spicca un branco di lupi. Fin qui tutto tranquillo, anche perché i lupi e gli altri animali ignoreranno la nostra presenza. Ad un certo punto però cominceranno ad essere distinguibili gli inconfondibili rumori della presenza umana e le loro conseguenze. Non vi diciamo oltre perché raccontare il finale depotenzierebbe la carica emotiva che quest’esperienza comporta. E anche perché tutti odiano gli spoiler. Se volete scoprire il finale, noi di Geexmag vi invitiamo a provarla al Fuorisalone di Milano, presso la sede WWF di Via Tommaso da Cazzaniga.

Uqido

Uqido che ha realizzato, in collaborazione con WWF Italia, quest’opera di sensibilizzazione è un’azienda di Padova costituita da persone che amano la tecnologia e la sperimentazione. Nata da uno spin-off dell’Università di Padova, Uqido trae ispirazione per il suo nome dal primo progetto realizzato, ovvero un eliminacode. Il nome infatti significa yoU Queue I DO (Mentre aspetti in coda io faccio).  Caratteristica di Uqido è infatti la continua ricerca e sperimentazione per trovare soluzioni semplici ai problemi delle persone. Al momento infatti Uqido collabora con lo IOV (Istituto Oncologico Veneto) alla realizzazione di un dermatoscopio di ultima generazione.

Ogni fiera ha la propria novità, il pezzo forte, l’elemento che, più di tutti, è in grado di catalizzare l’attenzione dei visitatori e degli appassionati. Sia di quelli presenti, che di coloro che all’evento non hanno potuto partecipare.

All’indomani dei tre giorni di tour de force spesi correndo da uno stand all’altro come una trottola impazzita sono tornato alla quotidianità di ogni giorno. Ho incontrato amici, conoscenti e colleghi, e ognuno di essi mi ha rivolto almeno una volta la fatidica domanda: “Ma allora: ‘sto VR… Com’è?”

Ormai è chiaro a tutti: il Playstation VR è stata la vera novità di questi tre giorni, considerando anche il fatto che la vendita al pubblico è partita lo stesso Venerdì della fiera. Gli altri indizi che indicavano chiaramente quanto questa novità fosse attesa sono stati la dimensione impressionante dello stand dedicato alla periferica Sony (Decisamente il più imponente di tutta la Games Week, con un numero di postazioni di prova davvero elevato) e le oltre due ore di coda necessarie a garantirsi l’accesso ad una prova di appena cinque minuti su un titolo random tra quasi tutti quelli disponibili al lancio dello stesso VR. Tutti volevano (e vogliono tutt’ora, ndr) provare l’esperienza di giocare completamente immersi all’interno del gioco, stuzzicati anche dal parco titoli già disponibili e dalle promesse che mamma Sony ha fatto ai propri utenti negli ultimi mesi.

Non solo onori, ma anche oneri. Il VR ha una grande responsabilità sulle spalle: ovvero quella di portare al grande pubblico la realtà virtuale, riuscendo laddove HTC Vive e Oculus Rift hanno in parte fallito, sia per i costi elevati dei due oggetti, sia per i requisiti hardware necessari a supportare i due visori (Per godere di un’esperienza soddisfacente su queste due periferiche è necessario avere dei pc di fascia alta, se non addirittura altissima). Dopo averlo provato, ho potuto dare una risposta a tutti quelli che mi hanno chiesto cosa ne pensassi di quella che in molti già considerano la nuova frontiera dell’intrattenimento videoludico.

vrsingleAppena indossato, la prima cosa che si nota è un certo comfort e una certa vestibilità dell’oggetto: La superficie di contatto con la faccia è particolarmente morbida, e il visore non pesa eccessivamente sulla testa del giocatore, nonostante sia il più pesante tra i tre visori maggiori, rendendo l’utilizzo piacevole. Dopo qualche minuto, quasi ci si dimentica di averlo addosso. Spiace che non ci sia un sistema di cuffie integrate, che quindi costringe l’utente ad utilizzare un headset acquistato a parte, meglio se comprato ad hoc per poter sfruttare il sistema 3D audio che permette di ottenere un’immersività ancora maggiore. Anche l’angolo di visione, di 100 gradi (contro i 110 di Htc e Oculus) è ampiamente sufficiente a creare la giusta atmosfera di gioco.

Sistemato il visore sulla testa, indossate le cuffie e calibrata la visuale, l’impatto con la realtà virtuale è istantaneo. Si è davvero subito nel bel mezzo dell’azione. La mia prova si è basata sul Driveclub VR, un titolo che ha fatto davvero discutere nei giorni scorsi, in quanto in moltissimi si sono lamentati di aver sofferto di motion sickness, quello spiacevole effetto collaterale che causa giramenti di testa e nausea, al punto da considerare il titolo ingiocabile. Non ho avuto nessun problema di questo tipo, anzi, l’esperienza di gioco è stata veramente molto fluida e piacevole. La sensazione di stare davvero dentro l’abitacolo della propria macchina, e il piacere di fare a sportellate con gli avversari per guadagnarsi la prima posizione è stato molto soddisfacente, ma…

vrmove… Ma la Playstation 4, anche nella sua nuova incarnazione Pro, non è di certo un pc di fascia altissima. Per mantenere i 60 fps stabili a cui il titolo deve necessariamente girare per essere considerato giocabile con il visore, gli sviluppatori sono stati costretti a sacrificare in parte il comparto grafico: il downgrade appare evidente, e, se l’esperienza della realtà virtuale in parte ci fa dimenticare di questo fatto, una volta che mi sono trovato a ripensare a mente lucida al titolo provato non ho potuto fare a meno di notare quanto la grafica a tratti appaia decisamente sgranata. Anche la sensazione di velocità appare attutita in qualche modo, riuscendo a non convincere appieno.

Potrei limitarmi a dire che si tratta di un problema specifico del gioco che ho provato, ma purtroppo non è così: I giochi – trasposti o progettati ex-novo – che puntano tanto sul comparto grafico anche nella loro veste per VR hanno avuto la necessità di limitare i movimenti dell’utente, per evitare che l’elaborazione eccessiva dei poligoni in real time causata da un continuo movimento del giocatore (e credetemi, guardarsi intorno è la cosa che più vi verrà voglia di fare con il VR) potessero causare un sensibile calo di framerate.

La coperta rimane comunque corta, e con la necessità di mantenere un prezzo accessibile (399 € a fronte dei 599 di Oculus e degli 899 di Vive) è lecito aspettarsi prestazioni ridotte rispetto alla concorrenza. Rimane a mio giudizio una periferica valida, anche se il top a livello di gioco lo si raggiunge utilizzandola insieme al Move e alla Playstation Camera, due supporti in alcuni casi addirittura necessari per giocare con il visore (che fanno sì che il prezzo, unito al costo della stessa console, lieviti in maniera considerevole, anche se rispetto a quanto richiesto dagli altri visori è decisamente meno).

Nonostante tutti i possibili difetti di una tecnologia ancora acerba e di una periferica completamente nuova, Playstation VR ha il grande pregio di riuscire a portare, almeno in potenza, la realtà virtuale in ogni salotto domestico. Sulle spalle di Sony grava dunque questa responsabilità, che, in caso di successo, potrebbe davvero aprire la strada ad un nuovo modo di concepire l’entertainment videoludico e rivoluzionare per sempre il modo in cui giochiamo.