Eccoci con Onrush tra le mani, titolo Codemasters e race game fuori dagli schemi che ricorda vagamente titoli come Destruction Derby o Carmageddon, dove la continua corsa alla velocità porta alla disfatta dei propri avversari.

Onrush è un titolo Codemasters ma, molto differente da quello a cui la casa Inglese ci ha sempe abituati, un misto di stili di guida ed una voglia pazza di distruzione con un pizzico di ingegno in stile Burnout, di fatti distruggere gli avversari non sarà sempre semplice come potrebbe sembrare, anche il “takedown” sarà sempre dietro l’angolo.

Iniziamo dunque con l’esaminare le varie modalità di gioco presenti.

La prima modalita’ si chiama Incipit, nel quale tutto ciò che conta e’ la velocita’. Infatti per poter utilizzare il turbo dovrete polverizzare i vostri avversari decretando così la squadra con il maggior punteggio e turbo sprigionato.

In questa modalita’ avrete a dispozione vari veicoli con abilita’ diverse, tra cui: Interceptor, ideale per le fasi offensive, Pinpoint che vi fa guadagnare turbo guidando con estrema accuratezza, Surge che infonde maggiore potenza al turbo per sferrare attacchi ancor piu devastanti agli avversari, ed infine, Rampage che scatena un massacro senza fine aumentando lo scatto ad ogni eliminazione.

La seconda modalita’ denominata A tutta velocità ha il medesimo obbiettivo della modalità precedente ma con l’ausilio di veicoli diversi come: Dynamo, ideale per donare turbo ai compagni di squadra, Unite che ricarica dei compagni, Restock che rilascia una sfera di turbo per aiutare i compagni rimasti a secco, e Energize che una volta attivato lo scatto attiva una fascia di turbo da dispensare a tutti i compagni vicini.

La terza modalita’, Evoluzione, ha come obiettivo la necessità passare attraverso dei portali disseminati per la mappa al fine di aumentare il tempo a disposizione. Ovviamente in questa modalità vince chi non arriva al timeout; mentre come veicoli ed abilità troviamo le medesime delle modalità precedenti.

La quarta modalita’ si chiama Corsa esplosiva ed ha come obbiettivo sempre l’attraversamento dei portali per accumulare tempo ma con diverse abilità e veicoli, tra cui troviamo: Charger, un gioiellino per veri cacciatori, Daredevil che accumula scatto piu’ velocemente inseguendo gli avversari, Airstrike che colpisce come un missile dal cielo, Bulldoze che attivando da fondo alla sua estrema brutalità.

L’ultima modalita’ denominata Checkpoint presenta le stesse caratteristiche della precedente ma viene situata in una mappa del tutto diversa. Una volta completate queste modalità ne verranno sbloccate delle altre, tutte simili, ma con peculiarità diverse tra loro.

A quanto detto si affianca un’ottima componente di customizzazione sia del personaggio che delle auto o moto a vostra disposizione.

Onrush è una nuova sfida per Codemasters che da anni è maestra nel campo dei racing-game e sicuramente con questo nuovo titolo solca nuovi confini.

Il prodotto, come sempre da parte degli sviluppatori Inglesi, è di ottima fattura ed è tutto curato nei minimi dettagli, risultando divertente ed appagante, sicuramente un titolo aperto a tutti coloro che vogliono passare del tempo staccando la spina o più semplicemente, sfogando la propria ira sugli avversari.

 

Gravel è l’ultima fatica di Milestone, l’azienda tutta italiana che dal 1996 ci porta a scorrazzare qua e là per i circuiti di tutto il mondo a bordo dei più disparati veicoli. Con questo nuovo titolo ha voluto regalarci l’esperienza delle corse off road, mettendo a nostra disposizione un parco macchine davvero invidiabile e una serie di location davvero, davvero spettacolari. Ci siamo fatti svariati chilometri di piste per voi, e ora vogliamo raccontarvi la nostra esperienza, a caldo, appena scesi dall’abitacolo, con ancora il casco in mano.

Qualcuno ha detto sorpasso all’interno?

Diciamocelo, negli ultimi anni con i giochi di guida ci siamo abituati ad essere puntigliosi: titoli prettamente simulativi, capaci di solleticare le nostre vellità di meccanici o di ingegneri, in grado di offrire il piacere di passare ore e ore a sistemare la messa a punto e/o la personalizzazione del veicolo, prima di scendere effettivamente in pista. Gravel, invece, in questo senso va in controtendenza, proponendosi come un titolo prettamente arcade (ne avevamo già parlato qui ndr), nel quale bastano pochi passaggi nel menù di gioco per essere subito in pista, nel mezzo dell’azione, a fare a sportellate con gli avversari o a driftare di prepotenza immersi nel fango e nella neve. Insomma, la prima parola che viene in mente per descrivere questo titolo è sicuramente l’aggettivo “immediato”, che, badate bene, è usato in una accezione estremamente positiva: in questo caso, come vedremo più avanti, immediato non significa necessariamente facile, né tantomeno superficiale.

Il piacere di fare a sportellate nella neve!

Ed è nel segno dell’immediatezza che sono strutturate le varie modalità di gioco: in primis troviamo una modalità campagna costituita da un fittizio campionato del mondo, denominato Off Road Master, dove è possibile, gara dopo gara, visitare tutte le undici, suggestive location, che offrono nel loro complesso fino a sessanta tracciati diversi. Si va dalle vette innevate piene di tornanti ai tracciati sterrati negli stadi da Monster Trucks, passando per i saliscendi dei canyon americani e per le sabbie della Namibia.

Che sia quella del sole o quella dei fari, l’illuminazione offre degli effetti visivi davvero belli!

Insomma, la varietà non manca e in questo i ragazzi dello studio milanese hanno dimostrato di sapere il fatto loro, riuscendo a creare una varietà di atmosfere che non annoiano mai, anzi. Questa competizione mondiale è costituita da una serie di eventi portati sullo schermo del videogiocatore da una fittizia televisione, chiamata Gravel TV, che scimmiotta, per stile e impostazione, i vari format di intrattenimento sportivo americani (Se leggendo queste righe vi è tornata alla mente la frase “Buonasera amici del Graaande Wrestling!”, sicuramente sapete di cosa sto parlando. Ndr). Gli eventi offrono le quattro tipologie di gioco principale, che vanno dalla classica corsa a giro su tracciato corto fino alle corse off road point to point, nelle quali si può ammirare il panorama e le bellezze naturali all’interno dei quali il giocatore viene catapultato. In aggiunta, ci sono una serie di eventi speciali, che consentono di sfidare i vari campioni di ogni categoria di veicolo, dando così la possibilità di ottenere il titolo di campione Off Road Master. La campagna è ben amalgamata, ma niente di eccezionale. In particolar modo, ci saremmo aspettati qualcosa di più, soprattutto considerando il fatto che si simula un programma televisivo. Sono del tutto assenti, ad esempio, interviste post gara, o un qualsivoglia elemento gestionale di sorta. Peccato, perché avrebbe davvero potuto essere un autentico gioiellino. È chiaro che il team milanese si sia concentrato più sullo sviluppo dell’esperienza di guida che sugli elementi di contorno. Una pecca che comunque non preclude il fatto che la campagna sia nel complesso divertente e stimolante.

Qualcuno ha detto canyon?

Affiancata a questa campagna troviamo una modalità libera, che ci permette di rigiocare, anche con vetture diverse, i vari tracciati sbloccati durante la modalità storia e due modalità online, una delle quali permette di affrontare delle “sfide settimanali” su diversi tracciati e di entrare in classifica con i piloti virtuali di tutto il mondo, gareggiando sul miglior tempo o sul raggiungimento di obbiettivi vari. L’altra invece è la vera modalità online, in cui poter sfidare altri avversari in carne ed ossa. Ed è qui che le cose si fanno interessanti. La possibilità di prendere a sportellate un altro essere umano è davvero divertente, e l’esperienza di gioco decisamente appagante. Se Milestone dovesse continuare (come promesso, ndr) a supportare il gioco, anche quello online, a lungo ci sono tutti i presupposti per creare un titolo online davvero valido. Manca tuttavia una modalità multiplayer locale, in split screen, cosa che avremmo trovato particolarmente indicata in un titolo come questo.

Fare a sportellate è sicuramente divertente, ma i danni collaterali possono farsi sentire.

Ok, fino a qui tutto bene, ma cosa c’è esattamente sotto il cofano di questo prodotto virtuale? Pad alla mano, la forza di questo titolo sta essenzialmente in 3 punti fondamentali… Sì, avete letto bene, pad alla mano. Sia perché la versione che abbiamo provato è quella Ps4, ma anche perché questo è un titolo godibilissimo anche senza avere a disposizione un armamentario composto da pedaliera, volante e sedia da racing game. Fatta questa doverosa premessa, partiamo con il primo dei tre aspetti caratteristici di questo gioco: l’immediatezza di guida si traduce in un divertimento puro, leggero, dove a farla da padrona sono i drift, i salti sulle dune sterrate e le sportellate date alle macchine avversarie.

Guidare sulla neve è una delle cose più divertenti da fare…

Il giocatore si può concentrare sulla guida sporca e ruvida senza doversi preoccupare di imbroccare questa o quell’altra curva con una precisione millimetrica, regalando quindi un’esperienza arcade estremamente divertente ed appagante, che invoglia, una volta tagliato il traguardo, ad avviare immediatamente la gara successiva e così via fino a perdere discretamente la cognizione del tempo. Per i palati più esigenti, inoltre, ci sono delle opzioni di messa a punto pre gara, non tantissime a dirla tutta, ma sufficienti a customizzare in maniera soddisfacente l’esperienza di guida. Anche il terreno la fa da padrona, restituendo sensazioni diverse ad ogni tipo di terreno. Prendere le curve sulla neve è decisamente diverso che affrontare un terreno fangoso o sfrecciare in campo aperto in mezzo alla sabbia o sui terreni erbosi. A dirla tutta, lo stile arcade penalizza un po’ i veicoli, che a volte sembrano fin troppo simili tra loro, ma, ancora una volta, avendo ben in mente l’esperienza di gioco che la software house propone questo non dà particolare fastidio, anzi, contribuisce alla semplicità che rende divertente il titolo. Il terzo ed ultimo (ma non per importanza) punto su cui vale spendere qualche parola è costituito dall’IA degli avversari.

…Ma il rischio di schiantarsi è davvero dietro l’angolo!

Davvero ben fatta e capace di regalare sfide emozionanti e impegnative fatte di continui sorpassi e ottimi testa a testa, evita tutti i problemi che possono affliggere un titolo di questo tipo, compreso il fastidiosissimo effetto elastico. I livelli di difficoltà sono ben bilanciati e consentono di affrontare le varie competizioni ad un livello adeguato per tutti. In questo vogliamo davvero fare i nostri complimenti al team di sviluppo che ha saputo migliorarsi in maniera eccellente, anche rispetto a qualche mese fa, quando avevamo provato il gioco in anteprima alla Gamescom.

Graficamente il titolo è godibile, anche se non esagera nei dettagli. L’Unreal Engine 4, motore grafico scelto per questo gioco si dimostra davvero efficace e ben sfruttato, offrendo un’esperienza appagante, anche grazie ad un sistema di illuminazione dinamica davvero pregevole, in grado di far apparire ancora più belli i panorami dei tracciati off road. C’è anche da dire, proprio riguardo ai paesaggi, che le piste a tratti risultano eccessivamente vuoti e un po’ spogli, qualche dettaglio in più ci avrebbe davvero fatto piacere. Si tratta comunque di piccolezze, che nel complesso non disturbano più di tanto, anche perché la grafica ci sembra particolarmente impreziosita dagli effetti particellari della neve, della pioggia o del fango che va a imbrattare le carrozzerie delle nostre macchine. Menzione particolare al comparto audio, impeccabile per quanto riguarda i rombi dei motori e gli effetti delle gomme sui vari terreni, mentre ci è sembrata un po’ povera la colonna sonora, limitata ad una sola traccia principale, e poco altro.

Arrivare primi può non essere facilissimo, soprattutto a difficoltà elevate.

In conclusione, per quanto non sia un gioco perfetto in ogni sua parte, Gravel è un titolo capace di regalare ore e ore di sano divertimento spensierato. Le promesse di Milestone sono state ampiamente mantenute e l’esperienza arcade è gestita molto bene. Se la software house dovesse continuare a migliorare il gioco (con DLC e patch varie) per parecchio tempo dopo il lancio, davvero non potremmo lamentarci più di nulla!

Alla kermesse non poteva mancare Milestone, che sceglie proprio (e non potrebbe essere altrimenti) la fiera tedesca per presentare alla stampa una versione giocabile successiva alla alfa di Gravel, il nuovo titolo con cui la casa milanese ha deciso di cambiare le carte in tavola.

Milestone, negli anni, ci ha abituati ad una simulazione sempre più realistica con esperienze di guida sofisticate, complesse, adatte a chi ha bisogno di sentire il veicolo proprio come se lo stesse davvero guidando. Messe a punto minuziose, gestione degli assetti, delle gomme e delle strategie di gara così particolareggiate da portare via, al “videopilota” più esigente, tante ore di preparazione. Con Gravel la software house nostrana vuole cambiare le carte in tavola, puntando ad un’esperienza di guida totalmente arcade, destinata a chi (citando quasi testualmente quanto ci è stato detto durante la presentazione del gioco) “Vuole, anche solo per dieci minuti, giocare ad un racing game senza dover pensare o super concentrarsi”. Insomma, l’idea di fondo è un gioco arcade ambientato nel mondo dell’off-road, con diverse tipologie di veicoli, di circuiti e anche di modalità di gioco.

La presentazione

Prima di parlare del gioco, ci sembra doveroso spendere due parole per l’ottima organizzazione mostrata da Milestone che ha riservato alla stampa un intero box dedicato alla presentazione e alla prova del gioco. Prova che è durata ben un’ora per sei membri della stampa. Un’atmosfera raccolta e ordinata, che ci ha permesso di fare tutte le domande del caso e di poter provare il titolo con tutta calma. Detta così sembra una sciocchezza (o peggio, il solito marchettone ndr), ma vi assicuriamo che, per chi bazzica questi eventi con un pass stampa, è un aspetto tutt’altro che trascurabile. L’atmosfera colloquiale che si respirava durante la prova, poi, ci ha davvero permesso di provare il titolo come se fossimo seduti comodamente sulla nostra poltrona da gioco preferita.

La prova vera e propria è stata preceduta da un quarto d’ora di presentazione in cui ci è stato mostrato il trailer del gioco, quindi abbiamo avuto modo di sentire le principali caratteristiche del titolo grazie ad una quindicina di minuti di discorso ed infine le modalità di gioco e i veicoli disponibili. A quel punto abbiamo potuto prendere il gamepad in mano e cominciare la nostra sessione di provato.

Il gioco

La versione di Gravel che abbiamo provato, come già citato prima, per stessa ammissione di Milestone è una versione intermedia tra la alfa e la beta. Si tratta, quindi, di uno stadio ancora non particolarmente avanzato dello sviluppo, manchevole di buona parte dei contenuti (per forza di cose) e con parecchi aspetti grafici ancora da limare e da migliorare. Non possiamo sbilanciarci più di tanto su quello che abbiamo visto, ma l’impressione è che in Milestone abbiano davvero imboccato lo sterrato giusto la strada giusta: il cambio di motore grafico, che passa dal motore proprietario all’Unreal Engine, per il momento sembra dare i suoi frutti, la grafica ci è sembrata azzeccata, dettagliata al punto giusto e tuttavia non particolarmente pesante. Gli effetti particellari, come la terra che si alza dalle ruote o la pioggia durante le corse, sembrano aver già raggiunto un buon livello di dettagli seppure in alcuni punti si veda ancora la necessità di limare e migliorare qualcosina. Anche gli ambienti sembrano davvero ottimamente costruiti, con un buon livello di dettagli e di elementi di contorno a bordo pista. Nota di merito, a nostro avviso, va all’illuminazione, davvero curata e precisa anche nei passaggi un po’ più complessi. Il tracciato di notte, forse, risente di un’illuminazione generale un po’ eccessiva, ma il tutto si sposa bene con l’impronta arcade che gli sviluppatori hanno voluto dare a Gravel, rendendo meno “hard” l’esperienza di gioco.

Non potendo soffermarci più di tanto sugli aspetti grafici del gioco, ci siamo lanciati a capofitto sulla sostanza.
Il gioco offre quattro modalità di gara: la prima, chiamata Cross Country è una modalità point-to-point, dove dovremo guidare la nostra autovettura attraverso una serie di checkpoint (rigorosamente da non mancare) attraverso diversi percorsi, cercando di rimanere in testa alle altre vetture. La Wild Rush, invece, offre la possibilità di guidare in veri e propri off-road really, in un tripudio di sterrati, percorsi erbosi, cunette e dossi di ogni genere e tipo. Le ultime due modalità, invece chiamate Stadium Circuit e Speed Cross, consentono rispettivamente di pilotare veicoli in percorsi circondati da tribune o in tradizionali autodromi. In quest’ottica saranno a disposizione 16 ambientazioni diverse, ognuna con una buona quantità di varianti e tracciati differenti.  Anche il parco veicoli sembra buono, offrendo una buona varietà di modelli e di tipologie di auto: si va dalla Ford Fiesta ST alla Raptor F150, passando per, ad esempio, la Celica ST185 e il Volkswagen Touareg 3. I veicoli disponibili saranno un mix di autovetture originali, create ad hoc per il gioco, e vetture già esistenti come quelle citate prima.

Interessante anche la modalità storia, la Gravel TV, che promette di guidare il videogiocatore attraverso uno show televisivo alla “americana”: dove in ogni episodio si dovranno sfidare altri piloti nelle varie modalità, fino ad arrivare ai quattro boss finali (una specie di superquattro in autovettura). La modalità storia dovrebbe durare all’incirca dieci ore di gioco, né troppe, né troppo poche.

Il provato

Ma alla fine, questo Gravel, com’è?! Doverosa premessa: chi scrive (e ha messo le mani sul gioco) non è un appassionato di racing game. Anzi. Generalmente quando prende in mano un titolo di questo genere per la prima volta va dritto alle prime due curve. Poi spegne tutto dal nervoso. Immaginate quindi la sorpresa nel trovarsi di fronte un titolo semplice, che risponde bene ai comandi e con una curva di apprendimento molto facile. Sbagliare  una curva non ti costringe a dover ripetere l’intero tracciato, ma viene lasciato all’utente un discreto spazio di manovra. Viene davvero facile imparare a manovrare una macchina e passare da un modello all’altro non è così traumatico come potrebbe essere in un gioco prettamente simulativo, anche se le differenze tra le varie tipologie di vetture si sentono eccome, e questo è un bene: guidare i Truck nello stadio restituisce tutta la sensazione di possanza e pesantezza tipica di quella tipologia di vetture, così come sfrecciare su un tracciato automobilistico con la Celica lascia davvero quella sensazione di velocità “spensierata” che ci è piaciuta davvero tanto.

Abbiamo rubato uno scatto a Davide Mancini di TGM che prova il gioco. Spriamo non se la prenda, intanto gli diciamo che è un ottimo modello!

In tutto questo c’è però un grosso “ma”: il titolo forse dimostra di essere fin troppo semplice, e il nostro timore è quello di trovarsi di fronte ad un prodotto capace di divertire, ma di non offrire al giocatore una vera e propria sfida, con il rischio di vederlo annoiato dopo poche ore di gioco perchè vincere risulta troppo facile. Pensiamo che una maggiore aggressività da parte dell’IA, tanto nel mordere la strada quanto nel fare a sportellate con l’utente, possa giovare alla longevità e all’appeal di questo titolo. Parlando con il team di sviluppo, ci è stata confermata che la messa a punto dell’IA e della difficoltà di gioco è tutt’ora materia di sviluppo. siamo fiduciosi in merito.

Conclusioni

Prima di saltare alle conclusioni vere e proprie, dedichiamo un attimo di tempo a parlare del Multiplayer. Non ci è stato mostrato niente né durante la presentazione né durante la prova, tuttavia scambiando due parole con gli sviluppatori alla fine della nostra lunga esperienza di guida virtuale, ci siamo fatti raccontare che il multiplayer, attualmente in lavorazione, comprenderà diverse modalità di gioco, tra cui, oltre al classico campionato multiplayer, anche modalità cattura la bandiera e una denominata “King Run” diverse corone saranno sparse per il tracciato e andranno raccolte e mantenute per più tempo rispetto agli aversari, che cercheranno di rubarle facendo a sportellate con le macchine.

Insomma, questo Gravel ci ha stuzzicato a dovere, facendoci gustare un antipasto davvero gustoso e lasciandoci con quella voglia di provare il gioco finito, nonostante si discosti davvero tanto dalla simulazione estrema a cui Milestone ci ha abituati in passato. L’intendo di conquistare una fetta di giocatori che normalmente non sono avvezzi ai racing games appare chiara ed evidente. A noi non resta che fare i nostri migliori auguri allo studio di sviluppo, in attesa di avere tra le mani il prodotto definitivo da poter testare e con cui (speriamo) poterci divertire a lungo.

Alla gamescom di quest’anno, Milestone presenta la sua ultima IP gravel, con un trailer e una demo in esclusiva!

Gravel è stato annunciato lo scorso 22 Febbraio da Milestone, la nuova Ip che vuole riscrivere le regole del mondo dei giochi off-road, dando tra le altre cose la possibilità di eseguire acrobazie folli e salti incredibili, tra scenari naturalistici di notevole impatto.

La demo provata alla gamescom ci ha dato un assaggio di quelle che sono le idee di base del gioco.

Sarà un vero e proprio giro intorno al mondo: si passa dal deserto ad una cava rocciosa Australiana, per poi passare per le tundre artiche dell’Alaska tra i celebri villaggi di pescatori, fino ad arrivare ad Arene di pura fantasia create dagli sviluppatori, sul modello degli stadi americani.

La lista dei costruttori presenti in gioco e dei modelli tra cui scegliere è pronta a soddisfare anche i palati degli appassionati più esigenti. Tra i tanti veicoli saranno disponibili anche alcuni tra i modelli più iconici del mondo off-road, come la Ford Raptor F150, la Toyota celica ST185, la Ford Fiesta ST o la Volkswagen Tuareg 3, queste sono solo alcuni dei veicoli presenti nella preview.

Il gioco completo verrà rilasciato agli inizi del 2018 su Ps4, Xbox one e Pc, con più di 16 location e 50 circuiti.

MotoGp 2017 è stato annunciato da Milestone, la casa italiana specializzata nello sviluppo di racing game. Il gioco sarà sviluppato per PS4, PS4 Pro, Xbox One  e Windows PC/STEAM. 

MotoGp 2017MotoGP 2017 ovviamente includerà tutte le novità del nuovo campionato che sta per iniziare. Circuiti, Team, nuove regole e il campionato Red Bull Rookies Cup. Finalmente i 60 fps dovrebbero essere uno standard, così da garantire la migliore immersività al giocatore.

Ecco le parole di Matteo Pezzotti, Lead Designer Milestone “Stiamo lavorando moltissimo per rendere MotoGP™17, non solo un aggiornamento della stagione, ma un gioco godibile e ricco di tutte quelle novità che i fan della serie ci hanno richiesto nel corso di questi anni. Avremo una nuova modalità online competitiva e avvincente, una carriera rivoluzionata e molto altro. Non voglio svelare ancora nulla, ma vi assicuro che ne vedrete delle belle nel corso dei prossimi mesi. Nel frattempo mettetevi comodi e guardate con noi l’inizio della nuova stagione”.Moto Gp 2017

Si prospetta quindi una nuova stagione scoppiettante, dalla pista al pad. Pronti a partire??

Noi da appassionati della serie cercheremo di darvi tutte le notizie e di portarvi un’anteprima sulle nostre pagine… Resta solo da dire:

“Tutti in piedi sul divano, prima dentro e ANDIAMOOOOOO!!!!”