TOM CLANCY’S RAINBOW SIX® SIEGE ANNUNCIA I PRIMI DETTAGLI DELLA STAGIONE 4: OPERATION WIND BASTION

Oggi Ubisoft ha svelato i primi dettagli di “Operation Wind Bastion” che introdurrà due nuovi Operatori, un Attaccante e un Difensore, provenienti dal Marocco. Operation Wind Bastion includerà anche una nuova mappa, Fortress, la prima mappa a essere fortemente associata a un Operatore.

Fortress: una struttura di addestramento militare situata nella catena montuosa dell’Atlante, offre ai giocatori l’incredibile opportunità di mettere alla prova le loro abilità all’interno di una splendida Kasbah dall’architettura iconica, tipica della regione meridionale del Marocco. La mappa sarà composta da due aree distinguibili che offrono una varietà di spazi aperti, nascondigli e punti di avvistamento per gli scontri a corto e lungo raggio.

Tutti i restanti dettagli della Stagione 4 dell’Anno 3 di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege saranno annunciati il 18 novembre, durante le Finali della Pro League, che si terranno in Brasile, a Rio de Janeiro.

Durante la Milan Games Week 2018 abbiamo potuto provare The Division 2, l’atteso sequel sviluppato da Ubisoft. Il gioco sarà ambientato 7 mesi dopo il disastro di New York, raccontato nel primo capitolo, e tutti gli Stati Uniti ormai si sono riorganizzati per riprendere una vita apparentemente normale, ma ci sono scontri tra diverse fazioni per il potere, e Wahsington D.C. è uno dei punti in cui gli scontri sono più cruenti. Ci saranno tre nuove classi da sviluppare e tante nuove armi.

Grazie anche al buon impiego del Snowdrop Engine, le ambientazioni del titolo sembrano, rispetto a quelle che abbiamo avuto modo di percorrere negli scorsi anni, decisamente ricche di dettagli e di gran lunga più ampie rispetto alle anguste e grigie strade di New York, soffocate dall’ingente numero di grattacieli e palazzi.

Nella demo l’obbiettivo era quello di mettere in sicurezza un punto di controllo. Il percorso è disseminato di forze nemiche appostate e pronte ad entrare in azione. Il Time to kill non sembra essere cambiato rispetto al capitolo precedente, per quanto riguarda i nemici corazzati richiedono ancora un dose di fuoco concentrato e colpi precisi ai puti deboli, metre i nemici più deboli sembrano andare giù con meno colpi.

Il livello di sfida era ottimo e ci ha “obbligato” a fare affidamento alle copertura, in quanto già i nostri compagni si sono lanciati in campo aperto cadendo al suolo. Una maggiore tattica sembra quindi essere al centro delle dinamiche di gioco, non solo in quanto ad approcci sul campo ma anche in quanto a specializzazione del proprio personaggio che determinerà in modo più stringente rispetto a The Division le qualità uniche del nostro agente.

Le opzioni tra cui è possibile scegliere includono il Survivalist – con il quale abbiamo effettuato la prova – , dotato di una letale balestra per cavarsela nelle situazioni più impervie, il Demolitionist, equipaggiato con un lanciagranate devastante utile per generare caos e stanare i nemici nascosti, e lo Sharpshooter che porta con sé un fucile ad alto calibro, utile a sfoltire le linee nemiche dalla distanza e attaccare di precisione i nemici più pericolosi.

In conclusione, The Division 2 mantiene molti degli elementi che sorreggono tuttora il primo capitolo, e, partendo dall’enorme esperienza acquisita negli ultimi anni, Massive Entertainment prova a fare ammenda degli errori del passato, cercando di evolvere il marchio ad un titolo in grado di trattenere a lungo i molti ancora affezionati alla serie.

Abbiamo avuto modo di provare il nuovo Jump Force Presso lo stand Bandai Namco della Milan Games Week 2018, ed ecco le nostre prime impressioni a caldo.

Jump Force è il nuovo titolo picchiaduro sviluppato da Bandai Namco caratterizzato da scontri tra i più svariati eroi provenienti da molteplici Anime e Manga. Così in men che non si dica potremo assistere ad un duello tra Goku da Dragonball e Naruto dall’omonima serie, piuttosto che una battaglia tra Luffy di One Piece e Ichigo di Bleach. Si tratterà di scontri tra due squadre composte da tre eroi o antagonisti interscambiabili presenti in un roster di tutto rispetto e che risulta essere incompleto alla prova che abbiamo fatto, ma questi avranno una salute unica condivisa.

Si tratta del classico picchiaduro a cui Bandai ci ha da sempre abituati con parate, schivate, attacchi rapidi con teletrasporto, attacchi con personaggi secondari, una barra dell’energia per sfoderare quattro attacchi speciali. Di questi uno sarà il cosiddetto attacco ”Awakening” (o risveglio) che trasformerà al contempo il nostro personaggio nella sua ”forma definitiva” (che si tratti del Super Sayan o del Gear Fourth). In questa forma avremo per un breve periodo un set di attacchi dedicati ed infliggeremo un quantitativo maggiore di danno anche se, purtroppo, gli attacchi speciali risulteranno invariati. Sarà anche possibile attivare la modalità risveglio senza utilizzare l’attacco ”definitivo”, ma solamente in seguito al riempimento di un’apposita barra che aumenta all’aumentare del danno subito.

Peculiarità unica e distintiva di Jump Force è che ha come motore grafico l’Unreal Engine, grazie al quale riesce a sfoggiare un realismo di ottimo livello, oltre che texture e particellari eccellenti; inoltre da sottolineare la fluidità che riesce a rendere il tutto più dinamico che mai su mappe ricche di dettagli ed arricchite ancor più dalle classiche ”transizioni di area”. Infine vogliamo sottolineare che abbiamo avuto modo di provare unicamente la modalità scontro PvP 1vs1, che risulta essere solamente una piccola parte di un titolo più vasto che comprenderà una sua modalità storia ed una modalità di creazione e personalizzazione di un personaggio a parte.

Firewall Zero Hour è il nuovo titolo sviluppato per il PlayStation VR che porta finalmente dei veri scontri competitivi all’interno della realtà virtuale!

Sony ha da sempre dato un grande supporto al proprio dispositivo per la realtà virtuale, il PS VR, con periferiche aggiuntive ed un’ottima pletora di nuovi titoli con una buona cadenza. Con l’uscita di Farpoint abbiamo avuto modo di apprezzare per la prima volta il cosiddetto Aim Controller, un vero e proprio fucile da utilizzare nei titoli FPS ed ottimizzato in maniera egregia per quest’ultimo titolo.

Già in Farpoint veniva introdotta per la prima volta la possibilità di effettuare match competitivi, nonostante si trattasse di semplici partite 1vs1 con alcune piccole particolarità. Ciononostante s’intravedevano grandi potenzialità per il Playstation VR e per il suo controller di mira; queste potenzialità sono adesso sfruttate pienamente in questo nuovo titolo competitivo intitolato Firewall Zero Hour!

Prima di iniziare a parlare di questo gioco, però, ci teniamo a precisare che esiste anche la possibilità di giocarci utilizzando il semplice controller Dualshock ma, ovviamente, con quest’ultimo la mobilità ed il livello d’immersione ne risentiranno parecchio.

Firewall Zero Hour è un titolo interamente competitivo e giocabile unicamente in multiplayer online (l’unica modalità “offline” è il tutorial o scontri contro bot) che unisce meccaniche già viste in simulativi come Rainbow Six Siege alle potenzialità della VR. Difatti i match, o come denominati in gioco: “contratti”, saranno delle partite 4vs4 in cui un team attaccante dovrà trovare dei firewall da analizzare per poter scoprire la posizione d’un terminale che dovranno hackerare per vincere; di contro il team di difensori dovrà cercare di eliminare o bloccare la squadra avversaria fino allo scadere del tempo.

Prima dell’inizio della partita sarà possibile selezionare un mercenario tra quelli disponibili, ciascuno dei quali sarà dotato di un bonus passivo tra cui potrete scegliere (che si tratti di portare una granata extra o di avere una resistenza maggiore alle esplosioni), ed un secondo bonus dopo aver superato il livello quattro e sbloccato così la personalizzazione.

Con la personalizzazione si apre anche la possibilità di creare classi customizzate da zero, poiché di base avremo a disposizione tre classi standard, con la possibilità di scegliere tra un’arma principale, una secondaria (entrambe con vari accessori), e due elementi di supporto tattico come granate, mine, fumogene e così via.

Tutti questi elementi di personalizzazione potranno essere sbloccati solo dopo aver raggiunto il livello necessario per poi acquistarli con i crediti di gioco, ottenuti alla fine di ogni partita (assieme ad un certo quantitativo di esperienza).

Come già detto, Firewall Zero Hour è uno sparatutto competitivo tattico, ma il vero tatticismo non risiede tanto in elementi come cariche da irruzione, una mappa consultabile unicamente tramite un display posto sul polso del vostro alter ego o le numerose opzioni offerte dalle mappe, quanto maggiormente dal fatto che trattandosi di un titolo VR potremo sfruttare il casco ed il fucile per sbirciare dietro gli angoli, fare fuoco senza esporci fisicamente e dare segnali con dei movimenti ai nostri compagni. Il tutto riesce a funzionare egregiamente dando un feeling estremamente realistico ed immersivo!

Come mappe giocabili ne troviamo un’eccellente varietà, con ben otto mappe presenti, tutte ben distinte tra loro ed estese sia orizzontalmente che verticalmente e ricche di dettagli, così da fornire un gran numero di possibilità d’azione sia per gli attaccanti che per i difensori.

Il tutto è condito con un ottimo livello tecnico per gli standard attuali del PS VR, con l’unica pecca d’avere alcuni poligoni non modellati alla perfezione, ma nulla di grave considerando tutto nel complesso.

Infine da segnalare qualche piccolo problema legato alla gestione dei server e delle partite, questo perché durante un match in caso di abbandono da parte dell’host tutti i giocatori si ritroveranno espulsi. Ci auguriamo che in futuro vengano aggiunte altre modalità e che Firewall Zero Hour riceva il supporto che merita, soprattutto in considerazione del fatto che attualmente è un titolo che risulta essere unico nel suo genere grazie all’Aim Controller ed il miglior titolo FPS multigiocatore competitivo per VR.

Warner Bros. Interactive Entertainment pubblica oggi il video di Hitman 2 – “Fai come Hitman”: Immersione, il primo di una serie di video dedicati alla caratteristiche, ai potenziamenti e agli oggetti che saranno presenti in Hitman 2, in uscita il 13 novembre.

Il primo video ci consente di dare un’occhiata più da vicino a come i giocatori possono immergersi completamente nel mondo di Hitman 2 nascondendosi nella folla, sfruttando le super dettagliate ambientazioni e utilizzando le numerose personalità gestite dalla rivoluzione I.A. per creare un effetto domino con vaste ripercussioni.

Hitman 2 è il sequel dell’acclamato videogioco del famoso agente 47. Caratterizzato da nuove dettagliate location sandbox piene di ambientazioni pulsanti di vita, questo nuovo titolo offre ai giocatori la libertà di pianificare l’assassinio definitivo utilizzando un vasto assortimento di dispositivi, armi e travestimenti oltre a un’ampia varietà di tecniche stealth per innescare creativamente la propria unica catena di eventi.

Questo nuovo capitolo introduce nuovi modi di giocare con la modalità Sniper Assassin, una funzionalità separata che aggiunge, per la prima volta nella serie Hitman, il gioco cooperativo: due giocatori possono collaborare online per eliminare i loro bersagli. Per chi invece vuole immedesimarsi nell’Agente 47, Sniper Assassin può essere giocato anche in modalità giocatore singolo.

Hitman 2 sarà disponibile per PlayStation 4, PlayStation 4 Pro, la famiglia di dispositivi Xbox tra cui Xbox One X e PC dal 13 novembre 2018.

Moss è il nuovo titolo prodotto in esclusiva per il Playstation VR che fa della semplicità il suo più grande e piacevole pregio.

Tutti siamo stati piccoli, e tutti almeno una volta abbiamo prestato l’orecchio ad una fiaba narrataci da un parente; quindi tutti possiamo comprendere la gioia di un bambino nell’ascoltare una bella fiaba che parla di mondi magici, creature del bosco e regni lontani lontani prima di addormentarsi. Moss fa esattamente questo: raccontarci una stupenda storia attraverso tanti scenari ed ambientazioni diverse. Ci troveremo nei panni (appunto) di un semplice lettore che però diventerà parte integrante della storia che sta leggendo riuscendo così anche ad interagire con la protagonista della storia, ovvero una piccola topolina di nome Quill (ed anche qui suonano campanelli: chi non ricorda il buon Bastian Balthasar Bux della “Storia Infinita”??). Un tempo il suo popolo viveva in un maestoso castello ma venne decimato da degli esseri malvagi durante la cosiddetta “notte di cenere” ed i sopravvissuti dovettero rifugiarsi nella foresta, perdendo però il loro Re nella battaglia assieme alla sua “reliquia di vetro”. In seguito, per fermare l’avanzata degli invasori e limitare la loro presenza al castello, il generale, aiutato da un “campione” dei folletti (dotato anch’esso di una “reliquia di vetro”), riuscì a sigillare il passaggio per la foresta ma purtroppo il “campione”, ferito durante la battaglia morì nella foresta poco dopo. Dal suo corpo nacque un albero ed un giorno la protagonista, durante una delle sue consuete esplorazioni, passandoci accanto ritrova la reliquia perduta e così facendo crea un legame indissolubile tra noi e lei (la quale riuscirà anche a vederci).

Da questo momento l’intero titolo si svilupperà attraverso sequenze prettamente narrative nelle quali dovremo semplicemente sfogliare le pagine del libro che stiamo leggendo con la storia che ci verrà narrata da una voce fuori campo, ed altre sequenze di platform e di numerosissimi puzzle che ci accompagneranno durante l’intera avventura e che rappresentano l’elemento portante di Moss. Nel seguire le vicende della piccola Quill inevitabilmente ci affezioneremo a lei creando un vero e proprio legame e così di frequente ci capiterà di preoccuparci per lei, sorridere quando ci porgerà i suoi ringraziamenti (rigorosamente usando il linguaggio dei segni), quando dovremo o potremo interagire con lei, o quando vorrà farci capire qualcosa, così da vivere al meglio l’intera fiaba; così come la vivrebbe un bambino: con semplicità e con la ricchezza del piacere di scoprire come andrà avanti (anche se non esattamente come andrà a finire visto che questo sarà solamente uno dei “libri che dovremo leggere” per arrivare al vero “The End”) per una durata complessiva che si aggira attorno alle 3 ore.

Essenzialmente il nostro dovere sarà quello di aiutare Quill spostando elementi dello scenario utilizzando il controller come un’estensione della nostra mano ed al contempo controllare la protagonista per farla muovere negli scenari o eventualmente per combattere le creature che ci si paleseranno di fronte. Il tutto con molta semplicità: avremo un solo comando per attaccare ed uno per schivare, uno per far saltare ed arrampicare Quill ed un altro per manovrare gli oggetti; riuscire ad utilizzare tutto in maniera armonica sarà fondamentale per risolvere i puzzle che spesso dovremo affrontare. Tutto spostandoci tra i numerosissimi scenari presenti come se fossero vere pagine di un libro e che dal punto di vista estetico e di grafica non deludono assolutamente, così come anche dal punto di vista del sonoro con musiche, suoni e doppiaggi (non sarà presente l’italiano tra le lingue presenti, neanche per menu e sottotitoli) stupendi. Nel complesso ogni cosa riesce a funzionare egregiamente con ogni elemento che assieme agli altri riesce a colpire e coinvolgere molto di più di quanto non farebbe cambiando qualcosa o considerandolo singolarmente; il tutto contornato da uno stupendo comparto audio con bellissime musiche di accompagnamento e doppiaggi ed un ottimo livello grafico.

L’esclusivo sistema Playlink per PlayStation ritorna con il botto grazie al nuovo titolo: Frantics, il quale ci mostra effettivamente le grandi potenzialità che Playlink ha da offrire.

Frantics ci propone una vera e propria sfida, un gioco in cui per vincere dovremo suonarcele di santa ragione con i nostri compagni, è perché no, magari anche pugnalarli alle spalle quando se ne presenterà la possibilità. Il titolo permette di giocare con un massimo di quattro giocatori (sarà possibile giocare anche in meno di 4 giocatori ed in tal caso eventualmente potranno essere aggiunti dei bot) per competere attraverso una serie di minigiochi (in totale ben 15 includendo anche il “Gran Finale” e tutti ben diversificati e variegati) in tre diverse modalità. I minigiochi presenti consisteranno essenzialmente di giochi in cui dovremo inclinare il nostro telefono per controllare i nostri personaggi ed altri in cui dovremo tenere premuto un pulsante sullo schermo o scorrervi il dito per indicare la direzione. Le tre modalità presenti sono: Festa della Volpe, Minigiochi e Sessione Personalizzata e cercheremo di analizzarle tutte nel dettaglio. Il primo passo per poter giocare sarà quello di scaricare sul telefono dei partecipanti l’app di Frantics dall’app store/play store, in seguito dovremo scattarci una foto per permettere al gioco di selezionare un’animale che più si adatta al nostro viso (ovviamente sarà possibile cambiarlo) ed in seguito, in minima parte, personalizzarlo.

Festa della Volpe
Questa rappresenta la modalità principale di Frantics, nella quale “Volpe” organizzerà l’intera partita. Il tutto consisterà di una serie di minigiochi scelti casualmente ed in ciascuno di questi il vincitore (o i vincitori in caso di pareggio) otterranno delle corone grazie alle quali otterrete più possibilità di vincere nel Gran Finale (poiché le corone ottenute saranno convertite in vite). Oltre alle corone nei vari livelli saranno presenti delle monete che dovremo cercare di accumulare poiché nel corso del gioco si riveleranno essenziali. Questo perché durante i minigiochi, negli intermezzi e soprattutto nella fase finale saranno presenti delle aste grazie alle quali potremo ottenere oggetti utili per sbaragliare i nostri avversari (come magneti per monete, disinnescatori di bombe, cappello a punta per raddoppiare i punti ottenuti ed altri oggetti situazionali per ogni minigioco) o persino riuscire ad accaparrarci delle corone extra. Il tutto è reso più interessante dal fatto che non sarete in grado di vedere la quantità di monete dei vostri avversari ed a quali oggetti loro saranno interessati; tutti questi saranno elementi che dovremo cercare di carpire nel corso del gioco e nel contempo, magari, fuorviare i nostri avversari con un bel bluff, il tutto per cercare di conservare più monete possibili per l’asta del Gran Finale, dove ottenere gli oggetti più utili sarà fondamentale per vincere. Infine saranno presenti alcune sfide bonus come “Passa la Bomba” (in cui ci si dovrà passare una bomba ricevendo monete per ogni secondo in cui la terrete ed ovviamente chi la terrà in braccio al momento della detonazione non prenderà niente), “Missioni Segrete” (che verranno assegnate ad un solo giocatore con una chiamata da parte di Volpe e che vi ricompenseranno con corone) ed infine il “Dilemma dei Traditori” (classica sfida di fiducia in cui due giocatori saranno scelti a caso per sostenere un’incudine, se entrambi la manterranno fino alla fine riceveranno una corona a testa, se uno dei due la lascia andare facendo così schiacciare il proprio “amico” riceverà solo lui la corona, ma se entrambi la lasceranno andare non la riceverà nessuno!).

Minigiochi
In questa modalità potremo selezionare uno dei 14 minigiochi presenti per giocare contro 1-4 giocatori. Per citarne qualcuno sarà presente: “Bombaroli” (in cui pioveranno bombe sul campo di gioco e dovremo cercare di raccoglierle per poi scagliarle contro i nostri avversari, ed eventualmente raccoglierne anche più contemporaneamente così da aumentare il raggio di esplosione, e così da farli saltare in aria), “Palle d’acciaio” (in cui si disputerà una vera e propria partita di calcio su pattini con la differenza che per colpire la palla potremo solo fare uno schianto sul terreno per spingerla dalla parte opposta), “Gara in Caduta” (in cui i giocatori presenti dovranno mostrare tutto il loro coraggio cercando di aprire il loro paracadute, in caduta libera, il più tardi possibile, cercando ovviamente di non schiantarsi al suolo) ed infine “Sedie Selvagge” (una sorta di partita a golf in cui i giocatori su sedie con ruote dovranno cercare di scagliarsi con più precisione possibile verso un centro con la possibilità di aggiustare il tiro facendo piccoli saltelli).

Sessione Personalizzata
Come lascia intuire il nome di questa modalità sarà possibile creare una partita personalizzata con fino a quattro minigiochi, l’eventuale scelta di attivare o meno le sfide bonus e con la possibilità di scegliere se concludere con il Gran Finale, con una risoluzione rapida (semplicemente chi avrà più corone vincerà) oppure con il cosiddetto “Finale Regale” che consisterà in un’asta per le corone e per cui sarà fondamentale accumulare più monete possibili.

Qui di seguito trovate i link alle nostre recensioni per gli altri titoli Playlink usciti fino ad oggi: Hidden Agenda e Sapere è Potere.

Ecco il ritorno delle avventure di Frank West in questo quarto capitolo della serie di Dead Rising che finalmente approda anche sulla console di casa Sony con dei piccoli extra.

Dead Rising 4 fu presentato durante l’E3 del 2016 come esclusiva Xbox e Pc ma da adesso, ad un anno di distanza dalla sua uscita sui dispositivi microsoft, anche i possessori di Ps4 potranno godere appieno di questo divertente titolo marchiato Capcom; inoltre in questa nuova edizione intitolata Dead Rising 4: Frank’s Big Package saranno disponibili tutti i contenuti scaricabili precedentemente rilasciati per Xbox (Stocking Stuffer Holiday Pack, Frank Rising, Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf). In aggiunta saranno presenti i seguenti contenuti bonus:

  • Street Fighter Outfit Pack 
  • My Bloody Valentine Pack 
  • Candy Cane Crossbow 
  • Slicecycle 
  • Sir-Ice-A-Lot 
  • Ugly Winter Sweater
  • X-Fists

Infine è stata aggiunta un’ulteriore modalità di gioco esclusiva e chiamata “Capcom Heroes”.

Trama

Dopo la sua comparsa nel primo capitolo della serie e nello spin-off del secondo capitolo (Off the Records) avremo il ritorno del simpatico e carismatico Frank West, famoso reporter. A seguito delle precedenti epidemie zombie ci ritroveremo ad affrontare un nuovo caso alla ricerca di uno scoop degno di nota dopo essere stati coinvolti dalla nostra allieva Vicky in ciò che sembra essere un esperimento governativo su cavie umane nella città di Willamette. Ben presto però una nuova epidemia esploderà ed il nostro compito sarà scoprire la verità sull’accaduto affrontando tanti, tantissimi zombie ed una società chiamata Obscuris la quale è interessata a trovare qualcosa nella città. Il tutto sarà caratterizzato da un ironico clima natalizio con zombie e psicopatici travestiti da omini di marzapane, pupazzi di neve e quant’altro.

La trama principale si dipanerà attraverso 7 casi in totale, i quali ci guideranno attraverso le varie zone della città (tutte esplorabili liberamente) senza però costringerci alla linearità e lasciandoci quasi sempre la possibilità di gironzolare per la città alla ricerca di sopravvissuti, eventi secondari, nuovi strumenti di morte o semplicemente massacrare qualche zombie per passare il tempo. Le fasi di esplorazione saranno spesso intervallate da fasi di indagine in stile Batman con l’utilizzo della nostra videocamera dotata di due filtri differenti per poter trovare oggetti di interesse o altri invisibili ad occhio nudo. La narrazione non rappresenta di certo un punto forte del titolo e procede in maniera lineare con qualche punto saliente, ma serve essenzialmente come accompagnamento a ciò che ha sempre contraddistinto i giochi della serie di Dead Rising, ovvero il gameplay.

Gameplay

La formula utilizzata per questo nuovo capitolo di Dead Rising è la solita già vista in precedenza. Avremo a disposizione un’area di gioco complessivamente molto ampia e ricca di collezionabili da raccogliere, oggetti utili ed eventi e missioni secondarie (inclusa la possibilità di salvare sopravvissuti che si trasferiranno nei rifugi sbloccabili per tutta la città con la possibilità di sbloccare nuovi oggetti in vendita dai rivenditori presenti), ma soprattutto ricolma di un numero smodato di zombie, tutti lì per soddisfare il nostro sadico bisogno di massacrarne qualche centinaio tra una missione principale e l’altra nei modi più disparati; ed è proprio questo l’elemento che da sempre ha caratterizzato particolarmente questa serie di giochi. Difatti, disseminati in ogni dove per la mappa di gioco (negozi, appartamenti, e rifugi) troveremo oggetti di ogni tipo (da giocattoli o detergenti fino ad arrivare a vere e proprie armi contundenti o da fuoco come spade, pistole e granate). Molti di questi oggetti potranno essere combinati con un secondo oggetto per creare vere e proprie armi di distruzione di massa per le quali i creatori hanno spremuto ogni grammo di fantasia che avevano in corpo (oltre alle classiche mazze da baseball corredate di chiodi). Combinando un coltello da cucina ed una bombola di azoto, ad esempio, potremo creare una spada di ghiaccio in grado di congelare (anche con onde d’urto) i nostri nemici; oppure ancora unendo un mitra con delle parti di computer otterremo un letale fucile a laser.

Le combinazioni sono davvero numerosissime e molto varie e non si limitano alle sole armi ma anche a veicoli così da creare piccoli carri armati su quattro ruote, go-kart elettrici e tanto altro… Per poter costruire questi oggetti “speciali”, però, avremo prima bisogno del loro progetto di costruzione. Questo potrà essere trovato in determinati luoghi della mappa facilmente raggiungibili oppure contenuti in armadietti che per essere aperti necessiteranno di un’apposita chiave situata, solitamente, nei paraggi. In alternativa potremo acquistare le armi già combinate nei rifugi dove troveremo dei sopravvissuti che venderanno ogni tipo di merce. È importante tenere sempre presente che ogni arma ha un numero di utilizzo limitato, ed infatti in corrispondenza di ogni arma sarà segnalato il suo grado di usura, inoltre raggiunto un certo numero di attacchi in combo potremo sferrare un attacco speciale che varierà in base al tipo di arma impugnata. Un’interessante introduzione al gioco è l’aggiunta dei cosiddetti esoscheletri, i quali potranno essere utilizzati per sterminare rapidamente gruppi di zombie, grazie anche alla presenza di armi e potenziamenti sparsi per la mappa (da notare però che anche questi si esauriranno molto rapidamente con l’utilizzo; forse anche troppo rapidamente).

Il gioco ci propone, inoltre un sistema di albero delle abilità sbloccabili salendo di livello e che vanno da una maggior probabilità di colpi critici alla possibilità di poter trasportare più armi corpo a corpo, da lancio e così via. È stata implementata anche una modalità stealth anche se purtroppo risulta essere pressoché inutile nelle fasi contro gli esseri umani. Infine a differenza dei suoi predecessori Dead Rising 4 non ripropone il sistema incessante del tempo che scandiva ogni momento del gioco e che, se vogliamo, dava qualche limitazione al gameplay; infatti adesso avremo semplicemente un ciclo giorno/notte con la possibilità di esplorare ogni zona liberamente in qualsiasi momento. Infine sarà possibile giocare in modalità Coop fino a 4 giocatori.

Contenuti Extra

I tre maggiori contenuti extra aggiunti in questa edizione (Capcom Heroes, Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf e Frank Rising) meritano una piccola menzione a parte. Capcom Heroes sostanzialmente ripropone la stessa modalità principale ma con l’aggiunta dei costumi dei più famosi eroi della Capcom. Le armi non si consumeranno con l’utilizzo ed i costumi potranno essere indossati presso particolari macchinette da sala giochi sparse per la mappa. Questi ci conferiranno per un breve tempo una gamma di speciali abilità (inclusi gli attacchi di base), ciascuno con i suoi punti di forza e di debolezza. Potremo, così, impersonare Dante dalla serie Devil May Cry, Amaterasu da Okami, diversi personaggi di Street Fighter inclusi Mr Bison e Akuma, Mega Man, Viewtiful Joe e tanti altri. Per sbloccare i costumi dovremo completare i vari casi e cercare le stelle Eroi Capcom, grazie alle quali, una volta collezionate a sufficienza, si sbloccherà un nuovo costume. Infine ogni costume potrà essere potenziato attraverso gli esercizi “Addestramento eroe”, questi verranno sbloccati sbloccando nuovi costumi e si compongono di due livelli di sfida: completando il primo si sbloccherà il colpo corpo a corpo letale per quel costume mentre completando il secondo si sbloccherà la versione ombra (esteticamente diversa) per quel costume.

Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf invece ci permetterà di giocare (eventualmente anche contro altri 4 giocatori online oppure in locale) ad una vera e propria partita di “mini golf” con tanto di palle da golf enormi, malus per avversari chiamati “Rompipalle” e la possibilità (come al solito) di uccidere qualche zombie nel frattempo. Infatti lo scopo principale sarà quello di fare buca in meno colpi possibile ma eliminando zombie si guadagneranno crediti da utilizzare per personalizzare il proprio personaggio con nuovi costumi, mazze e palline.

Frank Rising, infine, ci metterà nei panni di un furioso Frank West tramutato in zombie in una storia alternativa; il nostro scopo sarà trovare una cura e fuggire dalla città il prima possibile con un timer che in questo caso scandirà ogni momento della partita. Con l’avanzare dell’espansione sbloccheremo nuove abilità e ciascuna di queste potrà essere potenziata (così come vari attributi come la salute e la stamina) raccogliendo particolari oggetti o completando delle missioni secondarie. Il tutto per riuscire a combattere meglio contro i vari tipi di nemici che troveremo soprattutto in considerazione del fatto che potremo contare solamente sui nostri attacchi speciali da zombie, sui nostri artigli e per rigenerare la salute divorare gli avversari dopo aver ricaricato la barra delle combo. Questo contenuto però va necessariamente giocato dopo aver completato la trama principale del gioco poiché contiene diversi spoiler su di essa.

Longevità

Sotto il punto di vista della longevità Dead Rising 4: Frank’s Big Package garantisce un’ottima durata complessiva che può variare dalle 10 ore circa per il solo completamento della campagna principale fino anche a raddoppiare o addirittura triplicarle per completare tutte le missioni secondarie, dedicarsi alla libera esplorazione e raccogliere tutti i collezionabili; senza poi contare le ore di gioco aggiuntive nei diversi contenuti extra e la possibilità di giocare in coop alla modalità principale ma anche all’espansione Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf. Purtroppo però la ripetitività non mancherà di palesarsi di frequente a causa della relativa staticità del gameplay ravvivato solo dalla continua scoperta di nuovi ed interessanti strumenti di morti; complice anche la scarsa varietà che le missioni secondarie aggiungono.

Comparto Tecnico

Sul lato della grafica Dead Rising 4 non brilla certamente; i modelli poligonali e le texture sono di buona qualità ma comunque nulla di eccelso. Complessivamente comunque a livello visivo è piacevolmente giocabile anche grazie ad un framerate abbastanza stabile nonostante lo smodato numero di zombie che saranno presenti a schermo. Buono anche il comparto audio con ottimi doppiaggi e simpatiche musiche natalizie “adatte all’occasione”. Infine da segnalare qualche problema con l’IA (che spesso mostra non pochi difetti), alcuni Bug e compenetrazioni frequenti ma, in ogni caso, nulla di prevaricante l’esperienza di gioco.

Bethesda ci propone un nuovo titolo dedicato a DOOM in esclusiva per i visori della realtà virtuale ed intitolato VFR.

DOOM VFR si discosta totalmente dal gioco principale (che abbiamo già avuto modo di trattare approfonditamente nella nostra recensione) introducendo una campagna principale totalmente inedita ed alcune piccole novità sul lato gameplay.

Trama

La trama principale di DOOM VFR ci porterà nei panni di un medico della stazione UAC su Marte e che in men che non si dica verrà attaccata dai demoni fuoriusciti dal portale per l’inferno e che ha anche causato il risveglio del Marine “flagello dei demoni”. Ben presto verremo sopraffatti dalle creature andando incontro alla morte, però un sistema di trasferimento della coscienza ci porterà all’interno di un RIG da combattimento ed è qui che avrà davvero tutto inizio. Come nel gioco principale il nostro scopo sarà quello di chiudere il portale facendoci strada tra orde di demoni ed attraversando zone già conosciute per chi ha avuto modo di giocare alla versione “normale” del titolo. Sicuramente nulla di eccezionale su questo lato ma sappiamo bene che in questo genere di titoli il vero fulcro non è la trama, ma il gameplay!

Gameplay

Parlando del gameplay ci troviamo di fronte ad una formula di base molto simile al gioco principale DOOM ma con qualche interessante introduzione. Innanzitutto bisogna dire che ciò che contraddistingue DOOM e che però in questa situazione arriva ad essere quasi un difetto è la frenesia e l’alta velocità alla quale tutto si svolgerà intorno a noi. Difatti nonostante la possibilità di aggiungere alcune impostazioni per ridurre il motion sickness sarà estremamente complicato giocare per più di 45 minuti di fila anche per i più “forti di stomaco”.

Parlando delle novità il nostro RIG da combattimento sarà in grado di teletrasportarsi e questo avrà una valenza multipla: per prima cosa potrà essere utilizzato per raggiungere punti sopraelevati (vista la mancanza del salto), potrà essere usato per far esplodere i demoni feriti (con luce blu lampeggiante) teletrasportandoci al loro interno ed infine come spostamento per allontanarsi rapidamente da situazioni pericolose o nel caso in cui ci trovassimo ad utilizzare i move (dato che il gioco è compatibile anche con questi dispositivi). Sarà inoltre possibile impugnare un’arma principale (tutte quelle presenti nel gioco principale e saranno sparse nelle diverse aree di gioco) nella mano destra e le granate o, successivamente nel gioco, un lanciagranate.  Infine saranno presenti tutti i collezionabili nelle varie mappe di gioco tra potenziamenti per armi, salute, munizioni, in aggiunta anche il teletrasporto ed anche i modellini.

Longevità

Ci troviamo di fronte ad una longevità certamente di discreto livello in rapporto con il prezzo del titolo ed in considerazione del fatto che si tratta di un titolo creato esclusivamente per i VR e che si aggira sulle 2-3 ore circa. In ogni caso, come già detto, il gioco non ci permette di affrontare sessioni troppo lunghe e di conseguenza sarà quasi impossibile riuscire a completarlo “tutto d’un fiato”.

Comparto Tecnico

Per quanto riguarda la grafica ci troviamo di fronte a problematiche simili (anche se ridotte) a quelle che abbiamo trovato in Skyrim VR, soprattutto lo sfocamento sulla lunga distanza mentre a distanza ravvicinata sarà tutto davvero molto realistico con solo alcuni piccoli ritardi nel caricamento delle texture in sporadiche situazioni. Nulla da dire sul comparto sonoro di ottimo livello, comprese musiche, doppiaggio ed effetti sonori.

Final Fantasy XV ritorna con l’espansione Comrades che ci permette di giocare in cooperativa online fino a quattro giocatori. Ecco la nostra recensione.

Dopo la campagna principale di Final Fantasy XV (che abbiamo avuto già modo di trattare nella nostra recensione) ed i vari dlc usciti fino ad oggi il gioco ci propone un’interessante espansione chiamata Comrades. Questa ci porterà nuovamente nelle terre di Eos ma nel periodo successivo alla partenza di Noctis e dei suoi compagni per Altissia e del lungo viaggio che ne consegue. L’oscurità sta pian piano prendendo il sopravvento ed i giorni diventano sempre più corti; in questa situazione l’unica soluzione per scampare alla minaccia di mostri e daemon è quella di rifugiarsi nella città di Lestallum, la quale è protetta dalla sua centrale elettrica che garantisce luce e quindi riparo a tutta la popolazione. Noi saremo uno degli Angoni del Re (più noti agli utenti che hanno avuto modo di vedere il film Kingsglaive) i quali traggono potere dal Re in persona, e ci risveglieremo in seguito all’attacco di mostri perché portati in salvo da un nuovo amico per poi partire alla volta di Lestallum dove incontreremo nuove e vecchie conoscenze.

Final Fantasy XV: Comrades avrà inizio con la personalizzazione del nostro avatar (molto dettagliata) che ci consentirà di scegliere le fattezze del nostro personaggio a noi più congeniali, oltre che poter scegliere la sua provenienza; quest’ultimo fattore ci permetterà di ottenere bonus specifici ogni volta che saliremo di livello (ad esempio alla salute, al danno, magia e così via). Arrivati in città ci verrà affidata la “gestione dell’impianto elettrico” e dovremo iniziare con il riportare la corrente in tutti i distretti di Lestallum per poi riportare la corrente in tutto il territorio (e specialmente nelle più grandi città dove può essere organizzata una resistenza contro i daemon). Per fare ciò dovremo alimentare la centrale per sviluppare energia elettrica (KiloWatt) ottenendo frammenti di meteorite. Questi potranno essere ottenuti attraverso le missioni di caccia (soprattutto), missioni principali (da compiere in solitaria), particolari attività secondarie o riportando la corrente in alcuni giacimenti. Il tutto sarà dunque basato sull’ottenimento di questi frammenti completando e, soprattutto, ripetendo le missioni di caccia (ne verranno sbloccate di nuove man mano che riporteremo l’elettricità nelle varie zone ma, comunque, andando avanti diventerà sempre più difficile ottenere energia e quindi nuove missioni, per cui ci ritroveremo spesso e volentieri a ripetere più e più volte le stesse missioni). Tutte queste missioni avranno un livello consigliato ed ovviamente diventeranno più difficili con il proseguire del gioco; per quanto esse possano essere bilanciate durante il matchmaking potrebbe capitarvi di imbattere in un compagno di livello di molto superiore al vostro e a quello della missione e che ridurrà il livello di sfida a zero così da riuscire a salire rapidamente di livello ed ottenere ricompense migliori.

La formula di base di Comrades è quella appena descritta mentre il gameplay di base resta abbastanza simile a quello di Final Fantasy XV ma non senza portare alcune interessanti novità: innanzitutto prima di ogni missione ci verrà richiesto se avviare una ricerca rapida di una lobby, trovarne una di persona oppure partire con compagni virtuali. Dopodiché giungeremo in un accampamento dove dovremo prepararci alla battaglia selezionando l’equipaggiamento e raccogliendo gli ingredienti presenti (potremo raccoglierne altri durante la caccia). Questi serviranno per rianimarci se resteremo esausti ma anche a fine missione, poiché arriverà qualcuno per cucinare delle leccornie per noi sulla base degli ingredienti che noi ed i nostri compagni avremo raccolto. Durante le battaglie non sarà possibile recuperare la nostra salute con oggetti e pozioni ma unicamente attraverso la magia di recupero (consumando PM) ed inoltre sarà presente una magia offensiva alla quale potranno essere aggiunti i diversi elementi. Inoltre premendo il tasto deputato alla difesa creeremo uno scudo in grado di difenderci dagli attacchi (ed eventualmente difendere anche i nostri compagni) e sarà anche possibile eseguire i contrattacchi, i quali, se eseguiti contro i boss, attiveranno la modalità proiezione congiunta nella quale la velocità del nemico rallenterà e tutte le nostre proiezioni offensive infliggeranno un danno maggiorato e se concatenate potranno estendere la durata di questa modalità.

Altre due interessanti novità all’interno di Final Fantasy XV: Comrades sono l’aggiunta dei cosiddetti Doni Sovrani e della Sintetizzatrice di Cid. I primi sono particolari bonus passivi ed attivi da selezionare in base al nostro stile di gioco ed alla situazione e che potremo sbloccare portando l’elettricità fino ai mausolei dei vecchi Re ed equipaggiante uno per volta; invece la Sintetizzatrice apporterà interessanti bonus alle nostre armi. Questo strumento, infatti, ci consentirà di migliorare le nostre armi utilizzando i bottini ottenuti durante le nostre missioni; questi oltre a migliorare il danno inflitto dall’arma una volta salita di livello (fornendole esperienza) conferiranno diversi bonus passivi (come aumento della forza, della magia o del danno elementare) ed anche particolari abilità (equipaggiabili in numero massimo di due per ogni arma ed in grado di aggiungere per esempio danno elementare all’arma o alle nostre magie, ridurre la difesa o l’attacco dei nemici, paralisi o veleno e così via). Una meccanica associata alla Sintetizzatrice ma non ben spiegata dal gioco è quella del Rimodellamento delle Armi. Infatti il gioco ci farà sapere sin da subito che alcune armi una volta potenziate al massimo potranno cambiare aspetto e raggiungendo un nuovo level cap. Per sfruttare al meglio questa utilissima meccanica dovrete innanzitutto accertarvi che la vostra arma sia in grado di essere rimodellata (vi basterà controllare se tra le statistiche ne spunterà una con al di sotto una barra di esperienza); in tal caso dovrete cercare di potenziare l’arma concentrandovi su quelle caratteristiche da migliorare con il bottino, così, una volta raggiunto il livello richiesto per quella statistica ed una volta raggiunto il livello massimo attuale l’arma verrà automaticamente rimodellata.