Sony infiamma la sua Game Collection del PlayStation Plus di novembre con due autentici capolavori.

Finalmente ci siamo, Sony ha alzato il sipario sulla prossima Instant Game Collection riservata ai suoi fedelissimi.

Il colosso giapponese ha infatti annunciato in via ufficiale quali sono i due videogame che tutti gli abbonati al servizio PlayStation Plus potranno scaricare gratuitamente nel mese di novembre. Videogame naturalmente indirizzati alla sua console di ultima generazione: PlayStation 4.

Nioh

Tutti gli appassionati della sontuosa trilogia ruolistica di Dark Souls avranno di certo già sentito parlare di Nioh. Il gioco a marchio Koei Tecmo, realizzato dai talentuosi ragazzi di Team Ninja, riprende infatti le meccaniche delle produzioni soulslike di Hidetaka Miyzakai, trascinandoci in una brutale avventura action in cui saremo chiamati ad affinare le nostre abilità, potenziare armi e sconfiggere alcuni dei più feroci antichi demoni del Giappone.

Ambientato nel sanguinoso periodo Sengoku, Nioh ci mette nei panni di un lupo solitario impegnato a combattere per liberare uno spirito guardiano dalle grinfie di uno stregone assetato di potere.

Outlast 2 

Passando al secondo titolo selezionato da Sony per i PlayStation Plus di novembre 2019, si tratta di uno dei survival horror più apprezzati degli ultimi anni, plasmato da Red Barrel dopo l’incredibile successo del primo capitolo.

Outlast 2 ci porta ad immergerci in una disperata lotta per la sopravvivenza in una comunità rurale isolata, mentre siamo sulle tracce di nostra moglie, rapita da una minacciosa setta. Dopo essere scampati alla morte in un incidente in elicottero, ci ritroveremo così a partire per il villaggio in rovina di Temple Gate alla ricerca della nostra amata mentre folli abitanti ci danno la caccia.

Nioh e Outlast 2 saranno disponibili per il download dal PlayStation Store a partire dal 5 novembre e fino al 3 dicembre. Vi ricordiamo inoltre che fino al 5 Novembre potrete scaricare i giochi gratis di Ottobre, ovvero The Last of Us Remastered e MLB 2019!

 

 

 

Call of Duty fa il suo ritorno con il nuovo capitolo Modern Warfare, ricco di contenuti tra un’emozionante campagna ed un comparto multiplayer e coop estremamente variegato.

 

Campagna

La serie di Call of Duty con i suoi numerosissimi capitoli ha avuto modo di attraversare diverse tipologie di tematiche e di storie, nonostante nella maggior parte dei casi si trattasse della classica storia del “cattivone che vuole controllare il mondo”. Questo nuovo Modern Warfare, però, vuole mostrare qualcosa in più, qualcosa per far capire a tutti la realtà della guerra (come intuibile anche dall’avviso su contenuti sensibili che ci viene mostrato ogni volta che vorremo avviare la campagna).

Tra personaggi vecchi e nuovi conosceremo i nostri due “nuovi” protagonisti, ovvero Kyle ed Alex. Nei loro panni (e non solo) dovremo sventare la minaccia terroristica di Al-Quatala, comandata dal Lupo. Questi terroristi sembrano essere i responsabili  del furto di un’arma chimica russa estremamente pericolosa. Tra colpi di scena (specialmente sul finale), scontri spettacolari e momenti davvero unici vivremo un’avventura semplice ma che allo stesso tempo riesce a sorprendere.

Modern Warfare

Nonostante la campagna principale di Call of Duty Modern Warfare possa tranquillamente considerarsi tra le migliori della serie, purtroppo in termini di durata lascia un po’ l’amaro in bocca richiedendo complessivamente meno di 6 ore persino per riuscire ad ottenere il “trofeo di platino” (e dunque riuscire a completarla a difficoltà veterano e completarne tutti gli altri obiettivi). Nonostante ciò si tratta di un numero di ore abbastanza classico per la serie stessa e che riesce a non annoiare mai.

Questo non solo grazie agli espedienti narrativi adottati dalla trama stessa, ma anche grazie a brevi sequenze che potrebbero definirsi più “innovative”. Difatti sebbene nel gioco non ci siano novità di gameplay vere e proprie, ad eccezione della possibilità di posizionarci dietro ripari verticali o orizzontali (unica vera novità nel gameplay), avremo a che fare con delle sequenze più uniche (specialmente nel caso delle missioni in notturna) ma soprattutto realistiche come mai prima d’ora.

Modern Warfare


Multigiocatore

Il vero comparto che ha da sempre dato longevità ai capitoli della serie e che certamente farà questo anche con Call of Duty Modern Warfare è certamente quello multiplayer. Si tratta, inoltre, della porzione di gioco sulla quale gli sviluppatori hanno maggiormente incentrato l’attenzione per cercare di renderla un po’ diversa dal solito introducendo alcune interessanti nuove modalità e nuove meccaniche. Il tutto sarà corredato da una quantità davvero eccellente di mappe di gioco arrivando ad essere ben 21 e dalla possibilità di giocare in Cross Play con tutte le altre piattaforme.

Alcune di queste mappe sono state create in “notturna” in maniera analoga ad alcune missioni della campagna; in questo caso i giocatori che andranno ad affrontarsi potranno scegliere a loro discrezione se utilizzare o meno i visori notturni. Questo perché utilizzandoli otterrete certamente un vantaggio tattico maggiore riuscendo a vedere meglio e ad individuare meglio i nemici, di contro però gli altri giocatori saranno in grado di vedere il laser della vostra arma e quindi risulterete più facili da localizzare. Il tutto andrà fatto anche “giocando” con gli interruttori della corrente in alcuni edifici che può portare o togliere la luce all’interno.

Modern Warfare

Innanzitutto avremo il classico livello strettamente legato al nostro personaggio il cui massimo è il 55 e che andrà a sbloccare con ogni livello un nuovo elemento di equipaggiamento. In questo modo potremo sbloccare nuove armi, consumabili da lancio e nuove kill-streak (o serie di uccisioni). Un altro sbloccabile sarà rappresentato dai Potenziamenti da Campo, ovvero abilità ricaricabili con il tempo che vi permetteranno di utilizzare casse di munizioni, ripari mobili o impulsi EMP. Una volta raggiunto il livello massimo non troveremo più il classico sistema di “Prestigi” per poter continuare a sbloccare nuove skin o altro; al suo posto ci sarà un sistema di “livelli stagionale” a sua volta collegato a delle sfide.

Inoltre ogni arma avrà un proprio sistema di punti esperienza e livelli per poterne poi sbloccare i relativi accessori che vanno da mirino a calcio, volata e così via. In aggiunta agli accessori ogni arma avrà delle specialità che possono essere sbloccare in maniera analoga agli accessori e che andranno ad aggiungere caratteristiche extra come ad esempio i proiettili perforanti o ritardare la guarigione del bersaglio colpito. Come se ciò non bastasse avremo anche la possibilità di personalizzare ulteriormente ogni nostra arma con mimetiche, adesivi e mirini. Infine sarà possibile ottenere degli “schemi” per alcune armi già dotate di accessori avanzati (attualmente solo tramite pacchetti in negozio).

Modern Warfare

Parlando invece delle modalità di gioco ne avremo di “classiche” come il deathmatch, dominio o cerca e distruggi; in aggiunta avremo la cosiddetta modalità Guerra Terrestre, la quale ricorda molto la modalità di gioco più apprezzata di Battlefield. Difatti questa modalità vede scontrarsi due team da ben 32 giocatori l’uno. Si tratta semplicemente di una modalità dominio su vasta scala con 5 bandiere da controllare. Il tutto con la possibilità di usare regole di spawn uniche e mezzi di trasporto per poter riuscire ad ottenere un vantaggio sul team nemico.

L’altra modalità nuova è lo Scontro, si tratta semplicemente di uno duello all’ultimo sangue tra due squadre da due giocatori l’una. Ogni giocatore potrà vedere la “salute complessiva” di entrambe le squadre come somma della salute dei due membri. L’equipaggiamento utilizzabile sarà deciso all’inizio di ogni round e sarà uguale per ogni giocatore; l’obiettivo sarà arrivare per primi a 5 round vinti.

Modern Warfare


Coop

Anche la modalità cooperativa bei Call of Duty è ormai diventata una consuetudine, e nel caso di questo nuovo Modern Warfare è stata divisa in una parte Suvival e nelle cosiddette Operazioni Speciali. In entrambi i casi avrete la possibilità di giocare in un team di massimo 4 giocatori e l’esperienza che otterrete per il personaggio o per le armi sarà condivisa con quella multiplayer. La prima consiste in una semplice modalità ad ondate con nemici sempre più numerosi e più forti, attualmente disponibile soltanto su PS4 mentre arriverà su PC ed Xbox One in un secondo momento. Per far fronte ad uno scontro sempre più ostico avremo la possibilità di acquistare presso determinati punti delle armi, oggetti tattici o serie di uccisioni utilizzando il denaro ottenuto con ogni nemico ucciso. La modalità sopravvivenza va a sostituire, purtroppo, una delle modalità da sempre più apprezzate della serie, ovvero la modalità Zombie.

Le Operazioni Speciali rappresentano un’estensione alla campagna principiale. Si tratta di alcune missioni da completare necessariamente con l’aiuto di una squadra ben organizzata essendo tutt’altro che semplici. Prima di cimentarci in queste missioni dovremo selezionare un “Ruolo” tra i vari presenti; ogni Ruolo consiste in un’abilità passiva ed una attiva (come corazze rinforzate per la squadra o lanciagranate). Per affrontarle al meglio sarà anche importante equipaggiare alcuni consumabili che spaziano dalla semplice, sebbene immancabile, cassa di munizioni fino alle serie di uccisioni più disparate.

Modern Warfare


Comparto Tecnico

Call of Duty Modern Warfare adotta un motore grafico del tutto nuovo rispetto a tutti i suoi predecessori. Questo riesce innanzitutto nell’intento di dare una nuova vita alla serie che era ormai diventata quasi ridondante sotto il lato grafico. Il risultato è assolutamente spettacolare persino su PlayStation 4 base, però su riesce a dare il meglio di se soprattutto su PC dove può sfruttare il Ray Tracing.

Comunque sia si tratta di una grafica eccellente sia per texture che per modelli, per non parlare poi degli effetti di luce e dei particellari, il tutto per dare un effetto molto vicino al fotorealismo. Al contempo riesce a mantenere il numero di fotogrammi al secondo pressoché inchiodato a 60 senza mai andare incontro a cali (al limite avrete qualche lieve ritardo nel caricamento delle texture in seguito ad alcuni caricamenti).

Allo stesso modo anche il comparto sonoro riesce a comportarsi egregiamente sia nel caso dei doppiaggi che in quello degli effetti, come d’altronde è sempre stato per ogni capitolo della serie. Infine non siamo quasi mai incappati in bug di alcun tipo, se non durante alcune partite nella modalità Operazioni Speciali con la conseguente impossibilità nell’utilizzare consumabili.

Inoltre questo nuovo Modern Warfare si è trascinato con sé un problema che ha da sempre afflitto la serie, ovvero lo spawn nel multiplayer non gestito in maniera corretta in alcune situazioni e che porterà voi o dei nemici ad apparire praticamente alle spalle di un nemico in seguito al respawn. Oltretutto lo spawn dei nemici non è stato gestito troppo bene anche nella modalità Operazioni Speciali, al punto che vi troverete spesso e volentieri a morire per nemici apparsi dal nulla.

Dopo il primo capitolo eccoci a parlare del nuovo The Surge 2, ricco di migliorie rispetto al suo predecessore anche se..

 

Trama

The Surge 2 riprende la storia dal finale del precedente capitolo, questa volta però non mettendoci nei panni di Warren, ma bensì di una persona “qualunque” finita, per un motivo o per un altro, a bordo di un aereo diretto nella città di Jericho. Infatti una volta terminata la creazione del nostro personaggio (selezionando persino la sua storia passata) ci risveglieremo all’interno di un carcere dopo essere sopravvissuti ad un disastro a bordo di un aereo. Approfittando del caos prodotto da una creatura costituita da nanomacchine riusciremo ad evadere e, così, entrare a Jericho City.

The Surge 2

Da questo punto in poi la trama avanzerà in maniera lineare mantenendo come fulcro centrale sempre la ricerca di quella che pare essere una bambina anch’essa sopravvissuta al nostro stesso incidente. Nel fare ciò ci ritroveremo a toccare le vite di altri personaggi secondari e seguirne le relative vicende (che potranno essere parte integrante della campagna principale o semplici quest secondarie) scoprendo dettagli di trama e di lore. Il tutto, nonostante sia costituito in maniera discreta, pecca purtroppo di mordente e finisce facilmente in secondo piano rispetto al gameplay vero e proprio.

The Surge 2Gameplay

Il gameplay di The Surge 2 rimane sostanzialmente invariato rispetto al suo predecessore mantenendo sempre il suo tratto caratteristico distintivo, ma al contempo è evidente un miglioramento generale di tutto il suo contorno. La caratteristica distintiva della serie è, infatti, la possibilità di smembrare parti di nemici umani e non così da recuperarne degli schemi di armatura o vere e proprie armi da loro utilizzate. Sarà infatti possibile prendere di mira specifiche parti del corpo e, una volta inflitto loro un danno sufficiente, sarà possibile staccarle con un attacco critico che si potrebbe definire in perfetto stile “Fatality” di Mortal Kombat.

The Surge 2

Una volta recuperato lo schema di un determinato elemento di equipaggiamento  risulterà comunque sempre essenziale sfruttare questi smembramenti per eliminare più rapidamente i nemici, ma soprattutto per recuperare (al posto dello schema) delle parti per poter costruire e migliorare quelle già in nostro possesso. Potremo sempre comunque decidere se concentrarci su una determinata parte corazzata per recuperarne parti o schemi o se dedicarci a parti non corazzate dei nemici così da infliggere danni maggiori diretti alla salute e sbilanciare maggiormente. Inoltre il danneggiamento di parti corazzate risulta essere l’elemento più importante nelle bossfight contro nemici non umani, le quali risultano decisamente più interessanti e divertenti.

The Surge 2

Nel tutto risulterà essenziale il controllo, oltre che della barra della salute e della stamina, quello della nostra batteria, la quale andrà a caricarsi con ogni attacco inflitto e ogni carica potrà essere utilizzata per eseguire gli smembramenti oppure per attivare determinati innesti. Questi ultimi sono semplicemente delle mod aggiuntive che possono essere recuperate da nemici o in giro per il mondo di gioco ed il cui effetto spazia dalla più semplice cura istantanea ad altri bonus passivi e non. L’indice di caricamento della batteria per colpo sarà determinato dalle stesse armi, e la sua efficienza potrà essere migliorata con i punti abilità ottenuti durante il level up (cosa che permetterà ogni 10 livelli di sbloccare anche un nuovo slot per impianti).

The Surge 2

Fortunatamente è stata decisamente migliorata la fluidità degli scontri (inclusa la parata direzionale) e dei movimenti; allo stesso modo ha subito dei miglioramenti anche il nostro fedele drone, il quale adesso risulta essere molto più efficace negli scontri grazie anche alla complicità di una più vasta scelta nei suoi gadget che varieranno da semplici armi a distanza (utili persino per gli smembramenti) fino ad elementi per sbloccare nuove aree di gioco o per interagire con gli altri giocatori. Sono stati infatti introdotti due gadget per l’interazione con altri giocatori, ovvero la bomboletta spray (la quale vi permetterà di lasciare segnali e suggerimenti) e lo stendardo.

The Surge 2

Quest’ultimo consiste in un vero e proprio “nascondino” da fare con altri 20 giocatori che ci ricompenserà con risorse per ogni stendardo trovato o soprattutto in base a quanto saremo bravi a nascondere il nostro (meno giocatori saranno a trovarlo, maggiore sarà la ricompensa). Di fianco a questi gadget faranno la loro comparsa anche i cosiddetti “nemici vendicativi” che altro non sono che nemici che sono riusciti a sconfiggere altri giocatori; se riusciremo a vendicare i nostri colleghi riceveremo un buon quantitativo di materiali per il potenziamento. Per il resto The Surge 2 si comporta da classico “souls-like” con le Med Bay a fare da checkpoint, necessità di recuperare gli “scarti tecnologici” in caso di morte (anche se a tempo) e così via.

The Surge 2

Longevità

The Surge 2 presenta una durata complessiva piuttosto “classica” per il genere richiedendo all’incirca 20-25 ore per completare la campagna principale e le missioni secondarie; a questo si deve aggiungere l’eventuale possibilità di tornare ad esplorare al meglio determinate aree una volta ottenuti particolari oggetti in grado di raggiungere nuovi luoghi. Del resto quello che avremo di fronte è un’ampia mappa esplorabile liberamente (eccezion fatta per le zone poc’anzi descritte) che però, a volte, nel contesto di missioni principali e secondarie risulta essere un po’ troppo dispersiva.

The Surge 2

Comparto Tecnico

Dal punto di vista grafico The Surge 2 parrebbe offrire un buon colpo d’occhio generale. Purtroppo però ad un esame più dettagliato sono evidenti texture non proprio eccezionali e che, spesso e volentieri, faticano a caricarsi (o almeno su PS4 base). Questo con tutta probabilità è dovuto alla necessità di raggiungere un compromesso tra grafica e fluidità, difatti non abbiamo quasi mai riscontrato cali di framerate ed il caricamento tra aree e quello “post-mortem” risulta essere abbastanza veloce. L’unica cosa che riesce a distinguersi sono gli effetti di luce, molto ben studiati, nonostante in alcune occasioni possano causare alcuni strani artefatti (specialmente in zone non troppo illuminate).

The Surge 2

Di discreto livello anche il sonoro, specialmente per gli effetti e per le musiche; leggermente sottotono, invece, i doppiaggi (in lingua inglese) poiché risultano essere abbastanza piatti (tranne alcune eccezioni). Infine non abbiamo da evidenziare nulla di grave sotto il lato dei bug se non alcuni “positivi” in grado di farci guadagnare rapidamente un discreto gruzzolo di scarti tecnologici.

Dai creatori di God Eater, gioco dal quale gli sviluppatori hanno preso più che dei semplici dettagli estetici, giunge Code Vein, un nuovo “souls-like” targato Bandai Namco e ricco di sorprese!

 

Trama

In Code Vein ci ritroveremo in una città isolata dal resto del mondo da una fitta coltre di nebbia rossa, ed al cui interno l’umanità pare essere giunta ad un vero e proprio declino in seguito agli eventi noti come “La Grande Rovina”. Ad essere precisi, però, di ciò che noi conosciamo come genere umano sono rimaste soltanto poche briciole. Al loro posto rimangono gli unici effettivamente in grado di sopravvivere, ovvero i “Redivivi”, esseri umani modificati dal cosiddetto parassita BOR e tramutati in veri e propri vampiri quasi del tutto immortali. Essi infatti per poter sopravvivere necessitano di sangue umano o, meglio ancora, delle cosiddette “gocce di sangue” in grado di placare la loro sete per mesi. Tutti coloro che cadono preda della loro stessa sete di sangue sono destinati a tramutarsi in “Corrotti”, ovvero creature mostruose ed estremamente pericolose.

Code Vein

Dopo la creazione del nostro personaggio ci risveglieremo senza ricordi accanto ad una ragazza, anch’essa senza ricordi. Saremo subito “reclutati forzatamente” da un altro gruppo di redivivi ed il nostro destino finirà per intrecciarsi con quello di molti alti personaggi. La trama di Code Vein nel particolare è molto lontana rispetto a quello che ci si aspetterebbe da un qualsiasi rappresentate dell’ormai consolidato sotto-genere dei “souls like”. Ci troviamo infatti di fronte ad una trama profonda e misteriosa, ricca di dettagli con una narrazione non del tutto lineare e non priva di colpi di scena, con personaggi anch’essi profondi e ricchi di sfaccettature. L’unica analogia resta il nostro alter ego, il quale, nonostante sia estremamente importante ai fini della trama è il classico personaggio privo di personalità e che non dialoga mai (probabilmente unica vera pecca a livello narrativo). 

Code Vein

Di fianco a tutti i dettagli riguardanti gli eventi in divenire che ci troveremo ad affrontare scopriremo numerosi dettagli sul passato (nostro e dei nostri compagni) grazie alla nostra capacità di poter rivivere i ricordi di altri redivivi. Il tutto ci porterà a svelare qualsivoglia alone di mistero, dall’origine di Redivivi e Corrotti fino ai dettagli sul “progetto QUEEN” e la nube rossa. Inoltre non mancheranno dei dettagli sulla lore nascosti nelle descrizioni dei vari equipaggiamenti presenti in gioco e persino in descrizioni visibili nelle schermate di caricamento. Il tutto risulta essere inaspettatamente interessante fino all’ultimo minuto di gioco e soprattutto degno dei migliori anime/manga prodotti!

Code Vein

Gameplay

Oltre alla base dell’ormai classico stile di gioco alla Dark Souls, Code Vein introduce alcune interessanti innovazioni e meccaniche inedite decisamente ben riuscite nel complesso. Prima tra tutti salterà all’occhio la totale assenza di statistiche durante l’aumento di livello che si limiterà, dunque, ad aumentare i livelli di salute massima, vigore e danno con le armi. In alternativa le nostre statistiche di base saranno determinate dai cosiddetti “Codici Sanguigni”, ovvero vere e proprie tipologie di sangue ottenibili da altri personaggi o recuperabili direttamente nelle varie aree di gioco. Ogni Codice Sanguigno sarà inoltre caratterizzato da diversi “Doni” che consistono in abilità attive o passive che possono anche essere sbloccate per l’utilizzo con altri Codici dopo averle equipaggiate fino ad ottenere abbastanza esperienza (o tramite sblocco diretto usando un particolare materiale).

Code Vein

Come di consueto avremo inoltre diverse categorie di armi (ad una mano, spade, martelli e asce a due mani, baionette) e nell’ambito delle stesse una più o meno marcata varietà nei moveset di base, mentre invece l’equipaggiamento viene interamente sostituito dai cosiddetti “Veli di Sangue”. Si tratta infatti di soprabiti in grado di offrire grande variabilità in termini di statistiche, così da consentire un buon numero di possibilità nella creazione delle build, principalmente distinte in attacco, difesa, doni di attacco (o ombra), di supporto (luce) e così via, allo stesso modo delle build con armi leggere o pesanti. Sia le armi che i veli di sangue potranno poi, ovviamente, essere ulteriormente potenziati così da migliorarne le statistiche di base.

Code Vein

I doni, e principalmente quelli attivi, per poter essere attivati richiederanno Icore, una risorsa preziosa che può essere ottenuta tramite appositi consumabili, colpendo i nemici con le nostre armi, oppure eseguendo l’attacco caratteristico del nostro Velo di Sangue. Allo stesso modo sarà altresì possibile eseguire attacchi critici con il Velo sfruttando i classici backstab (o attacchi alle spalle) e parata con contrattacco. Inoltre subendo attacchi o schivandoli correttamente riempiremo un’apposita barra della concentrazione, la quale ci permetterà di eseguire attacchi critici istantanei oltre a sfruttare alcuni doni… Questi ultimi tre (backstab, parry e attacco in concentrazione) saranno estremamente importanti anche perché andranno ad aumentare la riserva massima di Icore a noi disponibile fino al nostro prossimo “riposo” (e che sarà di partenza caratteristica per ogni Codice Sanguigno) ma non potranno essere eseguiti contro ogni tipo di nemico.

Code Vein

Per tutto il resto Code Vein, ed eccezion fatta per la possibilità di portare con voi un compagno durante l’avventura, riprende i classici concetti base dei souls-like con la Foschia di sangue per salire di livello e sbloccare nuovi doni e che resterà per terra in caso di una nostra sconfitta, dei vischi che si comporteranno da checkpoint e che, inoltre, andranno a mappare l’area circostante (dato che sarà presente una minimappa in alto nel nostro HUD ed eventualmente consultabile dal menu di gioco) così come faranno altri punti da “purificare” che però non saranno veri checkpoint, o alcuni nemici particolari. Allo stesso modo non mancheranno bossfight esteticamente e concettualmente molto ben concepite, nonostante alcune di queste possano risultare fin troppo semplici se deciderete di abusare dello sbilanciamento causato da alcune armi ed un compagno in particolare.

Code Vein

L’ultima piccola aggiunta a questo titolo è rappresentata dalle “Profondità”. Si tratta di veri e propri dungeon caratterizzati da una bossfight finale, i quali vanno ad aggiungere profondità e qualche ora di gioco aggiuntiva (oltre a oggetti unici e Foschia di Sangue in abbondanza). Per poter trovare questi luoghi sarà necessario recuperarne prima la relativa mappa, per poi accedervi attraverso un personaggio nella nostra Base. Queste mappe possono trovarsi sia come “drop” nelle aree di gioco, sia come vero e proprio oggetto di “quest secondaria” affidata da alcuni personaggi che compariranno nelle aree che avremo già completato (per cui fare un salto in una vecchia zona è sempre raccomandato).

Code Vein

Longevità

Code Vein non pecca di certo sotto il punto di vista della durata riuscendo a proporre una longevità degna del suo genere superando tranquillamente le 25-30 ore per completare la campagna principale in ogni suo dettaglio (considerando alcune missioni secondarie che consistono in un semplice eliminare un nemico o recuperare un oggetto). In aggiunta, però, bisogna considerare la possibilità di giocare nelle Profondità (delle quali attualmente siamo riusciti a trovare 4 mappe) così da completarne i relativi livelli ed le relative bossfight. Al tutto si può poi aggiungere la possibilità di giocare in cooperativa con altri giocatori sia nel gioco principale che all’interno delle Profondità.

Code Vein

Comparto Tecnico

Gli sviluppatori sono riusciti a migliorare molto Code Vein sotto il comparto tecnico rispetto rispetto alle precedenti versioni Beta. In particolare il titolo era precedentemente afflitto da cali di framerate anche abbastanza consistenti, mentre adesso sono stati “contenuti” in una particolare area del gioco ed in tutti i passaggi di transizione tra una zona di gioco all’altra (le quali fanno da vero e proprio caricamento per l’area in cui si sta giungendo per cui può considerarsi come “relativamente giustificata”). Per il resto, a parte qualche ritardo nel caricamento di alcune texture, il gioco si comporta molto bene su PS4 base con un ottimo livello di dettaglio e di grafica in generale; del resto non mancheranno zone in cui il colpo d’occhio iniziale potrà lasciarvi affascinati (specialmente considerando il lavoro di design di zone e nemici che vi è dietro).

Code Vein

Dal punto di vista del sonoro il titolo è semplicemente magnifico: abbiamo una colonna sonora tra le migliori prodotte ultimamente ed anche doppiaggi degni di nota (anche se solo in lingua inglese o, meglio ancora, in lingua originale giapponese). Il tutto contribuisce estremamente bene a dare “epicità” al gioco, rendere gli scontri sempre avvincenti e a dare grande enfasi ai discorsi presenti. Nulla di importante da segnalare, infine, sotto il lato di bug se non un singolo crash del gioco, che rappresenta senz’altro un’occasione rara e che può essere corretta rapidamente dal team di sviluppo.

Nella giornata di oggi abbiamo avuto modo di toccare con mano l’imminente Remake di Final Fantasy VII e siamo qui per condividere con voi le nostre prime impressioni con pad alla mano.

Abbiamo avuto modo di provare una demo di circa venti minuti che si conclude con lo scontro con l’iconico Scorpion (primo Boss presente nell’originale Final Fantasy VII). In questa porzione di gioco è possibile testare pienamente il sistema di combattimento che risulta essere estremamente dinamico, versatile e soprattutto ben studiato.

E’ possibile combattere come se fosse un Action: pigiando il tasto quadrato si attacca e con R1 si parano gli attacchi mentre, premendo L1 è possibile richiamare il menù dal quale si possono selezionare abilità, magie ed oggetti. Tra le altre cose il gioco può essere messo in “pausa” in qualsiasi momento, ragionando al meglio su ogni situazione fornendo quel tocco tattico alle battaglie; la pausa però non blocca l’azione ma la rallenta in modo da lasciare al giocare il tempo giusto per poter agire.

Con i tasti direzionali su e giù è possibile “switchare” da un personaggio all’altro, per esempio durante uno scontro con dei nemici volanti e vista l’inefficacia di uno scontro diretto con Cloud è possibile passare a Barrett ed utilizzare il suo cannone a rotaia per colpire il nemico dalla distanza con precisione.

L’implementazione di tutti questi elementi si amalgama alla perfezione restituendo una dinamicità disarmante che non lascia spazio alla ripetitività come visto in Kingdom Hearts III.

In effetti, la nostra paura risiedeva proprio nel sistema di combattimento ed in una possibile piattezza dello stesso, il tutto però e stato fortunatamente dissipato con questa prova sul campo, possiamo dunque confermare la bontà del Combat System.

Per quanto concerne il comparto grafico, Final Fantasy VII Remake restituisce delle ambientazioni assolutamente di prim’ordine che rendono perfettamente giustizia al titolo originale senza snaturarne l’atmosfera che tra l’altro viene arricchita da una colonna sonora rivisitata ma vicinissima alle tracce originali (parliamo ovviamente della porzione di gioco che abbiamo testato).

Certo non mancano alcune sbavature tecniche come un filtro Anti-Aliasing decisamente poco incisivo che purtroppo non pulisce adeguatamente la scena da “scalettature” ed, a contornare il tutto, un frame-rate che in alcune situazioni lascia a desiderare scendendo palesemente sotto i 30 FPS.

Si tratta ovviamente di minuzie che senza troppi dubbi verranno perfezionate nei prossimi sei mesi, visto che all’uscita è prevista per il 3 Marzo 2020. Confidiamo nella bravura del team e nell’impossibilità di deludere Critica e pubblico in preda ad un Hype epocale.

Final Fantasy VII Remake sarà un gioco EPICO, e questa è una certezza.

Nel 2011 uscì Catherine: trama affascinante e ricca di colpi di scena fortemente influenzata dalle azioni del giocatore, di una grafica incredibile e dal gameplay unico nel suo genere, difatti ricevette recensioni molto positive al tempo e venne accolto positivamente anche dal pubblico.

Per tutti coloro che non hanno avuto la possibilità di giocare Catherine su PC o console di più vecchia generazione e, per tutti gli amanti di questo titolo, Atlus ha pensato bene di riproporlo in esclusiva per PS4 in una veste rinnovata: signore e signori, ecco a voi Catherine Full Body.

Con Catharine è come parlare di almeno 4 prodotti differenti:

  • Una light novel
  • Un anime
  • Un simulatore sociale
  • Un puzzle-platformer.

Durante il gioco vestirete i pazzi di Vincent Brooks, un uomo di 32 anni senza particolare aspirazioni o interessa, fidanzato con Katharine McBride, la quale, come suggerisce anche il suo nome, vorrebbe sposare il suo uomo e metter su famiglia. A turbare la loro tranquillità è Catharine, una ragazza bionda dalla quale il nostro Vincent si sentirà fortemente attratto, e ad aggravare la situazione ci si mettono anche terrificanti (seppur incredibilmente divertenti) incubi che turbano il già incasinatissimo Vincent: per 9 notte di fila, il ragazzo dovrà cercare di sopravvivere ai suoi sogni scalando una torre composta da diversi livelli, ognuno dei quali, a sua volta, è suddiviso in diversi sottolivelli. 

Per fortuna, ogni tanto Vincent potrà concedersi qualche momento di pausa allo Stray Sheep, il pub che frequenta insieme ai sui amici.

NARRAZIONE

Nel titolo sono presenti molto scene dedicate al racconto della storia, il che lo rende decisamente simile a una light novel; in questi casi, non sarà possibile interagire.

STRAY SHEEP

Qui Vincent potrà controllare il cellulare, leggere messaggi e rispondere ad alcuni di essi, chiacchierare con i suoi amici al tavolo, con gli impiegati del posto e con i suoi avventori. Attenzione però, perché queste interazioni influenzeranno il Karma di Vincent, il quale, a sua volta, determinerà non solo le relazioni con i personaggi, ma anche il finale in cui vi imbatterete. In questo casa, Catherine risulta assimilabile a un simulatore sociale.

INCUBI 

La sezione più dinamica dal punto di vista del gameplay puro, in cui il malcapitato Vincent dovrà scalare diversi piani di una torre composti da cubi con i quali è possibile interagire, avendo anche di tanto in tanto la possibilità di trovare o acquistare oggetti che possano facilitare la scalata e di apprendere numerosissime tecniche di arrampicata. Occhio però ai comandi, particolarmente sensibile, per cui vi consiglio di calibrare la forza con cui volete far muovere Vincent, soprattutto quando volete solo rivolgervi verso un blocco per spostarlo, per non rischiare di salirci sopra e perdere così del tempo prezioso. In queste sezioni del gioco, il gameplay muta drasticamente, trasformando Catherine in un puzzle-platformer.

KATHERINE, CATHERINE O RIN?

Passiamo ora a una breve disanima di tulle le numerose novità apportate al gioco base da questa nuovissima versione esclusiva per PS4, grazie alle quali potrete godervi non soltanto la Golden Playhouse, ovvero la Modalità Storia, ma anche tante altre succosissime opzioni di gioco:

 

  • Rin: come se Vincent non avesse già il suo bel da fare con la sua fidanzata Katherine e la misteriosa Catherine, a complicargli ulteriormente la vita interviene un nuovo personaggio, la bella, giovane e timida Rin;

 

  • Finali: in virtù dell’introduzione di questo personaggio, sono stati aggiunti anche dei finali a lei collegati, oltre a due finali alternativi per Katherine e Catherine;
  • Scene animate: ne sono state aggiunte ben 20, per sviluppare al meglio i personaggi delle donne della vita di Vincent;
  • Nuovi personaggi: in Catherine Full Body sono stati introdotti anche Roderick Lockhart e Abul Bahril;
  • Gameplay: sono stati aggiunti altri livelli di difficoltà per quanto riguarda i puzzle, come la Modalità Safety, grazie alla quale potrete affrontare i diversi piani della torre con meno ansia, senza limiti di tempo e game over, e potrete anche saltare alcune sezioni dei puzzle stessi o usare la funzione Autoplay; inoltre, potrete cimentarvi nei puzzle scegliendo fra lo stile Classico di Catherine e la nuovissima Modalità Remix, in cui sono disponibili nuove tipologie di blocchi.
  • Stage: sono oltre 500, circa il doppio rispetto a Catherine;
  • Online: altra grande novità è l’aggiunta diverse funzionalità online come l’Arena Online, in cui potete scegliere di giocare in modalità Vs. o cooperativa, e il Colosseum, in cui sfidare un altro giocatore; inoltre, quando nei livelli vedrete delle piccole sfere fluttuanti sormontate da un nickname, saprete che in quel punto un giocatore è morto, il che potrebbe aiutarvi nella risoluzione del livello, e potrete anche confrontare le vostre statistiche con quelle di tutti gli altri giocatori connessi alla rete; a tal proposito mi preme ricordarvi che per accedere a tutte le funzionalità online su PS4 è necessario possedere un abbonamento attivo a PlayStation Plus.

CONCLUSIONI

Visivamente affascinante, impregnato di riferimenti al sesso e alla sensualità, caratterizzato da diversi tipi di gameplay e infarcito da puzzle a tratti complessi e resi ancor più temibili dalla presenza di Boss giganteschi, ironico, divertente, fortemente influenzato dalle scelte dei giocatori, arricchito da una ottima e accattivante colonna sonora, Catherine Full Body è un videogioco mastodontico, un vero e proprio capolavoro ancora oggi, a distanza di ben otto anni dalla sua prima pubblicazione, e che mantiene inalterato tutto il suo indiscutibile fascino in una nuova veste che ne arricchisce ulteriormente storia e gameplay.

Catherine Full Body è un titolo a cui chiunque dovrebbe giocare almeno una volta proprio per via della sua incredibile originalità, ed è un gioco che vi appassionerà per ore e ore, soprattutto se volete assistere ai 13 finali previsti.

 

Come ogni anno il Tennocon ha portato un grande numero di novità per quello che si è rivelato essere uno dei più vasti e complessi titoli Free To Play attualmente esistente, ovvero Warframe. Cercheremo dunque di riassumere gli elementi di maggior spessore annunciati durante la live tenutasi dalla mezzanotte del 7 Luglio (nostra ora locale) e durante i precedenti panel.

Nuova intro cinematografica

Più che di una vera novità introdotta nel gioco si tratta di una stupenda realizzazione da parte di Dan Trachtenberg, regista e sceneggiatore conosciuto per “10 Cloverfield Lane” e Black Mirror (per cui ha lavorato per la creazione di un episodio della terza stagione) e che sarebbe attualmente al lavoro sulla realizzazione di un film totalmente dedicato ad Uncharted. Potrete trovare il trailer qui di seguito:

Empyrean & The New War

Come tutti sappiamo queste sono le prossime due maxi-espansioni al gameplay ed alla storia principale di Warframe; durante il Tennocon gli sviluppatori hanno mostrato un gameplay di Empyrean della durata di ben trenta minuti, oltre che un nuovo trailer per The New War che potete trovare qui di seguito e che ci porterà allo scontro finale con Lotus ed il suo esercito Sentient:

Empyrean non sarà una semplice espansione di gameplay; infatti, aggiungerà le gigantesche navi da guerra “Railjack” totalmente personalizzabili e controllabili da più giocatori contemporaneamente per affrontare intense battaglie spaziali tra colpi di missili, scudi e persino Archwing per assaltare le navi nemiche. Il tutto sarà poi “condito” da un paio di nuove interessanti introduzioni nel mondo di gioco di Warframe come nuovi nemici che andranno ad adattarsi in maniera totalmente inedita alle battaglie e soprattutto un nuovo modo per interagire con altri giocatori (chiamato “Squad Link”). Infine ritroveremo anche un comparto tecnico totalmente rinnovato per esaltare ed aggiornare la grafica agli standard odierni.

The Duviri Paradox

Tra le varie novità di Warframe mostrate durante il Tennocon questa è probabilmente quella che risulta essere più inaspettata e, se vogliamo, anche più criptica a causa del trailer. Attualmente sappiamo che si tratterà di un’espansione futura che andrà ad aggiungere una nuova mappa totalmente Open World in maniera analoga alle Piane di Eidolon e le Orb Vallis. Essendo in una fase di sviluppo precoce purtroppo non ci sono state tante altre novità in merito, per cui non possiamo fare altro che lasciarvi con il relativo trailer:

Tante nuove Skin Deluxe

Durante la conferenza sono state anche mostrati i concept di diverse Skin Deluxe che saranno rilasciate in futuro per alcuni Warframe; potete trovare tutte le immagini qui di seguito:

 

Nightwave Stagione 2

Cominciamo adesso a parlare degli elementi più “tangibili” presentati e che sono diventati disponibili con un Hotfix rilasciato dagli sviluppatori proprio durante la fine del Tennocon. Primo tra tutti ritroviamo una seconda stagione per le Nightwave ed intitolata “L’emissario”. Questa sarà dedicata al “mondo infested” ed infatti porta tra le ricompense numerosi oggetti a loro dedicati come una fantastica skin per spade, un’ephemera che vi permetterà di “diffondere l’infestazione”, un set completo per l’operatore e tanto altro!

Wukong Prime

A discapito di quanto ci si sarebbe aspettati inizialmente (considerata la data di uscita dei Warframe) il nuovo Prime non è Atlas, ma bensì Wukong. Ciò va a confermare un precedente leak che aveva anticipato questo cambiamento inaspettato e con tutta probabilità dovuto al recentissimo rework svolto su Wukong che lo ha reso estremamente divertente da utilizzare. Crediamo infatti che gli sviluppatori abbiano intenzione di dedicarsi ad un rework su Atlas prima di rilasciare la sua variante Prime.

Il Wukong Prime Access contiene oltre al Warframe anche due nuove armi prime: lo Zhuge e il Ninkondi; se per il primo si tratta di una balestra primaria con dardi esplosivi, gli altri sono i primi Nunchaku prime ad essere rilasciati all’interno del gioco e sono caratterizzati dall’avere anche un’innato danno elettrico. Come di consueto ritroviamo anche un Pack di accessori contenente una Syandana ed accessori per il nostro Kubrow (oltre che un’esclusiva skin a loro dedicata).

Warframe

 

Contest a premi e viaggio nello spazio

“Ciliegina sulla torta” eccoci con un fantastico contest annunciato da Digital Extremes durante il Tennocon che darà la possibilità ai giocatori di vincere un premio di ben 250.000 Dollari oltre che un vero e proprio viaggio nello spazio. Per partecipare non dovrete fare altro che iscrivervi a questo link, dove troverete anche tutti i dettagli a riguardo. Per aumentare le chance di vittoria non dovrete fare altro che giocare e completare alcune missioni. Il vincitore sarà estratto nei primi giorni di Gennaio!

20 anni e non sentirli!

Sin dalla sua prima comparsa nell’ormai lontano 1996 Crash Bandicoot è riuscito ad appassionare buona parte degli utenti della prima PlayStation di casa Sony. Tre anni (e tre capitoli) dopo, Naughty Dog pubblicò una versione di Crash interamente incentrata su uno stile di guida arcade competitivo estremamente divertente. Ciò che più ha sancito il successo di questo “Crash Team Racing” è stata quasi certamente la modalità multigiocatore in locale grazie alla quale in molti hanno potuto sfidare gli amici, con tante ore di divertimento aggiuntivo.

A ben 20 anni dalla sua pubblicazione, rieccoci a parlare di questo titolo grazie all’uscita di questo magnifico Remake: Crash Team Racing Nitro-Fueled! Crash torna così, ancora una volta a bordo del suo bolide, per cercare di sconfiggere Nitros Oxide e salvare il nostro pianeta. Difatti, nella modalità storia, questo strano alieno ha promesso che risparmierà la Terra se un “campione” riuscirà a sconfiggerlo in una gara!

Con questo semplice pretesto ci ritroveremo ad affrontare numerose gare all’interno di un vasto scenario di piste tutte estremamente ispirate e rese in maniera ottimale, in linea con la grafica dell’attuale generazione. L’obiettivo sarà sempre arrivare al primo posto, così da vincere un trofeo; una volta ottenuti tutti i trofei di una zona (quattro per ciascuna area) dovremo affrontare un “Boss” in una sfida 1vs1, per sbloccare l’area successiva.

Classico ma non troppo

Data la sua natura di remake, Crash Team Racing: Nitro-Fueled segue fedelmente la base del vecchio Crash Team Racing, aggiungendo però alcune piccole, e spesso interessanti, novità. La prima a saltare all’occhio è la possibilità di selezionare all’inizio dell’avventura una modalità aggiuntiva, chiamata Nitro-Fueled, che si affianca a quella Classica, più vicina al titolo orginale; Questa nuova tipologia di story mode vi dà la possibilità di giocare le normali gare della storia principale, lasciandovi al contempo la libertà di personalizzare o cambiare il vostro personaggio e il vostro Kart in qualsiasi momento.

Buona parte degli elementi di personalizzazione può essere ottenuta completando l’intera storia principale, ma non solo. Molti oggetti possono anche essere acquistati all’interno di uno shop chiamato “Pit Stop”; non temete, non si tratta di uno shop con necessità di acquistare con “soldi veri”, ma con i crediti forniti dal gioco stesso, elargiti in giusta quantità in base ai vostri risultati nelle singole gare, fornendo una buona aggiunta alle possibilità di personalizzazione.

Ultima, ma non per importanza, novità introdotta è la presenza dei Gran Premi, ovvero vere e proprie seasons costituite da un insieme di sfide di varia natura, grazie alle quali è possibile ottenere del “Nitro“: una sorta di esperienza che permette di salire di grado e sbloccare personaggi, kart, e oggetti di personalizzazione aggiuntivi! La particolarità è che ciascuno dei Gran Premi si svolgerà su piste totalmente nuove che saranno rilasciate dagli sviluppatori con il tempo e che vanno così ad aggiungersi alle piste di Crash Team Racing più le tredici di Crash Nitro Kart presenti nel gioco.

Gare “all’ultimo sangue”

L’intero gioco è costruito su un gameplay di base solido e più profondo di quanto si possa credere. Per sgominare i nostri avversari abbiamo a disposizione un vasto arsenale di “armi e gadget” che dovrà essere sfruttato al massimo, anche perché gli altri piloti non hanno senza alcuna remora nei nostri confronti. Ci troviamo quindi a gareggiare e nel mentre lanciare o schivare casse di TNT, missili, bombe, turbo per accelerare e così via. Il tutto funziona egregiamente in qualsiasi modalità di gioco, senza alcuna eccezione.

Tutti questi “sistemi di distruzione” possono essere ulteriormente potenziati per infliggere danni maggiori o acquisire caratteristiche aggiuntive (ad esempio una cassa di TNT diventa una cassa di Nitro, e se la prima ci salta in testa per poi esplodere dopo qualche secondo, lasciandoci anche la possibilità di liberarcene, l’altra detona direttamente all’impatto). Per fare ciò dobbiamo raccogliere 10 dei classici “Frutti Wumpa” contenuti in apposite casse ed evitare di essere danneggiati, poiché ogni colpo fa perdere qualche frutto.

Inoltre più Frutti Wumpa avremo in nostro possesso e più acquisiremo velocità, ma le possibilità per finire in cima alla classifica non finiscono qui. Altre due meccaniche essenziali per raggiungere velocità estreme sono rappresentate dalle derapate e dai salti. Con la pressione dei “Trigger” anteriori del controller c’è la possibilità di saltare e fare ciò in prossimità di un rialzo sulla pista permette di andare più veloci per qualche secondo; allo stesso modo, eseguire un salto in curva e mantenendo premuto il relativo tasto dà il via ad una derapata. A questo punto è possibile attivare un turbo fino ad un massimo di tre volte consecutivamente premendo al momento giusto il Trigger opposto.

Divertimento di gruppo!

Così come per il gioco originale anche Crash Team Racing Nitro-Fueled offre un comparto multigiocatore in locale fino a quattro giocatori in schermo condiviso. In questo modo è possibile affrontare i propri amici in gare (singole o di coppia), battaglie all’ultimo sangue, cattura la bandiera e così via; è importante notare che ogni modalità ha un set di mappe totalmente dedicato! Ovviamente non poteva mancare anche una modalità Online per poter sfidare altri giocatori in gare personalizzate.

Nelle partite contro altri giocatori è possibile cambiare tanti parametri per ciascuna modalità, inclusa la difficoltà dei bot dato che non è possibile, purtroppo, giocare senza piloti controllati dal gioco. Anche in questo caso c’è la possibilità di personalizzare il proprio kart in ogni minimo particolare o, eventualmente, scegliere un altro personaggio nel vasto roster.

Una vista mozzafiato!

Infine non potevamo non fare un piccolo appunto sul comparto tecnico del gioco. Crash Team Racing Nitro-Fueled dimostra un ottimo lavoro tecnico da parte del team di sviluppo sotto diversi aspetti. Primo tra tutti il comparto grafico vero e proprio che riesce a dare un magnifico risalto a tutti i nostri ricordi del vecchio gioco. Texture stupende, modelli perfettamente costruiti, il tutto condito da una perfetta stabilità nel framerate. Il comparto audio non è assolutamente da meno: i nuovi doppiaggi riescono a dare una “nuova vita” a tutti i personaggi!

Come per ogni mese Sony ha annunciato i giochi che verranno offerti gratuitamente agli abbonati al servizio Plus di PlayStation; questo mese troveremo Pro Evolution Soccer 2019 e Horizon Chase Turbo. Questi due titoli saranno disponibili per il download dal PlayStation Store, all’interno del catalogo dei giochi mensili PS Plus, a partire dal 2 luglio.

Pro Evolution Soccer 2019

Sviluppato da Konami, Pro Evolution Soccer è una delle serie di videogiochi sportivi più famose di sempre. L’edizione 2019 offre la possibilità a centinaia di giocatori appassionati di prendere parte a una numerosa selezione di campionati reali, portando il brivido della competizione direttamente nel salotto di casa.

Con PES 2019 sarà possibile vivere momenti magici sia dentro sia fuori dal campo. Ogni giocatore è stato infatti riprodotto fedelmente, così da rendere più che realistico il modo in cui reagisce alle emozioni di gioco. Inoltre le modalità myClub e Master League permetteranno a tutti di creare la propria squadra e portarla al successo.

Pes 2019

Horizon Chase Turbo

Preparati a un’esplosione di pura nostalgia degli anni ‘90 con Horizon Chase Turbo, una dichiarazione d’amore per tutti gli appassionati piloti dell’età d’oro dei giochi arcade. Traendo ispirazione dal successo di Out Run, Top Gear e Rush, AQURIS Game Studio ha catturato l’essenza dell’era dei 16 bit con uno stile e una visione moderna, grazie alla fantastica colonna sonora e alla classica modalità multiplayer a schermo diviso.

Potrai giocare da solo o con fino a tre amici. Piloterai la tua auto in luoghi straordinari, osservando il sole che tramonta, affrontando pioggia, neve, ceneri vulcaniche e persino forti tempeste di sabbia.

Horizon chase turbo

Vi ricordiamo infine che i giochi mensili PS Plus di giugno, Borderlands: The Handsome Collection e Sonic Mania, sono ancora disponibili per il download fino al 1 luglio per tutti i membri attivi di PS Plus.

Sony ha svelato i titoli disponibili con l’abbonamento Playstation Plus di giugno. A questo giro ci lecchiamo i baffi e ci sfreghiamo le mani!

Sony ha alzato il sipario sui titoli gratuiti disponibili a partire dal 4 giugno e inclusi con l’abbonamento Playstation Plus. E questa volta c’è proprio da essere contenti!
Il primo titolo che disponibile per il download è Sonic Mania, videogioco del 2017 in 2D, che ripercorre le origini storiche del porcospino più veloce dell’universo videoludico. Sembra che la casa nipponica voglia farci dimenticare il discutibile character design della versione cinematografica, che ha suscitato così tanto sdegno negli utenti da far capitolare lo studio di produzione del film, che lo ridisegnerà completamente per renderlo più somigliante all’originale.

Il Porcospino in tutta la sua velocità

 

Secondo titolo, ma non per importanza, scaricabile gratuitamente dal Playstation network è Borderlands: The Handosme Collection. Si tratta dei primi due Borderlands, completi di tutti i DLC usciti fin’ora, in versione rimasterizzata PS4. E non solo, visto che il gioco comprende una modalità multigiocatore locale e la possibilità di importare i salvataggi dai titoli PS3.  Niente male, considerando il recente annuncio (fatto con un trailer decisamente sopra le righe) fatto da Gearbox Software sull’uscita del terzo capitolo. Pare che Sony voglia darci la possibilità di fare un’altra comoda run in attesa del 13 settembre, giorno in cui uscirà il terzo capitolo.

Dite la verità, non vi manca un po’ tutta questa follia?!

In attesa del 4 giugno, giorno da cui sarà possibile scaricare gartuitamente i giochi sul Playstation Store, vi invitiamo, se ancora non l’avete fatto, a dare un occhio ai titoli disponibili per il mese di maggio!