Nioh The Collection è la versione definitiva per una delle serie più celebri e più recenti pubblicate da Team Ninja, pubblicata ufficialmente il 5 Febbraio 2021. Si tratta di una versione che include le versioni complete di Nioh (inclusi i DLC: Il Drago del Nord, Onore Sprezzante e La fine del Massacro) e Nioh 2 (inclusi i DLC: Il discepolo dei Tengu, Oscurità nella Capitale e Il Primo Samurai), entrambe rimasterizzate per adattarsi ad un funzionamento ottimale su PlayStation 5 e PC.

Una ricca serie

Annunciato per la prima volta nel lontano 2004, Nioh ha visto uno sviluppo molto travagliato che lo ha poi portato a vedere la luce nel Febbraio del 2017. Questa nuova IP, creata dallo studio di sviluppo di Koei Tecmo (e in particolare di Team Ninja), è stata inizialmente pubblicata come esclusiva PlayStation 4; nel corso dello stesso anno, però, in seguito all’uscita di tre espansioni che hanno incrementato di molto le possibilità di gioco, è stata infine rilasciata una versione per PC. In maniera analoga (grazie anche al successo riscosso) il secondo capitolo viene pubblicato nel Febbraio del 2020 e oggi, a un anno di distanza da questa data (e di tre espansioni rilasciate nel frattempo), ci troviamo a parlare dell’edizione completa per Nioh 2 e non solo. 

In questa occasione vogliamo infatti parlarvi della nuova Nioh Collection, ovvero un vero e proprio compendio di tutto ciò che i ragazzi di Team Ninja hanno rilasciato per questa serie. Il tutto, però, non con delle semplici riedizioni dei due capitoli e delle sei espansioni totali ad essi collegati. Questa collection vuole infatti dare nuova vita alla serie proponendoci delle vere e proprie versioni rimasterizzate per poter girare al meglio sulla nuova PlayStation 5, ma anche su PC. Nel nostro caso abbiamo avuto modo di provare la versione PlayStation 5 di queste Remastered ed è pertanto a questa versione che i nostri riscontri faranno riferimento.

nioh the collection

Ni-Oh?

Cominciamo dunque dalle basi: che cosa è Nioh? Si tratta di un action RPG con una forte impronta “souls-like” e anzi, possiamo dire sin da subito che si tratta di uno dei migliori (se non il migliore) esempi di come un titolo di come questo deve essere creato. Questo sia per il rispetto di tutte le caratteristiche di base “soulsiane”, ma anche e soprattutto per la forte caratterizzazione data alla serie, i cui elementi sono ormai ben distinguibili e riconoscibili. Con questi vogliamo fare riferimento sia a scelte di gameplay particolarmente uniche e ben riuscite, ma anche alle possibilità estetiche fornite da un’ambientazione affascinante come quella del Giappone feudale e dalla ricchezza di folklore (che satura le descrizioni di personaggi e nemici) che questa coltura offre.

Entrambi i capitoli di questa serie sono infatti ambientati nel corso del periodo Sengoku, uno dei più celebri e più di frequente rappresentati di questo paese. In particolare abbiamo Nioh 2 a fare da vero e proprio prequel al primo capitolo della serie con due storie pressoché distinte e con soltanto alcuni punti a farle collimare tra loro. Nel caso di Nioh avremo infatti modo di vestire i panni dell’inglese William che si trova a sbarcare sulle coste del Giappone nel tentativo di recuperare il suo spirito guida che gli è stato sottratto da un losco individuo incappucciato. Qui avremo modo di conoscere il potere legato alle misteriose pietre note come Amrita fino a giungere (grazie alle espansioni) ai primi viaggi in Giappone da parte dei Portoghesi (contestualizzati al gioco).

Con Nioh 2 potremo invece impersonare un personaggio metà uomo e metà Yokai interamente personalizzabile, e possessore (come ultimo erede della sua dinastia) di una potente spada ammazza demoni. Con lui esploreremo il Giappone in lungo e in largo (e anche verso il passato nel caso delle espansioni) per sventare una pericolosa minaccia Yokai. Nel caso in cui vogliate approfondire la conoscenza di questa interessante serie e scoprirne tutti i dettagli di gameplay vi rimandiamo alle recensioni di Nioh e delle sue espansioni: Drago del Nord, Onore sprezzante e La fine del Massacro , così come di Nioh 2. In ogni caso con Nioh The Collection parliamo quindi di una mole di contenuti davvero molto imponente e che potrà impegnarvi facilmente per centinaia di ore!

nioh the collection

Una nuova qualità!

La vera novità di questa edizione della serie risiede però tutta nel comparto tecnico e grafico. Il colpo d’occhio generale è infatti decisamente ottimo, al punto che soltanto nel caso di un vero e proprio remake si sarebbe potuto fare di meglio. Le nuove texture sono infatti di ottima qualità e la differenza grafica si nota soprattutto dopo essere arrivati nelle impostazioni grafiche. Qui troviamo infatti tre diverse modalità: una in 4K nativo e 60fps, una a 120fps e una per monitor standard a 1080p e 60fps (modalità qualità). Le due modalità di punta, quella con risoluzione massima e quella con la massima fluidità, funzionano in maniera ottima sul primo Nioh, e di queste quella che può portare il maggior numero di benefici in un gioco dal gameplay così rapido e preciso é certamente quella a 120fps. Nel caso di Nioh 2, invece, abbiamo un po’ di instabilità nel caso di quest’ultima modalità e benefici complessivamente migliori per quelle in 4K o qualità.

Oltre a sfruttare al meglio la potenza di PS5, la Nioh Collection utilizza le possibilità offerte dal rapido SSD della console e dal Dualsense. Grazie al primo abbiamo caricamenti estremamente rapidi così da non spezzare mai l’azione di gioco, mentre nel secondo si tratta di un dettaglio che non ci saremmo aspettati di veder usato così approfonditamente. Sia ben chiaro, non siamo certamente ai livelli di Astro’s Playroom, ma ciononostante il team di sviluppo ha voluto trasmettere al giocatore un buon quantitativo di feedback aptico al giocatore. Abbiamo infatti oltre al più semplice utilizzo dei grilletti adattivi che vanno a creare resistenza durante l’uso dell’arco o armi da fuoco, ma anche l’uso di suoni come la spada che impatta sulle diverse superfici o la distruzione di alcuni oggetti che tramite il Dualsense riescono a fornire alcune piccole (ma non per questo superficiali) sensazioni.

nioh the collection

Nioh The Collection è dunque indubbiamente il modo migliore per riscoprire la serie, o approcciarvisi per la prima volta nel caso di chi non ha avuto modo di giocarvi in precedenza così da esplorare il fantastiche ambientazioni e il folklore giapponese nel dettaglio. Oltretutto la presenza di diversi livelli di difficoltà aggiunge molta rigiocabilità anche per tutti quelli che hanno già terminato la serie. Ottimo il lavoro di rimasterizzazione di entrambi i capitoli, nonostante nel caso di Nioh 2 ci sono alcuni problemi minori di instabilità nel caso delle versioni in 4K e a 120fps (probabilmente per il suo essere relativamente recente considerando che non sono problemi limitati alla sola versione PlayStation 5 ma anche a PC). In ogni caso non si tratta di difetti particolarmente evidenti e l’esperienza complessiva non può che essere estremamente positiva da PS5, complice anche l’estrema rapidità dei caricamenti e l’uso sapiente delle funzionalità del Dualsense da parte degli sviluppatori.

Dopo essere stato annunciato la scorsa estate, Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy ha recentemente debuttato su Pc, PS4, PS5 e Switch. Il gioco costituisce il sequel di Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout, rilasciato alla fine del 2019 e protagonista di un grande successo in termini di vendite.

Va da sé che un successore non si sarebbe fatto attendere troppo, e infatti eccoci qui. Con questo nuovo titolo sviluppato da Gust Studios e pubblicato da Koei Tecmo.

Si parte per l’avventura

La storia di Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy si svolge a tre anni di distanza dalla fine del primo capitolo. Dopo che i suoi amici hanno lasciato l’isola di Kurken per inseguire i loro sogni, Ryza è rimasta indietro. Nel frattempo ha sia continuato i suoi studi alchemici che servito come insegnante per i bambini più piccoli del villaggio. Un giorno, Ryza riceve una lettera da Tao, che sta studiando nella capitale reale Ashra-am Baird. In tale missiva le viene raccontato di come le antiche rovine intorno alla città potrebbero avere qualcosa a che fare con l’alchimia e la invita a mettersi in viaggio per raggiungerlo.

Ryza e Moritz - Prologo

Allo stesso tempo, Mortiz Brunnen le chiede di indagare su una misteriosa pietra luminosa. Ryza decide così di prendere la pietra con sé e si dirige ad Ashra-am Baird. Qui si riunisce con vecchi amici e ne incontra di nuovi. E scopre inoltre che la pietra luminosa è in realtà un uovo, che si schiude facendone fuoriuscire una misteriosa creatura. Dopo aver deciso di chiamarla Fi, inizia così la nuova avventura di Ryza.

Un JRPG maggiormente evoluto

Le nuove funzionalità aggiunte in Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy si sono rivelate assai gradite. Ryza è ora in grado di interagire con l’ambiente circostante in molti più modi rispetto al passato. Essa può ora nuotare sott’acqua, oscillare attraverso gli spazi vuoti, arrampicarsi sui muri e (una volta sbloccata) cavalcare una creatura che le consentirà di accelerare l’esplorazione. L’intera esperienza è stata resa più fluida e intuitiva, anche grazie all’aggiunta di nuove sfide nei dungeon, spesso presentate sotto forma di enigmi.

Questi dovranno essere risolti dalla protagonista per poterci permettere di raggiungere determinate zone. Il fatto che gli ambienti siano interattivi e non delle semplici immagini piazzate sullo sfondo rende assai più raffinati gli elementi jrpg del titolo. Esplorare i dungeon per intero permetterà a Ryza di usare la Bussola del Ricordo, con la quale potrà raccogliere le memorie delle persone vissute in passato. In questo modo l’alchimista otterrà gli indizi per poter risolvere i vari misteri dei dungeon.

Mappa gioco

Questa meccanica rappresenta una peculiarità unica e divertente all’interno del gioco. I ricordi/indizi, una volta raccolti, dovranno essere abbinati a delle descrizioni al fine di completare una sorta di libro di francobolli. Una volta completato, quest’ultimo racconterà la storia di quel dato luogo. Rispetto al predecessore sono state inoltre apportate diverse modifiche al combat system, oltre alla completa revisione dei punti CC (Core Charge ndr) e della barra dei turni.

In precedenza Ryza poteva, tramite attacchi normali, aumentare i punti azione (AP) e spenderli per aumentare il livello tattico (cioè la quantità massima di AP che si può detenere) e dunque utilizzare le abilità. In Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy invece i livelli tattici aumentano le abilità e gli ordini che è possibile eseguire. Iin questo modo potremo inserire anche le mosse speciali all’interno di combo specifiche.

Combattente e soprattutto alchimista

Ryza level up

Avendo a disposizione più compagni di squadra rispetto al passato potremmo anche scambiare il personaggio “attaccante” con uno di “supporto” durante l’esecuzione di una combo. In questo modo sarà possibile effettuare combinazioni di attacchi sempre più lunghe e complesse. E’ inoltre possibile parare gli attacchi nemici con il giusto tempismo. Cosa che ci garantità anche qualche AP aggiuntivo.

I nostri compagni ci chiederanno tramite degli “ordini” di eseguiti delle mosse speciali (fisiche o magiche ndr), per poter a loro volta scatenare un’incredibile forza sul campo di battaglia. A primo impatto tutto ciò potrebbe sembrare complicato (e forse un po’ lo è), ma una volta comprese le meccaniche ci si renderà conto di come, rispetto al passato, le battaglie siano ora molto più veloci e frenetiche.

Ricette calderone

Come alchimista la nostra Ryza passerà ovviamente molto tempo davanti al calderone cercando di apprendere e mettere in pratica nuove formule. Le ricette potranno risultare un po’ travolgenti, con l’aggiunta di ingredienti bonus in grado di aumentare le statistiche o assegnare determinati bonus agli oggetti che andremo a creare in questo modo.

Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy offre inoltre la possibilità di aggiungere materiali manualmente nel caso si abbia affinità col sistema di creazione. In caso contrario potremo automatizzare il processo scegliendo semplicemente se adoperare materiali di alta o bassa qualità. Completare e modificare ricette ci porterà, infatti, a sbloccarne sempre di nuove.

Ammnodernamenti, ma qualche sbavatura

Ryza schiusura

Gli SP (Skill Point) si potranno ottenere in due modi. Il primo consiste nella creazione di oggetti di qualsiasi qualità tramite il calderone. Il secondo invece riguarda il completamento di missioni secondarie, rinvenibili presso una bacheca specifica. Il gioco presenta una guida molto pratica che permette di controllare la locazione di materiali e mostri, in modo da facilitare il completamento di incarichi secondari quali il ritrovamento e la consegna di risorse e l’uccisione di mostri.

Per quanto riguarda alcune missioni della trama principale abbiamo notato che è necessaria la creazione di un determinato oggetto, completandone la relativa ricetta, per poter avanzare. Ciò costringe non di rado a investire tempo a visitare nuovamente i vecchi dungeon per trovare quanto necessario per proseguire nella trama. Questo rende il tutto a tratti frustrante, specie se si scopre, poi, che l’oggetto richiesto può essere tranquillamente acquistato in negozio. Perciò vi consigliamo sempre di controllare i negozi in caso di necessità!

A livello tecnico con Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy abbiamo assistito a un considerevole passo in avanti a livello grafico, rispetto al primo capitolo. Il grazioso design dei personaggi è sensibilmente migliorato, così come gli ambienti e gli effetti visivi. Il valore aggiunto della produzione rimane particolarmente evidente nell’atto di ammirare la capitale reale, come anche ogni piccola animazione durante il combattimento e l’esplorazione.

A rovinare il quadro sono giusto gli NPC e alcuni dungeon, dove viceversa la grafica risulta un po’ datata. Il comparto tecnico non manca di brillare anche sul fronte audio, dove abbiamo avuto modo di rimanere ammaliati dalla colonna sonora. Meravigliosamente azzeccata e con tante melodie capaci di accompagnare degnamente le nostre avventure. Nessun problema registrato a livello di framerate, che si è dimostrato assolutamente granitico.

Spawn iniziale

Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy si è rivelato essere un degno nuovo capitolo della rinomata seria di jrpg. Un successore destinato a soddisfare tanto i nuovi arrivati quanto i fan di vecchia data. Il tutto grazie a un coloratissimo e vivace cast di personaggi, interessanti misteri da svelare, tante funzioni divertenti di creazione e un sistema di combattimento migliorato. Sebbene non manchino i difetti, risulta fin troppo facile perdonarli alla luce del fascino imperituro di cui certamente godrà il titolo.

Vincitore di oltre 80 premi, Control Ultimate Edition è ora disponibile in formato digitale su PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Creato da 505 Games e Remedy Entertainment, il titolo action-adventure soprannaturale è dotato di una serie di nuove caratteristiche che migliorano grafica e gameplay, e può essere acquistato a €39.99, o aggiornato gratuitamente se Control UIltimate Edition è stato precedentemente acquistato su PlayStation 4 o Xbox One.

I giocatori sono invitati a tuffarsi nel mondo oscuro e brutale di Control su PlayStation 5 e Xbox Series X|S*, dove possono scegliere tra la Modalità Performance che punta ai 60 fps con risoluzione di rendering 1440p e output in 4K o la Modalità Grafica a 30 fps con Ray Tracing, con risoluzione di rendering 1440p e output in 4K. Il Ray Tracing porta un miglioramento generale alla qualità dell’immagine e riflessi realistici. Questi sono particolarmente visibili su superfici riflettenti non trasparenti e su materiali trasparenti, come le superfici di vetro.

PrestazioneVSgrafica
PrestazioneVSgrafica

Su PS5 i giocatori possono anche godere di un coinvolgente feedback aptico grazie al controller DualSense, oltre alle funzionalità di “Attività” e “Aiuto” che guidano gli utenti nelle sequenze di gameplay più ostiche e monitorano i progressi.

“Siamo davvero entusiasti che le persone possano finalmente provare Control Ultimate Edition sulle nuove console Sony e Microsoft. La versione “next-gen” del gioco offre tempi di caricamento notevolmente ridotti, frame rate migliorati, una risoluzione più alta e un gran numero di supporti alle feature specifiche delle console. Anche la mappa si carica più velocemente! Siamo particolarmente emozionati di alcune delle caratteristiche di gameplay più coinvolgenti, che vi aiuteranno a diventare ancora più coinvolti nel ruolo di Direttore e daranno una sensazione più realistica nel maneggiare la vostra speciale Arma di Servizio” ha dichiarato il Direttore delle Comunicazioni di Remedy, Thomas Puha.

Control Ultimate Edition include il gioco base originale, i pacchetti espansione The Foundation e AWE e tutte le modalità di gioco aggiuntive. Oltre ad essere disponibile all’acquisto come download digitale, gli abbonati a PlayStation Plus possono ottenere la versione PlayStation 5 o PlayStation 4 del gioco** come parte dei giochi mensili PS Plus di febbraio.

Una versione fisica di Control Ultimate Edition per PS5 e Xbox Series X sarà disponibile presso i rivenditori in Europa e America il 2 marzo 2021.

*Su Xbox Series S è disponibile solo la modalità Performance. Mira ai 60fps senza Ray Tracing, ad una risoluzione di rendering 900p e con un output di 1080p .

La selezione di titoli PlayStation Plus del prossimo mese è tutta dedicata alla creatività. Conquista il pubblico con il caos creativo delle tue corse, sperona e schiantati contro gli avversari nei combattimenti tra veicoli di Destruction AllStars, mostra il tuo lato artistico con magici ritratti in Concrete Genie e sfrutta l’ingegno per padroneggiare le tue abilità sovrannaturali e salvarti la pelle in Control.

Inoltre, un nuovo State of Playfa risaltare Destruction AllStars in tutta la sua gloria. Questo approfondimento, che puoi guardare di seguito, ti offre tutte le informazioni necessarie per entrare nell’arena e sarà disponibile martedì 2 febbraio, in occasione del lancio del gioco su PlayStation Plus insieme a Control: Ultimate Edition e Concrete Genie.

Destruction AllStars (PS5)

Intrattieni la folla seminando un caos controllato nell’arena di combattimento automobilistico di questo sferragliante gioco multigiocatore. Scegli tra 16 concorrenti superstar e lanciati in pista con quattro modalità di gioco. Calibra tempi, tattiche e abilità per fare strage al volante o metti a soqquadro l’arena con le tue abilità di parkour. Perfeziona le abilità del tuo personaggio, tra cui il veicolo eroe esclusivo, per assicurarti un vantaggio strategico negli scontri tutti contro tutti o nelle sfide di squadra e conquista il titolo di Global Destruction Federation Champion. Il gioco supporta la funzionalità Guida di gioco per PS5*. Ricevi consigli e suggerimenti su come diventare una macchina di distruzione suprema senza dover abbandonare il gioco.

Control: Ultimate Edition (PS5 e PS4)

Padroneggia abilità sovrannaturali e brandisci un’arma mutaforma in questa avventura d’azione in terza persona di Remedy Entertainment (Max Payne, Alan Wake). Vesti i panni di Jesse Faden, direttrice del “Federal Bureau of Control”, la cui sede centrale di New York è stata violata da un sinistro nemico. Nonostante l’aspetto esteriore, il grattacielo nasconde interni vasti e in continuo mutamento. Dovrai esplorare e armare questo ambiente imprevedibile per liberarlo e respingere gli invasori.

La Ultimate Edition include il gioco base e le espansioni Le Fondamenta ed EMA.

Inoltre, su PS5 puoi utilizzare la funzionalità Guida di gioco della console per ricevere consigli e dimostrazioni utili a risolvere i puzzle e superare le sfide mentre esplori la Oldest House.

Concrete Genie (PS4)

Prendi un pennello magico e riporta l’inquinata città di Denska e il suo vivace lungomare al loro antico splendore in questa emozionante e pluripremiata avventura d’azione. Ripulisci le strade e i vicoli, quindi utilizza la Pittura vivente per creare geni dispettosi, i cui poteri magici ti aiuteranno a superare i puzzle e sconfiggere i bulli che ti perseguitano. Il gioco include anche due modalità aggiuntive, realizzate appositamente per PS VR, che ti consentono di dare ulteriore sfogo alla tua creatività.

Se volete qui trovate la nostra recensione

Capcom ha ufficialmente svelato tramite il Resident Evil Showcase del 21 Gennaio nuovi dettagli chiave riguardo il suo attesissimo titolo survival horror Resident Evil Village, l’ottavo capitolo del franchise di Resident Evil. Capcom ha innanzitutto confermato che Resident Evil Village sarà disponibile in tutto il mondo il 7 maggio 2021 per PlayStation 5, Xbox Series X|S e Steam, ma anche per PlayStation 4 e Xbox One. Resident Evil Village sarà idoneo per l’aggiornamento dalla console della vecchia generazione di Sony a PS5 e supporterà Smart Delivery per le console Microsoft. Sono stati rivelati anche nuovi dettagli attraverso il primo video di gameplay esteso, oltre all’annuncio del gioco multiplayer Resident Evil Re:Verse che celebrerà il 25° anniversario del franchise.

In Resident Evil Village prosegue la storia di Ethan Winters, che ha avuto inizio in Resident Evil™ 7 biohazard. L’ultimo capitolo combina un’azione mozzafiato con un gameplay survival horror esclusivo, sinonimo della serie Resident Evil. Nel primo video esteso di gameplay, il team di sviluppo ha rivelato diversi nuovi dettagli tra cui alcune funzionalità che richiamano gli elementi preferiti dai fan dei precedenti giochi della serie. Il protagonista Ethan, sarà ora in grado di acquistare e vendere oggetti, acquistare ricette per la creazione e personalizzare delle armi con un mercante soprannominato “The Duke”. Utilizzando i materiali trovati durante il gioco, sarà in grado di creare materiali di consumo inestimabili, necessari per sopravvivere ai terrori del villaggio. L’utilizzo di queste provviste comporterà anche una pianificazione più strategica, con un sistema di inventario rivisto basato sulla gestione dello spazio che sarà familiare ai fan della serie.

resident evil village

Il cast variegato di nemici apparsi durante la diretta rappresenta solo una piccola parte di quelli che troveremo in Resident Evil Village. Ethan affronterà molte minacce tra cui le velocissime creature che lo perseguitano senza sosta e le misteriose figlie di Lady Dimitrescu che possono trasformarsi in sciami di insetti. La schiera disparata di avversari del gioco avrà i propri attacchi distintivi, quindi i giocatori dovranno adattare le loro strategie con decisioni rapide in modo da capire quando attaccare, proteggere o fuggire per sopravvivere. Ethan ha una nuova mossa nel suo arsenale per creare maggiore distanza dai nemici e guadagnare tempo prezioso per decidere la sua prossima mossa.

I possessori di PlayStation 5 possono inoltre assistere a un’anteprima esclusiva dell’area del castello di Resident Evil Village tramite la demo Maiden. Questa esperienza stand-alone è autonoma, ma mette in mostra le straordinarie immagini e l’audio 3D che ti attendono nel gioco principale. Nei panni della Maiden, i giocatori dovranno fare affidamento esclusivamente sul proprio ingegno per fuggire in questa demo piena di tensione, poiché non avranno modo di combattere o difendersi. Una nuova e diversa demo per tutte le piattaforme sarà disponibile entro la fine della primavera.

Per celebrare il 25° anniversario del franchise di Resident Evil, che prenderà il via a marzo 2021, Capcom ha annunciato che Resident Evil Village includerà l’accesso a un’esperienza multiplayer gratuita intitolata Resident Evil Re:Verse in arrivo su PlayStation 4, Xbox One e PC. I giocatori PlayStation 5 e Xbox Series X|S possono accedere al gioco grazie alla retrocompatibilità. Questo bonus di ringraziamento per i fan presenta straordinarie immagini in stile fumetto e mette i famosi personaggi di Resident Evil l’uno contro l’altro in battaglie deathmatch da quattro a sei giocatori in luoghi iconici di Resident Evil. I giocatori possono scegliere i personaggi preferiti dai fan da un elenco e ognuno di loro avrà proprie abilità uniche da padroneggiare. Quando i giocatori vengono sconfitti in combattimento, il loro personaggio si rigenera trasformandosi in un’arma biologica per mettere in atto la sua vendetta nei confronti dei suoi nemici. Ulteriori informazioni su Resident Evil Re:Verse saranno disponibili prossimamente.

I pre-order di Resident Evil Village sono già disponibili e permettono di prenotare la Standard Edition in versione fisica e digitale, una Deluxe Edition digitale e una Collector’s Edition fisica (i pre-order di quest’ultima saranno disponibili prossimamente presso retailer selezionati). La Deluxe Edition digitale include il gioco base e il “Trauma Pack” digitale, che include contenuti di gioco aggiuntivi tra cui un’arma Samurai Edge, il filtro speciale “Found Footage” ispirato a Resident Evil 7 biohazard e opzioni di salvataggio tramite mangianastri, accesso immediato a un livello di difficoltà particolarmente impegnativo e altro ancora. La Collector’s Edition fisica, include i contenuti digitali della Deluxe Edition più una straordinaria statuetta di Chris Redfield, una custodia SteelBook, un artbook, una mappa in tessuto del villaggio e una stampa A4 che raffigura il key art del gioco.

Godfall è una nuova IP creata da Counterplay Games e Gearbox Software e pubblicata il 12 Novembre per PC e PlayStation 5. Si tratta di un titolo ambizioso che vuole unire elementi di generi diversi creando una sorta di Destiny incentrato sul combattimento all’arma bianca, un vero e proprio action RPG in stile hack & slash incentrato sulla raccolta continua di nuovo loot per potenziare al massimo il nostro personaggio. Quale sarà stato il risultato?

Trama

Prima di iniziare a parlare nel dettaglio della trama di Godfall è importante sottolineare il fatto che non si tratta assolutamente di un titolo story-driven, pertanto questo lato del gioco non riveste particolare importanza, soprattutto se parliamo della narrazione primaria che ci viene mostrata. La nostra avventura avrà infatti inizio nei panni di un personaggio chiamato Orin dopo aver subito una pesante sconfitta da parte di suo fratello Macros, il quale, ormai ubriaco di potere, ha tradito la fiducia del primo e ha intenzione di compiere un rituale per diventare un vero e proprio dio. Il nostro obiettivo sarà dunque quello di fermare i piani di nostro fratello eliminando tutti i suoi luogotenenti (essenziali per il rituale) fino a sconfiggerlo, ma non prima di aver trovato alcuni  importanti alleati che ci aiuteranno sotto più punti di vista. 

Godfall

Quanto detto sinora, purtroppo, riassume praticamente tutto ciò che compone la campagna principale del titolo, lasciando così anche poco spazio per eventuali approfondimenti sui pochi personaggi secondari o a colpi di scena. In compenso risulta essere ben più interessante il lavoro svolto relativamente alla lore del gioco. Questa ci verrà infatti presentata attraverso delle tavolette che potremo raccogliere nelle diverse aree di gioco, ma anche tramite la descrizione delle varie tipologie di nemici che ci troveremo ad affrontare (boss inclusi). 

Tutta la lore di Godfall, raccolta in un pratico codex, ci andrà a spiegare sia i punti di vista dei due fratelli sugli eventi che li hanno condotti allo stato presente, ma anche (e soprattutto) che cos’è il mondo di Aperion e quali eventi lo hanno segnato, chi è la razza dei Valoriani a cui noi stessi apparteniamo, che cosa sono le Valorpiastre e così via. Non parliamo di una mole abnorme di contenuti (alcuni dei quali sarebbero potuti anche essere approfonditi ulteriormente) ma piuttosto di interessanti dettagli per fornire a tutto un contesto. Nel complesso dunque abbiamo fortunatamente questa parte di narrativa che corre in soccorso alla trama principale, la quale risulta essere poco valorizzata persino per un gioco che vuole focalizzarsi soprattutto sul lato del gameplay.

Godfall

Gameplay

Il fulcro centrale di Godfall è senz’ombra di dubbio il gameplay, e in questo ciò che riveste maggior importanza è sicuramente il combat system. Nel corso degli anni i giochi di combattimento all’arma bianca hanno infatti esplorato e sfruttato le possibilità di gameplay nei modi più disparati. Ciò ha indubbiamente reso difficoltoso lo studio di caratteristiche innovative per rendere meno monotono il genere. Questo “RPG slasher looter”, come definito dagli sviluppatori stessi, riesce invece a proporci alcuni nuovi spunti interessanti anche se, dall’altra parte, sfrutta poco degli elementi che potremmo definire basilari

Partendo da questa “nota dolente” del combat system non possiamo esimerci dal parlare delle combo; le nostre possibilità in questo senso sono sostanzialmente rappresentate da un attacco leggero (con una combo a quattro colpi) e uno pesante (a tre colpi), i quali possono combinarsi unicamente in una combo a quattro colpi con tre leggeri e uno pesante. Questa limitatezza si fa purtroppo sentire di tanto in tanto, e si tratta di un particolare che avrebbe portato il tutto molto più vicino alla perfezione. Dall’altra parte abbiamo infatti due tipologie di attacchi speciali con l’arma (legate alla carica di una barra), poteri (dal risucchio vitale all’indebolimento delle resistenze nemiche) e diversi attacchi utilizzando lo scudo (incluso il suo lancio).

Il lavoro più interessante è stato però svolto nell’incentivare il giocatore all’uso combinato di attacchi leggeri e pesanti (e proprio per questo l’assenza di molte combo si fa sentire), ma anche al variare tra le due armi che potremo equipaggiare. Nel primo caso parliamo del cosiddetto accumulo di Sgretolanima, ovvero un danno che viene accumulato con gli attacchi leggeri (oltre ovviamente al normale danno degli stessi) per poi essere rilasciato da quelli pesanti rendendo indispensabile l’uso combinato dei due per massimizzare i danni. Nel secondo caso ci riferiamo invece a uno speciale attacco ad area che viene rilasciato quando si cambia l’arma e quella riposta si è caricata a sufficienza.

Godfall

Ogni nemico presenta inoltre una barra dello stordimento che va a riempirsi con ogni colpo subito, soprattutto se pesante, o quando un suo attacco viene da noi parato (con il cosiddetto parry) fino ad esporlo a un potente, e spesso letale, attacco o nel caso dei boss lasciandoli vulnerabili per alcuni secondi. Nel corso dei combattimenti dovremo infine gestire la telecamera per puntare e colpire i punti deboli dei nemici che vengono esposti in determinati casi (ad esempio dopo un attacco sferrato o essere stati sbilanciati da un parry). Questi ultimi ci permettono di infliggere danni aumentati e, una volta colpiti, sbilanceranno l’avversario spesso scagliandolo a terra. L’utilizzo di quanto descritto sinora, associato all’uso di schivate e altre manovre farà la differenza in ogni combattimento.

Di fianco a questo interessante combat system troviamo la parte RPG di Godfall: molte delle abilità e possibilità descritte fino ad ora dovranno essere innanzitutto sbloccate tramite una sorta di albero delle abilità. Otterremo punti abilità dopo essere saliti di livello, dopo aver completato determinate missioni o al completamento di alcune sfide di gioco chiamate “meriti”. Questo titolo è inoltre un gioco di ruolo incentrato sul loot di diversa rarità (dal comune al leggendario) con armi, ciondoli, amuleti, aumenti e anelli in grado di dare un grande numero di bonus passivi che spaziano dalla probabilità critico a determinati status alterati. Le armi in particolare possono infliggere danni fisici o elementali (tra shock, gelo, fuoco e vuoto) e sono divise in spade lunghe, spadoni, armi ad asta, lame doppie e martelli.

Godfall

Il loot si estende però anche a risorse essenziali sia per potenziare le nostre armi (tramite la forgia) ma anche, e soprattutto, per costruire nuove Valorpiastre. Si tratta delle corazze che il nostro protagonista potrà indossare, ciascuna caratterizzata da una propria estetica, bonus passivi (come probabilità di infliggere sanguinamento o accumulo extra di Sgretolanima) e una sorta di slot di potenziamento in cui inserire gli aumenti citati poc’anzi. In aggiunta ogni Valorpiastra avrà una propria “Furia dell’Arconte”, ovvero un’abilità finale che garantisce alcuni importanti bonus extra per alcuni secondi, o in alcuni casi crea alleati o oggetti che danneggiano continuativamente i nemici nei paraggi. Le risorse per creare queste potenti armature dovranno essere ricercate semplicemente esplorando determinate aree di gioco.

Sotto questo punto di vista il mondo di Godfall è organizzato in tre macro aree, ovvero il regno della Terra, dell’Acqua e dell’Aria. Queste possono essere esplorate partendo dal nostro HUB centrale, essenziale per selezionare la missione da giocare o l’eventuale esplorazione libera. Parlando delle missioni queste sono rappresentate da quelle legate alla storia principale, e dalle cacce a diversi boss secondari. Le prime risultano essere semplicemente delle introduzioni alle aree e dei “modi narrativi” per avvicinarci al boss finale della zona (rappresentato da un luogotenente di Macros), mentre le cacce ci serviranno a ottenere dei sigilli per poter accedere al luogotenente stesso.

Godfall

Come conseguenza ci ritroveremo a ripetere una stessa missione di caccia anche più di una volta per poter accumulare abbastanza sigilli. Questo problema purtroppo non viene risolto dalla presenza di obiettivi secondari opzionali casuali in ogni missione, né tantomeno dalla possibilità di continuare ad esplorare alla fine di una missione per raccogliere degli scrigni unici in grado di fornirci un buon bottino. Piccola nota a parte va poi alla difficoltà dei boss finali di ogni regno, concentrata quasi unicamente su uno dei luogotenenti e su Macros stesso. Questa situazione di ripetitività finisce poi per aggravarsi nella fase di endgame con la cosiddetta Torre delle prove (una serie infinita di sfide che ci permetteranno di guadagnare un enorme quantità di loot) e le Pietre del sogno

Le Pietre del sogno costituiscono una riproposizione con difficoltà aumentata di alcune missioni e bossfight principali e con l’aggiunta di modificatori del boss e per noi. Questi modificatori vanno ottenuti (o nel caso del boss finale scoperti) attraverso tre round preparatori nei quali dovremo affrontare ancora le stesse cacce proposte nei tre regni o la riproposizione di altre missioni legate alla campagna. L’endgame di Godfall rappresenta dunque un punto a sfavore, la cui ripetitività non viene compensata neanche da un particolare obiettivo a spronarci (se non il raggiungimento del livello massimo, lo sblocco di tutte le abilità e l’ottenimento di loot migliore e più raro).

Longevità

Godfall non è, purtroppo, un titolo particolarmente longevo proprio a causa dei problemi descritti poc’anzi. La campagna principale può essere infatti  completata in poco più di sei ore, mentre la parte relativa all’endgame, senza un vero incentivo, potrebbe non portarvi a spenderci molte ore. Si tratta di un vero peccato sia per il gameplay di base molto divertente e con meccaniche ben studiate, ma anche perché la possibilità di giocare in cooperativa con altri amici potrebbe aprire un gran numero di possibilità (che allo stato attuale delle cose potrebbe comunque non essere sufficiente e superare la ripetitività). Vogliamo infine sottolineare che è possibile giocare in cooperativa soltanto con amici in possesso del gioco; non è infatti presente un matchmaking per permettervi di giocare con altri utenti casuali.

Comparto Tecnico 

Concludiamo questa recensione di Godfall parlandovi di quello che costituisce tutta la parte tecnica del gioco, partendo innanzitutto dalla grafica. Abbiamo avuto modo di provare il titolo su PlayStation 5 e l’impatto d’insieme è davvero ottimo: graficamente il titolo si presenta con ottime texture (ben definite) e modelli, ma soprattutto con un notevole lavoro svolto sugli effetti, particellari e illuminazione. In tutto questo il titolo riesce a girare abbastanza fluidamente sui 60 fps, anche se in determinate circostanze abbiamo riscontrato alcuni cali non troppo drastici. Restando in tema PlayStation 5 una piccola nota a parte va al Dualsense che purtroppo non viene sfruttato in modo particolarmente eclatante.

Ottimo anche il lavoro svolto sul design dei territori che potremo esplorare, ma anche su tutti i personaggi, nemici, armi e valorpiastre! Il lato del sonoro si presenta di buon livello con doppiaggi in sola lingua inglese che ben si adattano ai vari personaggi, ma soprattutto grazie alle musiche e agli effetti sonori che risultano essere sempre avvincenti e in grado di dare grande enfasi a ogni azione. Sul lato di bug e glitch non abbiamo riscontrato nulla di particolarmente deleterio tranne per un unico crash del gioco nelle prime ore o l’audio che in un’occasione è venuto a mancare, mentre in un’altra ha finito per ripetere uno stesso suono fino alla fine della missione.

Nel complesso Godfall risulta essere un gioco godibile ma che avrebbe potuto dare molto di più, con alcuni piccoli accorgimenti che avrebbero reso il combat system vicino alla perfezione (oltre che unico come è già), o magari una campagna principale più viva lasciando meno l’idea che si tratti più di una boss-rush. Purtroppo infatti l’eccessiva ripetitività delle missioni, sia nella campagna che nella fase successiva di gioco, lo rende poco adatto all’utilizzo per molte ore (portandovi anche solo l’esempio di una campagna che, anche se in sole sei ore, finisce per costringerci a ripetere più di una missione). Considerando che il gioco sembra poter (o voler) lasciare spazio ad altro speriamo che il tutto venga rimpinguato ed espanso quanto prima con nuovi contenuti e possibilità offerte, da una personalizzazione dettagliata fino a nuovi scontri, missioni e possibilmente meccaniche per incentivare l’approfondimento dell’endgame.

Dopo Nekros e Oberon due Warframe riemergono dal Prime Vault, parliamo di Mirage Prime e Banshee Prime e delle loro armi e accessori unici, ovvero la sentinella Helios Prime, le pistole Akbolto Prime e Euphona Prime e, infine, i Kogake Prime. Il tutto ritorna a essere disponibile nel gioco a partire da Martedì 15 Dicembre grazie alle reliquie per ottenere tutti i pezzi dei Warframe e armi, ma anche con dei nuovi pacchetti dello store che vi daranno accesso a tutti i contenuti, accessori inclusi!

Sia Banshee che Mirage presentano diversi punti in comune legati non soltanto alle capacità di sopravvivenza ma anche alle doti offensive. Molti infatti associano la capacità di sopravvivenza di un Warframe ai parametri numerici della salute e armatura spesso però tralasciando le loro doti innate che, se sfruttate adeguatamente, possono fare davvero la differenza. Partiamo innanzitutto dai contenuti legati a Banshee Prime, un Warframe che potrebbe essere facilmente sottovalutato ma che proprio grazie alle sue abilità uniche (due in particolare) riesce a resistere anche contro nemici di livello molto alto andando anche ad aumentarne il danno subito. Abbiamo infatti:

  • Passiva: silenzia le armi equipaggiate in modo tale che i nemici non sentano i colpi sparati.
  • Sonic Boom: emette un’onda sonica che spinge con forza i nemici nel suo cono d’azione.
  • Sonar: utilizzando l’eco-localizzazione, Banshee individua tutti i nemici nel raggio di azione ed espone i loro punti deboli.
  • Silence: circonda Banshee con un’aura che stordisce i nemici e limita la loro risposta e percezione degli attacchi.
  • Sound Quake: crea un vero e proprio terremoto convogliando le onde acustiche nel terreno.

Le due abilità più importanti nella build che potete vedere qui di seguito sono senz’ombra di dubbio Sonar e Silence, una perfetta combinazione di “spada e scudo” che permettono a Banshee di adattarsi a quasi ogni situazione. Il moltiplicatore di danno che deriva dall’uso di Sonar colpendo i punti deboli dei nemici permette di eliminare anche gli avversari di livello più alto in pochissimi colpi e, al contempo, Silence andrà a rendere inoffensivi i nemici. Per sfruttare al meglio queste due abilità bisognerà focalizzarsi principalmente sulla durata, portata, ma anche potenza abilità per migliorare il moltiplicatore di danno della seconda abilità. Risulta poi indispensabile l’uso di Resonance, augment che rende pressochè infinita la durata di Sonar e, nel caso vogliate aumentare ulteriormente il danno potrete usare l’augment Sonic Fracture (al posto di Resonance) che rende Sonic Boom capace di sottrarre una parte di armatura del nemico, o in alternativa sostituire la prima con Shooting Gallery di Mesa per inceppare le armi dei nemici e aumentare una percentuale di danno come nel nostro caso (o persino fare entrambe le cose eliminando Sound Quake).

banshee mirage

Gli oggetti distintivi legati a Banshee Prime sono l’Helios Prime e l’Euphona Prime; nel primo caso parliamo di uno dei droni più utili del gioco grazie al suo precetto che gli permette di scansionare oggetti e nemici utilizzando gli scanner Codex (ma anche grazie alla sua potente arma, il Deconstructor Prime, un lancia glaive ad effetto). Questo innanzitutto per sbloccare tutti i dettagli di lore legati a Warframe, alle varie fazioni presenti in gioco, nemici, personaggi e così via. In secondo luogo lo scannerizzare nemici vi permetterà di sbloccarli per l’utilizzo nel Simulacrum, luogo in cui potrete testare tutte le vostre build di armi e Warframe. Il Deconstructor va utilizzato sfruttando le sue alte capacità di danno e di infliggere status, mentre invece l’Helios non richiede particolari Build; al contrario la pistola chiamata Euphona Prime è un’arma basata totalmente sulla probabilità critico e sugli altissimi numeri di danno che è in grado di raggiungere:

Passando invece a Mirage Prime ci troveremo di fronte a un Warframe che, come già anticipato, presenta alcune analogie con Banshee legate ai danni che può infliggere e alle capacità uniche di sopravvivenza. Se Banshee risulta ottima nello stordire i nemici, Mirage eccelle nello schivare i colpi degli avversari grazie ad una combinazione di due delle sue abilità; le stesse abilità costituiscono inoltre la base del danno maggiorato che può infliggere. Eccovi qui di seguito una descrizione dettagliate di tutte le sue abilità:

  • Passiva: Mirage eccelle nel parkour, infatti le sue scivolate durano l’85% del tempo in più e le manovre di movimento sono il 50% più veloci.
  • Hall of Mirrors: crea fino a quattro copie di se stessa per confondere e distrarre i nemici; le copie sono in grado anche di attaccare ma infliggendo una percentuale di danno più bassa della vera Mirage.
  • Sleight of Hand: trasforma gli oggetti vicini in trappole che attirano i nemici e, se al buio creano un’esplosione radiale che acceca tutti nei paraggi, mentre alla luce crea vere e proprie bombe.
  • Eclipse: quando si trova esposta alla luce Mirage infligge danni aumentati, quando si trova all’ombra aumenta la sua evasività.
  • Prism: lancia un prisma che riflette raggi di luce in tutte le direzioni danneggiando i nemici; attiva nuovamente per farlo esplodere e colpire tutti gli ostili nel raggio d’azione.

Risulta dunque particolarmente chiara l’importanza di Hall of Mirrors e di Eclipse e, di conseguenza, la potenza abilità e durata come parametri essenziali. In questo però dobbiamo sempre considerare che, per quanto i valori di danno ed elusione di Eclipse siano davvero molto alti, non si tratta di un’abilità che ci permette di scegliere quale valore utilizzare (cambiando di volta in volta a seconda della nostra posizione rispetto all’illuminazione del gioco). Ciononostante già solo Hall of Mirrors riesce a compensare egregiamente non lasciandoci mai del tutto privi di danno extra o di probabilità aggiuntive di evitare i colpi dei nemici, pertanto, luce a parte, nel complesso non avremo quasi mai di che lamentarci.

A questo punto bisogna considerare quanto vorrete fare affidamento sulla sola Eclipse per il danno, oppure se vorrete aggiungere una buona percentuale di danno extra anche su Hall of Mirrors grazie all’augment Hall of Malevolence (che aumenta il danno delle copie per ogni nemico sconfitto), ma anche quante Forma vorrete investire su Mirage. Detto ciò eccovi le due build che vi consigliamo aggiungendo anche che potreste considerare di utilizzare anche qui l’Helminth per aggiungere un’abilità di resistenza al posto di Sleight of Hand:

Concludiamo con le ultime due armi legate a Mirage Prime, ovvero le Akbolto Prime e i Kogake Prime; nel primo caso parliamo di una coppia di pistole con statistiche abbastanza ibride tra lo status e il critico, mentre nel secondo di un’arma da sparring costituita da una coppia di tirapugni e di calzari principalmente studiate per lo status. Nient’altro di particolare da aggiungere se non che si potrebbe anche considerare l’idea di sfruttare quel 16% di critico nei Kogake, ma che comunque l’utilizzo di questa statistica è comunque limitato da un moltiplicatore critico abbastanza basso. Per questa ragione abbiamo preferito focalizzarci soprattutto sullo status, andando inoltre ad aumentare la portata dato che questo tipo di armi corpo a corpo presenta una portata di base che supera di poco il metro.

Tutti gli oggetti riportati sinora, incluse Mirage e Banshee Prime, possono essere ora ottenute in gioco per un periodo di tempo limitato attraverso le relative reliquie che vi permetteranno di trovarne i singoli componenti; pertanto se non avete ancora questi oggetti affrettatevi prima che il Vault si chiuda! In alternativa potrete anche acquistare questi Warframe e le loro armi ottenendo anche accesso ai loro accessori esclusivi (oltre che pack di platini) tramite i diversi pacchetti aggiunti negli store di ogni piattaforma. Questi variano dalla versione completa di tutto fino ai singoli accessori di Mirage o di Banshee, incluse delle Syandana esclusive e parti di armatura uniche:

Pacchetto doppio Mirage e Banshee Prime

  • 1200 Platini.
  • Banshee Prime e Mirage Prime.
  • Euphona Prime.
  • Kogake Prime.
  • Akbolto Prime.
  • Helios Prime.
  • Deconstructor Prime.
  • Capella Prime Syandana.
  • Abbera Prime Syandana.
  • Armatura Atavist Prime.
  • Accessori sentinella Ictus Prime.
  • Glifi Banshee Prime e Mirage Prime.
banshee mirage

Pacchetto Banshee Prime

  • 400 Platini.
  • Banshee Prime.
  • Euphona Prime.
  • Helios Prime.
  • Deconstructor Prime.
  • Capella Prime Syandana.
  • Accessori sentinella Ictus Prime.
  • Glifi Banshee Prime.
mirage banshee

Pacchetto Mirage Prime

  • 400 Platini.
  • Mirage Prime.
  • Kogake Prime.
  • Akbolto Prime.
  • Abbera Prime Syandana.
  • Armatura Atavist Prime.
  • Glifi Mirage Prime.
mirage banshee

Pacchetto accessori Banshee Prime

  • 200 Platini.
  • Capella Prime Syandana.
  • Accessori sentinella Ictus Prime.
mirage banshee

Pacchetto accessori Mirage Prime

  • 200 Platini.
  • Abbera Prime Syandana.
  • Armatura Atavist Prime.
mirage banshee


Immortals Fenyx Rising é una nuova IP creata da Ubisoft e pubblicata il 3 Dicembre per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X, PC e Nintendo Switch. Si tratta di un titolo nato grazie a evidenti influenze esterne, ma anche interne al mondo stesso di Ubisoft; considerato ciò riuscirà a distinguersi dal resto dei giochi e soprattutto ad affermare la propria identità? Scopriamolo in questa recensione.

Trama 

Le vicende narrate ci permetteranno di vestire i panni di Fenyx, un eroe (o eroina considerando che saranno presenti diverse opzioni di personalizzazione) giunto su una misteriosa isola in seguito a un naufragio. Per la precisione all’inizio della nostra avventura non saremo nulla di più che dei semplici porta-scudo in viaggio con il nostro eroico fratello Ligirone e la sua ciurma. Noteremo ben presto di essere gli unici superstiti, e che tutti i membri del nostro equipaggio, così come gli abitanti del posto, sono stati tramutati in pietra. L’ultima ruota del carro si ritroverà così a esplorare l’isola, incontrare diverse divinità del mondo greco, ma anche e soprattutto recuperare diversi manufatti e oggetti mitologici di diversi eroi e dei per aiutarla nel suo compito: riportare tutti alla normalità

Qualcosa di più profetico e ben più in alto di noi ci farà però scoprire che il nostro compito è molto più importante di quello che possiamo immaginare. L’intera vicenda ci viene infatti narrata principalmente, oltre che dai protagonisti diretti e personaggi secondari che incontreremo, in maniera indiretta da Prometeo, il quale si ritrova a spiegare il tutto a Zeus. Quest’ultimo cerca un modo per sconfiggere Tifone, un potente gigante che ha già combattuto in precedenza contro gli dei ma senza successo; questa volta però minaccia non soltanto di eliminare l’intero Olimpo, ma anche distruggere il genere umano. C’è dunque bisogno di un vero eroe, e soltanto Prometeo (nonostante la triste sorte che si ritrova ad affrontare dopo aver portato il fuoco all’uomo) può dare a Zeus una visione generale delle cose grazie al dono della Profezia.

La trama di Immortals Fenyx Rising riesce dunque senza dubbio a intrattenere sia grazie all’ottima narrazione portata avanti su più livelli, ma anche mettendo in campo diversi personaggi realizzati e caratterizzati in modo eccellente. Il tutto si focalizza però principalmente su un particolare: l’uso sfrenato di battute e siparietti sia tra Zeus e Prometeo che tra Fenyx e i diversi personaggi incontrati. L’umorismo è infatti parte integrante di tutto, e come tale è stato pensato per tutti passando da battute più o meno infantili a (seconda dei punti di vista), fino a giochi di parole e doppi senso a sfondo sessuale. Questo costante accompagnamento contribuisce sia all’intrattenimento generale (strappandoci molto spesso un sorriso), ma anche a dare un’identità unica a questo nuovo titolo. Non mancheranno, infine, alcuni colpi di scena per dare enfasi al tutto e aggiungere quel qualcosa in più.

immortals fenyx rising

Gameplay

Cominciamo innanzitutto con il dire che Immortals Fenyx Rising prende indubbiamente a piene mani diverse meccaniche da titoli di vario genere, creando così un vero e proprio pot-pourri, ma estremamente ben riuscito. Potremmo attribuire una parte di queste meccaniche a quanto visto negli ultimi anni nella serie di Assassin’s Creed (come in Valhalla), specialmente a livello di combattimento. Questo è infatti composto da combo di attacchi leggeri e pesanti, con questi ultimi in grado di riempire la cosiddetta barra di stordimento dei nostri nemici fino a renderli temporaneamente inermi. In aggiunta abbiamo schivate e patate, con la schivata perfetta che andrà a rallentare temporaneamente intorno a noi e le parate in grado di aumentare considerevolmente lo stordimento dei nemici e persino rispedire i proiettili lanciati al mittente.

L’altra parte essenziale del gameplay, e forse la più importante, è rappresentata dall’esplorazione del mondo di gioco (cosa che viene limitata dalla nostra stamina). In questa troviamo molte similitudini con altri titoli Ubisoft, con imponenti statue che, una volta scalate, ci permettono di rivelare l’intera area attorno a noi. Qui abbiamo però anche diverse sfide che metteranno alla prova il nostro ingegno, le nostre capacità di movimento o persino le abilità in combattimento. Parliamo infatti delle cosiddette sfide costellazione, sfide di Ermes, sfide affresco e soprattutto le Cripte del Tartaro. Mentre nelle prime sfide citate le meccaniche si manterranno più o meno simili, con sfere da raccogliere al completamento di alcuni enigmi per creare delle costellazioni, percorsi da completare entro un tempo limite o puzzle con blocchi mobili da posizionare nel corretto ordine, le Cripte saranno il vero pezzo forte.

immortals fenyx rising

Un po’ come nei sacrari visti in Zelda Breath of The Wild, le Cripte del Tartaro rappresentano delle sfide più o meno complesse che metteranno alla prova tutte le nostre capacità. In alcune potremo trovarci ad affrontare gruppi di nemici o dei boss unici, in altre superare veri e propri percorsi a ostacoli, in altre ancora sarà necessario aguzzare l’ingegno per proseguire (ad esempio spostando blocchi di peso diverso o sfruttando la freccia controllabile a distanza); potremo persino trovarci ad affrontare alcune meccaniche uniche. Le Cripte potranno essere identificate da un livello di difficoltà che varierà da 1 a 3, e alcune di queste (come quelle legate alle quattro divinità che incontreremo) saranno più lunghe di altre. La particolarità è che tutte queste aree saranno ben differenziate tra loro in termini di soluzione, annullando qualsiasi tipo di noia da ripetitività e soprattutto invogliandoci a completarle tutte al 100%.

Completare le Cripte, o qualsiasi altro punto di interesse dalla vasta mappa di gioco di Immortals Fenyx Rising, ci permetterà di ottenere una serie di risorse essenziali a potenziare il nostro personaggio. Avremo così l’ambrosia per migliorare la nostra salute massima, i fulmini di Zeus per incrementare la resistenza, le monete di Caronte per sbloccare nuovi attacchi o abilità (alcune delle quali essenziali per risolvere determinati enigmi), cristalli di vario genere per potenziare la nostra attrezzatura, frutti e funghi per creare pozioni e Ambra per potenziarle. Potenziando al massimo queste caratteristiche sbloccheremo la possibilità di investire altre risorse nell’ottenimento dei cosiddetti livelli prestigio così da migliorare il nostro personaggio anche in un’eventuale nuova partita +.

immortals fenyx rising

Un’altra ricompensa che potremo ottenere da alcuni forzieri è costituita dai diversi tipi di equipaggiamento. Il gioco comprende, infatti, un gran numero di copricapi e armature, archi, spade e asce (rispettivamente per attacchi leggeri e pesanti) tutti caratterizzati da una propria estetica e soprattutto effetti unici; nell’ambito, poi, dello stesso tipo di equipaggiamento troviamo diverse colorazioni disponibili (sempre da ricercare nei forzieri disseminati per il mondo di gioco). L’alto livello di personalizzazione si estende anche a diversi tipi di ali di Icaro, oggetto che otterremo nei primi momenti di gioco e utile per raggiungere punti sopraelevati e planare, cavalcature di diversa rarità e che dovremo domare prima di poterle sfruttare liberamente e infine aspetti di Fosforo, un compagno che ci aiuterà dopo aver completato la relativa missione e che avrà anche alcuni bonus passivi oltre che estetici.

Avremo infine le cosiddette Benedizioni degli Dei, ovvero alcuni bonus unici che riceveremo dalle quattro divinità che dovremo aiutare per completare la campagna principale e che aggiungono al gameplay più di quanto ci si potrebbe aspettare. Tutti gli elementi descritti fino a questo momento riescono perfettamente a incastonarsi tra loro e a funzionare all’unisono per creare un titolo che, nonostante finisca per mettere insieme meccaniche da più giochi non portando grosse novità dal punto di vista del gameplay, sa divertire fino all’ultimo minuto di gioco. Questo portandoci anche a cercare tutte le bossfight e nemici unici (come gli spettri dei quattro eroi più famosi della Grecia), con una discreta varietà nella loro tipologia (anche se non eccezionale) ed esplorare ogni angolo della vasta mappa di gioco, scalando ogni montagna, recuperando ogni oggetto e completando tutti gli incarichi e missioni secondarie (alcune delle quali segrete).

immortals fenyx rising

Longevità

Immortals Fenyx Rising presenta una durata complessiva della campagna principale di buon livello, essendo necessarie circa 12 ore per completarla interamente. Al contempo però, ribadendo quanto detto poc’anzi, bisogna tenere in considerazione anche tutto quello che gli sviluppatori hanno voluto inserire nel gioco e, di conseguenza, a quanto decideremo di dedicarci a tutte le attività secondarie. In ogni caso non parliamo certamente di un quantitativo di ore particolarmente alto, ma comunque sufficiente a triplicare il tempo necessario per raggiungere l’epilogo. Nel nostro caso, infatti, in circa 36 ore siamo riusciti a completare il gioco in ogni suo aspetto recuperando anche il trofeo di platino. In aggiunta troviamo delle missioni giornaliere e la possibilità di intraprendere una nuova partita + andando a recuperare nuove risorse per potenziarci ulteriormente, ma purtroppo si tratta di una cosa fine a se stessa (non ci sono, almeno per il momento, ricompense uniche).

immortals fenyx rising

Comparto Tecnico

Da un punto di vista visivo e grafico Immortals Fenyx Rising si attesta indubbiamente su ottimi livelli; di base abbiamo uno stile grafico molto “cartoonoso” sfruttando un ottimo cel-shading e una palette cromatica satura (il tutto in maniera molto simile a quanto visto nell’ultimo Zelda). Abbiamo poi ottime texture senza grosse o evidenti imperfezioni, ma soprattutto il gioco riesce a dare il meglio di se nelle illuminazioni e negli effetti, particellari inclusi, regalando molto spesso scenari appaganti che potremo mettere a frutto utilizzando la modalità foto inclusa. Inoltre il design delle creature e dei mostri che dovremo affrontare risulta essere ottimo, nonostante la non troppo ampia varietà che nella maggior parte dei casi si limita a semplici cambi di colore, ma anche quello relativo al mondo di gioco che spazia da aride terre flagellate dalla guerra fino a boschi ricchi di vegetazione o un’area montuosa coperta dal freddo e dalla neve (con un totale di sei “biomi”).

Qualche piccolo alto e basso, invece, dal punto di vista del sonoro; principalmente da segnalare alcuni doppiaggi in lingua italiana non perfettamente all’altezza di altri, ma comunque non particolarmente penalizzanti l’esperienza. Molto belle le musiche e gli effetti sonori che contribuiscono senza dubbio a farci immergere nel nuovo mondo creato da questa IP. Infine, incredibilmente, praticamente nulla da segnalare dal punto di vista di bug o difetti tecnici; abbiamo avuto modo di giocare il titolo su PlayStation 5 e non abbiamo riscontrato alcun calo nel framerate (fisso a 60 in modalità performance o a 30 in modalità qualità con 4K attivo, rispetto ai 30 fps su console della vecchia generazione) o crash e bug, eccezion fatta per un’unica circostanza in cui il gioco non ha caricato alcuni oggetti legati alla missione principale in una zona (per la quale è stato sufficiente ricaricare l’area).

immortals fenyx rising

In conclusione ci siamo trovati a un prodotto inaspettatamente interessante e valido, una nuova IP che riesce a farsi valere e ad affermarsi nonostante le similitudini con altri titoli. Una trama semplice ma abbastanza longeva e portata avanti con umorismo, citazioni e colpi di scena, un gameplay molto valido e divertente, soprattutto considerato l’impegno messo nella creazione di enigmi sempre nuovi e diversi per rendere ogni sfida e ogni Cripta unica. Un titolo che sa divertire e coinvolgere non soltanto per la durata della campagna principale, ma che vi porterà all’esplorazione per completare il tutto nella sua interezza e svelare qualche piccolo segreto nascosto. Indubbiamente con questo gioco Ubisoft ci dimostra ancora una volta la sua celebre esperienza nel creare degli ottimi open world conferendogli molti elementi unici e distintivi rispetto ad altre serie, nonostante alcune meccaniche rese ormai comuni.

In 4K e/o 120 fps, con progressi multipiattaforma nella stessa famiglia di dispositivi e senza alcun costo aggiuntivo per i possessori del gioco per la generazione attuale.

Ubisoft annuncia che le versioni PlayStation®5 e Xbox Series X | S di Tom Clancy’s Rainbow Six® Siege saranno disponibili dal 1° dicembre. Oltre a una serie di miglioramenti, la nuova versione consentirà di giocare in 4K e fino a 120 fps, in base alla modalità scelta dai giocatori (prestazioni o risoluzione). Inoltre, sarà possibile effettuare l’upgrade della propria versione sulla stessa famiglia di dispositivi senza alcun costo aggiuntivo*. Dopo più di cinque anni dall’uscita di Rainbow Six Siege, il lancio sulle console di nuova generazione è un passo importante nel costante supporto del gioco da parte di Ubisoft.

I giocatori attuali su PlayStation®4 o Xbox One potranno mantenere i propri progressi ed effettuare l’upgrade del gioco senza alcun costo aggiuntivo* per la stessa famiglia di dispositivi. Inoltre, sarà disponibile il gioco multipiattaforma sempre nell’ambito della stessa famiglia di dispositivi, che consentirà agli utenti PlayStation®5 di sfidare quelli PlayStation®4 e ai giocatori su Xbox One di fare lo stesso con gli utenti di Xbox Series X | S. Al momento, il cross play tra famiglie di console diverse o tra PC e console non è supportato.

Sulle console di nuova generazione, i giocatori potranno provare tutti i miglioramenti grafici che Rainbow Six Siege ha da offrire. Tali miglioramenti offriranno una serie di opzioni per dare la priorità alle prestazioni o alla risoluzione, sempre che i giocatori siano equipaggiati con un dispositivo compatibile:

  • Risoluzione 4K (PS5, Xbox Series X) / 1080p (Xbox Series S)
  • 120 frame al secondo (PS5, Xbox Series X)
  • Funzionalità del controller DualSense per una maggiore immersione (PS5)
  • Supporto delle attività per le playlist più popolari, così che i giocatori possano immergersi nel gioco più velocemente (PS5)

Per tutte le piattaforme, saranno implementate anche le seguenti funzionalità per offrire una migliore esperienza di nuova generazione:

  • Migliore accessibilità (Opzioni di leggibilità, testo-voce e voce-testo)
  • Avvio rapido (Flusso di accesso ottimizzato, sequenza introduttiva semplificata)
  • Ubisoft Connect (Overlay di Connect su tutte le piattaforme)

Rainbow Six Siege è già disponibile sulle console di nuova generazione con le rispettive versioni per Playstation®4 e Xbox One.

La nuova generazione di hardware fornisce le più recenti tecnologie e funzionalità, e Rainbow Six Siege continuerà a migliorare per sfruttare tutte queste opportunità offerte dalle nuove piattaforme.


Destiny 2 ritorna a far parlare di sé con l’uscita di una nuova espansione chiamata Oltre la Luce, la quale ci porta un gran numero di novità. Questo nuovo contenuto aggiuntivo è disponibile dal 10 Novembre su tutte le piattaforme assieme alla nuova Stagione della Caccia, inoltre dal 17 Novembre hanno avuto inizio i contenuti di questa nuova stagione e, infine, dal 21 Novembre è arrivata la nuova incursione “Cripta di Pietrafonda”. In aggiunta vi ricordiamo che a partire dall’8 Dicembre saranno pubblicate le versioni PlayStation 5 e Xbox Series X di Destiny 2 con una risoluzione fino a 4K e 60fps!

Luce e Oscurità

L’espansione Oltre la Luce di Destiny 2 ci porterà a esplorare Europa, il gelido satellite che orbita attorno a Giove, nella speranza di svelare il mistero che si cela dietro alla scomparsa di interi pianeti dal nostro sistema solare. Qui incontreremo Variks, un caduto che chi ha avuto modo di giocare all’espansione I Rinnegati (o persino al primo Destiny) conoscerà già, intento a sabotare un clan stanziato su Europa. Parliamo del Casato della Salvezza capitanato dalla Kell chiamata Eramis, la quale ha trovato un potere con cui intende recidere ogni legame di dipendenza dalle macchine “venerate” dai caduti: i Servitori. Si tratta infatti di un potere, chiamato Stasi, che pare essere strettamente connesso con le misteriose navi piramidali che hanno causato la scomparsa dei pianeti citata poc’anzi, e soprattutto con l’oscurità stessa. Piccola nota di merito a parte per questa nuova e carismatica antagonista, dal passato a dir poco burrascoso, che saprà farsi ricordare.

L’intera trama principale di questa espansione verterà proprio attorno al nostro tentativo di fermare Eramis e i suoi soldati di élite prima che possano minacciare ogni pianeta del sistema solare con la Stasi. Un obiettivo narrativo molto semplice, come possiamo notare da una durata complessiva delle missioni principali non particolarmente generosa, ma che cela alcuni interessanti risvolti (anche futuri) e che ci permetterà di incontrare alcune vecchie conoscenze e scoprire nuovi dettagli sul mondo di gioco. Dovremo così affrontare l’intero Casato della Salvezza partendo dai membri di rango inferiore fino a raggiungere la Kell, il tutto in un eccellente susseguirsi di boss fight rese estremamente uniche e divertenti da giocare. Per fare ciò, però, non basteranno le armi che siamo abituati a utilizzare.. per la prima volta la Luce pare dunque non essere abbastanza.

destiny 2 oltre la luce

Abbracciare l’Oscurità?

L’unico modo per affrontare una minaccia di questo calibro sarà combattere il fuoco con il fuoco: il nostro Guardiano (e il suo fido Spettro) dovrà dunque intraprendere un percorso che lo porterà più vicino all’Oscurità. L’imbrigliare il potere della Stasi sarà infatti un male necessario, ma soprattutto un rischio anche sul lungo periodo, considerando quanto le tenebre possano corrompere le menti. Sin dai primi momenti della campagna principale potremo avere un assaggio di quello che questo potere può darci, ma per farlo davvero nostro dovremo sconfiggere Eramis e il suo Casato. Completando la campagna sbloccheremo infatti un nuovo albero delle abilità legato all’oscurità e al cui interno avremo, per il momento, solo i poteri e modificatori legati alla Stasi. Di fianco alla possibilità di modificare la tipologia di granate e corpo a corpo compaiono anche due nuovi elementi di personalizzazione della classe, ovvero la natura e i frammenti in grado di aggiungere nuove abilità e passive alle nostre classi.

Questo è il primo nuovo potere elementale aggiunto alla selezione originale di Destiny, ma non si tratta di un potere che sfocia in un’aperta aggressione, piuttosto nella gestione dello spazio e dei combattenti. In Destiny 2: Oltre la Luce ogni classe di guardiani avrà infatti modi diversi per sfruttare la Stasi, ma la particolarità sta soprattutto nell’uso che potremo farne rispetto agli elementi che già conosciamo. In generale questo potere è infatti in grado di cristallizzare il nostro bersaglio sul posto, e si tratta di un qualcosa che troveremo applicato anche ad alcune armi di nuova introduzione. L’applicazione di queste nuove possibilità all’interno del gameplay risulta essere molto convincente e divertente; abbiamo infatti:

  • Stregoni vincolatori dell’ombra: con la Super sono in grado di evocare un bastone di Stasi in grado di lanciare frammenti capaci di congelare i nostri nemici, per poi essere frantumati da un potente impulso (il tutto interamente controllabile da noi). L’attacco corpo a corpo speciale viene inoltre convertito in un attacco a distanza lanciato dal bastone.
  • Cacciatori revenant: abbiamo una Super che ci permette di utilizzare una coppia di rapidi Kama che esplodono al contatto col bersaglio ed evocano una tempesta di stasi che rintraccia ed elimina quanto rimane.
  • Titani Behemoth: per gli amanti del corpo a corpo abbiamo un potente guanto di Stasi da usare con violenza, senza troppi mezzi termini.
destiny 2 oltre la luce

Europa è soltanto l’inizio

Come già anticipato, lo scenario principale delle vicende trattate in Destiny 2: Oltre la Luce sarà Europa, uno dei satelliti di Giove completamente avvolto dal ghiaccio e dalla neve. Si tratta di una località che gli sviluppatori hanno voluto sfruttare appieno dando al tutto un’identità ben definita e visivamente molto interessante, ma anche aggiungendo nuovi eventi pubblici. Avremo infatti rovine dell’Età dell’Oro ormai completamente dominate dal ghiaccio (inclusi i resti della leggendaria Clovis Bray Corporation), strutture dei caduti, e persino un portale Vex. In aggiunta i nostri viaggi ci permetteranno di tornare ancora una volta nel Cosmodromo sulla Terra, una vecchia gloria per i fan di vecchia data e soprattutto una destinazione rimodernata per i nuovi e vecchi giocatori; nel complesso queste due nuove zone ci permetteranno di esplorare dei territori molto vasti e, soprattutto, ricchissimi di dettagli di lore.

La parte relativa ai Vex sarà sostanzialmente il nuovo Cala la Notte chiamato “Il Ponte di Vetro”, ovvero un portale Vex unico celato nelle profondità del Centro Futuristico Bray. In questa missione Eramis tenterà di sottomettere questa antica tecnologia al suo volere, e sarà nostro compito assoluto fermarla prima che possa riuscirci. Dall’altra parte troviamo il nuovo raid chiamato “Cripta di Pietrafonda”, nel quale dovremo cooperare con la nostra squadra per raggiungere una struttura creata da Clovis Bray nelle profondità di Europa per scoprire quali oscuri segreti cela al suo interno. Questa missione, che si classifica tranquillamente tra i migliori raid di Destiny, ci porterà dapprima ad affrontare le gelide condizioni climatiche di Europa e le sue tempeste (riparandoci all’occorrenza per evitare la morte), per poi giungere nelle profondità di questa struttura e approfondire i ruoli essenziali per proseguire.

destiny 2 oltre la luce

Sono infatti presenti dei potenziamenti che possono essere raccolti e che conferiranno a ogni membro del team specifici ruoli, ovvero l’Operatore, il Soppressore e lo Scanner. Particolarmente ben riuscita la scelta di permettere ai giocatori di scambiarsi i ruoli utilizzando appositi terminali così da potersi adattare alla situazione in ogni momento avendo Operatore e Scanner con ruoli principalmente di “supporto” e attività da svolgere in sinergia; rispettivamente questi dovranno infatti interagire con le varie porte e analizzare le aree per trasmettere al resto della squadra le informazioni utili. Il soppressore, invece, risulta particolarmente utile nelle fasi contro i boss andando a stordirli. Il tutto, poi, avviene attraverso una serie di scenari e fasi di gioco complessivamente molto ben riuscite e suggestive, al punto da meritare un encomio a parte solo per queste.

La conclusione della breve campagna principale non costituisce però la conclusione di questa nuova espansione. Gli effetti prodotti dal Casato della Salvezza saranno infatti più profondi di quanto possiamo immaginare, e sconfiggere Eramis sarà soltanto il primo passo per affrontare il nuovo endgame molto ricco di contenuti e con missioni molto variegate da affrontare (specialmente nel caso in cui decidessimo di andare a caccia del nuovo arsenale esotico aggiunto al gioco). L’espansione di Oltre la Luce di Destiny 2, però, non si limita soltanto ad aggiungere nuovi contenuti in questo momento, ma vuole preparare il campo a un pericolo ben più grave in arrivo, i cui segni si sono manifestati già da tempo. L’Era dell’Oscurità sta infatti per avere inizio, e gli sviluppatori hanno già diffuso i nomi delle prossime due espansioni che la comporranno; di fianco a Oltre la Luce troviamo infatti “La Regina dei Sussurri” in arrivo nel 2021 e “L’Eclissi” in arrivo nel 2022.

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