Non sono un amante degli indie, come tanti su steam ho molti più  giochi di quanti ne riesca a giocare e tantomeno a finire, passo la maggior parte del tempo su pochi eletti competitivi online con rare eccezioni, Inside è stata una piacevolissima eccezione inaspettata. Al primo impatto Inside si presenta sobrio senza introduzione né menu elaborati, l’ambientazione dark con musica azzeccata permette di immergersi istantaneamente nel pieno dell’avventura. Nonostante la mia limitata conoscenza del precedentemente pluriacclamato limbo lo stile di Playdead risulta inconfondibile.

Il nostro alter-ego è apparentemente un bambino per qualche ragione fuggitivo che gironzola furtivamente di notte braccato da loschi individui e cani feroci. I INSIDE_shot_20controlli sono semplicissimi ed essenziali, giocato con tastiera o controller la responsività del personaggio non cambia e le differenze sono minime. Inside è realizzato è interamente 3D ma si svolge a scorrimento lungo le due dimensioni canoniche delle avventure platformer old-school.

Il gameplay ricorda molto il caro vecchio Oddworld: abe’s oddysee, la maggior parte dei checkpoint viene raggiunta superando puzzle ingegnosi e mai banali che soprattutto non stonano (niente rompicapo punta e clicca elaborati che non c’entrano con la trama o combinazioni da provare mille volte a caso prima di poter procedere). Spesso è necessario sfruttare più volte diverse invenzioni geniali presenti nel mondo di gioco che non elenco qui per non rovinare la sorpresa.

Inside catapulta il giocatore in un mondo strano e oscuro pieno di bizzarrie e crudeltà. In tutto il gioco non viene proferita parola, nemmeno in forma scritta, l’atmosfera alterna momenti inuqietanti a momenti di angoscia o pura adrenalina. Il lato artistico è sicuramente uno dei punti di forza di Inside, nonostante la mia difficoltà a giocare giochi horror che creano suspance sono riuscito ad evitare di farmela sotto concentrandomi sulla ricchezza di dettagli dell’ambientazione che mi ha rapito completamente dall’inizio alla fine.

La cosa più stimolante è la continua necessità di svelare il mistero su chi sia il protagonista, dove si trovi e per quale motivo accadano così tante cose strane in questo mondo post-apocalittico incantevolmente realizzato e presentato in modo fluido senza intoppi o vicoli ciechi nello svolgersi della trama.inside-770x300_c

Le ambientazioni spaziano inconcepibilmente dalla campagna alle metropoli infinite, da cunicoli angusti alle immense profondità marine e ad un geniale misto di tutto questo e altro. Per quanto riguarda le situazioni in cui il protagonista si ritrova, senza spoiler eccessivi mi limito a dire che la parte finale è probabilmente la cosa più assurda che abbia mai visto in un videogioco.

Per i veri appassionati la rigiocabilità è garantita dalla ricerca di particolari stanze segrete con relativi rompicapo per sbloccare gli achievement, personalmente dopo averlo finito la prima volta mi sento più propenso a giocarlo insieme ad amici per osservare le loro reazioni a certe scene incredibili.