Mortal Kombat vede un nuovo inizio per la sua serie grazie all’ultimo Mortal Kombat 1, pubblicato da Warner Bros. Games il 19 Settembre 2023 (ed il 14 settembre per i possessori dell’edizione premium del gioco) per PlayStation 5, Xbox Series X/S, Nintendo Switch e PC. Parliamo del dodicesimo capitolo della serie principale e, come suggerisce anche il titolo, si tratta di un vero e proprio ritorno alle origini per la trama. Questo viene fortunatamente giustificato da un punto di vista narrativo, e quindi, nonostante tutto, si tratta comunque di un proseguo da Mortal Kombat 11 piuttosto che di un semplice reboot.


Come al cinema e stagioni 

Mortal Kombat 1 riprende infatti subito dopo gli eventi di Mortal Kombat 11, con Liu Kang che, dopo aver sconfitto Kronika ed aver preso possesso della sua clessidra, riesce finalmente ad assumere il ruolo di Custode del Tempo così da creare una nuova linea temporale. Qui avremo subito modo di vedere Shang Tsung, ridotto a semplice mercante ciarlatano, ma riceverà rapidamente un’offerta da un misterioso individuo che si fa chiamare Damashi che non potrà rifiutare…. Dall’altra parte invece troveremo Raiden e Kung Lao che si troveranno ben presto ad affrontare il Lin Kuei e da qui ad essere poi reclutati da Liu Kang stesso, assieme anche a Johnny Cage e Kenshi per prendere parte al nuovo torneo di Mortal Kombat del Reame Terreno. 

Successivamente però Liu Kang si renderà così conto che il misterioso individuo che ha contattato Shang Tsung potrebbe mettere in pericolo non soltanto la sua nuova realtà, ma anche tutte le possibili realtà. Avrà così inizio una nuova sequenza di eventi per fermare entrambi sventando i piani di Damashi. Il tutto avverrà attraverso una storia complessivamente ben raccontata e molto interessante da seguire (oltre che altamente cinematografica visto il gran numero di filmati), come poche viste fino ad ora nei titoli di questo genere. Avremo poi, oltre alla campagna principale, le consuete Torri per affrontare scontri in sequenza con difficoltà variabile.

Mortal Kombat 1

Di fianco alla modalità Storia e alle Torri troveremo le cosiddette invasioni, ovvero una modalità che va sostanzialmente a basarsi sul concetto di realtà temporali alternative e che sostituisce (in termini di funzionalità) la vecchia Kripta. Oltre a sostituirla potremmo anche dire che va ad espanderne il concetto unendolo a quello degli eventi stagionali: avremo infatti diverse stagioni che si andranno ad aggiornare ogni 45 giorni circa e che introdurranno diversi contenuti stagionali come elementi cosmetici. Per acquistarli dovremo utilizzare le monete ottenute, per l’appunto, dagli scontri delle invasioni (alcuni dei quali potrebbero anche fornire direttamente alcuni oggetti di personalizzazione come quelli per il nostro “biglietto da visita”).

Le invasioni, inoltre, apportano anche alcune interessanti novità; come abbiamo già detto sono fondamentalmente una serie di scontri da affrontare spostandosi liberamente nella mappa in stile gioco da tavolo, ma c’è dell’altro. Potremmo anche trovarci ad incappare in scontri con alcuni “modificatori” come arene elettrizzate, nemici con resistenze elementali o dotati di barriere che sarà prima necessario distruggere. Allo stesso modo sarà possibile trovare anche aree segrete e forzieri speciali che, oltre a contenere elementi di personalizzazione, potranno anche fornirci degli utili talismani per potenziare specifiche caratteristiche del nostro personaggio.

Nel caso in cui gli elementi di personalizzazione già citati non fossero sufficienti avremo anche missioni giornaliere e settimanali che, assieme alle altre modalità di gioco, ci forniranno dei gettoni che potremo poi spendere per ottenere ricompense casuali dal cosiddetto Reliquiario. Infine ogni combattente presenterà un grado maestria che potremo aumentare utilizzandolo in una qualsiasi modalità di gioco. Questo ci permetterà di sbloccare un gran numero di elementi di personalizzazione come colori delle skin, provocazioni e persino nuove fatality! Lo stesso discorso si applica anche ai personaggi Kameo (di cui parleremo in seguito) così da sbloccare ancora nuove fatality, colori e così via.

Mortal kombat 1


Novità del Kombattimento

Mortal Kombat 1 mantiene ovviamente gli elementi di base di gameplay classici dei picchiaduro in generale, con varie tipologie di attacchi, combo e attacchi speciali, ma anche elementi tipici come fatality per ridurre i nostri avversari a veri colabrodo. In più però questo nuovo titolo porta diverse novità all’interno del franchise, così come alcune importanti reintroduzioni in termini di gameplay.  Tra queste al primo posto troviamo il ritorno delle combo aeree, un elemento senza dubbio molto apprezzato che aggiunge molte possibilità in termini di combattimento. Di fatti il combattimento non sarà più limitato alle sole combo a terra (con la possibilità di fare i giocolieri con i nostri avversari lasciandoli inermi in aria) o colpi rapidi a mezz’aria; al contrario i diversi personaggi del roster presenteranno diverse combo speciali da eseguire proprio in volo.

Un’altra importante novità (che però in questo caso risulta essere totalmente inedita per la serie, anche se ormai abbastanza comune nei picchiaduro) è l’aggiunta dei combattenti Kameo. Si tratta di un gruppo di personaggi, molti dei quali in più rispetto a quelli del roster di base, che potranno aiutarci nei vari scontri che affronteremo. Prima di uno scontro potremo infatti selezionare uno di questi per assisterci in battaglia; sarà poi possibile richiamarlo in battaglia in qualsiasi momento (con una barra di caricamento a tempo a fare da limite) per eseguire attacchi specifici, lanci, combo breaker o persino fatality. 

Mortal kombat 1

I personaggi Kameo introducono poi anche un’altra piccola novità che riguarda i cosiddetti “Final Blow”, ovvero gli attacchi speciali introdotti in Mortal Kombat 11 utilizzabili al di sotto del 30% di vita. Questi potenti e coreografici attacchi, in grado di ribaltare le sorti di uno scontro, saranno ora eseguiti in concomitanza dal nostro personaggio e dal Kameo che utilizzeremo, così da dare vita a interessanti combo. In aggiunta questi attacchi speciali saranno più simili, dal punto di vista visivo, ai vecchi attacchi X-Ray di Mortal Kombat X, e quindi avremo modo di vedere gli “effetti interni” dei nostri attacchi. 

Non si tratta di una novità, quanto piuttosto di una cosa in meno, ma con questo nuovo titolo gli sviluppatori hanno scelto di abbandonare l’uso delle varianti dei diversi personaggi. Si trattava di una meccanica introdotta negli ultimi capitoli che andava sì ad aggiungere molta varietà in termini di gameplay (andando sostanzialmente a scegliere diversi preset di mosse), ma all’atto pratico era fondamentalmente superflua. Questo perché in ambito competitivo venivano, giustamente, utilizzate solo le varianti più forti (o meta se vogliamo), mentre le altre non erano neanche prese in considerazione. Per sopperire a questa piccola mancanza gli sviluppatori hanno a quanto pare voluto espandere ancor di più il combo system del gioco rendendolo il più vasto della serie.


Grafica e online 

Da un punto di vista grafico Mortal Kombat 1 si attesta su ottimi livelli, pur mantenendosi abbastanza in linea con quanto visto con il suo predecessore, soprattutto nel caso dei dettagli dei personaggi. Abbiamo invece notato un lieve miglioramento soprattutto nel caso dei vari scenari di scontro presenti nel gioco, tutti davvero molto ricchi di particolari ed estremamente dinamici. Di contro, però, abbiamo purtroppo riscontrato (come si evinceva anche dai trailer) l’assenza di qualsiasi tipo di interattività con i diversi stage, dalle transizioni alla possibilità di lanciare oggetti e simili. Si tratta di un fattore che è andato a migliorarsi progressivamente negli ultimi titoli, fino a Mortal Kombat 11, e che sinceramente ci dispiace venga abbandonato così.

Altro elemento assai importante in ogni picchiaduro con gioco online è la stabilità del netcode. Questo è infatti in grado di offrire un’esperienza online senza grossi problemi di latenza e complessivamente molto fluida. Chi vorrà dunque cimentarsi nelle diverse tipologie di scontro online, (che si mantengono abbastanza classici, senza novità particolari), più o meno classificati o affrontare tornei non incapperà fortunatamente in grossi problemi. Speriamo che la situazione si mantenga stabile anche in futuro, soprattutto in vista  della futura aggiunta di un sistema di crossplay online che permetterà a giocatori di piattaforme diverse di affrontarsi. Di contro però si riscontrano alcuni problemi di bilanciamento, con personaggi molto più usati di altri, cosa che avviene in particolar modo per i Kameo.

Quando si parla di picchiaduro,  Street Fighter è sicuramente una fra le serie più longeve, amate e supportate dalla community.

Il lancio di un nuovo capitolo di Street Fighter è sempre una fase importante, un passaggio che delineerà il futuro della serie negli anni a venire, e mai come nel caso di questo sesto episodio tutto profuma di ripartenza. Non solo in termini di gameplay e meccaniche, ma anche sotto il profilo dell’accessibilità e dei contenuti, e una nuova visione per quanto riguarda l’intrattenimento online.

Una delle novità più salienti su cui Capcom ha deciso di puntare fin dall’annuncio di Street Fighter 6 è sicuramente il World Tour, una corposa modalità singleplayer a metà strada fra i classicismi delle lotte di Street Fighter e il gioco di ruolo.

Dopo aver creato un personaggio, personalizzabile in ogni suo aspetto tramite un ricco editor, verremo introdotti al gioco da Luke, uno dei maestri lottatori del World Tour, che ci allenerà e ci aprirà le porte di Metro City, una città nella quale la crescente criminalità sta mettendo a soqquadro la pace nelle sue strade, e toccherà a noi, a suon di pugni e calci, riportare la tranquillità nel quartiere, e perchè no, magari farsi notare al più importante torneo di lotta della città.

Con il World Tour Capcom mette in piedi uno story mode abbastanza interessante, il tutto all’insegna della leggerezza e delle scazzottate, ma con due obiettivi ben precisi: intrattenere i giocatori e offrirgli una serie di contenuti dedicati alla personalizzazione dell’avatar.

Fra missioni principali, quest secondarie e mini giochi, ci troveremo ad esplorare la città di Metro City, teatro delle avventure di Final Fight, affrontando le varie bande dei Mad Gear, i criminali che invadono le strade della città, portando a termine di volta in volta le varie richieste. Proprio come in un RPG dopo ogni incontro guadagneremo punti esperienza da investire in nuove abilità, con tanto di skill tree multiscelta, soldi con cui comprare nuovi equipaggiamenti (con tanto di statistiche) ed estetiche, e oggetti consumabili, per ripristinare la salute persa o attivare dei buff momentanei.

La scelta di legare Street Fighter e Final Fight in questa modalità ha permesso di espandere ulteriormente la “lore” dei due giochi, che in passato hanno più volte intrecciato il loro cammino, e nel World Tour avrete modo anche di rivedere alcuni dei volti più famosi di Final Fight e di confrontarvi con loroper acquistare la loro fiducia.

Man mano che avanzeremo nell’avventura non solo potremo addentrarci alla scoperta di Metro City e di tutto quello che può offrirci, ma anche viaggiare intorno al mondo alla ricerca di nuovi maestri che possano insegnarci le loro tecniche e tutti i segreti della lotta. Infatti il nostro avatar può essere impostato su uno stile di lotta appartenente ad ognuno dei maestri presenti (al momento i 18 lottatori base di Street Fighter 6) e su questa base personalizzarlo grazie ad nuove mosse provenienti dagli altri stili. Ad esempio potremo avere come base lo stile di Luke, ma al posto delle sue mosse speciali classiche potremmo trovare l’Hundred Lighting Kicks di Chun-li o gli Hadoken di Ryu. E la stessa regola si applica anche alle Super Art. Le signature move invece ci saranno utili nell’esplorazione come lo Spinning Bird Kick che ci permetterà di raggiungere zone precluse, o gli Shoryuken saranno in grado di distruggere ostacoli.

La personalizzazione totale dello stile di lotta consente di plasmare l’avatar al meglio delle nostre possibilità ed esigenze, adattando non solo il gioco ai nostri gusti ma trovando un approccio più friendly ed adatto ai nuovi giocatori.

Finalmente l’introduzione dello schema di controllo Moderno.

Rispetto al classico sistema a 6 tasti di Street Fighter (due serie di colpi, pugno e calcio, divisi per potenzacon lo stile Moderno avremo a che fare solamente con 4 pulsanti, tre dedicati all’attacco (debole, medio e forte) mentre il quarto alle mosse speciali. Ci sono poi le combo automatiche, ottenibili con la pressione congiunta di un grilletto del pad con uno dei pulsanti d’attacco e le prese con l’altro. Troviamo poi una terza variante denominata Dinamica limitata al solo gioco in locale, che semplifica ulteriormente la cosa e lasciando la gestione dello scontro alla IA, mentre il giocatore si concentra sulla pressione compulsiva di pochi tasti.

C’è da dire che Capcom ha puntato molto sullo schema di controllo Moderno, tanto da renderlo disponibile anche durante i match online, pure quelli classificati, ritenendola una valida alternativa al sistema classico. Se i puristi della serie continueranno ad occhi chiusi a lottare come in passato, lo stile Moderno vuole fare da apripista a tutti quei giocatori che spesso vengono spaventati dalla troppa carica competitiva che da sempre Street Fighter vanta in ambito gaming, offrendo un approccio più semplice ed immediato al gioco,consentendo a tutti di divertirsi a seconda del proprio livello di abilità, e tirando fuori in alcuni casi un appeal da party game, specie nel multiplayer con gli amici.

La carrellata di novità di Street Fighter 6 però non finisce qua e c’è ancora molto da scoprire, come il nuovissimo e fiammante Battle Hub, che rivoluziona l’impianto online di Street Fighter, affiancandosi all’ormai collaudato sistema di lobby.

Il Battle Hub è un’enorme arena virtuale

Una volta registrati nel Battle Hub potremo muoverci al suo interno utilizzando l’avatar del World Tour (in questo caso la personalizzazione trova maggior importanza) e piazzarci ad uno dei cabinati presenti in attesa di uno sfidante. Non solo potremo darci battaglia contro altri lottatori da tutto il mondo, ma è possibile assistere agli scontri degli altri giocatori presenti, partecipare ad eventi, o passare il tempo giocando con i cabinati dei vecchi classici di Capcom, come l’inossidabile secondo capitolo di Street Fighter, Final Fight e Puzzle Fighters.

Nell’area centrale del Battle Hub è possibile anche accedere agli scontri tra avatar, una modalità di lotta che permette di testare con mano i frutti del nostro allenamento durante il World Tour, sfruttando i livelli e le mosse sbloccate così come gli equip ottenuti.

La possibilità di gestire contatti e selezionare server dedicati ad amici e membri del club, consentirà di poter creare situazioni ad hoc per allenarsi o passare il tempo in compagnia, o ancora nel caso del server Tornei, accedere ad eventi esclusivi.

Il Fighting Ground, così come si evince dal nome, rappresenta il punto di partenza con il quale iniziare la propria carriera di lottatore, a partire dalla modalità Pratica.

Street fighter

Qua, a cascata, abbiamo tutti gli strumenti per fare conoscenza con le nuove tecniche di lotta introdotte in Street Fighter 6, con tanto di tutorial, guida ai personaggi (come usarli a seconda delle situazioni) e l’onnipresente sfida combo, con la quale testare quanto imparato.

Anche perché a livello di meccaniche troviamo l’aggiunta dell‘Indicatore Drive, una serie di barre poste sotto la salute dei personaggi e che servirà per dare vita a nuove azioni di lotta, a partire dalle Overdrive Art, mosse speciali potenziate che consumano due blocchi dell’indicatore.

Ci sono poi i Drive Impact, una tecnica difensiva che ci farà attivare la Drive Reversal, in grado non solo di annullare l’attacco avversario, ma ci prepara al contrattacco, aprendoci la strada per inanellare una nuova combo. Per quanto la Drive Impact sembri una mossa alquanto potente e chiave nell’economia dello scontro, non potremo abusarne in quanto il suo utilizzo andrà a consumare l’indicatore, che una volta prosciugato ci negherà qualsiasi beneficio fino alla fine del cooldown. Ma non solo, il Drive Impact può essere neutralizzato tramite il Drive Parry, una parata ottenibile attingendo nuovamente dall’Indicatore Drive.

Street fighter

Se Drive Impact e Drive Parry sono usati per lo più in fase difensiva, la Drive Rush è una tecnica da perfezionare per cancellare gli attacchi, potenziare quelli successivi e perchè no aprirsi la strada a nuove combo. Da qui in poi il gameplay di Street Fighter 6 si apre alla dedizione e alla sperimentazione, con tutta una serie di tecniche intermedie ed avanzate da scoprire e masterizzare con il tempo e l’allenamento.

Ora come non mai questo capitolo di Street Fighter si presenta come un titolo “easy to learn, hard to master”, ma al tempo stesso grazie alle nuove funzioni di accessibilità, tutti possono divertirsi e trovare il proprio spazio sul carrozzone di casa Capcom.
Le nuove meccaniche però si sposano alla perfezione con l’impianto classico di Street Figter, e sono la dimostrazione di un lungo lavoro di bilanciamentosvolto in questi mesi e con il solo scopo di perfezionare il tutto, che non si fermerà con la pubblicazione del gioco, ma che continuerà di release in release.

Il roster al completo

Anche a livello di roster troviamo ad affiancare i classici World Warriors (Ryu, Ken, Chun-Li, Guile, Zangief, Honda, Blanka e Dhalsim), 4 lottatori ricorrenti (Cammy, Juri, Dee Jay e Luke) al quale si affiancano 6 nuovi volti, per un totale di 18 personaggi.

Street fighter

Durante le nostre prove abbiamo spaziato principalmente fra le nuove aggiunte, rimanendo piacevolmente sorpresi dalla varietà e la cura che Capcom ha riposto nella loro costruzione.

  • Manon è una lottatrice che basa la sua strategia su potenti prese, preparando il terreno a suon di calci per attirare nella sua area d’attacco il malcapitato di turno,pressandolo a più non posso e potenziando i suoi lanci.
  • Kimberly punta tutto su agilità e velocità per risultare imprevedibile nelle sue azioni. La varietà negli attacchi, così come la difficile lettura delle mosse sono un connubio letale per spiazzare l’avversario e sfondarne la guardia.
  • L’italiana Marisa è un vero e proprio muro invalicabile, dalla portata veramente ampia dei suoi colpi e una potenza devastante, in grado addirittura di sfondare i Drive Reversal avversari. Le versioni Overdrive delle sue mosse speciali le conferiscono anche un guard point, rendendola inarrestabile, da temere nelle mani dei lottatori più “skillati”.
  • Jamie propone invece uno stile di lotta abbastanza eclettico, unendo quello dell’ubriaco a mosse dio breakdance. La possibilità di bere durante lo scontro farà aumentare il livello di ebrezza di Jamie, permettendogli di accedere a nuove mosse e potenziare le altre, da sferrare corpo a corpo così da togliere all’avversario ogni margine di manovra.
  • Lily è la piccolina del gruppo ma non per questo la meno pericolosa. Armata di mazze da guerra usa il potere del vento per potenziare i suoi attacchi, bloccare l’avversario e usare le sue combo e finirlo con potenti prese.

Chiudiamo questa breve panoramica con JP, lottatore in grado di usare lo Psycho Power per creare proiettili e utilizzare mosse a lungo raggio così da bloccare il nemico in un angolo e impedirgli di avvicinarsi. Fra le nuove aggiunte è sicuramente uno dei più tecnici del gruppo, ma allo stesso tempo uno dei più divertenti da usare.

Per quanto riguarda gli altri personaggi selezionabili godono di netti miglioramenti e aggiunte in grado di potenziare le mosse speciali e, in generale, sfruttare a pieno di tutte le novità introdotte a livello di meccaniche.

Street Fighter 6 segna anche un taglio netto nello stile grafico rispetto al precedente capitolo. 

Abbandonato lo stile cartoonesco di Street Fighter V, ci ritroviamo con un titolo artisticamente più maturo, che strizza l’occhio alla street art, che prende vita nei vari effetti delle mosse speciali e nelle arti Drive. I combattimenti sono una gioia per la vista, con un colpo d’occhio veramente notevole, sia nella costruzione dei modelli dei personaggi, solidi e massicci, ed animati sempre con perizia, sia negli stage, ricchi di dettagli ed elementi animati. A volte c’è qualche elemento che andrebbe ritoccato, come la barba di Ryo, ma sono dettagli che una volta iniziato il combattimento si perdono nel resto del gioco.

Il tutto si fa apprezzare ancora di più grazie alla granitica stabilità dei 60 fpsdurante gli scontri, che rendono il flow delle lotte ancora più dinamico che in passato. Insomma, bello sia da vedere che da giocare.

Street fighter

Un appunto a parte invece per la modalità World Tour. Metro City è piacevole da esplorare, con un sacco di location da visitare e tanti easter egg da scoprire. La cosa che ci è piaciuta di più è stata la transizione da esplorazione a combattimento, che crea in maniera del tutto istantanea degli stage dalle ambientazioni circostanti, con dei risultati che in alcuni casi non sfigurano minimamente con quelli del gioco base.

La pesantezza però del mondo aperto ha obbligato gli sviluppatori a scendere ad alcuni compromessi, limitando al momento le battaglie a 30fps. Per aggirare il tutto però e godere dei 60 fps come nelle altre modalità, basta affidarsi all’opzione grafica Prestazioni, che abbassando di poco la risoluzione permette di mantenere alto e costante il frame rate.

Sebbene ci troviamo in chiusura di recensione, Street Fighter 6 continua a scaricarci addosso succose novità, che riguardano pure il comparto audio. In Street Fighter 6 fa il debutto anche un interessante commento degli scontri in tempo reale, ottenuto grazie alla collaborazione con alcuni dei più famosi commentatori della FGC (la Fighting Game Community) e che arricchiscono gli scontri con una dettagliata analisi della lotta.

Si tratta di un esperimento alquanto interessante anche se limitato alle sole lingue Inglesi e Giapponesi, mettendo in difficoltà i non anglofoni. È vero che son pur presenti i sottotitoli nella nostra lingua (l’intero gioco gode di un ottimo adattamento italiano) ma è tremendamente difficile seguirli durante le lotte. Speriamo che Capcom decida con il tempo di investire sempre più in questa feature, che pur non essendo qualcosa di rivoluzionario in termini di gameplay, aggiunge quel tocco in più allo scontro, facendoci respirare aria di eSport.


Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle R è un nuovo titolo picchiaduro legato ad una delle serie di Anime/Manga più amata ed apprezzata dal pubblico. Il titolo è stato pubblicato per PS4/PS5, Xbox One e Series X, PC e Nintendo Switch il 2 Settembre 2022 da Bandai Namco Entertainment e sviluppato da CyberConnect2, team di sviluppo celebre per aver dato vita ad un gran numero di titoli picchiaduro legati al mondo di Naruto (e più recentemente anche di Demons Slayer), così come la serie di .hack//  e Dragon Ball Z: Kakarot (e tanto altro ancora). Passiamo ora ad analizzare nel dettaglio tutte le novità e i contenuti di questo divertente picchiaduro!

R sta per…

Prima di iniziare è importante fare una dovuta premessa, questo nuovo Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle R è infatti basato sul sistema di combattimento di All Star Battle, titolo sviluppato dallo stesso team e pubblicato nel 2012. Questa che potremmo definire come una vera e propria versione rimasterizzata del gioco originale va infatti soprattutto a ravvivare l’esperienza di combattimento di base aggiungendovi numerosi particolari, incluse interruzioni e scatti in aria (oltre ad apportare alcune migliorie grafiche). In aggiunta abbiamo nuovi personaggi giocabili, per un totale di 50 contro i 41 (DLC inclusi) della versione PS3; a questi se ne aggiungeranno altri ancora successivamente con la pubblicazione di nuovi DLC. Non mancheranno infine nuovi doppiaggi e linee di dialogo (molte delle quali principalmente legate ai personaggi di Stone Ocean), così come migliorie audio per tutti gli altri.

Parliamo dunque non di un titolo del tutto nuovo o di un totale stravolgimento delle meccaniche originali, quanto piuttosto di una rivisitazione migliorata sotto più punti di vista. Tutte le varie piccole aggiunte in termini di gameplay, così come le tante modalità di gioco presenti, soprattutto considerata una meccanica legala al gioco online, finiscono per aggiungere tante possibilità a quello che era il gioco originale. L’esperienza complessiva di gioco viene così sicuramente arricchita, ma soprattutto per certi versi completata, dando così vita al più vasto titolo legato al mondo di Jojo’s Bizarre Adventure, sia per contenuti e numero di personaggi ma anche (come vedremo successivamente) per uno stile di gioco che crea una distinzione molto netta tra i vari personaggi.

jojo's bizarre adventure

Ora ora ora / Muda muda muda

Il gameplay di base di Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle R si basa sullo stile classico dei titoli picchiaduro creati da CyberConnect; avremo dunque i due contendenti di ogni scontro che si affronteranno in un’arena tridimensionale ma mantenendosi sempre in linea orizzontale (senza quindi potersi muovere liberamente, ma piuttosto utilizzando soltanto destra/sinistra per allontanarsi/avvicinarsi dall’avversario e su/giù per schivare gli attacchi muovendosi su più piani 2D). Ogni arena sarà inoltre caratterizzata da elementi con cui poter interagire così da attivare nuovi pericoli con cui il nostro avversario dovrà fare i conti (anche noi se non faremo abbastanza attenzione). Ciascun combattente potrà poi fare affidamento su un compagno da selezionare e da richiamare in campo in caso di necessità, con personaggi specializzati in attacchi ravvicinati, a distanza, contrattacchi, trappola e così via. 

Saranno presenti un totale di tre tipologie di attacco: alto, medio e basso e sarà possibile attaccare utilizzando tre diversi pulsanti, ma di questi soltanto uno vi permetterà di concatenare una combo, per gli altri si tratterà di attacchi più potenti o da eseguire alla fine di una combo principale o per mantenere l’avversario in aria. Infliggere o subire danni andrà poi a riempire una barra, detta HH essenziale per i colpi più potenti o per interrompere l’avversario. A tutto ciò si vanno poi ad aggiungere mosse speciali (attivabili con semplici combinazioni di tasti), lanci e infine i più potenti HHA (Heart Heat Attack) e GHA (Great Heat Attack); il primo è un attacco speciale che consuma una barra HH e può essere attivato con una combinazione specifica oppure in automatico alla fine di una combo normale (detta Easy Beat), il secondo è invece l’attacco definitivo vero e proprio che consuma 2 o più barre HH (maggiore il consumo maggiore il danno).

Il vero elemento di forza di questo gioco risiede però nella caratterizzazione e differenziazione dei numerosissimi personaggi presenti, ciascuno definito dal proprio stile di combattimento e peculiarità o capacità fisiche. Ciascun combattente sarà infatti non soltanto caratterizzato da un proprio set di attacchi speciali e mosse definitive, ma avrà anche alcune caratteristiche legate al suo stile di combattimento. Gli utilizzatori di Stand potranno infatti richiamare il proprio Stand in battaglia così da cambiare il proprio set di mosse o sbloccare nuove meccaniche, gli utilizzatori di onde concentriche potranno sfruttare la respirazione Hamon e i personaggi di Steel Ball Run avranno la possibilità di combattere a cavallo o senza. A questo bisogna poi aggiungere alcune meccaniche uniche legate a specifici personaggi come ad esempio la possibilità di far “salire di livello” lo Stand nel caso di Johnny Joestar, utilizzare fiale di veleno nel caso di Pannacotta Fugo o persino onde Hamon che infliggono più danni a DIO (Vampirismo) e agli uomini del pilastro (e tanto altro ancora).

jojo's bizarre adventure

Scontri per tutti i gusti

Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle R Sara poi caratterizzato da diverse modalità di gioco; innanzitutto nella All-Star Battle potrete affrontare battaglie tra personaggi di diverse serie, spesso caratterizzate da regole speciali che rendono più variabile l’esperienza di combattimento. Saranno presenti un totale di 13 “pannelli boss” e per affrontarli sarà prima necessario completare altri pannelli a loro collegati (ogni pannello è caratterizzato da uno scontro con regole speciali e missioni segrete). Abbiamo poi la modalità arcade: una modalità a giocatore singolo che consiste in una Battaglia sfida (con un totale di 8 battaglie consecutive con un voto complessivo per la prestazione alla fine) e una Battaglia Infinita (con avversari sempre più forti da affrontare finché la nostra barra della salute non sarà esaurita e questa sarà ricaricata dopo ogni scontro in base al tempo rimasto). Il tutto ci permetterà di ottenere ricompense uniche e oro da spendere nel negozio per modelli, illustrazioni e tanto altro.

Saranno poi presenti le classiche modalità allenamento e versus; quest’ultima presenterà una variante KO in cui dovremo combattere con una sola barra della salute, una variante Punti Totali in cui si dovranno affrontare tre battaglie in serie e persino un torneo in cui includere un massimo di 8 giocatori. Infine abbiamo la modalità Online, la quale sarà caratterizzata da partite amichevoli e classificate, e ad entrambe saranno connesse delle missioni online. Queste ultime saranno composte da obiettivi di difficoltà variabile che cambieranno una volta ogni settimana, una volta completato tutti gli obiettivi della settimana otterrete delle ricompense speciali come nuove skin per i vostri personaggi. Sarà possibile personalizzare i nostri personaggi non soltanto con nuove skin, ma anche con animazioni di provocazione e vittoria.

Jojo style

Ultima parte di Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle R, e che in un titolo di questo tipo riveste un ruolo estremamente importante, è tutto il lato legato al comparto tecnico. Con questo non facciamo riferimento alla semplice fluidità (assolutamente cruciale in un picchiaduro) che comunque in questo caso è decisamente perfetta, sia come framerate che come risposta ai comandi. Piuttosto vogliamo fare riferimento in primo luogo allo stile grafico, e in secondo luogo al comparto audio. Gli amanti della serie anime sanno benissimo quanto sia importante avere le voci dei doppiatori originali ad accompagnarci in ogni istante, che sia nei menu di gioco o nel corso di uno scontro. Ma soprattutto, e più in generale, tutti gli appassionati alla serie (che sia grazie all’anime o al manga) potranno godere dell’affascinante e unico stile di Hirohiko Araki

Il gioco, infatti, cattura le ardenti espressioni dei personaggi che hanno fatto la storia di JoJo, permettendovi di riviverne l’universo e di controllare tutti gli eroi della serie, ma anche di incutere timore nei vostri avversari con ogni passo (ゴゴゴゴゴ). Giocando avrete infatti la continua sensazione di trovarvi all’interno di una delle vignette del maestro Araki e per qualcuno anche solo questo potrebbe essere la causa principale dell’acquisto. L’eccellente qualità del lavoro risulta evidente non soltanto nel caso dei numerosissimi personaggi, ma anche in ciascuno dei ben sedici scenari in cui potrete darvi battaglia con amici, estranei online o CPU a suon di Ora Ora Ora, Muda Muda Muda, Wryyyy e chi più ne ha più ne metta!

jojo's bizarre adventure

Nel complesso Jojo’s Bizarre Adventure: All Stat Battle R risulta essere un picchiaduro estremamente solido, con un roster di personaggi estremamente ricco e soprattutto molto variegato e ben differenziato. Lo stile tipico della serie permea questo gioco in ogni sua parte e le tante modalità presenti promettono molte ore di gioco sia da soli che con amici (online e offline). Al netto di qualche dettaglio complessivamente migliorabile (come l’aggiunta di più di una combo), comunque prodotto dell’essere sostanzialmente una remastered di un gioco di circa 10 anni fa, possiamo tranquillamente affermare che i fan di questa incredibile serie non potranno lasciarsi sfuggire un titolo del genere, mentre i novizi e amanti dei picchiaduro che vi si imbatteranno potrebbero facilmente restare ammaliati dalla serie (grazie anche a dettagli di storia presenti nel negozio).

SNK Corporation e Koch Media sono fiere di annunciare che il fenomeno dei fighting game, THE KING OF FIGHTERS XV (KOF XV), è disponibile da oggi su PlayStation5, PlayStation4, Xbox Series X|S e PC.

THE KING OF FIGHTERS XV presenta 39 combattenti, inclusi personaggi classici, popolari e i preferiti dai fan. Oltre al classico battle system a squadre 3-contro-3, il gioco introduce la SHATTER STRIKE, una nuova meccanica che consente ai giocatori di contrastare gli attacchi nemici. In aggiunta i giocatori potranno provare la MAX Mode e la MAX Mode (Quick). Le meccaniche RUSH permettono di eseguire anche una miriade di combo speciali premendo rapidamente i pulsanti di attacco. Tutte queste caratteristiche, comprese le mosse speciali rinnovate e vivaci, faranno in modo che i combattimenti in questo gioco siano più esplosivi che mai!

Sin dal suo debutto nel 1994, la serie di giochi di combattimento di KOF è sempre stata lodata per i suoi personaggi impressionanti e il sistema di gioco unico. Sono passati sei anni dall’ultimo titolo della serie e ora THE KING OF FIGHTERS XV ha sfidato tutti i suoi predecessori, con una grafica, sistemi e un’esperienza online sbalorditiva. L’ultimo capitolo della saga di King of Fighters continua dalla modalità Storia del titolo precedente. Gli eroi delle Saghe Orochi, NESTS e Ash si sono tutti riuniti in KOF XV e questa volta la storia sta arrivando a un climax esplosivo!

Il rollback netcode è stato adottato per ridurre il ritardo nelle partite online, consentendo un gioco online più fluido. KOF XV offre un’ampia varietà di funzionalità online tra cui RANKED MATCH, CASUAL MATCH, ROOM MATCH e ONLINE TRAINING, oltre alla nuova modalità DRAFT VS. KOF XV include il crossplay sulle console Sony in modo che i giocatori PlayStation4 e PlayStation5 possano partecipare a esplosivi match online l’uno contro l’altro.

La gallery presenta non solo le voci dei personaggi e i filmati di gioco di KOF XV, ma anche uno speciale cortometraggio animato diretto dall’artista di fama mondiale Masami Obari. Inoltre, la nuova DJ STATION presenta oltre 300 brani popolari dell’intera serie KOF. I giocatori possono persino personalizzare i loro combattimenti per far riprodurre i loro brani preferiti in background.

King fighters xv

Jump Force avrà un nuovo personaggio

È stato presentato un nuovo trailer di Jump Force al TGS 2020 di Bandai Namco: Hiei è uno dei personaggi principali di Yu yu Hakusho, anime e manga creati da Yoshihiro Togashi. Il nuovo trailer di Jump Force preannuncia un nuovo eroe.

Hiei Jump force
Hiei si unisce al team di Jump Force!

Padroneggiando l’energia demoniaca, incendierà i suoi nemici con il suo temibile attacco “Dragon of the Darkness Flame”, rivelato nel trailer di lancio di Jump Force. Il DLC sarà disponibile su Steam, PS4 e Xbox One.

Dead or Alive 6 arriva dopo sette anni di silenzio e riprende direttamente le vicende di DOA5. Lo abbiamo giocato per voi e questa è la nostra recensione.

Di primo impatto questo nuovo capitolo dell’amata serie di picchiaduro, Dead or Alive, potrebbe sembrare il classico “more of the same” ma, dopo le prime ore di gioco, è subito chiaro che la formula è stata migliorata ed ampliata seppur non esente da difetti.

Le vicende di Dead or Alive 6 riprendono laddove termina il precedente capitolo e, introducendo nuovi personaggi e sotto-trame, il gioco narra una storia pressoché banale e priva di mordente e colma di semplici pretesti per poter menare le mani.

L’intera trama è raccontata con cut-scenes per lo più pre-renderizzate di scarsa qualità, che tra l’altro, stonano parecchio con la qualità complessiva del titolo. Seguendo la modalità storia potrete completare la story-line principale in poco meno di 4 ore, senza tenere conto di tutte le sotto trame relative ai personaggi che vanno ad allungare ulteriormente il brodo.

Dove DOA6 riesce a fare centro è sul versante gameplay che, sostanzialmente, lascia invariata la formula base a cui tutti i fan sono abituati: un sistema di combattimento solido, intuitivo ed aperto anche ai neofiti e che, se padroneggiato al meglio, rende letali i giocatori più hardcore.

Non manca la modalità di prova in cui poter affinare le proprie tecniche di combattimento e testando i diversi personaggi disponibili. Presente anche una modalità multiplayer ma poco estesa e dalla qualità dei match più bassa rispetto al single-player.

Oltre alla classica modalità storia è disponibile anche un’interessante modalità aggiuntiva che presenta diversi obbiettivi e missioni che non fanno altro che aumentare in maniera considerevole la durata complessiva del titolo.

Tutti gli appassionati avranno da sbloccare una pletora di oggetti per e costumi, perché in fin dei conti, Dead or Alive è sempre stato un picchiaduro che punta sulla quantità dei contenuti e non tanto sulla qualità della storia che risulta, come detto in precedenza, lineare e semplice.

Tecnicamente parlando, abbiamo provato Dead or Alive 6 su PC con un sistema dotato di Intel Core i9 9900K, nVidia RTX 2080Ti e giocando in 4K. In effetti mancano impostazioni grafiche stratificate, riducendo il tutto alla risoluzione delle ombre e pochi altri effetti. Ad ogni modo, tralasciando i video (veramente di scarsa qualità) il gioco restituisce una buona resa grafica, nulla che faccia gridare al miracolo sia chiaro, ma godibile.

Un appunto doveroso (…per dire) è relegato al motore grafico e va fatto: è sparito il “ballonzolare” dei seni delle protagoniste, non aspettatevi dunque i “miracoli” del vecchio soft-engine.

Un po’ altalenante la qualità degli asset utilizzati per la composizione degli scenari che, purtroppo, risultano ad occhio meno curati dei personaggi che, viceversa, sono davvero ben curati sia nella modellazione che nelle animazioni.

Dead or Alive 6 resta un buon picchiaduro che non evolve il genere ma resta ancorato ai cardini di una formula che non stanca e diverte, sicuramente molto apprezzato dai fan ed accessibile anche ai neofiti del genere.

È stato annunciato nei giorni scorsi l’arrivo di una nuova versione per Injustice™ 2, picchiaduro acclamato dalla critica e dai gamers, seguito dell’acclamato videogioco Injustice: Gods Among Us, nel quale i giocatori possono creare e potenziare la versione definitiva dei loro personaggi DC preferiti. Con una miriade di supereroi e supercriminali tra cui scegliere, i giocatori possono personalizzare i leggendari personaggi DC con del potentissimo equipaggiamento speciale ottenuto nel gioco. Inoltre, per la prima volta, chi gioca può controllare l’aspetto del suo personaggio e il modo in cui combatte e progredisce nelle diverse modalità di gioco.

Injustice™ 2 – Legendary Edition, che sarà disponibile a partire dal 27 marzo per PlayStation®4, PlayStation®4 Pro, Xbox One, Xbox One X e PC via Steam e Microsoft Store, è il picchiaduro definitivo con i supereroi e i supercriminali DC e unisce il gioco principale ai seguenti contenuti scaricabili:

  • Tutti i personaggi giocabili scaricabili: Darkseid, Cappuccio Rosso, Starfire, Sub-Zero, Black Manta, Raiden, Hellboy, Atomo, l’Incantatrice e le Teenage Mutant Ninja Turtles.
  • Skin Premium disponibili con Injustice 2 Ultimate Edition, tra cui Power Girl, John Stewart e Lanterna Verde, Anti-Flash, Grid e Black Lightning, ciascuna con aspetto, voci e dialoghi unici.

Oltre a questi contenuti, i potenziamenti che saranno resi disponibili con Injustice™ 2 – Legendary Edition includono:

  • L’introduzione del Learn Hub, il tutorial esteso del gioco
  • Nuovo equipaggiamento per tutti i personaggi aggiunti
  • Il limite del livello dei personaggi è stato portato a 30
  • Un nuovo Slot Potenziamento diventa disponibile al livello 30.

Per ulteriori informazioni su Injustice 2 potete farvi un giretto qui.

 

In occasione della #MGW2017 abbiamo avuto la possibilità di provare la demo di un nuovissimo picchiaduro ambientato nell’universo di Dragon Ball: “Dragon Ball FighterZ“, che prova a cogliere il successo della serie Xenoverse per conquistare un gran numero di giocatori.

Durante la nostra prova di Dragon Ball FighterZ abbiamo potuto giocare solamente ad una delle modalità che saranno presenti nel gioco e con un roast di personaggi disponibili estremamente ridotto: la tag battle 3 vs 3.

Al netto della nostra seppur brevissima esperienza, l’impressione che ne abbiamo ricavato è che Bandai Namco con Dragon Ball FighterZ (la cui uscita è prevista per febbraio 2018 su tutte le piattaforme) abbia avuto grande coraggio, unendo le meccaniche tipiche dei vecchi picchiaduro in 2D ai combattimenti frenetici dell’Universo di Dragon Ball, tuttavia proprio questo mix apparentemente ardito si è rivelato vincente, offrendo all’utenza un prodotto che già dalla demo appare molto divertente anche senza padroneggiare appieno i comandi.

Anche per quanto riguarda la grafica, pur essendo più che evidente l’influenza della serie Super (che si ama o si odia) nelle breve scene di introduzione dei personaggi (nonché nel breve filmato introduttivo), abbiamo avuto ottime impressioni: le animazioni in 2D pur essendo limitate sono comunque in grado di rendere assolutamente il caos che solitamente regna nei manga nelle tavole che raffigurano i combattimenti; in pratica ci si trova davanti ad una vera e propria trasposizione in 2D dell’Anime.

Il sistema dei comandi è piuttosto difficile padroneggiare appieno (anche perché nella demo non era possibile accedere alla lista comandi), tuttavia è facilissimo realizzare combo devastanti per mettere in difficoltà anche i nemici più agguerriti. Nonostante qualcuno potrà  forse storcere il naso per questa sua caratteristica, questo sistema permette anche a chiunque – anche a coloro che hanno meno esperienza con giochi del genere- di divertirsi in ogni caso vivendo la sconfitta senza eccessive frustrazioni.

Aspettiamo dunque anche noi con ansia l’uscita di questo nuovo Beat’em Up di Dragon Ball, per verificare se – come crediamo- sarà, se non il migliore, il più divertente gioco a tema Dragon Ball degli ultimi anni.

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