Come potreste aver notato già ieri, Epic Games ha ufficialmente iniziato i saldi per le festività natalizie sull’Epic Games Store, così come l’iniziativa che consiste nel regalare un gioco, tripla A oppure indie, fino alla fine dell’anno.

Dunque, dopo aver avuto la possibilità di portarsi a casa il gestionale di città Cities: Skylines, Epic Games quest’oggi ci delizia con Oddworld New ‘n’ Tasty, rompicapo stile platform di Just Add Water e Oddworld Inhabitants. Certamente un secondo ottimo regalo questo, ma è solo l’inizio siccome ci aspettano altri 13 giochi.

“Un tempo addetto alle pulizie della più grande fabbrica di carni di Oddworld, Abe scopre per caso il piano segreto del suo capo di trasformare gli schiavi della RuptureFarms in gustosi snack della nuova linea di prodotti confezionati con carni. Abe dovrà salvarsi dai tritatutto, ma questo è solo l’inizio della sua Oddissea. Molti pericoli attendono Abe nel suo viaggio alla scoperta dell’eredità della sua gente. Ricostruito da zero partendo dalla versione originale: goditi la grafica mozzafiato, l’audio migliorato e un gameplay assolutamente fantastico.”

Se volete riscattare il gioco è possibile visitare questa pagina se siete da browser e non volete aprire l’applicazione ufficiale. In tal caso, potrete semplicemente eseguire il Launcher sul vostro PC, ottenere il titolo e scaricarlo immediatamente. Ricordiamo che come al solito, una volta riscattato, questo titolo rimarrà per sempre nella vostra libreria di Epic Games.

Il nuovo gioco licenziato LEGO è giunto con l’adattamento de Gli Incredibili, ed eccoci qui, pronti ad approfondire assieme questo nuovo titolo di Tt games con la nostra recensione.

Quanti di noi sono cresciuti giocando ai mattoncini colorati?

Quanti di noi li hanno amati e tuttora alla veneranda età degli over 30 continuano a venerarli e in segreto a giocarci? In ogni caso, non crediamo d’essere gli unici ad emozionarci al sol sentire che la Tt games farà uscire un altro videogioco a tema LEGO. Non nascondiamo d’averli giocati tutti, dai primi LEGO Star Wars fino ad arrivare agli ultimi ed innovativi LEGO MARVEL Super Heroes.

La cosa piu apprezzabile di questa casa è il fatto intrascurabile che, ogni loro videogioco a tema LEGO sia un vero e proprio capolavoro sia per grandi che piccini, strizzando l’occhio al fan di vecchia data fino ad arrivare all’ultimo neofita.

In ogni caso oggi andremo a parlare del nuovissimo LEGO Gli Incredibili, per l’appunto ritornando al discorso sovra citato, qui è chiaro come la casa produttrice abbia voluto puntare ad un target più giovane, ma in ogni caso anche al fan più datato della Pixar cadrà una lacrimuccia nel vestire i panni della famiglia più INCREDIBILE che conosca.

Andiamo ora ad analizzare il game-play facilmente riconoscibile ed immediato con il quale mamma Tt ci ha abituati. Come già utilizzato nei precedenti LEGO MARVEL Super Heroes, il gioco si evolve in un vero e proprio free roaming in tempo reale dove è possibile svolgere missioni principali, secondarie e tanti minigiochi alla portata di tutti.

La componente game-play è facile, immediata e ci getta sin da subito nell’azione più sfrenata e nel divertimento più coinvolgente. Sarà possibile seguire la storia effettuando le missioni principali sbloccabili con l’ausilio di alcune secondarie, o marinare la storia per svagarsi e divertirsi all’interno dell’enorme citta, aiutando civili qua e là o semplicemente distruggendo tutto alla GTA.

Il comparto tecnico, a nostro parere, ha fatto veramente un ottimo salto di qualità, inserendo features innovative e rimodernando texture e shaders al meglio. Per farvi un piccolo esempio anche gli indumenti dei nostri protagonisti avranno texture che faranno riconoscere il materiale indossato, che sia pelle o spandex.

Quello a cui siamo davanti è un lavoro veramente interessante, nel quale risulta palese quanto gli sviluppatori abbiano voluto puntare sia sul giovane che si avvicina per la prima volta a questo fantastico mondo colorato ed innovativo, fino ad arrivare al fan di vecchia data che giocava con i primi modelli di navi spaziali nei lontani 80 – 90. Il tutto condito in salsa cooperativa in modo tale da far apprezzare il titolo non solo all’amico in casa ma a tutta la famiglia.

In conclusione, anche questa volta, Tt games ha prodotto un titolo coi controfiocchi che strizza l’occhio ai neofiti del brand ma anche ai fan più accaniti sia della pixar che del mattoncino più famoso al mondo, il tutto incentrato su una coop di squadra immediata ed immersiva che donerà ore e ore di intrattenimento sia al più grande che al più piccino.

 

Eccoci con Onrush tra le mani, titolo Codemasters e race game fuori dagli schemi che ricorda vagamente titoli come Destruction Derby o Carmageddon, dove la continua corsa alla velocità porta alla disfatta dei propri avversari.

Onrush è un titolo Codemasters ma, molto differente da quello a cui la casa Inglese ci ha sempe abituati, un misto di stili di guida ed una voglia pazza di distruzione con un pizzico di ingegno in stile Burnout, di fatti distruggere gli avversari non sarà sempre semplice come potrebbe sembrare, anche il “takedown” sarà sempre dietro l’angolo.

Iniziamo dunque con l’esaminare le varie modalità di gioco presenti.

La prima modalita’ si chiama Incipit, nel quale tutto ciò che conta e’ la velocita’. Infatti per poter utilizzare il turbo dovrete polverizzare i vostri avversari decretando così la squadra con il maggior punteggio e turbo sprigionato.

In questa modalita’ avrete a dispozione vari veicoli con abilita’ diverse, tra cui: Interceptor, ideale per le fasi offensive, Pinpoint che vi fa guadagnare turbo guidando con estrema accuratezza, Surge che infonde maggiore potenza al turbo per sferrare attacchi ancor piu devastanti agli avversari, ed infine, Rampage che scatena un massacro senza fine aumentando lo scatto ad ogni eliminazione.

La seconda modalita’ denominata A tutta velocità ha il medesimo obbiettivo della modalità precedente ma con l’ausilio di veicoli diversi come: Dynamo, ideale per donare turbo ai compagni di squadra, Unite che ricarica dei compagni, Restock che rilascia una sfera di turbo per aiutare i compagni rimasti a secco, e Energize che una volta attivato lo scatto attiva una fascia di turbo da dispensare a tutti i compagni vicini.

La terza modalita’, Evoluzione, ha come obiettivo la necessità passare attraverso dei portali disseminati per la mappa al fine di aumentare il tempo a disposizione. Ovviamente in questa modalità vince chi non arriva al timeout; mentre come veicoli ed abilità troviamo le medesime delle modalità precedenti.

La quarta modalita’ si chiama Corsa esplosiva ed ha come obbiettivo sempre l’attraversamento dei portali per accumulare tempo ma con diverse abilità e veicoli, tra cui troviamo: Charger, un gioiellino per veri cacciatori, Daredevil che accumula scatto piu’ velocemente inseguendo gli avversari, Airstrike che colpisce come un missile dal cielo, Bulldoze che attivando da fondo alla sua estrema brutalità.

L’ultima modalita’ denominata Checkpoint presenta le stesse caratteristiche della precedente ma viene situata in una mappa del tutto diversa. Una volta completate queste modalità ne verranno sbloccate delle altre, tutte simili, ma con peculiarità diverse tra loro.

A quanto detto si affianca un’ottima componente di customizzazione sia del personaggio che delle auto o moto a vostra disposizione.

Onrush è una nuova sfida per Codemasters che da anni è maestra nel campo dei racing-game e sicuramente con questo nuovo titolo solca nuovi confini.

Il prodotto, come sempre da parte degli sviluppatori Inglesi, è di ottima fattura ed è tutto curato nei minimi dettagli, risultando divertente ed appagante, sicuramente un titolo aperto a tutti coloro che vogliono passare del tempo staccando la spina o più semplicemente, sfogando la propria ira sugli avversari.

 

Oggi, a distanza di più di un mese dall’uscita di Metal Gear Survive, vi parleremo del titolo Konami per quello che è e non per quello che si pensa possa essere.

Partiamo subito col dire che Survive non è un cattivo gioco, ad oggi avrete avuto modo di leggere diverse recensioni su di esso facendovi un’idea pur non avendolo giocato e, per quanto da fan che siamo sia triste ammetterlo, Metal Gear Survive non è il gioco che tutti pensavamo bensì un esperimento in parte ben riuscito ed a tratti persino appagante.

L’incipit del gioco, banale e scontato, pone il giocatore in un mondo sostanzialmente riciclato dagli asset di The Phantom Pain e posto in una linea temporale alternativa, dove parte della Mother Base è stata risucchiata in un gigantesco wormhole. Il giocatore in queste lande desolate dovrà combattere e sopravvivere alla calamità rappresentata dagli Zombie Unicornici, di cui non spoileriamo nulla, che affliggono queste terre.

 

 

Il livello di sfida è tale, che farà sembrare le prime 10 ore abbondati di gioco uno scoglio insormontabile per molti, tanto che si potrebbe pensare di abbandonare il tutto per impiegare meglio il nostro tempo ma, pian piano, tra consumabili vari, cassonetti da scoprire, armi da craftare, animali da cacciare ed altre attività da svolgere, il senso di appagamento si insidierà nelle vostre membra e la voglia di scoperta vi spingerà oltre.

Perché si, Metal Gear Survive è un gioco difficile, con meccaniche complesse e restrittive che vi faranno sudare ogni singola risorsa che vi procurerete sul campo. Il giocatore è costantemente portato a svolgere attività apparentemente secondarie pur di farsi strada, raccogliendo acqua sporca per poter idratare il proprio alter ego ma rischiando problemi intestinali nel farlo o vedersi costretto ad ingerire provviste andate a male perché non cucinate in modo adeguato o digiunare rischiando la morte.

 

La desolazione sarà spesso vostra unica compagna di viaggio nella speranza di trovare qualcosa di utile.

 

Metal Gear Survive nasconde una pletora di elementi che andranno a nozze con gli amanti degli open world più puri ed una componente action che sposa, anche se a tratti, le dinamiche Stealth alla quale la saga ci ha abituato, sfociando in fine in un vero e proprio Tower Defense.

In effetti non dovrete far altro che progredire nella trama per continuare a trovarvi di fronte orde di Zombie sempre più massicce ed insistenti che, con un minimo di ingegno, saprete come accogliere a dovere grazie all’ausilio recinzioni o barricate craftabili da porre tra voi ed i nemici, al fine di rendere gli scontri quanto più controllati possibile.

 

Orde e orde di nemici vi aspettano…

 

La trama strizza l’occhiolino al classico B Movie da quattro soldi perdendo del tutto il taglio cinematografico della serie, ancor più che con The Phantom Pain, riprendendo per certi versi le conversazioni didascaliche via codec o digressioni tra Big Boss e Miller in Peace Walker, il tutto allegramente condito con dei cliché assolutamente prevedibili per i più accorti.

Il punto è che tutto è stato studiato per uno scopo e la trama sarà l’ultimo dei vostri pensieri durante le diverse ore di gameplay che vi occorreranno per raggiungere l’end game, che tra l’altro vi rivelerà una moltitudine attività aggiuntive come boss segreti da sconfiggere ed armi leggendarie da ottenere.

Metal Gear Survive resta una continua sorpresa quanto una delusione allo stesso tempo, è un titolo che si fa odiare ed amare per aspetti totalmente diversi. Da fan della serie possiamo assolutamente dire che non c’è niente di Metal Gear se non gli asset ed il buon gameplay di TPP ridefinito ed adattato alla sopravvivenza pura, il tutto inserito in un contesto palesemente fuori dal canonico per la serie.

 

 

Se Konami avesse presentato questo gioco come ULTIMATE UNICORNS ZOMBIE LAND SURVIVAL probabilmente sarebbe stato accolto in modo del tutto diverso ma, a seguito delle vicende tra Kojima e Konami con Metal Gear ai vertici di discussioni quasi mediatiche, sia i fan che la critica han contribuito ad affondare un titolo mediamente godibile ancor prima che arrivasse sul mercato.

Tra le altre cose, per chi come noi ha giocato Survive sarà fin da subito chiaro che il titolo non è assolutamente un gioco multiplayer mangia soldi pieno di micro transazioni, ma bensì un gioco prettamente single player con una difficoltà adeguata e con diversi elementi tattici importanti, dove le micro transazioni presenti si riducono in un semplice boost per progredire più rapidamente; boost che premia ad ogni modo i giocatori hard core e non i noob paganti per avere armi potenziate e level cap immediati, nossignori, nulla del genere è presente in questo gioco se non gli slot aggiuntivi per i personaggi che restano a pagamento, mera mossa commerciale che non ha fatto altro che ritorcersi contro Konami, massimizzando l’odio verso il gioco ed il Publisher.

 

 

Stiamo parlando di un titolo che, per quanto odiato, ha comunque il 64% di recensioni positive su Steam (tralasciando tutte le recensioni che urlano disprezzo verso Konami che contribuiscono a distruggerne la reputazione), media positiva per un titolo che tutto sommato diverte senza impegno e si fa giocare senza troppi preamboli, ammesso che abbiate la pazienza di comprendere pienamente tutte le meccaniche di gioco pur di sopravvivere; meccaniche che delle volte non risultano molto esplicative e che solo col vostro intelletto potrete apprendere pienamente.

Sia chiaro, Metal Gear Survive non è Metal Gear ma non per questo deve essere demolito in questo modo ma capito ed apprezzato per quello che è, un buon Survival con una puntina di Stealth Action Game condito da un discreto open world che funziona.

 

I livelli di dettaglio, tutto sommato restano quelli di The Phantom Pain, nulla che faccia gridare al miracolo.

 

Tecnicamente il gioco non si allontana molto da quanto visto in Metal Gear Solid V: The Phantom Pain poichè l’engine resta il medesimo FOX ENGINE sviluppato a suo tempo da Kojima Production. La versione PC da noi testata si gioca tranquillamente in 4K con una GTX 1080Ti a dettagli massimi, pur non raggiungendo i 60FPS in tutte le sessioni di gioco, complice probabilmente la presenza persistente della nebbia mista ad effetti di luce, che ricopre un ruolo importante sia ai fini della trama che in termini tecnici per quanto concerne il LOD.

Il multiplayer è il classico Tower Defense come detto in anticipo, che si differenzia dalla campagna single player proprio perché online è l’unica modalità presente al momento. Dovrete difendere un punto della mappa dalle orde di nemici che cercheranno di assalirvi in compagnia di altri 3 giocatori per un party di 4, al fine di raggiungere il miglior grado possibile durante la battaglia per ricevere delle ricompense che variano da semplici risorse ad oggetti utili o epici che possono essere utilizzati anche in single player.

 

Lobby delle partite multiplayer.

 

Purtroppo, vista la scarsa presenza di giocatori online i matchmaking durano un’eternità e spesso finirete con l’annullare la ricerca per iniziarne un’altra al fine di trovare qualcuno con cui poter portare a termine le missioni; a tal proposito consigliamo di giocare coi propri amici più che affidarvi al matchmaking del gioco.

Abbiamo deciso di giocare pienamente questo titolo prima di dire la nostra poichè sarebbe stato troppo facile additare Konami per aver prodotto questo “scempio” che in molti credono sia Metal Gear Survive ma in quanto scrittori e soprattutto videogiocatori abbiamo voluto capire seriamente di cosa si trattasse prima di raggiungere conclusioni affrettate.

 

Abbiamo avuto modo di provare in anteprima The Last Wind Monk, sequel di The Inner World, che uscirà tra pochissimi giorni (20 ottobre 2017). Ne siamo rimasti piacevolmente colpiti, e vogliamo spiegarvi perché.

L’Ambientazione

 

l mondo di Asposia è costituito da un enorme spazio vuoto circondato da un’infinita distesa di terra. L’aria del mondo è fornita attraverso le fontane del vento, custodite dai Monaci del Vento. Tali fontane erano ritenute essere un collegamento diretto con gli Dei del vento, vera e propria espressione del loro respiro. Purtroppo però un giorno dalle fontane uscirono i Basiliani, terribili mostri capaci di pietrificare le proprie vittime con lo sguardo. Questi temibili mostri, però, non erano altro che complesse macchine robotiche costruite dal vile Conroy il quale, fingendo di sconfiggere i mostri, ne aveva approfittato per assumere il controllo del mondo. Ma sulla sua strada aveva trovato Peck, Laura e Robert che, dopo un ardua battaglia, lo avevano sconfitto tramutandolo in pietra.

E qui si concludeva The Inner World,

Con The Last Wind Monk, però, veniamo a sapere che le cose non sono migliorate per Asposia. Dopo la sconfitta di Conroy, infatti, Robert è rimasto pietrificato per 3 anni a causa di un incidente occorsogli mentre cercava di scappare dalla sua incoronazione. Nel frattempo è sorto un nuovo dittatore: Emil. Questi altri non è che un ex-commerciante di cianfrusaglie convinto di essere destinato a restaurare Conroy e salvare Asposia dai Basiliani. Emil, a capo del Movimento dei Lealisti di Conroy, ha instaurato una vera e propria dittature simil-nazista: e, ritenendo la tribù dei nasi a flauto responsabili della morte di Conroy nonché della comparsa dei Basiliani,  ha dato il via ad una serie di rastrellamenti, in modo da poter sacrificare tutti i nasi a flauto per poter far rinascere Conroy. Ma non è tutto: il vento (e quindi l’aria) sta cominciando ad esaurirsi e l’unica speranza per il mondo è che venga trovato l’ultimo monaco del vento. Qui comincia la nostra avventura per salvare il mondo.

Il Gioco

Il sistema di gioco è quello tipico di ogni punta e clicca: abbiamo a disposizione tre personaggi (Peck il piccione, Laura la ribelle e Robert l’imbranato) che si muovo tra gli scenari 2D in cui sono presenti diversi punti di interesse con cui è possibile interagire per osservare, raccogliere oggetti e simili. Per proseguire nella storia dovremo risolvere vari enigmi sfruttando gli oggetti del nostro inventario e quelli presenti nello scenario. Il livello dei puzzle è decisamente ben bilanciato, risultando non troppo semplice ma neanche ostico al punto da bloccarci per troppo tempo. Ma non ci limiteremo a risolvere enigmi: potremo anche suonare canzoni col naso di Robert, giocare partite a freccette, e a toc-toc per vincere della fantastica carta igienica!

Se il gameplay è rimasto sostanzialmente identico al primo capitolo, la grafica ha invece subito delle migliorie, pur rimanendo fedele allo stile di The Inner World. Gli scenari appaiono infatti ben realizzati, stravaganti e pregni di personaggi simpatici esattamente come in The Inner World. Ma sono risultati degni di nota anche il doppiaggio e le musiche di gioco, per cui è stato fatto veramente un ottimo lavoro.

Le Nostre Conclusioni

The Last Wind Monk è un’avventura grafica indie assolutamente degna di nota, con un’ambientazione pregna di umorismo pur trattando tra le righe temi delicatissimi (come quello della discriminazione razziale), capace di regalare ore di divertimento agli appassionati del genere e non solo, in quanto il livello degli enigmi è più che alla portata di chiunque. Inoltre la breve sequenza introduttiva, riassumendo le vicende del primo capitolo, renderanno The Last Wind Monk pienamente fruibile anche a quei giocatori che non hanno giocato allo sfortunato The Inner World. The Last Wind Monk sarà rilasciato su tutte le piattaforme tra pochissimi giorni, precisamente il 20 ottobre 2017, e noi vi consigliamo caldamente di non farvelo sfuggire.

[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=WfwxpdX6mwY[/embedyt]