20 anni e non sentirli!

Sin dalla sua prima comparsa nell’ormai lontano 1996 Crash Bandicoot è riuscito ad appassionare buona parte degli utenti della prima PlayStation di casa Sony. Tre anni (e tre capitoli) dopo, Naughty Dog pubblicò una versione di Crash interamente incentrata su uno stile di guida arcade competitivo estremamente divertente. Ciò che più ha sancito il successo di questo “Crash Team Racing” è stata quasi certamente la modalità multigiocatore in locale grazie alla quale in molti hanno potuto sfidare gli amici, con tante ore di divertimento aggiuntivo.

A ben 20 anni dalla sua pubblicazione, rieccoci a parlare di questo titolo grazie all’uscita di questo magnifico Remake: Crash Team Racing Nitro-Fueled! Crash torna così, ancora una volta a bordo del suo bolide, per cercare di sconfiggere Nitros Oxide e salvare il nostro pianeta. Difatti, nella modalità storia, questo strano alieno ha promesso che risparmierà la Terra se un “campione” riuscirà a sconfiggerlo in una gara!

Con questo semplice pretesto ci ritroveremo ad affrontare numerose gare all’interno di un vasto scenario di piste tutte estremamente ispirate e rese in maniera ottimale, in linea con la grafica dell’attuale generazione. L’obiettivo sarà sempre arrivare al primo posto, così da vincere un trofeo; una volta ottenuti tutti i trofei di una zona (quattro per ciascuna area) dovremo affrontare un “Boss” in una sfida 1vs1, per sbloccare l’area successiva.

Classico ma non troppo

Data la sua natura di remake, Crash Team Racing: Nitro-Fueled segue fedelmente la base del vecchio Crash Team Racing, aggiungendo però alcune piccole, e spesso interessanti, novità. La prima a saltare all’occhio è la possibilità di selezionare all’inizio dell’avventura una modalità aggiuntiva, chiamata Nitro-Fueled, che si affianca a quella Classica, più vicina al titolo orginale; Questa nuova tipologia di story mode vi dà la possibilità di giocare le normali gare della storia principale, lasciandovi al contempo la libertà di personalizzare o cambiare il vostro personaggio e il vostro Kart in qualsiasi momento.

Buona parte degli elementi di personalizzazione può essere ottenuta completando l’intera storia principale, ma non solo. Molti oggetti possono anche essere acquistati all’interno di uno shop chiamato “Pit Stop”; non temete, non si tratta di uno shop con necessità di acquistare con “soldi veri”, ma con i crediti forniti dal gioco stesso, elargiti in giusta quantità in base ai vostri risultati nelle singole gare, fornendo una buona aggiunta alle possibilità di personalizzazione.

Ultima, ma non per importanza, novità introdotta è la presenza dei Gran Premi, ovvero vere e proprie seasons costituite da un insieme di sfide di varia natura, grazie alle quali è possibile ottenere del “Nitro“: una sorta di esperienza che permette di salire di grado e sbloccare personaggi, kart, e oggetti di personalizzazione aggiuntivi! La particolarità è che ciascuno dei Gran Premi si svolgerà su piste totalmente nuove che saranno rilasciate dagli sviluppatori con il tempo e che vanno così ad aggiungersi alle piste di Crash Team Racing più le tredici di Crash Nitro Kart presenti nel gioco.

Gare “all’ultimo sangue”

L’intero gioco è costruito su un gameplay di base solido e più profondo di quanto si possa credere. Per sgominare i nostri avversari abbiamo a disposizione un vasto arsenale di “armi e gadget” che dovrà essere sfruttato al massimo, anche perché gli altri piloti non hanno senza alcuna remora nei nostri confronti. Ci troviamo quindi a gareggiare e nel mentre lanciare o schivare casse di TNT, missili, bombe, turbo per accelerare e così via. Il tutto funziona egregiamente in qualsiasi modalità di gioco, senza alcuna eccezione.

Tutti questi “sistemi di distruzione” possono essere ulteriormente potenziati per infliggere danni maggiori o acquisire caratteristiche aggiuntive (ad esempio una cassa di TNT diventa una cassa di Nitro, e se la prima ci salta in testa per poi esplodere dopo qualche secondo, lasciandoci anche la possibilità di liberarcene, l’altra detona direttamente all’impatto). Per fare ciò dobbiamo raccogliere 10 dei classici “Frutti Wumpa” contenuti in apposite casse ed evitare di essere danneggiati, poiché ogni colpo fa perdere qualche frutto.

Inoltre più Frutti Wumpa avremo in nostro possesso e più acquisiremo velocità, ma le possibilità per finire in cima alla classifica non finiscono qui. Altre due meccaniche essenziali per raggiungere velocità estreme sono rappresentate dalle derapate e dai salti. Con la pressione dei “Trigger” anteriori del controller c’è la possibilità di saltare e fare ciò in prossimità di un rialzo sulla pista permette di andare più veloci per qualche secondo; allo stesso modo, eseguire un salto in curva e mantenendo premuto il relativo tasto dà il via ad una derapata. A questo punto è possibile attivare un turbo fino ad un massimo di tre volte consecutivamente premendo al momento giusto il Trigger opposto.

Divertimento di gruppo!

Così come per il gioco originale anche Crash Team Racing Nitro-Fueled offre un comparto multigiocatore in locale fino a quattro giocatori in schermo condiviso. In questo modo è possibile affrontare i propri amici in gare (singole o di coppia), battaglie all’ultimo sangue, cattura la bandiera e così via; è importante notare che ogni modalità ha un set di mappe totalmente dedicato! Ovviamente non poteva mancare anche una modalità Online per poter sfidare altri giocatori in gare personalizzate.

Nelle partite contro altri giocatori è possibile cambiare tanti parametri per ciascuna modalità, inclusa la difficoltà dei bot dato che non è possibile, purtroppo, giocare senza piloti controllati dal gioco. Anche in questo caso c’è la possibilità di personalizzare il proprio kart in ogni minimo particolare o, eventualmente, scegliere un altro personaggio nel vasto roster.

Una vista mozzafiato!

Infine non potevamo non fare un piccolo appunto sul comparto tecnico del gioco. Crash Team Racing Nitro-Fueled dimostra un ottimo lavoro tecnico da parte del team di sviluppo sotto diversi aspetti. Primo tra tutti il comparto grafico vero e proprio che riesce a dare un magnifico risalto a tutti i nostri ricordi del vecchio gioco. Texture stupende, modelli perfettamente costruiti, il tutto condito da una perfetta stabilità nel framerate. Il comparto audio non è assolutamente da meno: i nuovi doppiaggi riescono a dare una “nuova vita” a tutti i personaggi!

Lo studio di sviluppo Psyonix ha da poco annunciato che l’aggiornamento “Esport Shop” di Rocket League Sara disponibile a partire dal 16 Aprile su tutte le piattaforme.

L’aggiornamento “Esport Shop” di Rocket League conterrà:

  • Lo shop Esports: un nuovo negozio all’interno del gioco che venderà diversi oggetti rappresentativi dei vari team Esport di Rocket League. Ulteriori informazioni sui partner ed oggetti saranno divulgate durante la prossima settimana.
  • Rocket Pass 3 ed Il sistema di sfide: Il pass 3 sarà disponibile dal 17 e conterrà questo nuovo sistema di sfide per il quale si avranno ulteriori informazioni dalla prossima settimana. 
  • Replay FX: un nuovo toolset che vi consentirà di effettuare editing sui replay dei match, così da modificare profondità di campo, modificare lo sfondo, colori e tanto altro!
  • Supporto HDR

Restiamo in attesa di ulteriori novità riguardo a questo interessante aggiornamento in arrivo!

Da oggi 6 marzo è possibile acquistare on-line i biglietti per l’undicesima edizione del festival: Play 2019. E solo per una settimana l’inedito Survival Kit contenente maglietta, dadi,  trottole e prodotti esclusivi.

Al via da oggi, mercoledì 6 marzo, la prevendita per l’undicesima edizione di Play-Festival del gioco in programma a ModenaFiere dal 5 al 7 aprile. La kermesse che negli anni ha conquistato migliaia di spettatori (lo scorso anno oltre 40 mila accessi) anche quest’anno si presenta con un carnet ricco di novità, a partire dall’atteso e inedito Survival Kit che sarà possibile acquistare solo nella prima settimana della prevendita. Un privilegio riservato ad un numero limitato di appassionati che potranno accaparrarsi una vera e propria scatola delle meraviglie contenente – tra l’altro – abbonamento e Pass auto di 3 giorni a Play 2019, una mappa lunare commemorativa del 50esimo anniversario dello sbarco sulla luna, un QuickStart del nuovo Savage Worlds e un librogioco con avventura lunare ambientazione Hope&Glory e poi shopper, trottola, miniatura Greebo, 2 dadi e t-shirt, tutto rigorosamente firmate Play.

TEMA DELL’ANNO: LA CORSA ALLO SPAZIO

Ma il Survival Kit è solo una delle tante novità per un’edizione letteralmente “spaziale”: Play 2019, infatti, ricorderà il 50esimo anniversario dello sbarco sulla luna proponendo eventi speciali e appuntamenti importanti. Grazie anche alla prestigiosa e inedita collaborazione con il principale Ente di ricerca italiano per lo studio dell’universo – l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) – sfruttando le potenzialità della realtà virtuale sarà possibile vedere lo stesso paesaggio che il 21 luglio 1969 si presentò agli occhi degli astronauti americani Neil Armstrong e Buzz Aldrin, oppure simulare l’atterraggio a bordo dello Shuttle, intraprendere un realistico viaggio stellare, guidare sul paesaggio lunare i robot “gemelli” di Spirit e Opportunity, i rover che hanno conquistato Marte.

UN GIORNO IN PIÙ PER GIOCARE E UN NUOVO PADIGLIONE PER I GIOCHI DI MINIATURE

Lo spirito è lo stesso che ha accompagnato dieci anni di successi ben rappresentati dallo slogan “Entra. Scegli. Gioca”. Play 2019 mette in mostra un’immensa ludoteca con oltre 5 mila titoli tra ultime uscite, grandi classici e introvabili, con spazi e tavoli per giocare. Ma ogni edizione resta unica e irripetibile e quest’anno, fra l’altro,ci sarà più tempo e spazio per giocare poiché i giorni della kermesse passeranno da 2 a 3. Altra novità sarà l’ampio spazio riservato ai Giochi di miniature, una tensostruttura di 2500 metri quadrati che ospiterà conferenze, workshop e corsi per appassionati e neofiti, oltre al grande concorso di pittura di miniature con giurati internazionali e con la star Angelo di Chello, trentacinquenne di Padova che ha al suo attivo ben 62 Golden Demon, il premio più ambito, l’equivalente dell’Oscar per chi dipinge miniature. 

Far Cry New Dawn è il nuovo capitolo spin-off della famosa serie targata Ubisoft che pesca a piene mani dal capitolo precedente stravolgendone il mondo di gioco.

Trama 

Coloro i quali hanno avuto modo di giocare e terminare il quinto capitolo della serie di Far Cry (che abbiamo già trattato nella nostra recensione) saranno senz’altro a conoscenza della presenza di due finali distinti. Il “vero” finale, però, è quello che porta all’avverarsi delle profezie dell’Eden’s Gate, ovvero la fine di tutto: un’apocalisse nucleare in piena regola! Questo nuovo spin-off riprende, per l’appunto, questo finale portandoci diciassette anni dopo questi eventi, in una Hope County profondamente cambiata.

In questi anni le persone hanno vissuto relegate in rifugi antiatomici, ma adesso sono tornati in superficie per cominciare a ricostruire ed avere una vita normale. Il nostro nuovo protagonista farà parte di un gruppo di persone che si spostano per l’America nel tentativo di aiutare i superstiti a sopravvivere fornendo oggetti di prima necessità e ricostruire edifici. Contattati da Carmina Reye (che potremmo definire una vecchia conoscenza per chi ha giocato al precedente capitolo) ci ritroveremo a raggiungere l’ormai ex Hope County nel tentativo di fornire più supporto possibile.

Purtroppo però il nostro convoglio sarà attaccato da un clan di predoni noti come “I Guerrieri della Strada” e faremo così la conoscenza delle nuove antagonisti principali di questo capitolo: Mickey e Lou, due sorelle gemelle che rispettano i canoni dei classici cattivi della serie.

Ritrovandoci tra i pochi scampati all’attacco dovremo cercare di sopravvivere all’interno di questo nuovo (ed al contempo “vecchio”) ed ostico territorio, oltre che aiutare la gente del posto a dare nuova vita a Prosperity: il nostro vero e proprio centro nevralgico.

L’intera storia si svilupperà in maniera piuttosto semplice, ma non per questo non godibile, soprattutto grazie alla presenza di diversi personaggi (tra vecchi e nuovi) tutti ben caratterizzati che, tra missioni principali e secondarie, riusciranno ad intrattenere e perché no, anche a divertire! Il tutto però non riesce a raggiungere il livello dei precedenti capitoli, alcuni dei quali hanno “alzato l’asticella”.

Gameplay 

L’apocalisse non ha cambiato solamente Hope County, ma è riuscita persino a dare una piccola scossa di cambiamento anche al classico gameplay della serie introducendo alcune meccaniche proprie di giochi di ruolo e survival.

Il primo elemento che balzerà all’occhio sarà la presenza di statistiche e di livelli per armi e nemici. Difatti ogni arma sarà caratterizzata da un valore di danno ed un livello (da uno a quattro), così come i nemici che saranno contraddistinti da diversi livelli.

In questo modo non sarà possibile eliminare un nemico di livello superiore rispetto allarma in nostro possesso neanche con un colpo di fucile di precisione ben piazzato in testa. Questo obbliga i giocatori che magari vogliono giocare il titolo come i vecchi capitoli (e non come un Borderlands) a dedicarsi preventivamente alle attività di ricerca risorse così da avere un arsenale in grado di fronteggiare qualsiasi nemico (tenendo anche in considerazione che per sfruttare lo stealth appieno saremo anche qui costretti a sbloccare prima gli “abbattimenti” su nemici di vario livello).

Le risorse rivestono un ruolo estremamente importante e, difatti, saranno essenziali per creare nuove armi e migliorare il nostro campo base: Prosperity. In questo modo potremo sbloccare la possibilità di creare armi di livello più alto, sbloccare nuovi veicoli, potenziare la nostra salute, ottenere nuove opzioni di viaggio rapido e così via. Una nuova introduzione per il titolo (importante soprattutto ai fini della ricerca risorse) è la presenza delle cosiddette “Spedizioni”, grazie alle quali potremo raggiungere nuove piccole mappe esplorabili nelle quali dovremo recuperare una borsa colma di risorse per poi fuggire. Queste missioni, oltre ad aggiungere elementi di gioco, aggiungono anche varietà sotto il punto di vista paesaggistico passando da canyon a luoghi costieri e così via.

Eccezion fatta per queste differenze (che possono essere facilmente bypassate se considerate come difetti) si tratta del classico Far Cry con elementi distintivi molto simili al quinto capitolo; avremo così mercenari e compagni, creature da cacciare, finali alternativi, cacce al tesoro, luoghi da esplorare (e razziare) ed avamposti da catturare con alcune interessanti variabili che ne aumentano la rigiocabilità accentuandone la funzionalità in gioco. 

Longevità 

Far Cry New Dawn, grazie ha diversi elementi interessanti, riesce ad avere una durata complessiva di tutto rispetto che può tranquillamente superare le 12-15 ore di gioco per completare il tutto e lascia ulteriore spazio alla modalità cooperativa che ne estende ulteriormente la longevità. Grazie alla varietà ed all’estro creativo che caratterizza pressoché ogni singola missione, saranno tutte ore estremamente divertenti e coinvolgenti.

Comparto Tecnico

Questo spin-off mostra sostanzialmente una grafica sovrapponibile a quella di Far Cry 5 (che comunque risulta essere di buon livello complessivo), ma ciò che davvero fa risaltare il tutto sono le ambientazioni stupende ed il tipo di caratterizzazione data a questa “Apocalisse”. Una fauna stupenda, scorci mozzafiato ed un incredibile stile “Mad Maxiano” coesistono all’interno di questo colorato mondo post-nucleare.

I doppiaggi come sempre fantastici e musiche calzanti accompagneranno ogni nostro minuto di avventura in questo Far Cry New Dawn. Parlando infine del lato “bug” non abbiamo riscontrato nulla di particolarmente grave o comunque di negativo per l’esperienza di gioco, se non alcuni deficit dell’IA (nonostante sia migliore rispetto al passato).

Gli Operatori australiani Mozzie e Gridlock si uniscono a Rainbow Six nella stagione 1 dell’anno 4, in aggiunta alla nuova mappa “Outback”

Durante il SixInvitational 2019, Ubisoft ha annunciato tutti I dettagli della Stagione 1 dell’anno 4 di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege. L’operazione Burnt Horizon introduce un attaccante e un difensore reclutati direttamente dal plotone di mobilità della SASR australiana, Gridlock e Mozzie. Questi due nuovi operatori arrivano nel gioco con una nuova mappa, Outback, un omaggio alle solitarie stazioni di servizio e ai motel situati lungo le dimenticate highway della splendida e soleggiata Australia. La Stagione 1 dell’Anno 4 introduce anche un nuovo Set Elite per l’Operatore Hibana, che include un’uniforme Onkochishin, una nuova emote di vittoria e una skin per l’arma.

Burnt Horizon introduce due nuovi operatori, l’attaccante Gridlock e il difensore Mozzie, amici di lunga data e membri del plotone di mobilità dell’Australian Special Air Service Regiment (SASR). Gridlock usa i pungiglioni Trax, una versione portatile delle strisce chiodate stradali che, quando attivati, rilasciano un cluster esagonale di spuntoni. Se i difensori li calpestano, i pungiglioni Trax infliggono dei danni e ne rallentano i movimenti, una caratteristica che rende questo gadget un ottimo strumento per il controllo della mappa. Allo stesso tempo, Mozzie può schierare il suo Parassita. Quando scende in campo, il Parassita si attacca al drone nemico più vicino, oscurandone la videocamera e avviando una sequenza di override al fine di hackerare il drone e garantirne il controllo a Mozzie.

In aggiunta a questi due nuovi operatori, Burnt Horizon introduce la mappa Outback, una stazione di servizio dimenticata di una iconica autostrada situata in Australia. Outback è divisa in tre sezioni distinte: il Garage, il Motel e il Ristorante, ciascuna con caratteristiche uniche. Outback è una mappa di dimensioni medie, quindi i giocatori non dovranno andare lontano per trovare percorsi alternativi. Ricca di elementi distintivi dell’ecosistema australiano, questa mappa è impreziosita da angoli nascosti e da souvenir della grande isola del sud.

Il Test Server dell’Operazione Burnt Horizon sarà attivo dal 18 febbraio. Il Test Server è una versione alternativa di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege che offre ai giocatori la possibilità di provare le nuove funzioni che entreranno a far parte del titolo principale. Trattandosi di un ambiente di testing, non si garantisce una esperienza di gioco stabile. I giocatori sono invitati a indicare i problemi che riscontrano sul Test Server sulla piattaforma R6 Fix. Il Test Server è disponibile esclusivamente su Windows PC.

Warhammer Vermintide II si propone come sequel del precedente titolo di Fatshark, ereditando dal titolo tante delizie e alcune pesanti croci.

Il Topo o il Guerriero per me lo stesso son.

Il titolo non cambia nella forma essenziale, torneremo infatti a controllare i nostri cinque eroi di Ubersreik, catturati dalle orde nemiche, ma sempre combattivi e pronti a farsi strada fra il sangue degli Skaven. La minaccia però è raddoppiata, insieme ai celebri ratti pestilenziali troveremo infatti le orde barbariche e sconvolgenti dei guerrieri del Caos, rimpolpate da demoni e bestioni corazzati.

Oltre all’aggiunta di nuovi nemici Vermintide si rinnova anche nel comparto di utilizzo, se da una parte abbiamo davanti la classica impostazione “four vs the world” di squisita estrazione “Left 4 Deadiana”, l’introduzione di un nuovo sistema di crescita dei personaggi rende il tutto più interessante. Ciascuno dei nostri eroi avrà infatti la possibilità di cambiare specializzazione con il crescere di livello.

Per fare un esempio Markus Kruber inizierà come mercenario, ma avanzando avremo possibilità di diventare un Cacciatore oppure un Cavaliere a Piedi, cambiando equipaggiamento, abilità e perk. In particolare avremo la possibilità di utilizzare sempre nuove armi ed equipaggiamento grazie a forzieri di fine missione o ricompense giornaliere. Queste armi potranno poi essere migliorate e modificate presso l’apposita forgia situata nell’hub centrale.

Non c’è tempo di ammirare il panorama!!

Il motogre grafico del gioco ci mette di fronte e a interessanti e piacevoli mappe, radicalmente differenti fra loro e piene di scorci effettivamente notevli. Da delle piantagioni aperte e soleggiate fino a un picco inevato, le tredici mappe non ci sancheranno e porteranno costantemente un senso di novità ed esplorazione, Introducendo anche una verticalità nuova e intelligentemente usata. L’interattività è ridotta all’osso, tuttavia il sistema di messa in gioco delle orde nemiche è casuale e permette una discreta incognita ad ogni partita.

Graficamente il titolo convince abbastanza, con qualche grosso inciampo specialmente nei render dell’acqua, del fuoco e alcune texture oggettivamente bruttine. Interessanti invece le animazioni di combattimento e le reazioni alle mutilazioni dei nemici.

I combattimenti risultano soddisfacenti se presi in uno contro uno, mentre affrontando le caratteristiche orde risulterà scivoloso e non particolarmente accurato. Buono il combattimento a distanza. Il sistema di loot abbandona i vecchi e scarsamente piacevoli dadi e ci permette e ci permette di ottenere casse premio contenenti armi e oggetti per il nostro personaggio, che si arricchiranno di contenuti con il completamento di alcuni bonus in partita.

Il gioco online è obbligatorio, un party di quattro giocatori rende sicuramente più divertente le dinamiche del titolo, tuttavia non è sempre facile ottenere i tre compagni che si lanceranno con noi all’avventura, con tempi di attesa piuttosto lunghi. Comunque grazie al coinvolgimento del gioco in gruppo, alle numerose missioni presenti, la loro varietà ed il sistema di crescita dei personaggi il divertimento è decisamente assicurato!

In conclusione

Vermintide II cerca di riscattare e migliorare il nome del titolo, e ci riesce anche piuttosto bene. Un gameplay divertente e frenetico, unito a interessanti sistemi di sviluppo dei personaggi e piacevoli rivoluzioni nelle mappe e la loro giocabilità ne fanno un titolo godibile e piacevole. Peccato per alcuni scivoloni stilistici nel comparto grafico e nelle animazioni, scivoloni tuttavia accetabili se si osserva il titolo nella sua interezza e nella sua vera natura, quella di un gioco sviluppato con in mente una sola cosa: spacca il ratto!!!

Mesa la pistolera entra a far parte del gruppo dei Warframe Prime assieme a due interessanti quanto potenti armi prime: le Akjagara ed il Redeemer.

È stato reso disponibile il nuovo Prime Access dedicato a Mesa, in particolare è possibile acquistare quattro differenti pack che sono effettivamente uno l’upgrade dell’altro. Abbiamo infatti:

  • Ballistic Battery: che include unicamente le Akjagara Prime, il Redeemer Prime e 1050 Platini.
  • Shooting Gallery: che include, oltre alle due armi, anche Mesa Prime ed un totale di 2625 Platini.
  • Pacchetto Accessori: contenente degli esclusivi accessori Prime per l’operatore, un elmo alternativo per Mesa Prime, booster affinità e crediti da 90 giorni ed infine la Sugatra Cholla Prime.
  • Peacemaker: che comprende tutti gli elementi degli altri pack con un totale di 3990 crediti.

Passiamo adesso ad analizzare nel dettaglio la vera protagonista di questo Prime Access, ovvero Mesa Prime. Si tratta di un Warframe estremamente versatile ed adatto a quasi ogni situazione grazie alle sue particolari abilità che spaziano dal buff degli alleati alle capacità di sopravvivenza, anche se certamente risulta essere particolarmente efficace nella difesa di un singolo obiettivo grazie alla sua quarta.

  1. Ballistic Battery: questo potere accumula il danno causato dalle armi da fuoco, ed una volta disattivato incanala tutto il danno accumulato nel successivo sparo.
  2. Shooting Gallery: conferisce danno extra agli alleati e fa inceppare le armi dei nemici vicini spostandosi da un giocatore all’altro.
  3. Shatter Shield: avvolge Mesa in una barriera di energia che riflette il danno dei proiettili in arrivo.
  4. Peacemaker: Mesa estrae le sue pistole Regulator e spara ai suoi avversari in rapida successione.

Inoltre Mesa presenta una particolare abilità passiva: aumenta la velocità di fuoco delle armi secondarie doppie e ricarica più velocemente quelle singole; inoltre se non equipaggia armi corpo a corpo riceve un bonus alla salute. Qui di seguito potete trovare la build che abbiamo trovato più efficace per Mesa e per le Regulators (da notare che la prima non necessita necessariamente di essere formata se non per applicare Corrosive Projection che potrebbe essere sostituita da Pistol Amp, mentre le pistole si):

Passando invece a parlare delle due nuove armi, le Akjagara Prime ed il Redeemer Prime ci troveremo di fronte a due armi estremamente efficaci ed utili che potrebbero andare a rappresentare un vero e proprio must all’interno dei nostri arsenali. Cominciamo innanzitutto dalle Akjagara Prime: una coppia di pistole in grado di infliggere un grande quantitativo di effetti senza però tralasciare i colpi critici. Eccovi qui di seguito un’ottima build per queste fantastiche pistole:

Ultimo, ma non per importanza, abbiamo il Redeemer Prime, una fantastica Gunblade con eccellenti statistiche di base che le permettono di raggiungere il 100% di effetto ed alte percentuali di critico. La peculiarità di questa classe di armi corpo a corpo è quella di poter sparare colpi caricati e concatenarli in temibili combo, in modo da rendersi estremamente efficace anche dalla distanza; la seguente build necessita ancora di forma per poter sfruttare a pieno le potenzialità di Primed Fury ed inoltre sarebbe più efficace utilizzare Jolt al posto di Shocking Touch così da incrementare ancor più la chance di effetto:

In conclusione si tratta di un Prime Access davvero con i fiocchi, sia per quanto riguarda la nuova Mesa Prime che per le due nuove armi Prime e che porta come novità inaspettata degli accessori per l’operatore (anzichè le classiche armature per il Warframe). 

Activision ritorna alla carica dopo il successo di Crash N’sane Trilogy con un nuovo remake dedicato al draghetto viola nato con la prima Playstation, parliamo infatti della Spyro Reignited Trilogy.

Spyro Reignited Trilogy racchiude in sé i primi tre titoli, pubblicati per la prima PlayStation: Spyro The Dragon, Spyro Ripto’s Rage e Spyro Year of the Dragon.
La creazione di questo remake è stata assegnata da Activision a Toys for Bob: studio di sviluppo di diversi titoli tra cui alcuni Skylanders. Spyro ha da sempre rappresentato un’importante icona per i videogiocatori della scorsa generazione (parliamo di giochi rilasciati nel 1998-2000) risultando essere uno dei migliori titoli sviluppati per la prima console di casa Sony da Insomniac Games.

Il gioco era dedicato principalmente ad un pubblico giovane, soprattutto per via dell’età media dei videogiocatori dell’epoca. Ciononostante tutti quelli che hanno avuto modo di crescere assieme al simpatico draghetto e di appassionarsi alle sue avventure, han continuato, negli ultimi anni, a chiedere a gran voce il suo ritorno (specialmente in seguito al remake dedicato a Crash). Queste richieste sono state ampiamente esaudite grazie alla creazione di questo remake composto da ben tre giochi.

Come abbiamo già avuto modo di indicare Spyro Reignited Trilogy è un remake vero e proprio dei primi giochi dedicati a questa importante icona, poiché gli sviluppatori, non avendo accesso al codice sorgente originale, han comunque fatto in modo di ricostruire da zero tutti i livelli, personaggi e così via; non si tratta dunque di una remastered! Ci teniamo a precisare fin da subito che il team di sviluppo è riuscito al meglio nell’impresa di dare una nuova vita a Spyro, così da farlo ritornare più in forma che mai per le console della attuale generazione.

Ecco così che ci ritroveremo a seguire le avventure di Spyro e della sua libellula Sparx per sconfiggere Nasty Norc e salvare i draghi dal suo incantesimo (Spyro The Dragon), soccorrere la terra di Alavar dal mago Ripto (Spyro Ripto’s Rage) e ritrovare tutte le uova rubate durante la celebrazione dell’anno del Drago (Spyro Year of the Dragon). Inoltre rincontreremo anche tutti gli indimenticabili e simpaticissimi personaggi e ritorneremo ad esplorare tutte le magnifiche e variegate terre che caratterizzano ciascun gioco.

La formula di base dei tre giochi è sempre la stessa, ed è ovviamente invariata rispetto al titolo originale; si tratta dunque di un semplice gioco platform (intervallato dal alcune sezioni “più arcade”) caratterizzato dalla combinazione di diversi elementi di gameplay per riuscire a superare ciascun livello. Si partirà così dalla semplice possibilità di caricare i nemici, sputare fiamme e planare fino ad arrivare al nuoto, soffio di ghiaccio e così via. I vari livelli giocabili saranno sempre raggruppati in più mondi esplorabili, ed in ciascuno di questi sarà possibile trovare gemme (più o meno funzionali a livello di gameplay per riuscire a passare da un mondo al successivo), draghi o uova da salvare.

La salute del draghetto viola sarà indicata attraverso la nostra libellula: Sparx; infatti questa avrà un colore variabile a seconda della nostra salute rimanente.
Potremo subire un massimo di quattro colpi dai nemici (giallo, blu, verde ed infine sparirà), che potremo comunque recuperare, rinvigorendo Sparx colpendo vari animali presenti nei livelli. In aggiunta avremo un indicatore con il nostro numero complessivo di vite rimanenti, e per ciascun livello potremo sempre controllare quanti e quali collezionabili ci mancano.

Dal punto di vista tecnico il team di sviluppo è riuscito a svolgere un lavoro decisamente encomiabile ricostruendo alla perfezione l’intero universo di Spyro e valorizzandolo al contempo con una stupenda grafica decisamente al passo con i tempi grazie ad ottime texture, un’illuminazione realistica, un’eccellente modellazione di personaggi ed ambient, il tutto condito con un framerate stabile in ogni situazione. Tutto questo racchiuso in un’avventura in grado di intrattenere tutti (in particolare quelli che cercheranno di completare ciascun gioco al massimo) per un totale di oltre 18 ore, con una durata di ogni gioco di circa 6 ore.

L’ultima stagione del secondo anno di Rainbow Six Siege è ormai alle porte, pertanto eccovi tutti i dettagli sui due nuovi operatori dal Marocco che si uniranno al team con Operazione Wind Bastion!

Eccoci a parlare nel dettaglio dei due nuovi operatori che entreranno a far parte di Rainbow Six Siege con la quarta stagione del secondo anno. Qui di seguito trovate tutti i dettagli su abilità, armi ed equipaggiamento di questi operatori provenienti dal Marocco che promettono di aggiungere numerose novità al titolo!

Iniziamo parlando della nuova operatrice d’attacco: Nomad. Si tratta di un’attaccante dotata di due punti velocità e due armatura dotata di un AK-74M (44 danno, 650 rateo, 40 colpi) e di un ARX200 (47 danno, 750 rateo, 20 colpi) come armi principali, mentre come arma secondaria avrà solamente una pistola .44 Mag Semi-Auto (74 danno e 7 colpi) fornita di un piccolo mirino telescopico; infine come equipaggiamento tattico sarà provvista di granate stordenti e cariche da irruzione. Il suo gadget speciale (“Airjab“) sarà costituito da un lanciagranate montato sul lato sinistro della sua arma principale in grado di sparare un massimo di tre cariche adesive. Queste fungeranno da vere e proprie trappole di prossimità nei confronti dei difensori, infatti in caso di detonazione queste sbalzeranno all’indietro l’operatore di difesa (eventualmente anche sfondando pareti non rinforzate dietro di lui) facendolo cadere al suolo e da qui dovra rialzarsi con una nuova animazione che lo renderà vulnerabile agli avversari per circa due secondi. Da notare che se una di queste cariche dovesse scattare contro Clash farà si che quest’ultima passi dallo scudo all’arma secondaria fino a quando non sarà nuovamente in piedi, inoltre le sue cariche potranno essere contrastate con Jaeger. Nomad dunque aggiungerà importantissime novità per gli attaccanti che in questo modo potranno difendersi in maniera più efficace dai Roamer (la posizione delle cariche non sarà visibile, pertanto in caso di attivazione riceverà come unica “notifica” il punteggio della loro attivazione) o sfruttare queste trappole in situazioni più tattiche.

Passando invece a parlare di Kaid ci troveremo di fronte ad un operatore difensivo dotato di tre punti armatura ed uno velocità; come armi a principali avrà un smg AUG A3 (27 danno, 700 rateo, 31 colpi) ed un fucile a pompa TCSG12 (84 danno, semi automatico, 10 colpi), come secondaria la stessa pistola di Nomad e come equipaggiamento tattico delle granate ad impatto e probabilmente filo spinato o uno scudo mobile. I suoi gadget speciali, chiamati “Electroclaws“, saranno tre piccoli dispositivi adesivi e lanciabili su qualsiasi superficie. Una volta lanciate attiveranno dopo qualche attimo (non abbastanza da contrastare Hibana o Thermite) una scarica elettrica attiva su una piccolissima area d’azione e tutti gli oggetti metallici coinvolti (scudi, pareti rinforzate, botole rinforzate e filo spinato) saranno elettrificati. In questo modo, oltre a creare finalmente una protezione per le botole, si potrà anche efficacemente elettrificare il filo spinato (mentre le batterie di bandit erano troppo facilmente identificabili in esso). Questi gadget potranno ovviamente essere distrutti da Tatcher (che diventa ormai indispensabile nel team d’assalto), ma con molta difficoltà eliminabili sfruttando il lanciafiamme di Maverick considerando che possono essere piazzate ovunque e che hanno più o meno la dimensione delle mine a concussione di Ela.

Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate di questi nuovi operatori e vi ricordiamo che la nuova stagione Wind Bastion verrà introdotta con buona probabilità nella prima settimana di dicembre.

TOM CLANCY’S RAINBOW SIX® SIEGE ANNUNCIA I PRIMI DETTAGLI DELLA STAGIONE 4: OPERATION WIND BASTION

Oggi Ubisoft ha svelato i primi dettagli di “Operation Wind Bastion” che introdurrà due nuovi Operatori, un Attaccante e un Difensore, provenienti dal Marocco. Operation Wind Bastion includerà anche una nuova mappa, Fortress, la prima mappa a essere fortemente associata a un Operatore.

Fortress: una struttura di addestramento militare situata nella catena montuosa dell’Atlante, offre ai giocatori l’incredibile opportunità di mettere alla prova le loro abilità all’interno di una splendida Kasbah dall’architettura iconica, tipica della regione meridionale del Marocco. La mappa sarà composta da due aree distinguibili che offrono una varietà di spazi aperti, nascondigli e punti di avvistamento per gli scontri a corto e lungo raggio.

Tutti i restanti dettagli della Stagione 4 dell’Anno 3 di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege saranno annunciati il 18 novembre, durante le Finali della Pro League, che si terranno in Brasile, a Rio de Janeiro.