È ormai un anno che Pokémon Spada e Scudo ci tengono compagnia grazie anche ai due nuovi DLC, ovvero “L’isola Solitaria dell’Armatura” e il più recente “Le Terre Innevate della Corona”. Un anno ricco di polemiche e perplessità, che ha cementato un certo malcontento per lo stato tecnologico in cui riversa l’ultima avventura Pokémon di Game Freak; nonostante tutto la community si è ritrovata ad attendere con ansia queste due espansioni, che promettevano di dare uno scossone a un post-game certamente non esaltante.

Si trattava infatti di un contenuto interessante, con qualche piacevole novità, ma molto legato al competitivo e con ben pochi guizzi esplorativi. Il secondo contenuto, oggetto di questa recensione, prometteva di offrire una nuova linea narrativa e una serie di attività tutte incentrate sull’avventura e sui leggendari Pokémon. Abbiamo giocato intensamente a le Terre Innevate della Corona, restando sorpresi dalle emozioni provate giocandolo.

pokémon corona

Iniziamo il nostro viaggio!

Il nostro viaggio inizia con il più classico degli incipit: un treno preso da Brassbury ci porta nella sezione più a sud della regione di Galar: sono le terre della Landa Corona, un posto selvaggio molto amato dagli esploratori pokémon più temerari. Ed è qui che incontreremo un buffo e familiare figuro, l’esploratore Peony. In viaggio con la figlia per un “tour delle Leggende”, il nostro scalmanato padre di famiglia non ha poi molto successo come genitore, ed ecco che a diventare protagonisti di questo bizzarro tour saremo proprio noi: così, perché ci piace.

Le Terre Innevate della Corona non è strutturato nella sua progressione come Pokémon Spada e Scudo, i percorsi sono infatti assenti, così come i dungeon. Mutua dall’Isola Solitaria dell’Armatura la mappa aperta e priva di percorsi, esplorabile allo stesso modo delle Terre Selvagge, permane un level design semplicistico anche in questo DLC, ma le Terre Innevate della Corona offrono la mappa sicuramente più strutturata e complessa di tutto Pokémon Spada e Scudo. Certo, la mancanza di una minimappa si fa sentire, ma è un bel passo in avanti. Questo secondo contenuto si dipana in diverse missioni, dateci da Peony, che ci vedono impegnati alla risoluzione e alla scoperta delle “leggende” che permeano la Landa Corona.

pokémon corona

Pur ancorato a dialoghi infantili e un po’ stupidi, questo secondo DLC riesce a ridare un certo fascino alla lore dei giochi originali. L’assoluto protagonista è Calyrex, un nuovo misterioso pokémon considerato il Re della regione di Galar e la sua storia rompe in parte alcuni canoni dei leggendari pokémon, dimostrandosi interessante e affascinante. Per la Landa Corona sono poi disseminati vari stralci di racconti che contribuiscono a dare a Galar nuove chiavi di lettura per la sua storia ed alcuni suoi misteri.

Certo, le attività che svolgeremo nella quest dedicata a Calyrex sono semplici e ripetitive, ma l’avere un contenuto che ci riporta sui binari dell’esplorazione e del mistero pokémon ha un fascino davvero prezioso. Questo soprattutto alla luce del post game “criminale” di Spada e Scudo, mentre tutto il resto è invece dedicato ad altre leggende, che ci vedono inseguire il nuovo trio di uccelli leggendari in forma Galar e nuovissimi templi per i Regi. Peccato per una mancanza di esposizione per questi leggendari, rapidamente introdotti ma senza una reale narrazione.

Esplorazione e cattura!

In ogni caso questa enfasi sull’esplorazione e sulla cattura (stavolta più difficile) dei leggendari ha rievocato in me emozioni bellissime, dimostrando quanto Pokémon dia il meglio di sé quando abbraccia anche il passato. Del resto la caccia ai leggendari ha sempre accompagnato le nostre avventura da bambini quando, ad esempio, premevamo come dei forsennati quei tasti A e B senza una reale base logica. In Pokémon Spada e Scudo le Terre Innevate della Corona l’enfasi sulla cattura dei leggendari è tanta, sia liberi per la Landa Corona che nelle Avventure Dynamax.

Proprio questa è la grande novità di questo DLC, nonché uno degli aspetti più riusciti e divertenti di tutto Pokémon Spada e Scudo. Le Avventure Dynamax funzionano un po’ come le tane normali, permettendoci di affrontare da soli o in compagnia dei raid contro dei pokémon dynamaxati. Queste però hanno un twist, perché non potremo affrontarle utilizzano i nostri pokémon, ma quelli selezionati casualmente dal gioco.

Dovremo poi superare 3 scontri dynamax, cercando di arrivare alla fine per affrontare un pokémon leggendario casuale e catturarlo. La modalità è divertentissima, e la necessità di scegliere casualmente il proprio pokémon spinge molto sulla collaborazione con gli altri giocatori. Bisogna improvvisare strategie, calcolando per bene le debolezze e i vantaggi di tipo; un’idea così vincente che ci auguriamo possa ritornare anche nei titoli pokémon futuri.

Le Terre Innevate della Corona è un’ottima aggiunta per Pokémon Spada e Scudo. Chiaro, i problemi che affliggono il gioco fin dal day one sono palesi e purtroppo c’è ben poco da fare se non rassegnarsi. Del resto sono problemi strutturali, da un impianto tecnico obsoleto e da un’infrastruttura online non adeguata. Tutto ciò non è cambiato, ma accantonati questi aspetti, Terre Innevate della Corona è un buon DLC per salutare la regione di Galar in vista di un futuro (si spera) radioso per pokémon. L’avventura con Calyrex è affascinante e curiosa, mentre la ricchezza di leggendari e di opportunità esplorative donano al tutto un sapore nostalgico che Pokémon sembrava aver perso. Le Avventure Dynamax sono poi funzionali e divertenti, probabilmente la cosa migliore uscita da Game Freak negli ultimi anni.

Per festeggiare il 35esimo anniversario di Super Mario, l’idraulico baffuto più simpatico di sempre, Nintendo ha riportato sul mercato il famoso Game & Watch: Super Mario Bros. La società ha pensato di riportare in vita la forma dei gloriosi “game and watch” per una versione commemorativa di Super Mario e Super Mario Bros 2 del NES, un pezzo da collezioneunico e limitato.Super Mario ritorna in grande stile con il Game & Watch.

Super Mario ritorna in grande stile con il Game & Watch

Per il suo 35esimo compleanno, Super Mario ritorna in grande stile, offrendo al pubblico l’opportunità di fare un bel salto nel passato. Il primo Game and Watch ha fatto il suo grande debutto in Giappone nel 1980 e al tempo è stata la prima console portatile creata da Nintendo.

Adesso potete fare vostro un pezzo di storia grazie a questa versione speciale. La console, annunciata già a settembre, è caratterizzata da uno splendente color oro e include anche Super Mario Bros.Super Mario Bros.: The Lost LevelsBall (versione Mario) e un fantastico orologio digitale.

Preparatevi all’avventura. Superate voragini, calpestate i Goomba ed entrate nei tubi proprio come facevate da piccoli – o come facevano i vostri fratelli maggiori, al tempo. Questa volta però i comandi sono ancora più precisi grazie alla pulsantiera+ della console.

Potete giocare da soli o alternarvi con un amico, fratello, chiunque vogliate, per dare inizio ad un po’ di sana competizione. Se invece siete sei pro player e ormai sapete già tutto, Nintendo vi consiglia The Lost Levels: la competitività aumenta sempre di più. Riuscirete a vincere?

Se invece è la vostra prima volta con questo meraviglioso gioiello storico, Ball fa di certo al caso vostro.

Inoltre l’orologio digitale presente all’interno può riprodurre circa 35 animazioni diverse, che includono anche alcuni amici e nemici di Mario.

Una pioggia di ricordi per i “piccoli grandi giocatori”

Game&Watch Super Mario Bros

Se lo scopo di Nintendo era quello di far scendere una leggera lacrima sul volto di quei bambini che negli anni ’80 hanno assistito alla nascita dei videogame tascabili, allora ci è riuscita. Questo piccolo e scintillante gioiellino storico ha un valore immenso per quei bambini, un valore che va oltre il semplice “tornare a giocare”.

Il 35esimo compleanno di Super Mario non poteva passare inosservato e meritava di essere festeggiato in grande stile. Per questo motivo Nintendo ha ben pensato di prendere due piccioni con una fava: mettere una mano sulla spalla di quei famosi bambini, ricordando loro i bei tempi e omaggiare il famoso idraulico baffuto, il campione dei videogiochi a piattaforme a scorrimento orizzontale.

Di solito, con le ultime console in arrivo, i giocatori attendono pacchi enormi e pesanti. Ci basta pensare alla nuova Xbox Series X o anche solo alla PlayStation 5, probabilmente la console più grande degli ultimi anni. Questo di Nintendo però è piccolo, forse anche troppo, ma è in grado di riportare alla mente ricordi indimenticabili e di abbracciare, in senso metaforico, quei piccoli bambini che si divertivano con Super Mario Bros.

Alcuni utenti hanno già ricevuto la console, che era possibile preordinare già da settembre. Molti sono rimasti stupiti dal packaging, così semplice eppure così familiare. La piccola scatola in cui è riposto il Game & Watch è piccola, caratterizzata da un senso di nuovo e vecchio: il mix perfetto.

Una delle aggiunte più interessanti apportate da Nintendo è la possibilità di poter ricaricare la console. Game & Watch dispone infatti di batteria ricaricabile integrata che, una volta scarica, basterà ricaricare attraverso un  qualsiasi alimentatore USB. Il display inoltre è stato sostituito da uno schermo a cristalli liquidi colorato ed è dotato di retroilluminazione.

Questo cimelio di Nintendo, disponibile al prezzo di 59,99 euro, è un ritorno all’adolescenza per i quarantenni e cinquantenni di oggi. Un salto nei ricordi e nel passato da poter mettere in bella vista sulla propria credenza. Un oggetto comprato non tanto per giocare ma per rivivere ogni singolo giorno un ricordo intenso.

Per concludere, l’ultima creatura di casa Nintendo ha saputo rivelarsi allettante, divertente, stimolante e in grado di tenerti incollato per diverse ore davanti allo schermo. Un titolo che allo stesso tempo, però, si adatta al tuo modo di giocare, e anche coloro che hanno poco tempo a disposizione potranno godere appieno della gratificante esperienza di Animal Crossing: New Horizons. Piccoli appunti, tuttavia, vanno fatti: la batteria di Nintendo Switch, in modalità portatile, ne risente molto – con internet acceso non si riescono a fare 3 ore consecutive senza ricaricare -, senza contare che è macchinoso e poco pratico il sistema di aggiunta amici in game (limitazioni purtroppo tipiche e usuali di Nintendo). Inoltre, quando si è molti su un’isola, e soprattutto si è ospiti, possono capitare fenomeni di lag e leggeri cali di frame.

Trama

Wolfenstein Youngblood ci porta nel 1980, ben 20 anni dopo gli eventi dell’ultimo capitolo della serie. Ormai il buon vecchio B.J. Blazkowicz pare aver abbandonato il palcoscenico della guerriglia al nazismo, specialmente in seguito alla nascita delle sue due figlie gemelle: Jess e Soph. Il nostro “eroe ammazzanazisti” però, ha cresciuto le sue figlie insegnando loro tutto ciò che ha imparato nel corso della sua vita e, specialmente, nelle innumerevoli battaglie che ha affrontato.

Wolfenstein Youngblood

All’improvviso, Blazkowicz pare essere scomparso e l’unica pista trovata da Jess e Soph sembrerebbe condurre a Parigi e, per questo motivo, le due partono alla volta dell’Europa accompagnate dalla figlia di Grace Walker: Abby. In questo modo si uniranno a quel che resta della resistenza francese a Parigi e con loro si dedicheranno alla liberazione della città. Per farlo però sarà necessario sbaragliare tre torri (chiamate Brother) controllate da soldati nazisti estremamente pericolosi e pesantemente armati.

La trama principale di questo Wolfenstein Youngblood, più che mai risulta essere un mero contorno al ricco e divertente gameplay. In aggiunta alla campagna principale troviamo diverse missioni secondarie che più che essere caratterizzate da storie a sé stanti risultano interessanti per l’ottimo livello di realizzazione e design.

Wolfenstein Youngblood

Gameplay

In Wolfenstein Youngblood è particolarmente evidente l’intenzione del team di sviluppo di creare un gioco particolarmente incentrato sul comparto cooperativo multigiocatore; difatti la maggior parte delle modifiche applicate al classico gameplay di base puntano al creare un comparto online più ricco ed interessante. Comunque sia, vogliamo rassicurarvi sul fatto che lo scheletro del gioco rispetto ai precedenti capitoli non è stato intaccato e resta frenetico ed adrenalinico come da tradizione.

Le modifiche sono incentrate soprattutto sul sistema di “progressione” del nostro personaggio, partendo dalla scelta di chi vorremo usare tra le due sorelle Blazkowicz (senza sostanziali differenze tra le due se non l’arma iniziale) ed un’abilità per la supercorazza da sbloccare. Da questo momento in poi dovremo accumulare esperienza sconfiggendo nemici, aprendo casse e trovando oggetti collezionabili, così da salire di livello e sbloccare nuove abilità servendoci dei classici “punti abilità” ed albero dei potenziamenti suddiviso in tre rami.

Wolfenstein Youngblood

L’esperienza non sarà però l’unica cosa necessaria da accumulare in Wolfenstein Youngblood; infatti sparse per le diverse mappe di gioco, dietro nemici sconfitti o in apposite casse sarà possibile trovare delle monete d’argento. Queste saranno una valuta essenziale per potenziare le nostre armi modificandone canna, impugnatura, caricatore, mirino e castello scegliendo tra tre tipi di potenziamento disponibile, e ciascuno incentrato su una data caratteristica come danno o precisione.

Al livello d’esperienza dei nostri personaggi corrisponderanno livelli più o meno alti dei nemici, particolarmente elevati nei pressi delle torri Brother (ed è sostanzialmente per questo motivo che per affrontare queste missioni sarà necessario dedicarsi alle missioni secondarie per potenziare il proprio alter-ego), oppure in caso di allarme lanciato dai comandanti nazisti (i quali andrebbero per questo eliminati sempre per primi). Mai come in questo caso ci ritroveremo ad affrontare svariate classi di nemici e ben differenziate tra loro; basti pensare al semplice fatto che alcuni di questi saranno dotati di una corazza leggera o pesante, ed in base a questo saranno più o meno vulnerabili ad alcune armi.

Wolfenstein Youngblood

Altra cosa che salterà immediatamente all’occhio sarà la presenza di “vite condivise” tra i giocatori (o personaggi se deciderete di giocare in singolo con vostra sorella controllata dall’IA). Queste saranno custodite all’interno di apposite casse ed equipaggiate per un massimo di tre; verranno poi consumate per tornare in vita qualora finiate in ginocchio, in condizioni critiche e vostra sorella non dovesse riuscire a “rianimarvi”. Sempre rimanendo in tema di “interazione tra sorelle” avremo la possibilità di utilizzare dei “Segnali di Intesa”, ovvero semplici azioni di motivazione nei confronti del vostro compagno ed in grado di fornire ad entrambe bonus estremamente utili.

L’intero mondo di gioco è sostanzialmente costruito in stile open world, con una zona di partenza iniziale, e tre aree maggiori che corrispondono ai luoghi di costruzione di Brother 1, 2 e 3. In queste zone potremo dedicarci al completamento delle missioni secondarie oppure alla semplice esplorazione data la grande mole di segreti, collezionabili e luoghi nascosti da raggiungere.

Wolfenstein Youngblood

Longevità

Nonostante tutto, Wolfenstein Youngblood mantiene le caratteristiche di durata appena al di sopra di un classico sparatutto, con la possibilità di riuscire a completare il tutto in poco meno di 10 ore, questo però senza considerare la possibilità di dedicarsi all’esplorazione libera per riuscire a trovare tutti i collezionabili del gioco e, soprattutto, senza tenere in conto delle buone possibilità di rigiocabilitá in compagnia di un amico o di altri giocatori.

Wolfenstein Youngblood

Comparto Tecnico

Wolfenstein Youngblood non si discosta di molto dal comparto tecnico del suo predecessore; ciononostante mantiene comunque una grafica generale di assoluto rispetto se non per qualche piccola imperfezione di alcuni modelli. Di buona qualità anche il comparto sonoro grazie a traccie musicali adrenaliniche quanto il gameplay ed un doppiaggio anche in lingua italiana di buon livello.

Fortunatamente non abbiamo riscontrato gravi bug se non una gestione poco azzeccata del respawn dei nemici che spesso e volentieri non vi permetterà d’esplorare e di muovervi con troppa libertà nelle aree di gioco. Questo perché se in una determinata area vi sposterete anche di poco da un luogo ad un altro, i nemici sconfitti nel luogo di partenza riappariranno quasi istantaneamente. Se questo da un lato riesce a mantenere il gameplay sempre “vivo” dall’altra parte risulta essere anche troppo pressante.

Nintendo Italia ha comunicato pochi istanti fa l’arrivo di “Nintendo Switch Lite” a partire da Settembre 2019.

Nintendo ha comunicato ufficialmente sul suo canale YouTube l’arrivo di Nintendo Switch Lite a partire dal prossimo 20 Settembre 2019.

Il nome ufficiale è Nintendo Switch Lite e si tratta di una versione meno costosa della console ibrida. Viene venduta a 199 dollari. Si tratta di un modello unicamente portatile, quindi non propone il dock e non può essere in alcun modo connessa alla TV.

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Nintendo Switch Lite è molto più leggera: si tratta di una caratteristica fondamentale per una console portatile. Come potete vedere anche dal video qui sopra, i Joy-Con sono parte della struttura della console. Il layout dei controlli è praticamente identico: l’unica differenza è legata ai pulsanti direzionali che ora sono stati sostituiti da un vero d-pad. La telecamera IR presente nei Joy-con di destra, inoltre, è stata rimossa. Anche il rumble HD non è più presente. Per questi motivi alcuni giochi pensati per sfruttare tali feature necessiteranno di Joy-con classici per funzionare, ovviamente venduti separatamente.

Si potranno collegare fino a 8 console contemporaneamente per giocare in multyplayer in locale, mentre per l’oline basterà sottoscrivere un’iscrizione a Nintendo Switch Online (cosa che avviene tutt’ora anche su Switch).

Multiplayer-Nintendo

La console sarà disponibile in tre colori: grigio, giallo e turchese. Lo schermo passa da 6.2 pollici a 5.5 pollici.

Colori-switch-lite

Oltre ai tre colori già citati, dall’8 novembre sarà disponibile nell’edizione speciale Zacian & Zamazenta**, con eleganti pulsanti ciano e magenta e illustrazioni dei due nuovi Pokémon leggendari di Pokémon Spada e Pokémon Scudo. In questi nuovi titoli della serie Pokémon principale, i giocatori partiranno per una nuova avventura nella regione di Galar, dove potranno catturare, far lottare e scambiare Pokémon scoperti di recente e svelare il mistero dei Pokémon leggendari Zacian e Zamazenta. La console in edizione speciale Zacian & Zamazenta sarà disponibile fino a esaurimento scorte.

Switch-Lite-Pokemon

Ora, però, vediamo quali sono le caratteristiche di Nintendo Switch Lite. Eccole:

  • Dimensioni: 91.1mm x 208mm x 13.9mm
  • Peso: 275g
  • Touch Screen: capacitivo
  • Dimensioni schermo: 5.5 pollici LCD
  • Risoluzione: 1280 x 720
  • CPU/GPU: Processore Nvidia Tegra
  • Memoria di sistema: 32 GB (6.2 GB occupati dal sistema operativo)
  • Slot Scheda microSD: compatibile con microSD, microSDHC, microSDXC (quest’ultimo solo dopo un aggiornamento)
  • Altoparlanti: Stereo
  • Connettività Wireless LAN, Bluetooth 4.1, NFC
  • Porta USB: Type C per la ricarica della console
  • Sensori: Accelerometro e giroscopio
  • Batteria interna: Agli ioni di litio, durata di circa sei ore (variabile a seconda del software usato).
  • Ricarica: Circa tre ore

 

Starlink Battle For Atlas è un nuovo titolo sviluppato da Ubisoft e costruito sulla base di un’idea tanto interessante quanto originale.

Trama

In seguito al contatto con un alieno atterrato sulla terra, l’astrofisico Victor St. Grand ha dato inizio ad una spedizione segreta alla volta della galassia di Atlas, luogo di provenienza dell’alieno chiamato Judge. Una volta giunti sul posto, però, St. Grand verrà rapito poiché in possesso d’informazioni su come creare il Nova, una fonte di energia utilizzata dai membri dell’iniziativa Starlink come carburante. La storia dei membri dell’iniziativa si andrà immediatamente ad intrecciare con quella di altri personaggi come il gruppo Star Fox. 

Tutti questi personaggi potranno divenire protagonisti della nostra avventura, e starà a noi decidere quale, grazie al sistema alla base di questo titolo che descriveremo più approfonditamente parlando del gameplay. Così, grazie ad una narrazione di buon livello ed una storia che, pur non brillante per originalità e complessità riesce ad intrattenere sia grandi che piccini, la trama si andrà a dipanare lungo i numerosi pianeti presenti all’interno di questa galassia.

Gameplay

La peculiarità più grande che getta le fondamenta di Starlink Battle for Atlas è la “costruzione” della propria navicella utilizzando parti in plastica che potrete trovare all’interno della confezione del gioco o acquistare singolarmente. L’idea di trasporre dei giocattoli reali all’interno di un videogioco è già stata utilizzata in altri titoli come Skylanders, ma qui assume un aspetto più importante legato alla possibilità di scambiare qualsiasi elemento della nave in qualsiasi momento e ritrovarci il cambiamento contestualmente all’interno del gioco.

Difatti nel bundle base di Starlink potrete trovare un supporto per il controller della vostra console, una navicella (composta da un corpo centrale e due ali), un pilota e tre armi. Dopo aver montato il supporto sul controller dovrete collegarci il vostro pilota, per poi inserire la navicella ed infine le armi (una per lato visto che ciascuna ala sarà dotata di uno slot). Ciascuna di queste parti potrà essere modificata in qualsiasi momento per far fronte ad esigenze diverse, o in particolare nel caso della nave per ottenere una “vita in più” in caso di sconfitta.

Le ali delle varie navi potranno essere interscambiate in base alle nostre preferenze, poiché queste andranno a modificare determinati parametri (velocità, controllo, difesa, energia) che saranno ovviamente variabili per ciascun veivolo. Sarà altresì possibile montare altre ali nello slot per le armi, così da ottenere navicelle più performanti e complesse. Le varie armi presenti saranno caratterizzate da un elemento: ghiaccio, fuoco, vuoto, gravità e neutrali, oltre che una diversa modalità di fuoco come missili a ricerca, raffiche automatiche, raggi e così via. 

In Starlink i differenti nemici che ci si paleseranno d’innanzi sui diversi pianeti avranno vulnerabilità variabili a certi elementi e potranno essere combattuti con maggiore efficacia con determinati tipi di fuoco delle armi. Per questo motivo sarà essenziale modificare le nostre armi secondo occorrenza, così da risultare sempre efficaci al massimo. Alcuni di questi elementi potranno inoltre combinarsi tra loro così da incrementare il danno inflitto; ad esempio congelare un nemico ed in seguito colpirlo con un’arma di tipo fuoco darà shock termico, o creare “singolarità” con le armi da vuoto e colpire queste con armi incendiarie o di ghiaccio creerà vortici elementali.

I piloti, inoltre, avranno abilità uniche che si ricaricheranno con il tempo come la possibilità di rallentare il tempo, creare onde soniche, effettuare colpi precisi e così via, oltre che un albero delle abilità. Armi e navi, invece, presenteranno degli slot all’interno dei quali potremo inserire delle mod che troveremo all’interno di casse o sconfiggendo nemici; queste saranno essenziali per aggiungere alcune proprietà al nostro armamentario e migliorare ancor più le varie statistiche.

La nostra navicella potrà anche atterrare sulla superficie dei diversi pianeti; navigando sulla loro superficie, infatti, potremo dare inizio all’esplorazione ed a missioni primarie e secondarie. Ci troveremo frequentemente ad affrontare nemici di diverso tipo, ma i combattimenti in volo o a terra, per quanto semplici (avendo unicamente la possibilità di saltare, schivare, attivare lo scudo e fare fuoco) riescono a divertire e difficilmente ad annoiare, proprio grazie alla componente dello scambio continuo di armi ed altre parti.

Esplorando un pianeta avremo numerose cose da fare, come ad esempio ricercare gli esemplari di flora e fauna locale scansionando il DNA di questi ultimi, conquistare avamposti, scoprire punti di interesse e migliorare osservatori e miniere presenti. Questi ultimi due ci consentiranno di scoprire automaticamente vaste aree di un pianeta ed aumentare il nostro rifornimento costante di electrum (necessario per sbloccare potenziamenti della nostra “nave madre”: la Equinox).

Sarà anche possibile acquistare il gioco ed i vari pack di armi, personaggi e navi direttamente in digitale, questo risulterà in una maggiore funzionalità e comodità data dal maggior ingombro che la controparte fisica può dare sul controller, andando però un po’ a perdere la reale natura centrale del titolo; senza poi considerare il fatto che i più giovani certamente apprezzeranno molto di più la possibilità di utilizzare veri giocattoli all’interno di un videogioco.

Longevità

Starlink Battle for Atlas non presenta una longevità legata alla trama principale elevata; difatti è possibile completare la sola storia principale in circa 7 ore. Questo però senza poi contare la possibilità di intraprendere alcune trame secondarie come quella di Fox McCloud dedicata a Nintendo Switch. Il titolo però fa suo punto forte l’esplorazione e la ricchezza di contenuti, così da allungarne discretamente la giocabilità.

Comparto Tecnico

Dopo aver provato il titolo durante la GamesWeek, il nostro più grande dubbio era riguardo alla grafica. Adesso ci sentiamo di affermare senza alcun problema che Starlink presenta una grafica su console di ottimo livello, con texture di buon livello, oltre che numerosi elementi a schermo e dettagli apprezzabili. Tutto quanto riesce a dare grande risalto alle ambientazioni dei diversi pianeti esplorabili, tutte uniche e ben diversificate, così come del resto lo sono piante ed animali.

Di buon livello anche il comparto sonoro, parlando in particolare delle musiche e degli effetti. I doppiaggi in italiano riescono nell’intento di dare maggiore personalità e carattere ai differenti personaggi presenti. Da appuntare, inoltre l’ottimo livello di manifattura dei giocattoli disponibili. Infine dal punto di vista dei bug non abbiamo praticamente nulla di particolare da evidenziare non avendo riscontrato nessun problema durante la nostra partita.

Una città maledetta, un solitario cacciatore di demoni e gangnam style (Per non parlar dei Motorhead!). A poco tempo dell’annuncio di Diablo III per piattaforma Nintendo Switch, fa capolino sullo store un titolo che sa guadagnarsi il giusto spazio nel vastissimo mondo degli action-rpg: Victor Vran.

Trama e Gameplay

La trama dell’intero titolo ruota attorno a Victor Vran, un solitario cacciatore di demoni giunto alle porta della città di Zagoravia per ritrovare un amico scomparso. La città è però caduta in mano alle forze demoniache e la (poca) popolazione rimanente  tenta disperatamente di resistere alla follia e al male che serpeggiano nella città (qualcuno ha detto Bloodborne?). Una volta entrato nella ormai decaduta cittadina, il nostro cacciatore dovrà affrontare orde di ragni, di scheletri e di ogni altro tipo di diavoleria tirata fuori dal più sordido bestiario degli rpg.

La trama non eccelle sicuramente per originalità assoluta, tuttavia la narrazione scorre fluidamente e riesce a convincere anche con dialoghi ben strutturati e recitati. Le cutscene sono affidate, poi, a dei semplici artowrk; decisamente godibili anche se nulla di eccezionale.

E qui si sgancia la bomba: sapete chi è il doppiatore scelto per il nostro cacciatore? Doug Cockle, noto al mondo vidoeludico per essere stata la voce dello strigo Geralt di Rivia; uno dei Personaggi più amati di sempre.

L’area base del gioco è il castello di Zagore, dimora della enigmatica regina katarina e ultimo baluardo della resistenza alle forze demoniache. Qui il protagonista potrà dedicarsi al miglioramento dell’equipaggiamento, acquistare pozioni e interfacciarsi con i personaggi principali della storia. Una volta raggiunto il livello 16 sarà poi possibile sbloccare un sistema di crafting in grado di riservare belle sorprese.

Il vero pericolo tuttavia, si trova nascosto nelle strade della città, fra cimiteri e vicoli vedremo svolgersi la vera azione. Il sistema di combattimento è quello classico del genere: avremo a disposizione svariate tipologie di armi sia da mischia che da distanza, ciascuna tipologia (spade, martelli, falci, shotgun, fucili fulminatori etc. etc.) avrà un attacco base e degli attachi speciali attivabili con i tasti X e B. Interessante nota fuori dagli schemi è l’introduzione di due meccaniche piuttosto inusuali per il genere, la rotolata e il salto, che forniscono al titolo maggiore fluidità.Ciascun mostro avrà il suo pattern di attacco; pertanto starà a noi valutare l’esatta strategia di combattimento, caso per caso.

Oltre alle normali armi avremo a disposizione anche i Poteri Demoniaci, in grado di causare danni ed effetti devastanti ai nemici. I poteri saranno però utilizzabili solo una volta che la barra della Rabbia sarà piena. E come riempirla? Semplice, spaccate il cranio a quei maledetti zombie! Man mano che stermineremo frotte di mostri vedremo aumentare il livello del nostro eroe; tuttavia manca all’appello un sistema di progressione del personaggio vero e proprio. Questa peculiarità viene infatti affidata alle armi e alle “Carte del Destino” la cui funzione è donare abilità passive a Victor, sarà pero possibile equipaggiarne solo un numero limitato.

Per ogni Dungeon che affronteremo potremo portare a termine delle sfide: ad esempio ci verrà chiesto di eliminare tot nemici in un preciso lasso di tempo piuttosto che eliminare tutti i Campioni (mob molto più resistenti) presenti nel Dungeon. Il completamento di queste sfide ci donerà immedaiti bonus come forzieri, oro o esperienza.

Tecnicamente parlando Victor Vran riesce a convincere, le ambientazioni sono cariche di dettagli e gli effetti particellari sono ben realizzati, non sono esenti difetti come compenetrazioni e strani sfarfallii della camera.

Gli sviluppatori hanno anche deciso di inserire una buona dose di citazioni e easter eggs a volte davvero spassose, fra frecce nel ginocchio e zombie che ballano Gangnam Style ce ne saranno davvero per tutti i gusti.

Ah! nella Overkill edition è presente il dlc “Through the ages” ambientato in un nuovo mondo di gioco completamente ispirato ai Motorhead di Lemmy Kilminster!! C’è da aggiungere altro? Mettete su Ace of Spades e buttatevi nella mischia!!

L’acclamato Victor Vran: Overkill Edition è disponibile da oggi per Nintendo Switch!

Wired Productions, uno studio di pubblicazione indipendente, in accordo con gli sviluppatori di Haemimont Games, sono lieti di annunciare Victor Vran: Overkill Edition, disponibile da oggi per Switch. Questa edizione definitiva del vincitore di diversi premi come action RPG a telecamera isometrica è disponibile in copia fisica o digitale, al prezzo suggerito di €39.99 ed è stato classificato come PEGI 16. Gli avidi fan di Victor Vran potranno anche acquistare la Motörhead Collector’s Edition da adesso attraverso il sito di Wired (shop.wiredproductions.com), contenente diversi gadget dedicati ai Motörhead, e contenuta in uno stupendo tin di acciaio.

Victor Vran è un titolo che vi porterà al salvataggio della città maledetta di Zagoravia. Qui potrete cacciare in coop locale fino a due giocatori o fino a quattro giocatori in coop online così da sfruttare al meglio le potenzialità della console Nintendo, e garantire agli utenti l’esperienza da “ammazzademoni” definitiva! I giocatori potranno così creare la loro personale versione di Victor utilizzando un vasto arsenale di armi, abiti e poteri demoniaci ed affrontare orde di demoni e boss mostruosi da soli, comodamente seduti sul divano con un compagno, oppure online con altri tre giocatori  per emergere vittoriosi.

In Victor Vran: Overkill Edition i giocatori e fan potranno provare l’intera azione della campagna, corredata da due espansioni spettacolari dell’universo di Victor Vran: l’etereo Fractured Worlds (un nuovo capitolo della storia ricco di sfida), e Motörhead: Through the Ages (un tour selvaggio attraverso miti, musica ed una sfida alla band più “forte” del mondo).

Milestone si è finalmente decisa a rivelare tutti i dettagli di una delle feature più attese di Monster Energy Supercross – The Official Videogame: il track editor. Progettato per dare la possibilità a tutti i fan di vivere l’esperienza del Supercross come mai prima d’ora, il track editor permetterà di creare la propria pista, customizzarla e condividerla online, aprendo le porte a infinite possibilità di gioco.

Il track editor è decisamente facile da utilizzare, per realizzare il proprio tracciato servono poche semplici mosse:

SCEGLIERE LO STADIO:

La scelta dello stadio è il primo passo verso la creazione della pista: si potrà scegliere tra stadi di football o baseball, di diverse dimensioni, sia coperti che all’aperto. Una volta scelto lo stadio, si potrà procedure alla realizzazione della track vera e propria.

DIVENTARE IL TRACK DESIGNER:  

Il track editor è basato su un sistema modulare, grazie al quale i giocatori potranno scegliere tra più di 80 moduli che combinati insieme andranno a generare il circuito. Prima di tutto, bisognerà posizionare la starting grid, scegliendo tra i vari tipi disponibili. Dopo di che, il videogiocatore potrà sbizzarrirsi con i molti moduli disponibili: curve con diverse angolazioni, salti di molte tipologie come i whoopsalti singoli o tripli e rettilinei, fino ad arrivare alla finish line in chiusura.

Passo dopo passo, la pista prenderà vita e una volta conclusa potrà essere caricata online e resa disponibile per altri utenti. Il track editor permetterà di generare centinaia di track diverse per correre da soli o online, così come scaricare le piste di altri utenti dalla community.

INTERAGIRE CON GLI ALTRI GIOCATORI:

La forza del track editor sta anche nel fatto che questa feature permette ai fan di interagire sia con gli elementi del gioco che con gli altri utenti. Una volta caricati sul server, l’utente potrà infatti mettere “mi piace” ai circuiti di altri giocatori, aumentando il prestigio del track designer. Il prestigio rappresenta un valore aggiunto al gioco, dal momento che consente di procedere nei campionati e sbloccare articoli esclusivi come livree di bronzo, argento o oro, sponsor, butt patches, icone profilo e molto altro. Il track editor funziona con le modalitàSingle EventTime Attack Custom Championship e con gli online modes.

Purtroppo il track editor non sarà disponibile su Nintendo Switch.

Monster Energy Supercross – The Official Videogame sarà disponibile a partire dal 13 Febbraio, 2018 su PlayStation®4Xbox OneWindows PC®/STEAM, e Nintendo Switch™.

Per chi volesse provare un’anteprima del track editor, è disponibile sulla pagina Facebook del gioco un mini game della feature. #MySupercrossTrack App offrirà, infatti, una versione limitata del track editor, aspettando Febbraio per la versione completa.

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Finalmente dopo un anno di magra (un solo gioco presentato all’E3 e poche notizie non confermate sulla nuova console) Nintendo ha deciso di presentare il suo futuro cavallo di battaglia: Nintendo Switch.

Come evince dal filmato di presentazione la console Nintendo switch ha molte caratteristiche innovative che la rendono davvero appetibile per chiunque cerchi qualcosa di diverso dalla solita corsa alla grafica migliore.

nintendoswitch_hardware-0-0Si tratta di una console ibrida portatile-fissa, dotata di una docking station connessa alla tv, che è possibile staccare per poter continuare la partita sul tablet portatile di 7-10 pollici di diagonale. E’ dotata inoltre di due versatili controller incastrabili ai lati della console o utilizzabili a distanza. Tali gamepad hanno entrambi stick analogico, 4 pulsanti frontali ed almeno uno laterale ed è addirittura possibile utilizzarli separatamente per giocare in due persone contemporaneamente, di fronte alla tv o al tablet che può essere appoggiato in posizione eretta su una superficie orizzontale.

Altro punto di forza sarà la possibilità di connettere on the go più Switch partecipando a sessioni multiplayer locali.

I giochi saranno su cartucce flash ma non è da escludere la possibilità di scaricarli su un’eventuale memoria interna.

Nel trailer ci viene mostrata la console in azione sul nuovo Zelda, Mario Kart, Skyrim, Splatoon, NBA2k17. Purtroppo, per quanto riguarda la fluidità del gameplay, sembra (opinione personale) che vi siano alcuni rallentamenti del framerate in Zelda durante la scena di uso portatile paragonata a quella di fronte alla tv, Skyrim invece risulta molto fluido ma, in ragione dei pochi fotogrammi mostratici, non siamo del tutto sicuri che si tratti di gameplay effettivo piuttosto che di un semplice filmato.

Per quanto riguarda le specifiche hardware Nvidia ha confermato che Switch montenintendoswitch_hardware2-0rà una versione personalizzata del processore “tegra” e questo lascia forti dubbi sulle effettive capacità grafiche della console che dovrà reggere il confronto con le ben più potenti console fisse già sul mercato. In ogni caso Nvidia ha lavorato con Nintendo per semplificare il lavoro agli sviluppatori e realizzare un set completo di librerie e tool ottimizzati esclusivamente per la console.

Come tutti gli appassionati di videogiochi abbiamo atteso per anni l’arrivo di una nuova console portatile dotata di titoli degni di esser chiamati videogioco, attese però frustrate negli ultimi tempi dal boom dei giochi casual per smartphone che ha sostanzialmente distrutto il mercato delle console portatili, la stessa “PSvita” è stata un flop per via del poco interesse da parte degli sviluppatori che si sono trovati di fronte ad un mercato ormai di nicchia per il quale era necessario spendere troppe risorse nell’adattare titoli già esistenti o svilupparne di nuovi in grado di sfruttare le caratteristiche uniche di tale console.

Tra le critiche, già sulla bocca di molti dopo l’annuncio, vi è appunto la scetticità di fronte ad un prodotto depotenziato già al momento del lancio, una console portatile necessita infatti di notevoli compromessi che le permettano di essere utilizzata a lungo con una batteria non troppo pesante (e che si spera non esploda ndr). I controller stessi avranno bisogno di una batteria loro dedicata per poter essere utilizzati a distanza, aumentandone così il peso; perfino le dimensioni considerevoli dello schermo finiranno per aumentare il consumo ed il peso di questa console e ci si chiede quanto sarà comodo tenerla in mano per più di una decina di minuti dal momento che i giochi saranno gli stessi sia in modalità portatile che fissa e si tratterà probabilmente di titoli non studiati esclusivamente per l’uso “portatile” e, quindi, per delle sessioni di gioco non necessariamente brevi. Basti pensare a Skyrim, gioco mostrato più volte nel trailer, che è notoriamente immenso e nx_partnerstutt’altro che breve! Questo in realtà potrebbe essere un punto forte di “Switch” perchè, anche grazie alla sua versatilità (e al nome della casa produttrice), Nintendo è riuscita ad accaparrarsi una lista incredibile di sviluppatori e publisher disposti a realizzare giochi per il nuovo gioiello, tra i quali colossi come Activision, EA, Ubisoft, Square Enix, Bandai Namco, Capcom, SEGA, Bethesda, Konami e From Software.

Oltre alle critiche sui possibili limiti hardware vi sono anche quelle sul prezzo e sul target. Ci si chiede infatti chi sarebbe disposto a comprare una console tecnicamente inferiore allo stesso (ipotetico) prezzo di una di ultima generazione o quanti sarebbero disposti a comprare due console o perfino tre. Queste domande però sono ormai ricorrenti di fronte alle coraggiose scelte commerciali di Nintendo che negli anni ha dimostrato di avere sì qualcosa in meno, ma allo stesso tempo anche qualcosa in più della concorrenza. La sentenza finale spetta, come sempre, a noi fan e consumatori in grado con i nostri acquisti di decretare il successo o il fallimento di questo coraggioso prodotto.

Nintendo switch sarà disponibile a marzo 2017 e nel frattempo attendiamo con trepidazione nuove informazioni e dimostrazioni di gameplay. Vi consigliamo perciò di controllare spesso nostre pagine per rimanere sempre aggiornati.