E’ tornato Call Of Duty: l’iconico brand appartenente ad una serie che da sempre è riuscita a conquistare giocatori di ogni fascia di età ma che ultimamente è stata ampiamente criticata per l’eccessivo utilizzo di tecnologia futuristica verso sparatutto adesso ritorna alle origini!

Trama

Cominciamo subito con il dire che questo Call Of Duty WWII non racconta la solita storia dell’eroe che da solo riesce a sconfiggere l’intera armata nazista fino alla presa di Berlino. Il nostro protagonista principale sarà il soldato Daniels e l’intera trama verterà sulla sua personalità, il suo passato e la sua vita. Non avremo a che fare con la solita “macchina per uccidere”, ma con un vero soldato, un essere umano vittima delle sorti della guerra. Il tutto contestualizzando la guerra per quello che davvero è: un luogo in cui ogni persona deve confrontarsi con le proprie paure e dalla quale solamente in pochi riescono a venire fuori.

Ci troveremo così a prendere parte a diversi eventi storici: primo tra tutti il D-day coadiuvando l’offensiva americana contro l’esercito tedesco nella seconda guerra mondiale. Il tutto accompagnato da una narrazione di buon livello ed una trama abbastanza semplice e lineare, ma non per questo troppo scontata e che riuscirà a trasmetterci per davvero le sensazioni e gli orrori vissute realmente da quei soldati.

Gameplay

Il gameplay in Call Of Duty WWII è quello classico: uno sparatutto in prima persona frenetico ed in grado di mantenere sempre viva l’attenzione. Una piccola variazione sul tema è che nella campagna principale la nostra salute non si recupererà con il tempo, infatti nell’angolo in basso a sinistra dello schermo avremo una barra della salute che potrà essere riempita solamente utilizzando dei kit medici sparsi nelle varie mappe oppure ottenibili da uno dei nostri compagni previo riempimento (uccidendo nemici e compiendo gesta eroiche come salvare soldati alleati) di un’apposita barra. Oltre a kit medici ci saranno anche altri compagni con abilità diverse; potranno infatti fornirci munizioni, granate o persino individuare i nemici presenti nell’area evidenziandoli con un aura bianca.

Nel corso della campagna principale ci troveremo ad affrontare missioni di diverso genere: andremo dal guidare un carro armato a pilotare un aereo da combattimento, ci saranno sezioni stealth ed altre di infiltrazione, così come frenetici inseguimenti su veicoli o sezioni più “particolari”. Nel complesso dunque una buona varietà accompagnata sempre dalla frenesia e velocità a cui ci ha sempre abituati il brand e che riesce sempre nell’intento di divertire l’utenza!

Longevità

Il gioco purtroppo ha una durata molto simile a quella dei vecchi capitoli della serie e si aggira sulle 7 ore circa. Ciò risulta essere da un lato un peccato per l’andamento che la serie aveva guadagnato sotto questo aspetto negli ultimi capitoli (con una durata della storia superiore alle 12 ore), dall’altra però risulta essere sufficiente per soddisfarci così da poter passare al “grosso” di questo e degli altri capitoli, ovvero la modalità zombie e soprattutto quella multiplayer.

Comparto tecnico

La grafica è sicuramente un buon punto a favore di questo Call Of Duty WWII, seppure con qualche piccolo “ma”. Le animazioni facciali di tutti i personaggi, le armi, i modelli e le texture sono tutti di grande qualità; invece quelle del terreno sono poco definite se viste da vicino, così come anche le esplosioni non risultano essere di qualità eccezionale. Il doppiaggio invece è di grande qualità così come anche il sonoro in generale. Infine bug e glitch pressoché assenti, o comunque nulla di importante da segnalare, tranne per quanto riguarda il matchmaking per il multigiocatore che attualmente risulta essere abbastanza fallace e lento.

Multiplayer

Il multiplayer nei Call Of Duty ha sempre avuto una grandissima importanza e quest’anno si aggiorna con alcune interessanti nuove modalità. Innanzitutto dovremo scegliere una divisione tra cinque disponibili e ciascuna con abilità ed accessori unici: come ad esempio un silenziatore per le mitragliette, la baionetta per il fucile d’assalto, movimento silenzioso e tanto altro (per la precisione ci sono 4 livelli per ciascuna divisione e ciascuno darà accesso ad un nuovo bonus). Ovviamente potrete scegliere di specializzarvi in una determinata divisione oppure progredire in più contemporaneamente cambiando il vostro soldato (personalizzabile attraverso un apposito menu). Inoltre ci troveremo nella sezione social del gioco dove potremo visualizzare altri giocatori se presenti in squadra con noi e dove sarà possibile ottenere ordini (missioni giornaliere e settimanali), avviare una modalità 1 vs 1, richiedere lanci di rifornimenti per sbloccare mimetiche ed altro ancora.

Il nostro soldato potrà salire di livello ed ogni livello ci ricompenserà con un punto di sblocco utilizzabile per sbloccare nuove serie di punti, nuove armi (per un totale di venticinque armamenti suddivisi tra fucili d’assalto, mitragliette, mitragliatrici leggere, fucili di precisione e fucili a canna liscia). Ogni arma potrà poi essere equipaggiata con diversi accessori sbloccabili salendo di livello con l’arma tramite il suo utilizzo.

Di fianco alle modalità più classiche come deathmatch a squadre, cattura la bandiera, dominio, cerca e distruggi, uccisione confermata e tutti contro tutti troveremo due nuove modalità: guerra (in cui due squadre si fronteggiano in una serie di attacchi e difese a determinati obiettivi, molto simile alla modalità più famosa di battlefied), e football (le due squadre disputeranno una vera e propria partita a football prendendo una palla che può essere passata a compagni ed avversari e per segnare sarà necessario fare meta portando fisicamente la palla in un determinato punto oppure lanciandola dalla distanza). Inoltre dal 1º dicembre avrà inizio la prima stagione per le partite classificate. Le varie partite potranno essere disputate in nove mappe in totale (alle quali vanno aggiunte le tre mappe della modalità guerra) ciascuna con buona variabilità ma con un grosso problema dovuto allo spawn che spesso vi farà apparire dietro e difronte agli avversari.

Zombi

Come ogni anno troveremo la consueta modalità zombi di Call Of Duty. Avremo a disposizione quattro personaggi tra cui scegliere e per ciascuno potremo equipaggiare un’abilità speciale (tra quattro disponibili come invisibilità, sparare senza consumare munizioni) ed in aggiunta tre mod extra tra numerose presenti: come ad esempio tre punti di scudo, capienza massima e tanto altro. Inoltre potremo personalizzare le armi presenti prima di iniziare una partita oppure cambiare la granata da portare con noi. Questa volta il denaro farà spazio alle cosiddette “scosse” utilizzabili per acquistare armi, munizioni, aprire cancelli, casse di armi, e i perk che non saranno più in formato di bibita ma come un macchinario che tramite la corrente infonderà in noi il perk.

Saranno presenti due mappe giocabili: l’ultimo Reich (mappa principale) e Gröesten Haus (una piccola mappa situata in una abitazione che ricorda molto la vecchia Nacht der Untoten). Se la seconda è ridotta all’essenziale con una cassa delle armi ed un distributore randomico di perk, la prima è estremamente vasta, stupenda dal punto di vista estetico e della caratterizzazione ed infine in grado di garantire divertimento in più con il consueto “easter egg” con tanto di boss finale da abbattere (e pack-a-punch sbloccabile in modo abbastanza intricato). Inoltre soprattutto nella mappa principale faranno la comparsa diversi zombie (tutti anche i più semplici davvero ben fatti e ricchissimi di particolari) unici come delle creature putrefatte e piene di mosche (che faranno da round speciali), grossi zombie con mazza ferrata al posto del braccio in grado di mandarvi in fin di vita con un sol colpo, altri che trasporteranno delle bombe ed altri ancora dotati di lanciafiamme!

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BENVENUTI NEGLI STATI NAZISTI D’AMERICA CON WOLFENSTEIN II!
“Mi venga un colpo se crescerò i miei figli in un mondo dominato da bastardi nazisti.”
William “B.J.” Blazkowicz

Totalmente ucronico!
“Ucronia”: etimologicamente, questa parola significa “non tempo” (particella negativa “u”, seguita da “chronos”, tempo).
L’ucronia rappresenta un genere narrativo basato sulla riscrittura della storia partendo da un evento che nella realtà ha avuto esiti diversi. Questo è quanto accade anche in Wolfenstein II: The New Colossus, ambientato in una realtà alternativa in cui il nazismo regna supremo sul mondo. Benvenuti in Amerika…

“E se…?”
Il mondo della fantascienza ha sempre frequentato l’ucronia. Nei videogiochi costituisce un ottimo espediente per presentare i periodi storici del passato sotto una nuova luce, suscitando l’interesse del giocatore. Ma anche nella letteratura e nel cinema l’ucronia non è affatto una novità.
Ecco una serie di esempi, riguardanti il solo caso della Seconda Guerra Mondiale:

La svastica sul sole
Scritto nel 1962, questo romanzo di Philip K. Dick è ambientato in un mondo in cui le potenze dell’Asse sono emerse trionfanti dalla Seconda Guerra Mondiale. La storia si svolge nella parte degli ex Stati Uniti adesso sotto il controllo giapponese. Lì circola la voce che un misterioso autore abbia scritto un libro in cui sono stati gli Alleati a vincere la guerra!

Eric Henriet: “Un’opera fondamentale per gli amanti dell’ucronia che abbiano già familiarità col genere e una buona conoscenza della storia.”

Fatherland
Film del 1994, basato sull’omonimo romanzo di Robert Harris. Il Reich tedesco ha trionfato sugli Alleati in Europa, ma gli Stati Uniti hanno sconfitto il Giappone. L’azione si svolge in piena guerra fredda tra il Reich e gli Stati Uniti.

Eric Henriet: “Il romanzo perfetto per chiunque sia nuovo del genere. Tanto il libro quanto il film possono essere seguiti senza avere conoscenze particolarmente approfondite del periodo storico. È anzi possibile apprendere molto da essi.”

Bastardi senza gloria
Distribuito nel 2009, questo film di guerra del regista Quentin Tarantino narra la storia della vendetta di una giovane ebrea la cui famiglia era stata uccisa dai nazisti e del piano di un gruppo di soldati americani di origine ebraica giunti in Europa per uccidere quanti più nazisti possibile.

Eric Henriet: “In questo film Tarantino non tiene i fatti storici in grande considerazione e usa anche parecchie scorciatoie. È un’opera basata più sull’atmosfera e sulla visceralità delle emozioni che sul concetto di ucronia vero e proprio.”

La trasformazione dei libri di storia, nei videogiochi e nei film
E se la storia avesse avuto esiti differenti? E se nel 1943 la battaglia di Stalingrado fosse stata vinta dalle forze di Hitler, o se lo sbarco in Normandia fosse fallito? Tutte le opere ucroniche partono da questa domanda: “E se…?”, ma poche affrontano conseguenze inquietanti quanto quelle di un diverso esito della Seconda Guerra Mondiale.

Sentiamo cosa ha da dire al riguardo Eric Henriet, specialista e autore di opere ucroniche.

È vero che le storie alternative basate sulla Seconda Guerra Mondiale intrigano le persone più di quelle basate su altri eventi storici?
Si tratta sicuramente di un periodo molto “affascinante”, tanto per gli scrittori di fantascienza quanto per gli storici. Secondo me ciò è principalmente dovuto al fatto che si tratta dell’evento bellico mondiale più vicino alla nostra generazione. Visto da un’ottica ucronica, la Seconda Guerra Mondiale è stata un conflitto basato sul movimento e sulla velocità, in cui molte cose sarebbero potute andare diversamente. L’esito della guerra dipendeva da tanti piccoli dettagli, che avrebbero potuto facilmente prendere una piega diversa. Viviamo in un’epoca particolare, in cui la morte e le ideologie come il nazismo rischiano di essere sminuite dalle giovani generazioni; per questo riscrivere la storia e il ruolo di coloro che sono usciti sconfitti dal conflitto risulta sempre affascinante, nei videogiochi come nel cinema e nella letteratura.

Come si creano ucronie di qualità?
Bisogna anzitutto comprendere che l’ucronia non rappresenta mai una forma di negazione. Per uno storico, l’ucronia deve perciò essere credibile. Storicamente parlando, dev’essere fondata. In generale, per creare una storia alternativa gli storici modificano soltanto uno dei parametri storici, indagando le conseguenze dell’impatto che quella modifica potrebbe avere nelle settimane o nei mesi successivi (raramente si spingono oltre). Naturalmente, nulla impedisce a un autore di introdurre un elemento romantico nella propria opera, andando al di là della natura prettamente storica dello scenario creato per conferire alla sua realtà alternativa una qualità narrativa.

Cosa offre allo spettatore la realtà alternativa?
Quando si tratta di fiction e non di un semplice saggio storico, al lettore, al giocatore o allo spettatore l’ucronia offre principalmente la possibilità di evadere dal mondo in cui vive. La storia alternativa dà anche molto materiale su cui riflettere a tutti coloro cui piace analizzare gli effetti della storia sui popoli e sulle persone. Se l’esito della Seconda Guerra Mondiale fosse stato differente, cosa avrebbe significato questo per me, i miei genitori, i miei nonni? L’ucronia può assumere anche una valenza molto personale. Infine, il modo in cui s’interpreta una storia ucronica dipende molto dall’individuo, dalla sua sensibilità e dalla sua conoscenza degli eventi storici.

Vi ricordiamo che Wolfenstein II: The New Colossus uscirà per tutte le piattaforme venerdì 27 ottobre!