La serie di Fallout è da sempre stata tra le più importanti di casa Bethesda; con l’annuncio del nuovo Fallout 76 avevamo grandi aspettative, e dopo numerose ore di gioco ecco cosa ne pensiamo.

Sin dal suo annuncio Fallout 76 ha suscitato opinioni contrastanti nella fanbase della serie dividendo gli amanti della nuova componente multigiocatore dai più “conservatori” amanti del single player. L’idea di un Fallout completamente multigiocatore era stata persino già proposta da molti fan che Bethesda ha deciso di ascoltare. 

Iniziamo subito con il dire però che purtroppo questa idea non è stata sfruttata a dovere, principalmente a causa dei difetti che fanno parte del gioco. Non si tratta però di un gioco con soli lati negativi, poiché presenta numerosi punti a favore che gli amanti della serie certamente apprezzeranno non poco. Per questo motivo riteniamo più opportuno trattare di Fallout 76 parlando singolarmente dei pregi e dei difetti che questo titolo porta con se.

I pregi

Fallout 76 è un gioco che ci metterà nei panni di un sopravvissuto del vault numero 76, situato nel West Virginia, durante il cosiddetto “Reclamation Day”. Sin dalla nostra fuoriuscita dal vault avremo modo di prendere parte a numerose missioni principali e secondarie, oltre che alcuni eventi temporanei. Molte di queste sono state estremamente ben caratterizzate (nonostante la totale assenza di NPC a cui affezionarsi, difatti gli unici esseri umani saremo noi e gli altri giocatori) e diversificate, così da fornire a tutti i giocatori una base di partenza molto interessante ed in grado di garantire numerose ore di gioco.

Questa grande mole di avventure, trame e sottotrame è corredata da una fantastica ambientazione, ricca di vita (a noi letale o meno) e molto variegata. Infatti avremo modo di spaziare tra territori colmi di fiorente vegetazione, sulfurei terreni di geyser e persino catene montuose con tanto di lava. Ciascuno di questi “biomi” sarà caratterizzato da diverse tipologie di nemici unici, molti dei quali mai visti prima d’ora come gli ardenti, le bestie ardenti, nuovi tipi di robot e così via. Senza poi considerare la presenza di numerosi easter egg e di moltissimi segreti che in molti apprezzeranno.

Fallout 76, come mai prima d’ora, diventa un RPG fortemente incentrato sulla componente survival principalmente a causa dell’aggiunta di una barra della fame e di una della sete. Inoltre abbiamo una grande quantità di malattie che il nostro protagonista potrà sviluppare (ciascuna delle quali conferirà dei malus passivi) e che dovremo necessariamente cercare di curare con medicine o, in alternativa, attendere fino a guarigione. Come se ciò non bastasse potremo persino arrivare a sviluppare delle vere e proprie mutazioni che, però, non saranno necessariamente negative.

La componente RPG del gioco è stata sfruttata in maniera diversa (è molto più originale) rispetto al solito. Difatti ad ogni livello ottenuto potremo aumentare di un punto uno dei parametri S.P.E.C.I.A.L. (forza, percezione, resistenza, carisma, intelligenza, agilità e fortuna), ed al contempo scegliere una “carta” per la categoria che sceglieremo di migliorare; ciascuna di queste richiederà un certo numero di punti liberi per quella categoria. Queste carte presentano i bonus più disparati, da abilità nello scasso a danni inflitti, fino ad arrivare ad alcuni più “particolari” come la possibilità di cibarsi dei nostri nemici per riempire la barra della fame. Inoltre, raggiungendo determinati traguardi di livello, riceveremo dei pack di carte, ciascuno contenente tre carte normali ed una rara.

Infine, come in Fallout 4, avremo la possibilità di costruire edifici, sistemi di difesa da nemici ed altri giocatori, ed altre strutture utili al crafting di armi, armature, una cucina per il cibo e così via grazie al nostro pratico C.A.M.P.. Molti di questi elementi di costruzione prima di essere creati sarà necessario trovarne il relativo progetto di costruzione. Nel “crafting” bisogna includere la possibilità di riparare armi e armature e persino di modificarle. Per riuscire a sfruttare tutti questi elementi sarà però prima necessario raccogliere le risorse per la costruzione direttamente (come il legname da alberi abbattuti) o indirettamente raccogliendo oggetti da smantellare.

I difetti 

Partiamo innanzitutto dal parlare di un problema che purtroppo va ad intaccare il fulcro centrale di questo nuovo titolo, ovvero il multigiocatore. Ovviamente potremo giocare con un massimo di altri quattro amici per affrontare nemici, avversità e missioni. Purtroppo però non sarà possibile un avanzamento di missione contemporaneo; difatti, attualmente, entrando a far parte del team di un altro giocatore ed affrontando una missione riceveremo unicamente l’esperienza dall’uccisione di nemici, mentre non riceveremo ricompense di fine missione, nè tantomeno il gioco conterà per noi la missione come completata.

Abbiamo avuto modo di parlare della ricchezza di storie e di contenuti, ma fondamentalmente, però, tutte queste trame sono parte della ricchissima lore di questi nuovi territori, e quindi saranno apprese essenzialmente attraverso la lettura di note, ricerca nei computer ancora intatti o l’ascolto degli olonastri. Non avremo dunque la possibilità di esplorare le storie di altri personaggi, come invece Bethesda ci ha da sempre abituato. Purtroppo siamo consapevoli che questo, più che essere un fattore totalmente negativo, potrebbe risultare fastidioso per alcuni giocatori.

Come di consueto avremo la possibilità di effettuare un viaggio rapido tra i punti di interesse già scoperti. Però, purtroppo, in questa circostanza per effettuare un viaggio rapido sarà necessario pagare in tappi una cifra più o meno alta in relazione alla distanza (tranne verso il nostro C.A.M.P. poiché sarà gratuito). Questo, correlato alla grande mole di missioni presenti e spesso distanziate non poco tra loro, costringerà a lunghissime camminate che, se magari durante i nostri primi viaggi potrebbe consentirci di esplorare nuovi punti di interesse, a lungo andare potrebbe arrivare a rendere noioso lo spostamento.

Il difetto più grande di Fallout 76 risiede, però, nel comparto tecnico e ne coinvolge quasi ogni elemento (facendo salvo il sonoro). Parlando innanzitutto della grafica ci ritroveremo di fronte a qualcosa di molto arretrato e che potrebbe persino essere considerato inferiore rispetto al precedente Fallout 4. Ci sono stati certamente alcuni passi in avanti rispetto a questo capitolo come per gli effetti particellari e di luce, ma texture e tutto il resto sembra aver fatto qualche passo indietro. È un qualcosa che purtroppo non riusciamo a spiegarci, anche mettendo in conto un necessario downgrade dovuto al multiplayer con molti giocatori, specialmente considerando altri titoli.

Oltre alla grafica abbiamo riscontrato problemi anche nel framerate che non risulta essere molto stabile, ma soprattutto nei bug. Questo perché, purtroppo in questo caso i bug ed i glitch non si limitano a semplici compenetrazioni o strambi artefatti, ma arrivano a danneggiare direttamente le missioni rendendo impossibile il loro completamento per vari motivi. Altrettanto sbagliato risulta essere lo spawn dei nemici, poiché potremo ritrovarci ad entrare in una zona apparentemente vuota (poiché ripulita da poco) per poi ritrovarci circondati da una pletora di nemici con scarse possibilità di sopravvivenza.

Rockstar ha finalmente dato alla luce Red Dead Redemption 2, secondo capitolo della serie nonostante in realtà si tratti di un prequel; dopo aver avuto modo di provarlo approfonditamente ecco la nostra recensione per questa immensa opera.

Red Dead Redemption 2 è un ambizioso progetto nato dalla collaborazione di tutti gli studi Rockstar del mondo, i quali hanno impiegato anima e corpo per riuscire a creare una delle opere più vaste (se non addirittura la più grande) pubblicate fino ad oggi. Per fare qualche esempio ecco alcuni dati:

  • Circa mezzo milione di linee di dialoghi (più del doppio di GTAV)
  • Dieci volte le animazioni personalizzate presenti in GTAV
  • 300.000 animazioni singole
  • Oltre 1.000 attività da scoprire e in cui cimentarsi
  • Oltre 1.000 performance di attori in gioco

Essendo inoltre il primo gioco sviluppato da Rockstar totalmente da zero per la nuova generazione di console, gli sviluppatori hanno avuto modo di curare nei minimi dettagli numerosi aspetti che andremo a descrivere meglio nel corso di questa recensione.

Trama

Red Dead Redemption 2 è ambientato 12 anni prima delle vicende narrate nel primo capitolo; appena prima dell’inizio del XX secolo ci ritroveremo nell’America del 1899 nei panni di Arthur Morgan, membro della famosa (per chi ha avuto modo di giocare il primo capitolo) banda di Dutch Van Der Linde. A seguito di un colpo andato male l’intera banda si trova a dover fuggire nelle fredde terre del nord, poiché ormai braccati dai federali. Ed è qui che avrà inizio la nostra avventura; in un primo capitolo incentrato specialmente ad introdurre il giocatore alle meccaniche di base del titolo.

Alla continua ricerca di un luogo sicuro la banda dovrà spostarsi tra diversi accampamenti situati nelle diverse regioni del gioco, andando di pari passo con l’avanzamento della trama principale. Durante questa avventura ci ritroveremo ad incontrare una quantità impressionante di personaggi, ritroveremo alcuni piccoli riferimenti al primo capitolo della serie (questo sarà sostanzialmente l’unico elemento che chi non ha giocato al primo Red Dead Redemption si perderà). Avremo inoltre modo di affrontare sparatorie in perfetto stile Western, duelli all’ultimo sangue ed inseguimenti e sessioni più o meno lunghe a cavallo nelle quali avremo modo di conversare con i nostri compagni e scoprire qualche piccola nota in più sul loro conto.

La trama risulterà essere nel complesso estremamente intrigante e coinvolgente, complice anche il fatto che grazie alle numerose missioni ed attività che dovrete o potrete svolgere con i membri della banda finirete per affezionarvi a ciascuno di essi. Tutto questo grazie anche al fatto che ogni personaggio sarà caratterizzato in maniera minuziosa e dotato di tante interessanti sfaccettature, compreso il nostro protagonista. In questo contesto vi ritroverete quindi ad affrontare una vera e propria odissea arricchita da una stupenda narrazione, colpi di scena e punti salienti in grado di farvi restare sempre con il fiato sospeso nell’attesa di scoprire cosa accadrà in seguito, fino al raggiungimento di uno dei quattro finali presenti.

Gameplay 

Così come la trama principale, anche il gameplay di Red Dead Redemption 2 risulta essere estremamente profondo e curato in ogni minimo particolare per riuscire a creare un contesto ed un’atmosfera all’insegna del puro realismo. Difatti le scelte di gameplay che gli sviluppatori hanno preso sono state fatte mantenendo sempre al primo posto l’obiettivo di dare al giocatore un’esperienza realistica e conforme a quella del periodo storico rappresentato in questo titolo. 

Non è da nascondere, però, che ovviamente alcune di queste scelte per alcuni possono purtroppo andare ad incidere negativamente sull’esperienza di gioco complessiva, specialmente per i giocatori abituati a titoli più “arcade”; ciononostante vogliamo rassicurarvi sul fatto che si tratta solamente di alcuni piccoli aspetti sui quali dopo qualche ora di gioco riuscirete a soprassedere senza problemi grazie alla bellezza ed alla cura di tutto ciò che vi è intorno.

Fatta questa necessaria precisazione iniziale partiamo con il parlare del punto nevralgico di tutte le nostre attività (e quelle del resto della banda), ovvero l’accampamento. Qui avremo la possibilità di iniziare missioni primarie, secondarie ed eventi di caccia e pesca, oltre che ricevere in alcune situazioni consigli ed informazioni utili per dare inizio ad alcune rapine. Dall’accampamento potremo inoltre rifornirci di munizioni, cibo e medicinali, oltre che riposare, cambiarci d’abito e curare il nostro aspetto.

Le provviste non saranno però illimitate, per questo motivo sarà necessario fare rifornimento di tanto in tanto mandando qualcuno in città a fare compere utilizzando il “libro contabile” oppure rimpinguare le scorte di cibo direttamente con la selvaggina che avremo modo di cacciare. Attraverso il libro contabile potremo inoltre acquistare diverse migliorie per l’accampamento, la più importante delle quali è probabilmente il “viaggio rapido” grazie al quale potremo spostarci dall’accampamento a qualunque città già conosciuta. Il denaro utilizzato per queste migliorie e per le provviste deriverà da una cassetta nella quale tutti potranno contribuire secondo possibilità, noi compresi.

In Red Dead Redemption 2 il nostro personaggio potrà portare con se al massimo due pistole e due armi a due mani suddivise in fucili a canna liscia, a canna rigata, a ripetizione ed un arco. Tutte in caso di utilizzo prolungato si deterioreranno e sarà quindi necessario effettuare una manutenzione per evitare che le loro statistiche diventino troppo basse e che si inceppino. Sarà possibile scambiare il nostro equipaggiamento dalla sella del cavallo, dove saranno conservate tutte le armi in nostro possesso, oltre che eventualmente copricapi e capi di vestiario per rispondere ai diversi tipi di clima con cui avremo a che fare.

Oltre alla gestione delle armi citata poc’anzi sarà anche essenziale la gestione del nostro cavallo e quella del nostro personaggio. Difatti Arthur presenterà tre icone che rappresenteranno la salute, la stamina e la barra del Dead Eye (abilità per puntare rapidamente più nemici da colpire in rapida successione); queste saranno composte da una barra esterna ed una interna, quella esterna rappresenterà il loro valore corrente, mentre quella interna indicherà quanto velocemente si andrà a ricaricare automaticamente quella esterna. 

Mangiare, bere, fumare, riposarsi ed indossare abiti adatti al clima sarà essenziale per mantenere a livelli sempre alti la barra interna di ciascuna statistica (senza però esagerare, poiché altrimenti potremmo diventare ad esempio sovrappeso). Il livello massimo di ciascuna statistica, e della rispettiva barra esterna, potrà poi essere incrementato consumando alcuni oggetti unici o svolgendo determinate attività, come scazzottate e pesca per la salute, corsa rapida per la stamina e colpi in testa per il Dead Eye. Inoltre, nonostante il nostro protagonista sia effettivamente un fuorilegge, sarà presente una barra che rappresenterà il nostro “onore” e che potrà aumentare o diminuire in base alle azioni da noi compiute ed alle scelte morali che ci troveremo ad affrontare.

Anche la nostra cavalcatura presenterà una barra della salute ed una della stamina dal funzionamento sovrapponibile a quello del nostro protagonista. Per questo motivo dovremo continuamente nutrirla e mantenerla pulita spazzolandola. Inoltre sarà presente un grado di affinità con il cavallo suddiviso in quattro livelli, ciascuno dei quali farà guadagnare alcune capacità, oltre che migliorare la salute e la stamina massima e la distanza massima alla quale risponderà alla nostra chiamata. Infatti potremo richiamarlo solamente se ci troveremo nel suo “raggio d’azione”, potrete dunque dimenticarvi di cavalli che compaiono dal nulla al nostro richiamo, la sua posizione sarà sempre conservata all’interno del gioco!

Come abbiamo già avuto modo di citare, un elemento fondamentale in Red Dead Redemption 2 è proprio la caccia e la pesca. Grazie a queste potremo non solo rifornire di provviste il nostro accampamento, ma anche la nostra bisaccia con alimenti estremamente efficaci e nutrienti (previa cottura ad un fuoco da campo). Inoltre grazie ai proventi della caccia, ed in particolare le pelli, sarà possibile migliorare la capacità delle nostre borse ed ottenere alcune migliorie per l’accampamento. Da citare anche la possibilità di cacciare e pescare animali “leggendari” che, nel caso della caccia, potrà ricompensarci con capi d’abbigliamento unici.

Tutto questo sarà racchiuso all’interno di una mappa di gioco davvero molto vasta e caratterizzata da diversi biomi, passando da zone innevate ad aree palustri o desertiche. Il mondo di gioco è vasto al punto da rendere spesso noioso il dover spostarsi spesso da un punto ad un altro per compiere un determinato obiettivo; per questo motivo gli sviluppatori hanno deciso di risolvere in tre modi: innanzitutto è possibile attivare la visuale dinamica per attivare la “guida automatica” del cavallo, il quale raggiungerà così, seguendo la strada, una meta da noi contrassegnata o un obiettivo di missione. 

Il secondo modo per “rompere la noia” è la presenza di numerosi eventi che incontreremo casualmente ed interagendovi potremo modificare il nostro onore ed in alcuni casi ottenere ricompense inaspettate, anche dopo tempo… Infine tutta la mappa di gioco è stata arricchita da tesori nascosti, punti di interesse con oggetti ed armi uniche e tantissimi Easter Egg per la gioia dei più accaniti esploratori o per chi vuole semplicemente farsi una risata o affrontare una piccola missione aggiuntiva.

Longevità 

La durata complessiva di Red Dead Redemption 2 è davvero impressionante, difatti, senza considerare la mole di contenuti ed attività secondarie la sola campagna principale può durare anche più di 50 ore. Dedicarsi poi a tutte le altre missioni ed attività potrà assicurare tranquillamente una durata superiore alle 60-70 ore di gioco. Da evidenziare inoltre che tutte le missioni secondarie, comprese le semplici missioni da cacciatore di taglie, sono estremamente ben diversificate ed offrono  sempre un buon grado di intrattenimento e, perché no, magari anche strapparvi qualche sorriso. Infine bisogna tenere in considerazione che gli sviluppatori hanno deciso di rimandare di circa un mese l’uscita della modalità online, della quale attualmente si sa poco e niente e che, ovviamente, promette di espandere ancora più una longevità già di per se ottima.

Comparto Tecnico

Dal punto di vista della grafica e del sonoro c’è davvero poco da dire, Red Dead Redemption 2 è da considerarsi all’avanguardia in entrambi i campi. Abbiamo infatti una grafica davvero impressionante, probabilmente vicina al limite massimo di questa generazione, con un livello di dettaglio, di texture, di illuminazione strepitosi, oltre che una fisica estremamente realistica (a volte fin troppo!); comparto sonoro con musiche fantastiche ed un ottimo doppiaggio in lingua originale in grado di mettere in risalto la personalità di ogni singolo personaggio.

Il tutto corredato da un framerate in genere abbastanza stabile sui 30 fps su PS4, tranne che in alcuni centri abitati. In un universo così ricco e vasto non possono mancare alcuni bug, molti dei quali (anche se non tutti) difficilmente potranno inficiare negativamente sull’esperienza di gioco. Parliamo in particolare di due casi in cui abbiamo “fallito” una missione senza reale motivo ed al più qualche piccolo deficit nell’IA.

Si è da poco conclusa la Closed Beta di Black Ops 4 su PS4! Eccovi le nostre prime impressioni dopo diverse ore di gioco.

Giocando la Beta di Black Ops 4, abbiamo potuto appurare che il più famoso FPS su piazza rimane sempre un multiplayer competitivo. Questo aspetto è quello che, trattandosi di un tratto distintivo della serie, ogni inverno attira a sé tutte le attenzioni del pubblico. Quest’anno, poi, hanno deciso di mettere da parte una tradizionale esperienza in singolo, per proporre al suo posto un’esperienza esclusivamente multigiocatore, aggiungendo una nuova modalità Battle Royale: Blackout.

Questo perché Call of Duty: Black Ops 4 si presenta al pubblico come uno shooter molto più “team based” rispetto ai suoi predecessori e che premia una composizione ragionata delle squadre, per sfruttare al meglio le abilità speciali di ciascuno Specialista nei diversi scenari disponibili. Ogni Specialista, infatti, oltre alla classica abilità speciale (con tempi di ricarica consistenti), può contare su un’altra skill (attivabile con la pressione del dorsale destro) legata al suo specifico ruolo all’interno nella squadra.

La new entry Torque, ad esempio, è un combattente specializzato nell’ostacolare l’attacco della squadra avversaria in diversi modi, disponendo sul campo delle barriere di filo spinato in grado di infliggere danni consistenti agli assalitori o creando delle barriere balistiche. Tra le nuove leve c’è anche Crash, uno Specialista di supporto la cui abilità speciale consente ai giocatori di curare fino ad un massimo di quattro fratelli in armi, aumentandone al contempo la quantità massima di salute, che passerà così da 150 a 200 di vita.

Dall’altro capo di questo arcobaleno di sangue e fuoco troviamo l’assaltatore Ruin, di ritorno con un rampino che gli permette di proiettarsi da una parte all’altra del campo di battaglia come un proiettile barbuto, magari verso un gruppo di avversari da intombare rapidamente con il suo tradizionale Gravity Slam.

Abbiamo anche il ritorno di Battery, Nomad, Phophet, Seraph e Firebreak. Per quanto riguarda le abilità speciali di Firebreak, hanno deciso di migliorare e rendere più realistico la sua abilità Purifier. Non basterà dare fuoco all’avversario per ucciderlo, come succedeva su BO3, ma bisognerà seguire i suoi movimenti per annientare l’avversario.

Continuando a parlare del gameplay, sarà subito evidente come anche questo nuovo capitolo punti ancora al “boot on the ground” (truppe sul terreno), infatti non sarà possibile correre sui muri e non saranno presenti jet pack o affini.

Il cambiamento più evidente però riguarderà la vita dei soldati, che oltre ad essere maggiore (150 punti ferita), non si rigenererà da sola. Ogni giocatore avrà la possibilità, premendo L1/LR, di iniettarsi una cura e far partire la rigenerazione.

Anche il radar è stato leggermente rivisto: ogni giocatore infatti avrà una sorta di sensore di prossimità sempre attivo. Sarà quindi possibile vedere attivamente il nostro raggio d’azione sulla minimappa, entro il quale tutti i nemici verranno automaticamente individuati.

Quanto alle mappe, in questa prima fase di prova ne sono state selezionate cinque, in modo tale da garantire un assaggio di terreni di gioco ben diversi tra loro, sia per dimensione che per level design.

Per quello che si è visto durante la beta, questo non rappresenta una grossa novità. Sicuramente si possono trovare differenze più o meno significative con i titoli precendenti, ma l’impostazione di base rimane invariata. La novità più grande di Black Ops 4, ovvero la modalità Blackout, si potrà provare solamente a Settembre, per il momento rimane il classico Call Of Duty, che a nostro parere si dimostra all’altezza delle aspettative.

Electronic Arts ha pubblicato oggi il nuovo trailer di Battlefield V dedicato alla modalità multiplayer.

Battlefield V offrirà il più coinvolgente gameplay del franchise grazie all’ambiente sandbox che renderà uniche le battaglie della Seconda Guerra Mondiale consentendo ai giocatori di sentire la forza del combattimento negli episodi più nascosti ed inaspettati del conflitto e di cambiare il corso della guerra.

Spostando artiglieria, costruendo fortificazioni, riparando strutture danneggiate, modificando il campo di battaglia a proprio vantaggio o portando al riparo un compagno di squadra, i giocatori creeranno una forte connessione con il mondo in costante mutamento che li circonda.

In modalità multiplayer nuove e classiche, i giocatori potranno guidare la loro Compagnia al trionfo in una esperienza bellica dinamica dove ogni decisione sarà unica e fondamentale per l’avanzamento nelle missioni nei freddi paesaggi norvegesi o nel caldo deserto del Nord Africa. Potete trovare il video qui di seguito.

Final Fantasy XV ritorna con l’espansione Comrades che ci permette di giocare in cooperativa online fino a quattro giocatori. Ecco la nostra recensione.

Dopo la campagna principale di Final Fantasy XV (che abbiamo avuto già modo di trattare nella nostra recensione) ed i vari dlc usciti fino ad oggi il gioco ci propone un’interessante espansione chiamata Comrades. Questa ci porterà nuovamente nelle terre di Eos ma nel periodo successivo alla partenza di Noctis e dei suoi compagni per Altissia e del lungo viaggio che ne consegue. L’oscurità sta pian piano prendendo il sopravvento ed i giorni diventano sempre più corti; in questa situazione l’unica soluzione per scampare alla minaccia di mostri e daemon è quella di rifugiarsi nella città di Lestallum, la quale è protetta dalla sua centrale elettrica che garantisce luce e quindi riparo a tutta la popolazione. Noi saremo uno degli Angoni del Re (più noti agli utenti che hanno avuto modo di vedere il film Kingsglaive) i quali traggono potere dal Re in persona, e ci risveglieremo in seguito all’attacco di mostri perché portati in salvo da un nuovo amico per poi partire alla volta di Lestallum dove incontreremo nuove e vecchie conoscenze.

Final Fantasy XV: Comrades avrà inizio con la personalizzazione del nostro avatar (molto dettagliata) che ci consentirà di scegliere le fattezze del nostro personaggio a noi più congeniali, oltre che poter scegliere la sua provenienza; quest’ultimo fattore ci permetterà di ottenere bonus specifici ogni volta che saliremo di livello (ad esempio alla salute, al danno, magia e così via). Arrivati in città ci verrà affidata la “gestione dell’impianto elettrico” e dovremo iniziare con il riportare la corrente in tutti i distretti di Lestallum per poi riportare la corrente in tutto il territorio (e specialmente nelle più grandi città dove può essere organizzata una resistenza contro i daemon). Per fare ciò dovremo alimentare la centrale per sviluppare energia elettrica (KiloWatt) ottenendo frammenti di meteorite. Questi potranno essere ottenuti attraverso le missioni di caccia (soprattutto), missioni principali (da compiere in solitaria), particolari attività secondarie o riportando la corrente in alcuni giacimenti. Il tutto sarà dunque basato sull’ottenimento di questi frammenti completando e, soprattutto, ripetendo le missioni di caccia (ne verranno sbloccate di nuove man mano che riporteremo l’elettricità nelle varie zone ma, comunque, andando avanti diventerà sempre più difficile ottenere energia e quindi nuove missioni, per cui ci ritroveremo spesso e volentieri a ripetere più e più volte le stesse missioni). Tutte queste missioni avranno un livello consigliato ed ovviamente diventeranno più difficili con il proseguire del gioco; per quanto esse possano essere bilanciate durante il matchmaking potrebbe capitarvi di imbattere in un compagno di livello di molto superiore al vostro e a quello della missione e che ridurrà il livello di sfida a zero così da riuscire a salire rapidamente di livello ed ottenere ricompense migliori.

La formula di base di Comrades è quella appena descritta mentre il gameplay di base resta abbastanza simile a quello di Final Fantasy XV ma non senza portare alcune interessanti novità: innanzitutto prima di ogni missione ci verrà richiesto se avviare una ricerca rapida di una lobby, trovarne una di persona oppure partire con compagni virtuali. Dopodiché giungeremo in un accampamento dove dovremo prepararci alla battaglia selezionando l’equipaggiamento e raccogliendo gli ingredienti presenti (potremo raccoglierne altri durante la caccia). Questi serviranno per rianimarci se resteremo esausti ma anche a fine missione, poiché arriverà qualcuno per cucinare delle leccornie per noi sulla base degli ingredienti che noi ed i nostri compagni avremo raccolto. Durante le battaglie non sarà possibile recuperare la nostra salute con oggetti e pozioni ma unicamente attraverso la magia di recupero (consumando PM) ed inoltre sarà presente una magia offensiva alla quale potranno essere aggiunti i diversi elementi. Inoltre premendo il tasto deputato alla difesa creeremo uno scudo in grado di difenderci dagli attacchi (ed eventualmente difendere anche i nostri compagni) e sarà anche possibile eseguire i contrattacchi, i quali, se eseguiti contro i boss, attiveranno la modalità proiezione congiunta nella quale la velocità del nemico rallenterà e tutte le nostre proiezioni offensive infliggeranno un danno maggiorato e se concatenate potranno estendere la durata di questa modalità.

Altre due interessanti novità all’interno di Final Fantasy XV: Comrades sono l’aggiunta dei cosiddetti Doni Sovrani e della Sintetizzatrice di Cid. I primi sono particolari bonus passivi ed attivi da selezionare in base al nostro stile di gioco ed alla situazione e che potremo sbloccare portando l’elettricità fino ai mausolei dei vecchi Re ed equipaggiante uno per volta; invece la Sintetizzatrice apporterà interessanti bonus alle nostre armi. Questo strumento, infatti, ci consentirà di migliorare le nostre armi utilizzando i bottini ottenuti durante le nostre missioni; questi oltre a migliorare il danno inflitto dall’arma una volta salita di livello (fornendole esperienza) conferiranno diversi bonus passivi (come aumento della forza, della magia o del danno elementare) ed anche particolari abilità (equipaggiabili in numero massimo di due per ogni arma ed in grado di aggiungere per esempio danno elementare all’arma o alle nostre magie, ridurre la difesa o l’attacco dei nemici, paralisi o veleno e così via). Una meccanica associata alla Sintetizzatrice ma non ben spiegata dal gioco è quella del Rimodellamento delle Armi. Infatti il gioco ci farà sapere sin da subito che alcune armi una volta potenziate al massimo potranno cambiare aspetto e raggiungendo un nuovo level cap. Per sfruttare al meglio questa utilissima meccanica dovrete innanzitutto accertarvi che la vostra arma sia in grado di essere rimodellata (vi basterà controllare se tra le statistiche ne spunterà una con al di sotto una barra di esperienza); in tal caso dovrete cercare di potenziare l’arma concentrandovi su quelle caratteristiche da migliorare con il bottino, così, una volta raggiunto il livello richiesto per quella statistica ed una volta raggiunto il livello massimo attuale l’arma verrà automaticamente rimodellata.

E’ tornato Call Of Duty: l’iconico brand appartenente ad una serie che da sempre è riuscita a conquistare giocatori di ogni fascia di età ma che ultimamente è stata ampiamente criticata per l’eccessivo utilizzo di tecnologia futuristica verso sparatutto adesso ritorna alle origini!

Trama

Cominciamo subito con il dire che questo Call Of Duty WWII non racconta la solita storia dell’eroe che da solo riesce a sconfiggere l’intera armata nazista fino alla presa di Berlino. Il nostro protagonista principale sarà il soldato Daniels e l’intera trama verterà sulla sua personalità, il suo passato e la sua vita. Non avremo a che fare con la solita “macchina per uccidere”, ma con un vero soldato, un essere umano vittima delle sorti della guerra. Il tutto contestualizzando la guerra per quello che davvero è: un luogo in cui ogni persona deve confrontarsi con le proprie paure e dalla quale solamente in pochi riescono a venire fuori.

Ci troveremo così a prendere parte a diversi eventi storici: primo tra tutti il D-day coadiuvando l’offensiva americana contro l’esercito tedesco nella seconda guerra mondiale. Il tutto accompagnato da una narrazione di buon livello ed una trama abbastanza semplice e lineare, ma non per questo troppo scontata e che riuscirà a trasmetterci per davvero le sensazioni e gli orrori vissute realmente da quei soldati.

Gameplay

Il gameplay in Call Of Duty WWII è quello classico: uno sparatutto in prima persona frenetico ed in grado di mantenere sempre viva l’attenzione. Una piccola variazione sul tema è che nella campagna principale la nostra salute non si recupererà con il tempo, infatti nell’angolo in basso a sinistra dello schermo avremo una barra della salute che potrà essere riempita solamente utilizzando dei kit medici sparsi nelle varie mappe oppure ottenibili da uno dei nostri compagni previo riempimento (uccidendo nemici e compiendo gesta eroiche come salvare soldati alleati) di un’apposita barra. Oltre a kit medici ci saranno anche altri compagni con abilità diverse; potranno infatti fornirci munizioni, granate o persino individuare i nemici presenti nell’area evidenziandoli con un aura bianca.

Nel corso della campagna principale ci troveremo ad affrontare missioni di diverso genere: andremo dal guidare un carro armato a pilotare un aereo da combattimento, ci saranno sezioni stealth ed altre di infiltrazione, così come frenetici inseguimenti su veicoli o sezioni più “particolari”. Nel complesso dunque una buona varietà accompagnata sempre dalla frenesia e velocità a cui ci ha sempre abituati il brand e che riesce sempre nell’intento di divertire l’utenza!

Longevità

Il gioco purtroppo ha una durata molto simile a quella dei vecchi capitoli della serie e si aggira sulle 7 ore circa. Ciò risulta essere da un lato un peccato per l’andamento che la serie aveva guadagnato sotto questo aspetto negli ultimi capitoli (con una durata della storia superiore alle 12 ore), dall’altra però risulta essere sufficiente per soddisfarci così da poter passare al “grosso” di questo e degli altri capitoli, ovvero la modalità zombie e soprattutto quella multiplayer.

Comparto tecnico

La grafica è sicuramente un buon punto a favore di questo Call Of Duty WWII, seppure con qualche piccolo “ma”. Le animazioni facciali di tutti i personaggi, le armi, i modelli e le texture sono tutti di grande qualità; invece quelle del terreno sono poco definite se viste da vicino, così come anche le esplosioni non risultano essere di qualità eccezionale. Il doppiaggio invece è di grande qualità così come anche il sonoro in generale. Infine bug e glitch pressoché assenti, o comunque nulla di importante da segnalare, tranne per quanto riguarda il matchmaking per il multigiocatore che attualmente risulta essere abbastanza fallace e lento.

Multiplayer

Il multiplayer nei Call Of Duty ha sempre avuto una grandissima importanza e quest’anno si aggiorna con alcune interessanti nuove modalità. Innanzitutto dovremo scegliere una divisione tra cinque disponibili e ciascuna con abilità ed accessori unici: come ad esempio un silenziatore per le mitragliette, la baionetta per il fucile d’assalto, movimento silenzioso e tanto altro (per la precisione ci sono 4 livelli per ciascuna divisione e ciascuno darà accesso ad un nuovo bonus). Ovviamente potrete scegliere di specializzarvi in una determinata divisione oppure progredire in più contemporaneamente cambiando il vostro soldato (personalizzabile attraverso un apposito menu). Inoltre ci troveremo nella sezione social del gioco dove potremo visualizzare altri giocatori se presenti in squadra con noi e dove sarà possibile ottenere ordini (missioni giornaliere e settimanali), avviare una modalità 1 vs 1, richiedere lanci di rifornimenti per sbloccare mimetiche ed altro ancora.

Il nostro soldato potrà salire di livello ed ogni livello ci ricompenserà con un punto di sblocco utilizzabile per sbloccare nuove serie di punti, nuove armi (per un totale di venticinque armamenti suddivisi tra fucili d’assalto, mitragliette, mitragliatrici leggere, fucili di precisione e fucili a canna liscia). Ogni arma potrà poi essere equipaggiata con diversi accessori sbloccabili salendo di livello con l’arma tramite il suo utilizzo.

Di fianco alle modalità più classiche come deathmatch a squadre, cattura la bandiera, dominio, cerca e distruggi, uccisione confermata e tutti contro tutti troveremo due nuove modalità: guerra (in cui due squadre si fronteggiano in una serie di attacchi e difese a determinati obiettivi, molto simile alla modalità più famosa di battlefied), e football (le due squadre disputeranno una vera e propria partita a football prendendo una palla che può essere passata a compagni ed avversari e per segnare sarà necessario fare meta portando fisicamente la palla in un determinato punto oppure lanciandola dalla distanza). Inoltre dal 1º dicembre avrà inizio la prima stagione per le partite classificate. Le varie partite potranno essere disputate in nove mappe in totale (alle quali vanno aggiunte le tre mappe della modalità guerra) ciascuna con buona variabilità ma con un grosso problema dovuto allo spawn che spesso vi farà apparire dietro e difronte agli avversari.

Zombi

Come ogni anno troveremo la consueta modalità zombi di Call Of Duty. Avremo a disposizione quattro personaggi tra cui scegliere e per ciascuno potremo equipaggiare un’abilità speciale (tra quattro disponibili come invisibilità, sparare senza consumare munizioni) ed in aggiunta tre mod extra tra numerose presenti: come ad esempio tre punti di scudo, capienza massima e tanto altro. Inoltre potremo personalizzare le armi presenti prima di iniziare una partita oppure cambiare la granata da portare con noi. Questa volta il denaro farà spazio alle cosiddette “scosse” utilizzabili per acquistare armi, munizioni, aprire cancelli, casse di armi, e i perk che non saranno più in formato di bibita ma come un macchinario che tramite la corrente infonderà in noi il perk.

Saranno presenti due mappe giocabili: l’ultimo Reich (mappa principale) e Gröesten Haus (una piccola mappa situata in una abitazione che ricorda molto la vecchia Nacht der Untoten). Se la seconda è ridotta all’essenziale con una cassa delle armi ed un distributore randomico di perk, la prima è estremamente vasta, stupenda dal punto di vista estetico e della caratterizzazione ed infine in grado di garantire divertimento in più con il consueto “easter egg” con tanto di boss finale da abbattere (e pack-a-punch sbloccabile in modo abbastanza intricato). Inoltre soprattutto nella mappa principale faranno la comparsa diversi zombie (tutti anche i più semplici davvero ben fatti e ricchissimi di particolari) unici come delle creature putrefatte e piene di mosche (che faranno da round speciali), grossi zombie con mazza ferrata al posto del braccio in grado di mandarvi in fin di vita con un sol colpo, altri che trasporteranno delle bombe ed altri ancora dotati di lanciafiamme!

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Il 4 Novembre uscirà il nuovo capitolo della popolare saga di fps made by Activision. Noi di Geexmag sappiamo benissimo che questa serie è, come poche altre al mondo, in grado di dividere in due l’opinione dell’utenza, spaccando letteralmente a metà la community dei gamers. È un gioco che si ama o si odia, senza via di mezzo, e ogni anno si scatenano su social e siti vari vere e proprie guerre che non vengono combattute a colpi di joypad, ma a suon di flame e di commenti al vetriolo.
Abbiamo avuto modo di provare il gioco in anteprima, ma, invece di farvi la solita recensione, abbiamo deciso di portarvi un punto di vista diverso: quello di un giocatore di FPS veramente, veramente scarso.

Disclaimer: la parte seguente è una conversazione immaginaria tra chi scrive e sé stesso, scarso FPS gamer con tendenze all’isterismo. Nessuna console, joypad, schermo o giocatore avversario è stato maltrattato nella stesura di questo articolo. Se si escludono le kill in game.

“Ciao. Sono. Sono qui. Qui, dentro lo specchio.”

“Orca Miseria! Sto davvero parlando con me stesso?”

“Guarda che faccia che hai. Hai di nuovo giocato a CS:GO?”

In action“Cosa vuoi che ti dica?! Facciamo. Davvero. Schifo. Tutte le volte che ci mettiamo a giocare ad un fps finisce che imprechiamo come uno scaricatore di porto costretto a fare il doppio turno di notte. Ragequittiamo come se non ci fosse un domani lanciando mouse e tastiera in giro per la stanza in preda alla rabbia. Poi, lo sai, se al posto del mouse ci ritroviamo in mano un controller, è anche peggio. E non solo perché il device ci torna indietro come un boomerang e finisce per centrarci sulla testa. Guarda qua che livido che ci è rimasto l’ultima volta.”

“Lo vedo e fa anche male. Ma smettila di usare il noi. Sei tu che fai cagare con gli sparatutto.”

“Ok, hai ragione, comunque per ogni kill che riesco a fare muoio tre, quattro, cinque volte. Ed è un problema generale: che si tratti di uno sparatutto tattico, di una campagna single player o di lunghe (e frustranti) partite multiplayer. Sono lento con la mira, con la visuale, e il mio senso dell’orientamento finisce per alcolizzarsi tutte le volte che compio più di due svolte in un corridoio. Per non parlare di quando si tratta di ambientazioni survival horror, con labirinti infestati e mostri che compaiono da ogni dove.”

“Dai, smettila di piangerti addosso. Non puoi sempre giocare con la pausa tattica. E poi, pensa a quando hai giocato all’ultimo CoD.”

“Ma la pausa tattica è così bella!”

“Mh-mh. Non fare il bambino. Infinite Warfare.”

Running“Uff! Dai, hai ragione. L’ho provato addirittura per Ps4. Incredibile ma vero, per la prima volta non mi sono trasformato nella versione scurrile di Godzilla, che porta morte e distruzione nella sua camera. Mi hanno colpito le mappe: graficamente pulite, ben organizzate, abbastanza intricate per poter abbozzare qualche strategia basata sulla location, e tuttavia non così tanto da risultare impossibile da percorrere senza l’uso massiccio della minimappa, che sai che non sono abituato a guardare. I comandi poi, anche su console rispondono che è una meraviglia. Ho apprezzato particolarmente la doppia granata, il doppio salto (ben fatto, devo dire) e la scivolata, davvero utile e funzionante. Il puntamento preciso e il rinculo attutito grazie ai moduli delle armi mi hanno permesso di giocare veloce e preciso.”

“Insomma, stai dicendo che il nuovo CoD: Infinite Warfare è un titolo per nabbi?”

“No, non sto affatto dicendo questo. Sto dicendo che l’approccio immediato è sicuramente un vantaggio per chiunque si approcci alla saga per la prima volta, come me. In questo modo non bisogna aver giocato seimila ore ai capitoli precedenti per poter giocare divertendosi.”

Class“Le classi come ti sembrano?”

“Non sono riuscito a provarle bene, però potrebbero dare quel qualcosa in più alla saga, se ben sfruttate e supportate. Dipenderà da come Infinity Ward avrà bilanciato le classi e soprattutto le armi.”

“E le microtransazioni?”

“Ecco, quella è una cosa che non capisco e non capirò mai. Ma non solo in CoD, in un qualsiasi gioco che non sia free-to-play. Mi fanno arrabbiare? Sì, molto.”

“Comunque, abbiamo chiuso la partita con un rateo di 2.33. Il nostro record personale.”

“Ehi! Non usare il noi. Non prenderti meriti che non hai!”

“Dai, su, non rompere le scatole. Io torno a fare quello che mi riesce meglio: riflettere la tua immagine. Ma tu ricordati che fai schifo.”

“…”

Call of Duty Black Ops III in questo momento ha problemi di connessione ai server, quindi è attualmente impossibile giocare on-line.

Activision fa saperetramite la pagina dedicata al supporto che su Ps4, Xbox One, Pc e Ps3 non è possibile accedere al servizio online per questioni ancora sconosciute. L’unica piattaforma sulla quale è possibile giocare è Xbox 360. Sembra dalle prime informazioni che sia stata la stessa software house a prendere la decisione in seguito a numerose segnalazioni da parte dell’utenza, di problemi di lag e impossibilità di gioco.

Sempre sul portale, si rassicurano gli utenti che il team di sviluppo è gia a lavoro per risolvere le problematiche che affliggono il gioco. Speriamo che la situazione si risolva in fretta e che si possa tornare a combattere su questo fantastico Fps.

Qui di seguito vi riportiamo le immagini dello stato dei server in questo momento:

CallCod 3 xboxone - Copia Cod 3 xbox360 - CopiaCod 3 ps4 - CopiaCall

 

Vi ricordiamo che tra poco uscirà anche una recensione su questo gioco per dirvi cosa ne pensiamo e darvi le nostre impressioni. Quindi restate collegati Geexmag.com