Mortal Shell è un Action RPG facente parte del sottogenere dei Souls-Like; è stato pubblicato il 18 Agosto da Playstack e sviluppato da Cold Symmetry per PlayStation 4, Xbox One e PC.

La serie dei Souls ha dato inizio ad un vero e proprio nuovo sottogenere degli Action RPG: i Souls-like. Dato il successo riscosso da questi titoli non c’è da sorprendersi su quanto questo stile di gioco sia stato ripreso da più sviluppatori e reinventato sotto i più disparati aspetti. Abbiamo visto, ad esempio, la nascita dell’intetessante Remnant: From The Ashes (tra sezioni di gioco e boss randomici, oltre all’utilizzo più spinto delle armi da fuoco), la serie di The Surge (tra esoscheletri e giganteschi robot) e di Code Vein (dallo stile e comparto narrativo molto “anime style”).

Oggi torniamo ancora una volta a parlare di questo genere per l’uscita del nuovo Mortal Shell. Si tratta di un titolo definibile come indie, essendo il titolo di lancio di Cold Symmetry, studio di sviluppo di dimensioni ridotte (appena 15) ma composti da veterani nella creazione di giochi. Ciononostante il team ha deciso di cimentarsi direttamente nella creazione di questo ambizioso progetto e di creare un nuovo souls-like ricco di elementi che lo contraddistinguono da altri titoli dello stesso tipo.

Mortal shell

Trama

Sappiamo bene che di norma i souls-like non presentano una vera e propria trama complessa ed articolata che spinge il nostro protagonista ad avanzare nella sua avventura; piuttosto siamo stati abituati ad una lore (anche molto complessa) che viene arricchita di dettagli nel corso del gioco svelandoci diversi retroscena del mondo e delle diverse ambientazioni. Questi ci vengono dati non soltanto dai dialoghi con i diversi NPC o da documenti scritti, ma anche dalla semplice (ed apparentemente trascurabile) descrizione di un oggetto. Mortal Shell in questo non fa eccezione, anzi, forse ha voluto spingersi troppo in là

La nostra avventura avrà infatti inizio nei panni di una curiosa creatura albina, della quale inizialmente non conosceremo nulla: né uno scopo né l’origine. Mossi dunque dal semplice senso di scoperta finiremo per viaggiare (dopo un breve tutorial) nelle oscure terre di Fallgrim, dove incontreremo i nostri primi NPC ed alcune “tavolette di lore” per le quali l’aggettivo “criptiche” sarebbe riduttivo. In compenso grazie a questi primi personaggi secondari otterremo un obiettivo da completare, così come un soprannome: “Foundling” (che può essere tradotto in “Trovatello”).

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Da qui potremo poi cominciare ad esplorare i territori circostanti alla ricerca di tre Templi che celano delle importanti reliquie. Ogni area di gioco avrà delle iscrizioni che dovrebbero risultare utili alla lore ma purtroppo, come già detto in precedenza, queste risultano essere fin troppo criptiche lasciando inevitabilmente molti punti in sospeso. La situazione non viene poi migliorata dalle descrizioni degli oggetti (anche in questo caso molto criptiche), nonostante queste vengano raccolte in un comodo compendio.

La parte meglio narrata è quella relativa agli involucri che il nostro protagonista è in grado di controllare; il loro passato ci viene infatti spiegato attraverso alcuni ricordi ottenibili potenziando ciascuno di essi (processo che vi spiegheremo meglio nella parte dedicata al gameplay). Tralasciando questa componente, il resto genera inevitabilmente confusione nell’utente e, per quanto egli possa cercare di collegare i punti con l’immaginazione, rimangono comunque alcune mancanze. Tutta la componente narrativa sarebbe dunque potuta essere gestita in maniera più completa e precisa, senza lasciare troppo all’immaginazione sfruttando, ad esempio, un meccanismo più simile ai ricordi degli involucri.

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Gameplay

Giunge in soccorso della narrazione il gameplay di Mortal Shell: troviamo infatti alcune idee estremamente ben riuscite, in grado di rendere questo titolo inconfondibile e unico rispetto agli altri! Partiamo dunque innanzitutto dalla fondamentale, e già citata, meccanica degli involucri. Il nostro Foundling pare infatti essere un’entità spiritica in grado di prendere il controllo dei corpi di alcuni defunti (essenziale dato che altrimenti saremo talmente vulnerabili da morire per un colpo qualsiasi); in particolare avremo la possibilità di scegliere tra quattro personaggi molto ben diversificati l’uno dall’altro proprio da un punto di vista del gameplay.

In questo titolo non sono infatti presenti statistiche da migliorare per il nostro personaggio, al contrario i quattro involucri possederanno statistiche diversificate in grado di adattarsi ai diversi stili di gioco. Avremo così due personaggi bilanciati tra salute e stamina, uno incentrato soprattutto sulla stamina e sulla rapidità ed uno fatto di salute e resistenza allo stato puro. Gli involucri sono poi contraddistinti da alcune abilità attive e passive uniche e sbloccabili grazie alla nostra “guardiana del fuoco” investendo Tar (che qui svolge il ruolo delle anime di Dark Souls) e le cosiddette Visioni (un “materiale” più raro).

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Un’altra importante statistica da tenere in considerazione nella scelta dell’involucro è la Determinazione; si tratta di una barra più o meno ampia in grado di accumulare cariche essenziali per l’esecuzione dei “parry e repost” (parate con contrattacco) o l’attivazione delle abilità delle armi. Avete capito bene, in Mortal Shell ciascuna delle quattro armi presenti in gioco (poche ma con moveset molto ben differenziato tra loro) sarà in grado di attivare due attacchi speciali unici, ma questo solo dopo che avremo trovato alcuni oggetti particolari strettamente connessi alle stesse. Tutte le armi possono poi essere potenziate così da aumentare i danni inflitti, la determinazione ottenuta da ogni colpo o il danno dei contrattacchi.

La meccanica delle parate e dei contrattacchi sarà strettamente legata, oltre alle cariche di Determinazione, anche ad un particolare oggetto (che qualcuno non prestando attenzione potrebbe anche lasciarsi sfuggire di primo acchito), ovvero il Sigillo. Si tratta di uno strumento che ci permetterà di stordire temporaneamente un nemico qualsiasi (boss inclusi) se utilizzato con un giusto tempismo. Da notare però che non tutti gli attacchi potranno essere contrastati in questo modo e infatti, in caso di attacco che non può essere bloccato, il Sigillo ce lo indicherà brillando ed emettendo un suono particolare. Avanzando nel gioco sbloccheremo un totale di quattro tipologie di contrattacco, da quello curativo di base fino ad uno più “esplosivo”.

Il nostro Foundling non sarà però totalmente inerme contro questo tipo di attacchi, avremo infatti sin da subito una vera e propria abilità salvavita, ovvero la Pietrificazione. Potremo infatti indurire in qualsiasi momento il nostro involucro o la nostra forma spiritica, diventando di fatto totalmente immuni a qualsiasi colpo subiremo in seguito. Dopo il primo colpo subito avremo anche una piccola finestra di invulnerabilità che potrebbe permetterci di resistere anche ad un secondo colpo se sferrato poco dopo il primo. La Pietrificazione sarà anche in grado di sbilanciare la maggior parte degli avversari diventando così anche molto importante nell’esecuzione di “contrattacchi” (ad esempio pietrificandoci nel bel mezzo di un attacco pesante).

Un po’ come in Sekiro, anche il nostro involucro sarà in grado di “morire due volte”; la prima volta che i nostri HP raggiungeranno lo 0 verremo infatti sbalzati al di fuori del nostro involucro. In questo stato (in cui un colpo qualsiasi potrebbe eliminarci) avremo una sorta di “seconda chance” potendo eventualmente combattere in questa forma o, meglio ancora, ritornare “al sicuro” nel nostro guscio ripristinandone totalmente la salute. Nel caso in cui dovessimo finire per perire una seconda volta dovremo ricominciare dall’ultimo checkpoint, ma con la possibilità di recuperare tutto il Tar rimasto all’interno del precedente involucro che resterà pietrificato nel punto di morte.

Mortal shell

Il “mistero” che avvolge l’intera trama di Mortal Shell si estende anche ad alcuni suoi elementi di gameplay. Il nostro personaggio sarà infatti totalmente ignorante rispetto al mondo che lo circonda, e questo si ripercuoterà su tutti gli oggetti presenti in gioco. Di base, infatti, non sapremo quale effetto scatenerà ciascun oggetto; per questo motivo una volta trovato un nuovo consumabile saremo costretti ad utilizzarlo “alla cieca”. In aggiunta ogni oggetto presenterà un determinato numero di utilizzo che ci consentirà di raggiungere la familiarità massima. Una volta raggiunta il suo effetto potrà aumentare di efficacia o persino cambiare totalmente (come un fungo che di base ci intossicherà, ma raggiunta la massima familiarità ci renderà immuni al veleno).

Concludendo, ogni area del mondo di gioco (formato da una zona centrale ed altre tre che da questa di diramano) presenterà una discreta varietà nei nemici presenti, così come nell’ambientazione. Questo ci costringerà a studiare l’approccio, l’arma o persino l’involucro più adatto alla situazione in modo tale da semplificare il tutto. Di miglior grado la varietà nel tipo di boss presenti in gioco, seppure il loro quantitativo possa lasciare a desiderare. Sono infatti state incluse un totale di otto bossfight e, di queste, tre sono opzionali ed uno di questi viene ripetuto per due volte.

Mortal shell

Longevità

Considerato quanto detto poc’anzi, non è un mistero che Mortal Shell presenti una durata complessiva più bassa di quanto riscontrabile in un qualsiasi capitolo della serie di Dark Souls o in altri titoli del genere. Parliamo infatti di circa 8-10 ore per completare il gioco sotto ogni suo aspetto! Una volta terminate queste avremo, come di consueto, la possibilità di avviare una nuova partita +. Purtroppo però il titolo non stimola particolarmente l’interesse del giocatore a ripetere il tutto se non per, eventualmente, cimentarsi in una sfida più ardua senza legarsi ad alcun involucro e puntare all’ottenimento del trofeo di platino. 

Comparto Tecnico

Mortal Shell presenta un comparto tecnico di tutto rispetto che tuttavia da il meglio di sé soprattutto su PC. Ciononostante il colpo d’occhio generale riesce a mantenersi ottimo anche su PlayStation 4 con un framerate inchiodato a 30 ed effetti visivi, illuminazione e modelli eccellenti. Anche le texture risultano essere di buon livello con solo poche sbavature tecniche. In modo analogo anche il comparto audio risulta essere eccellente, dai doppiaggi in lingua inglese fino agli effetti sonori e musiche; il tutto contribuisce a creare un’atmosfera decisamente unica! Fortunatamente niente di grave da segnalare neanche sotto il punto di vista di bug e glitch, se non alcuni ragdoll dei nemici che a volte “danno i numeri”.