Il prossimo mese sarà davvero speciale per gli abbonati PlayStation Plus. Il lancio di PS5 si avvicina, e siamo felici di poter condividere ulteriori informazioni sulla PlayStation Plus Collection* e sui giochi mensili per PS4.

A novembre, gli abbonati PlayStation Plus riceveranno su PS4 due giochi di azione e avventura: La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra e Hollow Knight: Voidheart Edition. Entrambi saranno disponibili da martedì 3 novembre. Siamo anche elettrizzati nell’annunciare che gli abbonati PlayStation Plus in possesso di una console PlayStation 5 (a partire dal 12 novembre***) riceveranno anche Bugsnax (per PS5)**.

Passiamo ai giochi!

Bugsnax (versione PS5)

Il primo gioco PS5 disponibile per gli abbonati di PlayStation Plus è la carinissima e bizzarra avventura in prima persona Bugsnax, di Young Horses! Vesti i panni di un giornalista investigativo intento a esplorare l’Isola Snakeronte, habitat naturale delle leggendarie creature metà insetto e metà… spuntino, i Bugsnax. Scopri, caccia e cattura tutti e 100 gli animaletti mentre indaghi sulla scomparsa degli abitanti dell’isola. 

La versione PS5 di Bugsnax sarà disponibile per gli abbonati PlayStation Plus a partire da giovedì 12 novembre fino a lunedì 4 gennaio 2021.

La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra (gioco PS4/PS5)

Ambientato tra gli eventi de Lo Hobbit e quelli de Il Signore degli Anelli, La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra ti catapulta nuovamente nel celeberrimo universo creato da JRR Tolkien, popolato da stregoni, orchi ed elfi. Metti insieme un esercito con cui affrontare i nemici, conquistare Fortezze e dominare Mordor dall’interno. Immergiti nel Nemesi, un sistema tramite il quale potrai creare storie personalizzate con ciascun nemico e seguace, e affronta il Signore Oscuro Sauron e i suoi Nazgûl all’apice della loro potenza in questo nuovo epico episodio ambientato nella Terra di Mezzo.

Hollow Knight: Voidheart Edition (gioco PS4/PS5)

Nel gioco di piattaforme ed esplorazione 2D di Team Cherry, dovrai addentrarti nel mondo sotterraneo di Nidosacro e affrontare creature decadenti con l’aiuto di bizzarri insetti. Sblocca nuove abilità e usa i poteri più adatti al tuo stile di gioco per esplorare caverne labirintiche, antiche città e mortali steppe. Sfida boss epici che metteranno a dura prova le tue capacità nel combattimento e nello sfruttare al meglio le piattaforme, mentre scopri l’ancestrale storia del regno e i suoi segreti.

Entrambi i giochi PS4 saranno disponibili da martedì 3 novembre a lunedì 30 novembre. 

   

L’attesa è finita! Torniamo a camminare per la terra di mezzo con L’Ombra della Guerra.

Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra esce in un mese estremamente carico di uscite voluminose, ma riteniamo che abbia le carte in regole per essere ricordato come uno dei titoli di maggiore impatto di questo periodo.

Il compito non era facile: mantenere e migliorare i già interessantissimi sistemi de L’Ombra di Mordor e nel contempo evitare di incappare nei difetti che affliggevano il primo titolo. Il team di Monolith ci è riuscito? Pensiamo proprio di si!

Prima un po’ di storia.

Ne L’Ombra di Mordor, lasciavamo Talion e Celebrimbor in procinto di forgiare un nuovo anello per poter finalmente lanciare un’offensiva contro Sauron. Una figura femminile ci introduce al momento della forgiatura: il ramingo e lo spettro sono al culmine dell’opera quando, all’ultimo colpo di martello, i due vengono separati da una potente ondata di energia.

Talion, stordito, ha accanto a se l’anello e Celebrimbor tenta di recuperarlo, ma viene preso da una misteriosa forza oscura e svanisce. Talion lo cerca e lo trova imprigionato e davanti a lui si palesa la donna vista all’inizio che si rivela essere nientemeno che Shelob. La gigantesca creatura ragno, ha infatti rapito Celebrimbor per poter contrattare con Talion. Quello che vuole, è l’anello. Il ramingo accetta lo scambio e libera lo spettro, con l’intenzione di recuperare l’anello da Shelob.

Da questo presupposto ha inizio l’avventura de l’Ombra della Guerra.

L’avventura in se non ha nulla di puramente eccezionale e lo sviluppo della trama è lineare. Tuttavia il ricchissimo gameplay e la potente narrazione generale, bastano a rendere il gioco carico di contenuti, e soprattutto mai banale.

Come già visto in precedenza, il team di Monolith non ha un eccessivo rigore nell’attenersi strettamente ai dettami Tolkeniani, preferendo prendere personaggi e fatti della saga, e inserirli in una continuity personale. Questa scelta, per quanto faccia storcere il naso ai più fedeli, non è per forza errata. Gli spunti sono infatti esaltanti e, sebbene alle volte ci troveremo davanti a veri e propri stravolgimenti (ad esempio Shelob in grado di assumere sembianze di una donna), altre volte avremo invece dei chiari riferimenti e collegamenti alle saghe classiche, uno fra tutti particolarmente notevole, vedrete!

Importante è ricordare che gli eventi narrati nell'”Ombra della Guerra” sono collocati temporalmente fra i racconti de Lo Hobbit ed Il Signore degli Anelli.

Poco da dire sul gameplay che rasenta l’eccellenza: la ricchezza di contenuti e possibilità è talmente vasta e mai banale da non stancare mai. Parte di questo successo sta proprio nel non svelare immediatamente tutte le meccaniche di gioco, serbando le parti più succose per un secondo momento.

Nella prima parte del gioco, ci troveremo nel bel mezzo dell’assedio della città di Minas Ithil (la prima splendida area di gioco). Qui assisteremo a una sorta di ripasso di tutte le meccaniche di gioco del primo capitolo. Questo espediente ci è stato utile per testare i miglioramenti apportati al già eccellente gameplay de L’Ombra di Mordor.

Quest’oggi combattiamo…!

I combattimenti si appoggiano sempre al free flow system, brevettato ai tempi della serie Arkham. Con Talion potremo lanciarci nella mischia menando fendenti, contrattacchi e schivando i colpi avversari. Non va però disdegnato anche un approcio più stealth, fatto di uccisioni silenziose e frecce nei crani degli orchi. Gli scontri in un primo momento potranno sembrare caotici, ma dopo un po’ lo schema sarà chiaro e di facile gestione. Le animazioni sono fluide e la risposta ai comandi quasi perfetta. Il combat system inciampa di tanto in tanto in qualche inquadratura non esattamente azzeccata e talvolta in fastidiose compenetrazioni tuttavia nulla di eccessivamente fastidioso. Da aggiungere poi tutto l’insieme di abilità che la comunione con Celebrimbor ci offre.

Casa è alle spalle…

L’esplorazione delle aree di gioco assume un ruolo fondamentale nel titolo. Se nel primo capitolo trovavamo piacevole, seppur leggermente noiosa, questa parte, L’Ombra della Guerra ci porta ad un livello decisamente eccellente. Aprendo la mappa dell’area, ci troveremo di fronte a una costellazione di indicatori di missione, oggetti da recuperare, collectibles e ovviamente agguerritissimi capitani orcheschi. La quantità di cose da fare è davvero grande. Sommato a tutto questo troviamo il miglioramento e potenziamento di Talion. Durante tutta l’avventura avremo infatti modo di potenziare il protagonista attraverso lo sblocco di abilità di vario tipo e miglioramento dell’equipaggiamento a disposizione (Spada, Pugnale, Arco, Corazza e Cappa). Gli equipaggiamenti verranno rilasciati dai vari capitani sconfitti che, a seconda della forza, ci lasceranno un oggetto di maggiore (o minore) potenza e rarità.

L’insieme di tutte queste opzioni secondarie, ci spingerà a rimanere nella prima area per un lungo periodo, cercando di completarla al 100%. Tuttavia vi consigliamo fortemente di passare alla seconda area non appena possibile. Sarà infatti qui che il Nemesis System prenderà forma in tutta la sua bellezza ed avremo inoltre modo di sperimentare la vera novità del titolo: gli assedi.

Certezza di morte, scarsa probabilità di successo, che cosa aspettiamo?”

Gli assedi rappresentano il vero e proprio atto d’amore verso la saga Tolkeniana. Non sono il grande punto in cui tutte le dinamiche del gioco convergono, ma anche un vero e proprio ricordo degli enormi e tremendi assedi che ci hanno accompagnato per quasi tutta la saga, sia in forma cartacea che in pellicola. CI troveremo infatti dinanzi a travolgenti scontri, trovandoci a falcidiare fila di orchi nemici, con un unico obiettivo: raggiungere ed eliminare il campione della fortezza. L’impatto visivo di queste epiche battaglie è elevato e non disturbato da una eccessiva difficoltà, sebbene l’impegno necessario non sia poco. La domanda sorge spontanea: come lo raduno un esercito?

Il tempo degli orchi è giunto…

Ed ecco che entra in scena il Nemesis System, vero fulcro già dal primo titolo, qui ulteriormente migliorato. Per chi non lo conoscesse, il Nemesis System è un sistema procedurale in grado di creare capitani orcheschi sempre diversi e generati in maniera casuale, gestendo così le varie gerarchie dell’esercito orchesco. Ciascun capitano avrà i suoi punti deboli e di forza, e per ottenere informazioni su questi dovremo interrogare i cosiddetti “vermi”. Il sitema gerarchico è così in continua evoluzione e mutamento, anche attraverso avvenimenti esterni al protagonista. Ad esempio potremmo assistere a un duello fra capitani con successiva morte di uno dei due. Potremo decidere di intervenire o meno. Anche gli orchi di rango più basso possono diventare capitani, come? Semplice, uccidendo Talion. Ogni volta che un orco, capitano o non, porterà alla morte il ramingo otterrà una promozione.

Tramite il Nuovo Anello forgiato da Celebrimbor, potremo assoggettare gli orchi a seguirci e reclutarli nelle nostre fila. Alcuni orchi avranno abilità e potenziamenti particolari come, ad esempio, comandare un drappello di altri orchi o di bestie.

Addio miei coraggiosi Hobbit, la mia opera è terminata”

Concludendo, Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra, rappresenta a nostro parere quanto più vicino all’eccellenza accomunando Tolkien al mondo Videoludico. Il gameplay è ottimo, mai ripetitivo nonostante la natura intrinseca del gioco e, talmente vasto e casuale, da volersi far esplorare fino in fondo senza mai stancarsi. Sebbene la grafica non faccia urlare al massimo miracolo, risulta comunque eccellente e di un livello nettamente superiore al primo, le ambientazionio sono perfette ma i personaggi inciampano in qualche animazione non eccellente. La trama è piuttosto lineare, ma circondata dall’incredibile quantità di elementi “secondari” che rendono il tutto molto più piacevole e mai piatto. L’inserimento degli assedi e le ulteriori migliorie del Nemesis System, rendono infine L’Ombra della Guerra un titolo da giocare, senza se e senza ma.

La terra di mezzo continuerà per sempre a vivere nei nostri ricordi e nella fantasia, e il poterci tornare ogni qual volta vogliamo, è un privilegio intrinseco dell’essere videogiocatori.

 

 

 

 

La storia di Talion continua con La Terra di Mezzo: L’ombra della Guerra, ed oltre al gioco multipiattaforma è uscita anche una versione mobile del titolo.

La versione mobile de L’ombra della Guerra ripropone diversi elementi presenti nel “gioco completo”, oltre che diversi altri provenienti da altri capitoli della saga della Terra di Mezzo. In sostanza ci troveremo ad affrontare diversi livelli nelle diverse zone presenti nel gioco con una formula abbastanza semplice: avremo a disposizione fino a 3 eroi (ne saranno presenti tanti altri sbloccabili attraverso il Palantir, ma ne potremo usare solamente 3 alla volta) e questi affronteranno diverse orde di Uruk automaticamente o, al più, tramite il nostro intervento per utilizzare le loro abilità speciali (diverse per ciascun eroe). Oltre alle semplici missioni della campagna saranno sempre presenti degli eventi per i quali saranno necessari personaggi di alto livello ma ci ricompenseranno con eroi ed orchi particolarmente potenti.

Inoltre alla fine delle varie sezioni troveremo dei boss che, una volta sconfitti, potranno essere uccisi (per ottenere oggetti di potenziamento) oppure reclutati per essere utilizzati come aiuto durante i vari livelli. Gli orchi “marchiati” potranno essere anche inviati in specifiche missioni oppure farli combattere nelle fosse così da renderli più potenti (l’orco perdente, però, morirà ed eventualmente potremo anche riportarlo in vita…). Sia gli eroi che gli orchi potranno essere fatti salire di livello combattendo oppure utilizzando specifici oggetti ed inoltre i nostri personaggi potranno essere anche potenziati aggiungendo delle iscrizioni agli anelli del potere in loro possesso o migliorando le loro abilità utilizzando le monete recuperate durante le missioni.

Il tutto per quanto semplice riesce a funzionare abbastanza bene grazie ad una formula abbastanza convincente (anche se magari se approfondita sarebbe risultata ancora più efficace), oltre che una grafica davvero ottima per i dispositivi mobile.

In occasione della Milano Games Week 2017 abbiamo avuto modo di provare La Terra di Mezzo: L’ombra della Guerra; il seguito del pluripremiato La Terra di Mezzo: L’ombra di Mordor. Ecco le nostre primissime impressioni sul titolo Monolith, distribuito da Warner Bros, in uscita il prossimo 10 ottobre.

Come facilmente deducibile dal titolo ne L‘Ombra della Guerra ci troviamo dinanzi al secondo capitolo della storia che vede coinvolti il ramingo Talion e  l’elfo Celebrimbor nella loro spasmodica ricerca di vendetta nei confronti del malvagio Sauron; reo di aver ucciso o distrutto tutto ciò che amavano.

Il titolo ha inizio esattamente da dove si era interrotta la trama de L’Ombra di Mordor e ci catapulta nella guerra fratricida cui il Ramingo ha dato inizio servendosi del potere di coercizione proprio del suo alleato spirituale: l’etereo Celebrimbor. In questo contesto il nostro compito sarà quello di scalare (nuovamente) le gerarchie dell’esercito orchesco di Sauron per poterlo fronteggiare ed abbattere. Il tutto facendoci largo a colpi di spada e di arco nelle fortezze nemiche, fino ad ucciderne o soggiogarne il comandante. Già, soggiogare. Anche in questo secondo capitolo, infatti, elemento caratterizzante del gameplay sarà la possibilità si sottomettere al proprio volere (grazie al mistico potere del nostro defunto alleato elfico) gli Uruk nemici, convertendoli così in preziosi alleati da convocare nel momento del bisogno tramite un rapido comando. A differenza del suo predecessore, infatti, in cui i nostri “schiavi” apparivano random e potevano essere forzati a combattere contro gli orchi vicini; ne L’Ombra della Guerra la possibilità di “summon” è lasciata alla totale discrezionalità del giocatore che può decidere come e quando evocare le sue minions per farle combattere con lui (o al posto suo). A questa interessantissima possibilità si somma la capacità di Talion di invocare, con un sistema molto simile a quello già visto per gli orchi, la propria cavalcatura in qualsiasi momento; sia essa un Caragor od un Drago (si, avete capito bene, potrete domare e cavalcare un DRAGO) questa accorrerà solerte al richiamo del proprio padrone per assisterlo in battaglia o trasportarlo a destinazione.

Sulla base di quello che abbiamo potuto giocare, poi, pare rimasto pressoché invariato il sistema di combattimento che, fatta eccezione per l’aggiunta di una nuova “lancia spirituale” ed un duplice salto in avanti, non è cambiato molto; riconfermando il (vincente) combat system visto ed apprezzato ne L’Ombra di Mordor, fatto di salti, tuffi ed agili schivate in un mortale danzare di lame. Parimenti invariata pare essere rimasta la natura “Open World” del titolo sviluppato dai ragazzi di Monolith che, saggiamente, hanno preferito implementare gli spazi esplorabili aggiungendovi ambientazioni iconiche della trilogia di J.R.R.Tolkien come la città di Osghiliat o la torre di Minas Anor (dai più conosciuta come Minas Morgul). Esplorazioni a cui deve sommarsi l’innovativa modalità “assedio” che ci permetterà di assaltare e conquistare le roccaforti di Sauron sparse per la mappa di gioco. Riconfermata, poi, la presenza del viscido Gollum ci è stato riferito che, ne L’Ombra della Guerra incontreremo altri personaggi pescati nell’infinito universo creato dal filologo britannico: Shelob ed i Nove Spettri dell’Anello saranno, infatti, ospiti ricorrenti delle nostre scampagnate per la Terra di Mezzo.

Dal punto di vista grafico il titolo pare dovere molto al suo predecessore anche se, dal poco che abbiamo visto, i miglioramenti rispetto ad un titolo datato 2014 sono molteplici ed evidenti: dagli effetti particellari alle texture definite, passando per una maggiore definizione dei volti e del motion capture a cui fanno eco movenze fluide e copiosi spargimenti di sangue; il tutto apparentemente scevro da grossi difetti estetici o da vizi eclatanti. Anche il sonoro fa la sua parte rendendo epici gli scontri più concitati e catapultandoci nelle atmosfere magiche della Terra di Mezzo.

In definitiva, questa prima prova de L’ombra della Guerra ci ha positivamente colpito, mostrandoci un gioco vivo e vitale, fatto di battaglie campali, draghi, imboscate, insidie e tradimenti in grado di aggiungere materiale all’universo nato dalla penna di uno dei grandi Maestri del genere Fantasy e di rivaleggiare con la maestosità e l’epicità della trilogia di Peter Jackson. Un viaggio oscuro e violento verso la redenzione e la salvezza. 

A margine della Milano Games Week 2017, poi, abbiamo avuto modo di ascoltare il Design Director  de L’ombra della Guerra Bob Roberts che, interrogato sui rumors inerenti la presenza delle micro-transazioni nel gioco e sul loro effetto nella giocabilità dello stesso, ha voluto rassicurare tutti i presenti circa la totale ininfluenza degli acquisti con moneta reale sulla fruibilità del titolo:

“Come designer, il responsabile del design, è mio compito concentrarmi sul bilanciamento” [ha spiegato Roberts] “Facciamo tantissimo playtesting e ci assicuriamo che il gioco sia sintonizzato su un’impostazione in cui i giocatori possano divertirsi”.

“Abbiamo tenuto tutti i loot box e l’economia che include la valuta del mondo reale disattivata in questo playtesting, quindi sappiamo che stiamo bilanciando un’esperienza che può essere gratificante senza quelle cose”.

In  attesa dell’ormai prossima uscita de L‘Ombra della Guerra non possiamo dunque che lasciarvi con il trailer di presentazione della storia di Talion di Gondor e ricordate: NULLA SARA’ DIMENTICATO