L.A. Noire: The VR Case Files è la versione per visori per la realtà virtuale dell’omonimo e celebre titolo di casa Rockstar; precedentemente pubblicata per HTC Vive ed Oculus Rift è da poco stata rilasciata anche una versione per PlayStation VR.

L.A. Noire: The VR Case Files è da poco approdato anche su PlayStation VR, in seguito ad un annuncio a sorpresa durante lo State of Play di Settembre, dopo aver avuto modo di provarlo vogliamo parlarvi del lavoro di ottimizzazione svolto per questa versione. Abbiamo già avuto modo di parlare di L.A. Noire nella nostra recensione che potete trovare a questo link, ma ci teniamo con l’anticipare che questa versione per VR non risulta essere strettamente connesso alla trama del gioco principale. Difatti, piuttosto che affrontare l’intera vicenda del detective Cole Phelps (che di base supera le 15 ore di gioco), il titolo ci metterà di fronte ad un totale di sette casi tratti dal gioco base (per una durata complessiva di circa 4-5 ore di gioco).

L.A. Noire VR

Eccezion fatta per la trama questa versione VR di L.A. Noire mantiene le caratteristiche peculiari del gioco, specialmente per quanto riguarda il risalto posto sulla mimica facciale dei personaggi. Per chi non avesse avuto modo di giocare a questo titolo Rockstar si tratta di un elemento estremamente importante ai fini del gioco, poiché starà a noi ascoltare le confessioni dirette di ogni colpevole e valutarle basandoci, oltre che sulle prove in nostro possesso, anche sulla loro mimica facciale così da capire se stanno dicendo il vero o se mentono. In questo modo dovremo valutare se utilizzare un approccio accusatorio piuttosto uno da poliziotto buono/cattivo. Considerata la risoluzione del VR di casa Sony avevamo qualche titubanza iniziale, ma fortunatamente giocando sono state tutte scacciate dal grande lavoro di ottimizzazione svolto!

L.A. Noire VR

Le espressioni facciali, così come ogni altro dettaglio tecnico, sono state infatti ottimizzate al meglio per PlayStation VR e la resa complessiva risulta essere di eccellente livello (al punto che lo si potrebbe definire uno dei migliori giochi per PS VR dal punto di vista tecnico). Grafica a parte, e considerando il gameplay puro e semplice, il risultato è davvero encomiabile grazie a possibilità di interazione variegate e soprattutto ben realizzate. Passeremo infatti dal dover affrontare una semplice scazzotata tra colpi e parate, a veri e propri scontri a fuoco, guida di veicoli (nel minimo particolare) e persino l’utilizzo del nostro essenziale taccuino per porre domande ai sospettati o per analizzare gli indizi trovati risulterà intuitivo e con un ottimo feedback.

L.A. Noire VR
L.A. Noire: The VR Case Files offre dunque una grande possibilità di approcci ed interazioni, ma questo scopre necessariamente il fianco a “difetti” di sensibilità soggettiva verso il motion sickness. Per questa ragione gli sviluppatori hanno pensato bene di inserire qualsivoglia tipologia di supporto per far fronte a questo stato. Sarà infatti possibile selezionare diverse tipologie di movimento del personaggio o della telecamera (dalla fluida a quella a scatti), “proteggere” le estremità del campo visivo tramite oscuramento nelle fasi di movimento più rapido o persino saltare completamente i viaggi in auto giungendo direttamente a destinazione. Fortunatamente, non avendo alcun tipo di sensibilità legata al motion sickness, solitamente rimuoviamo ogni tipo di “protezione” per godere di un’esperienza più fluida, ma non nascondiamo che con questo gioco in alcuni casi la nostra sensibilità sia stata messa alla prova.

L.A. Noire VR

Detto ciò siamo contenti di poter apprezzare come un gioco di questo calibro, ed in grado di offrire così tante possibilità, sia giunto infine anche per PlayStation VR. Si tratta infatti di un titolo nel complesso estremamente godibile sotto ogni aspetto, dalla semplice interazione con oggetti e personaggi alle vicende trattate, il tutto fruibile senza problemi anche dai più sensibili al motion sickness grazie alle numerose opzioni per ridurre al minimo il senso di disorientamento. Senz’ombra di dubbio uno dei migliori attualmente disponibili per il VR di PS4!

 

Zone of The Enders è stata una delle saghe più lungimiranti della prima decade di inizio 2000; il secondo capitolo in particolare, The 2nd Runner, torna con una riedizione pensata per il 4K e realtà virtuale.

Zone of The Enders – The 2nd Runner MARS è la riedizione del celebre capitolo per Playstation 2 della serie ZoE. Con queste nuova edizione, Konami punta tutto sulla resa grafica abbinata alla possibilità di giocare l’intera campagna in VR.

Senza fare troppi preamboli, vi basti sapere che il protagonista, Dingo, si troverà a pilotare forzatamente l’iconico Orbital Frame denominato Jehuty in una corsa contro il tempo. Tra campi di battaglia e basi sotto assedio prende vita l’intera trama di The 2nd Runner, narrata altresì attraverso un anime introdotto sotto forma di cut-scenes, scelta che si amalgama perfettamente con la natura Otaku del titolo nipponico orchestrato in origine da Hideo Kojima.

Zone of The Enders – The 2nd Runner MARS non è solo la rimembranza di una saga perduta nell’oblio dei titoli in attesa di un seguito che mai avrà luce, ma anche una nuova luce per una pietra miliare del videogioco da poter riscoprire in realtà virtuale.

Difatti, la vera chicca introdotta in questa edizione di The 2nd Runner è la possibilità di giocare con la visuale in soggettiva posta dall’abitacolo del Jehuty e fruibile su Playstation attraverso il PSVR e su PC con l’ausilio di OCULUS o HTC VIVE.

Se di primo impatto questa nuova modalità può lasciare perplessi, possiamo garantire che l’immersione è grande ed altamente godibile. La totale rielaborazione delle texture pensate per il 4K ed effetti di post processing migliorati, abbinati ad un frame buffer più elevato, anche in VR rendono il tutto più nitido e cristallino rispetto alle versioni precedenti, rendendo la scelta del VR la più azzeccata per godere appieno di questa perla rara.

Ad ogni modo, anche senza realtà virtuale, Zone of The Enders The 2nd Runner MARS resta un titolo altamente godibile e visivamente affascinante, grazie all’enorme lavoro di restauro effettuato dagli sviluppatori; anche se i difetti non mancano.

Soprattutto per quanto concerne il versante audio, la versione Steam in particolare, a detta di diversi utenti, sembra soffrire di porzioni di audio mancanti e per quanto riguarda la nostra esperienza di gioco, effettivamente abbiamo avuto diversi problemi con l’audio che risultava gracchiante in sottofondo. Siamo riusciti comunque ad arginare il problema con l’ausilio d’una scheda audio dedicata, soluzione che purtroppo non risulta a buon mercato.

Il gioco ha inoltre la possibilità di sbloccare il framerate e quindi disabilitare il lock a 60FPS, peccato però che il codice sorgente del titolo non sia stato adeguato ad FPS più elevati, rendendo di fatti impossibile giocare il titolo oltre i 60FPS, risultando del tutto accelerato e per questo non fruibile.

Tralasciando queste inezie tecniche, è da sottolineare che sarebbe stata gradita la possibilità di scegliere tra lingua Giapponese ed Inglese, mentre, almeno per il momento, il titolo per il mercato europeo è distribuito con la sola lingua inglese e sottotitoli selezionabili. Data la natura anime del titolo la lingua Giapponese avrebbe potuto dare quel tocco di cult in più ad una perla simile.

Oltretutto, ci chiediamo il perché limitare la riedizione al solo secondo capitolo e non effettuare una totale conversione di entrambi i capitoli in un compendio che, se totalmente rimasterizzato e fruibile in VR, sarebbe stato apprezzato dalla gran parte del pubblico.

In definitiva, Zone of The Enders The 2nd Runner MARS è una riedizione coi fiocchi apprezzabile sia da chi lo ha giocato ai tempi che da chi per la prima volta sale a bordo del Jehuty.

Un’esperienza incredibile ed immersiva come non mai, forse con qualche difetto, ma nulla che possa inficiare la magnificenza di una perla rara come come Zone of The Enders.

Downward Spiral: Horus Station è il punto di partenza per lo studio 3rd Eye che ha creato un’esperienza per la realtà virtuale ancora un po’ grezza. Interessante la possibilità di provare a muoversi a gravità zero, peccato per il gameplay da rivedere.

In Downward Spiral: Horus Station, il giocatore si ritrova proiettato all’interno di una stazione spaziale che appare completamente abbandonata dal suo equipaggio. Il giocatore dovrà quindi muoversi in totale assenza di gravità all’interno della stazione spaziale per riuscire non solo a riattivarla, ma anche per scoprire cos’è successo al resto dell’equipaggio. Il tutto con una narrazione veramente sottotono (alcuni potrebbero definirla persino inesistente). L’esplorazione è basata sulla risoluzione di enigmi alquanto semplici: infatti si tratta spesso di trovare qualche scheda o delle batterie.

 

Nella stazione il giocatore non sarà da solo; ad accoglierlo troverà alcuni robot fluttuanti. In caso di sconfitta, si ripartirà da una delle tante camere di rigenerazione sparse in giro, mentre per procedere dovrà prima eliminare i nemici rimasti ancora in vita. Compito piuttosto semplice considerando che per i nemici non vi è respawn e che, dunque, saranno via via in inferiorità numerica.

L’esperienza di gioco si rivela senz’altro più apprezzabile attraverso l’utilizzo dei visori per la realtà aumentata. Provandolo infatti anche utilizzando mouse, tastiera e schermo del pc le sessioni di gioco in single player si sono rivelate meno coinvolgenti. Tuttavia Downward Spiral: Horus Station offre oltre all’avventura in solitaria, offre anche altre modalità di gioco come la modalità co-op e deathmatch, tutte rigorosamente in assenza di gravità… anche in questo caso però il divertimento è legato all’utilizzo dei visori.

Downward Spiral: Horus Station ci è sembrato quindi ancora parecchio grezzo, mostrando criticità un po’ su tutti i fronti, a partire dalla narrazione poco interessante. Vi consigliamo quindi di attendere che sia scontato e di giocarlo esclusivamente se dotati di un visore per la realtà aumentata.

Tutti gli appassionati di Pc gaming possono gioire, specialmente i fan di MSI. In un recentissimo Comunicato Stampa, l’azienda taiwanese ha infatti annunciato che MSI Infinite, la sua nuova famiglia di PC desktop gaming arriverà in Italia.

“Performante, dotato di un ricco bundle e caratterizzato da un design che non passa inosservato, Infinite è la soluzione definitiva per chi cerca un PC ottimizzato per giocare al massimo e con cui poter contare sui livelli di affidabilità per cui MSI è nota in tutto il mondo”

Performante, dotato di un ricco bundle e caratterizzato da un design che non passa inosservato, Infinite è la soluzione definitiva per chi cerca un PC ottimizzato per giocare al massimo e con cui poter contare sui livelli di affidabilità per cui MSI è nota in tutto il mondo” così MSI descrive questa nuova gamma di PC dedicati ai videogiocatori.

Mostrata per la prima volta durante il Computex 2017 di Taipei, la nuova serie MSI Infinite sta per sbarcare in Italia e sicuramente non passerà inosservata. Di spicco il design decisamente innovativo e la capacità di saper soddisfare le esigenze di chi desidera un PC per giocare veramente affidabile, completo di tutto, ottimizzato per offrire il massimo in ogni situazione e corredato da un ricco bundle.

MSI Infinite

Al momento sono due i modelli disponibili: Infinite e Infinite A. Quest’ultimo si differenzia dal “fratello minore” per la finestra in vetro temperato montata sul lato sinistro e per il pannello frontale con elementi a LED, che compongono un intricato circuito elettrico personalizzabile con il software Mystic Light, con la possibilità di scegliere tra un ben più ampio ventaglio di colori rispetto al modello base, che s’illumina soloamente di rosso.

I PC della serie Infinite A sono ideali anche per giocare in Realtà Virtuale, grazie alla presenza dei processori Intel® Core™ i5 o i7, combinati con le più performanti schede video NVIDIA GeForce® GTX serie 10, e al pannello frontale VR Link che, insieme alla funzionalità esclusiva MSI One-click to VR, facilita la connessione di visori, come Oculus e HTC Vive.

MSI Infinite rappresenta anche una soluzione ottimale anche per chi vuole partecipare a tornei e LAN party, in quanto dotato di una comoda maniglia che offre la possibilità di spostarlo facilmente

L’ efficienza MSI è riscontrabile persino nel sistema di raffreddamento. La serie Infinite infatti sfrutta il sistema  SILENT STORM COOLING 3, che crea flussi d’aria dedicati ai diversi componenti del sistema, garantendo di poter giocare al meglio per ore e ore senza il disturbo di fastidiosi rumori generati dalle ventole che girano ad alta velocità.

MSI Infinite A

Come usuale per i desktop di MSI, è previsto anche un bundle. Nel caso di Infinite comprende la versione completa di Ghost Recon: Wildlands deluxe edition, un mouse e una tastiera MSI da gaming e un completo toolkit per la manutenzione del PC

Come usuale per i desktop di MSI, è previsto anche un bundle. Nel caso di Infinite comprende la versione completa di Ghost Recon: Wildlands deluxe edition, un mouse e una tastiera MSI da gaming e un completo toolkit per la manutenzione del PC. Sarà inoltre possibile sostituire, ad esempio, lo storage o la scheda video del proprio computer senza invalidare la garanzia. Per queste operazioni, però, sarà necessario rivolgersi ai rivenditori autorizzati, che dovranno occuparsi degli interventi.

MSI Infinite all’opera

MSI Inifinite e Infinite A saranno disponibili in Italia a partire dall’ultima settimana di Settembre con prezzi al pubblico rispettivamente a partire da 999 IVA inclusa e da 1.799 IVA inclusa.

Maggiori informazioni e le schede tecniche dei prodotti sono disponibili  qui.

Il fuorisalone di Milano offre sempre occasioni per scoprire qualcosa di nuovo. Presso la sede del WWF di Milano abbiamo infatti scoperto il progetto “VR Hope – a Very Real Hope. Realizzato da Uqido in collaborazione con WWF Italia si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo il tema dell’impatto umano sull’ambiente (ed in particolare sul rischio d’estinzione del Lupo).

La questione ambientale e il rischio d’estinzione di numerose specie animali dovrebbero interessarci tutti da vicino (avendo conseguenze anche per la vita umana) ma purtroppo spesso vengono trascurate, forse perché la natura ed i suoi abitanti vengono dati per scontati. Per questo motivo WWF Italia ha chiesto aiuto al team di Uqido, che ha provveduto a realizzare questa breve ma intensa esperienza per VR (accessibile a tutti gratuitamente).

VR Hope- a Very Real Hope

L’esperienza in sé è davvero molto breve ma riesce seriamente a colpire le emozioni dell’utente.  VRHope si caratterizza infatti per l’utilizzo della realtà virtuale non per coinvolgere lo spettatore dal punto di vista solamente grafico, quanto piuttosto emotivamente e sensorialmente, al fine di renderlo consapevole di cosa potrebbe capitare (e purtroppo sta cominciando a verificarsi) al nostro pianeta. VRHope è stato realizzato con Unity e ottimizzato per HTC Vive. Pur essendo un’ottima realizzazione,  presenta tuttavia alcune pecche (che non inficiano comunque la potenza emotiva dell’esperienza). In particolare vi sono dei difetti nelle animazioni degli animali, ma che sono veramente marginali rispetto alla forza narrativa della storia. Inoltre se si considera il pochissimo tempo avuto a disposizione da Uqido (14 giorni ndr) a maggior ragione passano in secondo piano. Complessivamente il nostro commento per questo lavoro è: tanto di cappello !

Dopo aver indossato il visore si viene catapultati in un ambiente verdeggiante e pieno di vita, in cui è possibile muoversi abbastanza liberamente ed ammirare alcune specie animali, tra i quali spicca un branco di lupi. Fin qui tutto tranquillo, anche perché i lupi e gli altri animali ignoreranno la nostra presenza. Ad un certo punto però cominceranno ad essere distinguibili gli inconfondibili rumori della presenza umana e le loro conseguenze. Non vi diciamo oltre perché raccontare il finale depotenzierebbe la carica emotiva che quest’esperienza comporta. E anche perché tutti odiano gli spoiler. Se volete scoprire il finale, noi di Geexmag vi invitiamo a provarla al Fuorisalone di Milano, presso la sede WWF di Via Tommaso da Cazzaniga.

Uqido

Uqido che ha realizzato, in collaborazione con WWF Italia, quest’opera di sensibilizzazione è un’azienda di Padova costituita da persone che amano la tecnologia e la sperimentazione. Nata da uno spin-off dell’Università di Padova, Uqido trae ispirazione per il suo nome dal primo progetto realizzato, ovvero un eliminacode. Il nome infatti significa yoU Queue I DO (Mentre aspetti in coda io faccio).  Caratteristica di Uqido è infatti la continua ricerca e sperimentazione per trovare soluzioni semplici ai problemi delle persone. Al momento infatti Uqido collabora con lo IOV (Istituto Oncologico Veneto) alla realizzazione di un dermatoscopio di ultima generazione.

In occasione della Milan Games Week 2016, abbiamo avuto l’occasione di provare uno dei titoli indie più sorprendenti degli ultimi anni

3Pur avendo potuto provare soltanto un breve tutorial, senza alcun accenno alla trama del gioco, gli sviluppatori ci hanno rivelato che a gioco completo Runes, dovrebbe rivelarsi uno Story-driven con una storia molto profonda che accompagnerà il giocatore, e gli darà poco alla volta i pezzi di una trama coinvolgente che invoglierà a giocare sempre di più. Runes inoltre non sarà un gioco autoconclusivo, ma solamente il primo capitolo di una (lunga) storia più grande (descritta come un mix di Harry Potter, Skyrim e Game of Thrones) .

A livello di ambientazione ci è parso subito chiaro che Runes offrirà un ambiente fantasy in salsa Elder Scrolls,  in cui vestiremo i panni di un mago, in cui potremo castare le numerose magie a disposizione (in prova abbiamo potuto sperimentarne soltanto due, ma a gioco completo dovrebbero essere molte di più) disegnando le rune corrispondenti a ciascun incantesimo con le nostre stesse mani, potendo utilizzare un incantesimo per mano; sarà inoltre possibile creare le nostre magie combinando a piacere gli incantesimi ottenendo così una varietà di magie ancora più grande, offrendo al giocatore anche di poter scegliere nella maniera più libera possibile come poter affrontare il gioco. A livello di  gameplay  Runes si è dimostrato quindi molto intuitivo e coinvolgente, già dopo pochissimo tempo infatti si è in grado di castare a piacimento le magie, anche perché non si a alcun limite: il giocatore ha la più completa libertà, non esiste infatti alcun limite imposto da cose come punti mana o simili.

1Per quanto riguarda invece l’aspetto grafico l’ HTC Vive è stato sfruttato a meraviglia, regalando un’ esperienza straordinaria al giocatore, grazie anche all’uso della fotogrammetria che permette di realizzare scenari veramente realistici (e attimi di puro terrore per chi come me soffre di vertigini, al momento di dover fare un passo oltre il ciglio di un dirupo altissimo ndr). Il rischio che si corre è quindi quello di dimenticarsi dell’esistenza del mondo reale dopo pochi secondi di immersione nel mondo di Runes .

L’uscita del primo capitolo, al momento è prevista per aprile 2017 su Steam, mentre per la realizzazione dell’intera storia partirà a breve un Kickstarter.

In breve si può dire che Runes, è forse uno degli indie più promettenti degli ultimi anni, in cui la tecnologia del visore (HTC Vive al momento) è sfruttata appieno sia a livello grafico che di gameplay, e che rende realtà il sogno di qualunque appassionato di fantasy (e della serie Elders Scrolls in particolare, a cui gli stessi sviluppatori hanno ammesso di essersi ispirati), risultando comunque molto apprezzabile da ogni tipo di giocatore proprio grazie alla sua grande immersività . Runes the forgotten path è quindi un titolo da tenere d’occhio, e verso il quale nutriamo grandi aspettative…..