Abbiamo avuto modo di provare in anteprima The Last Wind Monk, sequel di The Inner World, che uscirà tra pochissimi giorni (20 ottobre 2017). Ne siamo rimasti piacevolmente colpiti, e vogliamo spiegarvi perché.

L’Ambientazione

 

l mondo di Asposia è costituito da un enorme spazio vuoto circondato da un’infinita distesa di terra. L’aria del mondo è fornita attraverso le fontane del vento, custodite dai Monaci del Vento. Tali fontane erano ritenute essere un collegamento diretto con gli Dei del vento, vera e propria espressione del loro respiro. Purtroppo però un giorno dalle fontane uscirono i Basiliani, terribili mostri capaci di pietrificare le proprie vittime con lo sguardo. Questi temibili mostri, però, non erano altro che complesse macchine robotiche costruite dal vile Conroy il quale, fingendo di sconfiggere i mostri, ne aveva approfittato per assumere il controllo del mondo. Ma sulla sua strada aveva trovato Peck, Laura e Robert che, dopo un ardua battaglia, lo avevano sconfitto tramutandolo in pietra.

E qui si concludeva The Inner World,

Con The Last Wind Monk, però, veniamo a sapere che le cose non sono migliorate per Asposia. Dopo la sconfitta di Conroy, infatti, Robert è rimasto pietrificato per 3 anni a causa di un incidente occorsogli mentre cercava di scappare dalla sua incoronazione. Nel frattempo è sorto un nuovo dittatore: Emil. Questi altri non è che un ex-commerciante di cianfrusaglie convinto di essere destinato a restaurare Conroy e salvare Asposia dai Basiliani. Emil, a capo del Movimento dei Lealisti di Conroy, ha instaurato una vera e propria dittature simil-nazista: e, ritenendo la tribù dei nasi a flauto responsabili della morte di Conroy nonché della comparsa dei Basiliani,  ha dato il via ad una serie di rastrellamenti, in modo da poter sacrificare tutti i nasi a flauto per poter far rinascere Conroy. Ma non è tutto: il vento (e quindi l’aria) sta cominciando ad esaurirsi e l’unica speranza per il mondo è che venga trovato l’ultimo monaco del vento. Qui comincia la nostra avventura per salvare il mondo.

Il Gioco

Il sistema di gioco è quello tipico di ogni punta e clicca: abbiamo a disposizione tre personaggi (Peck il piccione, Laura la ribelle e Robert l’imbranato) che si muovo tra gli scenari 2D in cui sono presenti diversi punti di interesse con cui è possibile interagire per osservare, raccogliere oggetti e simili. Per proseguire nella storia dovremo risolvere vari enigmi sfruttando gli oggetti del nostro inventario e quelli presenti nello scenario. Il livello dei puzzle è decisamente ben bilanciato, risultando non troppo semplice ma neanche ostico al punto da bloccarci per troppo tempo. Ma non ci limiteremo a risolvere enigmi: potremo anche suonare canzoni col naso di Robert, giocare partite a freccette, e a toc-toc per vincere della fantastica carta igienica!

Se il gameplay è rimasto sostanzialmente identico al primo capitolo, la grafica ha invece subito delle migliorie, pur rimanendo fedele allo stile di The Inner World. Gli scenari appaiono infatti ben realizzati, stravaganti e pregni di personaggi simpatici esattamente come in The Inner World. Ma sono risultati degni di nota anche il doppiaggio e le musiche di gioco, per cui è stato fatto veramente un ottimo lavoro.

Le Nostre Conclusioni

The Last Wind Monk è un’avventura grafica indie assolutamente degna di nota, con un’ambientazione pregna di umorismo pur trattando tra le righe temi delicatissimi (come quello della discriminazione razziale), capace di regalare ore di divertimento agli appassionati del genere e non solo, in quanto il livello degli enigmi è più che alla portata di chiunque. Inoltre la breve sequenza introduttiva, riassumendo le vicende del primo capitolo, renderanno The Last Wind Monk pienamente fruibile anche a quei giocatori che non hanno giocato allo sfortunato The Inner World. The Last Wind Monk sarà rilasciato su tutte le piattaforme tra pochissimi giorni, precisamente il 20 ottobre 2017, e noi vi consigliamo caldamente di non farvelo sfuggire.

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Abbiamo avuto modo di provare la versione in accesso anticipato di P.A.M.E.L.A. nuovo indie survival-horror.  Ed è stato veramente spiazzante….Il gioco, seppur già acquistabile su Steam, è ancora in fase di pre-alpha, ma lascia già intuire buoni propositi per il futuro. Tuttavia essendo ancora molto “work in progress” non esprimeremo giudizi, ci limiteremo a riportarvi le nostre impressioni.

Provare P.A.M.E.L.A.  è stata un’esperienza…. particolare. Il giocatore viene infatti catapultato nel mondo di gioco, senza alcun tipo di introduzione alla lore/storia. Tuttavia appare subito evidente l’ambientazione cyberpunk mista alla tipica atmosfera dei giochi horror. Come da clichè infatti, il protagonista si risveglierà in un luogo sconosciuto – e apparentemente abbandonato- dopo un lungo sonno (in questo caso crioibernazione). Dopo essersi ripreso viene accolto da P.A.M.E.L.A. un’ IA, sua prima (e forse unica) alleata. Dopodiché non riceveremo alcun tipo di informazione – se non recuperando datapad e registrazioni sparse per l’immensa struttura in cui si svolgono le vicende di gioco, chiamata EDEN- ma dovremo “semplicemente”  trovare un modo per sopravvivere. Non basterà infatti sfuggire ai nemici, ma sarà necessario anche reperire cibo, bevande e materiali necessari a craftare strumenti utili.

Di particolare interesse la componente GDR. Compiendo determinate azioni potremo infatti acquisire EXP e salire di livello, ricevendo dei GP necessari a migliorare le caratteristiche del personaggio. Per quanto riguarda la grafica P.A.M.E.L.A. è stato realizzato con Unity 5, e bisogna riconoscere che anche giocandolo coi dettagli al minimo il colpo d’occhio visivo è sempre d’effetto.

Più da vicino.

Come abbiamo già avuto modo di dire P.A.M.E.L.A. unisce il genere horror al genere cyberpunk.  Il mondo di gioco, l’immensa struttura chiamata EDEN, è completamente esplorabile. Vi è poi una varietà di nemici, con tanto di fazioni interagibili. Altra buona idea appare la randomizzazione dei nemici, e non solo per quanto riguarda la posizione. Ad ogni partita sarà possibile incontrare prima un diverso tipo di nemico rispetto alla precedente. Tuttavia lo stato di “abbandono” in cui viene lasciato il giocatore appare fin troppo eccessivo. Tranne qualche informazione recuperata in giro circa la vita ad EDEN (prima che un misterioso disastro trasformasse la struttura in un incubo), il giocatore non ha la minima idea di chi sia e quale sia il suo scopo (a parte sopravvivere), ne se vi sia una vera e propria trama.  Persino nei Souls si ricevono più informazioni sul mondo di gioco…

Tra le note dolenti troviamo è anche il caricamento iniziale infinito (condito di tanto in tanto da qualche crash) che potrebbe far venir voglia di chiudere il gioco ancor prima di iniziare.

Anche la grafica però hai suoi difetti. Nonostante: mantenendo il settaggio di default alcune descrizioni di oggetti appaiono infatti tanto minuscole da risultare illeggibili.

Ma i problemi di P.A.M.E.L.A. non sono finiti. Nonostante l’interessante idea di fondo, purtroppo il gioco fallisce in un aspetto fondamentale per un horror: non fa paura. Non fa paura per una serie di ragioni, tra cui  spiccano i banali modelli dei mostri e la goffaggine delle animazioni di “combattimento”. Stendiamo un velo pietoso sulla IA di nemici e NPG, nonché sulla qualità delle hitbox (con conseguenti colpi wireless).

Ci ha lasciati invece perplessi una meccanica di gioco particolare: qualora dovessimo incominciare una nuova partita manteremmo comunque l’EXP e i GP acquisiti precedentemente.

Conclusioni

Al momento pare purtroppo pare che NVYVE si sia concentrata troppo sulla cornice (grafica e colonna sonora), sviluppando troppo poco il cuore del gioco: trama, ambientazione e gameplay. Purtroppo allo stato attuale non consigliamo l’acquisto a prezzo pieno (22,99 € su Steam), quanto piuttosto di aspettare qualche sconto consistente.

Vorremmo però spezzare una lancia in favore degli sviluppatori. P.A.M.E.L.A. è al momento senza dubbio ancora molto grezzo e pieno di problematiche da sistemare, ma c’è da considerare che NVYVE è composta da soli 8 membri, alcuni dei quali alla loro prima esperienza di sviluppo. Inoltre il gioco è in pre-alpha, e quindi ben lontano dalla sua versione definitiva.

Continuate a seguirci su Geexmag per futuri sviluppi.