Godfall è una nuova IP creata da Counterplay Games e Gearbox Software e pubblicata il 12 Novembre per PC e PlayStation 5. Si tratta di un titolo ambizioso che vuole unire elementi di generi diversi creando una sorta di Destiny incentrato sul combattimento all’arma bianca, un vero e proprio action RPG in stile hack & slash incentrato sulla raccolta continua di nuovo loot per potenziare al massimo il nostro personaggio. Quale sarà stato il risultato?

Trama

Prima di iniziare a parlare nel dettaglio della trama di Godfall è importante sottolineare il fatto che non si tratta assolutamente di un titolo story-driven, pertanto questo lato del gioco non riveste particolare importanza, soprattutto se parliamo della narrazione primaria che ci viene mostrata. La nostra avventura avrà infatti inizio nei panni di un personaggio chiamato Orin dopo aver subito una pesante sconfitta da parte di suo fratello Macros, il quale, ormai ubriaco di potere, ha tradito la fiducia del primo e ha intenzione di compiere un rituale per diventare un vero e proprio dio. Il nostro obiettivo sarà dunque quello di fermare i piani di nostro fratello eliminando tutti i suoi luogotenenti (essenziali per il rituale) fino a sconfiggerlo, ma non prima di aver trovato alcuni  importanti alleati che ci aiuteranno sotto più punti di vista. 

Godfall

Quanto detto sinora, purtroppo, riassume praticamente tutto ciò che compone la campagna principale del titolo, lasciando così anche poco spazio per eventuali approfondimenti sui pochi personaggi secondari o a colpi di scena. In compenso risulta essere ben più interessante il lavoro svolto relativamente alla lore del gioco. Questa ci verrà infatti presentata attraverso delle tavolette che potremo raccogliere nelle diverse aree di gioco, ma anche tramite la descrizione delle varie tipologie di nemici che ci troveremo ad affrontare (boss inclusi). 

Tutta la lore di Godfall, raccolta in un pratico codex, ci andrà a spiegare sia i punti di vista dei due fratelli sugli eventi che li hanno condotti allo stato presente, ma anche (e soprattutto) che cos’è il mondo di Aperion e quali eventi lo hanno segnato, chi è la razza dei Valoriani a cui noi stessi apparteniamo, che cosa sono le Valorpiastre e così via. Non parliamo di una mole abnorme di contenuti (alcuni dei quali sarebbero potuti anche essere approfonditi ulteriormente) ma piuttosto di interessanti dettagli per fornire a tutto un contesto. Nel complesso dunque abbiamo fortunatamente questa parte di narrativa che corre in soccorso alla trama principale, la quale risulta essere poco valorizzata persino per un gioco che vuole focalizzarsi soprattutto sul lato del gameplay.

Godfall

Gameplay

Il fulcro centrale di Godfall è senz’ombra di dubbio il gameplay, e in questo ciò che riveste maggior importanza è sicuramente il combat system. Nel corso degli anni i giochi di combattimento all’arma bianca hanno infatti esplorato e sfruttato le possibilità di gameplay nei modi più disparati. Ciò ha indubbiamente reso difficoltoso lo studio di caratteristiche innovative per rendere meno monotono il genere. Questo “RPG slasher looter”, come definito dagli sviluppatori stessi, riesce invece a proporci alcuni nuovi spunti interessanti anche se, dall’altra parte, sfrutta poco degli elementi che potremmo definire basilari

Partendo da questa “nota dolente” del combat system non possiamo esimerci dal parlare delle combo; le nostre possibilità in questo senso sono sostanzialmente rappresentate da un attacco leggero (con una combo a quattro colpi) e uno pesante (a tre colpi), i quali possono combinarsi unicamente in una combo a quattro colpi con tre leggeri e uno pesante. Questa limitatezza si fa purtroppo sentire di tanto in tanto, e si tratta di un particolare che avrebbe portato il tutto molto più vicino alla perfezione. Dall’altra parte abbiamo infatti due tipologie di attacchi speciali con l’arma (legate alla carica di una barra), poteri (dal risucchio vitale all’indebolimento delle resistenze nemiche) e diversi attacchi utilizzando lo scudo (incluso il suo lancio).

Il lavoro più interessante è stato però svolto nell’incentivare il giocatore all’uso combinato di attacchi leggeri e pesanti (e proprio per questo l’assenza di molte combo si fa sentire), ma anche al variare tra le due armi che potremo equipaggiare. Nel primo caso parliamo del cosiddetto accumulo di Sgretolanima, ovvero un danno che viene accumulato con gli attacchi leggeri (oltre ovviamente al normale danno degli stessi) per poi essere rilasciato da quelli pesanti rendendo indispensabile l’uso combinato dei due per massimizzare i danni. Nel secondo caso ci riferiamo invece a uno speciale attacco ad area che viene rilasciato quando si cambia l’arma e quella riposta si è caricata a sufficienza.

Godfall

Ogni nemico presenta inoltre una barra dello stordimento che va a riempirsi con ogni colpo subito, soprattutto se pesante, o quando un suo attacco viene da noi parato (con il cosiddetto parry) fino ad esporlo a un potente, e spesso letale, attacco o nel caso dei boss lasciandoli vulnerabili per alcuni secondi. Nel corso dei combattimenti dovremo infine gestire la telecamera per puntare e colpire i punti deboli dei nemici che vengono esposti in determinati casi (ad esempio dopo un attacco sferrato o essere stati sbilanciati da un parry). Questi ultimi ci permettono di infliggere danni aumentati e, una volta colpiti, sbilanceranno l’avversario spesso scagliandolo a terra. L’utilizzo di quanto descritto sinora, associato all’uso di schivate e altre manovre farà la differenza in ogni combattimento.

Di fianco a questo interessante combat system troviamo la parte RPG di Godfall: molte delle abilità e possibilità descritte fino ad ora dovranno essere innanzitutto sbloccate tramite una sorta di albero delle abilità. Otterremo punti abilità dopo essere saliti di livello, dopo aver completato determinate missioni o al completamento di alcune sfide di gioco chiamate “meriti”. Questo titolo è inoltre un gioco di ruolo incentrato sul loot di diversa rarità (dal comune al leggendario) con armi, ciondoli, amuleti, aumenti e anelli in grado di dare un grande numero di bonus passivi che spaziano dalla probabilità critico a determinati status alterati. Le armi in particolare possono infliggere danni fisici o elementali (tra shock, gelo, fuoco e vuoto) e sono divise in spade lunghe, spadoni, armi ad asta, lame doppie e martelli.

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Il loot si estende però anche a risorse essenziali sia per potenziare le nostre armi (tramite la forgia) ma anche, e soprattutto, per costruire nuove Valorpiastre. Si tratta delle corazze che il nostro protagonista potrà indossare, ciascuna caratterizzata da una propria estetica, bonus passivi (come probabilità di infliggere sanguinamento o accumulo extra di Sgretolanima) e una sorta di slot di potenziamento in cui inserire gli aumenti citati poc’anzi. In aggiunta ogni Valorpiastra avrà una propria “Furia dell’Arconte”, ovvero un’abilità finale che garantisce alcuni importanti bonus extra per alcuni secondi, o in alcuni casi crea alleati o oggetti che danneggiano continuativamente i nemici nei paraggi. Le risorse per creare queste potenti armature dovranno essere ricercate semplicemente esplorando determinate aree di gioco.

Sotto questo punto di vista il mondo di Godfall è organizzato in tre macro aree, ovvero il regno della Terra, dell’Acqua e dell’Aria. Queste possono essere esplorate partendo dal nostro HUB centrale, essenziale per selezionare la missione da giocare o l’eventuale esplorazione libera. Parlando delle missioni queste sono rappresentate da quelle legate alla storia principale, e dalle cacce a diversi boss secondari. Le prime risultano essere semplicemente delle introduzioni alle aree e dei “modi narrativi” per avvicinarci al boss finale della zona (rappresentato da un luogotenente di Macros), mentre le cacce ci serviranno a ottenere dei sigilli per poter accedere al luogotenente stesso.

Godfall

Come conseguenza ci ritroveremo a ripetere una stessa missione di caccia anche più di una volta per poter accumulare abbastanza sigilli. Questo problema purtroppo non viene risolto dalla presenza di obiettivi secondari opzionali casuali in ogni missione, né tantomeno dalla possibilità di continuare ad esplorare alla fine di una missione per raccogliere degli scrigni unici in grado di fornirci un buon bottino. Piccola nota a parte va poi alla difficoltà dei boss finali di ogni regno, concentrata quasi unicamente su uno dei luogotenenti e su Macros stesso. Questa situazione di ripetitività finisce poi per aggravarsi nella fase di endgame con la cosiddetta Torre delle prove (una serie infinita di sfide che ci permetteranno di guadagnare un enorme quantità di loot) e le Pietre del sogno

Le Pietre del sogno costituiscono una riproposizione con difficoltà aumentata di alcune missioni e bossfight principali e con l’aggiunta di modificatori del boss e per noi. Questi modificatori vanno ottenuti (o nel caso del boss finale scoperti) attraverso tre round preparatori nei quali dovremo affrontare ancora le stesse cacce proposte nei tre regni o la riproposizione di altre missioni legate alla campagna. L’endgame di Godfall rappresenta dunque un punto a sfavore, la cui ripetitività non viene compensata neanche da un particolare obiettivo a spronarci (se non il raggiungimento del livello massimo, lo sblocco di tutte le abilità e l’ottenimento di loot migliore e più raro).

Longevità

Godfall non è, purtroppo, un titolo particolarmente longevo proprio a causa dei problemi descritti poc’anzi. La campagna principale può essere infatti  completata in poco più di sei ore, mentre la parte relativa all’endgame, senza un vero incentivo, potrebbe non portarvi a spenderci molte ore. Si tratta di un vero peccato sia per il gameplay di base molto divertente e con meccaniche ben studiate, ma anche perché la possibilità di giocare in cooperativa con altri amici potrebbe aprire un gran numero di possibilità (che allo stato attuale delle cose potrebbe comunque non essere sufficiente e superare la ripetitività). Vogliamo infine sottolineare che è possibile giocare in cooperativa soltanto con amici in possesso del gioco; non è infatti presente un matchmaking per permettervi di giocare con altri utenti casuali.

Comparto Tecnico 

Concludiamo questa recensione di Godfall parlandovi di quello che costituisce tutta la parte tecnica del gioco, partendo innanzitutto dalla grafica. Abbiamo avuto modo di provare il titolo su PlayStation 5 e l’impatto d’insieme è davvero ottimo: graficamente il titolo si presenta con ottime texture (ben definite) e modelli, ma soprattutto con un notevole lavoro svolto sugli effetti, particellari e illuminazione. In tutto questo il titolo riesce a girare abbastanza fluidamente sui 60 fps, anche se in determinate circostanze abbiamo riscontrato alcuni cali non troppo drastici. Restando in tema PlayStation 5 una piccola nota a parte va al Dualsense che purtroppo non viene sfruttato in modo particolarmente eclatante.

Ottimo anche il lavoro svolto sul design dei territori che potremo esplorare, ma anche su tutti i personaggi, nemici, armi e valorpiastre! Il lato del sonoro si presenta di buon livello con doppiaggi in sola lingua inglese che ben si adattano ai vari personaggi, ma soprattutto grazie alle musiche e agli effetti sonori che risultano essere sempre avvincenti e in grado di dare grande enfasi a ogni azione. Sul lato di bug e glitch non abbiamo riscontrato nulla di particolarmente deleterio tranne per un unico crash del gioco nelle prime ore o l’audio che in un’occasione è venuto a mancare, mentre in un’altra ha finito per ripetere uno stesso suono fino alla fine della missione.

Nel complesso Godfall risulta essere un gioco godibile ma che avrebbe potuto dare molto di più, con alcuni piccoli accorgimenti che avrebbero reso il combat system vicino alla perfezione (oltre che unico come è già), o magari una campagna principale più viva lasciando meno l’idea che si tratti più di una boss-rush. Purtroppo infatti l’eccessiva ripetitività delle missioni, sia nella campagna che nella fase successiva di gioco, lo rende poco adatto all’utilizzo per molte ore (portandovi anche solo l’esempio di una campagna che, anche se in sole sei ore, finisce per costringerci a ripetere più di una missione). Considerando che il gioco sembra poter (o voler) lasciare spazio ad altro speriamo che il tutto venga rimpinguato ed espanso quanto prima con nuovi contenuti e possibilità offerte, da una personalizzazione dettagliata fino a nuovi scontri, missioni e possibilmente meccaniche per incentivare l’approfondimento dell’endgame.

Gearbox ritorna con il terzo capitolo dell’acclamata serie di Borderlands, questa volta facendo un incredibile salto di qualità rispetto ai suoi predecessori sotto molteplici punti di vista! Abbiamo avuto modo di giocare Borderlands 3 approfonditamente, completando ogni suo dettaglio fino ad addentrarci nell’endgame; ecco dunque la nostra recensione completa!

Borderlands 3

Trama

In Borderlands 3 una nuova minaccia mette a rischio non solo il pianeta di Pandora, ma l’intero universo e toccherà al gruppo di “cacciatori della cripta” di turno salvare la situazione. I gemelli Troy e Tyreen Calypso (nuovi antagonisti che potrebbero dare filo da torcere persino a Vaas di Far Cry 3) hanno infatti dato vita ad un vero e proprio culto che raccoglie sotto di se tutti i banditi, predoni e psycho della galassia, i quali venerano entrambi come veri e propri Dei. Questi cosiddetti “Figli della Cripta” sono alla ricerca di una fantomatica “Grande Cripta”, ed intendono aprirla per i loro subdoli scopi.

Borderlands 3

Per riuscire a svelare il mistero della Grande Cripta ci ritroveremo ad esplorare l’intera galassia, oltre i confini dell’ormai conosciuto pianeta di Pandora, a bordo della nave spaziale Sanctuary, la quale farà anche da nostro “HUB centrale”. È così dunque che ci ritroveremo ad esplorare numerose altre cripte per svelare i misteri che celano, fino a scoprire la verità sull’oscuro passato degli Eridiani.

Grazie ad una trama profonda, ricca di colpi di scena, ma soprattutto estremamente divertente, il gioco riuscirà a mantenere alta l’attenzione del giocatore senza mai annoiare. Questo anche grazie alla complicità di personaggi vecchi e nuovi davvero unici e la presenza di missioni secondarie estremamente ben caratterizzate e differenziate che risultano essere anch’esse molto interessanti e divertenti da portare a termine tra una risata e l’altra.

Borderlands 3

Gameplay

Il gameplay di Borderlands 3 rimane sostanzialmente invariato rispetto a tutti i suoi predecessori, mantenendo tutti gli aspetti di “looter-shooter” che hanno d’altronde da sempre riscosso successo tra il pubblico. Non per questo Gearbox si è voluta risparmiare dall’implementare numerose aggiunte che sono riuscite a dare nel complesso un’ancor maggiore giocabilità ed una più vasta possibilità d’azione. Tutto ciò che si può apprezzare durante le numerose ore di gioco è dunque un miglioramento sotto ogni aspetto che non si limita alla semplice aggiunta della scivolata (che già di per se, per quanto secondario come dettaglio, aggiunge molto dinamismo) o di bossfight più uniche ed emozionanti.

Il tutto ha inizio dal primo minuto di gioco con la scelta della difficoltà e della modalità di gioco. È stata infatti aggiunta una modalità facile per tutti quelli che preferiscono godersi la trama senza troppi sforzi, ma anche la possibilità di giocare in cooperativa in modo più “semplice”. Difatti accanto alla classica modalità di gioco con loot unico per tutti i giocatori nella partita (con la classica lotta a chi riesce a prenderlo per prima) e livello dei nemici dato in base all’host, ci sarà una modalità più “amichevole” con loot disponibile per tutti e livello dei nemici diverso dalla visuale di ciascun giocatore in base al proprio livello così da avere scontri più equi.

Borderlands 3

Come di consueto dovremo innanzitutto scegliere uno tra i quattro protagonisti che ci verranno messi a disposizione; questi spaziano dai più “classici” Zeke e Amara (il soldato/agente e la sirena) fino ai due più innovativi FL4K e Moze (il cacciatore questa volta dotato di tre fedeli bestie e l’artigliera, la quale vi potrà dare l’impressione di giocare a Titanfall). Ciascuno di questi personaggi presenta ben tre abilità selezionabili a nostro piacimento, le quali fanno da base a tre “alberi delle abilità”. Al loro interno ritroviamo soprattutto abilità passive, ma anche dei veri e propri potenziamenti per le abilità!

Eccezione fatta per Zeke (il quale potrà scegliere di utilizzare due abilità per volta sacrificando, però, l’utilizzo delle granate) ogni personaggio potrà usare al massimo una abilità per volta e su di essa potranno essere applicati un massimo di due modificatori in grado di migliorarla. Molte di queste abilità sono però sostanzialmente riprese dai vecchi protagonisti come l’invisibilità di Zer0, l’attacco con i rakk di Mordecai, il clone di Doppleganger o il blocco di fase di Maya (anche se, finché la cosa funziona così bene, non è detto che sia un male).

Borderlands 3

Come ci si aspetterebbe da qualsiasi Borderlands il loot di armi ed equipaggiamento è sempre estremamente abbondante, così da “costringervi” a cambiare setup con molta frequenza (specialmente nelle fasi iniziali di gioco). La generosità del loot non è, però, solo quantitativa ma anche qualitativa; difatti ogni arma riesce ad essere unicamente stupenda grazie a statistiche di base molto variabili, modificatori e capacità uniche non sempre ben espresse nella descrizione (ma che spesso vi lasceranno a bocca aperta al pensiero della “lucida follia” che c’è alla base di chi le ha ideate).

L’endgame di Borderlands 3 merita una piccola nota a parte; una volta completato il gioco principale e le missioni secondarie, ed una volta raggiunto il level cap di 50 avremo diverse “scuse” per poter continuare a giocarci. Mettendo da parte il semplice collezionismo di tutte le stupende armi uniche di rarità massima o la possibilità di giocare online con altri giocatori (o anche in schermo condiviso) ci troveremo di fronte a tre ottime ragioni per poter continuare. La prima (e fondamentale) è lo sblocco dei cosiddetti “gradi guardiano”, i quali offrono sostanzialmente lo stesso risultato dei vecchi “gettoni duro” ma anziché essere ottenuti tramite sfide possono essere ricevuti semplicemente guadagnando esperienza.

Borderlands 3

Questi “gettoni guardiano” possono essere spesi per migliorare diverse statistiche passive come salute massima, velocità di ricarica o danno armi, ma queste sono suddivise sostanzialmente in tre differenti tipologie. Spendendo un certo numero di gettoni in una determinata tipologia sbloccheremo la possibilità di acquistare (sempre con gettoni) altre abilità extra dal relativo albero delle abilità, in grado di fornire effetti di non poco conto o anche acquistare skin uniche per il personaggio o per le armi.

Infine una volta completata la campagna principale sbloccheremo la modalità “Vero Cacciatore della Cripta”, ovvero un Nuovo Gioco + con maggiore difficoltà ma loot aumentato o, se vorremo continuare a dedicarci a missioni secondarie o esplorazione nella nostra partita principale, avremo a disposizione la cosiddetta “Modalità Caos”. Si tratta di un massimo di tre livelli di difficolta aggiuntiva che andranno sostanzialmente a potenziare tutti i nemici portando però la possibilità di trovare oggetti ad un massimo di un 500% aggiuntivo (mica male, no?)!

Borderlands 3

Longevità

Anche questo Borderlands 3 non si smentisce in termini di durata complessiva, superando tranquillamente le 40 ore di gioco per completare ogni missione principale e secondaria. Il tutto può poi aumentare considerevolmente nel caso in cui vogliate dedicarvi al gioco online o completare ogni area del gioco al 100%, addentrandovi nelle relative attività secondarie che spaziano da: cacce a creature leggendarie, fino ad eliminare ricercati per conto di Zer0 o cercare Claptrap morti per poter creare una compagna per il nostro “Claptrap di fiducia”.

Borderlands 3

Comparto Tecnico

Borderlands 3 riesce a migliorare considerevolmente anche sotto il comparto tecnico grazie a livelli di dettagli grafici decisamente superiori rispetto agli altri capitoli della serie (cosa assai più evidente su console di “fascia alta” o, meglio ancora, su PC). Lo stile in cell shading, che ha da sempre accompagnato la serie, non è mai stato così bello e ricco di dettagli; così come lo sono i nemici (estremamente più variegati rispetto al passato) e le ambientazioni dei vari pianeti. Allo stesso modo anche il comparto sonoro riesce ad arricchire considerevolmente l’esperienza di gioco, grazie a doppiaggi estremamente ben realizzati, fantastiche musiche in grado di darvi la carica nei momenti più concitati e così via.

Purtroppo l’unica nota negativa risiede nei bug che affliggono il titolo, oltre alla stabilità del framerate che, almeno su PS4 base, in alcune rare situazioni non riesce ad essere perfettamente stabile. In alcuni casi ci siamo trovati di fronte a difetti anche abbastanza consistenti che spaziano dalla semplice scomparsa dei modelli dei personaggi all’interno delle cut-scenes, fino alla perdita di linee di dialogo (nonostante si tratti di eventi abbastanza rari che abbiamo riscontrato un’unica volta in tutto il gioco). Allo stesso modo ci è capitato di perdere in un’occasione tutti gli oggetti conservati all’interno della cassaforte o di finire fuori dalla mappa di gioco in seguito ad un filmato fino ad essere costretti a ricaricare il gioco. Si tratta comunque di problemi relativamente minori (e comunque non del tutto irreparabili) rispetto all’immensità del gioco.