In attesa dell’ormai annunciato The Elder Scrolls VI ritorniamo ancora una volta a Tamriel per l’uscita di una nuova maxi espansione per The Elder Scrolls Online, ovvero Summerset.

Ambientato nell’isola di Summerset, patria degli elfi alti (o Altmer che dir si voglia), questo nuovo DLC per TESO si prefigge l’obiettivo di arricchire di contenuti un titolo già di per se a dir poco immenso; difatti va ad aggiungersi ad una serie di espansioni minori ed alla più recente maxi espansione “Morrowind”. Scopriremo che l’arcipelago di Summerset ha aperto i suoi confini, a lungo chiusi sia al turismo che al commercio, a visitatori stranieri per decreto della nuova sovrana degli elfi alti, ovvero la Regina Ayrenn. Il nuovo territorio, la cui capitale è rappresentata dalla città di Alinor, è essenzialmente costituito da numerose isole ricche di vegetazione e di una stupenda ed altrettanto ricca fauna.

Appena giunti sul posto, però, ci renderemo conto che c’è qualcosa che non va e che tutti gli stranieri in arrivo stanno misteriosamente scomparendo (così come alcuni abitanti) e saremo incaricati da Razum-dar (primo personaggio incontrato sull’isola, che scopriremo in seguito essere parte della rete di “intelligence” della regina) di svelare il mistero che si cela dietro tutti questi eventi. Ben presto però apprenderemo che la questione è ancora più seria e preoccupante di quanto sembri e che potenti e misteriose forze si celano nelle profondità di Summerset. Fortunatamente, però, non saremo soli contro le forze del male, infatti incontreremo un esponente del famoso Ordine Psijic, del quale potremo persino entrare a far parte sbloccando un nuovo albero delle abilità (cosa che consigliamo di fare prima di cimentarsi nelle numerose quest secondarie) dedicato a magie di cura e di supporto. Come ulteriore aggiunta è stata introdotta la possibilità di craftare gioielli come anelli e collane presso un apposito banco di creazione e ben tre nuove case in aggiunta a quelle già presenti.

Abbiamo molto apprezzato la cura e la dovizia di particolari per queste nuove ed inedite ambientazioni che rendono tutte le isole esplorabili e le location principali delle vere perle. In aggiunta a tutto questo abbiamo anche numerose nuove tipologie di nemici e creature, tutti estremamente ispirati e adatti ai luoghi in cui si trovano. Tutto ciò contribuisce a creare un’atmosfera d’insieme di grande impatto costruendo ciò che potrebbe essere una delle ambientazioni meglio riuscite dell’intero titolo, considerando anche il fatto che in questo caso, a differenza di Morrowind, il team di sviluppo è partito quasi da zero per lo sviluppo e la creazione di Summerset visto che prima di oggi la patria degli elfi alti è stata “rappresentata” unicamente in The Elder Scrolls Arena, titolo del 1994 per PC.

L’intero titolo riesce a convincere sia per le vicende trattate (anche se non neghiamo che dal lato narrativo si sarebbe potuto fare qualcosa in più) e sia per la durata complessiva che può persino superare le 30-35 ore per il completamento di ogni missione, alle quali bisogna aggiungere anche due nuovi dungeon ed il Cloudrest Mini Trial, ovvero una sfida per dodici giocatori con tre boss minori ed uno finale. Questo nonostante la minore enfasi posta su ciò che questo titolo è veramente, ovvero un MMORPG, e ce ne renderemo facilmente conto durante la quest principale che risulta essere, a nostro avviso, adatta ad un nuovo titolo The Elder Scrolls in single player. Ricordiamo infine che The Elder Scrolls Online, così come questa espansione Summerset, risulta essere totalmente in lingua inglese, per cui i meno avvezzi potranno trovare non poche difficoltà nel seguire la narrazione ed i vari dialoghi.

Eccoci a parlare di Mooncrash, prima ed inaspettata espansione per Prey, titolo prodotto da Bethesda che ha suscitato pareri contrastanti tra critica e pubblico.

Abbiamo avuto già modo di parlare di Prey più nello specifico nella nostra recensione completa, ci soffermeremo dunque a parlare soprattutto del nuovo DLC. In Mooncrash impersoneremo un operatore di una stazione orbitante attorno alla luna, il cui obiettivo è quello di raccogliere dati sugli avvenimenti della stazione lunare Pytheas attraverso delle simulazioni. In queste simulazioni potremo impersonare personaggi differenti e tutti specializzati in un determinato ambito (che si tratti di armi da fuoco, poteri Typhon e così via) e con parametri differenti. In tutte le simulazioni l’obiettivo sarà uno solo: ovvero fuggire dalla stazione lunare e, di conseguenza, dalla simulazione.

Per ogni fuga, diversamente pensata per ogniuno dei cinque personaggi, verremo ricompensati con un nuovo membro dell’equipaggio. L’obiettivo finale sarà quello di riuscire a fuggire con tutti i membri dell’equipaggio in un’unica sessione senza morire, tenendo in considerazione che tutto ciò che raccoglieremo con un singolo personaggio non sarà disponibile per i successivi.

In caso di disfatta, con un’altro membro dell’equipaggio sarà possibile proseguire dal punto in cui si è morti con l’alter-ego precedente, rendendo necessario il riavvio della simulazione per riuscire nel salvataggio dell’intero equipaggio. Ma non temete, in questo caso alcuni progressi come punti Sim (ottenibili compiendo numerose azioni in gioco come ad esempio trovare membri dell’equipaggio deceduti, fuggendo o completando le “taglie Kasma”) e progetti di assemblaggio trovati verranno conservati. La morte in Mooncrash è un elemento essenziale per proseguire, infatti ricominciando una nuova simulazione potremo spendere i punti Sim ottenuti per acquistare dell’equipaggiamento iniziale o dei chip tuta per il nostro personaggio così da agevolare il proseguimento.

Sostanzialmente il gameplay che è alla base di Prey resta invariato (abilità typhon, oggetti, armi, neuromod, nemici e così via), con alcune piccole differenze; innanzitutto la prima novità in cui ci imbatteremo saranno le “barriere typhon”, macchinari che generano campi di forza in alcune zone per bloccare i typhon (o noi nel caso in cui installeremo troppe abilità aliene) e che, eventualmente, possono marcare eventuali mimic presenti nel loro raggio di azione così da non essere colti alla sprovvista. Bisogna inoltre considerare la presenza dei cosiddetti traumi che fanno le veci degli stati alterati quali: sanguinamento, ossa rotte e trauma cranico, che dovranno essere curati tramite oggetti particolari o operatori medici.

Altro elemento importantissimo e caratterizzante di Mooncrash è il fatto che tutto sarà generato proceduralmente; non fraintendete, percorsi e vie di fuga saranno sostanzialmente invariati, ma ci saranno cambiamenti inattesi come aree incendiate, nemici, drop ed oggetti ritrovabili. Così facendo la base Pytheas offre sempre situazioni diverse tra loro così da rendere il gioco il più vario possibile.

Associato a questo elemento abbiamo il livello di corruzione della simulazione che varia da 0 a 5; sostanzialmente più a lungo resteremo nella simulazione e più pericolosa questa diventerà, sia per via dei Typhon che diventeranno sempre più numerosi e forti o fino a subire l’espulsione dalla simulazione per il raggiungimento della corruzione massima. Ragion per cui dovremo cercare di muoverci il più rapidamente possibile (anche se un modo per rallentare l’avanzare della corruzione c’è), valutando sempre quali azioni compiere e quali evitare.

Ritorniamo a parlare per l’ultima volta del grande titolo targato Warner Bros: “La Terra di Mezzo – L’ombra della guerra” per l’espansione conclusiva intitolata La desolazione di Mordor.

La seconda ed ultima espansione intitolata La desolazione di Mordor ci porterà ad impersonare un nuovo personaggio che già abbiamo avuto di conoscere durante l’avventura principale, ovvero Baranor, sergente dell’ormai caduta città di Minas Ithil. Nei suoi panni esploreremo un territorio totalmente nuovo ed esclusivo: le desertiche terre di Lithlad allo scopo di conquistare la cittadella di orchi che domina sull’intera regione. A tale scopo dovremo reclutare dei mercenari dalla compagnia dei “Figli Evanescenti” utilizzando monete ottenibili durante le varie missioni, attività, o recuperabili da cadaveri. A livello di storia, dunque, non ci sarà niente di particolarmente eccezionale o intrigante, sostanzialmente sarà sempre la solita conquista di una cittadella con un piccolo contorno di trama esclusiva e le dovute modifiche che saranno presenti nel gameplay (inclusa una nuova bestia selvatica) delle quali parleremo di seguito. Ovviamente Baranor non sarà dotato come nel caso di Talion o Elthariel di un anello del potere, di conseguenza questo sarà l’unico modo per ottenere una forza in grado di prendere d’assedio la cittadella; da ciò, però, deriva anche il fatto che questo nuovo protagonista non sarà dotato di nessun potere visto fino ad ora (dalla dominazione di orchi ai salti acrobatici).

Per colmare questo difetto gli sviluppatori hanno fatto in modo tale da dotare Baranor di un intero ed innovativo armamentario per migliorarne la mobilità e le possibilità in combattimento. Infatti riguardo alla mobilità riceveremo sin da subito (da una vecchia conoscenza per chi ha avuto modo di giocare al primo capitolo) un rampino ed un paracadute; mentre invece per quanto riguarda l’armamentario inizialmente non avremo tantissime novità (ad eccezione dello scudo e di una balestra rapida che andrà a sostituire l’arco), ma nelle varie aree di gioco potremo trovare dei particolari schemi per sbloccare nuove abilità uniche come la possibilità di utilizzare il rampino in combattimento, uno scudo “infuocato”, sbloccare nuovi dardi per la balestra e persino la possibilità di usare rampino e paracadute in maniera più “rapida ed efficiente” (in perfetto stile Just Cause!). Inoltre per ogni elemento dell’equipaggiamento (spada lunga, spada corta, balestra, scudo ed armatura) potremo ottenere dei potenziamenti soprattutto tramite l’eliminazione di capitani nemici e che una volta applicati saranno permanenti! Infine è importante dire che sempre per l’assenza dell’anello Baranor non sarà immortale, e pertanto nel caso in cui doveste morire durante l’avventura subirete una specie di “permadeath” andando a perdere i mercenari ottenuti ed alcuni progressi nel gioco, ma non quelli legati alla storia. Fortunatamente per riuscire ad evitare questo spiacevole epilogo sarà sufficiente ricordarsi di avere sempre con se delle pozioni di cura (visto che non sarà presente neanche una cura automatica) per ripristinare la salute.

Nel complesso, dunque, con La desolazione di Mordor il titolo cerca di introdurre alcune interessanti novità nell’ambito del gameplay così da aggiungere varietà anche se, ovviamente, la formula di base non cambia. Purtroppo però sul lato trama e longevità (circa 2-3 ore per riuscire a completare il tutto senza tralasciare particolari) si sarebbe potuto certamente fare di più riducendo quasi (e vorrei sottolineare questo quasi visto che comunque qualche innovazione c’è stata) il tutto ad un semplice “allungamento del brodo” anche se qualcuno potrebbe apprezzare il sistema di punteggio conferito a fine espansione e sfruttarlo come spunto per aumentarne la rigiocabilità e di conseguenza la longevità.

Ritorniamo ancora una volta nel mondo di Destiny 2 per parlare della sua seconda espansione: La Mente Bellica.

Dopo aver parlato di Destiny 2 e del suo primo DLC “La Maledizione di Osiride” ci ritroviamo ancora una volta a discutere di questo interessante sparatutto targato Bungie per l’uscita della seconda espansione intitolata La Mente Bellica. Come si intuisce dal titolo questa espansione parlerà di Rasputin, l’Intelligenza Artificiale incaricata di difendere il sistema solare.

Questa volta però Rasputin è in pericolo a causa del cosiddetto alveare glaciale che minaccia il suo nucleo su Marte (difatti La Mente Bellica è stata creata proprio su questo pianeta, nella struttura di Clovis Bray); anche questa volta non saremo soli, infatti, ad accompagnarci nella nostra avventura avremo un nuovo personaggio principale, ovvero Ana Bray (abbreviativo di Anastasia Bray) e che scopriremo essere parte della famiglia che ha costruito Rasputin.

Durante lo svolgersi della campagna principale dell’espansione (della durata complessiva di appena 2-3 ore circa per completare ogni missione) scopriremo che un’entità molto pericoloso brama la distruzione di Rasputin, trattandosi nientedimeno che di una vera e propria divinità dell’alveare. Nonostante tutto questo incipit davvero intrigante, però, la trama non riesce a decollare come dovrebbe, probabilmente per la durata complessiva o per la rapidità con cui si succedono gli eventi principali; fatto sta che, nonostante un finale “interessante”, questa espansione non riesce a colpire come dovrebbe, mentre a nostro avviso avrebbe potuto avere potenzialità più grandi, così come accaduto anche nel caso del precedente contenuto a pagamento.

Dobbiamo però anche dire che a livello di contenuti, ovviamente, l’espansione de La Mente Bellica non si limita al solo nuovo pianeta esplorabile (sicuramente più vasto rispetto a quello del precedente contenuto) ed alle nuove missioni, ma aggiunge anche nuovo equipaggiamento esclusivo tra armi, armature e navi, oltre che due nuovi eventi pubblici; di questo uno rappresenta una novità assoluta in Destiny 2 che va a ricalcare le orme di alcuni eventi ad orde del primo capitolo e sarà anche caratterizzato da ricompense uniche.

Si chiama Protocollo di Intensificazione e in sostanza sarà strutturato su sette livelli, ciascuno dei quali diviso in quattro ondate ed in caso di fallimento si dovrà ricominciare da quello precedente e potranno partecipare tutti i giocatori presenti in pattuglia al momento dell’inizio dell’evento. Infine, questa espansione aggiungerà un nuovo Raid intitolato Pinnacolo Siderale, il quale ci porterà sulla cima del Leviatano per permetterci di affrontare nuove sfide (sarà suddiviso in tre parti) di difficoltà generale più ardua rispetto a quelle riscontrate nei precedenti e che nel complesso ci ha particolarmente convinti.

Ancora una volta Call Of Duty WWII si espande e, con The War Machine vengono introdotte tre nuove mappe multigiocatore, una nuova operazione ed una nuova mappa zombie.

Ancora una volta torniamo a parlare di Call Of Duty WWII avendo già trattato il gioco principale e la sua prima espansione The Resistance; questa volta parliamo del secondo maxi contenuto aggiuntivo intitolato The War Machine.

Questo nuovo DLC aggiunge alla modalità multigiocatore tre nuove mappe intitolate Dunkirk, Egitto e V2, assieme ad una nuova operazione per la modalità guerra intitolata Operazione Husky e l’immancabile mappa extra per la modalità zombie chiamata Il Trono D’ombra. Di seguito procederemo nell’analizzare ciascuna di queste nel dettaglio cercando di descriverne punti di forza e punti deboli.

Dunkirk

Ambientata nella città francese di Dunkirk, lungo la sua area di costa, questa mappa sviluppata principalmente in lunghezza presenta su un fianco una porzione di spiaggia abbastanza scoperta (la fanno da padrone solo alcuni veicoli ed una barca arenata, oltre che un piccolo edificio ad un polo), mentre sull’altra troviamo diverse stradine che si sviluppano dietro a due edifici costruiti su due piani e che si fronteggiano nella parte centrale della mappa.

In generale troviamo che Dunkirk sia una location di gioco sicuramente molto ispirata ma dedita un po’ più al combattimento a distanza che a quello ravvicinato dato che i due team riescono a creare delle vere e proprie linee di confine difficilmente oltrepassabili; in questo modo si riduce pressoché a zero la possibilità di infiltrarsi dietro le linee nemiche e ci si trova a poter avanzare quasi solamente in gruppo.

Egypt

Per la prima volta WWII ci porta nel Nord Africa, infatti questa nuova mappa ci permetterà di combattere esattamente ai piedi alle piramidi di Giza, in prossimità della Grande Sfinge. Riteniamo che questa possa essere considerata una delle migliori mappe create per questo gioco per via della sua intricatezza e level design, con numerose strade e nascondigli ed un ottimo sviluppo su due livelli che permette una grande interazione tra piano sopraelevato e piano terra.

Sostanzialmente questa area rettangolare presenta un solo fianco ampio e carente di coperture (per la gioia dei cecchini) ed un grande tempio centrale circondato da numerose aree ricolme di coperture e strade. Considerata nel suo insieme Egypt risulta essere estremamente versatile per ogni tipo di combattimento ed approccio, lasciando ad ogni tipo di giocatore la possibilità di giocare secondo il proprio stile.

V2

Ancora una volta torniamo in Germania, questa volta però in una zona rurale dove è stato costruito un sito missilistico di ricerca. Questa piccola mappa quadrata si sviluppa attorno ad una torre di lancio per missili situata centralmente e che rappresenta l’unico punto costruito su più livelli, ben tre per l’esattezza, di cui uno inferiore che serve principalmente a collegare le porzioni laterali dell’area, e i restanti due utilizzabili per colpire dall’alto gli ignari avversari. Per le sue dimensioni questa location risulta essere principalmente dedita a scontri rapidi e ravvicinati.

Operazione Husky

La nuova mappa per la modalità guerra introdotta con The War Machine ed intitolata Operazione Husky ci porterà in Italia, durante l’assalto da parte degli alleati alla macchina nazista. Innanzitutto il compito degli attaccanti sarà quello di recuperare dei dati relativi ad alcuni bersagli strategici a Palermo e Napoli da colpire con i bombardieri come in un classico cattura la bandiera.

Dopodiché si passerà a conquistare una stazione radio allo scopo di comunicare ai bombardieri dove colpire ed infine ci sarà una sezione di volo a bordo di caccia (con visuale in “terza persona”) dove lo scopo delle due squadre sarà quello di distruggere 25 aerei nemici per primi. Nel complesso un’operazione che riprende diverse meccaniche da altre modalità multiplayer ma introduce l’interessante possibilità di eseguire uno scontro aereo.

Il Trono D’ombra

Con The War Machine questa volta l’inseguimento di Straub da parte dei nostri nuovi eroi li porterà nel cuore di Berlino, messo a ferro e fuoco dalla guerra, dove il folle dottore ha in mente di scatenare l’esercito di non morti per spazzare via le forze d’assalto degli Alleati. La location tedesca risulta essere a nostro avviso tra le migliori riuscite fino ad ora a livello estetico e di atmosfera, con ambientazioni oscure e lugubri in un ottimo stile horror.

Non mancheranno come di consueto una nuova arma ammazza-zombie, nuovi inquietanti orrori non morti da uccidere ed un complesso ed intricato easter egg che abbiamo particolarmente apprezzato per avanzare in questa parte di storia.

Abbiamo avuto modo di provare “Dragon Bones”: l’ultima espansione rilasciata da Bethesda per “The Elder Scrolls Online”. Con questo nuovo contenuto (che arriva assieme all’Update n.17) la casa statunitense rende ancora più entusiasmante il viaggio attraverso Tamriel.

Con “Dragon Bones” Bethesda ci offre la possibilità di affrontare una nuova entusiasmante avventura: questo DLC, infatti, ci permetterà di affrontare due nuovi Dungeons; nel tentativo di evitare che oscure macchinazioni riportino in vita il terribile Thurvokun, il temibile dragone. Come i precedenti contenuti scaricabili per il MMORPG di The Elder Scrolls, anche in questo caso alle nuove zone esplorabili si aggiungeranno equipaggiamento e Motif dedicati, con armi e protezioni in sintonia con le ambientazioni; a questo vanno aggiunti nuovi Achievement e nuove sfide. Il tutto in grado di garantirci un discreto numero di ore di gioco.

Ma ora vediamo cosa ci attende in The Elder Scrolls “Dragon Bones”

  • Scalecaller Peak

In questo primo, inedito, dungeon ci troveremo a scalare una delle montagne più alte di Tamriel sulle tracce di Zaan the Scalecaller, accolita e prescelta del malvagio Dragon Lord Thurvokun; la nostra caccia ci porterà attraverso valichi ed enormi caverne, dovendo affrontare orde di mostri e di seguaci di Zaan, in una serie incredibile di combattimenti che terranno incollato allo schermo anche il più smaliziato dei giocatori. Saremo costretti a rapide schivate e veloci affondi per evitare che le numerosissime minion presenti sul nostro cammino ci distruggano. Il tutto per giungere, infine, sulla cima della montagna ed affrontare Zaan in combattimento, ottenendo così la Renegade Dragon Priest Mask; questo elemento di equipaggiamento leggendario vi garantirà numerosi bonus, così come faceva con il suo precedente possessore.

  • Fang Lair

Questo il secondo dungeon introdotto da “Dragon Bones” dove, accompagnati dai nostri amici (o dai nostri bot alleati), ci dovremo avventurare, tra rovine naniche e dozzine di esagitati cultisti, per dare la caccia ad Orryn il Nero. Mago che, abusando delle sue arti negromantiche, sta cercando di far risorgere il buon vecchio Thurvokun; così da poterlo sguinzagliare su una Tamriel già prostrata dalla costante guerra civile. Come sempre i nostri eroi arriveranno a giochi già fatti e, dopo aver dato una sonora lezione all’incauto negromante, non potranno fare altro che distruggere (nuovamente) lo scheletrico Dragon Lord; dandogli così il tanto ambito eterno (?) riposo.

Queste dunque le perle contenute in “The Elder Scrolls Online: Dragon Bones”; contenuti che, al costo di 12,99 Euro, sarà possibile aggiungere ad un MMORPG che, pur essendo approdato sugli scaffali ormai qualche anno fa, non ha ancora smesso di stupire, regalando a tutti gli appassionati del famoso brand made by Bethesda un’epica avventura in un continente in guerra, attraverso le iconiche ambientazioni della serie. L’aggiunta dell’Update n.17 permette altresì di correggere alcuni bug ed introdurre ancora più possibilità di personalizzazione dei propri avatar, oltre ad introdurre la feature che rende la vostra abitazione il luogo ove depositare tutti gli oggetti in eccesso.

VI ricordiamo che “The Elder Scrolls Online: Dragon Bones” è disponibile su tutte le piattaforme al prezzo di 12,99 Euro per coloro che non siano già in possesso di un season pass; season pass che diviene ancora pi importante in vista della prossima espansione di TESO che, annunciata per l’anno corrente, dovrebbe darci la possibilità di esplorare Sommerset, la patria degli alti Elfi e dell’Aldmeri Dominion.

Wolfenstein II continua a crescere grazie al secondo episodio delle Cronache della Libertà  con I Diari dell’agente Morte Silenziosa anche se…

Dopo aver trattato di Wolfenstein II: The New Colossus (link alla recensione) e del primo episodio delle Cronache della Libertà con Le Avventure di Pistolero Joe (link alla recensione), oggi ci troviamo a parlare del secondo episodio. Questa volta avremo ancora un altro protagonista, ovvero Jessica Valiant, questa volta un ex agente speciale che si è guadagnata il soprannome di “Morte Silenziosa” grazie alle sue abilità. Lavorava assieme a suo marito James, ma questo, dopo la vittoria dei nazisti, è stato tradito, torturato ed ucciso a causa di qualcuno che lui riteneva un amico. Dopo questi eventi Jessica si è trasferita in Brasile per viver una vita serena ma una busta con i dati di tre uomini cambierà tutto e porterà l’agente Morte Silenziosa nuovamente “in servizio” per vendicare il suo amato; anche in questo caso gli intermezzi saranno narrati attraverso sequenze in stile fumetto e non tramite filmati. Le armi preferite di questo nuovo protagonista saranno la sua pistola silenziata ed i suoi coltelli da lancio che potremo sfruttare per farci strada attraverso i vari livelli senza farci notare.

Jessica inoltre sarà in grado di contorcersi e strisciare attraverso gli spazi più stretti (così come Blazkovic dopo aver trovato il Costrittore) e ciò sarà essenziale visto che in tutti i livelli ci saranno cunicoli in cui muoversi per poter procedere. Le tre missioni che compongono questo secondo episodio (per una durata complessiva anche in questo caso di poco più di un’ora) riportano lo stesso metodo di funzionamento delle cacce agli Uberkommander della trama principale di Wolfenstein II con un bersaglio da eliminare alla fine di ogni livello, ma in questo caso grazie alla dotazione ed alle abilità di Jessica e grazie anche ad un level design in grado di consentirlo, riusciremo a sfruttare lo stealth in maniera più efficiente di quanto non accadesse nel gioco principale. Purtroppo però questo non è sempre valido, ed infatti in alcune situazioni non sarà molto semplice riuscire a proseguire senza farsi notare e ciò rappresenta un problema non indifferente visto che questo personaggio ha un massimo di 40 punti armatura e quindi se ci troveremo contro troppi nemici contemporaneamente verremo rapidamente sopraffati.

Nonostante tutto, però, anche per questo contenuto, così come per il primo, non ci sono grosse novità (anche se qualcosina di nuovo dal punto di vista delle ambientazioni c’è, ma non si tratta di nulla di eclatante); pertanto ci ritroveremo ad effettuare le stesse azioni con le stesse armi e contro gli stessi nemici ancora una volta. Anche la trama in questo caso è un gradino più in alto rispetto a quella della scorsa espansione ma comunque ancora non è a livelli eccellenti. Dunque nel complesso sicuramente un passo avanti ma purtroppo c’e ancora tutta la ripetitività di fondo ed il problema della durata con cui ci siamo dovuti scontrare nelle avventure di Pistolero Joe.

Si ritorna nel mondo di Destiny 2 con la prima espansione: La Maledizione di Osiride per salvare l’universo da una nuova minaccia.

Dopo aver ampiamente parlato di Destiny 2 nella nostra recensione ci troviamo adesso a parlare della prima espansione per questo fantastico titolo ed intitolata La Maledizione di Osiride; questa avrà inizio con una richiesta di soccorso da parte di uno spettro situato su Mercurio. Ben presto scopriremo che si tratta dello spettro del celebre Osiride, maestro di Ikora, e che quest’ultimo è in grave pericolo. Osiride protegge il nostro universo viaggiando e spostandosi continuamente attraverso numerose dimensioni ma, in una di queste, ha trovato qualcosa di terribile. Ci toccherà salvare anche questa volta la situazione attraverso l’ispirato pianeta di Mercurio e specialmente nell’interessante “Foresta Infinita” creata dai Vex (entrambe esplorabili liberamente anche dopo il completamento della trama principale e corredate anche da nuovi eventi temporanei dedicati). Purtroppo non incontreremo nuove tipologie di nemici (se non parlando dei nuovi boss) ma solamente variazioni estetiche di nemici ormai già conosciuti e ci ritroveremo di frequente ad attraversare la Foresta in maniera abbastanza ripetitiva.

Oltre ad una serie di missioni principali della durata complessiva di circa 3 ore, la nuova espansione di Destiny 2 aggiungerà nuovi contenuti a quello che è già di per se un universo ricco ed in continua evoluzione. Innanzitutto il level cap sarà elevato da 20 al 25 per cui avremo altri cinque livelli in cui poter avanzare facilmente e potenziare il nostro livello luce. Inoltre sono stati aggiunti tanti nuovi equipaggiamenti, armi e veicoli dedicati davvero molto ben congeniati ed esteticamente molto convincenti, così da aggiungere tante varianti in più alle possibilità di personalizzazione. Infine troveremo ad attenderci delle nuove mappe per il multiplayer, una nuova missione di assalto, nuove avventure ed un nuovo ed esclusivo raid nel quale abbiamo avuto modo di cimentarci e che ci ha convinto per l’alto grado di enfasi posto sul lavoro di squadra e coordinazione di gruppo che sarà assolutamente essenziale per compiere tutti i passaggi e raggiungere il boss finale. Questo Raid intitolato “Il Covo” è totalmente inedito rispetto al precedente “Divora-mondi” e consta di diversi passaggi di semplice intuizione da compiere sostanzialmente in team da sei giocatori.

Purtroppo, però, nonostante il tutto riesca ad integrarsi benissimo nel titolo e a portare tante novità interessanti, non si ha una vera e propria “scossa rivoluzionaria”. Come già detto ci ritroveremo ad affrontare le stesse tipologie di nemici, a visitare una nuova zona che purtroppo risulta essere davvero troppo ridotta di dimensioni e che viene mal sfruttata dalla trama principale facendo risultare specialmente la Foresta Infinita davvero troppo ripetitiva (nonostante l’ottima idea alla base che poteva giustificare una grandissima varietà all’interno della foresta stessa). Questo va in parte a sminuire la trama ben narrata e che comunque in alcune situazioni riesce a regalare momenti davvero unici.

Final Fantasy XV ritorna con l’espansione Comrades che ci permette di giocare in cooperativa online fino a quattro giocatori. Ecco la nostra recensione.

Dopo la campagna principale di Final Fantasy XV (che abbiamo avuto già modo di trattare nella nostra recensione) ed i vari dlc usciti fino ad oggi il gioco ci propone un’interessante espansione chiamata Comrades. Questa ci porterà nuovamente nelle terre di Eos ma nel periodo successivo alla partenza di Noctis e dei suoi compagni per Altissia e del lungo viaggio che ne consegue. L’oscurità sta pian piano prendendo il sopravvento ed i giorni diventano sempre più corti; in questa situazione l’unica soluzione per scampare alla minaccia di mostri e daemon è quella di rifugiarsi nella città di Lestallum, la quale è protetta dalla sua centrale elettrica che garantisce luce e quindi riparo a tutta la popolazione. Noi saremo uno degli Angoni del Re (più noti agli utenti che hanno avuto modo di vedere il film Kingsglaive) i quali traggono potere dal Re in persona, e ci risveglieremo in seguito all’attacco di mostri perché portati in salvo da un nuovo amico per poi partire alla volta di Lestallum dove incontreremo nuove e vecchie conoscenze.

Final Fantasy XV: Comrades avrà inizio con la personalizzazione del nostro avatar (molto dettagliata) che ci consentirà di scegliere le fattezze del nostro personaggio a noi più congeniali, oltre che poter scegliere la sua provenienza; quest’ultimo fattore ci permetterà di ottenere bonus specifici ogni volta che saliremo di livello (ad esempio alla salute, al danno, magia e così via). Arrivati in città ci verrà affidata la “gestione dell’impianto elettrico” e dovremo iniziare con il riportare la corrente in tutti i distretti di Lestallum per poi riportare la corrente in tutto il territorio (e specialmente nelle più grandi città dove può essere organizzata una resistenza contro i daemon). Per fare ciò dovremo alimentare la centrale per sviluppare energia elettrica (KiloWatt) ottenendo frammenti di meteorite. Questi potranno essere ottenuti attraverso le missioni di caccia (soprattutto), missioni principali (da compiere in solitaria), particolari attività secondarie o riportando la corrente in alcuni giacimenti. Il tutto sarà dunque basato sull’ottenimento di questi frammenti completando e, soprattutto, ripetendo le missioni di caccia (ne verranno sbloccate di nuove man mano che riporteremo l’elettricità nelle varie zone ma, comunque, andando avanti diventerà sempre più difficile ottenere energia e quindi nuove missioni, per cui ci ritroveremo spesso e volentieri a ripetere più e più volte le stesse missioni). Tutte queste missioni avranno un livello consigliato ed ovviamente diventeranno più difficili con il proseguire del gioco; per quanto esse possano essere bilanciate durante il matchmaking potrebbe capitarvi di imbattere in un compagno di livello di molto superiore al vostro e a quello della missione e che ridurrà il livello di sfida a zero così da riuscire a salire rapidamente di livello ed ottenere ricompense migliori.

La formula di base di Comrades è quella appena descritta mentre il gameplay di base resta abbastanza simile a quello di Final Fantasy XV ma non senza portare alcune interessanti novità: innanzitutto prima di ogni missione ci verrà richiesto se avviare una ricerca rapida di una lobby, trovarne una di persona oppure partire con compagni virtuali. Dopodiché giungeremo in un accampamento dove dovremo prepararci alla battaglia selezionando l’equipaggiamento e raccogliendo gli ingredienti presenti (potremo raccoglierne altri durante la caccia). Questi serviranno per rianimarci se resteremo esausti ma anche a fine missione, poiché arriverà qualcuno per cucinare delle leccornie per noi sulla base degli ingredienti che noi ed i nostri compagni avremo raccolto. Durante le battaglie non sarà possibile recuperare la nostra salute con oggetti e pozioni ma unicamente attraverso la magia di recupero (consumando PM) ed inoltre sarà presente una magia offensiva alla quale potranno essere aggiunti i diversi elementi. Inoltre premendo il tasto deputato alla difesa creeremo uno scudo in grado di difenderci dagli attacchi (ed eventualmente difendere anche i nostri compagni) e sarà anche possibile eseguire i contrattacchi, i quali, se eseguiti contro i boss, attiveranno la modalità proiezione congiunta nella quale la velocità del nemico rallenterà e tutte le nostre proiezioni offensive infliggeranno un danno maggiorato e se concatenate potranno estendere la durata di questa modalità.

Altre due interessanti novità all’interno di Final Fantasy XV: Comrades sono l’aggiunta dei cosiddetti Doni Sovrani e della Sintetizzatrice di Cid. I primi sono particolari bonus passivi ed attivi da selezionare in base al nostro stile di gioco ed alla situazione e che potremo sbloccare portando l’elettricità fino ai mausolei dei vecchi Re ed equipaggiante uno per volta; invece la Sintetizzatrice apporterà interessanti bonus alle nostre armi. Questo strumento, infatti, ci consentirà di migliorare le nostre armi utilizzando i bottini ottenuti durante le nostre missioni; questi oltre a migliorare il danno inflitto dall’arma una volta salita di livello (fornendole esperienza) conferiranno diversi bonus passivi (come aumento della forza, della magia o del danno elementare) ed anche particolari abilità (equipaggiabili in numero massimo di due per ogni arma ed in grado di aggiungere per esempio danno elementare all’arma o alle nostre magie, ridurre la difesa o l’attacco dei nemici, paralisi o veleno e così via). Una meccanica associata alla Sintetizzatrice ma non ben spiegata dal gioco è quella del Rimodellamento delle Armi. Infatti il gioco ci farà sapere sin da subito che alcune armi una volta potenziate al massimo potranno cambiare aspetto e raggiungendo un nuovo level cap. Per sfruttare al meglio questa utilissima meccanica dovrete innanzitutto accertarvi che la vostra arma sia in grado di essere rimodellata (vi basterà controllare se tra le statistiche ne spunterà una con al di sotto una barra di esperienza); in tal caso dovrete cercare di potenziare l’arma concentrandovi su quelle caratteristiche da migliorare con il bottino, così, una volta raggiunto il livello richiesto per quella statistica ed una volta raggiunto il livello massimo attuale l’arma verrà automaticamente rimodellata.

La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra, l’espansione Nemesis Tribù del Massacro oggi disponibile più aggiornamenti gratuiti.

Oggi Warner Bros. Interactive Entertainment ha pubblicato l’espansione Nemesis Tribù del Massacro, che fa arrivare la terribile e sanguinaria Tribù del Massacro a Mordor con armi e stili di combattimento unici, missioni aggiuntive, feroci battaglie, una nuova fortezza e molto altro, il tutto portato in vita dal sistema Nemesis. Il contenuto scaricabile (DLC) dell’espansione Nemesis Tribù del Massacro include:

  • Rese dei Conti Tribali – Nuove missioni in cui i giocatori affrontano i Capitani della Tribù del Massacro, dove ogni scontro presenta sfide uniche da completare.
  • Truppe di Guerra Tribali – Aiuta il tuo alleato e sconfiggi la tua nemesi nelle missioni delle Truppe di Guerra Tribali mentre i Capitani della Tribù del Massacro scendono in battaglia con i propri eserciti.
  • Nuovo tema della Fortezza – Ora le fortezze, compresi i monumenti a tema, gli avamposti e la sala del trono del reggente, possono essere comandate dalla Tribù del Massacro e incarnarne le caratteristiche.
  • Equipaggiamento leggendario – Sconfiggi gli Orchi leggendari della Tribù del Massacro per ottenere un set di equipaggiamento leggendario, con sfide aggiuntive per i potenziamenti.
  • Imboscata di Sangue – Respingi i Capitani della Tribù in una serie di imboscate degli Orchi in pieno stile “Tribù del Massacro”.

Trailer disponibile qui:

Inoltre, da oggi sono disponibili anche una serie di funzionalità aggiornamenti gratis per tutti i possessori di La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra, tra cui:

  • Assedio Infinito – Difendi la tua fortezza dalle forze di Sauron mentre l’Oscuro Signore tenta di riconquistare Mordor nell’Assedio Infinito.
  • Insurrezione – Schiaccia gli Olog e gli Uruk ribelli tra le tue fila mentre tentano di indebolire il Lucente Signore.
  • Modalità Foto Migliorata – Cattura ogni istante di battaglie e assedi e applica nuovi filtri, cornici e texture grazie all’aggiornamento “Modalità Foto Migliorata”.

Il Pass Espansioni di La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra è attualmente disponibile a euro 39.99 o incluso nella Gold Edition di L’Ombra della Guerra a euro 109,99. Le espansioni Nemesis Tribù del Massacro, Tribù dei Fuorilegge e La Lama di Galadriel possono essere acquistate singolarmente a euro 14.99. L’espansione della storia Desolazione di Mordor può essere acquistata singolarmente a euro 19.99. Vi ricordiamo che a questo link potete trovare la nostra recensione per il gioco completo e per maggiori informazioni sul season pass potete guardare il trailer ufficiale del Pass Espansioni di La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra al seguente link: