E’ tornato Call Of Duty: l’iconico brand appartenente ad una serie che da sempre è riuscita a conquistare giocatori di ogni fascia di età ma che ultimamente è stata ampiamente criticata per l’eccessivo utilizzo di tecnologia futuristica verso sparatutto adesso ritorna alle origini!

Trama

Cominciamo subito con il dire che questo Call Of Duty WWII non racconta la solita storia dell’eroe che da solo riesce a sconfiggere l’intera armata nazista fino alla presa di Berlino. Il nostro protagonista principale sarà il soldato Daniels e l’intera trama verterà sulla sua personalità, il suo passato e la sua vita. Non avremo a che fare con la solita “macchina per uccidere”, ma con un vero soldato, un essere umano vittima delle sorti della guerra. Il tutto contestualizzando la guerra per quello che davvero è: un luogo in cui ogni persona deve confrontarsi con le proprie paure e dalla quale solamente in pochi riescono a venire fuori.

Ci troveremo così a prendere parte a diversi eventi storici: primo tra tutti il D-day coadiuvando l’offensiva americana contro l’esercito tedesco nella seconda guerra mondiale. Il tutto accompagnato da una narrazione di buon livello ed una trama abbastanza semplice e lineare, ma non per questo troppo scontata e che riuscirà a trasmetterci per davvero le sensazioni e gli orrori vissute realmente da quei soldati.

Gameplay

Il gameplay in Call Of Duty WWII è quello classico: uno sparatutto in prima persona frenetico ed in grado di mantenere sempre viva l’attenzione. Una piccola variazione sul tema è che nella campagna principale la nostra salute non si recupererà con il tempo, infatti nell’angolo in basso a sinistra dello schermo avremo una barra della salute che potrà essere riempita solamente utilizzando dei kit medici sparsi nelle varie mappe oppure ottenibili da uno dei nostri compagni previo riempimento (uccidendo nemici e compiendo gesta eroiche come salvare soldati alleati) di un’apposita barra. Oltre a kit medici ci saranno anche altri compagni con abilità diverse; potranno infatti fornirci munizioni, granate o persino individuare i nemici presenti nell’area evidenziandoli con un aura bianca.

Nel corso della campagna principale ci troveremo ad affrontare missioni di diverso genere: andremo dal guidare un carro armato a pilotare un aereo da combattimento, ci saranno sezioni stealth ed altre di infiltrazione, così come frenetici inseguimenti su veicoli o sezioni più “particolari”. Nel complesso dunque una buona varietà accompagnata sempre dalla frenesia e velocità a cui ci ha sempre abituati il brand e che riesce sempre nell’intento di divertire l’utenza!

Longevità

Il gioco purtroppo ha una durata molto simile a quella dei vecchi capitoli della serie e si aggira sulle 7 ore circa. Ciò risulta essere da un lato un peccato per l’andamento che la serie aveva guadagnato sotto questo aspetto negli ultimi capitoli (con una durata della storia superiore alle 12 ore), dall’altra però risulta essere sufficiente per soddisfarci così da poter passare al “grosso” di questo e degli altri capitoli, ovvero la modalità zombie e soprattutto quella multiplayer.

Comparto tecnico

La grafica è sicuramente un buon punto a favore di questo Call Of Duty WWII, seppure con qualche piccolo “ma”. Le animazioni facciali di tutti i personaggi, le armi, i modelli e le texture sono tutti di grande qualità; invece quelle del terreno sono poco definite se viste da vicino, così come anche le esplosioni non risultano essere di qualità eccezionale. Il doppiaggio invece è di grande qualità così come anche il sonoro in generale. Infine bug e glitch pressoché assenti, o comunque nulla di importante da segnalare, tranne per quanto riguarda il matchmaking per il multigiocatore che attualmente risulta essere abbastanza fallace e lento.

Multiplayer

Il multiplayer nei Call Of Duty ha sempre avuto una grandissima importanza e quest’anno si aggiorna con alcune interessanti nuove modalità. Innanzitutto dovremo scegliere una divisione tra cinque disponibili e ciascuna con abilità ed accessori unici: come ad esempio un silenziatore per le mitragliette, la baionetta per il fucile d’assalto, movimento silenzioso e tanto altro (per la precisione ci sono 4 livelli per ciascuna divisione e ciascuno darà accesso ad un nuovo bonus). Ovviamente potrete scegliere di specializzarvi in una determinata divisione oppure progredire in più contemporaneamente cambiando il vostro soldato (personalizzabile attraverso un apposito menu). Inoltre ci troveremo nella sezione social del gioco dove potremo visualizzare altri giocatori se presenti in squadra con noi e dove sarà possibile ottenere ordini (missioni giornaliere e settimanali), avviare una modalità 1 vs 1, richiedere lanci di rifornimenti per sbloccare mimetiche ed altro ancora.

Il nostro soldato potrà salire di livello ed ogni livello ci ricompenserà con un punto di sblocco utilizzabile per sbloccare nuove serie di punti, nuove armi (per un totale di venticinque armamenti suddivisi tra fucili d’assalto, mitragliette, mitragliatrici leggere, fucili di precisione e fucili a canna liscia). Ogni arma potrà poi essere equipaggiata con diversi accessori sbloccabili salendo di livello con l’arma tramite il suo utilizzo.

Di fianco alle modalità più classiche come deathmatch a squadre, cattura la bandiera, dominio, cerca e distruggi, uccisione confermata e tutti contro tutti troveremo due nuove modalità: guerra (in cui due squadre si fronteggiano in una serie di attacchi e difese a determinati obiettivi, molto simile alla modalità più famosa di battlefied), e football (le due squadre disputeranno una vera e propria partita a football prendendo una palla che può essere passata a compagni ed avversari e per segnare sarà necessario fare meta portando fisicamente la palla in un determinato punto oppure lanciandola dalla distanza). Inoltre dal 1º dicembre avrà inizio la prima stagione per le partite classificate. Le varie partite potranno essere disputate in nove mappe in totale (alle quali vanno aggiunte le tre mappe della modalità guerra) ciascuna con buona variabilità ma con un grosso problema dovuto allo spawn che spesso vi farà apparire dietro e difronte agli avversari.

Zombi

Come ogni anno troveremo la consueta modalità zombi di Call Of Duty. Avremo a disposizione quattro personaggi tra cui scegliere e per ciascuno potremo equipaggiare un’abilità speciale (tra quattro disponibili come invisibilità, sparare senza consumare munizioni) ed in aggiunta tre mod extra tra numerose presenti: come ad esempio tre punti di scudo, capienza massima e tanto altro. Inoltre potremo personalizzare le armi presenti prima di iniziare una partita oppure cambiare la granata da portare con noi. Questa volta il denaro farà spazio alle cosiddette “scosse” utilizzabili per acquistare armi, munizioni, aprire cancelli, casse di armi, e i perk che non saranno più in formato di bibita ma come un macchinario che tramite la corrente infonderà in noi il perk.

Saranno presenti due mappe giocabili: l’ultimo Reich (mappa principale) e Gröesten Haus (una piccola mappa situata in una abitazione che ricorda molto la vecchia Nacht der Untoten). Se la seconda è ridotta all’essenziale con una cassa delle armi ed un distributore randomico di perk, la prima è estremamente vasta, stupenda dal punto di vista estetico e della caratterizzazione ed infine in grado di garantire divertimento in più con il consueto “easter egg” con tanto di boss finale da abbattere (e pack-a-punch sbloccabile in modo abbastanza intricato). Inoltre soprattutto nella mappa principale faranno la comparsa diversi zombie (tutti anche i più semplici davvero ben fatti e ricchissimi di particolari) unici come delle creature putrefatte e piene di mosche (che faranno da round speciali), grossi zombie con mazza ferrata al posto del braccio in grado di mandarvi in fin di vita con un sol colpo, altri che trasporteranno delle bombe ed altri ancora dotati di lanciafiamme!

[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=a9ITIaKzG3A[/embedyt]

 

Il nuovo Assassin’s Creed Origins segna una svolta epocale per il brand con tantissime novità ma, soprattutto, una modifica radicale al gameplay.

Trama

Con Assassin’s Creed Origins questa volta si torna alle origini di tutto. Indietro nella storia come mai prima d’ora: al tempo dell’Egitto di Cleopatra. Il nostro protagonista principale sarà Bayek di Siwa, medjay d’Egitto. Il medjay rappresenta la guardia personale del faraone ed è una figura al servizio di tutto il popolo come difensore degli oppressi. Il nostro protagonista, in seguito ad un dramma che lo colpirà direttamente, partirà in cerca di vendetta contro un gruppo che si fa conoscere come l’Ordine degli Antichi (e che, verosimilmente, fa le veci di quelli che in futuro si faranno chiamare Templari). Ci troveremo, dunque, all’origine di tutto e Bayek dovrà seguire un lungo percorso che lo porterà a fare la conoscenza di diversi personaggi storici e prendere parte ad eventi che hanno segnato la storia del mondo intero; il tutto con lo sfondo dello splendido territorio egizio (che spesso e volentieri ci lascerà a bocca aperta per la bellezza dei paesaggi) e contornato da una ambientazione ricercata e di qualità eccelsa.

Il nostro medjay sarà affiancato dalla sua sposa Aya; entrambi dotati di una splendida caratterizzazione (così come molti altri personaggi che incontreremo) anche se Bayek ha sicuramente una personalità che spicca meno rispetto a quella della donna che lo fa apparire quasi come “schiavo degli eventi” e, soprattutto, della sua stessa sete di vendetta. Il tutto si dipana attraverso una narrazione di ottima qualità, momenti memorabili ed altri in grado di emozionare non poco; in alcuni casi potrete anche sentire la rabbia del protagonista entrarvi nelle vene e diventare vostra. Bayek però non sarà l’unico protagonista di questa nuova avventura, faremo infatti anche la conoscenza di Layla, ovvero il nostro nuovo alter-ego al di fuori dell’Animus e con lei sembra finalmente riprendere la storia ambientata nel presente.

Oltre alla trama principale saranno presenti anche numerosissime missioni secondarie e molte di queste non vanno affatto sottovalutate. Si tende sempre ad abbinare la “missione secondaria” ad un qualcosa di semplice e scontato, ma non è questo il caso: spesso durante queste missioni potremo imbatterci in storie che meritano di essere ascoltate o personaggi unici. Quasi tutte, inoltre, non si consumeranno dopo pochi minuti e richiederanno passaggi multipli, così da non essere dei semplici “vai in quel punto e recupera quell’oggetto”.

Gameplay

È qui che Assassin’s Creed Origins dà il via alla vera rivoluzione: nei primi momenti di gioco i fan della saga si renderanno conto immediatamente di non avere di fronte la “solita solfa”. Il punto principale in cui si nota questo cambiamento è il combat system, il quale questa volta sarà basato su attacchi rapidi e lenti concatenabili in maniera differente, attacchi speciali o Ultra (utilizzabile una volta riempita una particolare barra dell’adrenalina), parate e contrattacchi e tanto altro. Inoltre ci saranno diversi nemici e ciascuno di questi richiederà un tipo di approccio o di arma differente per essere sconfitto; il tutto senza poi contare che i nemici spesso attaccheranno insieme e, addirittura, riusciranno a colpirci durante una presa fatta da uno di loro, determinando in breve tempo la nostra prematura dipartita. Il tutto di primo impatto può dare qualche problema ma presto riuscirete a controllare questo nuovo sistema che non rappresenterà più “una serie di quick-time eventi per sconfiggere i nemici”.

Ora più che mai il gioco ha ricevuto una fortissima impronta RPG con diversi tipi di armi ed archi equipaggiabili da scegliere secondo le preferenze del nostro stile di gioco. Come armi avremo spade, spade ricurve, doppie spade, bastoni, asce, mazze pesanti; ciascuna di queste avrà un differente rapporto velocità/potenza oltre che caratteristiche specifiche come sanguinamento oppure un maggior recupero di adrenalina (fino a caratteristiche uniche per quelle più rare come ad esempio avvelenamento o recupero salute dai colpi). Anche gli archi saranno di diversi tipi, ci saranno archi da caccia (semplici archi con freccia caricabile per diversi gradi di potenza), archi da guerra in grado di incoccare contemporaneamente più frecce e fare un buon quantitativo di danni dalla distanza ravvicinata, archi leggeri che ci permetteranno di scoccare in rapida successione gruppi di frecce, archi da predatore adatti per gli amanti della precisione da distanze estreme. Anche gli archi avranno diversi bonus come danni da attacco furtivo o frecce incendiarie.

Come sempre, però, l’arma più importante ed utile che avremo a disposizione in Assassin’s Creed Origins sarà la lama celata, grazie alla quale potremo eliminare silenziosamente i nemici (nonostante il gioco tenda spesso a spronarci all’uso dell’arco anche in queste situazioni). Anche lo stealth è stato rinnovato, infatti sarà possibile accucciarsi in qualsiasi momento per diventare meno visibili o per nascondersi all’interno di cespugli o piante di cui il territorio è saturo così da offrirci molte possibilità di approccio stealth o scomparire dalla vista degli avversari in men che non si dica. Oltretutto la lama celata non sarà più necessariamente lo “strumento di morte da colpo singolo”, infatti alcuni nemici speciali subiranno solo un piccolo quantitativo di danno dalla lama. Danno che però potrà essere aumentato attraverso un sistema di crafting del nostro equipaggiamento che ci permetterà di migliorare, oltre che la lama celata, anche bracciali per fare più danno a distanza o ravvicinato, pettorale per aumentare la salute oppure la faretra o la borsa degli attrezzi; il tutto usando cuoio raccolto da animali cacciati o metalli e legna ottenibili scomponendo l’equipaggiamento meno utile o eliminando alcuni convogli nemici.

Altro sistema rivisitato in Assassin’s Creed Origins é quello dell’albero delle abilità, che sono state suddivise in tre rami: cacciatore, veggente e guerriero. In ogni ramo troveremo abilità più adatte al combattimento contro i nemici, piuttosto che l’uso dell’arco o lama celata, oppure l’acquisizione di nuovi strumenti come dardi soporiferi o velenosi. Per sbloccare nuove abilità sarà però necessario salire di livello (level cap segnato a 40 ma una volta raggiunto si può continuare a guadagnare esperienza e acquisire altri punti abilità così da poter sbloccare l’intero albero) eliminando nemici, scoprendo nuovi luoghi o completando punti di interesse, ma soprattutto completando le missioni. Spesso, infatti, ci capiterà di imbatterci in una missione principale che richiede un livello superiore al nostro per poter essere completata così da essere costretti a completare qualche incarico secondario per riuscire a metterci in pari. Bisogna anche dire che, obblighi a parte, spesso vi ritroverete talmente coinvolti da voler esplorare ogni parte della mappa o “perdere tempo” in giro con missioni secondarie e, come nel nostro caso, finire per affrontare le missioni con un livello parecchio superiore a quello richiesto. La presenza di nemici particolarmente ostici non vi farà molto sentire questa differenza in eccesso, complice anche la possibilità di selezionare un livello di difficolta tra tre disponibili.

Parlando invece della mappa di gioco in Assassin’s Creed Origins siamo rimasti totalmente sconvolti dall’immensità del mondo di gioco. La valle del Nilo comprende alcune città maggiori come Alessandria o Menfi, le meravigliose piramidi di Giza e tantissimi paesaggi mozzafiato ai quali potrete scattare foto con la nuova modalità “scatto fotografico”. Tutto il mondo di gioco di Assassin’s Creed Origins è colmo di punti di interesse, accampamenti nemici, punti di sincronizzazione, tombe esplorabili (con una torcia per i luoghi più bui), zone di caccia e tanto altro ancora (e tutto ciò che riuscite a vedere può essere raggiunto dato che Bayek sarà in grado di arrampicarsi praticamente ovunque, e anche qui una piccola novità: per correre non dovremo premere alcun tasto ma semplicemente avremo un tasto per scalare le superfici ed uno per la discesa); il tutto rende la mappa viva al punto giusto, così da non essere eccessivi, troppo ripetitivi e noiosi ma neanche aree vuote. Le uniche zone più spoglie sono ovviamente quelle desertiche, ma anche queste non mancheranno dal darvi qualche piccola chicca come ad esempio i miraggi. Per esplorare l’immenso mondo di gioco, però, non saremo soli ma accompagnati da Senu, un’aquila che potremo usare a piacimento per esplorare i territori, raggiungere luoghi e prospettive perfette per una foto ma, soprattutto, per segnare i nemici prima di approcciare una determinata area (sostituendo completamente l’ormai consolidato occhio dell’aquila).

Longevità

Mettendo insieme quanto detto fino ad ora appare chiaro che Assassin’s Creed Origins è dotato di una longevità più che ottima ma estremamente variabile. Per il solo completamento della trama principale saranno necessarie circa 20-30 ore (considerando anche qualche missione secondaria d’obbligo per salire di livello). Nel nostro caso ad esempio in più di 40 ore siamo riusciti a completare la trama principale, setacciare nei minimi particolari il 60% circa della mappa di gioco (completando i vari punti di interesse), ed infine completare probabilmente solo la metà delle missioni secondarie presenti; per completare tutto al 100% saranno dunque necessarie circa 60 ore. Una durata di tutto rispetto e che sarà ancora più ampliata in futuro visto il supporto annunciato da Ubisoft per il titolo con due espansioni e contenuti gratuiti.

Comparto tecnico

Per quanto riguarda la grafica di Assassin’s Creed Origins ci troveremo di fronte una qualità grafica di insieme davvero ottima, con scenari stupendi, profondità di campo eccellente e texture e poligoni dei personaggi principali davvero ben fatti. Dall’altra parte però si può notare che da molto vicino molte texture ambientali non sono eccellenti, così come i personaggi secondari praticamente sprovvisti di qualsivoglia imperfezione del viso. Di ottima qualità anche l’acqua e il fuoco (due elementi molto perfezionati nel corso degli anni da ubisoft), così come la sabbia che riesce a rendere davvero bene l’impressione che qualcuno ci stia camminando sopra con particolari effetti visivi. Purtroppo da segnalare un framerate non troppo stabile e che specialmente in determinati luoghi arriverà ad essere estremamente fastidioso. Di eccellente qualità il doppiaggio in italiano (vi segnaliamo che per giocare in lingua italiana sarà necessario scaricare un pack dallo store), così come il sonoro in generale e le musiche d’accompagnamento.

Dal punto di vista dei bug presenti in Assassin’s Creed Originsci siamo scontrati con diverse problematiche che vanno dai freeze del gioco a semplici compenetrazioni ambientali; fino anche a comandi che in rare eccezioni non vengono recepiti, Bayek che finisce per incastrarsi su piccoli rilievi o nemici che continueranno ad attaccarvi a vista anche una volta terminata l’allerta. Buona l’IA dei nemici che sarà in grado di accorgersi della nostra presenza anche con una semplice rotazione momentanea della testa, ma d’altra parte durante i combattimenti ci è capitato di trovare nemici che, nel mentre combattevamo un loro compagno, si arrampicavano a caso su delle superfici (e specialmente abbastanza fastidioso il fatto che i nemici che decideranno di andare a suonare l’allarme saranno in grado di correre all’indietro alla nostra stessa velocità così da risultare praticamente impossibili da colpire in corpo a corpo).

[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=cUuKIpCM2o0[/embedyt]

 

Parliamo quest’oggi di The Evil Within 2, nuovo titolo prodotto da Shinji Mikami (maestro dell’horror e padre di Resident Evil), da Tango Gameworks e Bethesda e seguito dell’omonimo titolo uscito nel 2014.

Avete mai avuto un incubo talmente realistico (anche se paradossale) da sembrare vero? Dal quale sembra quasi impossibile riuscire a risvegliarsi? Ecco cosa proverete in questo nuovo capitolo di The Evil Within 2!

Storia

The Evil Within 2 ci riporterà nei panni di Sebastian Castellanos raccontandoci i retroscena della sua storia prima e dopo gli eventi dell’ospedale psichiatrico Beacon del primo capitolo. Il nostro detective è tormentato dal rimorso di non essere riuscito a salvare sua figlia Lily dall’incendio che distrusse la sua casa ma è in arrivo un barlume di speranza. Infatti Kidman (una vecchia conoscenza) ci troverà per raccontarci che in realtà nostra figlia è ancora viva ed è nelle mani della Mobius (una grande società in perfetto stile Illuminati), la quale ha creato gli Stem (dei dispositivi per unire le coscienze di più persone a quella di un soggetto: il Nucleo, il quale ha il potere di creare e rimodellare questa nuova realtà). Lily è stata utilizzata come nucleo in uno di questi Stem per creare la città di Union, ma qualcosa è andato storto e dunque saremo chiamati per cercare di riportare tutto alla normalità e salvare nostra figlia (considerati i nostri precedenti al Beacon).

La trama principale si svolgerà in maniera quasi per niente lineare, con molti colpi di scena, tanti momenti da brivido ed altri “al cardiopalma” ed altri ancora che ci faranno restare con la bocca spalancata. Se lo permetterete il gioco riuscirà a coinvolgervi a livello emotivo non solo per la paura ed angoscia che vi accompagnerà per tutto il viaggio, ma anche per la fantastica narrazione e caratterizzazione delle varie personalità di ogni personaggio, antagonisti compresi!

Gameplay

Il gameplay di base sarà quello di un survival in stile horror, ma con tanti elementi action: non mancheranno i cosiddetti “jumpscare”, classici cliché da horror e momenti da pelle d’oca, ma in più saremo alla costante ricerca di materiali per il crafting di oggetti essenziali alla nostra sopravvivenza e spesso ci troveremo di fronte a sezioni strettamente di shooting oppure vere e proprie boss fight. La base di tutto è dunque la necessità di sopravvivere e per farlo ci sarà un comodo sistema di crafting (accessibile sia da banchi di lavoro sia in qualsiasi momento dal nostro inventario anche se ad un costo maggiorato) per creare munizioni per le nostre armi oppure oggetti per ripristinare la nostra salute. Oltretutto tramite i banchi di lavoro sarà anche possibile migliorare il nostro armamentario sotto diversi aspetti utilizzando i pezzi di metallo.

Le armi disponibili saranno diverse, ad esempio avremo pistole di vario genere, fucili a pompa, una comoda balestra (con dardi di vario tipo, dagli esplosivi ai congelanti) e persino un lanciafiamme! L’arma più utile però sarà il nostro fidato coltello da combattimento che servirà sia per contrastare i nemici che si avvicineranno troppo che per eliminare silenziosamente i nostri nemici senza farci notare. Lo stealth, infatti, costituisce un ruolo a dir poco essenziale poiché ci permetterà di risparmiare parecchi proiettili se decideremo di eliminare i nemici, ma anche nel caso in cui decideremo di evitare il combattimento. Molte armi potranno essere trovate solamente cercando con attenzione nelle ambientazioni oppure cercando di completare il gioco in ogni sua parte.

Sebastian potrà anche essere potenziato e personalizzato secondo il nostro stile di gioco nel suo “rifugio” sfruttando il cosiddetto gel verde: una sostanza che rilasceranno i nemici morti o che ritroveremo in alcuni barattoli. L’albero delle abilità sarà molto vario e conterrà diversi potenziamenti in grado di semplificare di molto la nostra partita; potremo infatti migliorare la nostra salute o stamina, migliorare la precisione con le armi o addirittura sbloccare una comoda modalità con tempo rallentato per colpire con più facilità i nemici. Oltre al gel verde sarà presente anche un gel rosso necessario per sbloccare nell’albero delle abilità alcune capacità più forti ma altrimenti inaccessibili ed infatti, per questo motivo sarà più difficile da reperire.

L’intero gioco è suddiviso in capitoli ma non saremo sempre limitati al percorrere dei “corridoi” per andare avanti; infatti per la maggior parte del tempo saremo liberi di esplorare le diverse aree di gioco alla ricerca di armi, munizioni, oggetti utili, missioni secondarie o collezionabili. Queste diverse aree in cui è suddivisa la città di Union sono connesse tra di loro attraverso il cosiddetto Midollo, il quale ci permetterà di passare da una zona all’altra.

Longevità

Di ottimo livello la longevità di The Evil Within 2 che si attesta sulle 15-18 ore circa per completare il gioco in ogni sua parte e per esplorare ogni centimetro di Union. Inoltre il gioco è dotato di una discreta rigiocabilità specialmente per gli amanti delle sfide (per la nuova difficoltà sbloccata una volta completata la campagna) o per i completisti (per l’alto numero di collezionabili presenti che ci permetteranno di capire al meglio ogni aspetto della trama).

Comparto Tecnico

The Evil Within 2 sfoggia una grafica davvero di ottima qualità con modelli poligonali e texture davvero molto realistici. Il tutto contornato da una buona stabilità del framerate che, a volte, subisce dei cali in momenti di caricamento di texture (cosa che avviene più di frequente in seguito ad un caricamento oppure nel passaggio da un ambiente al chiuso all’aperto). Il design dei nemici e quello ambientale merita una piccola menzione a parte per la fantasia necessaria a concepire gli orrori con cui avremo a che fare e le ambientazioni davvero suggestive ed immersive.

Di fantastica qualità anche il comparto sonoro che riesce a garantire una perfetta direzionalità dei suoni (essenziale in un gioco di questo tipo), oltre che mantenere sempre attivo un velo di paura su di noi. Abbiamo trovato anche la qualità del doppiaggio in italiano di ottima fattura (nonostante in alcuni sporadici casi la concitazione usata non sia perfettamente adatta alla situazione…). Niente di esagerato da sottolineare sotto il punto di vista dei bug se non qualche piccola compenetrazione oppure in alcune circostanze un po’ di difficoltà nel riuscire ad impartire al nostro alter ego alcuni comandi. Infine da sottolineare un piccolo problema riguardante l’IA dei nemici che spesso si lascia ingannare troppo facilmente.

 

 

 

Agents of Mayhem é il nuovo titolo sviluppato da Deep Silver, gli sviluppatori della famosissima serie Saint’s Row, i quali sono riusciti a dare vita ad un nuovo gioco con numerose sfaccettature e con l’ironia e la simpatia che era ormai divenuta marchio di fabbrica dei Saint’s.

Trama

Agents of Mayhem presenta la classica storia di fumetti o cartoni animati anni 90 (ad esempio Action Man o G.I. Joe per intenderci): ci troveremo ad affrontare una squadra di supercattivi (chiamata Legion), controllata dal Doctor Babylon, il cui scopo è conquistare il pianeta e sarà nostro dovere fermarli. Noi faremo parte di un’agenzia chiamata, appunto, Mayhem e la quale vanta diversi agenti provenienti da diverse parti del mondo ma tutti aventi lo scopo comune di fermare i Legion dalla conquista totale. Questo antagonista principale avrà come seguito numerosi tirapiedi che affronteremo uno ad uno durante la storia principale. Nonostante la semplicità e linearità della trama principale il tutto funziona egregiamente, complice soprattutto il fatto che questo gioco non vi farà mai mancare dal farvi fare una bella risata ogni tanto. Il tutto, infatti, si basa su numerose battute ed intermezzi comici, ma va premiato anche l’impegno nel dare ad ogni singolo personaggio (amico o nemico, già conosciuto perché proveniente dalla serie Saint’s Row o meno) un retroscena valido ed un’ottima caratterizzazione.

La trama sarà narrata principalmente attraverso simpatici intermezzi in stile cartoon/fumetto e si svolgerà attraverso missioni che spesso e volentieri si rassomiglieranno tra loro. Comunque non mancheranno momenti più interessanti e stimolanti come ad esempio boss fight o percorsi platform.

Gameplay

L’intera struttura del gameplay di Agents of Mayhem è fondata sulla presenza di numerosi agenti, ciascuno con abilità ed armi uniche. Potremo portare con noi 3 agenti contemporaneamente, interscambiabili in qualsiasi momento e scegliendoli tra quelli sbloccati (e sbloccabili in apposite missioni), nel farlo, però, dovremo cercare di costruire una squadra equilibrata. L’elemento più importante da tenere in considerazione è il tipo di danno che ciascuno può infliggere: danni diretti alla salute, danni alle armature e danni agli scudi; ogni agente fa un tipo di danno e, superato il livello 10, ne verrà sbloccato un secondo. Sarà necessario valutare anche se si tratta di un operatore “tank” con molta salute e scudi, uno che riesce ad infliggere danni ingenti, uno con shotgun per il combattimento ravvicinato e così via; in modo tale da riuscire a costituire una squadra funzionale e comunque con armi ed abilità congeniali al nostro stile di gioco. Inoltre, come già detto, ogni operatore avrà un’abilità speciale e la cosiddetta abilità Mayhem (da usare nelle situazioni più drammatiche); queste potranno anche essere modificate (così da aggiungere diversi effetti attivi o passivi) grazie a dei gadget che otterremo come ricompensa per aver completato le missioni.

Saranno anche presenti le cosiddette tecnologie Legion (che aggiungono altre varianti alle capacità dei nostri agenti) e le tecnologie Gremlin (si tratta di ulteriori strumenti di morte monouso e fabbricabili all’interno dell’Ark). Infine ci troveremo di fronte ad alcuni elementi ruolistici: ogni personaggio, infatti, avrà una propria barra dell’esperienza e potrà salire di livello e ad ogni livello sarà possibile potenziarlo grazie a quattro tipi di potenziamenti passivi. In più ci capiterà di ottenere i cosiddetti nuclei di potere, i quali potranno essere usati anch’essi per fornire capacità extra ai nostri agenti.

Il titolo ripropone la classica modalità free roaming già vista nella serie Saint’s Row, con l’Ark che fungerà da HUB principale (dalla quale potenziare la nostra agenzia, selezionare gli agenti, equipaggiare strumenti ed mandare gli agenti che non ci servono in missione in giro per il mondo), ma senza la straordinaria mobilità all’interno della mappa presente negli ultimi capitoli. Infatti potremo spostarci all’interno della mappa di gioco servendoci di veicoli (si presi direttamente dalle strade che richiamati: visto che potremo selezionare un veicolo speciale da utilizzare ed alla semplice pressione di un tasto verrà da noi, oltretutto se ci troveremo all’interno di un’area delimitata in prossimità del punto di arrivo del veicolo vi entreremo “con stile”), oppure tramite salti abbastanza alti, brevi arrampicate sui muri o traslazioni in aria (per gli agenti che ne sono dotati). Il tutto in un contesto spaziale, però, abbastanza risicato. Quando non saremo impegnati in altre missioni potremo muoverci, dunque, liberamente per Seoul per completare missioni secondarie quali, ad esempio, quelle per sbloccare nuovi personaggi, attività di vario genere che ci ricompenseranno con denaro, esperienza e informazioni, oltre che altre attività più importanti in grado di aumentare i nostri introiti o torri da conquistare per sbloccare le attività nell’area; infine potremo andare alla ricerca di frammenti di cristallo (una volta raccolti 10 otterremo un nucleo di potenziamento, da usare per fornire abilità molto potenti ai nostri agenti).

Grazie alle numerose varianti presenti il gameplay di Agents of Mayhem riesce ad essere davvero divertente ed accattivante considerata anche la grande varietà di nemici presenti. Purtroppo però ci troveremo spesso a compiere sempre le stesse attività all’interno delle missioni e i numerosi compiti extra presenti in giro per la città non riescono a diversificarsi particolarmente tra di loro. Altra piccola pecca è l’eccessiva ripetitività delle ambientazioni interne dei “covi Legion”, che magari se diversificate maggiormente avrebbero reso più divertenti anche questi momenti di gioco che in questo modo, purtroppo, cadono nel baratro della ripetitività.

Longevità

Per quanto riguarda la durata saranno necessarie circa 15-20 ore per portare a termine la trama principale di Agents of Mayhem, le varie missioni secondarie e le attività più importanti. Vista, però, l’alta ripetitività dei compiti che ci verranno assegnati il gioco però non vanta una grande rigiocabilitá; ciononostante la formula di base del gioco sarà sufficiente per soddisfarci.

Comparto Tecnico

In Agents of Mayhem ci troveremo di fronte una grafica in cel-shading davvero molto accattivante e colorata ma, purtroppo, fallata da numerosi problemi tecnici. Da un lato avremo ottime texture, modelli poligonali e una palette cromatica satura (e tendente sempre al viola, marchio di fabbrica della serie Saint’s Row) in grado di regalarci esplosioni spettacolari così come i particellari; dall’altro però c’è uno dei problemi più grossi che affligge questo gioco, ovvero i cali di framerate. Questo è tutto fuorché stabile (su console) ed in alcuni casi arriva a livelli quasi fastidiosi, e specialmente nelle situazioni più concitate può rendere il tutto talmente confusionale da non farci capire praticamente nulla…. Inoltre c’è qualche problema anche nel comparto audio: nonostante i doppiaggi (in lingua inglese) davvero ben fatti ed in grado di mettere in risalto tutte le differenze di accento dei vari agenti ci troveremo spesso di fronte a dei ritardi nel loro caricamento o una desincronizzazione tra dialoghi e sottotitoli.

Abbiamo notato alcuni piccoli difetti anche nelle IA dei nemici e di alcuni passanti che, nel caso dei nostri nemici, ci ha portato a vederne alcuni sparare a barili esplosivi di fronte a loro per poi fare una fine abbastanza prevedibile…. Niente di particolarmente grave invece da segnalare sul fronte bug/glitch se non qualche piccola compenetrazione errata che può far finire alcuni nemici all’interno di muri, o veicoli compenetrati con altri veicoli o superfici con conseguenze a dir poco esilaranti.

 

.

 

Dishonored: la morte dell’Esterno è un’espansione totalmente stand-alone del secondo capitolo della serie, che proseguirà la storia più o meno da dove l’avevamo lasciata.

Prima di affrontare il nucleo pulsante di Dishonored: la morte dell’Esterno, però, giova fare una piccola premessa: essendo il gioco in parola un’espansione del secondo capitolo è ovvio che molte meccaniche saranno abbastanza simili a quest’ultimo (parlando soprattutto del lato gameplay) pertanto vi rimandiamo, per l’analisi delle principali features, alla nostra recensione di Dishonored 2 per ulteriori approfondimenti.

Trama

In questo nuovo “capitolo” il vero protagonista sarà Megan Foster (a.k.a. Billie Lurke) l’ormai conosciuto capitano della Dreadful Whale che ci ha accompagnato durante l’avventura del secondo capitolo. Inizialmente il nostro compito sarà ritrovare Daud, nostro vecchio compagno mercenario ma, ben presto, ci ritroveremo con un compito molto più gravoso (come anche il titolo ci suggerisce): riuscire ad uccidere l’Esterno.

L’Esterno altri non è che l’entità conosciutissima nella serie e da molti considerato come una divinità. La quasi totalità della trama si dipanerà per le strade di Karnaka con mappe di gioco più o meno ampie e liberamente esplorabili (ma tutte con un level design stupendo), tra missioni secondarie e contratti (questi ultimi sono vere e proprie missioni da mercenario con i compiti più diversi; vanno dal recuperare un semplice oggetto all’uccidere un bersaglio e per le quali verremo ricompensati con monete o altri oggetti utili).

Ben presto la nostra protagonista si troverà di fronte l’Esterno che le farà alcuni “interessanti” doni direttamente dall’Oblio: un occhio di vetro ed un braccio; oltre ad alcuni poteri per motivi che scopriremo soltanto in seguito. Un’interessante novità è l’abbandono del sistema di Karma con una conseguente maggior libertà da parte del giocatore di poter scegliere anche un approccio più letale senza però avere conseguenze sul lato narrativo. I due finali possibili dipenderanno essenzialmente, dunque, dalla nostra volontà; non più quindi da una serie di concause e fattori mischiati insieme.

Solo il tempo potrà dirci se questo sarà effettivamente l’epilogo di questa grandissima serie o semplicemente l’inizio di qualcosa di nuovo.

Gameplay

Il gameplay in Dishonored: la morte dell’Esterno è quello classico già visto nei precedenti capitoli (comprese le diverse tipologie di nemico) con l’aggiunta di alcune interessanti novità. Billie sarà infatti dotata di una reliquia chiamata “sussurri dei ratti“, la quale ha una funzione simile al cuore dei precedenti capitoli. Non potrà essere usata per individuare amuleti o altro ma la sua unica funzione sarà quella di permetterci di ascoltare i pensieri; non parliamo però dei pensieri degli abitanti di Karnaka, bensì di quelli dei ratti che troveremo praticamente ovunque. I ratti parlano in modo criptico ma spesso il loro consiglio potrà tornarci utile per riuscire a trovare percorsi alternativi oltre che tesori nascosti. Inoltre avremo a disposizione diversi gadget come armi a distanza con proiettili semplici, stordenti ed incendiari, granate, mine a lame e le cosiddette mine a gancio (in grado di agganciare dalla distanza i nemici con doppia funzione letale o stordente); senza poi considerare che, da un certo punto della storia in poi, otterremo anche una nuova lama in grado persino di colpire dalla distanza! Infine sarà possibile potenziare molti di questo gadget (dalla quantità trasportabile alla loro efficacia) presso il mercato nero, ove potremo anche acquistare pozioni curative e diversi oggetti.

Come già detto, riceveremo in dono dei poteri (sempre restando in linea con i precedenti capitoli) ma, questa volta, saranno solo tre, tutti sbloccati sin da subito e tutti che si adattano perfettamente sia allo stile stealth, sia a quello aggressivo e diretto; ma, cosa più importante, è che questa volta la barra dell’energia si ricaricherà in maniera totalmente autonoma ed anche abbastanza rapidamente, così da non avere limitazioni nel loro uso. Il primo di questi poteri (quello che più si rassomiglia a poteri già visti in Dishonored) è la Dislocazione che, in termini più semplicistici, può essere definito come un teletrasporto. Questa utilissima abilità ci permetterà di spostarci rapidamente per brevi distanze senza essere visti; ci sarà però una piccola variante rispetto al movimento rapido degli altri Dishonored. In questo caso, infatti, lo spostamento non sarà istantaneo, ma lasceremo nel punto prescelto un segnalino con le nostre sembianze ed il teletrasporto avverrà solo quando lo decideremo noi (sempre però restando nel suo raggio d’azione e avendo una linea visiva sgombra). Questa particolarità rende più facile l’organizzazione di imboscate, assalti e di strategie di movimento.

Il nostro secondo potere sarà Preveggenza, e si tratterà di un utilissimo strumento che ci consentirà di bloccare il tempo ed abbandonare il nostro corpo per poter esplorare liberamente l’ambiente circostante entro un raggio abbastanza ampio. Durante questa “esperienza extracorporea” avremo la possibilità di vedere oggetti e nemici attraverso i muri ed entrambi potranno essere “evidenziati” fino ad un massimo di 4 (oltre a poter piazzare un segnalino di dislocazione). Una volta evidenziati oggetti e nemici potranno essere visti dal nostro punto di vista anche quando preveggenza non sarà attiva; in più riusciremo a vedere il campo visivo e l’esatto percorso che verrà attuato dai nemici evidenziati.

Infine, last but not least, l’ultimo potere sarà Somiglianza grazie al quale potremo rubare l’identità di un altro personaggio. Questo aprirà un ampio ventaglio di possibilità aggiuntive per un gameplay che già di suo è sempre riuscito a spiccare per varietà: potremo  infatti decidere di passare inosservati in alcune aree impersonando delle guardie, oppure fingere di essere un’altra persona per riuscire ad interagire con personaggi importanti per farci rivelare informazioni utili….

Così come negli altri capitoli della serie troveremo i cosiddetti amuleti: strumenti atti all’aggiungere potenziamenti passivi ed attivi. Ad esempio potremo far si che le armi dei nostri nemici si inceppino più frequentemente, aumentare la nostra salute o persino aggiungere alcune caratteristiche ai nostri poteri come ad esempio una Dislocazione istantanea con la pressione rapida dello specifico tasto sul controller. Ci saranno tre tipi di amuleti, quelli semplici, quelli neri (con potenziamenti migliori) e quelli corrotti (che forniscono migliorie ma avranno dei malus). Sarà inoltre possibile creare nuovi amuleti con meccaniche simili a quelle viste in Dishonored 2.

Longevità

La durata di questo DLC stand-alone può considerarsi ottima, soprattutto in rapporto con il costo dello stesso, e si attesta sulle 8-10 ore circa se deciderete di esplorare ogni singolo angolo delle varie mappe, compiere tutte le missioni secondarie ed i contratti. Tutto questo senza considerare l’alta rigiocabilità del titolo per analizzare tutte le possibilità che ci vengono offerte così da testare diversi approcci.

Grafica

Il comparto tecnico di Dishonored: la morte dell’Esterno è pressoché lo stesso visto nel secondo capitolo, con un eccellente lavoro fatto sul cel-shading, grande cura nei particolari (anche se raramente abbiamo notato piccoli ritardi nel caricamento delle texture). Di buona qualità anche la colonna sonora, sempre adatta al contesto (anche se forse un po’ troppo simile a quella di Dishonored 2). Soprattutto da segnalare un’eccellente stabilità dei FPS con cali assenti o quasi impercettibili, un ottimo doppiaggio in lingua italiana e la quasi totale assenza di bug o glitch durante la nostra run (al più una scarsa responsività ad alcuni comandi).

Le IA dei nemici sono ottime e spesso anche difficili da ingannare persino a difficoltà normale: nella maggior parte dei casi tendono sempre a muoversi in gruppi se allertati, riconoscono l’assenza di un loro compagno e possono persino andare in allerta vedendo che una trappola è stata disattivata. Possono dunque dare non poco filo da torcere sia ai giocatori stealth sia a quelli che preferiscono il combattimento diretto (che è però abbastanza sconsigliato vista la loro tendenza ad attaccare anche in gruppo ).

Eccoci finalmente alla nostra recensione su Destiny 2, in questi giorni abbiamo avuto modo di esplorare a pieno il gioco in ogni suo aspetto e quindi siamo pronti a darvi un resoconto completo.

Cominciamo subito con il dire che Destiny 2 è riuscito a migliorarsi rispetto al primo capitolo. E lo ha fatto praticamente sotto ogni punto di vista: in particolare dove risultava più deficitario. Partiamo dunque con il primo fattore: la trama.

Storia

Uno dei punti che sicuramente ci aveva convinto meno del primo capitolo di Destiny era certamente la storia, poiché risultava essere poco caratterizzata, così come lo erano i vari personaggi. In questo nuovo capitolo c’è stato un enorme salto di qualità: la trama è abbastanza semplice e lineare ma è trattata in maniera a dir poco magistrale attraverso stupende cut-scene, dialoghi (spesso e volentieri molto divertenti) e tanto altro. Il nostro guardiano protagonista (che potrà anche essere lo stesso del primo capitolo durante la scelta personaggi) si troverà ad affrontare una nuova minaccia per tutta l’umanità ma anche per il Viaggiatore: infatti, una fazione di Cabal nota come la Legione Rossa attaccherà l’ultima città (ultimo baluardo di difesa dell’umanità e luogo di riposo del Viaggiatore).

Per chi non avesse giocato il precedente capitolo di Destiny, il Viaggiatore non è altro che una gigantesca macchina di forma sferica considerata dai Guardiani una vera e propria divinità poiché conferisce loro la Luce. Grazie a questa sono in grado di ritornare in vita se uccisi, oltre a ricevere veri e propri poteri derivanti dai tre tipi di energia presente in questo mondo: il vuoto, il fuoco e l’elettricità.

In Destiny 2, il comandante della Legione Rossa conosciuto come Ghaul, vuole impossessarsi della Luce per ottenerne i poteri, compresa l’immortalità; per fare ciò intrappola il Viaggiatore in una gigantesca gabbia causando così l’interruzione del suo legame con i Guardiani, i quali finiranno tutti per perdere la Luce. Il nostro protagonista dovrà cercare dunque un modo per riuscire a recuperare i suoi poteri, riunire tutti i guardiani e sconfiggere questa nuova, terribile, minaccia. Durante la nostra avventura sui vari pianeti faremo la conoscenza di nuovi e vecchi alleati così come nemici già conosciuti ed altri nuovi per ciascun tipo, oltre ai numerosi boss presenti. Ci troveremo ad affrontare le numerose minacce che infestano il nostro sistema solare: i Caduti, l’Alveare, i Vex e gli ormai già nominati Cabal.

Come già detto tutti i personaggi presenti nel gioco saranno caratterizzati dall’avere una personalità unica ed egregiamente caratterizzata (fatta eccezione per il nostro protagonista, la cui personalità sarà espressa attraverso il suo Spettro: un piccolo robot che ci accompagnerà durante tutto il nostro viaggio).

Gameplay

Il gameplay di Destiny 2 è praticamente lo stesso visto nel primo capitolo; un FPS con elementi di gioco di ruolo. Avremo a disposizione tre gruppi di armi equipaggiabili, una principale, una secondaria ed una distruttiva. Queste ultime due avranno la particolarità di essere particolarmente efficaci contro i nemici dotati di scudi. Tra le armi principali equipaggiabili avremo fucili automatici, fucili semiautomatici (detti fucili ad impulsi) ed a colpo singolo (detti da ricognizione), oltre che cannoni portatili (pistole ad alto calibro) e pistole da supporto, mentre come armi secondarie potremo equipaggiare tutti i tipi già nominati oltre a mitragliette e fucili laser; infine come armi distruttive avremo fucili a pompa, lanciagranate, lanciamissili, fucili di precisione e fucili a fusione. Considerata l’ampia varietà di armi ed equipaggiamento che otterremo, ciascuna con una diversa rarità, e complice anche un drop rate aumentato per oggetti dai nemici, ci troveremo continuamente a cambiare il nostro setup. Se però troveremo un pezzo di equipaggiamento o un’arma che ci piace particolarmente ma il suo livello di potere (sostituisce la caratteristica della luce del primo Destiny) è troppo basso, avremo la possibilità di infonderlo con un oggetto dello stesso tipo così da potenziarlo; per fare ciò dovremo usare lumen (la valuta in gioco ottenibile praticamente in ogni modo) e dei frammenti leggendari ottenibili smontando oggetti di qualità leggendaria o esotica.

Come nel suo predecessore anche in Destiny 2 ci saranno tre tipi di classi: i Titani, gli Stregoni ed i Cacciatori; ciascuna di esse avrà delle abilità, attacchi speciali ed equipaggiamento unici. Ogni classe è dotata di tre sottoclassi, ciascuna con tre tipi di attacco speciale che rispecchiano i tre elementi nominati in precedenza (vuoto, elettricità e fuoco). Purtroppo però solo uno di questi attacchi per classe risulta diversificato rispetto al precedente capitolo, mentre gli altri due sono perfettamente identici.

I Titani avranno come special del vuoto (quello nuovo) uno scudo da usare (come Capitan America comanda), come special del fuoco dei martelli (che Thor sia con voi) che possono essere lanciati contro i nemici e come special elettrica un colpo potente al suolo.

Gli Stregoni invece avranno come special del fuoco (nuova) una spada che ci permetterà di sferrare anche dalla distanza dei colpi infuocati, come special del vuoto una granata in stile buco nero, e come special elettrica il cosiddetto evocatempeste, ovvero lanciare fulmini attraverso le nostre mani (particolarmente efficace contro grandi gruppi di nemici e quando si vuole mostrare agli Dei dell’Olimpo chi comanda).

Infine i Cacciatori avranno come special elettrica (nuova) un bastone da combattimento che ci permetterà di sferrare attacchi acrobatici in corpo a corpo, come special del vuoto un arco e come special del fuoco una pistola da one shot one kill.

Ciascun personaggio sarà dotato di 3 tipi di abilità: una granata, un attacco corpo a corpo speciale ed una cosiddetta fonte (quest’ultima di nuova aggiunta ed in grado di garantire una ricarica aumentata per la salute oppure un aumento dei danni); tutte queste abilità si ricaricheranno con il tempo e possono essere modificate attraverso un piccolo albero delle abilità (ciascuna acquistabile salendo di livello).

Come già detto su Destiny 2 ci saranno diversi pianeti esplorabili: per la precisione saranno quattro ed in più sarà presente un Hub principale dove potremo incontrare altri giocatori, decodificare engrammi (per ottenere l’equipaggiamento che contengono) ed altro ancora. Tutti questi pianeti saranno composti da un’area di gioco più o meno ampia all’interno della quale si svolgeranno le missioni principali, quelle secondarie (alcune delle quali ci ricompenseranno con sottomissioni per ottenere delle armi uniche), le attività, i pattugliamenti e gli eventi pubblici. Questi ultimi sono in numero abbastanza elevato ed appaiono molto di frequente e sono in grado di garantire ricompense di alto livello (specialmente se affrontati in modalità eroica, per fare ciò vi rimandiamo alla nostra guida ). Le mappe di gioco sono molto più vive e divertenti rispetto al primo Destiny poiché ci saranno, oltre alle suddette attività, numerosi elementi raccoglibili e bauli contenenti ricompense di vario tipo, ma soprattutto i pegni che saranno fondamentali poiché se dati in numero sufficiente ad un nostro alleato presente su ogni pianeta saremo ricompensati con un engramma leggendario. Questa cosa vale per numerosi npc presenti nel gioco ma ciascuno vi richiederà degli oggetti specifici, come ad esempio l’armaiolo che vi richiederà componenti per armi ottenibili scomponendo quelle che non ci servono.

In aggiunta a tutto ciò ci saranno gli assalti: delle missioni uniche ed ottime per salire di livello ed ottenere equipaggiamento; questi comprendono anche i cosiddetti assalti “Cala la Notte“, ovvero missioni settimanali più difficili del normale, a tempo e con ricompense maggiori, per le quali dovrete quasi per forza cercare un team. Inoltre è presente anche la modalità PvP nota come Il Crogiolo con diverse modalità 4vs4 come conquista (un classico deathmatch), una modalità ad eliminazione ed infine una modalità uccisione confermata. Anche in questo caso a fine partita verremo ricompensati con equipaggiamento di vario genere e pegni del crogiolo. Infine, ultimamente, è stata anche aggiunta la modalità Incursione, ovvero una missione chiamata il Leviatano caratterizzata dall’avere una difficoltà estrema e dall’essere composta da diversi enigmi ambientali, alcuni davvero di non semplice intuizione.

Longevità

La durata della sola modalità storia si attesta sulle dieci ore ma, aggiungendo semplicemente le missioni secondarie, le attività ed un pizzico di eventi si possono superare tranquillamente le venti/trenta ore. Inoltre, considerate le numerose attività end game e la possibilità continua di migliorare il nostro equipaggiamento, il gioco ha una longevità a dir poco illimitata. Tutto questo senza tener conto dell’incredibile supporto dato al gioco e della community di Destiny che è una delle più attive. Infatti è stata anche integrata nel gioco la presenza dei clan ai quali potrete unirvi attraverso il sito di Bungie oppure la companion app presente su Android ed IOS. Grazie a quest’app potrete anche cercare altre persone per fare squadra con altre persone con il vostro stesso obiettivo.

Grafica

Come vi avevamo già annunciato nelle nostre prime impressioni, la grafica di Destiny 2 non risulta migliorata in maniera eclatante rispetto al primo capitolo; però bisogna anche dire che quest’ultimo aveva, già allora, una grafica che tutt’ora si potrebbe considerare di ottima qualità. Pertanto con le numerose aggiunte estetiche fatte specialmente a livello ambientale e con gli effetti grafici e particellari implementati si ha avuto un upgrade grafico degno degli standard attuali. Per quanto riguarda musiche e doppiaggi c’è davvero poco da dire, sono entrambi di livello eccezionale e quasi, oseremmo dire, impareggiabili! Per quanto riguarda la colonna sonora vi ricordiamo può essere acquistata dal Bungie Store e darà accesso ad un Emblema esclusivo all’interno del gioco, o in alternativa potrete scoprirla al seguente link sul canale YouTube ufficiale di Bungie.

Per quanto riguarda bug e glitch non ne abbiamo incontrati di particolarmente ostici, al più ci è capitato di restare incastrati per qualche secondo in alcuni punti dello scenario o di rimbalzare su nemici e superfici durante il salto per poi cadere in burroni incontrando la morte. Una cosa che forse ci ha causato qualche problema in più è stata una lieve instabilità dei server con conseguente disconnessione (anche durante eventi con l’ovvia perdita della ricompensa), anche se siamo sicuri che saranno sistemati in breve tempo.