L’acclamato Victor Vran: Overkill Edition è disponibile da oggi per Nintendo Switch!

Wired Productions, uno studio di pubblicazione indipendente, in accordo con gli sviluppatori di Haemimont Games, sono lieti di annunciare Victor Vran: Overkill Edition, disponibile da oggi per Switch. Questa edizione definitiva del vincitore di diversi premi come action RPG a telecamera isometrica è disponibile in copia fisica o digitale, al prezzo suggerito di €39.99 ed è stato classificato come PEGI 16. Gli avidi fan di Victor Vran potranno anche acquistare la Motörhead Collector’s Edition da adesso attraverso il sito di Wired (shop.wiredproductions.com), contenente diversi gadget dedicati ai Motörhead, e contenuta in uno stupendo tin di acciaio.

Victor Vran è un titolo che vi porterà al salvataggio della città maledetta di Zagoravia. Qui potrete cacciare in coop locale fino a due giocatori o fino a quattro giocatori in coop online così da sfruttare al meglio le potenzialità della console Nintendo, e garantire agli utenti l’esperienza da “ammazzademoni” definitiva! I giocatori potranno così creare la loro personale versione di Victor utilizzando un vasto arsenale di armi, abiti e poteri demoniaci ed affrontare orde di demoni e boss mostruosi da soli, comodamente seduti sul divano con un compagno, oppure online con altri tre giocatori  per emergere vittoriosi.

In Victor Vran: Overkill Edition i giocatori e fan potranno provare l’intera azione della campagna, corredata da due espansioni spettacolari dell’universo di Victor Vran: l’etereo Fractured Worlds (un nuovo capitolo della storia ricco di sfida), e Motörhead: Through the Ages (un tour selvaggio attraverso miti, musica ed una sfida alla band più “forte” del mondo).

In attesa dell’ormai annunciato The Elder Scrolls VI ritorniamo ancora una volta a Tamriel per l’uscita di una nuova maxi espansione per The Elder Scrolls Online, ovvero Summerset.

Ambientato nell’isola di Summerset, patria degli elfi alti (o Altmer che dir si voglia), questo nuovo DLC per TESO si prefigge l’obiettivo di arricchire di contenuti un titolo già di per se a dir poco immenso; difatti va ad aggiungersi ad una serie di espansioni minori ed alla più recente maxi espansione “Morrowind”. Scopriremo che l’arcipelago di Summerset ha aperto i suoi confini, a lungo chiusi sia al turismo che al commercio, a visitatori stranieri per decreto della nuova sovrana degli elfi alti, ovvero la Regina Ayrenn. Il nuovo territorio, la cui capitale è rappresentata dalla città di Alinor, è essenzialmente costituito da numerose isole ricche di vegetazione e di una stupenda ed altrettanto ricca fauna.

Appena giunti sul posto, però, ci renderemo conto che c’è qualcosa che non va e che tutti gli stranieri in arrivo stanno misteriosamente scomparendo (così come alcuni abitanti) e saremo incaricati da Razum-dar (primo personaggio incontrato sull’isola, che scopriremo in seguito essere parte della rete di “intelligence” della regina) di svelare il mistero che si cela dietro tutti questi eventi. Ben presto però apprenderemo che la questione è ancora più seria e preoccupante di quanto sembri e che potenti e misteriose forze si celano nelle profondità di Summerset. Fortunatamente, però, non saremo soli contro le forze del male, infatti incontreremo un esponente del famoso Ordine Psijic, del quale potremo persino entrare a far parte sbloccando un nuovo albero delle abilità (cosa che consigliamo di fare prima di cimentarsi nelle numerose quest secondarie) dedicato a magie di cura e di supporto. Come ulteriore aggiunta è stata introdotta la possibilità di craftare gioielli come anelli e collane presso un apposito banco di creazione e ben tre nuove case in aggiunta a quelle già presenti.

Abbiamo molto apprezzato la cura e la dovizia di particolari per queste nuove ed inedite ambientazioni che rendono tutte le isole esplorabili e le location principali delle vere perle. In aggiunta a tutto questo abbiamo anche numerose nuove tipologie di nemici e creature, tutti estremamente ispirati e adatti ai luoghi in cui si trovano. Tutto ciò contribuisce a creare un’atmosfera d’insieme di grande impatto costruendo ciò che potrebbe essere una delle ambientazioni meglio riuscite dell’intero titolo, considerando anche il fatto che in questo caso, a differenza di Morrowind, il team di sviluppo è partito quasi da zero per lo sviluppo e la creazione di Summerset visto che prima di oggi la patria degli elfi alti è stata “rappresentata” unicamente in The Elder Scrolls Arena, titolo del 1994 per PC.

L’intero titolo riesce a convincere sia per le vicende trattate (anche se non neghiamo che dal lato narrativo si sarebbe potuto fare qualcosa in più) e sia per la durata complessiva che può persino superare le 30-35 ore per il completamento di ogni missione, alle quali bisogna aggiungere anche due nuovi dungeon ed il Cloudrest Mini Trial, ovvero una sfida per dodici giocatori con tre boss minori ed uno finale. Questo nonostante la minore enfasi posta su ciò che questo titolo è veramente, ovvero un MMORPG, e ce ne renderemo facilmente conto durante la quest principale che risulta essere, a nostro avviso, adatta ad un nuovo titolo The Elder Scrolls in single player. Ricordiamo infine che The Elder Scrolls Online, così come questa espansione Summerset, risulta essere totalmente in lingua inglese, per cui i meno avvezzi potranno trovare non poche difficoltà nel seguire la narrazione ed i vari dialoghi.

Eccoci a parlare di Mooncrash, prima ed inaspettata espansione per Prey, titolo prodotto da Bethesda che ha suscitato pareri contrastanti tra critica e pubblico.

Abbiamo avuto già modo di parlare di Prey più nello specifico nella nostra recensione completa, ci soffermeremo dunque a parlare soprattutto del nuovo DLC. In Mooncrash impersoneremo un operatore di una stazione orbitante attorno alla luna, il cui obiettivo è quello di raccogliere dati sugli avvenimenti della stazione lunare Pytheas attraverso delle simulazioni. In queste simulazioni potremo impersonare personaggi differenti e tutti specializzati in un determinato ambito (che si tratti di armi da fuoco, poteri Typhon e così via) e con parametri differenti. In tutte le simulazioni l’obiettivo sarà uno solo: ovvero fuggire dalla stazione lunare e, di conseguenza, dalla simulazione.

Per ogni fuga, diversamente pensata per ogniuno dei cinque personaggi, verremo ricompensati con un nuovo membro dell’equipaggio. L’obiettivo finale sarà quello di riuscire a fuggire con tutti i membri dell’equipaggio in un’unica sessione senza morire, tenendo in considerazione che tutto ciò che raccoglieremo con un singolo personaggio non sarà disponibile per i successivi.

In caso di disfatta, con un’altro membro dell’equipaggio sarà possibile proseguire dal punto in cui si è morti con l’alter-ego precedente, rendendo necessario il riavvio della simulazione per riuscire nel salvataggio dell’intero equipaggio. Ma non temete, in questo caso alcuni progressi come punti Sim (ottenibili compiendo numerose azioni in gioco come ad esempio trovare membri dell’equipaggio deceduti, fuggendo o completando le “taglie Kasma”) e progetti di assemblaggio trovati verranno conservati. La morte in Mooncrash è un elemento essenziale per proseguire, infatti ricominciando una nuova simulazione potremo spendere i punti Sim ottenuti per acquistare dell’equipaggiamento iniziale o dei chip tuta per il nostro personaggio così da agevolare il proseguimento.

Sostanzialmente il gameplay che è alla base di Prey resta invariato (abilità typhon, oggetti, armi, neuromod, nemici e così via), con alcune piccole differenze; innanzitutto la prima novità in cui ci imbatteremo saranno le “barriere typhon”, macchinari che generano campi di forza in alcune zone per bloccare i typhon (o noi nel caso in cui installeremo troppe abilità aliene) e che, eventualmente, possono marcare eventuali mimic presenti nel loro raggio di azione così da non essere colti alla sprovvista. Bisogna inoltre considerare la presenza dei cosiddetti traumi che fanno le veci degli stati alterati quali: sanguinamento, ossa rotte e trauma cranico, che dovranno essere curati tramite oggetti particolari o operatori medici.

Altro elemento importantissimo e caratterizzante di Mooncrash è il fatto che tutto sarà generato proceduralmente; non fraintendete, percorsi e vie di fuga saranno sostanzialmente invariati, ma ci saranno cambiamenti inattesi come aree incendiate, nemici, drop ed oggetti ritrovabili. Così facendo la base Pytheas offre sempre situazioni diverse tra loro così da rendere il gioco il più vario possibile.

Associato a questo elemento abbiamo il livello di corruzione della simulazione che varia da 0 a 5; sostanzialmente più a lungo resteremo nella simulazione e più pericolosa questa diventerà, sia per via dei Typhon che diventeranno sempre più numerosi e forti o fino a subire l’espulsione dalla simulazione per il raggiungimento della corruzione massima. Ragion per cui dovremo cercare di muoverci il più rapidamente possibile (anche se un modo per rallentare l’avanzare della corruzione c’è), valutando sempre quali azioni compiere e quali evitare.

Ritorniamo a parlare per l’ultima volta del grande titolo targato Warner Bros: “La Terra di Mezzo – L’ombra della guerra” per l’espansione conclusiva intitolata La desolazione di Mordor.

La seconda ed ultima espansione intitolata La desolazione di Mordor ci porterà ad impersonare un nuovo personaggio che già abbiamo avuto di conoscere durante l’avventura principale, ovvero Baranor, sergente dell’ormai caduta città di Minas Ithil. Nei suoi panni esploreremo un territorio totalmente nuovo ed esclusivo: le desertiche terre di Lithlad allo scopo di conquistare la cittadella di orchi che domina sull’intera regione. A tale scopo dovremo reclutare dei mercenari dalla compagnia dei “Figli Evanescenti” utilizzando monete ottenibili durante le varie missioni, attività, o recuperabili da cadaveri. A livello di storia, dunque, non ci sarà niente di particolarmente eccezionale o intrigante, sostanzialmente sarà sempre la solita conquista di una cittadella con un piccolo contorno di trama esclusiva e le dovute modifiche che saranno presenti nel gameplay (inclusa una nuova bestia selvatica) delle quali parleremo di seguito. Ovviamente Baranor non sarà dotato come nel caso di Talion o Elthariel di un anello del potere, di conseguenza questo sarà l’unico modo per ottenere una forza in grado di prendere d’assedio la cittadella; da ciò, però, deriva anche il fatto che questo nuovo protagonista non sarà dotato di nessun potere visto fino ad ora (dalla dominazione di orchi ai salti acrobatici).

Per colmare questo difetto gli sviluppatori hanno fatto in modo tale da dotare Baranor di un intero ed innovativo armamentario per migliorarne la mobilità e le possibilità in combattimento. Infatti riguardo alla mobilità riceveremo sin da subito (da una vecchia conoscenza per chi ha avuto modo di giocare al primo capitolo) un rampino ed un paracadute; mentre invece per quanto riguarda l’armamentario inizialmente non avremo tantissime novità (ad eccezione dello scudo e di una balestra rapida che andrà a sostituire l’arco), ma nelle varie aree di gioco potremo trovare dei particolari schemi per sbloccare nuove abilità uniche come la possibilità di utilizzare il rampino in combattimento, uno scudo “infuocato”, sbloccare nuovi dardi per la balestra e persino la possibilità di usare rampino e paracadute in maniera più “rapida ed efficiente” (in perfetto stile Just Cause!). Inoltre per ogni elemento dell’equipaggiamento (spada lunga, spada corta, balestra, scudo ed armatura) potremo ottenere dei potenziamenti soprattutto tramite l’eliminazione di capitani nemici e che una volta applicati saranno permanenti! Infine è importante dire che sempre per l’assenza dell’anello Baranor non sarà immortale, e pertanto nel caso in cui doveste morire durante l’avventura subirete una specie di “permadeath” andando a perdere i mercenari ottenuti ed alcuni progressi nel gioco, ma non quelli legati alla storia. Fortunatamente per riuscire ad evitare questo spiacevole epilogo sarà sufficiente ricordarsi di avere sempre con se delle pozioni di cura (visto che non sarà presente neanche una cura automatica) per ripristinare la salute.

Nel complesso, dunque, con La desolazione di Mordor il titolo cerca di introdurre alcune interessanti novità nell’ambito del gameplay così da aggiungere varietà anche se, ovviamente, la formula di base non cambia. Purtroppo però sul lato trama e longevità (circa 2-3 ore per riuscire a completare il tutto senza tralasciare particolari) si sarebbe potuto certamente fare di più riducendo quasi (e vorrei sottolineare questo quasi visto che comunque qualche innovazione c’è stata) il tutto ad un semplice “allungamento del brodo” anche se qualcuno potrebbe apprezzare il sistema di punteggio conferito a fine espansione e sfruttarlo come spunto per aumentarne la rigiocabilità e di conseguenza la longevità.

Ritorniamo ancora una volta nel mondo di Destiny 2 per parlare della sua seconda espansione: La Mente Bellica.

Dopo aver parlato di Destiny 2 e del suo primo DLC “La Maledizione di Osiride” ci ritroviamo ancora una volta a discutere di questo interessante sparatutto targato Bungie per l’uscita della seconda espansione intitolata La Mente Bellica. Come si intuisce dal titolo questa espansione parlerà di Rasputin, l’Intelligenza Artificiale incaricata di difendere il sistema solare.

Questa volta però Rasputin è in pericolo a causa del cosiddetto alveare glaciale che minaccia il suo nucleo su Marte (difatti La Mente Bellica è stata creata proprio su questo pianeta, nella struttura di Clovis Bray); anche questa volta non saremo soli, infatti, ad accompagnarci nella nostra avventura avremo un nuovo personaggio principale, ovvero Ana Bray (abbreviativo di Anastasia Bray) e che scopriremo essere parte della famiglia che ha costruito Rasputin.

Durante lo svolgersi della campagna principale dell’espansione (della durata complessiva di appena 2-3 ore circa per completare ogni missione) scopriremo che un’entità molto pericoloso brama la distruzione di Rasputin, trattandosi nientedimeno che di una vera e propria divinità dell’alveare. Nonostante tutto questo incipit davvero intrigante, però, la trama non riesce a decollare come dovrebbe, probabilmente per la durata complessiva o per la rapidità con cui si succedono gli eventi principali; fatto sta che, nonostante un finale “interessante”, questa espansione non riesce a colpire come dovrebbe, mentre a nostro avviso avrebbe potuto avere potenzialità più grandi, così come accaduto anche nel caso del precedente contenuto a pagamento.

Dobbiamo però anche dire che a livello di contenuti, ovviamente, l’espansione de La Mente Bellica non si limita al solo nuovo pianeta esplorabile (sicuramente più vasto rispetto a quello del precedente contenuto) ed alle nuove missioni, ma aggiunge anche nuovo equipaggiamento esclusivo tra armi, armature e navi, oltre che due nuovi eventi pubblici; di questo uno rappresenta una novità assoluta in Destiny 2 che va a ricalcare le orme di alcuni eventi ad orde del primo capitolo e sarà anche caratterizzato da ricompense uniche.

Si chiama Protocollo di Intensificazione e in sostanza sarà strutturato su sette livelli, ciascuno dei quali diviso in quattro ondate ed in caso di fallimento si dovrà ricominciare da quello precedente e potranno partecipare tutti i giocatori presenti in pattuglia al momento dell’inizio dell’evento. Infine, questa espansione aggiungerà un nuovo Raid intitolato Pinnacolo Siderale, il quale ci porterà sulla cima del Leviatano per permetterci di affrontare nuove sfide (sarà suddiviso in tre parti) di difficoltà generale più ardua rispetto a quelle riscontrate nei precedenti e che nel complesso ci ha particolarmente convinti.

Ancora una volta Call Of Duty WWII si espande e, con The War Machine vengono introdotte tre nuove mappe multigiocatore, una nuova operazione ed una nuova mappa zombie.

Ancora una volta torniamo a parlare di Call Of Duty WWII avendo già trattato il gioco principale e la sua prima espansione The Resistance; questa volta parliamo del secondo maxi contenuto aggiuntivo intitolato The War Machine.

Questo nuovo DLC aggiunge alla modalità multigiocatore tre nuove mappe intitolate Dunkirk, Egitto e V2, assieme ad una nuova operazione per la modalità guerra intitolata Operazione Husky e l’immancabile mappa extra per la modalità zombie chiamata Il Trono D’ombra. Di seguito procederemo nell’analizzare ciascuna di queste nel dettaglio cercando di descriverne punti di forza e punti deboli.

Dunkirk

Ambientata nella città francese di Dunkirk, lungo la sua area di costa, questa mappa sviluppata principalmente in lunghezza presenta su un fianco una porzione di spiaggia abbastanza scoperta (la fanno da padrone solo alcuni veicoli ed una barca arenata, oltre che un piccolo edificio ad un polo), mentre sull’altra troviamo diverse stradine che si sviluppano dietro a due edifici costruiti su due piani e che si fronteggiano nella parte centrale della mappa.

In generale troviamo che Dunkirk sia una location di gioco sicuramente molto ispirata ma dedita un po’ più al combattimento a distanza che a quello ravvicinato dato che i due team riescono a creare delle vere e proprie linee di confine difficilmente oltrepassabili; in questo modo si riduce pressoché a zero la possibilità di infiltrarsi dietro le linee nemiche e ci si trova a poter avanzare quasi solamente in gruppo.

Egypt

Per la prima volta WWII ci porta nel Nord Africa, infatti questa nuova mappa ci permetterà di combattere esattamente ai piedi alle piramidi di Giza, in prossimità della Grande Sfinge. Riteniamo che questa possa essere considerata una delle migliori mappe create per questo gioco per via della sua intricatezza e level design, con numerose strade e nascondigli ed un ottimo sviluppo su due livelli che permette una grande interazione tra piano sopraelevato e piano terra.

Sostanzialmente questa area rettangolare presenta un solo fianco ampio e carente di coperture (per la gioia dei cecchini) ed un grande tempio centrale circondato da numerose aree ricolme di coperture e strade. Considerata nel suo insieme Egypt risulta essere estremamente versatile per ogni tipo di combattimento ed approccio, lasciando ad ogni tipo di giocatore la possibilità di giocare secondo il proprio stile.

V2

Ancora una volta torniamo in Germania, questa volta però in una zona rurale dove è stato costruito un sito missilistico di ricerca. Questa piccola mappa quadrata si sviluppa attorno ad una torre di lancio per missili situata centralmente e che rappresenta l’unico punto costruito su più livelli, ben tre per l’esattezza, di cui uno inferiore che serve principalmente a collegare le porzioni laterali dell’area, e i restanti due utilizzabili per colpire dall’alto gli ignari avversari. Per le sue dimensioni questa location risulta essere principalmente dedita a scontri rapidi e ravvicinati.

Operazione Husky

La nuova mappa per la modalità guerra introdotta con The War Machine ed intitolata Operazione Husky ci porterà in Italia, durante l’assalto da parte degli alleati alla macchina nazista. Innanzitutto il compito degli attaccanti sarà quello di recuperare dei dati relativi ad alcuni bersagli strategici a Palermo e Napoli da colpire con i bombardieri come in un classico cattura la bandiera.

Dopodiché si passerà a conquistare una stazione radio allo scopo di comunicare ai bombardieri dove colpire ed infine ci sarà una sezione di volo a bordo di caccia (con visuale in “terza persona”) dove lo scopo delle due squadre sarà quello di distruggere 25 aerei nemici per primi. Nel complesso un’operazione che riprende diverse meccaniche da altre modalità multiplayer ma introduce l’interessante possibilità di eseguire uno scontro aereo.

Il Trono D’ombra

Con The War Machine questa volta l’inseguimento di Straub da parte dei nostri nuovi eroi li porterà nel cuore di Berlino, messo a ferro e fuoco dalla guerra, dove il folle dottore ha in mente di scatenare l’esercito di non morti per spazzare via le forze d’assalto degli Alleati. La location tedesca risulta essere a nostro avviso tra le migliori riuscite fino ad ora a livello estetico e di atmosfera, con ambientazioni oscure e lugubri in un ottimo stile horror.

Non mancheranno come di consueto una nuova arma ammazza-zombie, nuovi inquietanti orrori non morti da uccidere ed un complesso ed intricato easter egg che abbiamo particolarmente apprezzato per avanzare in questa parte di storia.

Abbiamo avuto modo di provare “Dragon Bones”: l’ultima espansione rilasciata da Bethesda per “The Elder Scrolls Online”. Con questo nuovo contenuto (che arriva assieme all’Update n.17) la casa statunitense rende ancora più entusiasmante il viaggio attraverso Tamriel.

Con “Dragon Bones” Bethesda ci offre la possibilità di affrontare una nuova entusiasmante avventura: questo DLC, infatti, ci permetterà di affrontare due nuovi Dungeons; nel tentativo di evitare che oscure macchinazioni riportino in vita il terribile Thurvokun, il temibile dragone. Come i precedenti contenuti scaricabili per il MMORPG di The Elder Scrolls, anche in questo caso alle nuove zone esplorabili si aggiungeranno equipaggiamento e Motif dedicati, con armi e protezioni in sintonia con le ambientazioni; a questo vanno aggiunti nuovi Achievement e nuove sfide. Il tutto in grado di garantirci un discreto numero di ore di gioco.

Ma ora vediamo cosa ci attende in The Elder Scrolls “Dragon Bones”

  • Scalecaller Peak

In questo primo, inedito, dungeon ci troveremo a scalare una delle montagne più alte di Tamriel sulle tracce di Zaan the Scalecaller, accolita e prescelta del malvagio Dragon Lord Thurvokun; la nostra caccia ci porterà attraverso valichi ed enormi caverne, dovendo affrontare orde di mostri e di seguaci di Zaan, in una serie incredibile di combattimenti che terranno incollato allo schermo anche il più smaliziato dei giocatori. Saremo costretti a rapide schivate e veloci affondi per evitare che le numerosissime minion presenti sul nostro cammino ci distruggano. Il tutto per giungere, infine, sulla cima della montagna ed affrontare Zaan in combattimento, ottenendo così la Renegade Dragon Priest Mask; questo elemento di equipaggiamento leggendario vi garantirà numerosi bonus, così come faceva con il suo precedente possessore.

  • Fang Lair

Questo il secondo dungeon introdotto da “Dragon Bones” dove, accompagnati dai nostri amici (o dai nostri bot alleati), ci dovremo avventurare, tra rovine naniche e dozzine di esagitati cultisti, per dare la caccia ad Orryn il Nero. Mago che, abusando delle sue arti negromantiche, sta cercando di far risorgere il buon vecchio Thurvokun; così da poterlo sguinzagliare su una Tamriel già prostrata dalla costante guerra civile. Come sempre i nostri eroi arriveranno a giochi già fatti e, dopo aver dato una sonora lezione all’incauto negromante, non potranno fare altro che distruggere (nuovamente) lo scheletrico Dragon Lord; dandogli così il tanto ambito eterno (?) riposo.

Queste dunque le perle contenute in “The Elder Scrolls Online: Dragon Bones”; contenuti che, al costo di 12,99 Euro, sarà possibile aggiungere ad un MMORPG che, pur essendo approdato sugli scaffali ormai qualche anno fa, non ha ancora smesso di stupire, regalando a tutti gli appassionati del famoso brand made by Bethesda un’epica avventura in un continente in guerra, attraverso le iconiche ambientazioni della serie. L’aggiunta dell’Update n.17 permette altresì di correggere alcuni bug ed introdurre ancora più possibilità di personalizzazione dei propri avatar, oltre ad introdurre la feature che rende la vostra abitazione il luogo ove depositare tutti gli oggetti in eccesso.

VI ricordiamo che “The Elder Scrolls Online: Dragon Bones” è disponibile su tutte le piattaforme al prezzo di 12,99 Euro per coloro che non siano già in possesso di un season pass; season pass che diviene ancora pi importante in vista della prossima espansione di TESO che, annunciata per l’anno corrente, dovrebbe darci la possibilità di esplorare Sommerset, la patria degli alti Elfi e dell’Aldmeri Dominion.

Wolfenstein II continua a crescere grazie al secondo episodio delle Cronache della Libertà  con I Diari dell’agente Morte Silenziosa anche se…

Dopo aver trattato di Wolfenstein II: The New Colossus (link alla recensione) e del primo episodio delle Cronache della Libertà con Le Avventure di Pistolero Joe (link alla recensione), oggi ci troviamo a parlare del secondo episodio. Questa volta avremo ancora un altro protagonista, ovvero Jessica Valiant, questa volta un ex agente speciale che si è guadagnata il soprannome di “Morte Silenziosa” grazie alle sue abilità. Lavorava assieme a suo marito James, ma questo, dopo la vittoria dei nazisti, è stato tradito, torturato ed ucciso a causa di qualcuno che lui riteneva un amico. Dopo questi eventi Jessica si è trasferita in Brasile per viver una vita serena ma una busta con i dati di tre uomini cambierà tutto e porterà l’agente Morte Silenziosa nuovamente “in servizio” per vendicare il suo amato; anche in questo caso gli intermezzi saranno narrati attraverso sequenze in stile fumetto e non tramite filmati. Le armi preferite di questo nuovo protagonista saranno la sua pistola silenziata ed i suoi coltelli da lancio che potremo sfruttare per farci strada attraverso i vari livelli senza farci notare.

Jessica inoltre sarà in grado di contorcersi e strisciare attraverso gli spazi più stretti (così come Blazkovic dopo aver trovato il Costrittore) e ciò sarà essenziale visto che in tutti i livelli ci saranno cunicoli in cui muoversi per poter procedere. Le tre missioni che compongono questo secondo episodio (per una durata complessiva anche in questo caso di poco più di un’ora) riportano lo stesso metodo di funzionamento delle cacce agli Uberkommander della trama principale di Wolfenstein II con un bersaglio da eliminare alla fine di ogni livello, ma in questo caso grazie alla dotazione ed alle abilità di Jessica e grazie anche ad un level design in grado di consentirlo, riusciremo a sfruttare lo stealth in maniera più efficiente di quanto non accadesse nel gioco principale. Purtroppo però questo non è sempre valido, ed infatti in alcune situazioni non sarà molto semplice riuscire a proseguire senza farsi notare e ciò rappresenta un problema non indifferente visto che questo personaggio ha un massimo di 40 punti armatura e quindi se ci troveremo contro troppi nemici contemporaneamente verremo rapidamente sopraffati.

Nonostante tutto, però, anche per questo contenuto, così come per il primo, non ci sono grosse novità (anche se qualcosina di nuovo dal punto di vista delle ambientazioni c’è, ma non si tratta di nulla di eclatante); pertanto ci ritroveremo ad effettuare le stesse azioni con le stesse armi e contro gli stessi nemici ancora una volta. Anche la trama in questo caso è un gradino più in alto rispetto a quella della scorsa espansione ma comunque ancora non è a livelli eccellenti. Dunque nel complesso sicuramente un passo avanti ma purtroppo c’e ancora tutta la ripetitività di fondo ed il problema della durata con cui ci siamo dovuti scontrare nelle avventure di Pistolero Joe.

Ritorniamo oggi a parlare di Call Of Duty WWII per l’uscita della prima espansione intitolata The Resistance, per quello che è stato uno dei più piacevoli ritorni al passato.

Dopo aver ampiamente parlato di Call Of Duty WWII nella nostra recensione abbiamo nuovamente modo di ritornare a combattere nella seconda guerra mondiale grazie a questa prima espansione intitolata The Resistance. Come di consueto questo DLC aggiunge ben tre mappe per la modalità multigiocatore (Anthropoid, Occupation e Valkyrie) ed una per la modalità Zombie (L’isola delle Tenebre), oltre che una nuova mappa per la modalità Guerra (Operazione Intercept); passiamo ad analizzare ciascuna di queste iconiche ambientazioni della resistenza al nazismo nei vari paesi nel dettaglio.

Anthropoid
Ambientata a Praga, lievemente coperta dalla neve, nel luogo in cui l’ufficiale nazista Reinhard Heydrich è stato assassinato dai guerriglieri della resistenza ceca durante l’operazione Anthropoid. Mappa ideale per i combattimenti a lunga distanza essendo sviluppata principalmente in lunghezza con 3 zone principali (una centrale e due laterali) e numerosi piccoli accessi (incluso un fiume con alcuni appoggi come barche e pontili) secondari tra l’una e l’altra, anche se comunque, quasi tutti molto ampi e quindi non in grado di offrire un’eccessiva copertura. La mappa si presta in maniera perfetta alla modalità dominio e, come già detto, all’utilizzo di fucili di precisione per combattimenti sulla lunga distanza.

Occupation
Questa volta ci ritroveremo in Francia, nella Parigi occupata dalle forze naziste. Gli amanti della serie di COD certamente riconosceranno la struttura della mappa che è costituita sulla base di una vecchia mappa multigiocatore presente in Modern Warfare 3 ed ambientata sempre a Parigi. Si tratta di una mappa relativamente compatta con due lunghe strade principali interconnesse da una zona centrale e da altre due situate ai poli della mappa. A differenza della precedente qui ci saranno numerosissime coperture come veicoli (utili anche come esplosivi), aiuole, edifici, casse e muretti.

Valkyrie
Dopo essere stati a Praga ed a Parigi c’è bisogno di un po’ di “verde”; in questa mappa infatti ci troveremo nel cuore della Prussia orientale dove è nascosto il quartier generale militare di Hitler del fronte est. Questa mappa risulta essere eccezionale per i combattimenti ravvicinati essendo costituita essenzialmente da un’area centrale quadrata attorno alla quale si sviluppano numerosi cunicoli all’interno di edifici, bunker ed altro, così da poter trovare una “sorpresa” dietro ogni angolo e da costringervi a controllarci le spalle di frequente. A nostro avviso questa risulta essere la meglio caratterizzata delle tre esteticamente parlando.

Operazione Intercept
Questa nuova missione per la modalità guerra ci porterà nel paese francese di St. Lo, dove dovremo liberare innanzitutto dei leader della resistenza francese dalle mani dei nazisti, in seguito passare a distruggere i loro sistemi di comunicazione con la squadra attaccante che dovrà distruggere dei dispositivi radio ed una in difesa che dovrà difenderli e cercare di riparare quelli distrutti. Infine nella fase finale gli attaccanti dovranno cercare di scortare un carro armato per raggiungere un treno nazista carico di munizioni e rifornimenti per il fronte. La prima fase rappresenta quella con più possibilità per entrambe le parti con numerosi punti di accesso (eventualmente anche da far saltare in aria), la seconda invece consisterà essenzialmente di uno scontro frontale testa a testa con qualche possibilità di riuscire ad infiltrare qualche giocatore tra le fila nemiche per riuscire a distruggere i dispositivi più nascosti; la terza, infine, è quella probabilmente più complessa per gli assalitori per via di un unico stretto corridoio con poche possibilità di passaggi alternativi attraverso cui procedere e cercare di sfoltire le linee nemiche.

L’isola delle Tenebre (NaziZombie)
La storia dei nostri nuovi eroi prosegue in questo nuovo capitolo; dopo alcuni giorni dagli eventi di Mittelburg la squadra ha ricevuto dei dati secondo i quali il dottor Straub si trova in una fortezza marittima situata su un’isola a nord della Germania. Alla sua ricerca, dunque, prenderanno il largo per raggiungerlo, ma ovviamente non avranno il tempo di sbarcare che saranno circondati da orde ed orde di non morti. Questa mappa si sviluppa essenzialmente in verticale su più livelli, molti dei quali sono connessi tra loro da carrelli minerari che potremo usare per spostarci velocemente da un punto all’altro (ed anche per trovare oggetti utili). Nel complesso non saranno presenti molte aree ampie per cui ci ritroveremo spesso a doverci muovere tra una zona e l’altra inseguiti da zombie, prestando però sempre attenzione alle porte da aprire che saranno in numero considerevole. Oltre agli zombie speciali già visti nel primo capitolo di questa modalità incontreremo altri zombie la cui presenza sarà preannunciata dalla presenza di nebbia che ridurrà in maniera drastica il nostro campo visivo e per questo sarà fondamentale eliminarli il più in fretta possibile. Inutile dire che sarà presente la solita macchina Pack-a-Punch attivabile attraverso un certo procedimento, così come la presenza di un’arma unica (una sega circolare che potremo poi anche potenziare….) e del consueto Easter Egg da completare attraverso diversi passaggi (da compiere possibilmente in squadra).

Ubisoft ha annunciato che la Stagione cinque di For Honor ® , Age of Wolves, sarà disponibile dal 15 febbraio, contemporaneamente su PlayStation®4, Xbox One e Windows PC. In concomitanza con il primo anniversario di For Honor, Age of Wolves migliorerà le basi dell’esperienza di gioco concentrandosi soprattutto sul bilanciamento degli eroi, il matchmaking e la connettività.

Disponibile come aggiornamento gratuito, Age of Wolves apporterà importanti aggiornamenti agli eroi, modifiche al sistema di combattimento, nuove opzioni di personalizzazione e molto altro. Inoltre, nel corso della stagione, saranno disponibili anche i server dedicati e nuove modalità di allenamento.

Implementazione dei server dedicati
Dopo un open test a dicembre, che ha consentito al team di sviluppo di raccogliere molti dati e commenti da parte dei giocatori, l’infrastruttura dei server dedicati sarà implementata in For Honor durante la Stagione cinque. Tale implementazione eliminerà i problemi relativi a risincronizzazione, migrazione della sessione e requisiti di NAT, che i giocatori attualmente riscontrano, offrendo una connettività stabile su tutte le piattaforme. Una tempistica più precisa sull’implementazione sarà comunicata più avanti.

Importanti aggiornamenti degli eroi
Cinque eroi, Kensei, Conquistatore, Highlander, Berserker e Nobushi, riceveranno importanti aggiornamenti di gioco per bilanciare i personaggi. Il Kensei e il Conquistatore riceveranno entrambi nuovi set di mosse,animazioni e molto altro, mentre l’Highlander, il Berserker e la Nobushi riceveranno anche alcuni significativi aggiornamenti nel bilanciamento. Dopo la Stagione cinque, saranno aggiornati altri eroi, poiché il bilanciamento dell’esperienza di gioco è una delle principali priorità del team di sviluppo.

Nuove modalità di allenamento
Dopo il lancio della Stagione cinque, For Honor introdurrà tre nuove modalità di allenamento, progettate per cambiare il modo in cui i giocatori potranno affinare le proprie abilità. I nuovi giocatori potranno così apprendere le basi del gioco oltre alle tecniche avanzate nelle modalità Prove del Novizio e Prove del Guerriero. Infine, la modalità Arena consentirà ai giocatori più esperti di allenarsi contro determinate combinazioni di eroi e mosse, preparandosi così per qualsiasi potenziale combattimento.

“Dopo il lancio del gioco a febbraio 2017, il nostro team si è concentrato nel sviluppare l’esperienza iniziale aggiungendo nuovi eroi, modalità e costanti aggiornamenti di gioco”, ha dichiarato Damien Kieken, Responsabile del gioco.“Per l’inizio del 2018, vogliamo concentrarci sull’esperienza principale e rispondere alle richieste dei giocatori, dando la priorità alla stabilità del gioco online e al bilanciamento degli eroi”.

La Stagione cinque includerà anche vari aggiornamenti alla qualità dell’esperienza, tra cui un nuovo oggetto che incrementerà gli XP al posto del ripristino, il cambiamento della modalità classificata 4v4 da Dominio a Tributo, un nuovo limite al livello della reputazione, nuovi sviluppi per l’equipaggiamento e molto altro. Age of Wolves sarà la prima stagione di un intero anno di nuovi contenuti per For Honor nel 2018.