Anteprima MediEvil – I primi due livelli affrontati nella versione dimostrativa di certo non rendono ancora l’idea completa della ricostruzione effettuata da Other Ocean Interactive: malgrado ciò, possiamo dormire sogni tranquilli, perché l’atmosfera sembra rimasta intatta, e con lei il fascino di un cult indimenticabile, dipinto con una grafica moderna. MediEvil è uno di quei titoli che meritano di tornare, meritano un restauro e meritano anche un seguito vero e proprio.

Astro Bot ritorna in un esclusivo gioco completo sviluppato per PlayStation 4 ed in particolare per VR.

Quelli che possiedono o hanno posseduto un VR di Sony certamente avranno avuto modo di provare il relativo “disco demo”. Questo, tra i vari giochi presenti, presentava un minigioco platform ispirato alla vecchia “Playroom”, una delle prime funzionalità introdotte con la telecamera per PS4. Sony ha così deciso di riprendere questa idea e di costituirne un vero e proprio titolo platform a sè affidato al Team Asobi di Japan Studio, intitolato Astro Bot Rescue Mission.

In breve ci ritroveremo nei panni di un grande robot, attraverso il quale potremo controllare il vero protagonista del gioco, ovvero Astro Bot. A seguito di un attacco alieno i suoi compagni sono andati dispersi e la sua navicella fatta a pezzi; per questo motivo dovremo utilizzare il protagonista viaggiando nei cinque mondi presenti per recuperare gli altri piccoli robot presenti nei diversi livelli, così come le parti della navicella ottenibili da uno dei cinque boss presenti; ma il gioco non finisce affatto qui, poiché avremo numerosi contenuti aggiuntivi che analizzeremo di seguito.

Il gioco si presenta come un classico titolo platform, ma caratterizzato dalla possibilità di sfruttare il Visore in ogni dimensione. Così ci ritroveremo a controllare Astro Bot servendoci del controller, al contempo analizzare e controllare l’ambiente circostante alla ricerca di altri piccoli robot da salvare muovendoci tridimensionalmente (difatti questo sarà l’unico modo che avremo per poter muovere la visuale) e distruggere ostacoli a testate (nel vero senso della parola!). In questo modo la fantastica integrazione tra VR e DualShock PS4 consentirà numerose possibilità di movimento per noi, ma anche per il nostro piccolo aiutante robotico, grazie anche a particolari gadget.

In aggiunta alle 25 sezioni di gioco presenti avremo anche alcuni livelli sfida sbloccabili dopo aver sconfitto un boss o dopo aver trovato dei particolari “camaleonti sfida” che si troveranno ben nascosti in alcune di queste mappe. Questi livelli extra, oltre che aumentare le ore di gioco a disposizione e la varietà, innalzando il livello di sfida riescono anche a dare quel tocco di difficoltà in più che in molti sapranno apprezzare. Da questi livelli sarà anche possibile ottenere alcuni robot unici argentati e dorati. Infine sarà anche possibile accedere alla navicella per visualizzare tutta la collezione di robot in nostro possesso, farli giocare tra loro ed avere anche accesso ad un minigioco per ottenere alcuni collezionabili con il classico “artiglio” da macchinette da sala gioco.

Questo titolo dall’ottimo level design è accompagnato da una grafica ed un comparto sonoro di ottimo livello (in particolare abbiamo una grafica che nel complesso risulta essere tra le migliori viste fino ad oggi su PS VR) e da livelli molto variegati e particolarmente ispirati, così come delle boss fight divertenti ed uniche, in particolare nei livelli sfida. Inoltre dovrete necessariamente ingegnarvi per riuscire a reperire tutti i piccoli robot dai diversi livelli così da non lasciarne neanche uno indietro e spesso e volentieri vi ritroverete con un sorriso stampato in volto, per un motivo o per un altro!

Eccoci a parlare di Far Cry 5, nuovo titolo dell’omonima serie in uscita nel prossimo febbraio 2018 dopo averne provato la versione giocabile in occasione della Milano Games Week 2017.

Far Cry è un titolo che, da sempre, riesce a riscuotere un grande successo tra l’utenza sia per le meccaniche di gameplay in stile survival-RPG, sia per una trama di grande qualità (non in ogni caso) e per degli antagonisti a dir poco memorabili (specialmente negli ultimi capitoli). Questo Far Cry 5 ci porta nel selvaggio Montana, in un luogo chiamato Hope County n cui di “speranza” ce ne sarà davvero poca: una setta religiosa è riuscita a coinvolgere o sottomettere l’intera popolazione e noi, assieme ad un manipolo di compagni, dovremo riuscire a riportare la serenità nella contea. La premesse su cui si fonda la trama ed il nuovo antagonista principale sono davvero promettenti.

Abbiamo avuto modo di testare sia una fase di esplorazione libera, sia una a bordo di aeroplano armato fino ai denti. Gli aiutanti saranno parte integrante del gameplay, a partire dal cane (Boomer) che potrà trovare munizioni ed armi per noi quando non azzanna alla gola i nostri nemici, fino ad arrivare ad un pilota di aerei che ci assisterà nelle missioni volanti.

Molti elementi del gameplay sono identici ai precedenti titoli della serie: ci sarà un albero delle abilità con nuove capacità acquisibili attraverso l’ottenimento di esperienza, sarà possibile cacciare animali selvatici e craftare oggetti ed anche scegliere se giocare tramite scontro diretto con i nemici oppure tramite eliminazioni silenziose senza farsi vedere.

Purtroppo, la versione della demo di Far Cry 5 che abbiamo provato alla Milano Games Week 2017 era in una delle primissime fasi di sviluppo e, pertanto, afflitta da bug e glitch anche abbastanza fastidiosi: per citarne alcuni abbiamo riscontrato un input lag dei comandi abbastanza pesante (1-2 secondi), così come un pop up di elementi dell’ambiente (da semplici cespugli ad interi alberi), oltre che dei caricamenti davvero molto lunghi.

Comunque siamo sicuri che per la data di uscita il tutto sarà corretto e sistemato; per cui restiamo in attesa del Day One per poter conoscere ed esplorare il selvaggio stato del Montana e la nuova tematica del fanatismo religioso.

 

 

Il 27 Ottobre 2017 uscirà il nuovo Assassin’s Creed Origins ed abbiamo avuto modo di provarlo durante la Games Week. Ecco le nostre prime impressioni.

L’ormai famosissima saga di Assassin’s Creed fa un grosso balzo indietro con Origins: fino ad oggi i titoli presentati hanno sempre seguito una linea temporale lineare ma questa volta passeremo dalla Londra Vittoriana del XVIII secolo fino all’antico Egitto. Faraoni e Divinità la faranno da padrona, così come personaggi celebri quali Cleopatra e Giulio Cesare (con l’ovvia conseguenza dell’importanza storica). La nuova ambientazione presentata è senza dubbio a dir poco stupenda: il tutto è estremamente ben realizzato e caratterizzato a meraviglia, la mappa di gioco pare essere spaventosamente grande ed il mondo sarà sempre attivo e vitale con passanti ed animali di ogni genere.

Siamo rimasti inoltre profondamente e positivamente colpiti dal grande albero delle abilità presente e dal combat system, che è stato totalmente rinnovato per l’occasione: avremo a disposizione diversi tipi di armi ed armature e ciascuna di queste avrà un diverso grado di rarità e parametro di efficacia. Inoltre saremo in grado di impugnare uno scudo così da aggiungere anche la parata al sistema e saranno, infine, presenti diversi tipi di nemici (alcuni dei quali particolarmente forti ed in grado di dare filo da torcere) così da richiederci necessariamente di studiare le mosse dell’avversario per contrastarlo e così da rendere il tutto molto più stimolante e coinvolgente. Non mancherà come al solito la possibilità di muoverci furtivamente ed eliminare silenziosamente i nostri nemici.

Altra interessante novità che abbiamo notato in Assassin’s Creed Origins è che non sarà più necessario tenere premuto un tasto per avviare la “modalità corsa”; il nostro personaggio sarà, dunque, in grado di correre ed arrampicarsi sui muri semplicemente tramite il controllo dell’analogico sinistro. Mentre per effettuare salti ed arrampicarsi rapidamente su un edificio o per scendervi sarà semplicemente necessaria la pressione di un tasto per ciascuno. Ciò riesce a rendere il tutto più immediato e teoricamente più semplice da controllare, ma staremo a vedere durante la versione definitiva.

Ultimo elemento che abbiamo avuto modo di apprezzare è la grafica, la quale è certamente di ottima qualità nel complesso sia per quanto riguarda i personaggi e sia per le ambientazioni dotate di un’ottima profondità di campo. Guardando con un po’ più di attenzione però ci siamo resi conto che molte texture ambientali non sono poi così ben definite (anche se siamo certi che molto lavoro è stato già fatto e dell’altro sarà fatto prima dell’uscita rispetto alla versione che abbiamo avuto modo di provare, così da riuscire a perfezionare il tutto). Ovviamente abbiamo notato anche alcuni piccoli bug e deficit nell’IA ma nulla di troppo grave, soprattutto considerando che si trattava di una versione Alpha. Nel complesso, dunque, un’esperienza che ci ha sicuramente convinto per l’ottimo lavoro fatto soprattutto a livello gameplay per il combat system ed il sistema di drop di armi di tipi diversi e rarità diverse.

Durante la Games Week abbiamo avuto l’occasione di provare presso lo stand Bandai la loro nuova IP in uscita nel 2018: Code Vein.

Parlando di Bandai Namco non si può evitare di parlare della serie dei Souls che è riuscita, anche se con un po’ di fatica iniziale, a conquistare una grande fanbase oltre che a creare un nuovo sottogenere di videogames: parliamo dei cosiddetti Souls-like, ovvero giochi caratterizzati dall’essere action-RPG con alcuni elementi caratterizzanti ed un buon livello di difficolta. Code Vein fa proprio parte di questa categoria ma questa volta non ci saranno “cavalieri” o “cacciatori” ma Vampiri! Ci ritroveremo in un mondo distorto e distopico nel quale albergano mostri e vampiri assetati di sangue che, volendo, si potrebbe definire come formato dalla mescolanza degli universi di Dark Souls e di Bloodborne ma con un gameplay rapido e più simile a quest’ultimo. I nostri nemici saranno i Perduti (creature dall’aspetto demoniaco), burattini della Regina e sono alla continua ricerca di sangue.

Code Vein oltre a presentare alcuni elementi molto simili ai Souls (come la presenza di cure, magie utilizzabili come buff personali o per offesa, un’ampia varietà di armi utilizzabili e persino le stesse animazioni) porterà con se alcune interessanti novità. La più grande tra queste è che saremo affiancati da un alleato durante il nostro viaggio. Ovviamente ci saranno più compagni tra cui scegliere e ciascuno avrà bonus ed abilità specifiche. Il nostro fedele alleato, ad esempio, sarà in grado di rianimarci per circa tre volte se dovessimo esaurire la nostra salute, oltre ad assisterci nel combattimento. Sono presenti, poi, tante altre meccaniche di gameplay che però non abbiamo avuto modo di approfondire a pieno poiché questa versione era interamente in giapponese.

La demo di Code Vein ci ha convinto e, nonostante fosse in una fase iniziale di sviluppo (non di rado abbiamo notato lievi cali di framerate), nel complesso questo titolo pare essere riuscito ad unire i pregi di Bloodborne con quelli di Dark Souls aggiungendo anche tante piccole novità al gameplay ed una storia che pare essere narrata come in un qualsiasi videogame e non più attraverso la “lore”. Siamo senz’altro sicuri che questo sarà un gioco che farà gola a tutti gli appassionati dei Souls e con buona probabilità farà appassionare molti altri utenti a questo particolare sottogenere “di nicchia”.

 

In occasione della #MGW2017 abbiamo avuto la possibilità di provare la demo di un nuovissimo picchiaduro ambientato nell’universo di Dragon Ball: “Dragon Ball FighterZ“, che prova a cogliere il successo della serie Xenoverse per conquistare un gran numero di giocatori.

Durante la nostra prova di Dragon Ball FighterZ abbiamo potuto giocare solamente ad una delle modalità che saranno presenti nel gioco e con un roast di personaggi disponibili estremamente ridotto: la tag battle 3 vs 3.

Al netto della nostra seppur brevissima esperienza, l’impressione che ne abbiamo ricavato è che Bandai Namco con Dragon Ball FighterZ (la cui uscita è prevista per febbraio 2018 su tutte le piattaforme) abbia avuto grande coraggio, unendo le meccaniche tipiche dei vecchi picchiaduro in 2D ai combattimenti frenetici dell’Universo di Dragon Ball, tuttavia proprio questo mix apparentemente ardito si è rivelato vincente, offrendo all’utenza un prodotto che già dalla demo appare molto divertente anche senza padroneggiare appieno i comandi.

Anche per quanto riguarda la grafica, pur essendo più che evidente l’influenza della serie Super (che si ama o si odia) nelle breve scene di introduzione dei personaggi (nonché nel breve filmato introduttivo), abbiamo avuto ottime impressioni: le animazioni in 2D pur essendo limitate sono comunque in grado di rendere assolutamente il caos che solitamente regna nei manga nelle tavole che raffigurano i combattimenti; in pratica ci si trova davanti ad una vera e propria trasposizione in 2D dell’Anime.

Il sistema dei comandi è piuttosto difficile padroneggiare appieno (anche perché nella demo non era possibile accedere alla lista comandi), tuttavia è facilissimo realizzare combo devastanti per mettere in difficoltà anche i nemici più agguerriti. Nonostante qualcuno potrà  forse storcere il naso per questa sua caratteristica, questo sistema permette anche a chiunque – anche a coloro che hanno meno esperienza con giochi del genere- di divertirsi in ogni caso vivendo la sconfitta senza eccessive frustrazioni.

Aspettiamo dunque anche noi con ansia l’uscita di questo nuovo Beat’em Up di Dragon Ball, per verificare se – come crediamo- sarà, se non il migliore, il più divertente gioco a tema Dragon Ball degli ultimi anni.


Sony, durante la Milan Games Week 2017, ci ha presentato una demo giocabile del nuovo titolo Quantic Dream: Detroit Become Human, ed ecco le nostre prime impressioni.

Detroit Become Human ci porta in un universo futuristico che si pone a metà del XXI secolo e nel quale gli androidi sono diventati parte integrante della nostra vita; che si parli di semplici domestici, “strumenti” di compagnia, fino ad arrivare a membri della polizia e detective. Ma qualcosa sta cambiando ed è proprio il caso, giocabile durante questa demo, del nostro protagonista (un androide detective) che sarà incaricato di salvare una bambina da un altro androide che la tiene in ostaggio.

Sin da subito verremo avvisati del fatto che il tempo riveste un fattore cruciale nel gioco: difatti il nostro protagonista sarà in grado di valutare le probabilità di successo (controllabili tramite una modalità “focus” molto utile anche per evidenziare elementi da analizzare) nel suo intento. Con lo scorrere del tempo queste probabilità diminuiranno gradualmente ed inoltre ogni secondo speso in più graverà sulle nostre spalle e sulla nostra coscienza: difatti, durante la nostra ricerca di utili indizi, abbiamo notato la situazione farsi più “calda” attorno a noi con un agente di polizia che è stato colpito dall’androide e la tensione che diveniva via via più palpabile. Questo è un utilissimo strumento per mantenere sempre attivi tutti i nostri sensi così da riuscire ad analizzare l’ambiente circostante al meglio ma al contempo tenere sempre a mente che tutto intorno a noi sarà in continua evoluzione e non vi sarà alcuna situazione di “pausa” che faciliti la nostra ricerca.

Come già accennato uno strumento validissimo per i nostri vari compiti sarà la modalità focus connessa con l’analisi ambientale e delle prove. Tutto ciò ci servirà per riuscire a ricostruire la scena del crimine in perfetto stile Batman, con l’analisi di punti focali all’interno delle sequenze ricostruite dal nostro personaggio per permetterci di trovare indizi o oggetti utili (come ad esempio una pistola caduta ad un poliziotto che è stato ucciso in precedenza dall’androide). Gli indizi ci permetteranno di sbloccare nuove opzioni di dialogo e ciascuna di queste potrà sbloccare nuove strade alternative (che dalle nostre prime impressioni sembrano essere davvero numerosissime).

Una cosa che abbiamo gradito un po’ meno è il fatto che saremo eccessivamente guidati nella ricerca di indizi (come ad esempio durante l’analisi di un cadavere la comparsa di linee che ci guideranno sulle aree da analizzare); questo è sicuramente logico dal punto di vista della storia essendo noi androidi e non comuni esseri umani, ma dall’altra parte toglie qualcosa al gameplay.

Parlando, invece, della grafica abbiamo notato texture di ottimo livello (anche se caricate in lieve ritardo in alcuni rari casi) ed un eccellente lavoro sotto il lato motion capture, con espressioni in grado di trasmettere emozioni facendoci capire esattamente i sentimenti provati dai diversi personaggi (assieme ad un anello luminoso vicino la testa degli androidi in grado di farci capire, in base al suo colore, lo stato d’animo dell’individuo). Nel complesso dunque le nostre prime impressioni per Detroit Become Human sono estremamente positive per l’eccellente lavoro fatto dai ragazzi di Quantic Dream, che si propone essere davvero vario ed interessante sotto ogni punto di vista.

 

Allo Stand Bandai abbiamo provato la demo giocabile di uno dei (se no IL) titoli più attesi di casa Bandai per il prossimo anno, stiamo ovviamente parlando di Ni No Kuni II, che porta oltre a nuovi personaggi anche alcuni cambiamenti rispetto al predecessore.

Ni No Kuni II ci riporta nel fantastico mondo di Ni No Kuni, dove però qualcosa è cambiato ( e non solo nel gameplay….). Oltre ad un nuovo protagonista, nuovi compagni e nuovi nemici da affrontare (cosa piuttosto prevedibile), in questo sequel sono stati introdotti notevoli cambiamenti al gameplay e al sistema di movimento attraverso la mappa di gioco.

Il nuovo sistema di combattimento in azione

Lo spostamento attraverso la mappa infatti è identico a quello del precedente capitolo, con la differenza che ora a muoversi per la mappa saranno delle versioni “chibi” dei nostri protagonisti, mentre gli scenari sono ovviamente ancora bellissimi (soprattutto i fondali) e l’influenza di Studio Ghibli è ancora ben visibile.

Il nuovo spostamento su mappa con i “Chibi” dei protagonisti

Il gameplay invece è decisamente più improntato all’azione ed è decisamente più frenetico del primo capitolo. Il, giocatore mentre affronterà i nemici potrà muoversi piuttosto liberamente, avendo a disposizione attacchi meelee, a distanza, e grazie all’aiuto di alcuni minion (che sostituiscono gli spiriti del primo cap.) saranno utilizzabili alcune skill che potranno infliggere danni ingenti al nemico. Nota negativa l’assenza di un doppiaggio dei personaggi (in realtà c’è il voice over, ma rispetto al predecessore rimane una mancanza).

Una delle ambientazioni di gioco

Le nostre impressioni al netto della demo sono assolutamente ottime. Ci sentiamo di affermare con (quasi) assoluta certezza che con Ni No Kuni II Bandai offrirà agli affezionati del primo capitolo un degno sequel, a coloro che invece si affacciaeranno all’universo di Ni No Kuni per la prima volta un ottimo Action-Gdr dalle ambientazioni “Ghibli Style”. La data di uscita prevista è 18 gennaio 2018, le piattaforme su cui sarà invece disponibile sono pc e ps4.