La serie dedicata a Crash Bandicoot si espande con il capitolo numero 4 intitolato It’s About Time. Si tratta effettivamente del quarto capitolo della serie, rappresentando il seguito di Crash Bandicoot 3: Warped, ma risulta comunque essere l’ottavo titolo legato alla serie di questo celebre marsupiale. Lo sviluppo per questo nuovo gioco è stato affidato da Activision a Toys For Bob (recentemente fautori dei remake legati alle trilogie di Crash e Spyro), con il contributo di Beenox (studio che ha lavorato a Crash Team Racing Nitro-Fueled, oltre che a porting di alcuni titoli legati al franchise di Call of Duty su PC). Il gioco sarà riuscito ad ottenere una propria identità senza risultare essere un’altra semplice riproposizione di questa serie platform priva di novità? Scopriamolo insieme in questa recensione.

crash 4

Trama 

Dopo aver selezionato la modalità di gioco preferita, ovvero Classica (con le vite accumulabili con i frutti Wumpa e che, una volta terminate, ci costringeranno a ripetere il livello dall’inizio) o Moderna (senza limiti legati alle vite, ma con un semplice contatore che riporta il numero totali di morti nel livello), la nostra avventura avrà inizio. Dalla conclusione del terzo capitolo della serie il Dr. Neo Corex, N. Tropy e Uka Uka erano rimasti intrappolati in una sorta di “prigione temporale”, ma ora l’ultimo è finalmente riuscito a creare un varco e liberare i primi due. L’apertura di questo varco ha però generato una grande instabilità tra le varie dimensioni, permettendo l’apertura di spaccature nello spazio e nel tempo, oltre a risvegliare alcuni antichi esseri.

Questo altro non è che che un semplice incipit per far sì che i nostri Crash e Coco Bandicoot, accompagnati da Aku Aku, possano ripartire per questa nuova avventura e cercare di riportare l’ordine nell’universo. Nonostante si tratti di una trama effettivamente semplice e priva di grosse pretese (il cui scopo è semplicemente quello di dare un obiettivo ai protagonisti e fornire un accompagnamento al tutto), non mancheranno alcune piccole sorprese che danno un piccolo valore aggiuntivo. La vera parte che dà valore e risalto ai titoli di questo tipo è invece il gameplay, con tutti i suoi elementi, collezionabili da raccogliere e soprattutto la difficoltà che ha da sempre contraddistinto questa serie (tutte cose, in special modo l’ultima, che non mancano anche in questo capitolo).

Crash 4

Gameplay 

Ormai conosciamo tutti il gameplay che ha reso celebre la serie del bandicoot più famoso del mondo videoludico, ma avere una base solida non è sempre sufficiente: servono anche innovazioni e miglioramenti. Crash Bandicoot 4: It’s About Time riesce perfettamente a riproporci lo stile classico di questo genere di giochi migliorandolo e introducendo diverse novità. Ma partiamo dalle basi: ci troviamo di fronte al più classico dei giochi platform in tre dimensioni (con alcune fasi a scorrimento orizzontale) arricchito da alcune bossfight e le cui possibilità sono ampliate dalle abilità di base di Crash. Il nostro protagonista avrà infatti sin da subito tutte le capacità apprese nel corso dei precedenti capitoli (come ad esempio la panciata per distruggere le casse rinforzate), ma anche la possibilità di sfruttare alcuni “trucchetti” per raggiungere alcuni punti fuori portata (come il salto durante l’accovacciamento o l’utilizzo della scivolata per accorciare alcune distanze di salto). 

A questo va poi ad aggiungersi la novità principale di questo titolo mostrata nel corso dei diversi trailer, ovvero l’utilizzo delle maschere quantiche. Si tratta di un totale di quattro nuove maschere che, a differenza della semplice difesa fornita dall’affezionato Aku Aku, avranno una funzione più cruciale nel gameplay. Ogni nuova maschera trovata verrà in nostro soccorso in specifici punti, permettendoci di superare sezioni altrimenti impossibili, così da avanzare nei diversi livelli. Ad esempio la prima di queste (mostrata già nei primi trailer) sarà Lani Loli e, una volta raccolta, ci permetterà di rendere tangibili oggetti di dimensioni parallele a discapito di altri. Nel caso vogliate scoprire da voi il resto dei loro poteri concludiamo semplicemente dicendovi che si tratta di aggiunte estremamente interessanti e valide che arricchiscono il gioco più di quanto ci saremmo aspettati!

crash 4

Le novità però non finiscono qui, con questo nuovo Crash Bandicoot 4 potremo infatti vestire i panni di nuovi personaggi (anche se tecnicamente parliamo di personaggi vecchi quanto la serie stessa). Questo non è semplicemente un fattore estetico, come per l’eventuale scelta di utilizzare Coco piuttosto che Crash, ma si tratta di livelli creati su misura per questi personaggi e che ne rispecchiano le rispettive capacità di movimento. Parliamo infatti di Tawna Bandicoot, Dingodile e del nostro acerrimo nemico: il dottor Neo Cortex. Tutti questi avranno delle caratteristiche e abilità uniche, dal rampino di Tawna utilizzabile per raggiungere luoghi lontani o colpire dalla distanza fino alla pistola di Cortex capace di trasformare i nemici in piattaforme di due tipi per proseguire (cosa che si sposa con la sua assente capacità di eseguire dei doppi salti).

Tutti questi personaggi secondari avranno una loro linea narrativa da seguire e che andrà, spesso e volentieri, a intrecciarsi positivamente con le avventure del Bandicoot. In ogni caso, però, tutti avranno il nostro (inteso come videogiocatore) “scopo comune”, ovvero quello di distruggere tutte le casse e raccogliere il maggior numero possibile di frutti Wumpa presenti nei vari livelli; questo allo scopo di ottenere tutte le gemme di tutti i livelli. Per ogni livello avremo infatti un totale massimo di sei gemme: tre legate alla raccolta di frutti, una per la distruzione di tutte le casse, una che ci richiederà di completare il livello con meno di tre morti e la gemma nascosta; queste diventano dodici se consideriamo la variante “N. Vertita” di ogni livello, ovvero una versione speculare e spesso arricchita con elementi estetici o “modificatori” unici che sbloccheremo da circa metà gioco.

Crash 4

Le gemme come mai prima d’ora avranno un’interessante utilità intrinseca, oltre al semplice scopo di raggiungere il 100%, permettendoci di ottenere un grande quantitativo di skin sia per Crash che per Coco. Ogni livello avrà una propria skin da offrire, e per ottenerla dovremo totalizzare 6 gemme ottenute in quel dato livello sommando quelle recuperare tra variante normale e N. Vertita. Saranno poi presenti due classici della serie: le quattro gemme colorate nascoste in quattro specifici livelli (utili ad accedere a delle sezioni bonus in altri livelli ancora), e le sfide a tempo con le Reliquie a fare da trofeo e collezionabile. L’ultima tipologia di collezionabili presenti in Crash Bandicoot 4 è rappresentata dalle cassette flashback, ovvero 21 cassette presenti in altrettanti livelli che permettono l’accesso alle missioni sperimentali (ricche di casse da distruggere) svolte in origine da Neo Cortex sui nostri protagonisti principali; per ottenerle dovremo raggiungerle nella relativa missione senza morire.

Gli sviluppatori hanno poi introdotto in Crash Bandicoot 4 due modalità per permettervi di giocare con i vostri amici in locale. La prima, accessibile dal menu principale, è chiamata “Battaglia dei Bandicoot” e rappresenta una modalità competitiva tra un massimo di quattro giocatori. Potremo decidere l’obiettivo della competizione (se raccogliere il maggior numero di casse o raggiungere i vari checkpoint nel minor tempo possibile) e scegliere tra 24 dei livelli del gioco principale, oltre che eventualmente prolungare la gara per più round. L’altra modalità, accessibile dal menu di pausa, è chiamata “Passa e Gioca” e altro non è che la trasposizione di una pratica effettuata per giocare con altri amici a giochi di questo tipo. Potremo infatti affrontare la campagna con un massimo di altri quattro nostri amici passandoci il controller a ogni morte o ogni checkpoint raggiunto, ottenendo alla fine del livello il punteggio di ogni giocatore.

Longevità

Sarebbe pressoché impossibile stabilire una durata generale per un gioco di questo tipo, poiché dipende da quanto il gioco riuscirà a metterci in difficoltà, da quanto vorremo completarlo in ogni suo aspetto e così via. Non sarebbe infatti impossibile completare Crash Bandicoot 4: It’s About Time in poco meno di quattro ore lasciandoci alle spalle tutti i collezionabili, casse e livelli secondari; ma questo non sarebbe effettivamente il modo corretto di godersi il titolo. Questo gioco è stato infatti pensato e costruito per chi vuole completare il tutto al 100% senza tralasciare alcun particolare, sviscerando tutti i livelli di base e varianti N. Vertite, completando tutti i livelli flashback e le sfide presenti. Il tutto aggiungendo in maniera consistente anche la possibilità di sfruttare al meglio il gioco con altri amici, così da migliorarne ancora la durata complessiva. In parole povere solo una cosa è certa: si tratta del gioco di Crash più ricco e variegato mai creato!

Comparto Tecnico

Anche in questo caso gli sviluppatori hanno svolto un lavoro decisamente encomiabile, con una fluidità e livello di dettaglio grafico neanche lontanamente raggiunto dal remake dei primi capitoli. Crash Bandicoot 4 riesce infatti a raggiungere tranquillamente i 60 fps su PlayStation 4 Pro e a mantenerli in ogni situazione senza cali evidenti, questo senza scendere a forti compromessi in termini estetici. Graficamente il titolo appare decisamente di ottimo livello sotto ogni aspetto, dagli ottimi effetti particellari e di illuminazione fino alle texture di ambientazioni e personaggi, cosa che regala una magnifica resa generale (soprattutto considerando la fluidità). Altra cosa che merita una piccola nota a parte è proprio l’estetica e la fantasia messa in ogni dettaglio del gioco: viaggiare nel tempo e nello spazio ha permesso agli sviluppatori di dare forma ad un grandissimo numero di ambientazioni e di nemici (tutto molto ben differenziato).

Anche il doppiaggio è stato svolto magistralmente riproponendo molti dei doppiatori che hanno partecipato alla creazione di Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy. Tutte le voci, dai personaggi che già conosciamo fino a tutte le nuove introduzioni, risultano essere perfette e fatte su misura per ogni personaggio. La stessa cosa accade per quanto riguarda le musiche di accompagnamento nei diversi livelli, tutte molto ricche e ben diversificate, ma soprattutto il cui stile rispecchia perfettamente quello dell’ambientazione che ci circonderà. In conclusione nel corso della nostra avventura non abbiamo riscontrato alcun tipo di bug o glitch, se non in una parte di un particolare livello bonus dove, per qualche strana ragione, risultava impossibile effettuare il doppio salto (ma comunque non è stato qualcosa che ha precluso l’avanzamento o la raccolta di tutte le casse).

Il nuovo Crash Bandicoot 4: It’s About Time riesce dunque a superare tutte le aspettative e ad affermarsi come un nuovo capitolo della serie dalla forte identità, introducendo una grande quantità di nuove meccaniche di gameplay perfettamente riuscite da esplorare in ogni minimo particolare attraverso i numerosissimi livelli presenti, tutti resi al meglio da una grafica ed estetica stupende. Il titolo può riuscire ad appassionare tutti (soprattutto i fan della serie) ma, a discapito dell’aspetto, potrebbe risultare complesso per i più piccoli. Questo titolo farà inoltre la felicità dei più incalliti cacciatori di collezionabili e di segreti; anche se sarebbe più corretto dire che sarà la rovina per questo tipo di giocatori dato che sarà tutto fuorché semplice riuscire ad ottenere tutto senza trovarsi a ripetere uno stesso punto all’inverosimile!

20 anni e non sentirli!

Sin dalla sua prima comparsa nell’ormai lontano 1996 Crash Bandicoot è riuscito ad appassionare buona parte degli utenti della prima PlayStation di casa Sony. Tre anni (e tre capitoli) dopo, Naughty Dog pubblicò una versione di Crash interamente incentrata su uno stile di guida arcade competitivo estremamente divertente. Ciò che più ha sancito il successo di questo “Crash Team Racing” è stata quasi certamente la modalità multigiocatore in locale grazie alla quale in molti hanno potuto sfidare gli amici, con tante ore di divertimento aggiuntivo.

A ben 20 anni dalla sua pubblicazione, rieccoci a parlare di questo titolo grazie all’uscita di questo magnifico Remake: Crash Team Racing Nitro-Fueled! Crash torna così, ancora una volta a bordo del suo bolide, per cercare di sconfiggere Nitros Oxide e salvare il nostro pianeta. Difatti, nella modalità storia, questo strano alieno ha promesso che risparmierà la Terra se un “campione” riuscirà a sconfiggerlo in una gara!

Con questo semplice pretesto ci ritroveremo ad affrontare numerose gare all’interno di un vasto scenario di piste tutte estremamente ispirate e rese in maniera ottimale, in linea con la grafica dell’attuale generazione. L’obiettivo sarà sempre arrivare al primo posto, così da vincere un trofeo; una volta ottenuti tutti i trofei di una zona (quattro per ciascuna area) dovremo affrontare un “Boss” in una sfida 1vs1, per sbloccare l’area successiva.

Classico ma non troppo

Data la sua natura di remake, Crash Team Racing: Nitro-Fueled segue fedelmente la base del vecchio Crash Team Racing, aggiungendo però alcune piccole, e spesso interessanti, novità. La prima a saltare all’occhio è la possibilità di selezionare all’inizio dell’avventura una modalità aggiuntiva, chiamata Nitro-Fueled, che si affianca a quella Classica, più vicina al titolo orginale; Questa nuova tipologia di story mode vi dà la possibilità di giocare le normali gare della storia principale, lasciandovi al contempo la libertà di personalizzare o cambiare il vostro personaggio e il vostro Kart in qualsiasi momento.

Buona parte degli elementi di personalizzazione può essere ottenuta completando l’intera storia principale, ma non solo. Molti oggetti possono anche essere acquistati all’interno di uno shop chiamato “Pit Stop”; non temete, non si tratta di uno shop con necessità di acquistare con “soldi veri”, ma con i crediti forniti dal gioco stesso, elargiti in giusta quantità in base ai vostri risultati nelle singole gare, fornendo una buona aggiunta alle possibilità di personalizzazione.

Ultima, ma non per importanza, novità introdotta è la presenza dei Gran Premi, ovvero vere e proprie seasons costituite da un insieme di sfide di varia natura, grazie alle quali è possibile ottenere del “Nitro“: una sorta di esperienza che permette di salire di grado e sbloccare personaggi, kart, e oggetti di personalizzazione aggiuntivi! La particolarità è che ciascuno dei Gran Premi si svolgerà su piste totalmente nuove che saranno rilasciate dagli sviluppatori con il tempo e che vanno così ad aggiungersi alle piste di Crash Team Racing più le tredici di Crash Nitro Kart presenti nel gioco.

Gare “all’ultimo sangue”

L’intero gioco è costruito su un gameplay di base solido e più profondo di quanto si possa credere. Per sgominare i nostri avversari abbiamo a disposizione un vasto arsenale di “armi e gadget” che dovrà essere sfruttato al massimo, anche perché gli altri piloti non hanno senza alcuna remora nei nostri confronti. Ci troviamo quindi a gareggiare e nel mentre lanciare o schivare casse di TNT, missili, bombe, turbo per accelerare e così via. Il tutto funziona egregiamente in qualsiasi modalità di gioco, senza alcuna eccezione.

Tutti questi “sistemi di distruzione” possono essere ulteriormente potenziati per infliggere danni maggiori o acquisire caratteristiche aggiuntive (ad esempio una cassa di TNT diventa una cassa di Nitro, e se la prima ci salta in testa per poi esplodere dopo qualche secondo, lasciandoci anche la possibilità di liberarcene, l’altra detona direttamente all’impatto). Per fare ciò dobbiamo raccogliere 10 dei classici “Frutti Wumpa” contenuti in apposite casse ed evitare di essere danneggiati, poiché ogni colpo fa perdere qualche frutto.

Inoltre più Frutti Wumpa avremo in nostro possesso e più acquisiremo velocità, ma le possibilità per finire in cima alla classifica non finiscono qui. Altre due meccaniche essenziali per raggiungere velocità estreme sono rappresentate dalle derapate e dai salti. Con la pressione dei “Trigger” anteriori del controller c’è la possibilità di saltare e fare ciò in prossimità di un rialzo sulla pista permette di andare più veloci per qualche secondo; allo stesso modo, eseguire un salto in curva e mantenendo premuto il relativo tasto dà il via ad una derapata. A questo punto è possibile attivare un turbo fino ad un massimo di tre volte consecutivamente premendo al momento giusto il Trigger opposto.

Divertimento di gruppo!

Così come per il gioco originale anche Crash Team Racing Nitro-Fueled offre un comparto multigiocatore in locale fino a quattro giocatori in schermo condiviso. In questo modo è possibile affrontare i propri amici in gare (singole o di coppia), battaglie all’ultimo sangue, cattura la bandiera e così via; è importante notare che ogni modalità ha un set di mappe totalmente dedicato! Ovviamente non poteva mancare anche una modalità Online per poter sfidare altri giocatori in gare personalizzate.

Nelle partite contro altri giocatori è possibile cambiare tanti parametri per ciascuna modalità, inclusa la difficoltà dei bot dato che non è possibile, purtroppo, giocare senza piloti controllati dal gioco. Anche in questo caso c’è la possibilità di personalizzare il proprio kart in ogni minimo particolare o, eventualmente, scegliere un altro personaggio nel vasto roster.

Una vista mozzafiato!

Infine non potevamo non fare un piccolo appunto sul comparto tecnico del gioco. Crash Team Racing Nitro-Fueled dimostra un ottimo lavoro tecnico da parte del team di sviluppo sotto diversi aspetti. Primo tra tutti il comparto grafico vero e proprio che riesce a dare un magnifico risalto a tutti i nostri ricordi del vecchio gioco. Texture stupende, modelli perfettamente costruiti, il tutto condito da una perfetta stabilità nel framerate. Il comparto audio non è assolutamente da meno: i nuovi doppiaggi riescono a dare una “nuova vita” a tutti i personaggi!