Rieccoci finalmente per parlare dell’ultima parte de Le Cronache della Libertà, insieme di espansioni introdotte in Wolfenstein II, con il capitolo conclusivo intitolato: Le Gesta del Capitano Wilkins, il quale raffrontato con le altre due espansioni pecca da un certo punto di vista, mentre da un altro risulta essere più interessante.

Questa terza espansione per Wolfenstein II intitolata le Gesta del Capitano Wilkins ci metterà, per l’appunto, nei panni del Capitano Wilkins, un ex eroe di guerra che durante il secondo conflitto mondiale (esattamente come B.J. Blazkovic) fece incetta di nazisti, ma purtroppo con la vittoria del conflitto da parte di questi ultimi fu costretto a sparire dalla circolazione restando nascosto per molti anni. Adesso però dopo essere stato ricontattato da un suo vecchio commilitone, questa macchina di morte si ritroverà a tornare sul campo ad un’età non indifferente per combattere di nuovo contro la minaccia nazista, ed in particolare distruggere il Sonnengewehr (cannone del sole di cui abbiamo già sentito parlare nelle precedenti espansioni). La storia procederà, come di consueto, attraverso tre capitoli della durata complessiva di circa un’ora e mezza, ma questa volta (a nostro avviso) in maniera certamente più accattivante ed interessante rispetto alle precedenti espansioni; non mancherà inoltre qualche piccolo (anche se abbastanza prevedibile) colpo di scena.

Purtroppo però nel gameplay la ripetitività raggiungerà il suo grado massimo poiché il Capitano Wilkins sarà esattamente identico (in termini di capacità ed equipaggiamento) a Blazkovic. Facendo ovviamente l’eccezione del bipode come unico equipaggiamento aggiuntivo (come era già intuibile viste le precedenti espansioni). Nonostante tutto, comunque sia ci troveremo di fronte un buon level design ovviamente sviluppato e pensato con una buona verticalità per consentirci di sfruttare il più possibile il bipode per riuscire a proseguire. Anche questa volta, infine, potremo ottenere potenziamenti per le armi semplicemente andandoli a ritrovare nelle varie mappe di gioco. Per quanto riguarda le mappe bisogna anche dire che queste non sono più riciclate dal gioco principale ma create a posta con qualche piccola variazione estetica. Nel complesso, dunque, abbiamo una terza espansione per Wolfenstein II abbastanza interessante dal lato della storia, ma che purtroppo come per le altre espansioni (ad eccezione, in piccola parte, per la seconda) non riesce ad apportare nessuna novità al gameplay lasciando non sfruttato un elemento che sicuramente avrebbe potuto apportare alle espansioni maggior pregio e varietà.

Recensione Wolfenstein II: link
Recensione Le Avventure di Pistolero Joe: link
Recensione i Diari dell’agente Morte Silenziosa: link

Wolfenstein II continua a crescere grazie al secondo episodio delle Cronache della Libertà  con I Diari dell’agente Morte Silenziosa anche se…

Dopo aver trattato di Wolfenstein II: The New Colossus (link alla recensione) e del primo episodio delle Cronache della Libertà con Le Avventure di Pistolero Joe (link alla recensione), oggi ci troviamo a parlare del secondo episodio. Questa volta avremo ancora un altro protagonista, ovvero Jessica Valiant, questa volta un ex agente speciale che si è guadagnata il soprannome di “Morte Silenziosa” grazie alle sue abilità. Lavorava assieme a suo marito James, ma questo, dopo la vittoria dei nazisti, è stato tradito, torturato ed ucciso a causa di qualcuno che lui riteneva un amico. Dopo questi eventi Jessica si è trasferita in Brasile per viver una vita serena ma una busta con i dati di tre uomini cambierà tutto e porterà l’agente Morte Silenziosa nuovamente “in servizio” per vendicare il suo amato; anche in questo caso gli intermezzi saranno narrati attraverso sequenze in stile fumetto e non tramite filmati. Le armi preferite di questo nuovo protagonista saranno la sua pistola silenziata ed i suoi coltelli da lancio che potremo sfruttare per farci strada attraverso i vari livelli senza farci notare.

Jessica inoltre sarà in grado di contorcersi e strisciare attraverso gli spazi più stretti (così come Blazkovic dopo aver trovato il Costrittore) e ciò sarà essenziale visto che in tutti i livelli ci saranno cunicoli in cui muoversi per poter procedere. Le tre missioni che compongono questo secondo episodio (per una durata complessiva anche in questo caso di poco più di un’ora) riportano lo stesso metodo di funzionamento delle cacce agli Uberkommander della trama principale di Wolfenstein II con un bersaglio da eliminare alla fine di ogni livello, ma in questo caso grazie alla dotazione ed alle abilità di Jessica e grazie anche ad un level design in grado di consentirlo, riusciremo a sfruttare lo stealth in maniera più efficiente di quanto non accadesse nel gioco principale. Purtroppo però questo non è sempre valido, ed infatti in alcune situazioni non sarà molto semplice riuscire a proseguire senza farsi notare e ciò rappresenta un problema non indifferente visto che questo personaggio ha un massimo di 40 punti armatura e quindi se ci troveremo contro troppi nemici contemporaneamente verremo rapidamente sopraffati.

Nonostante tutto, però, anche per questo contenuto, così come per il primo, non ci sono grosse novità (anche se qualcosina di nuovo dal punto di vista delle ambientazioni c’è, ma non si tratta di nulla di eclatante); pertanto ci ritroveremo ad effettuare le stesse azioni con le stesse armi e contro gli stessi nemici ancora una volta. Anche la trama in questo caso è un gradino più in alto rispetto a quella della scorsa espansione ma comunque ancora non è a livelli eccellenti. Dunque nel complesso sicuramente un passo avanti ma purtroppo c’e ancora tutta la ripetitività di fondo ed il problema della durata con cui ci siamo dovuti scontrare nelle avventure di Pistolero Joe.

Al titolo principale di Wolfenstein II: The New Colossus vanno ad aggiungersi tre espansioni raggruppate in “Le Cronache della Libertà”. Le avventure di Pistolero Joe rappresentano la prima di queste espansioni.

Wolfenstein II: The New Colossus è stato certamente un ottimo sparatutto dello scorso anno e che abbiamo anche avuto modo di trattare nella nostra recensione, adesso però ritorniamo a parlarne vista l’uscita delle nuove espansioni chiamate nel complesso: Le Cronache della Libertà. Questa volta, in questo primo episodio, il nostro protagonista per la prima espansione di Wolfenstein II sarà Joseph Stallion, vecchia stella del football ed ormai imprigionato dal comandante Roderick Metze (ex dentista che è riuscito ad arrivare in vetta nella casta militare nazista) per aver cercato di ribellarsi al dominio nazista dopo i continui maltrattamenti che era costretto a subire. La sua storia si dipanerà attraverso tre atti ed in sostanza dovremo accompagnare questo nuovo eroe nella sua privata crociata vendicativa contro Metze inseguendolo fin sulla superficie di Venere così da sventare, al contempo, il suo piano che potrebbe danneggiare severamente la resistenza; il tutto narrato unicamente attraverso sequenze in stile fumetto e non tramite filmati. Da buon giocatore di football Joe sarà dotato delle capacità dell’Ariete già viste con Blazkovic nella storia principale, potremo così sfondare pareti indebolite, caricare avversari e, grazie anche al suo tipo di allenamento che gli permette di portare grandi pesi senza per questo bloccare i suoi movimenti, potremo facilmente massacrare a mani nude orde di nazisti grazie al suo livello massimo di armatura di 100 punti.

Il tutto però, purtroppo, si esaurisce con estrema rapidità ed infatti per completare l’intera espansione sarà necessaria poco più di un’ora (cercando comunque di non correre troppo in fretta verso la fine del livello). A ciò si somma il fatto che il contenuto purtroppo non riesce ad aggiungere nulla sotto il punto di vista del gameplay al gioco principale portando come uniche differenze il fatto che Joe è in grado di sfruttare unicamente le abilità da Ariete, che i potenziamenti per le armi possono essere trovati unicamente e direttamente nelle mappe di gioco (quindi non come per Wolfenstein II tramite lo sblocco usando punti) e che questo nuovo protagonista sarà in grado di lanciare lattine (da buon sportivo) al posto delle accette. Alla pari anche i livelli non rappresentano grandi novità estetiche poiché riescono a riproporre gli stessi scenari ed ambientazioni già viste (e purtroppo già spesso riutilizzate) nel gioco principale.

Nel complesso dunque non ci troveremo di fronte a niente di nuovo, solamente elementi riciclati ed una durata purtroppo non proporzionata rispetto al prezzo ed anche una trama simpatica ma nulla di più. Invece avremmo sicuramente molto apprezzato l’introduzione di nuove meccaniche o quantomeno di nuove ambientazioni. Certamente comunque per quelli che hanno apprezzato Wolfenstein II: The New Colossus troveranno giovamento in altri livelli in cui massacrare copiose orde di nazisti, cosa che, in effetti, ha sempre rappresentato il centro in Wolfenstein, quasi un po’ come avviene per quei poveri demoni di DOOM.

27 ottobre 2017 (Londra, GBR) – Bethesda Softworks®, una società di ZeniMax® Media, annuncia oggi che Wolfenstein® II: The New Colossus™, sviluppato dall’acclamata squadra di MachineGames, è disponibile per Xbox One, per il sistema digitale di intrattenimento PlayStation®4 e per PC.

Wolfenstein II: The New Colossus eleva l’azione e il caos della serie Wolfenstein a nuove vette. Nei panni di B.J. “Terror-Billy” Blazkowicz, i giocatori dovranno riunire un’improbabile banda di ribelli accomunati da un unico obiettivo: scacciare i nazisti dall’America.

“La serie di Wolfenstein è caratterizzata da azione, combattimenti e narrazione assolutamente sopra le righe”, afferma Jens Matthies, direttore creativo di MachineGames. “Con The New Colossus, ci siamo spinti creativamente ancora oltre e non vediamo l’ora che i giocatori possano godersi questo nuovo capitolo di questo folle viaggio.”

Wolfenstein II manda i giocatori in missione in un’America controllata dai nazisti con l’obiettivo di reclutare i più audaci leader della resistenza ancora in vita. I giocatori affronteranno i nazisti in località memorabili come la cittadina di Roswell in New Mexico, una New Orleans in quarantena e una Manhattan post-nucleare. Armati di un impressionante arsenale di armi fantascientifiche dal sapore retrò e completamente potenziabili (come per esempio il nuovissimo Dieselkraftwerk), in questo epico sparatutto in prima persona i giocatori dovranno farsi largo tra legioni di soldati e übersoldaten nazisti dando fondo a tutte le nuove abilità a disposizione.

Sempre a partire da oggi, è disponibile anche Wolfenstein II: The New Colossus Collector’s Edition, che comprende una statuina di 30 cm in scala 1:6 di William Joseph “B.J.” Blazkowicz, l’eroe ammazza-nazisti del gioco, custodita in un’elegante confezione in stile anni ’60 contenente tutto ciò che serve a B.J. per riunire la Resistenza e liberare l’America: un arsenale di accessori comprensivo di quattro potenti armi da fuoco, un’accetta e il suo bomber. La Collector’s Edition di questo attesissimo gioco presenta un’esclusiva custodia in metallo, comprende anche un poster di Blitzmensch di 23×35 cm ed è a tiratura limitata.

Per guardare il trailer di lancio cliccate qui.

Inoltre qui potete trovare un’utile guida alle armi presenti nel gioco.

Per saperne di più su Wolfenstein II, visitate www.wolfenstein.com

Una dura battaglia attende B.J. Blazkowicz in Wolfenstein II: The New Colossus. Le forze naziste hanno soggiogato il suo paese e B.J. deve attraversare l’America per riunire un gruppo di ribelli e respingere il regime invasore.

Il nostro protagonista non si lancerà nella mischia disarmato, potendo contare su un arsenale di potenti armi da fuoco, granate e oggetti vari che gli permetteranno di aprirsi a forza un varco tra i malvagi occupanti.
Gli sviluppatori di MachineGames non si sono però limitati a fornire a B.J. un variegato arsenale di ottime armi da fuoco: oltre ad armi nuove di zecca, Wolfenstein II prevede infatti la possibilità di usare liberamente due armi contemporaneamente e di personalizzare le armi con una serie di modifiche. Ma anche con questi potenziamenti non sarà facile per B.J. liberare il proprio paese e salvare il mondo dal male. Per aiutarvi, abbiamo deciso di compilare questa guida completa all’armamentario a disposizione di B.J. per rendere l’America nuovamente un posto privo di nazisti, inserendo anche qualche considerazione sul nuovissimo sistema di personalizzazione delle armi presente nel gioco. (Nota: potenziali SPOILER in arrivo!)

Accetta: affetta il nemico
Nelle mani di Blazkowicz, l’accetta può avere due funzioni. Innanzitutto può fracassare le casse di rifornimento e altri ostacoli, cioè fare esattamente ciò per cui è stata progettata come attrezzo per le operazioni antincendio. B.J. è però impegnato in un’operazione antinazista e per questo motivo utilizza quest’arma da taglio anche per uccidere silenziosamente… o brutalmente.
Perché una soltanto? Nel corso di The New Colossus, di tanto in tanto B.J. s’imbatterà in intere scorte di accette. Queste accette extra potranno fungere da silenziose ma letali armi da lancio con cui abbattere ignari nazisti da lontano… o avere l’ultima parola in uno scontro a fuoco se i caricatori piangono miseria. Infine, le accette sradicate dai cadaveri dei nemici caduti sono riutilizzabili, premiando l’abilità nel lancio di B.J. con almeno un’altra opportunità gratuita di abbattere un altro nazista.

Pistola: affidabile e pronta
Facile da usare (e ancora più facile da mantenere carica, visto che i comandanti nazisti morti lasciano munizioni a terra in grandi quantità), la pistola è un’affidabile arma secondaria adatta agli scontri a distanza ravvicinata. Nonostante l’umile aspetto, specie se confrontata con le armi più grosse presenti nell’arsenale di B.J., la pistola è in grado di sbarazzarsi facilmente di tutti i nemici non corazzati semplicemente con qualche colpo ben piazzato. La sua efficienza aumenta con i potenziamenti Caricatore esteso (più colpi) e Magnum (più danni).
Shhhh! Quando si tratta di risparmiare munizioni (o semplicemente prendere gli ignari nemici di sorpresa), in The New Colossus esistono poche soluzioni migliori di una pistola silenziata. Con il potenziamento Silenziatore, la pistola diventa praticamente uno strumento essenziale per gli assalti furtivi, con cui eliminare nazisti dalla distanza senza far scattare allarmi.

Maschinenpistole: rapida e potente
A volte, negli scontri a fuoco, l’efficienza non può basarsi sul concetto di “un colpo, una vita” ma deve rifarsi a quello di “spara più che puoi”. In questi casi, B.J. ha a disposizione la Maschinenpistole, una mitragliatrice leggera dall’impressionante rateo di fuoco. Poche armi sono in grado di ripulire una stanza altrettanto rapidamente di una Maschinenpistole (o due) in mano a B.J.
A qualcuno piace caldo. Come la pistola, anche la Maschinenpistole può essere equipaggiata con il potenziamento Silenziatore integrale per eseguire uccisioni furtive. Se però B.J. non vuole farsi simili problemi, può sempre ricorrere al potenziamento Sparachiodi, ossia una canna surriscaldata che spara proiettili incandescenti per rendere ogni singolo colpo ancora più… bruciante per il nemico!

Sturmgewehr: potenza e precisione
Normalmente usato dall’élite nazista, questo fucile automatico torna molto utile per neutralizzare i nemici appena al di là della portata di tiro delle armi che funzionano meglio a distanza ravvicinata. Aggiungete i potenziamenti Munizioni perforanti e Cartucce Jungle e questo fucile ad alto calibro diventerà particolarmente efficace contro i nemici più resistenti e negli scontri a distanza.
La distanza non sarà un problema. Quando la distanza tra B.J. e il nemico è considerevole, ecco che può tornare utile il Mirino di precisione. Una volta attivato questo splendido mirino, lo Sturmgewehr diventa un fucile semiautomatico, più potente e preciso.

Schockhammer: come un fucile a pompa, ma tre volte più potente
Fucile a pompa molto… wolfensteiniano, lo Schockhammer aggiunge al concetto di fucile a pompa una piega imprevista. Letteralmente. Dotato non di uno, non di due, ma di ben tre canne rotanti che scaricano piombo automaticamente, quando occorre un fuoco di sbarramento con grande potere d’arresto, lo Schockhammer è l’arma prediletta da B.J.
Proiettili rimbalzanti. Il potenziamento Rimbalzo consente ai colpi dello Schockhammer di rimbalzare sulle superfici dure, permettendo a B.J. di eliminare i nemici nascosti dietro gli angoli o dietro ripari o intrappolati in spazi ristretti con quello che si potrebbe descrivere solo come un “colpo da Schock-biliardo”.

Kampfpistole: un lanciarazzi dell’altro mondo
La Kampfpistole rappresenta la versione di The New Colossus del concetto “sarà anche piccolo, ma può farti molto, molto male”. Nonostante le sue dimensioni ridotte, infatti, la Kampfpistole fa parecchio sul serio, essendo sostanzialmente un lanciagranate travestito da pistola. Un singolo colpo è in grado di far saltare un’intera squadra di soldati nazisti (o meglio, ciò che ne rimane) in tutte le direzioni.
Uomo razzo. Sebbene la Kampfpistole normalmente lanci i suoi proiettili con una traiettoria ad arco, B.J. può scegliere di sparare ad alzo zero con il potenziamento Razzo: se attivato, i colpi sparati da questa potente arma attraverseranno l’aria in linea retta, come se B.J. avesse in mano un lanciamissili utilizzabile con una mano sola. Con questo potenziamento, inoltre, i proiettili esplodono all’impatto, permettendo a B.J. di godersi immediatamente il pirotecnico finale garantito dai nazisti esplosi.

Laserkraftwerk: non serve a tagliare solo le grate
Bombe e proiettili vanno bene, ma nel vaporizzare un nazista c’è qualcosa di estremamente soddisfacente che è difficile spiegare a parole. Mentre ci proviamo, B.J. può intanto farlo premendo il grilletto del Laserkraftwerk, già visto in Wolfenstein: The New Order. Disponibile nella cronologia di Fergus (cioè se scegliete Fergus anziché Wyatt), con i suoi dardi di pura energia sovralimentata, il Laserkraftwerk può polverizzare anche la più resistente delle corazze.
Grosso e carico. Per quanto sia difficile a credersi, la potenza in uscita del Laserkraftwerk può essere ulteriormente incrementata con un potenziamento. Una volta modificato con Supercarica, infatti, a B.J. basta tenere premuto il grilletto per caricare e poi rilasciare un potentissimo raggio energetico. L’importante è che B.J. si ricordi di non tenere premuto il grilletto troppo a lungo, o la batteria elettrica dell’arma potrebbe scaricarsi.

Dieselkraftwerk: bombe, bombe, bombe!
Se scegliete la cronologia di Wyatt (anziché quella di Fergus), al posto del Laserkraftwerk potrete contare sul Dieselkraftwerk, che non mira tanto a vaporizzare i nazisti con precisione, bensì per combustione: con le sue cariche piene di combustibile detonabili a distanza, è possibile far cadere i nazisti in intricate trappole, oppure semplicemente attaccare loro addosso una carica da far saltare a comando. Qualsiasi forma di distruzione spettacolare è la benvenuta.
Perché aspettare? Per quanto possa essere efficace (e divertente) piazzare trappole, ci sono momenti in cui B.J. non ha il tempo di aspettare che i nazisti abbocchino alle sue trappole. Una volta sbloccato il potenziamento Bocca incendiaria, B.J. potrà dar fuoco alle cariche del Dieselkraftwerk immediatamente, trasformando di fatto quest’arma a detonazione ritardata in un lanciagranate pronto a far piovere napalm sui nemici nel giro di un istante.

Handgranate: una palla avvelenata… esplosiva!
Nemica mortale di nemici chiusi in spazi stretti, in gruppi numerosi o molto lenti, la Handgranate è quel che ci vuole per dare a qualsiasi scontro quel non so che in più. Lanciandola al posto giusto al momento giusto, B.J. può ripulire un’intera stanza piena di nazisti in un sol colpo. Detto ciò, il vero divertimento inizia non appena si cominciano a usare i kit di potenziamento…
Una e trina. Sebbene non sia un’arma da fuoco convenzionale, B.J. può equipaggiare la Handgranate con dei potenziamenti che la rendono ancora più letale. Con il potenziamento Schegge, per esempio, che la rende un’arma a frammentazione, B.J. può fare i nazisti a brandelli. Il potenziamento Gasolio, invece, incendia l’aria circostante, mentre il potenziamento EMP lancia un impulso capace di neutralizzare qualsiasi apparecchio elettronico. E sì, B.J. può anche attivare tutti tre i potenziamenti contemporaneamente, trasformando ciascuna Handgranate in una granata EMP incendiaria a frammentazione!

Armi pesanti: strumenti potenti
Portati sul campo di battaglia dai minacciosi SuperSoldaten di The New Colossus, questi potenti arnesi militari aggiungono un altro asso al mazzo di tecniche di uccisione antinaziste di Blazkowicz… purché li abbia prima sottratti ai super-gorilla che li hanno in dotazione, eliminandoli.
Sebbene siano troppo ingombranti per entrare nell’inventario di B.J. o per essere usate due alla volta, queste armi a due mani non hanno rivali in termini di potenza. Tra di esse si contano il Lasergewehr, in grado di fondere metalli e nazisti indifferentemente, il rapidissimo e incandescente Dieselgewehr e l’Hammergewehr, che in qualche modo riesce a superare persino lo Schockhammer con le sue quattro (sì, quattro!) canne a fuoco rapido.
Un’arma per dominarle tutte. Chi cerca il meglio in termini di disinfestazione nazista non può non agognare l’utilizzo dell’Übergewehr, l’incredibile incontro tra una potenza di fuoco devastante, la combustibilità del diesel e l’energia di un laser concentrato in un unico raggio per una carneficina assicurata.
Come qualsiasi ammazza-nazisti rispettabile, anche B.J. è tentato di provare la straordinaria potenza dell’Übergewehr ma, per farlo, dovrà prima eliminare in combattimento le unità Zerstörer che ne sono dotate (in doppia copia, per giunta). Certo, l’impresa non è facile, ma ehi, è proprio per questo che B.J. ha tutte quelle altre armi a disposizione!

Wolfenstein II: The New Colossus sarà pubblicato il 27 ottobre 2017 per Xbox One, PlayStation 4 e PC, con la versione per Nintendo Switch prevista per il 2018. Vincitore di oltre 100 premi all’E3 2017, Wolfenstein II: The New Colossus ha ottenuto quattro nomination agli E3 Game Critics Awards (tra cui “Best of Show”) e ha vinto il premio come “Best Action Game”.

 

BENVENUTI NEGLI STATI NAZISTI D’AMERICA CON WOLFENSTEIN II!
“Mi venga un colpo se crescerò i miei figli in un mondo dominato da bastardi nazisti.”
William “B.J.” Blazkowicz

Totalmente ucronico!
“Ucronia”: etimologicamente, questa parola significa “non tempo” (particella negativa “u”, seguita da “chronos”, tempo).
L’ucronia rappresenta un genere narrativo basato sulla riscrittura della storia partendo da un evento che nella realtà ha avuto esiti diversi. Questo è quanto accade anche in Wolfenstein II: The New Colossus, ambientato in una realtà alternativa in cui il nazismo regna supremo sul mondo. Benvenuti in Amerika…

“E se…?”
Il mondo della fantascienza ha sempre frequentato l’ucronia. Nei videogiochi costituisce un ottimo espediente per presentare i periodi storici del passato sotto una nuova luce, suscitando l’interesse del giocatore. Ma anche nella letteratura e nel cinema l’ucronia non è affatto una novità.
Ecco una serie di esempi, riguardanti il solo caso della Seconda Guerra Mondiale:

La svastica sul sole
Scritto nel 1962, questo romanzo di Philip K. Dick è ambientato in un mondo in cui le potenze dell’Asse sono emerse trionfanti dalla Seconda Guerra Mondiale. La storia si svolge nella parte degli ex Stati Uniti adesso sotto il controllo giapponese. Lì circola la voce che un misterioso autore abbia scritto un libro in cui sono stati gli Alleati a vincere la guerra!

Eric Henriet: “Un’opera fondamentale per gli amanti dell’ucronia che abbiano già familiarità col genere e una buona conoscenza della storia.”

Fatherland
Film del 1994, basato sull’omonimo romanzo di Robert Harris. Il Reich tedesco ha trionfato sugli Alleati in Europa, ma gli Stati Uniti hanno sconfitto il Giappone. L’azione si svolge in piena guerra fredda tra il Reich e gli Stati Uniti.

Eric Henriet: “Il romanzo perfetto per chiunque sia nuovo del genere. Tanto il libro quanto il film possono essere seguiti senza avere conoscenze particolarmente approfondite del periodo storico. È anzi possibile apprendere molto da essi.”

Bastardi senza gloria
Distribuito nel 2009, questo film di guerra del regista Quentin Tarantino narra la storia della vendetta di una giovane ebrea la cui famiglia era stata uccisa dai nazisti e del piano di un gruppo di soldati americani di origine ebraica giunti in Europa per uccidere quanti più nazisti possibile.

Eric Henriet: “In questo film Tarantino non tiene i fatti storici in grande considerazione e usa anche parecchie scorciatoie. È un’opera basata più sull’atmosfera e sulla visceralità delle emozioni che sul concetto di ucronia vero e proprio.”

La trasformazione dei libri di storia, nei videogiochi e nei film
E se la storia avesse avuto esiti differenti? E se nel 1943 la battaglia di Stalingrado fosse stata vinta dalle forze di Hitler, o se lo sbarco in Normandia fosse fallito? Tutte le opere ucroniche partono da questa domanda: “E se…?”, ma poche affrontano conseguenze inquietanti quanto quelle di un diverso esito della Seconda Guerra Mondiale.

Sentiamo cosa ha da dire al riguardo Eric Henriet, specialista e autore di opere ucroniche.

È vero che le storie alternative basate sulla Seconda Guerra Mondiale intrigano le persone più di quelle basate su altri eventi storici?
Si tratta sicuramente di un periodo molto “affascinante”, tanto per gli scrittori di fantascienza quanto per gli storici. Secondo me ciò è principalmente dovuto al fatto che si tratta dell’evento bellico mondiale più vicino alla nostra generazione. Visto da un’ottica ucronica, la Seconda Guerra Mondiale è stata un conflitto basato sul movimento e sulla velocità, in cui molte cose sarebbero potute andare diversamente. L’esito della guerra dipendeva da tanti piccoli dettagli, che avrebbero potuto facilmente prendere una piega diversa. Viviamo in un’epoca particolare, in cui la morte e le ideologie come il nazismo rischiano di essere sminuite dalle giovani generazioni; per questo riscrivere la storia e il ruolo di coloro che sono usciti sconfitti dal conflitto risulta sempre affascinante, nei videogiochi come nel cinema e nella letteratura.

Come si creano ucronie di qualità?
Bisogna anzitutto comprendere che l’ucronia non rappresenta mai una forma di negazione. Per uno storico, l’ucronia deve perciò essere credibile. Storicamente parlando, dev’essere fondata. In generale, per creare una storia alternativa gli storici modificano soltanto uno dei parametri storici, indagando le conseguenze dell’impatto che quella modifica potrebbe avere nelle settimane o nei mesi successivi (raramente si spingono oltre). Naturalmente, nulla impedisce a un autore di introdurre un elemento romantico nella propria opera, andando al di là della natura prettamente storica dello scenario creato per conferire alla sua realtà alternativa una qualità narrativa.

Cosa offre allo spettatore la realtà alternativa?
Quando si tratta di fiction e non di un semplice saggio storico, al lettore, al giocatore o allo spettatore l’ucronia offre principalmente la possibilità di evadere dal mondo in cui vive. La storia alternativa dà anche molto materiale su cui riflettere a tutti coloro cui piace analizzare gli effetti della storia sui popoli e sulle persone. Se l’esito della Seconda Guerra Mondiale fosse stato differente, cosa avrebbe significato questo per me, i miei genitori, i miei nonni? L’ucronia può assumere anche una valenza molto personale. Infine, il modo in cui s’interpreta una storia ucronica dipende molto dall’individuo, dalla sua sensibilità e dalla sua conoscenza degli eventi storici.

Vi ricordiamo che Wolfenstein II: The New Colossus uscirà per tutte le piattaforme venerdì 27 ottobre!