Capcom ha ufficialmente svelato tramite il Resident Evil Showcase del 21 Gennaio nuovi dettagli chiave riguardo il suo attesissimo titolo survival horror Resident Evil Village, l’ottavo capitolo del franchise di Resident Evil. Capcom ha innanzitutto confermato che Resident Evil Village sarà disponibile in tutto il mondo il 7 maggio 2021 per PlayStation 5, Xbox Series X|S e Steam, ma anche per PlayStation 4 e Xbox One. Resident Evil Village sarà idoneo per l’aggiornamento dalla console della vecchia generazione di Sony a PS5 e supporterà Smart Delivery per le console Microsoft. Sono stati rivelati anche nuovi dettagli attraverso il primo video di gameplay esteso, oltre all’annuncio del gioco multiplayer Resident Evil Re:Verse che celebrerà il 25° anniversario del franchise.

In Resident Evil Village prosegue la storia di Ethan Winters, che ha avuto inizio in Resident Evil™ 7 biohazard. L’ultimo capitolo combina un’azione mozzafiato con un gameplay survival horror esclusivo, sinonimo della serie Resident Evil. Nel primo video esteso di gameplay, il team di sviluppo ha rivelato diversi nuovi dettagli tra cui alcune funzionalità che richiamano gli elementi preferiti dai fan dei precedenti giochi della serie. Il protagonista Ethan, sarà ora in grado di acquistare e vendere oggetti, acquistare ricette per la creazione e personalizzare delle armi con un mercante soprannominato “The Duke”. Utilizzando i materiali trovati durante il gioco, sarà in grado di creare materiali di consumo inestimabili, necessari per sopravvivere ai terrori del villaggio. L’utilizzo di queste provviste comporterà anche una pianificazione più strategica, con un sistema di inventario rivisto basato sulla gestione dello spazio che sarà familiare ai fan della serie.

resident evil village

Il cast variegato di nemici apparsi durante la diretta rappresenta solo una piccola parte di quelli che troveremo in Resident Evil Village. Ethan affronterà molte minacce tra cui le velocissime creature che lo perseguitano senza sosta e le misteriose figlie di Lady Dimitrescu che possono trasformarsi in sciami di insetti. La schiera disparata di avversari del gioco avrà i propri attacchi distintivi, quindi i giocatori dovranno adattare le loro strategie con decisioni rapide in modo da capire quando attaccare, proteggere o fuggire per sopravvivere. Ethan ha una nuova mossa nel suo arsenale per creare maggiore distanza dai nemici e guadagnare tempo prezioso per decidere la sua prossima mossa.

I possessori di PlayStation 5 possono inoltre assistere a un’anteprima esclusiva dell’area del castello di Resident Evil Village tramite la demo Maiden. Questa esperienza stand-alone è autonoma, ma mette in mostra le straordinarie immagini e l’audio 3D che ti attendono nel gioco principale. Nei panni della Maiden, i giocatori dovranno fare affidamento esclusivamente sul proprio ingegno per fuggire in questa demo piena di tensione, poiché non avranno modo di combattere o difendersi. Una nuova e diversa demo per tutte le piattaforme sarà disponibile entro la fine della primavera.

Per celebrare il 25° anniversario del franchise di Resident Evil, che prenderà il via a marzo 2021, Capcom ha annunciato che Resident Evil Village includerà l’accesso a un’esperienza multiplayer gratuita intitolata Resident Evil Re:Verse in arrivo su PlayStation 4, Xbox One e PC. I giocatori PlayStation 5 e Xbox Series X|S possono accedere al gioco grazie alla retrocompatibilità. Questo bonus di ringraziamento per i fan presenta straordinarie immagini in stile fumetto e mette i famosi personaggi di Resident Evil l’uno contro l’altro in battaglie deathmatch da quattro a sei giocatori in luoghi iconici di Resident Evil. I giocatori possono scegliere i personaggi preferiti dai fan da un elenco e ognuno di loro avrà proprie abilità uniche da padroneggiare. Quando i giocatori vengono sconfitti in combattimento, il loro personaggio si rigenera trasformandosi in un’arma biologica per mettere in atto la sua vendetta nei confronti dei suoi nemici. Ulteriori informazioni su Resident Evil Re:Verse saranno disponibili prossimamente.

I pre-order di Resident Evil Village sono già disponibili e permettono di prenotare la Standard Edition in versione fisica e digitale, una Deluxe Edition digitale e una Collector’s Edition fisica (i pre-order di quest’ultima saranno disponibili prossimamente presso retailer selezionati). La Deluxe Edition digitale include il gioco base e il “Trauma Pack” digitale, che include contenuti di gioco aggiuntivi tra cui un’arma Samurai Edge, il filtro speciale “Found Footage” ispirato a Resident Evil 7 biohazard e opzioni di salvataggio tramite mangianastri, accesso immediato a un livello di difficoltà particolarmente impegnativo e altro ancora. La Collector’s Edition fisica, include i contenuti digitali della Deluxe Edition più una straordinaria statuetta di Chris Redfield, una custodia SteelBook, un artbook, una mappa in tessuto del villaggio e una stampa A4 che raffigura il key art del gioco.

Dopo oltre vent’anni, Resident Evil 2 remake è realtà. CAPCOM ri-lancia il suo pupillo con un remake ma, ben diverso da quel che il termine stesso possa suggerire ai più.

Sia chiaro fin da subito, Resident Evil 2 è un capolavoro che (anche dopo l’ottimo Resident Evil 7) ridona il lustro di un tempo alla serie, abbracciando i tratti distintivi che l’hanno caratterizzata in tutti questi anni, ed innalza ulteriormente l’asticella per il genere dei survival horror.

Resident Evil 2 ripercorre la trama del titolo originale che vede Leon Kennedy e Claire Redfield alle prese con una sorta d’apocalisse Zombie, abbattutosi sulla “ridente” cittadina di Raccon City, che fa da scenario per le operazioni top-secret del colosso farmaceutico Umbrella.

Avviato il gioco dovrete scegliere se interpretare Leon o Claire, con tutto quello che ne conseguirà, poiché le due campagne per quanto simili in termini di linearità e back-tracking, sono ben diverse per aree esplorabili, enigmi e personaggi in cui incapperete via via.

Per quanto fedele all’originale, sia la trama che le stesse ambientazioni hanno subito modifiche, anche importanti che, da un lato potrebbero far storcere il naso ai puristi della saga, ma che d’altro canto arricchiscono ed ammodernano ulteriormente la formula già vincente alla base.

Nuove aree, personaggi dal design rivisto, nuovi dialoghi, atmosfera decisamente più cupa ed ispirata e si potrebbe continuare ad oltranza, elogiando tutte le varie migliorie apportate in questo remake fatto col cuore in mano.

Tecnicamente parlando, in questo Resident Evil l’ottimo RE Engine è spinto al massimo e non fa altro che migliorare quanto già visto nel precedente capitolo in prima persona.

Una nota dolente sui riflessi che, in diverse situazioni risultano essere fuori posto, inoltre il filtro per lo sharpering è decisamente aggressivo e su monitor o TV sotto i 27″ si potrebbe notare dello shimmering.

Tralasciando i piccoli difetti, i modelli e le animazioni dei personaggi e soprattutto quelle dei nemici, risultano essere di prim’ordine ed estremamente realistiche, anche se in alcuni casi sembrano essere bloccate a 30FPS, soprattutto quando i nemici sono distanti.

Abbiamo provato la versione PC e, Resident Evil 2 gira benissimo in FullHD ed impostazioni al massimo anche su schede mid-range come le AMD RX570-580.

Diversamente per risoluzioni superiori consigliamo l’utilizzo di schede video come la GeForce GTX 1070Ti in su.

Noi lo abbiamo testato in 4K, equipaggiati con GeForce RTX 2080Ti e possiamo solo dire che l’esperienza è stata estremamente terrificante, ovviamente, nel senso buono che questa frase vuole trasmettere.

Purtroppo manca un corretto supporto a rapporti d’aspetto elevati come 32:9 e configurazioni nVidia Surround ed AMD Eyefinity, con scene d’intermezzo che risultano croppate e poco godibili.

In Resident Evil 2, anche l’audio la fa da padrone e, soprattutto per questo, vi raccomandiamo di giocarlo con delle cuffie surround, possibilmente in una stanza poco illuminata e magari, perchè no, con un bel pannolone. Così da godere al meglio dell’esperienza horror definitiva, dove cigolii, acqua battente, passi e rumori vari vi faranno compagnia per tutta l’avventura.

In termini di gameplay Resident Evil 2 mischia alcune delle dinamiche viste nella serie, come ad esempio l’interfaccia mutuata dal settimo capitolo, mentre per il resto ricorda parecchio il quarto e quinto capitolo della saga, anche se il ritmo è decisamente diverso e progressivamente lento rispetto ai capitoli precedenti.

All’inizio affronterete i classici Zombie che, questa volta, non andranno giù con un colpo ben assestato alla testa, o almeno non all’inizio ed inoltre, arrecheranno più danno del solito; basteranno infatti circa quattro morsi per finire KO.

Via via proseguendo nell’avventura incontrerete nemici più complessi e difficili da abbattere e, come se non bastasse, le munizioni a vostra disposizione scarseggeranno sempre più, spingendovi a centellinare ogni colpo. Delle volte potreste anche essere spinti a scappare ed evitare lo scontro più di quanto possiate immaginare.

Resident Evil 2 è una chicca che tutti gli appassionati del gioco e della serie devono assolutamente giocare; titolo che, inoltre, si pone come ottimo trampolino di lancio per tutti coloro che voglio avvicinarsi alla serie e godere di un ottimo survival horror che sa trasmettere paura a trecentosessanta gradi.

La saga di Devil May Cry è una di quelle pietre miliari del genere action, capace, quando uscì il primo capitolo nel 2001, di ridare nuova linfa vitale ad un genere che stava accusando un periodo di flessione. A distanza di sedici anni Capcom ripropone la versione per le console current gen e per pc della Hd Collection, un box set che contiene i primi 3 capitoli della saga. L’abbiamo provata e vi diciamo cosa ne pensiamo.

Nel 1999 Capcom stava lavorando ad un nuovo capitolo della saga di Resident Evil (il quarto, per la precisione. Ndr). Tuttavia, complice il cambio di motore grafico e una virata più action del gameplay, fecero sì che lo studio giapponese pensasse di adattare quanto sviluppato fino a quel momento ad una nuova ambientazione. Questa è la storia di una delle più iconiche figure della storia recente dei video giochi, quella di Dante, figlio di un signore degli inferi dotato di straordinari poteri, impegnato a combattere le forze dell’oscurità in un’ambientazione moderna incupita da profonde venature gotiche. Il successo planetario del primo capitolo fece sì che venissero prodotti dapprima un sequel e poi un prequel, usciti rispettivamente nel 2003 e nel 2005, successivamente un quarto capitolo e infine un reboot (DmC: Devil May Cry, sviluppato dai ragazzi di Ninja Theory e uscito nel 2013). La versione che abbiamo avuto tra le mani è il Box Set denominato “Devil May Cry HD Collection”, che racchiude i primi 3 capitoli della saga originale, lanciato per la prima volta nel 2012 per ps3 e Xbox 360, proprio a ridosso del lancio del reboot. L’intento di Capcom è chiaro: portare le gesta di Dante e soci (o sarebbe meglio dire parenti, viste le vicende narrate ndr) sulle console di ultima generazione, in modo da permettere di godere della bellezza dei primi, storici titoli anche a chi, per anzianità o possibilità, non si fosse mai fatto un giro nelle terre oscure.

Come abbiamo detto prima, questo cofanetto uscito il 13 marzo sugli scaffali, fisici e digitali, di tutto il mondo è in buona sostanza la stessa identica versione del 2012, con pochissime differenze. Proprio per questo vogliamo aprire una parentesi sul significato del concetto di “remaster” che sembra tanto caro ai publisher contemporanei. Partiamo subito dicendo che non siamo del partito di quelli che “Basta con le riedizioni di giochi vecchi!! Vogliamo titoli nuoviiiii!!!”, anzi, tutt’altro. Chi vi scrive sostiene essenzialmente due concetti:

  • Il videogioco, per quanto sia nato “solo” sessant’anni fa, ha una storia molto complessa ed articolata. Se si studia un po’ di storia del videogioco, poi, non si può fare a meno di notare come negli anni, l’industria si sia sviluppata a partire da titoli innovativi ma incompleti, sfruttando il gioco dei cosiddetti titoli clone, videogame uguali sotto moltissimi aspetti a quelli precedenti con poche migliorie che hanno permesso ad interi generi di crescere e svilupparsi uscita dopo uscita. Per questo, poter giocare e quindi poter conoscere quei videogames che hanno letteralmente rivoluzionato tipologie di gioco o che si sono impressi indelebilmente nell’immaginario collettivo della cultura del videogame è un’occasione per diventare giocatori più consapevoli e più attenti, aumentando la capacità critica del consumatore che ha modo così di capire quali siano davvero i giochi per cui valga la pena spendere e quali invece no.
  • Questa consapevolezza crescente del consumatore, alla lunga, migliora il mercato stesso, tagliando fuori quei videogame sviluppati alla bell’e meglio, qualitativamente infimi e/o rilasciati solo per strategie di marketing (sì, ce ne sono). Inoltre, permette dibattiti tra videogiocatori più maturi, più seri, con meno flame, contribuendo ad eliminare il fenomeno delle community tossiche che ultimamente sembra affliggere molti ambienti virtuali legati al mondo del videogioco.

Questi due punti meriterebbero di essere trattati con calma in un articolo dedicato (forse lo faremo in un nostro editoriale, ndr), ma ci servono come introduzione per farvi capire il nostro stato d’animo di fronte a questa Devil May Cry HD Colletion: Ci siamo approcciati al gioco con estrema benevolenza e anche con un fil di gratitudine nei confronti di chi ci ha permesso di giocare ancora una volta nei panni di Dante senza dover rispolverare la nostra vecchia Ps3, salvo poi rimanere estremamente delusi non appena fatto partire il primo dei 3 capitoli.
Il lavoro svolto da Capcom è a dir poco minimale. Si sono infatti limitati a upscalare la vecchia versione, che per ovvie ragioni di hardware girava a 720p, al classico Full HD 1080p, riproponendo in tutto e per tutto i vecchi giochi. Qual è il risultato? Il risultato è che ci si trova di fronte a giochi che sono sì in Fullhd con il formato 16:9, ma che presentano ancora i filmati in 4:3 e in bassissima risoluzione, così come i menù, anche quelli in gioco, con tanto di bande nere laterali che diventano davvero fastidiose.
Il primo Devil May Cry, dall’alto dei suoi 17 anni, comincia ad accusare il peso dell’età, soprattutto per quanto riguarda la gestione della telecamera (che non è character oriented, ma fissa rispetto alla parte di stanza in cui ci si trova), facendo sì che alcuni movimenti, soprattutto durante le transizioni tra una visuale e l’altra, risultino poco precisi, facendo perdere quella fluidità che si sarebbe sposata a meraviglia con i 60 fps stabili proposti tanto su console quanto su pc.

È per tutto questo che siamo amareggiati nel vedere un prodotto di valore come questo trattato dal proprio editore con così poca cura e così poco rispetto. Non siamo contrari alle riedizioni, anzi, in molti casi le caldeggiamo anche. Tuttavia, non possiamo che constatare di trovarci di fronte ad una pura trovata di marketing, a cui sarebbe davvero bastato poco per risultare un must have per tutti i videogiocatori. Perché ricordiamo che, specialmente il primo e il terzo capitolo (che, essendo il più giovane dei tre proposti, è anche quello che se la cava meglio), sono degli autentici capolavori del genere, videogiochi a cui tutti dovrebbero, almeno una volta nella vita giocare. Peccato, Capcom, hai davvero perso un’occasione d’oro.

Monster Hunter finalmente ritorna su console di nuova generazione, e lo fa in grande stile con il nuovo Monster Hunter World, un titolo tanto vasto quanto complesso.

Trama

In questo nuovo capitolo di Monster Hunter saremo dei cacciatori della quinta spedizione inviata nel nuovo mondo per studiare la migrazione dei draghi anziani che, per qualche strana ragione, avviene verso quelle terre ogni dieci anni; anche se ultimamente avviene molto più di frequente. Il nostro compito sarà dunque quello di svelare il mistero della traversata degli anziani e nel frattempo studiare le numerose creature che popolano il nuovo mondo. Il tutto si svolgerà essenzialmente attraverso missioni di caccia a creature di ogni genere e attraverso diversi territori, tutti unici ed estremamente caratterizzati (così come, del resto, lo sono le creature che vi abitano). Non aspettatevi dunque di trovarvi di fronte ad una storia memorabile e ricca di colpi di scena, ma piuttosto un corposo ed interessante accompagnamento (ricco peraltro di momenti cinematografici che vi lasceranno a bocca aperta) ad un gameplay divertente e coinvolgente e che fa da pilastro portante dell’intera opera. Con questo non vogliamo certamente dire che la storia sia mal narrata o fallace in qualche maniera; difatti è certamente interessante poiché ci pone come veri e propri cacciatori per quanto riguarda la ricerca, ed è quindi un elemento godibile del titolo ma, purtroppo, manca di quel qualcosa in più; forse perché il nostro personaggio non ha una vera e propria personalità (piuttosto agisce come schiavo degli eventi) o forse perché il gameplay è talmente preponderante e coinvolgente da eclissare il resto. Non mancheranno, infine, tanti piccoli elementi simpatici e caratteristici dei titoli “Japan-style”.

Gameplay

Il gameplay di Monster Hunter World è quello che certamente necessiterebbe un approfondimento a dir poco immenso, vista la profondità ed i numerosissimi elementi che lo compongono. Cominciamo innanzitutto con ciò che ci viene proposto per primo nel gioco: ovvero la personalizzazione del nostro personaggio e del nostro compagno felyne (il quale potrà seguirci durante le nostre missioni e ci aiuterà con i numerosi gadget a sua disposizione), entrambe con numerose opzioni tra cui scegliere. In seguito cominceremo a prendere confidenza con l’elemento fondamentale di ogni tipo di missione: imparare a seguire le tracce; per fare ciò dovremo trovare impronte, solchi e tracce organiche della creatura che stiamo cercando e ciascuna aumenterà l’affinità di ricerca da parte dei nostri insetti guida i quali, una volta individuato l’odore del mostro, ci condurranno da lui attraverso l’ambientazione. Inoltre per ogni traccia trovata saremo ricompensati con punti ricerca, i quali rappresentano una moneta di scambio per alcuni mercanti ed andranno ad aumentare il livello di ricerca per quel dato mostro (questo sarà essenziale sia per riuscire a comprendere come affrontare al meglio le creature che incontreremo e sia per arrivare, infine, a riuscire a far trovare il nostro bersaglio agli insetti guida senza neanche trovare una traccia). Ogni mostro è estremamente caratterizzato e diversificato dagli altri (salvo tre particolari eccezioni) per estetica, attacchi, status alterati che possono infliggere, movenze e ciascuno presenta alcuni punti deboli che, se danneggiati a sufficienza, si romperanno così da indebolirlo o renderlo incapace di usare alcuni attacchi.

L’altro elemento fondamentale del gameplay di Monster Hunter World è il sistema di combattimento e di personalizzazione del nostro personaggio e  del nostro fido felyne. Potremo scegliere tra ben 14 tipologie diverse di armi e che spaziano dalle armi a distanza a quelle pesanti a distanza ravvicinata, fino ad armi rapide e da combo aeree. Tutte queste armi presentano caratteristiche uniche e peculiari che devono adattarsi al nostro stile unico di gioco e non sarà semplice eseguire una scelta definitiva. Ciascuna di queste armi è dotata di numerosissime combo ed anche di abilità uniche che però non vengono perfettamente spiegate direttamente dal gioco; per questo motivo i combattimenti non si svolgeranno con la semplice pressione continua o casuale di pulsanti o tramite l’esecuzione ripetuta delle combo, bensì attraverso accurate azioni per riuscire a massimizzare il danno e per le quali sarà necessario imparare a padroneggiare al meglio il tipo di arma di nostro interesse. Un elemento importantissimo per la creazione ed il potenziamento di armi (così da renderle più potenti ed aggiungervi danni elementali) ed armature (queste presenteranno abilità uniche da selezionare in base al nostro stile di gioco e di arma utilizzata) è la forgia, nella quale passeremo buona parte del nostro tempo poiché l’equipaggiamento sarà essenziale per la riuscita delle nostre missioni. Per forgiare e potenziare armi ed armature, però, sarà necessario accumulare, oltre che il giusto quantitativo di denaro, anche alcuni pezzi di mostri; per questo motivo molto spesso ci ritroveremo a cacciare più volte lo stesso mostro per ottenere i pezzi che ci servono. Alla raccolta di parti di creature si affianca la raccolta di piante, funghi, insetti ed altro, tutti essenziali per fabbricare oggetti consumabili come pozioni, trappole, armi ed altro.

In Monster Hunter World sarà presente una vasta area principale dalla quale utilizzare la forgia, la mensa, acquistare oggetti ed infine accettare le missioni. Le varie missioni da affrontare saranno suddivise in: incarichi (missioni principali), facoltative, taglie ed eventi; tutte e quattro suddivise tra missioni di caccia, cattura, raccolta ed uccisione. Inoltre potremo intraprendere delle spedizioni in libertà nei diversi territori (tutti unici e sorprendenti dal punto di vista estetico e tutti dotati di una propria fauna e flora) che sbloccheremo andando avanti con la trama principale. Tutte avranno ricompense particolari: se le taglie serviranno soprattutto per accumulare denaro (zenny) in più e ottenere materiali rari per la fabbricazione, le missioni facoltative ci consentiranno di sbloccare nuovi ingredienti per la mensa (dalla quale potremo ordinare dei piatti prima delle missioni per migliorare salute, stamina, attacco e difesa), nuovo equipaggiamento e tanto altro. Gli eventi infine saranno missioni uniche disponibili per un periodo limitato di tempo. Tutte queste missioni e le spedizioni potranno essere compiute anche con altri giocatori (fino ad un massimo di quattro) anche se con le dovute limitazioni… Purtroppo, infatti, sarà facile unirsi solamente alle missioni facoltative, alle taglie, agli eventi ed alle spedizioni di un altro cacciatore, mentre per quanto riguarda gli incarichi la cosa si farà più complicata: infatti sarà possibile unirvi alla missione principale di un vostro amico solamente se avrete già finito prima di lui quella particolare missione e sempre e solamente dopo che avrà visualizzato il filmato presente nella missione. Purtroppo questa è una grossa limitazione che speriamo venga corretta in futuro così da permettere a due o più amici di giocare la storia assieme. Per unirsi ad una missione direttamente, inoltre, sarà necessario che i due giocatori si trovino nella stessa sessione di gioco (ovvero delle lobby di massimo 16 persone); in alternativa per unirsi alla partita di un altro questo dovrà prima aver attivato il cosiddetto razzo S.O.S., in questo modo diventerà visibile per tutti i giocatori dalla sezione “Richieste S.O.S.”.

Da evidenziare che la difficoltà del gioco non sarà sempre semplice visto che non è selezionabile un grado di difficoltà; ci saranno diversi mostri in grado di eliminarci con un solo colpo o altri in grado di stordirci e colpirci con un secondo colpo mortale, per evitare ciò potremo solamente potenziare le nostre armature per riuscire a resistere meglio ai colpi, oppure incrementare la salute con piatti dalla mensa, o ancora equipaggiando altri elementi che si sbloccheranno verso la fine del gioco. Oltre alla miriade di missioni giocabili ci sono alcuni compiti conosciuti come “richieste” e “consegne”, entrambe saranno fornite dagli NPC presenti nell’area principale. Per contorno a tutto ci sono delle piccole attività secondarie nelle quali potremo tuffarci, ovvero la cattura di piccole creature presenti nei vari territori di gioco utilizzando una rete da cattura, la pesca e persino cucinare. In entrambi i primi due casi gli animali catturati potranno essere inseriti nei nostri appartamenti per rendere più vivo e simpatico l’ambiente.

Longevità

Assolutamente nulla da dire sul lato della longevità, il titolo necessiterà di circa 40-50 ore per il completamento della storia principale, ma subito dopo ci troveremo di fronte ad uno degli endgame più vasto che si sia mai visto con nuove missioni sbloccabili con la progressione, possibilità continue di poter migliorare il nostro equipaggiamento, farming di mostri per ottenere l’equipaggiamento che desideriamo; il tutto per diventare i cacciatori più forti ed esperti del nuovo mondo.

Comparto Tecnico

Dal punto di vista della grafica Monster Hunter World è assolutamente convincente e dà un colpo d’occhio generale davvero eccezionale. Le texture sono tutte di ottima qualità ed il framerate riesce a mantenersi abbastanza stabile senza cali troppo evidenti anche in situazioni più confusionali. Di ottimo livello anche l’audio, le musiche ed anche i doppiaggi (anche se questi ultimi sono ridotti alle sole sequenze video, mentre durante le conversazioni con i vari personaggi ci sono dei suoni e delle parole preimpostate. Abbiamo notato qualche piccolo problema sul lato hitbox con alcune creature che caricando in avanti riescono a sbalzarvi in avanti nonostante vi troviate alle sue spalle, oppure in altri casi dei colpi che vengono inflitti nel pieno delle schivate. In altri casi invece la fotocamera dà qualche piccolo problema andandosi a bloccare contro le creature più grandi impedendoci la visuale; dal lato dei bug, invece, non abbiamo riscontrato nessun problema evidente. Comunque si tratta di problemi abbastanza marginali e non in grado di inficiare negativamente l’esperienza di gioco.