Dai creatori di God Eater, gioco dal quale gli sviluppatori hanno preso più che dei semplici dettagli estetici, giunge Code Vein, un nuovo “souls-like” targato Bandai Namco e ricco di sorprese!

 

Trama

In Code Vein ci ritroveremo in una città isolata dal resto del mondo da una fitta coltre di nebbia rossa, ed al cui interno l’umanità pare essere giunta ad un vero e proprio declino in seguito agli eventi noti come “La Grande Rovina”. Ad essere precisi, però, di ciò che noi conosciamo come genere umano sono rimaste soltanto poche briciole. Al loro posto rimangono gli unici effettivamente in grado di sopravvivere, ovvero i “Redivivi”, esseri umani modificati dal cosiddetto parassita BOR e tramutati in veri e propri vampiri quasi del tutto immortali. Essi infatti per poter sopravvivere necessitano di sangue umano o, meglio ancora, delle cosiddette “gocce di sangue” in grado di placare la loro sete per mesi. Tutti coloro che cadono preda della loro stessa sete di sangue sono destinati a tramutarsi in “Corrotti”, ovvero creature mostruose ed estremamente pericolose.

Code Vein

Dopo la creazione del nostro personaggio ci risveglieremo senza ricordi accanto ad una ragazza, anch’essa senza ricordi. Saremo subito “reclutati forzatamente” da un altro gruppo di redivivi ed il nostro destino finirà per intrecciarsi con quello di molti alti personaggi. La trama di Code Vein nel particolare è molto lontana rispetto a quello che ci si aspetterebbe da un qualsiasi rappresentate dell’ormai consolidato sotto-genere dei “souls like”. Ci troviamo infatti di fronte ad una trama profonda e misteriosa, ricca di dettagli con una narrazione non del tutto lineare e non priva di colpi di scena, con personaggi anch’essi profondi e ricchi di sfaccettature. L’unica analogia resta il nostro alter ego, il quale, nonostante sia estremamente importante ai fini della trama è il classico personaggio privo di personalità e che non dialoga mai (probabilmente unica vera pecca a livello narrativo). 

Code Vein

Di fianco a tutti i dettagli riguardanti gli eventi in divenire che ci troveremo ad affrontare scopriremo numerosi dettagli sul passato (nostro e dei nostri compagni) grazie alla nostra capacità di poter rivivere i ricordi di altri redivivi. Il tutto ci porterà a svelare qualsivoglia alone di mistero, dall’origine di Redivivi e Corrotti fino ai dettagli sul “progetto QUEEN” e la nube rossa. Inoltre non mancheranno dei dettagli sulla lore nascosti nelle descrizioni dei vari equipaggiamenti presenti in gioco e persino in descrizioni visibili nelle schermate di caricamento. Il tutto risulta essere inaspettatamente interessante fino all’ultimo minuto di gioco e soprattutto degno dei migliori anime/manga prodotti!

Code Vein

Gameplay

Oltre alla base dell’ormai classico stile di gioco alla Dark Souls, Code Vein introduce alcune interessanti innovazioni e meccaniche inedite decisamente ben riuscite nel complesso. Prima tra tutti salterà all’occhio la totale assenza di statistiche durante l’aumento di livello che si limiterà, dunque, ad aumentare i livelli di salute massima, vigore e danno con le armi. In alternativa le nostre statistiche di base saranno determinate dai cosiddetti “Codici Sanguigni”, ovvero vere e proprie tipologie di sangue ottenibili da altri personaggi o recuperabili direttamente nelle varie aree di gioco. Ogni Codice Sanguigno sarà inoltre caratterizzato da diversi “Doni” che consistono in abilità attive o passive che possono anche essere sbloccate per l’utilizzo con altri Codici dopo averle equipaggiate fino ad ottenere abbastanza esperienza (o tramite sblocco diretto usando un particolare materiale).

Code Vein

Come di consueto avremo inoltre diverse categorie di armi (ad una mano, spade, martelli e asce a due mani, baionette) e nell’ambito delle stesse una più o meno marcata varietà nei moveset di base, mentre invece l’equipaggiamento viene interamente sostituito dai cosiddetti “Veli di Sangue”. Si tratta infatti di soprabiti in grado di offrire grande variabilità in termini di statistiche, così da consentire un buon numero di possibilità nella creazione delle build, principalmente distinte in attacco, difesa, doni di attacco (o ombra), di supporto (luce) e così via, allo stesso modo delle build con armi leggere o pesanti. Sia le armi che i veli di sangue potranno poi, ovviamente, essere ulteriormente potenziati così da migliorarne le statistiche di base.

Code Vein

I doni, e principalmente quelli attivi, per poter essere attivati richiederanno Icore, una risorsa preziosa che può essere ottenuta tramite appositi consumabili, colpendo i nemici con le nostre armi, oppure eseguendo l’attacco caratteristico del nostro Velo di Sangue. Allo stesso modo sarà altresì possibile eseguire attacchi critici con il Velo sfruttando i classici backstab (o attacchi alle spalle) e parata con contrattacco. Inoltre subendo attacchi o schivandoli correttamente riempiremo un’apposita barra della concentrazione, la quale ci permetterà di eseguire attacchi critici istantanei oltre a sfruttare alcuni doni… Questi ultimi tre (backstab, parry e attacco in concentrazione) saranno estremamente importanti anche perché andranno ad aumentare la riserva massima di Icore a noi disponibile fino al nostro prossimo “riposo” (e che sarà di partenza caratteristica per ogni Codice Sanguigno) ma non potranno essere eseguiti contro ogni tipo di nemico.

Code Vein

Per tutto il resto Code Vein, ed eccezion fatta per la possibilità di portare con voi un compagno durante l’avventura, riprende i classici concetti base dei souls-like con la Foschia di sangue per salire di livello e sbloccare nuovi doni e che resterà per terra in caso di una nostra sconfitta, dei vischi che si comporteranno da checkpoint e che, inoltre, andranno a mappare l’area circostante (dato che sarà presente una minimappa in alto nel nostro HUD ed eventualmente consultabile dal menu di gioco) così come faranno altri punti da “purificare” che però non saranno veri checkpoint, o alcuni nemici particolari. Allo stesso modo non mancheranno bossfight esteticamente e concettualmente molto ben concepite, nonostante alcune di queste possano risultare fin troppo semplici se deciderete di abusare dello sbilanciamento causato da alcune armi ed un compagno in particolare.

Code Vein

L’ultima piccola aggiunta a questo titolo è rappresentata dalle “Profondità”. Si tratta di veri e propri dungeon caratterizzati da una bossfight finale, i quali vanno ad aggiungere profondità e qualche ora di gioco aggiuntiva (oltre a oggetti unici e Foschia di Sangue in abbondanza). Per poter trovare questi luoghi sarà necessario recuperarne prima la relativa mappa, per poi accedervi attraverso un personaggio nella nostra Base. Queste mappe possono trovarsi sia come “drop” nelle aree di gioco, sia come vero e proprio oggetto di “quest secondaria” affidata da alcuni personaggi che compariranno nelle aree che avremo già completato (per cui fare un salto in una vecchia zona è sempre raccomandato).

Code Vein

Longevità

Code Vein non pecca di certo sotto il punto di vista della durata riuscendo a proporre una longevità degna del suo genere superando tranquillamente le 25-30 ore per completare la campagna principale in ogni suo dettaglio (considerando alcune missioni secondarie che consistono in un semplice eliminare un nemico o recuperare un oggetto). In aggiunta, però, bisogna considerare la possibilità di giocare nelle Profondità (delle quali attualmente siamo riusciti a trovare 4 mappe) così da completarne i relativi livelli ed le relative bossfight. Al tutto si può poi aggiungere la possibilità di giocare in cooperativa con altri giocatori sia nel gioco principale che all’interno delle Profondità.

Code Vein

Comparto Tecnico

Gli sviluppatori sono riusciti a migliorare molto Code Vein sotto il comparto tecnico rispetto rispetto alle precedenti versioni Beta. In particolare il titolo era precedentemente afflitto da cali di framerate anche abbastanza consistenti, mentre adesso sono stati “contenuti” in una particolare area del gioco ed in tutti i passaggi di transizione tra una zona di gioco all’altra (le quali fanno da vero e proprio caricamento per l’area in cui si sta giungendo per cui può considerarsi come “relativamente giustificata”). Per il resto, a parte qualche ritardo nel caricamento di alcune texture, il gioco si comporta molto bene su PS4 base con un ottimo livello di dettaglio e di grafica in generale; del resto non mancheranno zone in cui il colpo d’occhio iniziale potrà lasciarvi affascinati (specialmente considerando il lavoro di design di zone e nemici che vi è dietro).

Code Vein

Dal punto di vista del sonoro il titolo è semplicemente magnifico: abbiamo una colonna sonora tra le migliori prodotte ultimamente ed anche doppiaggi degni di nota (anche se solo in lingua inglese o, meglio ancora, in lingua originale giapponese). Il tutto contribuisce estremamente bene a dare “epicità” al gioco, rendere gli scontri sempre avvincenti e a dare grande enfasi ai discorsi presenti. Nulla di importante da segnalare, infine, sotto il lato di bug se non un singolo crash del gioco, che rappresenta senz’altro un’occasione rara e che può essere corretta rapidamente dal team di sviluppo.

Con questo nuovo capitolo, Bandai Namco torna a farci volare nei cieli con un’esperienza che regala sensazioni al limite del reale.

Dopo un lunga attesa, torna sulle nostre piattaforme il titolo per gli appassionati dei SIM di volo. La saga ferma per quasi 8 anni, escludendo le versioni per mobile ed un free to play, si ripresenta con una grafica migliorata grazie all’Unreal Ungine 4 e ad una story line ispirata e non banale che accompagna l’avventura; inoltre, la versione VR trasmette al giocatore un’immersione di gioco, a dir poco impressionante.

ace combat 7 skies unknown

La trama si colloca in un periodo contemporaneo in quel che è un mondo parallelo, caratterizzato da una improvvisa guerra tra la federazione Oseana e il Regno di Erusea, scoppiata a seguito della tensione diffusa per via della realizzazione di un ascensore spaziale.

Nonostante la sua costruzione abbia fini dichiaratamente pacifici, esso viene visto come minaccia da una delle parti in causa. Dopo una breve serie di eventi, l’escalation porta ad un’inevitabile guerra che vede le due fazioni confrontarsi ad armi spianate; e qui, ovviamente entrate in gioco voi, vestendo i panni di Trigger, un pilota che, a causa di un incidente, viene accusato ingiustamente di gravi colpe e vene declassato allo Spare Squadron, un corpo di piloti detenuti ai quali vengono affidate missioni particolarmente pericolose.

ace combat 7 skies unknown

Quella raccontata qui sopra (in modo sintetico per evitare di spoiler eccessivi) è la trama di questo AC7SU, che fa della fantapolitica la protagonista, e viene raccontata nel classico stile giapponese con l’interpretazione di personaggi che non disdegneranno l’introspezione dei propri sentimenti e del loro credo, destreggiandosi in lunghi ed articolati dialoghi interamente localizzati in inglese (…e giapponese) con sottotitoli in italiano, nettamente difficili da seguire durante l’azione e motivo di distrazione.

Va detto che per apprezzare in toto quanto la narrativa abbia da offrire è opportuno aver giocato agli altri titoli della serie ambientati nello stesso “universo”, ma il giocatore occasionale può approcciarsi spensieratamente al gioco senza timore, poichè il divertimento è assicurato e trascende la trama stessa.

Il gioco si compone di una ventina di missioni diversificate tra loro, le quali spaziano dall’abbattere alcuni bombardieri nemici a distruggere obiettivi terrestri, piuttosto che portare a termine una scorta. L’obiettivo di ciascuna missione viene prontamente esposto tramite i briefing, a cui segue la selezione del velivolo, i suoi potenziamenti (abbinabili a differenti parti del velivolo) e infine l’armamento che, ovviamente, deve essere adeguato allo scopo.

ace combat 7 skies unknown

Ma è quando vi adagerete nel cockpit del vostro velivolo che comincerete ad apprezzare quanto di buono il gioco ha in serbo per voi. Infatti, il modello di volo restituisce delle ottime sensazioni senza mai essere eccessivamente complesso; accessibile praticamente a tutti e con la possibilità d’impostare anche un sistema di controllo più arcade per i meno avvezzi al genere. E’ chiaro che per via di ragioni di gameplay non andrete giù al primo missile e magari, potreste resistere a più urti, il tutto per evitare d’innalzare senza motivo il livello di frustrazione.

L’impatto grafico è davvero convincente, e strizza l’occhio soprattutto alle mappe, proponendo ambientazioni ben strutturate e ricolme di colline, radure alternate a scorci più urbanistici. L’ottimo comparto tecnico viene inoltre affiancato da una pletora di effetti visivi che rendono l’esperienza molto più immersiva di quanto non sembri; sfrecciare a Mach 2 ed intraprendere acrobazie aeree non ha prezzo.

ace combat 7 skies unknown

Rispetto al passato si fa notare l’aggiunta delle condizioni meteorologiche variabili, con nuvole capaci di ridurre drasticamente la visibilità, consentendo a chiunque di nascondersi temporaneamente dall’attacco nemico; rischiando inoltre l’accumulo di ghiaccio sulla superficie delle ali aumentando il rischio di stallo.

Anche le tempeste la fanno da padrone, dovrete stare attenti all’impatto coi fulmini, attratti dal timone di coda del velivolo, che possono causare un temporaneo black-out dei sistemi di bordo annebbiando la vista del vostro radar o l’assistenza dei sistemi d’aggancio dei missili.

Il gioco in sé si rivela coinvolgente, anche se va recriminata una certa piattezza all’IA di personaggi comprimari e nemici, che facilmente vi faranno distinguere come eroi del momento per la loro inezia.ace combat 7 skies unknown

Man mano che porterete a termine gli incarichi assegnati guadagnerete crediti che potrete spendere nell’acquisto di nuovi potenziamenti per gli aerei in vostro possesso, ma anche per sbloccarne di nuovi, circa una trentina, tra cui F-15, F-16, F-18, Typhoon, Mirage, Mig e così via.

Ultima ma non ultima, concludiamo con la modalità multiplayer, che vi permetterà di sfidare altri 7 giocatori in un deathmatch tutti contro tutti, piuttosto che in una sfida a squadre, ed una dedicata specificatamente al PS VR, la quale vi farà provare un superiore livello di coinvolgimento mediante il visore e grazie ad una campagna dedicata, ma limitata a tre sole missioni; e poi, la modalità hangar (in cui potrete curiosare all’interno del vostro caccia preferito) e alla modalità Show Aereo. Se da un lato è indiscutibile lo sforzo fatto per confezionare queste due modalità, dall’altro va detto che si storce un po’ il naso per via dell’esigua possibilità di personalizzazione che non consente di goderle appieno.

Durante la Games Week abbiamo avuto l’occasione di provare presso lo stand Bandai la loro nuova IP in uscita nel 2018: Code Vein.

Parlando di Bandai Namco non si può evitare di parlare della serie dei Souls che è riuscita, anche se con un po’ di fatica iniziale, a conquistare una grande fanbase oltre che a creare un nuovo sottogenere di videogames: parliamo dei cosiddetti Souls-like, ovvero giochi caratterizzati dall’essere action-RPG con alcuni elementi caratterizzanti ed un buon livello di difficolta. Code Vein fa proprio parte di questa categoria ma questa volta non ci saranno “cavalieri” o “cacciatori” ma Vampiri! Ci ritroveremo in un mondo distorto e distopico nel quale albergano mostri e vampiri assetati di sangue che, volendo, si potrebbe definire come formato dalla mescolanza degli universi di Dark Souls e di Bloodborne ma con un gameplay rapido e più simile a quest’ultimo. I nostri nemici saranno i Perduti (creature dall’aspetto demoniaco), burattini della Regina e sono alla continua ricerca di sangue.

Code Vein oltre a presentare alcuni elementi molto simili ai Souls (come la presenza di cure, magie utilizzabili come buff personali o per offesa, un’ampia varietà di armi utilizzabili e persino le stesse animazioni) porterà con se alcune interessanti novità. La più grande tra queste è che saremo affiancati da un alleato durante il nostro viaggio. Ovviamente ci saranno più compagni tra cui scegliere e ciascuno avrà bonus ed abilità specifiche. Il nostro fedele alleato, ad esempio, sarà in grado di rianimarci per circa tre volte se dovessimo esaurire la nostra salute, oltre ad assisterci nel combattimento. Sono presenti, poi, tante altre meccaniche di gameplay che però non abbiamo avuto modo di approfondire a pieno poiché questa versione era interamente in giapponese.

La demo di Code Vein ci ha convinto e, nonostante fosse in una fase iniziale di sviluppo (non di rado abbiamo notato lievi cali di framerate), nel complesso questo titolo pare essere riuscito ad unire i pregi di Bloodborne con quelli di Dark Souls aggiungendo anche tante piccole novità al gameplay ed una storia che pare essere narrata come in un qualsiasi videogame e non più attraverso la “lore”. Siamo senz’altro sicuri che questo sarà un gioco che farà gola a tutti gli appassionati dei Souls e con buona probabilità farà appassionare molti altri utenti a questo particolare sottogenere “di nicchia”.

 

In occasione della #MGW2017 abbiamo avuto la possibilità di provare la demo di un nuovissimo picchiaduro ambientato nell’universo di Dragon Ball: “Dragon Ball FighterZ“, che prova a cogliere il successo della serie Xenoverse per conquistare un gran numero di giocatori.

Durante la nostra prova di Dragon Ball FighterZ abbiamo potuto giocare solamente ad una delle modalità che saranno presenti nel gioco e con un roast di personaggi disponibili estremamente ridotto: la tag battle 3 vs 3.

Al netto della nostra seppur brevissima esperienza, l’impressione che ne abbiamo ricavato è che Bandai Namco con Dragon Ball FighterZ (la cui uscita è prevista per febbraio 2018 su tutte le piattaforme) abbia avuto grande coraggio, unendo le meccaniche tipiche dei vecchi picchiaduro in 2D ai combattimenti frenetici dell’Universo di Dragon Ball, tuttavia proprio questo mix apparentemente ardito si è rivelato vincente, offrendo all’utenza un prodotto che già dalla demo appare molto divertente anche senza padroneggiare appieno i comandi.

Anche per quanto riguarda la grafica, pur essendo più che evidente l’influenza della serie Super (che si ama o si odia) nelle breve scene di introduzione dei personaggi (nonché nel breve filmato introduttivo), abbiamo avuto ottime impressioni: le animazioni in 2D pur essendo limitate sono comunque in grado di rendere assolutamente il caos che solitamente regna nei manga nelle tavole che raffigurano i combattimenti; in pratica ci si trova davanti ad una vera e propria trasposizione in 2D dell’Anime.

Il sistema dei comandi è piuttosto difficile padroneggiare appieno (anche perché nella demo non era possibile accedere alla lista comandi), tuttavia è facilissimo realizzare combo devastanti per mettere in difficoltà anche i nemici più agguerriti. Nonostante qualcuno potrà  forse storcere il naso per questa sua caratteristica, questo sistema permette anche a chiunque – anche a coloro che hanno meno esperienza con giochi del genere- di divertirsi in ogni caso vivendo la sconfitta senza eccessive frustrazioni.

Aspettiamo dunque anche noi con ansia l’uscita di questo nuovo Beat’em Up di Dragon Ball, per verificare se – come crediamo- sarà, se non il migliore, il più divertente gioco a tema Dragon Ball degli ultimi anni.

Allo Stand Bandai abbiamo provato la demo giocabile di uno dei (se no IL) titoli più attesi di casa Bandai per il prossimo anno, stiamo ovviamente parlando di Ni No Kuni II, che porta oltre a nuovi personaggi anche alcuni cambiamenti rispetto al predecessore.

Ni No Kuni II ci riporta nel fantastico mondo di Ni No Kuni, dove però qualcosa è cambiato ( e non solo nel gameplay….). Oltre ad un nuovo protagonista, nuovi compagni e nuovi nemici da affrontare (cosa piuttosto prevedibile), in questo sequel sono stati introdotti notevoli cambiamenti al gameplay e al sistema di movimento attraverso la mappa di gioco.

Il nuovo sistema di combattimento in azione

Lo spostamento attraverso la mappa infatti è identico a quello del precedente capitolo, con la differenza che ora a muoversi per la mappa saranno delle versioni “chibi” dei nostri protagonisti, mentre gli scenari sono ovviamente ancora bellissimi (soprattutto i fondali) e l’influenza di Studio Ghibli è ancora ben visibile.

Il nuovo spostamento su mappa con i “Chibi” dei protagonisti

Il gameplay invece è decisamente più improntato all’azione ed è decisamente più frenetico del primo capitolo. Il, giocatore mentre affronterà i nemici potrà muoversi piuttosto liberamente, avendo a disposizione attacchi meelee, a distanza, e grazie all’aiuto di alcuni minion (che sostituiscono gli spiriti del primo cap.) saranno utilizzabili alcune skill che potranno infliggere danni ingenti al nemico. Nota negativa l’assenza di un doppiaggio dei personaggi (in realtà c’è il voice over, ma rispetto al predecessore rimane una mancanza).

Una delle ambientazioni di gioco

Le nostre impressioni al netto della demo sono assolutamente ottime. Ci sentiamo di affermare con (quasi) assoluta certezza che con Ni No Kuni II Bandai offrirà agli affezionati del primo capitolo un degno sequel, a coloro che invece si affacciaeranno all’universo di Ni No Kuni per la prima volta un ottimo Action-Gdr dalle ambientazioni “Ghibli Style”. La data di uscita prevista è 18 gennaio 2018, le piattaforme su cui sarà invece disponibile sono pc e ps4.

Durante il nostro tour tra gli stand della #MGW2017 abbiamo avuto l’occasione di provare su PS4 il nuovo capitolo della saga Ace Combat, ovvero Ace Combat 7: Skies Unknown la cui uscita è prevista per il 2018.

Durante la nostra prova siamo stati subito catapultati nel mezzo dello scontro, e abbiamo quindi avuto pochissimo tempo a disposizione per poter prendere confidenza con i comandi. Nonostante il nostro combattimento sia durato veramente poco abbiamo potuto constatare come questo nuovo Ace Combat abbia una grafica decisamente di ottimo livello, in particolare per quanto riguarda gli effetti atmosferici e le condizioni di visibilità ridotte in caso di incontro ravvicinato con eventuali nuvole.

Il combattimento seppur frenetico non è impossibile da affrontare anche per chi prende in mano un Ace Combat per la prima volta (come il sottoscritto). I comandi infatti non sono propriamente intuitivi se non si segue un tutorial, ma è comunque possibile orientarsi sul “terreno” di scontro grazie all’ hud che permette di identificare bene i nemici oltre a mettere in evidenza i vari target di missione. Il gameplay consiste infatti in un combattimento aereo a bordo di caccia militari durante i quali avremo da svolgere alcune missioni, che consistono principalmente (ci sembra di capire) nell’abbattere determinati nemici. Uniche pecche: non abbiamo avuto modo di avere alcun tipo di anticipazione rispetto alla storia, ne alcuna missione per VR, che saranno invece previste su Playstation.

Nel complesso possiamo dire di esserci divertiti nonostante due fattori che avrebbero potuto invece compromettere la nostra esperienza: il pochissimo tempo a disposizione ed il non avere (ahimè) mai preso in mano uno dei precedenti capitoli.  Vogliamo quindi consigliare Ace Combat 7: Skies Unknow non solo agli appassionati della serie (o dei simulativi in genere) ma anche a chiunque sia alla ricerca di un gioco con cui sia possibile svagarsi anche con poco tempo a disposizione.

Novità per tutti gli appassionati della saga di Dragon Ball. Bandai Namco, infatti, sulla scia del clamoroso successo ottenuto con DRAGON BALL XENOVERSE, si appresta a rilasciare per console e PC DRAGON BALL XENOVERSE 2 che, con la sua grafica potenziata, permetterà a tutti gli amanti del fortunato manga di vivere un’avventura indimenticabile.

dragon-ball-xenoverse-2-1Manca ormai meno di un mese (28 ottobre ndr) al lancio del secondo capitolo della saga di “Dragon Ball Xenoverse” made by Bandai Namco e noi, come tutti gli appassionati del fortunato manga nato dalla sapiente penna di Akira Toriyamanon vediamo l’ora di metterci alla prova su nuovi ed emozionanti campi di battaglia nei panni dei leggendari Super Saiyan o dei loro incredibili avversari.

Nell’attesa della fatidica data noi abbiamo visionato tutto il materiale video e fotografico rilasciato dalla casa di produzione nipponica, ed abbiamo potuto ammirare le importanti innovazioni apportate al già ottimo “Dragon Ball Xenoverse” che si ripercuoteranno sulla giocabilità e sulla longevità del titolo di prossima uscita:

  • “Dragon Ball Xenoverse II” sarà ambientato parecchi anni dopo il primo capitolo e non tarderemo ad incontrare un ologramma del Time Patroller. Questo gradito ritorno per chiunque abbia giocato al precedente capitolo della serie ci fa presumere che ci si trovi in un futuro nel quale il nostro alter ego abbia riportato fama e ricchezza in seguito alla conclusione degli eventi narrati nel primo “Dragon Ball Xenoverse”;
  • Sono stati finalmente raggiunti i 60 fps per tutti i supporti e, guardando i video gameplay ufficiali rilasciati, possiamo notare che la fluidità è molto migliorata.
  • Sono stati inseriti molti personaggi nuovi ed inedite aree di gioco.dragon-ball-xenoverse-2-2
  • L’area base sarà molto più vasta rispetto al capitolo precedente e, dalle prime stime, si ritiene possa arrivare a contenere sino a trecento giocatori nella zona base del gioco.
  • La novità che maggiormente ci ha impressionato è che sarà possibile usare le capsule per far comparire oggetti utili durante le nostre avventure quali, ad esempio, i famosissimi Overboards.
  • Ci saranno, inoltre, i personaggi di Dragon Ball Super tra i quali Black Goku ed altri probabilmente introdotti con i futuri DLC.
  • Sono state introdotte nuove trasformazioni quali quelle di Super Sayan di terzo livello, Gold Freezer, Kid Bu per i Majin e, probabilmente, la modalità Super Namecciano.

Per adesso godetevi queste news, noi vi terremo aggiornati sulle novità del gioco. Stay tuned on Geexmag!!

Esce oggi per iOS e Android il gioco “Slashy Souls”. A pubblicare questo particolare action game mobile sono state GameStop e Bandai Namco che hanno collaborato per produrre questo titolo ispirato (ed ambientato) dal mondo cupo e brutale partorito dalla mente dei ragazzi di From Software.

Quello che all’inizio sembrava solo un trademark registrato in vista di Dark Souls III da Bandai Namco, si è rivelato invece essere un vero e proprio gioco action mobile per iOS e Android. Come ci si può facilmente immaginare dal titolo,  pur attingendo a piene mani dall’universo della serie Dark Souls, Slashy Souls non pare essere direttamente correlato ai giochi che hanno fatto la fortuna di From Software.Slashy souls

Difatti, nonostante la familiare atmosfera “Dark” che si respira nel gioco, Bandai Namco ha tenuto a precisare che Slashy Souls non è stato sviluppato dallo studio che ha dato i natali alla serie Dark Souls. Ma si tratterebbe di un omaggio “endless runner” in 16-bit alla pluripremiata serie made by Hidetaka Miyazaki.DARK SOULS

E’ facile però immaginare che l’uscita di Slashy Souls sia stata programmata per la giornata di oggi, 28 febbraio 2016, anche, e sopratutto, in vista del lancio di Dark Souls III previsto per il prossimo 12 aprile.

Questa particolare App infatti permetterà ai fan della serie di cominciare sin da oggi ad immergersi nel mondo cupo dei portatori del Segno Oscuro, ma dal proprio telefonino ed in grafica 16-bit. E voi? Aspetterete Dark Souls III giocando con Slashy Souls o rigiocando i due capitoli precedenti?