Call of Duty fa il suo ritorno con il nuovo capitolo Modern Warfare, ricco di contenuti tra un’emozionante campagna ed un comparto multiplayer e coop estremamente variegato.

 

Campagna

La serie di Call of Duty con i suoi numerosissimi capitoli ha avuto modo di attraversare diverse tipologie di tematiche e di storie, nonostante nella maggior parte dei casi si trattasse della classica storia del “cattivone che vuole controllare il mondo”. Questo nuovo Modern Warfare, però, vuole mostrare qualcosa in più, qualcosa per far capire a tutti la realtà della guerra (come intuibile anche dall’avviso su contenuti sensibili che ci viene mostrato ogni volta che vorremo avviare la campagna).

Tra personaggi vecchi e nuovi conosceremo i nostri due “nuovi” protagonisti, ovvero Kyle ed Alex. Nei loro panni (e non solo) dovremo sventare la minaccia terroristica di Al-Quatala, comandata dal Lupo. Questi terroristi sembrano essere i responsabili  del furto di un’arma chimica russa estremamente pericolosa. Tra colpi di scena (specialmente sul finale), scontri spettacolari e momenti davvero unici vivremo un’avventura semplice ma che allo stesso tempo riesce a sorprendere.

Modern Warfare

Nonostante la campagna principale di Call of Duty Modern Warfare possa tranquillamente considerarsi tra le migliori della serie, purtroppo in termini di durata lascia un po’ l’amaro in bocca richiedendo complessivamente meno di 6 ore persino per riuscire ad ottenere il “trofeo di platino” (e dunque riuscire a completarla a difficoltà veterano e completarne tutti gli altri obiettivi). Nonostante ciò si tratta di un numero di ore abbastanza classico per la serie stessa e che riesce a non annoiare mai.

Questo non solo grazie agli espedienti narrativi adottati dalla trama stessa, ma anche grazie a brevi sequenze che potrebbero definirsi più “innovative”. Difatti sebbene nel gioco non ci siano novità di gameplay vere e proprie, ad eccezione della possibilità di posizionarci dietro ripari verticali o orizzontali (unica vera novità nel gameplay), avremo a che fare con delle sequenze più uniche (specialmente nel caso delle missioni in notturna) ma soprattutto realistiche come mai prima d’ora.

Modern Warfare


Multigiocatore

Il vero comparto che ha da sempre dato longevità ai capitoli della serie e che certamente farà questo anche con Call of Duty Modern Warfare è certamente quello multiplayer. Si tratta, inoltre, della porzione di gioco sulla quale gli sviluppatori hanno maggiormente incentrato l’attenzione per cercare di renderla un po’ diversa dal solito introducendo alcune interessanti nuove modalità e nuove meccaniche. Il tutto sarà corredato da una quantità davvero eccellente di mappe di gioco arrivando ad essere ben 21 e dalla possibilità di giocare in Cross Play con tutte le altre piattaforme.

Alcune di queste mappe sono state create in “notturna” in maniera analoga ad alcune missioni della campagna; in questo caso i giocatori che andranno ad affrontarsi potranno scegliere a loro discrezione se utilizzare o meno i visori notturni. Questo perché utilizzandoli otterrete certamente un vantaggio tattico maggiore riuscendo a vedere meglio e ad individuare meglio i nemici, di contro però gli altri giocatori saranno in grado di vedere il laser della vostra arma e quindi risulterete più facili da localizzare. Il tutto andrà fatto anche “giocando” con gli interruttori della corrente in alcuni edifici che può portare o togliere la luce all’interno.

Modern Warfare

Innanzitutto avremo il classico livello strettamente legato al nostro personaggio il cui massimo è il 55 e che andrà a sbloccare con ogni livello un nuovo elemento di equipaggiamento. In questo modo potremo sbloccare nuove armi, consumabili da lancio e nuove kill-streak (o serie di uccisioni). Un altro sbloccabile sarà rappresentato dai Potenziamenti da Campo, ovvero abilità ricaricabili con il tempo che vi permetteranno di utilizzare casse di munizioni, ripari mobili o impulsi EMP. Una volta raggiunto il livello massimo non troveremo più il classico sistema di “Prestigi” per poter continuare a sbloccare nuove skin o altro; al suo posto ci sarà un sistema di “livelli stagionale” a sua volta collegato a delle sfide.

Inoltre ogni arma avrà un proprio sistema di punti esperienza e livelli per poterne poi sbloccare i relativi accessori che vanno da mirino a calcio, volata e così via. In aggiunta agli accessori ogni arma avrà delle specialità che possono essere sbloccare in maniera analoga agli accessori e che andranno ad aggiungere caratteristiche extra come ad esempio i proiettili perforanti o ritardare la guarigione del bersaglio colpito. Come se ciò non bastasse avremo anche la possibilità di personalizzare ulteriormente ogni nostra arma con mimetiche, adesivi e mirini. Infine sarà possibile ottenere degli “schemi” per alcune armi già dotate di accessori avanzati (attualmente solo tramite pacchetti in negozio).

Modern Warfare

Parlando invece delle modalità di gioco ne avremo di “classiche” come il deathmatch, dominio o cerca e distruggi; in aggiunta avremo la cosiddetta modalità Guerra Terrestre, la quale ricorda molto la modalità di gioco più apprezzata di Battlefield. Difatti questa modalità vede scontrarsi due team da ben 32 giocatori l’uno. Si tratta semplicemente di una modalità dominio su vasta scala con 5 bandiere da controllare. Il tutto con la possibilità di usare regole di spawn uniche e mezzi di trasporto per poter riuscire ad ottenere un vantaggio sul team nemico.

L’altra modalità nuova è lo Scontro, si tratta semplicemente di uno duello all’ultimo sangue tra due squadre da due giocatori l’una. Ogni giocatore potrà vedere la “salute complessiva” di entrambe le squadre come somma della salute dei due membri. L’equipaggiamento utilizzabile sarà deciso all’inizio di ogni round e sarà uguale per ogni giocatore; l’obiettivo sarà arrivare per primi a 5 round vinti.

Modern Warfare


Coop

Anche la modalità cooperativa bei Call of Duty è ormai diventata una consuetudine, e nel caso di questo nuovo Modern Warfare è stata divisa in una parte Suvival e nelle cosiddette Operazioni Speciali. In entrambi i casi avrete la possibilità di giocare in un team di massimo 4 giocatori e l’esperienza che otterrete per il personaggio o per le armi sarà condivisa con quella multiplayer. La prima consiste in una semplice modalità ad ondate con nemici sempre più numerosi e più forti, attualmente disponibile soltanto su PS4 mentre arriverà su PC ed Xbox One in un secondo momento. Per far fronte ad uno scontro sempre più ostico avremo la possibilità di acquistare presso determinati punti delle armi, oggetti tattici o serie di uccisioni utilizzando il denaro ottenuto con ogni nemico ucciso. La modalità sopravvivenza va a sostituire, purtroppo, una delle modalità da sempre più apprezzate della serie, ovvero la modalità Zombie.

Le Operazioni Speciali rappresentano un’estensione alla campagna principiale. Si tratta di alcune missioni da completare necessariamente con l’aiuto di una squadra ben organizzata essendo tutt’altro che semplici. Prima di cimentarci in queste missioni dovremo selezionare un “Ruolo” tra i vari presenti; ogni Ruolo consiste in un’abilità passiva ed una attiva (come corazze rinforzate per la squadra o lanciagranate). Per affrontarle al meglio sarà anche importante equipaggiare alcuni consumabili che spaziano dalla semplice, sebbene immancabile, cassa di munizioni fino alle serie di uccisioni più disparate.

Modern Warfare


Comparto Tecnico

Call of Duty Modern Warfare adotta un motore grafico del tutto nuovo rispetto a tutti i suoi predecessori. Questo riesce innanzitutto nell’intento di dare una nuova vita alla serie che era ormai diventata quasi ridondante sotto il lato grafico. Il risultato è assolutamente spettacolare persino su PlayStation 4 base, però su riesce a dare il meglio di se soprattutto su PC dove può sfruttare il Ray Tracing.

Comunque sia si tratta di una grafica eccellente sia per texture che per modelli, per non parlare poi degli effetti di luce e dei particellari, il tutto per dare un effetto molto vicino al fotorealismo. Al contempo riesce a mantenere il numero di fotogrammi al secondo pressoché inchiodato a 60 senza mai andare incontro a cali (al limite avrete qualche lieve ritardo nel caricamento delle texture in seguito ad alcuni caricamenti).

Allo stesso modo anche il comparto sonoro riesce a comportarsi egregiamente sia nel caso dei doppiaggi che in quello degli effetti, come d’altronde è sempre stato per ogni capitolo della serie. Infine non siamo quasi mai incappati in bug di alcun tipo, se non durante alcune partite nella modalità Operazioni Speciali con la conseguente impossibilità nell’utilizzare consumabili.

Inoltre questo nuovo Modern Warfare si è trascinato con sé un problema che ha da sempre afflitto la serie, ovvero lo spawn nel multiplayer non gestito in maniera corretta in alcune situazioni e che porterà voi o dei nemici ad apparire praticamente alle spalle di un nemico in seguito al respawn. Oltretutto lo spawn dei nemici non è stato gestito troppo bene anche nella modalità Operazioni Speciali, al punto che vi troverete spesso e volentieri a morire per nemici apparsi dal nulla.

20 anni e non sentirli!

Sin dalla sua prima comparsa nell’ormai lontano 1996 Crash Bandicoot è riuscito ad appassionare buona parte degli utenti della prima PlayStation di casa Sony. Tre anni (e tre capitoli) dopo, Naughty Dog pubblicò una versione di Crash interamente incentrata su uno stile di guida arcade competitivo estremamente divertente. Ciò che più ha sancito il successo di questo “Crash Team Racing” è stata quasi certamente la modalità multigiocatore in locale grazie alla quale in molti hanno potuto sfidare gli amici, con tante ore di divertimento aggiuntivo.

A ben 20 anni dalla sua pubblicazione, rieccoci a parlare di questo titolo grazie all’uscita di questo magnifico Remake: Crash Team Racing Nitro-Fueled! Crash torna così, ancora una volta a bordo del suo bolide, per cercare di sconfiggere Nitros Oxide e salvare il nostro pianeta. Difatti, nella modalità storia, questo strano alieno ha promesso che risparmierà la Terra se un “campione” riuscirà a sconfiggerlo in una gara!

Con questo semplice pretesto ci ritroveremo ad affrontare numerose gare all’interno di un vasto scenario di piste tutte estremamente ispirate e rese in maniera ottimale, in linea con la grafica dell’attuale generazione. L’obiettivo sarà sempre arrivare al primo posto, così da vincere un trofeo; una volta ottenuti tutti i trofei di una zona (quattro per ciascuna area) dovremo affrontare un “Boss” in una sfida 1vs1, per sbloccare l’area successiva.

Classico ma non troppo

Data la sua natura di remake, Crash Team Racing: Nitro-Fueled segue fedelmente la base del vecchio Crash Team Racing, aggiungendo però alcune piccole, e spesso interessanti, novità. La prima a saltare all’occhio è la possibilità di selezionare all’inizio dell’avventura una modalità aggiuntiva, chiamata Nitro-Fueled, che si affianca a quella Classica, più vicina al titolo orginale; Questa nuova tipologia di story mode vi dà la possibilità di giocare le normali gare della storia principale, lasciandovi al contempo la libertà di personalizzare o cambiare il vostro personaggio e il vostro Kart in qualsiasi momento.

Buona parte degli elementi di personalizzazione può essere ottenuta completando l’intera storia principale, ma non solo. Molti oggetti possono anche essere acquistati all’interno di uno shop chiamato “Pit Stop”; non temete, non si tratta di uno shop con necessità di acquistare con “soldi veri”, ma con i crediti forniti dal gioco stesso, elargiti in giusta quantità in base ai vostri risultati nelle singole gare, fornendo una buona aggiunta alle possibilità di personalizzazione.

Ultima, ma non per importanza, novità introdotta è la presenza dei Gran Premi, ovvero vere e proprie seasons costituite da un insieme di sfide di varia natura, grazie alle quali è possibile ottenere del “Nitro“: una sorta di esperienza che permette di salire di grado e sbloccare personaggi, kart, e oggetti di personalizzazione aggiuntivi! La particolarità è che ciascuno dei Gran Premi si svolgerà su piste totalmente nuove che saranno rilasciate dagli sviluppatori con il tempo e che vanno così ad aggiungersi alle piste di Crash Team Racing più le tredici di Crash Nitro Kart presenti nel gioco.

Gare “all’ultimo sangue”

L’intero gioco è costruito su un gameplay di base solido e più profondo di quanto si possa credere. Per sgominare i nostri avversari abbiamo a disposizione un vasto arsenale di “armi e gadget” che dovrà essere sfruttato al massimo, anche perché gli altri piloti non hanno senza alcuna remora nei nostri confronti. Ci troviamo quindi a gareggiare e nel mentre lanciare o schivare casse di TNT, missili, bombe, turbo per accelerare e così via. Il tutto funziona egregiamente in qualsiasi modalità di gioco, senza alcuna eccezione.

Tutti questi “sistemi di distruzione” possono essere ulteriormente potenziati per infliggere danni maggiori o acquisire caratteristiche aggiuntive (ad esempio una cassa di TNT diventa una cassa di Nitro, e se la prima ci salta in testa per poi esplodere dopo qualche secondo, lasciandoci anche la possibilità di liberarcene, l’altra detona direttamente all’impatto). Per fare ciò dobbiamo raccogliere 10 dei classici “Frutti Wumpa” contenuti in apposite casse ed evitare di essere danneggiati, poiché ogni colpo fa perdere qualche frutto.

Inoltre più Frutti Wumpa avremo in nostro possesso e più acquisiremo velocità, ma le possibilità per finire in cima alla classifica non finiscono qui. Altre due meccaniche essenziali per raggiungere velocità estreme sono rappresentate dalle derapate e dai salti. Con la pressione dei “Trigger” anteriori del controller c’è la possibilità di saltare e fare ciò in prossimità di un rialzo sulla pista permette di andare più veloci per qualche secondo; allo stesso modo, eseguire un salto in curva e mantenendo premuto il relativo tasto dà il via ad una derapata. A questo punto è possibile attivare un turbo fino ad un massimo di tre volte consecutivamente premendo al momento giusto il Trigger opposto.

Divertimento di gruppo!

Così come per il gioco originale anche Crash Team Racing Nitro-Fueled offre un comparto multigiocatore in locale fino a quattro giocatori in schermo condiviso. In questo modo è possibile affrontare i propri amici in gare (singole o di coppia), battaglie all’ultimo sangue, cattura la bandiera e così via; è importante notare che ogni modalità ha un set di mappe totalmente dedicato! Ovviamente non poteva mancare anche una modalità Online per poter sfidare altri giocatori in gare personalizzate.

Nelle partite contro altri giocatori è possibile cambiare tanti parametri per ciascuna modalità, inclusa la difficoltà dei bot dato che non è possibile, purtroppo, giocare senza piloti controllati dal gioco. Anche in questo caso c’è la possibilità di personalizzare il proprio kart in ogni minimo particolare o, eventualmente, scegliere un altro personaggio nel vasto roster.

Una vista mozzafiato!

Infine non potevamo non fare un piccolo appunto sul comparto tecnico del gioco. Crash Team Racing Nitro-Fueled dimostra un ottimo lavoro tecnico da parte del team di sviluppo sotto diversi aspetti. Primo tra tutti il comparto grafico vero e proprio che riesce a dare un magnifico risalto a tutti i nostri ricordi del vecchio gioco. Texture stupende, modelli perfettamente costruiti, il tutto condito da una perfetta stabilità nel framerate. Il comparto audio non è assolutamente da meno: i nuovi doppiaggi riescono a dare una “nuova vita” a tutti i personaggi!

Sekiro: Shadows Die Twice è il nuovo titolo creato da FromSoftware e pubblicato da Activision per PlayStation 4, Xbox One e PC; un gioco in grado di dare parecchio filo da torcere al più difficile dei Souls.

Trama

Parlando di FromSoftware la prima cosa che viene in mente è sicuramente la serie di titoli che ha dato origine ai cosiddetti “soulslike”, di cui capostipite Demon’s Souls. Tutti i “Souls” e Bloodborne hanno da sempre mostrato una particolarità sulla narrazione: si trattava infatti di giochi dalla trama principale ridotta all’osso ma con una corposa “lore” ricca ed approfondita che faceva da contorno a tutto il contesto di gioco. Dunque, nulla veniva esplicitamente spiegato ma andava compreso via via dal giocatore mediante dialoghi con NPC, descrizioni di oggetti e molto altro.

Sekiro: Shadows Die Twice si discosta in buona misura da questa consuetudine mostrandoci una trama principale più ricca del solito, senza però privare gli appassionati di un’interessante lore di contorno. Il gioco ci porterà infatti nel Giappone feudale mettendoci nei panni di uno Shinobi senza nome, definito da molti Lupo, raccolto da giovane sul campo di battaglia ed addestrato per diventare un guerriero perfetto e leale. Saremo messi al servizio di Kuro, unico discendente di un antico clan e figlio adottivo del ministro Hirata del clan degli Ashina. Dopo essere stato rapito dal clan Ashina sarà nostro compito salvarlo per poi decidere di aiutarlo nella sua ardua impresa.

Avremo così a che fare con numerosi personaggi secondari (e con le loro relative quest secondarie), lunghi dialoghi, cut-scenes ed interessanti descrizioni del più disparato degli oggetti, il tutto per dare grande risalto ad una trama che riesce a trovare il suo perché ammaliando ed intrattenendo il giocatore, nonostante non brilli per originalità. Infine giungeremo ad uno dei ben quattro finali presenti.

 

Gameplay

Sekiro: Shadows Die Twice mostra senz’ombra di dubbio un gameplay più ricco e profondo di ogni suo predecessore. Il tutto, però, richiederà al giocatore un piccolo sforzo aggiuntivo per riuscire ad apprendere alla perfezione ogni suo segreto; ed è proprio in questo che risiede gran parte della difficoltà del titolo, nel riuscire ad abituarsi ad un gameplay con una moltitudine di elementi di cui tener conto e da sfruttare per sopravvivere nel più duro dei combattimenti. Il tutto con una fluidità ed una rapidità di gioco a dir poco stupenda.

Con quanto detto sin’ora non intendiamo dire che il gioco sia fondamentalmente semplice, anzi, tutt’altro!

Vogliamo far capire che, a nostro avviso, con questo nuovo progetto gli sviluppatori hanno voluto annoverare una serie di elementi capaci di semplificare di molto il gioco, lasciando però all’utente il compito di fare sue tutte le capacità del protagonista per poi potersi lanciare contro il più temibile dei nemici a testa alta.

In tutta onestà apriamo, infine, una piccola parentesi per dirvi che: aver giocato ai precedenti titoli di FromSoftware non vi sarà d’aiuto, anzi, in alcuni momenti noterete che vi risulterà controproducente ed inappropriato.

La prima cosa che salterà all’occhio in Sekiro sarà l’assenza della barra della stamina, altresì, al suo posto troveremo la cosiddetta barra della postura. Questa sarà visibile sia per noi che per i nostri nemici e dovremo sfruttarla per poter sbilanciare l’avversario così da esporlo ad un colpo mortale. Per fare ciò avremo a disposizione diversi modi, primo tra tutti l’effettuare il famoso “parry”; infatti, premendo il tasto della parata al momento giusto, riusciremo ad infliggere un duro colpo alla barra della postura avversaria. Un altro modo per sbilanciare sarà quello di colpire l’avversario, sia durante un momento di vulnerabilità che durante la sua parata (lasciamo a voi la scoperta degli altri metodi).

I boss avranno una meccanica più o meno a parte poichè sarà necessario infliggere (nella maggior parte dei casi) almeno due colpi mortali per riuscire ad eliminarli definitivamente. Starà a noi valutare se la tipologia di boss richiede attacchi diretti alla salute per rimuoverla rapidamente ed effettuare infine un colpo mortale, oppure sfruttare i loro attacchi per sbilanciare la loro stessa postura fino ad esporli al nostro attacco finale.

La barra della postura sarà inoltre influenzata dallo stato della salute; in questo modo se in piena salute (sia per noi che per il nemico) si recupererà molto più in fretta, mentre viceversa con una barra della salute quasi vuota ci vorrà molto più tempo per riuscire a recuperare del tutto il livello di postura.

Sia la salute che la postura potranno essere ulteriormente migliorate non tramite il classico “level up” a cui siamo abituati, bensì tramite i cosiddetti Grani di Rosario, oggetti unici lasciati da boss secondari o in determinate zone del mondo di gioco. Allo stesso modo potremo incrementare i danni massimi utilizzando i “Ricordi” delle boss fight principali.

In Sekiro uccidere un nemico qualsiasi ci ricompenserà con eventuali oggetti, Sen (monete utilizzabili dai mercanti o per acquistare potenziamenti) ed esperienza. Quest’ultima andrà a riempire un’apposita barra che, ad ogni riempimento conferirà dei punti abilità con i quali sbloccare vere e proprie abilità passive e non, in grado di fornire più spunti in battaglia. Avremo quindi diversi “alberi delle abilità” che sbloccheremo nel corso dell’avventura (se sapremo esplorare con dovizia le aree di gioco). Acquistando i giusti oggetti i punti abilità potrebbero anche essere sfruttati per migliorare il nostro Lupo in modo più “diretto”…

Un altro importantissimo elemento aggiuntivo del gameplay è la presenza del “braccio prostetico“, sfruttabile per più scopi, primo tra tutti lo spostamento tridimensionale. Saremo infatti dotati di un rampino grazie al quale potremo raggiungere punti sopraelevati, aree lontane, salvarci da una caduta altrimenti fatale e, perché no, anche in battaglia. Esplorando il mondo di gioco potremo inoltre incappare in alcuni oggetti chiamati Strumenti Prostetici, che potranno essere adattati al nostro braccio per scopi machiavellici. Potremo trovare, ad esempio, un’ascia pesante, una lama avvelenata, uno scudo impenetrabile e così via; il tutto, se usato con diligenza (anche per via degli utilizzi limitati), potrà semplificare molte situazioni.

L’ultimo elemento innovativo per questo titolo è la presenza di un’ottima meccanica stealth; infatti, da buoni Shinobi, potremo eliminare silenziosamente i nostri nemici con attacchi alle spalle, durante l’aggancio col rampino e persino durante la caduta. Muovendoci silenziosamente (e magari con il favore di qualche nascondiglio) potremo eliminare molti nemici in maniera estremamente rapida e, soprattutto, evitando di sprecare risorse preziose in battaglie non essenziali; inoltre, in alcuni casi, sarà possibile eseguire attacchi stealth su alcuni boss così da semplificare anche questi scontri. Infine i colpi mortali in stealth potranno esporre i nemici ad alcune tecniche ninjutsu estremamente importanti.

Per il resto il gameplay di Sekiro: Shadows Die Twice ricalca a grandi linee quanto già visto nei suoi predecessori, con “Idoli” che fanno da “Falò”, fiaschette curative, schivate, attacchi leggeri, caricati, speciali e così via, tranne per l’assenza di armi ed armature e per il “Sei Morto”. Infatti, come anche il titolo suggerisce, il nostro protagonista potrà resuscitare più di una volta dopo la morte grazie a particolari “token”, uno dei quali ricaricabile riposando presso gli idoli, ed altri da ricaricare eseguendo colpi mortali sui nemici (nonostante la resurrezione sia una pratica non del tutto senza costi…). In caso di morte definitiva, però, la punizione sarà alta: perderemo infatti metà dei Sen e dell’esperienza nel nostro attuale livello di abilità (tranne che in una piccola percentuale di casi).

 

Longevità

Sekiro: Shadows Die Twice ha una durata complessiva di poco inferiore a quella dei precedenti titoli FromSoftware attestandosi sulle 25-30 ore per completare ogni scontro, quest secondaria ed esplorare ogni anfratto delle numerose aree presenti. Il tutto potrà poi essere ricalcolato ulteriormente nel caso in cui decidessimo di passare alla nuova partita + per riuscire a scoprire tutti i finali possibili, o magari trovare qualche piccolo segreto sfuggito in precedenza.

 

Comparto Tecnico

A livello grafico Sekiro mostra un livello di dettaglio d’ottimo livello con texture e modelli eccellenti persino su PS4 base, nonostante, però, in questo caso il framerate non sia perfettamente stabile ed ancorato sui 30 FPS (cosa che ovviamente non accade su PS4 Pro o PC dove il framerate risulta sbloccato). Grazie all’ottima grafica si riesce a dare un grandissimo risalto alle stupende ed ispirate ambientazioni esplorabili, e lo stesso vale per i nemici molto variegati e ricchi di dettagli.

Così come FromSoftware ci ha da sempre abituati ci troveremo di fronte ad un comparto sonoro eccellente con tracce coinvolgenti e variegate ed un doppiaggio in lingua originale fatto a regola d’arte (a differenza della localizzazione in lingua italiana lievemente sottotono). Infine pressoché esente da bug di rilievo. Sekiro: Shadows Die Twice è un must have per tutti gli appassionati dei titoli FromSoftware e per tutti coloro che amano le sfide di un certo livello, non rimarrete delusi.

Si è da poco conclusa la Closed Beta di Black Ops 4 su PS4! Eccovi le nostre prime impressioni dopo diverse ore di gioco.

Giocando la Beta di Black Ops 4, abbiamo potuto appurare che il più famoso FPS su piazza rimane sempre un multiplayer competitivo. Questo aspetto è quello che, trattandosi di un tratto distintivo della serie, ogni inverno attira a sé tutte le attenzioni del pubblico. Quest’anno, poi, hanno deciso di mettere da parte una tradizionale esperienza in singolo, per proporre al suo posto un’esperienza esclusivamente multigiocatore, aggiungendo una nuova modalità Battle Royale: Blackout.

Questo perché Call of Duty: Black Ops 4 si presenta al pubblico come uno shooter molto più “team based” rispetto ai suoi predecessori e che premia una composizione ragionata delle squadre, per sfruttare al meglio le abilità speciali di ciascuno Specialista nei diversi scenari disponibili. Ogni Specialista, infatti, oltre alla classica abilità speciale (con tempi di ricarica consistenti), può contare su un’altra skill (attivabile con la pressione del dorsale destro) legata al suo specifico ruolo all’interno nella squadra.

La new entry Torque, ad esempio, è un combattente specializzato nell’ostacolare l’attacco della squadra avversaria in diversi modi, disponendo sul campo delle barriere di filo spinato in grado di infliggere danni consistenti agli assalitori o creando delle barriere balistiche. Tra le nuove leve c’è anche Crash, uno Specialista di supporto la cui abilità speciale consente ai giocatori di curare fino ad un massimo di quattro fratelli in armi, aumentandone al contempo la quantità massima di salute, che passerà così da 150 a 200 di vita.

Dall’altro capo di questo arcobaleno di sangue e fuoco troviamo l’assaltatore Ruin, di ritorno con un rampino che gli permette di proiettarsi da una parte all’altra del campo di battaglia come un proiettile barbuto, magari verso un gruppo di avversari da intombare rapidamente con il suo tradizionale Gravity Slam.

Abbiamo anche il ritorno di Battery, Nomad, Phophet, Seraph e Firebreak. Per quanto riguarda le abilità speciali di Firebreak, hanno deciso di migliorare e rendere più realistico la sua abilità Purifier. Non basterà dare fuoco all’avversario per ucciderlo, come succedeva su BO3, ma bisognerà seguire i suoi movimenti per annientare l’avversario.

Continuando a parlare del gameplay, sarà subito evidente come anche questo nuovo capitolo punti ancora al “boot on the ground” (truppe sul terreno), infatti non sarà possibile correre sui muri e non saranno presenti jet pack o affini.

Il cambiamento più evidente però riguarderà la vita dei soldati, che oltre ad essere maggiore (150 punti ferita), non si rigenererà da sola. Ogni giocatore avrà la possibilità, premendo L1/LR, di iniettarsi una cura e far partire la rigenerazione.

Anche il radar è stato leggermente rivisto: ogni giocatore infatti avrà una sorta di sensore di prossimità sempre attivo. Sarà quindi possibile vedere attivamente il nostro raggio d’azione sulla minimappa, entro il quale tutti i nemici verranno automaticamente individuati.

Quanto alle mappe, in questa prima fase di prova ne sono state selezionate cinque, in modo tale da garantire un assaggio di terreni di gioco ben diversi tra loro, sia per dimensione che per level design.

Per quello che si è visto durante la beta, questo non rappresenta una grossa novità. Sicuramente si possono trovare differenze più o meno significative con i titoli precendenti, ma l’impostazione di base rimane invariata. La novità più grande di Black Ops 4, ovvero la modalità Blackout, si potrà provare solamente a Settembre, per il momento rimane il classico Call Of Duty, che a nostro parere si dimostra all’altezza delle aspettative.

In occasione della sua conferenza E3 Sony ha fatto un grande annuncio per i membri Playstation Plus.

Sony ha infatti annunciato durante la sua PlayStation Conference dell’E3 2018 che da oggi è disponibile un titolo aggiuntivo per tutti i membri iscritti al PlayStation Plus. Si tratta per l’appunto di Call Of Duty: Black Ops III (uno dei migliori titoli della serie per l’interessante trama diversa dal solito) per PS4 che va in questo modo ad aggiungersi ai due giochi completi già presenti nella lineup di questo mese (XCOM 2 e Trials Fusion) migliorando di molto la qualità generale dei titoli di Giugno. Questo interessante ed inaspettato annuncio è stato fatto per celebrare l’uscita del quarto capitolo di questa serie in uscita il 12 ottobre su PlayStation 4, Xbox One e PC.

È live il trailer di presentazione ufficiale di Sekiro: Shadows Die Twice

Intraprendi il cammino verso la vendetta in una nuova avventura di FromSoftware: Sekiro – Shadows Die Twice.
Esplora il Giappone alla fine del 1500, in pieno periodo Sengoku: un’era violenta percorsa da conflitti brutali e in bilico tra la vita e la morte. Affronta straordinari nemici in un mondo oscuro e perverso. Scatena protesi letali e potenti abilità ninja unendo azione furtiva, movimento verticale e combattimenti viscerali in un’avventura sanguinolenta.

Vendicati. Riscatta il tuo onore. Uccidi con astuzia.

Ritorniamo oggi a parlare di Call Of Duty WWII per l’uscita della prima espansione intitolata The Resistance, per quello che è stato uno dei più piacevoli ritorni al passato.

Dopo aver ampiamente parlato di Call Of Duty WWII nella nostra recensione abbiamo nuovamente modo di ritornare a combattere nella seconda guerra mondiale grazie a questa prima espansione intitolata The Resistance. Come di consueto questo DLC aggiunge ben tre mappe per la modalità multigiocatore (Anthropoid, Occupation e Valkyrie) ed una per la modalità Zombie (L’isola delle Tenebre), oltre che una nuova mappa per la modalità Guerra (Operazione Intercept); passiamo ad analizzare ciascuna di queste iconiche ambientazioni della resistenza al nazismo nei vari paesi nel dettaglio.

Anthropoid
Ambientata a Praga, lievemente coperta dalla neve, nel luogo in cui l’ufficiale nazista Reinhard Heydrich è stato assassinato dai guerriglieri della resistenza ceca durante l’operazione Anthropoid. Mappa ideale per i combattimenti a lunga distanza essendo sviluppata principalmente in lunghezza con 3 zone principali (una centrale e due laterali) e numerosi piccoli accessi (incluso un fiume con alcuni appoggi come barche e pontili) secondari tra l’una e l’altra, anche se comunque, quasi tutti molto ampi e quindi non in grado di offrire un’eccessiva copertura. La mappa si presta in maniera perfetta alla modalità dominio e, come già detto, all’utilizzo di fucili di precisione per combattimenti sulla lunga distanza.

Occupation
Questa volta ci ritroveremo in Francia, nella Parigi occupata dalle forze naziste. Gli amanti della serie di COD certamente riconosceranno la struttura della mappa che è costituita sulla base di una vecchia mappa multigiocatore presente in Modern Warfare 3 ed ambientata sempre a Parigi. Si tratta di una mappa relativamente compatta con due lunghe strade principali interconnesse da una zona centrale e da altre due situate ai poli della mappa. A differenza della precedente qui ci saranno numerosissime coperture come veicoli (utili anche come esplosivi), aiuole, edifici, casse e muretti.

Valkyrie
Dopo essere stati a Praga ed a Parigi c’è bisogno di un po’ di “verde”; in questa mappa infatti ci troveremo nel cuore della Prussia orientale dove è nascosto il quartier generale militare di Hitler del fronte est. Questa mappa risulta essere eccezionale per i combattimenti ravvicinati essendo costituita essenzialmente da un’area centrale quadrata attorno alla quale si sviluppano numerosi cunicoli all’interno di edifici, bunker ed altro, così da poter trovare una “sorpresa” dietro ogni angolo e da costringervi a controllarci le spalle di frequente. A nostro avviso questa risulta essere la meglio caratterizzata delle tre esteticamente parlando.

Operazione Intercept
Questa nuova missione per la modalità guerra ci porterà nel paese francese di St. Lo, dove dovremo liberare innanzitutto dei leader della resistenza francese dalle mani dei nazisti, in seguito passare a distruggere i loro sistemi di comunicazione con la squadra attaccante che dovrà distruggere dei dispositivi radio ed una in difesa che dovrà difenderli e cercare di riparare quelli distrutti. Infine nella fase finale gli attaccanti dovranno cercare di scortare un carro armato per raggiungere un treno nazista carico di munizioni e rifornimenti per il fronte. La prima fase rappresenta quella con più possibilità per entrambe le parti con numerosi punti di accesso (eventualmente anche da far saltare in aria), la seconda invece consisterà essenzialmente di uno scontro frontale testa a testa con qualche possibilità di riuscire ad infiltrare qualche giocatore tra le fila nemiche per riuscire a distruggere i dispositivi più nascosti; la terza, infine, è quella probabilmente più complessa per gli assalitori per via di un unico stretto corridoio con poche possibilità di passaggi alternativi attraverso cui procedere e cercare di sfoltire le linee nemiche.

L’isola delle Tenebre (NaziZombie)
La storia dei nostri nuovi eroi prosegue in questo nuovo capitolo; dopo alcuni giorni dagli eventi di Mittelburg la squadra ha ricevuto dei dati secondo i quali il dottor Straub si trova in una fortezza marittima situata su un’isola a nord della Germania. Alla sua ricerca, dunque, prenderanno il largo per raggiungerlo, ma ovviamente non avranno il tempo di sbarcare che saranno circondati da orde ed orde di non morti. Questa mappa si sviluppa essenzialmente in verticale su più livelli, molti dei quali sono connessi tra loro da carrelli minerari che potremo usare per spostarci velocemente da un punto all’altro (ed anche per trovare oggetti utili). Nel complesso non saranno presenti molte aree ampie per cui ci ritroveremo spesso a doverci muovere tra una zona e l’altra inseguiti da zombie, prestando però sempre attenzione alle porte da aprire che saranno in numero considerevole. Oltre agli zombie speciali già visti nel primo capitolo di questa modalità incontreremo altri zombie la cui presenza sarà preannunciata dalla presenza di nebbia che ridurrà in maniera drastica il nostro campo visivo e per questo sarà fondamentale eliminarli il più in fretta possibile. Inutile dire che sarà presente la solita macchina Pack-a-Punch attivabile attraverso un certo procedimento, così come la presenza di un’arma unica (una sega circolare che potremo poi anche potenziare….) e del consueto Easter Egg da completare attraverso diversi passaggi (da compiere possibilmente in squadra).

E’ tornato Call Of Duty: l’iconico brand appartenente ad una serie che da sempre è riuscita a conquistare giocatori di ogni fascia di età ma che ultimamente è stata ampiamente criticata per l’eccessivo utilizzo di tecnologia futuristica verso sparatutto adesso ritorna alle origini!

Trama

Cominciamo subito con il dire che questo Call Of Duty WWII non racconta la solita storia dell’eroe che da solo riesce a sconfiggere l’intera armata nazista fino alla presa di Berlino. Il nostro protagonista principale sarà il soldato Daniels e l’intera trama verterà sulla sua personalità, il suo passato e la sua vita. Non avremo a che fare con la solita “macchina per uccidere”, ma con un vero soldato, un essere umano vittima delle sorti della guerra. Il tutto contestualizzando la guerra per quello che davvero è: un luogo in cui ogni persona deve confrontarsi con le proprie paure e dalla quale solamente in pochi riescono a venire fuori.

Ci troveremo così a prendere parte a diversi eventi storici: primo tra tutti il D-day coadiuvando l’offensiva americana contro l’esercito tedesco nella seconda guerra mondiale. Il tutto accompagnato da una narrazione di buon livello ed una trama abbastanza semplice e lineare, ma non per questo troppo scontata e che riuscirà a trasmetterci per davvero le sensazioni e gli orrori vissute realmente da quei soldati.

Gameplay

Il gameplay in Call Of Duty WWII è quello classico: uno sparatutto in prima persona frenetico ed in grado di mantenere sempre viva l’attenzione. Una piccola variazione sul tema è che nella campagna principale la nostra salute non si recupererà con il tempo, infatti nell’angolo in basso a sinistra dello schermo avremo una barra della salute che potrà essere riempita solamente utilizzando dei kit medici sparsi nelle varie mappe oppure ottenibili da uno dei nostri compagni previo riempimento (uccidendo nemici e compiendo gesta eroiche come salvare soldati alleati) di un’apposita barra. Oltre a kit medici ci saranno anche altri compagni con abilità diverse; potranno infatti fornirci munizioni, granate o persino individuare i nemici presenti nell’area evidenziandoli con un aura bianca.

Nel corso della campagna principale ci troveremo ad affrontare missioni di diverso genere: andremo dal guidare un carro armato a pilotare un aereo da combattimento, ci saranno sezioni stealth ed altre di infiltrazione, così come frenetici inseguimenti su veicoli o sezioni più “particolari”. Nel complesso dunque una buona varietà accompagnata sempre dalla frenesia e velocità a cui ci ha sempre abituati il brand e che riesce sempre nell’intento di divertire l’utenza!

Longevità

Il gioco purtroppo ha una durata molto simile a quella dei vecchi capitoli della serie e si aggira sulle 7 ore circa. Ciò risulta essere da un lato un peccato per l’andamento che la serie aveva guadagnato sotto questo aspetto negli ultimi capitoli (con una durata della storia superiore alle 12 ore), dall’altra però risulta essere sufficiente per soddisfarci così da poter passare al “grosso” di questo e degli altri capitoli, ovvero la modalità zombie e soprattutto quella multiplayer.

Comparto tecnico

La grafica è sicuramente un buon punto a favore di questo Call Of Duty WWII, seppure con qualche piccolo “ma”. Le animazioni facciali di tutti i personaggi, le armi, i modelli e le texture sono tutti di grande qualità; invece quelle del terreno sono poco definite se viste da vicino, così come anche le esplosioni non risultano essere di qualità eccezionale. Il doppiaggio invece è di grande qualità così come anche il sonoro in generale. Infine bug e glitch pressoché assenti, o comunque nulla di importante da segnalare, tranne per quanto riguarda il matchmaking per il multigiocatore che attualmente risulta essere abbastanza fallace e lento.

Multiplayer

Il multiplayer nei Call Of Duty ha sempre avuto una grandissima importanza e quest’anno si aggiorna con alcune interessanti nuove modalità. Innanzitutto dovremo scegliere una divisione tra cinque disponibili e ciascuna con abilità ed accessori unici: come ad esempio un silenziatore per le mitragliette, la baionetta per il fucile d’assalto, movimento silenzioso e tanto altro (per la precisione ci sono 4 livelli per ciascuna divisione e ciascuno darà accesso ad un nuovo bonus). Ovviamente potrete scegliere di specializzarvi in una determinata divisione oppure progredire in più contemporaneamente cambiando il vostro soldato (personalizzabile attraverso un apposito menu). Inoltre ci troveremo nella sezione social del gioco dove potremo visualizzare altri giocatori se presenti in squadra con noi e dove sarà possibile ottenere ordini (missioni giornaliere e settimanali), avviare una modalità 1 vs 1, richiedere lanci di rifornimenti per sbloccare mimetiche ed altro ancora.

Il nostro soldato potrà salire di livello ed ogni livello ci ricompenserà con un punto di sblocco utilizzabile per sbloccare nuove serie di punti, nuove armi (per un totale di venticinque armamenti suddivisi tra fucili d’assalto, mitragliette, mitragliatrici leggere, fucili di precisione e fucili a canna liscia). Ogni arma potrà poi essere equipaggiata con diversi accessori sbloccabili salendo di livello con l’arma tramite il suo utilizzo.

Di fianco alle modalità più classiche come deathmatch a squadre, cattura la bandiera, dominio, cerca e distruggi, uccisione confermata e tutti contro tutti troveremo due nuove modalità: guerra (in cui due squadre si fronteggiano in una serie di attacchi e difese a determinati obiettivi, molto simile alla modalità più famosa di battlefied), e football (le due squadre disputeranno una vera e propria partita a football prendendo una palla che può essere passata a compagni ed avversari e per segnare sarà necessario fare meta portando fisicamente la palla in un determinato punto oppure lanciandola dalla distanza). Inoltre dal 1º dicembre avrà inizio la prima stagione per le partite classificate. Le varie partite potranno essere disputate in nove mappe in totale (alle quali vanno aggiunte le tre mappe della modalità guerra) ciascuna con buona variabilità ma con un grosso problema dovuto allo spawn che spesso vi farà apparire dietro e difronte agli avversari.

Zombi

Come ogni anno troveremo la consueta modalità zombi di Call Of Duty. Avremo a disposizione quattro personaggi tra cui scegliere e per ciascuno potremo equipaggiare un’abilità speciale (tra quattro disponibili come invisibilità, sparare senza consumare munizioni) ed in aggiunta tre mod extra tra numerose presenti: come ad esempio tre punti di scudo, capienza massima e tanto altro. Inoltre potremo personalizzare le armi presenti prima di iniziare una partita oppure cambiare la granata da portare con noi. Questa volta il denaro farà spazio alle cosiddette “scosse” utilizzabili per acquistare armi, munizioni, aprire cancelli, casse di armi, e i perk che non saranno più in formato di bibita ma come un macchinario che tramite la corrente infonderà in noi il perk.

Saranno presenti due mappe giocabili: l’ultimo Reich (mappa principale) e Gröesten Haus (una piccola mappa situata in una abitazione che ricorda molto la vecchia Nacht der Untoten). Se la seconda è ridotta all’essenziale con una cassa delle armi ed un distributore randomico di perk, la prima è estremamente vasta, stupenda dal punto di vista estetico e della caratterizzazione ed infine in grado di garantire divertimento in più con il consueto “easter egg” con tanto di boss finale da abbattere (e pack-a-punch sbloccabile in modo abbastanza intricato). Inoltre soprattutto nella mappa principale faranno la comparsa diversi zombie (tutti anche i più semplici davvero ben fatti e ricchissimi di particolari) unici come delle creature putrefatte e piene di mosche (che faranno da round speciali), grossi zombie con mazza ferrata al posto del braccio in grado di mandarvi in fin di vita con un sol colpo, altri che trasporteranno delle bombe ed altri ancora dotati di lanciafiamme!

 

Sviluppato da Bungie, Destiny 2 è l’attesissimo sequel che porta i giocatori in un viaggio epico nell’universo per difendere l’umanità dall’estinzione.

In Destiny 2, anche l’ultima città sicura sulla terra è caduta e giace in rovina, occupata da un nuovo e potente nemico. I giocatori dovranno padroneggiare nuove abilità e nuove armi, per riunire le forze della città, stare uniti e combattere per reclamare la loro casa. Il tutto in un mondo più vivo e profondo del precedente capitolo.

“Una storia epica. Grandi personaggi. Un terribile nemico. Una missione chiara. Un mondo magnifico da esplorare. E chiaramente, un gameplay innovativo, divertente da giocare sia da soli che con gli amici. Destiny 2 è tutto questo” afferma Eric Hirshberg, CEO di Activision.

Details

Il 4 Novembre uscirà il nuovo capitolo della popolare saga di fps made by Activision. Noi di Geexmag sappiamo benissimo che questa serie è, come poche altre al mondo, in grado di dividere in due l’opinione dell’utenza, spaccando letteralmente a metà la community dei gamers. È un gioco che si ama o si odia, senza via di mezzo, e ogni anno si scatenano su social e siti vari vere e proprie guerre che non vengono combattute a colpi di joypad, ma a suon di flame e di commenti al vetriolo.
Abbiamo avuto modo di provare il gioco in anteprima, ma, invece di farvi la solita recensione, abbiamo deciso di portarvi un punto di vista diverso: quello di un giocatore di FPS veramente, veramente scarso.

Disclaimer: la parte seguente è una conversazione immaginaria tra chi scrive e sé stesso, scarso FPS gamer con tendenze all’isterismo. Nessuna console, joypad, schermo o giocatore avversario è stato maltrattato nella stesura di questo articolo. Se si escludono le kill in game.

“Ciao. Sono. Sono qui. Qui, dentro lo specchio.”

“Orca Miseria! Sto davvero parlando con me stesso?”

“Guarda che faccia che hai. Hai di nuovo giocato a CS:GO?”

In action“Cosa vuoi che ti dica?! Facciamo. Davvero. Schifo. Tutte le volte che ci mettiamo a giocare ad un fps finisce che imprechiamo come uno scaricatore di porto costretto a fare il doppio turno di notte. Ragequittiamo come se non ci fosse un domani lanciando mouse e tastiera in giro per la stanza in preda alla rabbia. Poi, lo sai, se al posto del mouse ci ritroviamo in mano un controller, è anche peggio. E non solo perché il device ci torna indietro come un boomerang e finisce per centrarci sulla testa. Guarda qua che livido che ci è rimasto l’ultima volta.”

“Lo vedo e fa anche male. Ma smettila di usare il noi. Sei tu che fai cagare con gli sparatutto.”

“Ok, hai ragione, comunque per ogni kill che riesco a fare muoio tre, quattro, cinque volte. Ed è un problema generale: che si tratti di uno sparatutto tattico, di una campagna single player o di lunghe (e frustranti) partite multiplayer. Sono lento con la mira, con la visuale, e il mio senso dell’orientamento finisce per alcolizzarsi tutte le volte che compio più di due svolte in un corridoio. Per non parlare di quando si tratta di ambientazioni survival horror, con labirinti infestati e mostri che compaiono da ogni dove.”

“Dai, smettila di piangerti addosso. Non puoi sempre giocare con la pausa tattica. E poi, pensa a quando hai giocato all’ultimo CoD.”

“Ma la pausa tattica è così bella!”

“Mh-mh. Non fare il bambino. Infinite Warfare.”

Running“Uff! Dai, hai ragione. L’ho provato addirittura per Ps4. Incredibile ma vero, per la prima volta non mi sono trasformato nella versione scurrile di Godzilla, che porta morte e distruzione nella sua camera. Mi hanno colpito le mappe: graficamente pulite, ben organizzate, abbastanza intricate per poter abbozzare qualche strategia basata sulla location, e tuttavia non così tanto da risultare impossibile da percorrere senza l’uso massiccio della minimappa, che sai che non sono abituato a guardare. I comandi poi, anche su console rispondono che è una meraviglia. Ho apprezzato particolarmente la doppia granata, il doppio salto (ben fatto, devo dire) e la scivolata, davvero utile e funzionante. Il puntamento preciso e il rinculo attutito grazie ai moduli delle armi mi hanno permesso di giocare veloce e preciso.”

“Insomma, stai dicendo che il nuovo CoD: Infinite Warfare è un titolo per nabbi?”

“No, non sto affatto dicendo questo. Sto dicendo che l’approccio immediato è sicuramente un vantaggio per chiunque si approcci alla saga per la prima volta, come me. In questo modo non bisogna aver giocato seimila ore ai capitoli precedenti per poter giocare divertendosi.”

Class“Le classi come ti sembrano?”

“Non sono riuscito a provarle bene, però potrebbero dare quel qualcosa in più alla saga, se ben sfruttate e supportate. Dipenderà da come Infinity Ward avrà bilanciato le classi e soprattutto le armi.”

“E le microtransazioni?”

“Ecco, quella è una cosa che non capisco e non capirò mai. Ma non solo in CoD, in un qualsiasi gioco che non sia free-to-play. Mi fanno arrabbiare? Sì, molto.”

“Comunque, abbiamo chiuso la partita con un rateo di 2.33. Il nostro record personale.”

“Ehi! Non usare il noi. Non prenderti meriti che non hai!”

“Dai, su, non rompere le scatole. Io torno a fare quello che mi riesce meglio: riflettere la tua immagine. Ma tu ricordati che fai schifo.”

“…”