Gli Operatori australiani Mozzie e Gridlock si uniscono a Rainbow Six nella stagione 1 dell’anno 4, in aggiunta alla nuova mappa “Outback”

Durante il SixInvitational 2019, Ubisoft ha annunciato tutti I dettagli della Stagione 1 dell’anno 4 di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege. L’operazione Burnt Horizon introduce un attaccante e un difensore reclutati direttamente dal plotone di mobilità della SASR australiana, Gridlock e Mozzie. Questi due nuovi operatori arrivano nel gioco con una nuova mappa, Outback, un omaggio alle solitarie stazioni di servizio e ai motel situati lungo le dimenticate highway della splendida e soleggiata Australia. La Stagione 1 dell’Anno 4 introduce anche un nuovo Set Elite per l’Operatore Hibana, che include un’uniforme Onkochishin, una nuova emote di vittoria e una skin per l’arma.

Burnt Horizon introduce due nuovi operatori, l’attaccante Gridlock e il difensore Mozzie, amici di lunga data e membri del plotone di mobilità dell’Australian Special Air Service Regiment (SASR). Gridlock usa i pungiglioni Trax, una versione portatile delle strisce chiodate stradali che, quando attivati, rilasciano un cluster esagonale di spuntoni. Se i difensori li calpestano, i pungiglioni Trax infliggono dei danni e ne rallentano i movimenti, una caratteristica che rende questo gadget un ottimo strumento per il controllo della mappa. Allo stesso tempo, Mozzie può schierare il suo Parassita. Quando scende in campo, il Parassita si attacca al drone nemico più vicino, oscurandone la videocamera e avviando una sequenza di override al fine di hackerare il drone e garantirne il controllo a Mozzie.

In aggiunta a questi due nuovi operatori, Burnt Horizon introduce la mappa Outback, una stazione di servizio dimenticata di una iconica autostrada situata in Australia. Outback è divisa in tre sezioni distinte: il Garage, il Motel e il Ristorante, ciascuna con caratteristiche uniche. Outback è una mappa di dimensioni medie, quindi i giocatori non dovranno andare lontano per trovare percorsi alternativi. Ricca di elementi distintivi dell’ecosistema australiano, questa mappa è impreziosita da angoli nascosti e da souvenir della grande isola del sud.

Il Test Server dell’Operazione Burnt Horizon sarà attivo dal 18 febbraio. Il Test Server è una versione alternativa di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege che offre ai giocatori la possibilità di provare le nuove funzioni che entreranno a far parte del titolo principale. Trattandosi di un ambiente di testing, non si garantisce una esperienza di gioco stabile. I giocatori sono invitati a indicare i problemi che riscontrano sul Test Server sulla piattaforma R6 Fix. Il Test Server è disponibile esclusivamente su Windows PC.

Warhammer Vermintide II si propone come sequel del precedente titolo di Fatshark, ereditando dal titolo tante delizie e alcune pesanti croci.

Il Topo o il Guerriero per me lo stesso son.

Il titolo non cambia nella forma essenziale, torneremo infatti a controllare i nostri cinque eroi di Ubersreik, catturati dalle orde nemiche, ma sempre combattivi e pronti a farsi strada fra il sangue degli Skaven. La minaccia però è raddoppiata, insieme ai celebri ratti pestilenziali troveremo infatti le orde barbariche e sconvolgenti dei guerrieri del Caos, rimpolpate da demoni e bestioni corazzati.

Oltre all’aggiunta di nuovi nemici Vermintide si rinnova anche nel comparto di utilizzo, se da una parte abbiamo davanti la classica impostazione “four vs the world” di squisita estrazione “Left 4 Deadiana”, l’introduzione di un nuovo sistema di crescita dei personaggi rende il tutto più interessante. Ciascuno dei nostri eroi avrà infatti la possibilità di cambiare specializzazione con il crescere di livello.

Per fare un esempio Markus Kruber inizierà come mercenario, ma avanzando avremo possibilità di diventare un Cacciatore oppure un Cavaliere a Piedi, cambiando equipaggiamento, abilità e perk. In particolare avremo la possibilità di utilizzare sempre nuove armi ed equipaggiamento grazie a forzieri di fine missione o ricompense giornaliere. Queste armi potranno poi essere migliorate e modificate presso l’apposita forgia situata nell’hub centrale.

Non c’è tempo di ammirare il panorama!!

Il motogre grafico del gioco ci mette di fronte e a interessanti e piacevoli mappe, radicalmente differenti fra loro e piene di scorci effettivamente notevli. Da delle piantagioni aperte e soleggiate fino a un picco inevato, le tredici mappe non ci sancheranno e porteranno costantemente un senso di novità ed esplorazione, Introducendo anche una verticalità nuova e intelligentemente usata. L’interattività è ridotta all’osso, tuttavia il sistema di messa in gioco delle orde nemiche è casuale e permette una discreta incognita ad ogni partita.

Graficamente il titolo convince abbastanza, con qualche grosso inciampo specialmente nei render dell’acqua, del fuoco e alcune texture oggettivamente bruttine. Interessanti invece le animazioni di combattimento e le reazioni alle mutilazioni dei nemici.

I combattimenti risultano soddisfacenti se presi in uno contro uno, mentre affrontando le caratteristiche orde risulterà scivoloso e non particolarmente accurato. Buono il combattimento a distanza. Il sistema di loot abbandona i vecchi e scarsamente piacevoli dadi e ci permette e ci permette di ottenere casse premio contenenti armi e oggetti per il nostro personaggio, che si arricchiranno di contenuti con il completamento di alcuni bonus in partita.

Il gioco online è obbligatorio, un party di quattro giocatori rende sicuramente più divertente le dinamiche del titolo, tuttavia non è sempre facile ottenere i tre compagni che si lanceranno con noi all’avventura, con tempi di attesa piuttosto lunghi. Comunque grazie al coinvolgimento del gioco in gruppo, alle numerose missioni presenti, la loro varietà ed il sistema di crescita dei personaggi il divertimento è decisamente assicurato!

In conclusione

Vermintide II cerca di riscattare e migliorare il nome del titolo, e ci riesce anche piuttosto bene. Un gameplay divertente e frenetico, unito a interessanti sistemi di sviluppo dei personaggi e piacevoli rivoluzioni nelle mappe e la loro giocabilità ne fanno un titolo godibile e piacevole. Peccato per alcuni scivoloni stilistici nel comparto grafico e nelle animazioni, scivoloni tuttavia accetabili se si osserva il titolo nella sua interezza e nella sua vera natura, quella di un gioco sviluppato con in mente una sola cosa: spacca il ratto!!!

Mesa la pistolera entra a far parte del gruppo dei Warframe Prime assieme a due interessanti quanto potenti armi prime: le Akjagara ed il Redeemer.

È stato reso disponibile il nuovo Prime Access dedicato a Mesa, in particolare è possibile acquistare quattro differenti pack che sono effettivamente uno l’upgrade dell’altro. Abbiamo infatti:

  • Ballistic Battery: che include unicamente le Akjagara Prime, il Redeemer Prime e 1050 Platini.
  • Shooting Gallery: che include, oltre alle due armi, anche Mesa Prime ed un totale di 2625 Platini.
  • Pacchetto Accessori: contenente degli esclusivi accessori Prime per l’operatore, un elmo alternativo per Mesa Prime, booster affinità e crediti da 90 giorni ed infine la Sugatra Cholla Prime.
  • Peacemaker: che comprende tutti gli elementi degli altri pack con un totale di 3990 crediti.

Passiamo adesso ad analizzare nel dettaglio la vera protagonista di questo Prime Access, ovvero Mesa Prime. Si tratta di un Warframe estremamente versatile ed adatto a quasi ogni situazione grazie alle sue particolari abilità che spaziano dal buff degli alleati alle capacità di sopravvivenza, anche se certamente risulta essere particolarmente efficace nella difesa di un singolo obiettivo grazie alla sua quarta.

  1. Ballistic Battery: questo potere accumula il danno causato dalle armi da fuoco, ed una volta disattivato incanala tutto il danno accumulato nel successivo sparo.
  2. Shooting Gallery: conferisce danno extra agli alleati e fa inceppare le armi dei nemici vicini spostandosi da un giocatore all’altro.
  3. Shatter Shield: avvolge Mesa in una barriera di energia che riflette il danno dei proiettili in arrivo.
  4. Peacemaker: Mesa estrae le sue pistole Regulator e spara ai suoi avversari in rapida successione.

Inoltre Mesa presenta una particolare abilità passiva: aumenta la velocità di fuoco delle armi secondarie doppie e ricarica più velocemente quelle singole; inoltre se non equipaggia armi corpo a corpo riceve un bonus alla salute. Qui di seguito potete trovare la build che abbiamo trovato più efficace per Mesa e per le Regulators (da notare che la prima non necessita necessariamente di essere formata se non per applicare Corrosive Projection che potrebbe essere sostituita da Pistol Amp, mentre le pistole si):

Passando invece a parlare delle due nuove armi, le Akjagara Prime ed il Redeemer Prime ci troveremo di fronte a due armi estremamente efficaci ed utili che potrebbero andare a rappresentare un vero e proprio must all’interno dei nostri arsenali. Cominciamo innanzitutto dalle Akjagara Prime: una coppia di pistole in grado di infliggere un grande quantitativo di effetti senza però tralasciare i colpi critici. Eccovi qui di seguito un’ottima build per queste fantastiche pistole:

Ultimo, ma non per importanza, abbiamo il Redeemer Prime, una fantastica Gunblade con eccellenti statistiche di base che le permettono di raggiungere il 100% di effetto ed alte percentuali di critico. La peculiarità di questa classe di armi corpo a corpo è quella di poter sparare colpi caricati e concatenarli in temibili combo, in modo da rendersi estremamente efficace anche dalla distanza; la seguente build necessita ancora di forma per poter sfruttare a pieno le potenzialità di Primed Fury ed inoltre sarebbe più efficace utilizzare Jolt al posto di Shocking Touch così da incrementare ancor più la chance di effetto:

In conclusione si tratta di un Prime Access davvero con i fiocchi, sia per quanto riguarda la nuova Mesa Prime che per le due nuove armi Prime e che porta come novità inaspettata degli accessori per l’operatore (anzichè le classiche armature per il Warframe). 

Activision ritorna alla carica dopo il successo di Crash N’sane Trilogy con un nuovo remake dedicato al draghetto viola nato con la prima Playstation, parliamo infatti della Spyro Reignited Trilogy.

Spyro Reignited Trilogy racchiude in sé i primi tre titoli, pubblicati per la prima PlayStation: Spyro The Dragon, Spyro Ripto’s Rage e Spyro Year of the Dragon.
La creazione di questo remake è stata assegnata da Activision a Toys for Bob: studio di sviluppo di diversi titoli tra cui alcuni Skylanders. Spyro ha da sempre rappresentato un’importante icona per i videogiocatori della scorsa generazione (parliamo di giochi rilasciati nel 1998-2000) risultando essere uno dei migliori titoli sviluppati per la prima console di casa Sony da Insomniac Games.

Il gioco era dedicato principalmente ad un pubblico giovane, soprattutto per via dell’età media dei videogiocatori dell’epoca. Ciononostante tutti quelli che hanno avuto modo di crescere assieme al simpatico draghetto e di appassionarsi alle sue avventure, han continuato, negli ultimi anni, a chiedere a gran voce il suo ritorno (specialmente in seguito al remake dedicato a Crash). Queste richieste sono state ampiamente esaudite grazie alla creazione di questo remake composto da ben tre giochi.

Come abbiamo già avuto modo di indicare Spyro Reignited Trilogy è un remake vero e proprio dei primi giochi dedicati a questa importante icona, poiché gli sviluppatori, non avendo accesso al codice sorgente originale, han comunque fatto in modo di ricostruire da zero tutti i livelli, personaggi e così via; non si tratta dunque di una remastered! Ci teniamo a precisare fin da subito che il team di sviluppo è riuscito al meglio nell’impresa di dare una nuova vita a Spyro, così da farlo ritornare più in forma che mai per le console della attuale generazione.

Ecco così che ci ritroveremo a seguire le avventure di Spyro e della sua libellula Sparx per sconfiggere Nasty Norc e salvare i draghi dal suo incantesimo (Spyro The Dragon), soccorrere la terra di Alavar dal mago Ripto (Spyro Ripto’s Rage) e ritrovare tutte le uova rubate durante la celebrazione dell’anno del Drago (Spyro Year of the Dragon). Inoltre rincontreremo anche tutti gli indimenticabili e simpaticissimi personaggi e ritorneremo ad esplorare tutte le magnifiche e variegate terre che caratterizzano ciascun gioco.

La formula di base dei tre giochi è sempre la stessa, ed è ovviamente invariata rispetto al titolo originale; si tratta dunque di un semplice gioco platform (intervallato dal alcune sezioni “più arcade”) caratterizzato dalla combinazione di diversi elementi di gameplay per riuscire a superare ciascun livello. Si partirà così dalla semplice possibilità di caricare i nemici, sputare fiamme e planare fino ad arrivare al nuoto, soffio di ghiaccio e così via. I vari livelli giocabili saranno sempre raggruppati in più mondi esplorabili, ed in ciascuno di questi sarà possibile trovare gemme (più o meno funzionali a livello di gameplay per riuscire a passare da un mondo al successivo), draghi o uova da salvare.

La salute del draghetto viola sarà indicata attraverso la nostra libellula: Sparx; infatti questa avrà un colore variabile a seconda della nostra salute rimanente.
Potremo subire un massimo di quattro colpi dai nemici (giallo, blu, verde ed infine sparirà), che potremo comunque recuperare, rinvigorendo Sparx colpendo vari animali presenti nei livelli. In aggiunta avremo un indicatore con il nostro numero complessivo di vite rimanenti, e per ciascun livello potremo sempre controllare quanti e quali collezionabili ci mancano.

Dal punto di vista tecnico il team di sviluppo è riuscito a svolgere un lavoro decisamente encomiabile ricostruendo alla perfezione l’intero universo di Spyro e valorizzandolo al contempo con una stupenda grafica decisamente al passo con i tempi grazie ad ottime texture, un’illuminazione realistica, un’eccellente modellazione di personaggi ed ambient, il tutto condito con un framerate stabile in ogni situazione. Tutto questo racchiuso in un’avventura in grado di intrattenere tutti (in particolare quelli che cercheranno di completare ciascun gioco al massimo) per un totale di oltre 18 ore, con una durata di ogni gioco di circa 6 ore.

L’ultima stagione del secondo anno di Rainbow Six Siege è ormai alle porte, pertanto eccovi tutti i dettagli sui due nuovi operatori dal Marocco che si uniranno al team con Operazione Wind Bastion!

Eccoci a parlare nel dettaglio dei due nuovi operatori che entreranno a far parte di Rainbow Six Siege con la quarta stagione del secondo anno. Qui di seguito trovate tutti i dettagli su abilità, armi ed equipaggiamento di questi operatori provenienti dal Marocco che promettono di aggiungere numerose novità al titolo!

Iniziamo parlando della nuova operatrice d’attacco: Nomad. Si tratta di un’attaccante dotata di due punti velocità e due armatura dotata di un AK-74M (44 danno, 650 rateo, 40 colpi) e di un ARX200 (47 danno, 750 rateo, 20 colpi) come armi principali, mentre come arma secondaria avrà solamente una pistola .44 Mag Semi-Auto (74 danno e 7 colpi) fornita di un piccolo mirino telescopico; infine come equipaggiamento tattico sarà provvista di granate stordenti e cariche da irruzione. Il suo gadget speciale (“Airjab“) sarà costituito da un lanciagranate montato sul lato sinistro della sua arma principale in grado di sparare un massimo di tre cariche adesive. Queste fungeranno da vere e proprie trappole di prossimità nei confronti dei difensori, infatti in caso di detonazione queste sbalzeranno all’indietro l’operatore di difesa (eventualmente anche sfondando pareti non rinforzate dietro di lui) facendolo cadere al suolo e da qui dovra rialzarsi con una nuova animazione che lo renderà vulnerabile agli avversari per circa due secondi. Da notare che se una di queste cariche dovesse scattare contro Clash farà si che quest’ultima passi dallo scudo all’arma secondaria fino a quando non sarà nuovamente in piedi, inoltre le sue cariche potranno essere contrastate con Jaeger. Nomad dunque aggiungerà importantissime novità per gli attaccanti che in questo modo potranno difendersi in maniera più efficace dai Roamer (la posizione delle cariche non sarà visibile, pertanto in caso di attivazione riceverà come unica “notifica” il punteggio della loro attivazione) o sfruttare queste trappole in situazioni più tattiche.

Passando invece a parlare di Kaid ci troveremo di fronte ad un operatore difensivo dotato di tre punti armatura ed uno velocità; come armi a principali avrà un smg AUG A3 (27 danno, 700 rateo, 31 colpi) ed un fucile a pompa TCSG12 (84 danno, semi automatico, 10 colpi), come secondaria la stessa pistola di Nomad e come equipaggiamento tattico delle granate ad impatto e probabilmente filo spinato o uno scudo mobile. I suoi gadget speciali, chiamati “Electroclaws“, saranno tre piccoli dispositivi adesivi e lanciabili su qualsiasi superficie. Una volta lanciate attiveranno dopo qualche attimo (non abbastanza da contrastare Hibana o Thermite) una scarica elettrica attiva su una piccolissima area d’azione e tutti gli oggetti metallici coinvolti (scudi, pareti rinforzate, botole rinforzate e filo spinato) saranno elettrificati. In questo modo, oltre a creare finalmente una protezione per le botole, si potrà anche efficacemente elettrificare il filo spinato (mentre le batterie di bandit erano troppo facilmente identificabili in esso). Questi gadget potranno ovviamente essere distrutti da Tatcher (che diventa ormai indispensabile nel team d’assalto), ma con molta difficoltà eliminabili sfruttando il lanciafiamme di Maverick considerando che possono essere piazzate ovunque e che hanno più o meno la dimensione delle mine a concussione di Ela.

Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate di questi nuovi operatori e vi ricordiamo che la nuova stagione Wind Bastion verrà introdotta con buona probabilità nella prima settimana di dicembre.

TOM CLANCY’S RAINBOW SIX® SIEGE ANNUNCIA I PRIMI DETTAGLI DELLA STAGIONE 4: OPERATION WIND BASTION

Oggi Ubisoft ha svelato i primi dettagli di “Operation Wind Bastion” che introdurrà due nuovi Operatori, un Attaccante e un Difensore, provenienti dal Marocco. Operation Wind Bastion includerà anche una nuova mappa, Fortress, la prima mappa a essere fortemente associata a un Operatore.

Fortress: una struttura di addestramento militare situata nella catena montuosa dell’Atlante, offre ai giocatori l’incredibile opportunità di mettere alla prova le loro abilità all’interno di una splendida Kasbah dall’architettura iconica, tipica della regione meridionale del Marocco. La mappa sarà composta da due aree distinguibili che offrono una varietà di spazi aperti, nascondigli e punti di avvistamento per gli scontri a corto e lungo raggio.

Tutti i restanti dettagli della Stagione 4 dell’Anno 3 di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege saranno annunciati il 18 novembre, durante le Finali della Pro League, che si terranno in Brasile, a Rio de Janeiro.

Ecco a voi i giochi che saranno resi disponibili gratuitamente il prossimo mese per i membri iscritti al PlayStation Plus.

Sono stati da poco annunciati i giochi che diventeranno gratuiti il mese di Novembre per gli utenti abbonati al servizio PlayStation Plus; iniziamo dunque a parlare dei due giochi principali offerti per i possessori di PS4. Paliamo infatti di Bulletstorm: Full Clip Edition e di Yakuza Kiwami.

Con la Full Clip Edition di Bullestorm avremo accesso al gioco principale ed a tutti gli add-on sviluppati in seguito. Nella campagna principale impersoneremo Grayson Hunt, reduce di uno schianto con la sua navicella su un pianeta abbandonato. Grazie al suo gameplay frenetico ed avvincente il divertimento è pressoché assicurato!

Yakuza Kiwami è il remake del primo capitolo della celebre saga di Yakuza; nei panni di Kiryu Kazuma ci ritroveremo ad affrontare una vera e propria guerra interna nella mafia giapponese! Dopo essersi preso la colpa di un crimine da lui non commesso, il protagonista si ritroverà ad uscire dal carcere dieci anni dopo, in un mondo ormai per lui irriconoscibile…

Gli altri titoli offerti per le altre piattaforme Sony saranno:

Vi ricordiamo, inoltre, che tutti questi titoli saranno disponibili gratuitamente sullo store a partire dal 6 Novembre. Fateci sapere cosa ne pensate dell’offerta di Sony per questo nuovo mese!

Starlink Battle For Atlas è un nuovo titolo sviluppato da Ubisoft e costruito sulla base di un’idea tanto interessante quanto originale.

Trama

In seguito al contatto con un alieno atterrato sulla terra, l’astrofisico Victor St. Grand ha dato inizio ad una spedizione segreta alla volta della galassia di Atlas, luogo di provenienza dell’alieno chiamato Judge. Una volta giunti sul posto, però, St. Grand verrà rapito poiché in possesso d’informazioni su come creare il Nova, una fonte di energia utilizzata dai membri dell’iniziativa Starlink come carburante. La storia dei membri dell’iniziativa si andrà immediatamente ad intrecciare con quella di altri personaggi come il gruppo Star Fox. 

Tutti questi personaggi potranno divenire protagonisti della nostra avventura, e starà a noi decidere quale, grazie al sistema alla base di questo titolo che descriveremo più approfonditamente parlando del gameplay. Così, grazie ad una narrazione di buon livello ed una storia che, pur non brillante per originalità e complessità riesce ad intrattenere sia grandi che piccini, la trama si andrà a dipanare lungo i numerosi pianeti presenti all’interno di questa galassia.

Gameplay

La peculiarità più grande che getta le fondamenta di Starlink Battle for Atlas è la “costruzione” della propria navicella utilizzando parti in plastica che potrete trovare all’interno della confezione del gioco o acquistare singolarmente. L’idea di trasporre dei giocattoli reali all’interno di un videogioco è già stata utilizzata in altri titoli come Skylanders, ma qui assume un aspetto più importante legato alla possibilità di scambiare qualsiasi elemento della nave in qualsiasi momento e ritrovarci il cambiamento contestualmente all’interno del gioco.

Difatti nel bundle base di Starlink potrete trovare un supporto per il controller della vostra console, una navicella (composta da un corpo centrale e due ali), un pilota e tre armi. Dopo aver montato il supporto sul controller dovrete collegarci il vostro pilota, per poi inserire la navicella ed infine le armi (una per lato visto che ciascuna ala sarà dotata di uno slot). Ciascuna di queste parti potrà essere modificata in qualsiasi momento per far fronte ad esigenze diverse, o in particolare nel caso della nave per ottenere una “vita in più” in caso di sconfitta.

Le ali delle varie navi potranno essere interscambiate in base alle nostre preferenze, poiché queste andranno a modificare determinati parametri (velocità, controllo, difesa, energia) che saranno ovviamente variabili per ciascun veivolo. Sarà altresì possibile montare altre ali nello slot per le armi, così da ottenere navicelle più performanti e complesse. Le varie armi presenti saranno caratterizzate da un elemento: ghiaccio, fuoco, vuoto, gravità e neutrali, oltre che una diversa modalità di fuoco come missili a ricerca, raffiche automatiche, raggi e così via. 

In Starlink i differenti nemici che ci si paleseranno d’innanzi sui diversi pianeti avranno vulnerabilità variabili a certi elementi e potranno essere combattuti con maggiore efficacia con determinati tipi di fuoco delle armi. Per questo motivo sarà essenziale modificare le nostre armi secondo occorrenza, così da risultare sempre efficaci al massimo. Alcuni di questi elementi potranno inoltre combinarsi tra loro così da incrementare il danno inflitto; ad esempio congelare un nemico ed in seguito colpirlo con un’arma di tipo fuoco darà shock termico, o creare “singolarità” con le armi da vuoto e colpire queste con armi incendiarie o di ghiaccio creerà vortici elementali.

I piloti, inoltre, avranno abilità uniche che si ricaricheranno con il tempo come la possibilità di rallentare il tempo, creare onde soniche, effettuare colpi precisi e così via, oltre che un albero delle abilità. Armi e navi, invece, presenteranno degli slot all’interno dei quali potremo inserire delle mod che troveremo all’interno di casse o sconfiggendo nemici; queste saranno essenziali per aggiungere alcune proprietà al nostro armamentario e migliorare ancor più le varie statistiche.

La nostra navicella potrà anche atterrare sulla superficie dei diversi pianeti; navigando sulla loro superficie, infatti, potremo dare inizio all’esplorazione ed a missioni primarie e secondarie. Ci troveremo frequentemente ad affrontare nemici di diverso tipo, ma i combattimenti in volo o a terra, per quanto semplici (avendo unicamente la possibilità di saltare, schivare, attivare lo scudo e fare fuoco) riescono a divertire e difficilmente ad annoiare, proprio grazie alla componente dello scambio continuo di armi ed altre parti.

Esplorando un pianeta avremo numerose cose da fare, come ad esempio ricercare gli esemplari di flora e fauna locale scansionando il DNA di questi ultimi, conquistare avamposti, scoprire punti di interesse e migliorare osservatori e miniere presenti. Questi ultimi due ci consentiranno di scoprire automaticamente vaste aree di un pianeta ed aumentare il nostro rifornimento costante di electrum (necessario per sbloccare potenziamenti della nostra “nave madre”: la Equinox).

Sarà anche possibile acquistare il gioco ed i vari pack di armi, personaggi e navi direttamente in digitale, questo risulterà in una maggiore funzionalità e comodità data dal maggior ingombro che la controparte fisica può dare sul controller, andando però un po’ a perdere la reale natura centrale del titolo; senza poi considerare il fatto che i più giovani certamente apprezzeranno molto di più la possibilità di utilizzare veri giocattoli all’interno di un videogioco.

Longevità

Starlink Battle for Atlas non presenta una longevità legata alla trama principale elevata; difatti è possibile completare la sola storia principale in circa 7 ore. Questo però senza poi contare la possibilità di intraprendere alcune trame secondarie come quella di Fox McCloud dedicata a Nintendo Switch. Il titolo però fa suo punto forte l’esplorazione e la ricchezza di contenuti, così da allungarne discretamente la giocabilità.

Comparto Tecnico

Dopo aver provato il titolo durante la GamesWeek, il nostro più grande dubbio era riguardo alla grafica. Adesso ci sentiamo di affermare senza alcun problema che Starlink presenta una grafica su console di ottimo livello, con texture di buon livello, oltre che numerosi elementi a schermo e dettagli apprezzabili. Tutto quanto riesce a dare grande risalto alle ambientazioni dei diversi pianeti esplorabili, tutte uniche e ben diversificate, così come del resto lo sono piante ed animali.

Di buon livello anche il comparto sonoro, parlando in particolare delle musiche e degli effetti. I doppiaggi in italiano riescono nell’intento di dare maggiore personalità e carattere ai differenti personaggi presenti. Da appuntare, inoltre l’ottimo livello di manifattura dei giocattoli disponibili. Infine dal punto di vista dei bug non abbiamo praticamente nulla di particolare da evidenziare non avendo riscontrato nessun problema durante la nostra partita.

Oggi parleremo dell’ultimo Warframe Prime introdotto il 25 settembre, ovvero Chroma Prime e delle armi inserite nel suo Prime Access: Gram e Rubico.

Prima di parlare di setup e migliorie della versione Prime vogliamo soffermarci a parlare delle sue abilità e di come queste cambino in risposta al colore dell’energia. Per chi non lo conoscesse, infatti, Chroma può modificare il proprio tipo di danno elementale in base al colore dell’energia che useremo su di lui. In questo modo può utilizzare ghiaccio, fuoco, tossina ed elettricità. Ogni elemento va poi a modificare semplicemente a livello estetico e di danno inflitto tutte le sue abilità, ma una viene radicalmente alterata; si tratta infatti della secondaria: Elemental Ward.

Con Elemental Ward, infatti, Chroma si riveste di energia difensiva e crea un effetto offensivo ad area (che viene poi trasferito a tutti gli alleati se presenti nel suo raggio d’azione). In base agli elementi avremo:

  • Fuoco = danneggiamento continuo dei nemici presenti nel suo raggio d’azione e aumento diretto della salute massima.
  • Ghiaccio = riflette i danni subiti e conferisce un bonus all’armatura.
  • Elettricità = riflette i danno subiti con un moltiplicatore maggiore rispetto a ghiaccio e conferisce un bonus allo scudo.
  • Tossina = possibilità danno e aumento velocità di ricarica delle armi.

Le sue altre abilità sono:

  1. Spectral Scream: emette un fiato elementale che infligge danno continuo.
  2. Vex Armor: quando Chroma subisce danno agli scudi la sua armatura aumenta, quando subisce danno alla salute il danno delle sue armi aumenta.
  3. Effigy: la pelle di Chroma diventa una sentinella che rimane in un punto ed attacca i nemici, oltre che fornire alcuni bonus secondari.

Chroma é sempre stato un Warframe sfruttato specialmente per via del buff al danno fornito dalla sua terza abilità e dai bonus forniti dalla sua seconda. Con l’introduzione della sua variante Prime ci troviamo ad avere un Warframe meno “limitato” del precedente, soprattutto per l’aumento di energia che passa da 225 a 300 (livello massimo e senza l’utilizzo di Mod); presenta anche un’armatura aumentata da 350 a 425 ed una polarità Vazarin ed una Naramon aggiuntive.

Grazie specialmente all’aumento di energia si può sfruttare un setup di Mod incentrate fortemente su durata e specialmente forza, così da massimizzare il danno inflitto (specialmente nell’uso contro gli Eidolon) e sfruttare l’alta durata per controbilanciare la bassa efficienza. In questo modo infatti vi ritroverete ad avere una durata di Elemental Ward e Vex Armor che sfora abbondantemente il minuto e sfruttando un operatore con scuola Zenurik potrete usare tranquillamente Energizing Dash per ricaricare al massimo l’energia di Chroma mentre vi dedicherete a distruggere lo scudo dell’Eidolon.

Una volta presa la mano riuscirete a regolarvi su quando ritornare all’interno del Warframe per riattivare la seconda e la terza abilità (visto che nel frattempo la sua energia si sarà ricaricata) e così non perdere i bonus guadagnati. Il setup di Mod da noi utilizzato è il seguente (da notare che si tratta di un Chroma non ancora formato e quindi con Mod non maxate, per cui tutte le statistiche possono ancora migliorare, ma già in questo modo riescono ad essere estremamente efficaci):

Parlando infine brevemente delle sue armi abbiamo il Rubico Prime: un fucile di precisione da 5 colpi che per affrontare gli eidolon deve essere necessariamente accompagnato da Mod che aumentino danno da radiazione, multishot, danno e danno critico (e probabilità). La Gram Prime infine è uno spadone pesante con una velocità di attacco molto bassa ma un danno ed una probabilità e danno critico molto elevate, per cui per natura non è difficile creare una build adatta.

Vi ricordiamo, infine, che è possibile ottenere le armi e Chroma Prime tramite le reliquie nel gioco, oppure acquistando il suo Prime Access Pack che include anche un glifo prime e 2625 Platino; è anche disponibile il Chroma Prime Accessories Pack che invece include l’armatura Imugi Prime, la Syandana Impetus Prime, 1365 Platino, Booster di 90 giorni di crediti ed affinità.

Durante la Milan Games Week 2018 abbiamo potuto provare The Division 2, l’atteso sequel sviluppato da Ubisoft. Il gioco sarà ambientato 7 mesi dopo il disastro di New York, raccontato nel primo capitolo, e tutti gli Stati Uniti ormai si sono riorganizzati per riprendere una vita apparentemente normale, ma ci sono scontri tra diverse fazioni per il potere, e Wahsington D.C. è uno dei punti in cui gli scontri sono più cruenti. Ci saranno tre nuove classi da sviluppare e tante nuove armi.

Grazie anche al buon impiego del Snowdrop Engine, le ambientazioni del titolo sembrano, rispetto a quelle che abbiamo avuto modo di percorrere negli scorsi anni, decisamente ricche di dettagli e di gran lunga più ampie rispetto alle anguste e grigie strade di New York, soffocate dall’ingente numero di grattacieli e palazzi.

Nella demo l’obbiettivo era quello di mettere in sicurezza un punto di controllo. Il percorso è disseminato di forze nemiche appostate e pronte ad entrare in azione. Il Time to kill non sembra essere cambiato rispetto al capitolo precedente, per quanto riguarda i nemici corazzati richiedono ancora un dose di fuoco concentrato e colpi precisi ai puti deboli, metre i nemici più deboli sembrano andare giù con meno colpi.

Il livello di sfida era ottimo e ci ha “obbligato” a fare affidamento alle copertura, in quanto già i nostri compagni si sono lanciati in campo aperto cadendo al suolo. Una maggiore tattica sembra quindi essere al centro delle dinamiche di gioco, non solo in quanto ad approcci sul campo ma anche in quanto a specializzazione del proprio personaggio che determinerà in modo più stringente rispetto a The Division le qualità uniche del nostro agente.

Le opzioni tra cui è possibile scegliere includono il Survivalist – con il quale abbiamo effettuato la prova – , dotato di una letale balestra per cavarsela nelle situazioni più impervie, il Demolitionist, equipaggiato con un lanciagranate devastante utile per generare caos e stanare i nemici nascosti, e lo Sharpshooter che porta con sé un fucile ad alto calibro, utile a sfoltire le linee nemiche dalla distanza e attaccare di precisione i nemici più pericolosi.

In conclusione, The Division 2 mantiene molti degli elementi che sorreggono tuttora il primo capitolo, e, partendo dall’enorme esperienza acquisita negli ultimi anni, Massive Entertainment prova a fare ammenda degli errori del passato, cercando di evolvere il marchio ad un titolo in grado di trattenere a lungo i molti ancora affezionati alla serie.