Se avete apprezzato Portal e il suo sequel, Relicta non sarà certo sfuggito al vostro sguardo. Utilizzando la formula vincente del puzzle game con pulsanti da premere e porte da aprire, andiamo a scoprire dunque se il titolo sviluppato dalla casa indipendente spagnola Mighty Polygon e pubblicato da Ravenscourt ha le carte giuste per diventare un successo nel genere o l’ennesimo clone di Portal.

1. Una Luna tutta da Terraformare

Relicta con la sua ambientazione ci porta direttamente su una Luna parzialmente Terraformata, dove una fisica, la dottoressa Patel, in collaborazione con altri studiosi, gestisce un laboratorio confiscato ad un’organizzazione criminale che utilizzava tecnologia incredibilmente avanzata per svolgere esperimenti sui poli magnetici e la gravità. Se questo non bastasse a catturare il vostro interesse, aggiungiamo un’IA che ci accompagnerà per tutta la durata del nostro percorso e una forma di vita aliena dall’aspetto quantomeno sospetto.

Senza scendere nei dettagli di trama per evitare spoiler, ma rimanendo su ciò che i trailer ci hanno concesso, un evento misterioso e traumatico ha messo in pericolo la dott.ssa Patel, e la scienziata si troverà così coinvolta in una situazione molto, molto pericolosa che sarà estesa anche a tutta l’equipe di scienziati e alla figlia, anche lei fisica che sta per approdare sul satellite che ospita il laboratorio.
Niente male per un puzzle game, vero?

relicta

2. Un puzzle game pieno di cubi

Come ogni opera del suo genere, è il gameplay l’asso nella manica di Relicta. Sorpassata la fase di tutorial in ambiente protetto, veniamo subito catapultati dal gioco nella prima area da esplorare della nostra Luna. Ogni puzzle di questo gioco coinvolge un determinato numero di cubi. Gli elementi su cui andiamo ad agire hanno, fondamentalmente, 3 stati di alterazione: a polo negativo, a polo positivo, e senza gravità. Le interazioni fra i cubi sono guidate da noi, ma tra interruttori che aprono e chiudono barriere, ascensori creati ad hoc e piastre a pressione, le possibilità sono veramente tante, e il gioco ne è la prova.

Se queste premesse non rappresentano certamente nulla di particolarmente originale sulla scena videoludica, Relicta si palesa subito come un gioco in cui l’intuito e il ragionamento logico vengono messi sullo stesso piano dal gameplay; avremo tante fasi risolvibili al primo colpo d’occhio e tante altre che necessiteranno qualche sforzo in più, qualche tentativo e talvolta il reset del puzzle, che avremo erroneamente incastrato, rendendolo irrisolvibile. Da notare come spesso e volentieri ci sembrerà che l’enigma di fronte a noi sia irrisolvibile (come ogni buon gioco del genere), o che ci siano degli elementi inutili, ma chi conosce questo genere sa benissimo che è sufficiente guardarsi bene intorno per vedere il quadro completo, la risoluzione dell’enigma e, di conseguenza, la chiave per avanzare.

I problemi che questo Relicta ci porrà di fronte sono sempre freschi e complessi, e anche se alla Mighty Polygon non hanno effettivamente inventato un nuovo genere, hanno di certo saputo dare una ventata di aria fresca e riportare l’attenzione di una categoria di giocatori che da anni aveva bisogno di un titolo di questo tipo.

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3. Un’esperienza di gioco dalla durata soddisfacente

Questo intero genere videoludico, lo sappiamo bene, ha di base una rigiocabilità pressoché inesistente, e il motivo è evidente: se abbiamo già risolto l’enigma una volta, non abbiamo alcun motivo di farlo una seconda se non per il ludico piacere (da non sottovalutare!) di rigustarsi la trama. Relicta è senza dubbio rispettabile nella sua natura di puzzle game, con diverse aree che ci hanno davvero fatto fondere il cervello e che hanno saputo tirar fuori ogni briciolo dei nostri neuroni per essere superate, e in quanto durata non stiamo parlando ovviamente di un indie da poche ore.

Eppure è proprio qui che entra in gioco l’ambientazione di Relicta: le mappe del laboratorio sono cosparse di collezionabili, a partire da vecchie foto, passando per volantini pubblicitari e arrivando a note riguardanti i complotti di natura politica che pervadono il titolo. Seguendo molto da lontano la moda di lasciare al giocatore il piacere di esplorare un’ambientazione futuristica in cui effettivamente non tutto è come sembra, Relicta ci chiede quanto vogliamo saperne di questo laboratorio oltre a quello che ci viene detto, quanto siamo interessati a conoscere i personaggi che ci vengono presentati, e quanti complotti segreti vogliamo svelare, dando vita ad un titolo esplorabile e molto più duraturo di quanto si possa pensare vedendo il genere a cui appartiene.

La sola trama principale può essere completata in circa 4 ore, ma come già anticipato, non è un dato molto attendibile. Fornire una durata vera e propria al titolo nel suo insieme non è infatti cosa facile, poiché dipende ovviamente da quanto tempo ci si mette a risolvere i complicati enigmi posti in essere dal gameplay, ma anche dal grado di esplorazione che il giocatore andrà ad intraprendere. Abbiamo particolarmente apprezzato il tentativo di rendere interessante l’opera nella sua narrativa proprio grazie a questi collezionabili.

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4. Una fisica perfetta a 60 FPS

Basato sulla fisica in ogni sua parte, Relicta ha un comparto tecnico non da poco, tenendo granitici i 60fps, e valorizzando le scelte estetiche e molto colorite di cui gli sviluppatori hanno riempito l’opera. Non manca certo qualche bug, né qualche texture dall’aspetto trascurabile, ma Relicta fa quello che deve fare più di 99 volte su 100, e in tutto il gameplay non ci è mai capitato di rimanere bloccati nell’avanzamento a causa di un bug o di un problema con la fisica (colonna portante del titolo e base di ogni interazione all’interno dei suoi assiomi). 

Detto questo, ci è capitato più di una volta durante il gameplay di non essere propriamente sicuri di aver risolto l’enigma proposto nel modo inteso dal gioco, cosa da non sottovalutare dato che parliamo di un genere che di questi tecnicismi dovrebbe fare la sua bandiera, creando un sistema sicuramente aperto alla creatività del giocatore nella risoluzione del puzzle, ma con una risoluzione più chiara ed univoca. Queste incertezze di natura tecnica portano confusione nel giocatore, e conseguentemente mancanza di soddisfazione al completamento di quella specifica fase di gioco.

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Insomma, chiudendo la recensione, è un titolo che vi consigliamo? Sicuramente sì. Se vi piacciono i puzzle game Relicta è un titolo da non lasciarsi sfuggire, ancora di più se consideriamo anche che è stato elaborato da una casa indipendente spagnola che ha lavorato sotto la pressione del periodo storico particolare di questo 2020 e comunque ha rispettato le scadenze che si era prefissata in principio.
Se l’intuito, il ragionamento e una trama intricata e densa di segreti sono il vostro pane, Relicta ha molto da darvi
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