Abbiamo provato “Lost Sphear” e siamo rimasti affascinati dall’ultima produzione dei ragazzi di Tokyo RPG Factory (sviluppatore fondato da Square Enix nel 2015); una piccola perla capace di restituirci le emozioni che provavamo a giocare ai grandi classici RPG degli anni ’90.

La trama di “Lost Sphear” è quella tipica dei giochi RPG old school: il nostro personaggio (Kanata), che negli ultimi tempi ha cominciato a fare dei sogni particolari, vede la sua vita stravolta dall’improvvisa scomparsa di buona parte del suo mondo sotto una coltre di nebbia bianca ed impenetrabile; il nostro eroe quindi, accompagnato ai suoi fidati amici Lumina e Locke, intraprenderà un viaggio alla ricerca dell’origine di questo strano fenomeno. Il nostro Kanata, infatti, è l’unico in grado di dissolvere questa nebbia grazie al potere dei ricordi che solo lui può materializzare; comincerà così la sua personale odissea che lo porterà ad attraversare l’impero rimanendo spesso invischiato nelle sue questioni politiche.

Lost Sphear ha dunque una trama che potremmo definire “classica” in cui il nostro eroe, durante un viaggio che lo porterà ai quattro angoli del mondo in compagnia dei suoi migliori amici (ottimamente caratterizzati), si troverà ad affrontare il suo personale percorso di crescita; scoprendo ben presto che la realtà non può dividersi tra buoni e cattivi o bianchi e neri ma che, come troppo spesso accade, il mondo offre una miriade di sfumature di grigio tra cui è difficile scegliere. Il tutto attraverso una lunga serie di dialoghi silenziosi (sul modello di Final Fantasy VII per intenderci) in un mondo vario e colorato, pieno di NPG ciascuno con la sua piccola storia da raccontare.

Anche per quanto riguarda il gameplay, Lost Sphear non si discosta dai suoi illustri antenati e ci offre la possibilità di modificare l’equipaggiamento dei nostri personaggi con armi ed armature sempre più potenti mentre, per quello che riguarda abilità e magie, sarà necessario trovare ed equipaggiare degli accessori detti  “Spritnite” con i quali sarà possibile dotare i nostri eroi di skills sempre più potenti; indispensabili nel prosieguo del gioco per affrontare dei nemici sempre più forti. Anche il sistema di combattimento prende a piene mani dai caposaldi del genere RPG e ci offre un’esperienza tattica incentrata su un’oculata scelta del posizionamento dei nostri personaggi; il combattimento si svolge a turni (ricordate il vecchio ATB?) con Kanata ed i suoi che potranno colpire uno o più nemici a seconda della posizione scelta sul campo di battaglia. Per quello che riguarda il livello di difficoltà possiamo assicurarvi che, dopo una prima fase di ambientamento, il gioco saprà offrirvi battaglie decisamente impegnative. Una menzione a parte va fatta per il sistema “Momentum” grazie al quale sarà possibile accumulare energia subendo attacchi nemici; energia che sarà poi possibile rilasciare al momento opportuno premendo il giusto tasto ed infliggendo danni aggiuntivi. Starà a noi decidere come e quando utilizzare questa abilità, in grado di ribaltare anche gli scontri più ardui. Altra menzione d’onore riguarda l’introduzione delle Vulcosuit: armature capaci di potenziare gli attacchi dei nostri personaggi ed indossabili consumando una particolare energia ricaricabile solo dormendo nelle locande.

Per quello che riguarda il comparto grafico “Lost Sphear”, così come i capolavori che lo hanno ispirato, è caratterizzato da una realizzazione stilizzata dei personaggi che si muovono in un mondo colorato e pieno di vita; personaggi inquadrati dall’alto secondo la più classica visuale isometrica.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Nonostante “Lost Sphear” sia una piccola meraviglia per tutti i nostalgici del genere RPG old school, non abbiamo potuto non notare alcune “leggerezze” nella realizzazione di questo titolo: un esempio su tutti sono i Dungeon che, troppo spesso, sono composti da due/tre stanze unite da corridoi.

 

  • 85%
    Trama - 85%
  • 80%
    Grafica - 80%
  • 85%
    Gameplay - 85%
  • 90%
    Giudizio Complessivo - 90%
85%

Riassunto

In definitiva, comunque, “Lost Sphear” ci ha convinto, si tratta infatti di un progetto low cost realizzato secondo stilemi relegati in un passato ormai remoto dell’universo videoludico ma che, nonostante tutto, riesce a coinvolgere i videogiocatori più navigati riportando alla luce vecchie emozioni oltre ad avvicinare il pubblico più giovane ad un genere ormai dimenticato; la profondità della storia ed il sistema di combattimento tattico a turni rendono questo gioco un MUST HAVE tra gli RPG oltre che l’ideale trait d’union tra i videogiochi di ruolo classici e quelli moderni.

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