Il primo capitolo di Dishonored fu un capolavoro: meccaniche stealth ben riuscite e congeniate ed un’ottima storia ben approfondita; il tutto circondato da una stupenda atmosfera dai toni dark ed un’ambientazione e uno stile molto simili all’amatissimo Bioshock. Partendo da queste basi, come si saranno comportati i ragazzi di Arkane Studios per il secondo capitolo?

Cominciamo innanzitutto dalla trama: il vero punto forte di Dishonored II: la storia si riallaccia a quella del precedente capitolo, mettendoci inizialmente nei panni di Emily Kaldwin, figlia di Corvo Attano (protagonista del precedente capitolo) e di Jessamine Kaldwin (precedente regina di Dunwall).

Sono passati diversi anni dalle vicende del primo capitolo ed Emily governa Dunwall con l’aiuto di suo padre. Durante la commemorazione per Jessamine, però, si palesano il Duca Abele di Serkonos (regno vicino a Dunwall) ed una donna chiamata Delilah e che sostiene di essere la sorella dimenticata della precedente regina e, quindi, la legittima erede al trono di Dunwall.

Con un abile ed inaspettato colpo di stato Emily e Corvo vengono rapidamente sopraffatti e Delilah, dotata di poteri sovrannaturali, pietrifica uno dei due personaggi; il personaggio che verrà pietrificato dipenderà esclusivamente dalla nostra volontà, e quindi saremo in grado di scegliere se utilizzare Corvo o Emily per giocare l’intera storia. Dopodichè dovremo fuggire da Dunwall grazie all’aiuto di Megan Foster (capitano della Dreadful Whale ed amica di Anton Sokolov, vecchia conoscenza dei due protagonisti) per raggiungere Karnaca, capitale di Serkonos e luogo natio di Corvo.

Il nostro compito sarà salvare nostro/a padre/figlia, riportare l’ordine nella nostra città e sconfiggere Delilah, che, però, appare essere immortale, e pertanto sarà necessario trovare un modo per renderla vulnerabile.

I due possibili protagonisti saranno distinti da poteri diversi ricevuti in dono tramite un Marchio dall’Esterno (un’entità sovrannaturale considerata una vera e propria divinità oscura) ma, anche in questo caso, saremo posti di fronte ad una scelta: potremo scegliere di utilizzare i poteri offertici oppure farne a meno (rendendo il gioco estremamente più complesso).

I nemici che ci troveremo ad affrontare nel progredire di Dishonored II sono sostanzialmente di quattro tipi: soldati, streghe (seguaci di Delilah), cani e le mosche del sangue che infestano tutta Karnaka come una vera e propria piaga e vengono protette dai cosiddetti custodi del nido.

Corvo sarà dotato di tutti i poteri presenti nel precedente capitolo:

  • Traslazione: per spostarci rapidamente da un punto all’altro o raggiungere punti sopraelevati altrimenti fuori portata;
  • Ciclone: una folata di vento in grado di infrangere le porte più fragili e deviare i proiettili;
  • Branco famelico: evoca un branco di ratti che attaccherà i nemici e ne divorerà i cadaveri facendoli così sparire;
  • Possessione: prendere il controllo di un ospite per un breve periodo, l’ospite non si limita ad esseri umani ma anche ratti e mosche del sangue; ciò ci consentirà di raggiungere luoghi altrimenti irraggiungibili;
  • Visione oscura: vedere meglio al buio ed individuare nemici e loro campo visivo attraverso le pareti;
  • Distorsione: rallenta il tempo per un breve periodo.

Mentre Emily sarà dotata di:

  • Visione Oscura: identica a quella di Corvo;
  • Proiezione: simile a traslazione ma la protagonista si servirà di un uncino fatto d’ombra;
  • Ipnosi: evoca uno spirito del vuoto per ammaliare esseri umani e cani, non consentendogli di vederci;
  • Domino: collega bersagli in modo che muoiano o cadano incoscienti insieme;
  • Clone d’ombra: evoca un clone in grado di attirare e distrarre i nemici;
  • Passo d’ombra: ci fa assumere una forma di ombra così da essere molto più difficili da individuare e saremo sempre in grado di stordire o uccidere i nemici.

Ciascuno di questi poteri potrà essere potenziato sotto vari aspetti servendoci delle Rune (oggetti disseminati nelle varie mappe di gioco) le quali saranno accompagnate dagli Amuleti d’osso (altri collezionabili che ci consentiranno di aggiungere nuove caratteristiche ed abilità al nostro protagonista). Oltre a ciò potremo utilizzare le Rune anche per potenziare il nostro personaggio migliorando ad esempio la resistenza o la velocità di movimento, aggiungere un doppio salto o persino aggiungere l’abilità di creare nuovi Amuleti d’osso e nuove Rune servendoci degli ossi di balena sparsi un po’ ovunque nel mondo di gioco. Amuleti e Rune saranno facilmente individuabili nelle mappe utilizzando un Cuore (meccanica identica al primo Dishonored) che ci verrà fornito all’inizio del gioco.

In Dishonored II nostro protagonista sarà dotato di una serie di gadget: una balestra (dotata di tanti tipi di dardi come quello narcotizzante o quello incendiario), una pistola, granate e mine, il tutto potenziabile tramite il mercato nero acquistando dei miglioramenti, ma in alcuni casi solo dopo aver trovato i rispettivi progetti (anche questi nascosti in giro). Presso il mercato nero potremo inoltre acquistare munizioni, oggetti chiave, rune ed anche delle soluzioni per ricaricare la nostra salute o il mana.

Nel gioco assume un ruolo chiave origliare le conversazioni dei nemici o dei cittadini oltre a leggere fogli e lettere di cui la mappa è piena zeppa: in questo modo infatti potremo scoprire nuovi segreti o indizi per completare le missioni. Una cosa che colpisce molto di Dishonored II è che viene messo in risalto il fatto che tutti i PG hanno una storia, persino i nemici o i civili che incontreremo. Infatti, servendoci del Cuore, potremo ascoltare i segreti e le storie di tutti, oltre a poterne leggere altre da diari o libri all’interno delle abitazioni. Questo sistema è profondamente curato nei minimi particolari al punto che diverrà quasi piacevole sfruttarlo per ascoltare storie davvero toccanti e che renderanno l’atmosfera del gioco ancora più tetra e “decadente”, oltre a farci capire la corruzione profondamente radicata nell’animo umano.

Dishonored II non è un gioco totalmente stealth (ma se non giocato come tale perde parte del suo fascino), poiché starà a noi scegliere l’approccio da utilizzare, per ogni missione infatti verranno considerate 2 caratteristiche: approccio letale o non letale ed alto o basso profilo valutando il numero di nemici che uccideremo o semplicemente stordiremo ed il numero di allarmi che faremo scattare o di corpi individuati. In base al livello di letalità il gioco valuterà un grado complessivo di caos prodotto (specialmente per quanto riguarda la letalità nei confronti dei “bersagli chiave”) ed in base a questo potremo andare incontro a due diversi finali: uno buono se caos ridotto ed uno cattivo se caos elevato, sistema molto simile a quello del “karma”.

Unica pecca della trama è il finale dal quale mi sarei aspettato qualcosa in più.

La grafica di Dishonored II è realizzata sfruttando l’animazione cel-shading e pertanto avrà caratteristiche quasi cartoonesche. Complessivamente comunque si attesta su buon livello, anche se alcuni dettagli sono migliori di altri e soprattutto in alcuni rari casi le texture sono lievemente sgranate o sono un po’ lente ad essere caricate. Di buona qualità anche le musiche ed il doppiaggio in italiano.

Purtroppo sono da segnalare alcuni bug come crash improvvisi, npc che si incastrano nelle porte, compenetrazioni errate che causano la morte involontaria di alcuni nemici o il movimento di alcuni corpi che in alcune circostanze possono persino rompere vetri causando un’allerta negli altri nemici e qualche difficoltà nell’uso di Proiezione che, a volte, anziché trasportarci nel punto che stiamo puntando può scaraventarci in avanti anche con conseguenze letali.

Ogni capitolo di Dishonored II si svolge in una zona diversa di Karnaca. Le mappe delle varie missioni sono ben strutturate consentendoci di scegliere tra una pletora di approcci diversi: permettendoci di passare dalle finestre piuttosto che attraverso le porte principali o sfruttare le fogne piuttosto che l’aiuto di un npc. Per questo aspetto gli sviluppatori meritano un encomio perché ci troveremo dinnanzi a scenari spettacolari come quello di villa meccania in cui la realizzazione degli ambienti ed il loro “movimento” rispecchia fedelmente quanto mostrato nel trailer di lancio.

La longevità varia molto in base a quanto decideremo di sprofondare in questo universo dark fantasy ed anche in relazione alla scelta di raccogliere o meno i numerosi collezionabili presenti, fino a raggiungere tranquillamente le 16-18 ore di gioco. Personalmente avrei gradito molto se ci fosse stato un vero e proprio sistema di missioni secondarie, mentre queste risultano ridotte all’osso, in numero estremamente ridotto e spesso difficili  da trovare.