Ferragosto è passato e con esso anche il mio tempo speso testando l’Intel i9 7900X, attuale punta di diamante della casa di Santa Clara. Andiamo a scoprire insieme le prestazioni di questa straordinaria CPU da ben 10 core.

L’i9 7900X è basato sull’architettura Skylake-X e opera ad una frequenza base di 3.3GHz, boostando all’occorrenza fino a 4.3GHz per un TDP totale di 140W. Se paragonato alla precedente generazione, ergo all’i7 6950X a pari clock, il 7900X risulta oltre il 10% più veloce, soprattutto nei videogame, argomento che andremo a coprire oggi. I’Intel i9 7900X viene proposto a 899€ ma è possibile trovarlo online anche sotto gli 880€, di contro il “vecchio” 6950X è posto a 1899€.

 

 

L’intera famiglia di processori dedicati alla piattaforma Intel X299

 

 

Il punto focale di questa nuova generazione di processori è l’IPC (istruzioni per clock) che da sempre è marchio di fabbrica indiscusso di Intel. L’IPC del 7900X è impareggiabile, soprattutto se teniamo in considerazione la mole di core a disposizione dello stesso. Per fare un esempio, dai test svolti ho potuto constatare che, a parità di clock, il nuovo i9 7900X compete in Gaming senza alcun problema contro il 7700K, devastandolo poi in applicazioni multi-thread.

Il 7900X è dunque un processore adatto a qualsiasi scenario di utilizzo, dal Gaming all’editing video. Sfortunatamente però, come Skylake e Kaby Lake, anche Skylake-X porta con se un difetto relativo alle temperature. Ad ogni modo a patto di non raggiungere frequenze operative oltre i 4.6GHz con voltaggi ritenuti sicuri (fino a 1.25v), le temperature non rappresentano un problema. Nulla che in ogni caso non possa essere risolto con la pratica del deliding.

 

4600MHz facili

 

Per essere oggettivo consiglio vivamente l’utilizzo di soluzioni AIO discrete (es: Corsair H110i) per raffreddare l’i9 7900X. Di fatti mantenere bassa la temperature è molto importante poichè il Turbo Boost 3.0 tagliarà automaticamente le frequenze qualora TDP e Tmax non vengano rispettate, così da favorire il raffreddamento della CPU. Per eliminare queste variabili ho optato per un sistema di raffreddamento non convenzionale che mi ha permesso di raggiungere anche i 4.9GHz in molti Benchmark.

Altro fattore da tener d’occhio con CPU simili è rappresentato dai VRM della scheda madre. Per spremere più MHz possibili da questo processore è necessario spingere il TDP oltre i limiti, impostando da bios valori oltre il 140% del carico. Questo metterà a dura prova i VRM della motherboard e per ciò è altamente consigliato raffreddarli adeguatamente. L’opzione migliore è certamente un Monoblock che raffreddi sia CPU che VRM. Ad ogni modo è un’accortezza da eseguire solo qualora vogliono raggiungere frequenze operative oltre i 4.6GHz poichè, fino a tale frequenza non sono richiesti voltaggi possibilmente dannosi in overclock.

 

 

ASUS STRIX X299-E GAMING equipaggiata con Monoblock EK

 

 

Detto questo, entriamo nel vivo della recensione. Questa volta voglio portare in esame una serie di test svolti sui videogiochi che voi, utenti di Geexmag, amate tanto. Ho messo sotto torchio l’i9 7900X con ben dieci titoli, testando il carico massimo di utilizzo del processore Gaming che, con 10 core a disposizione è altamente Overkill. Per testare adeguatamente il processore la NVIDIA GeeForce GTX 1080Ti Founder’s Edition da me utilizzata è stata castrata mediante un corposo downclock delle frequenze ed impostando il TDP massimo al 50%. In questo modo la GPU non raggiunge neanche gli 800MHz. I test sono stati eseguiti alle risoluzioni: 720p, 1080p e 4K con dettagli rigorosamente al minimo e frame-rate sbloccato per massimizzare il collo di bottiglia. Questi accorgimenti mi hanno consentito di mettere sotto sforzo la CPU ed analizzare il carico massimo raggiunto per ogni titolo.

Configurazione utilizzate per i test:
– Intel i9 7900X (ES)@4.6GHz
ASUS Strix X299-E Gaming
32Gb RAM DDR4 G.Skill
NVIDIA GTX 1080Ti 11Gb

Di seguito la lista dei giochi utilizzati durante i test: Battlefield 1, Tom Clancy’s The Division, The Witcher 3, Overwatch, Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands, Doom, Mass Effect Andromeda, Rise of The Tomb Raider, Assassin’s Creed Unity e Prey.

Tutti i test sono stati effettuati con Turbo Boost 3.0 rigorosamente disabilitato. Per chi non lo sapesse questa nuova versione del Turbo Boost è nata per far fronte ai consumi che una CPU a 10 core come il 7900X può sprigionare. Se per certi versi il Turbo Boost 3.0 è fenomenale per l’uso standard della CPU, per videogiochi ed applicazioni che sfruttano il multi-threading è consigliabile disattivare tale feature e lasciare che il moltiplicatore sia lo stesso per tutti i core.

 

 

Battlefield 1

 

 

 

 

Battlefield 1 è un titolo che, sopratutto in multiplayer, sfrutta egregiamente il multi-threading grazie anche all’implementazione delle DirectX 12. Il problema con questo gioco è però dovuto al blocco interno del frame-rate posto ad un massimo di 200FPS. Questo blocco risulta limitante per il test eseguito, soprattutto alla risoluzione più bassa: 720p. A tale risoluzione i 200FPS sono quasi costanti e questo non fa altro che far adagiare la CPU, raggiungendo un carico massimo del 23%. Spostandoci a 1080p la situazione resta invariata con un utilizzo medio della CPU al 17% per poi salire nuovamente al 21% in 4K. E’ comunque evidente che all’aumentare della risoluzione il carico si sposta di pari passo sulla GPU. In Battlefield 1 però, anche in 4K CPU fa la sua parte raggiungendo una media di 89FPS.

 

 

Tom Clancy’s The Division

 

 

 

 

Tom Clancy’s The Division è un MMO con una forte componente Action-RPG. Questo titolo, per quanto sia perennemente online, non richiede una CPU particolarmente spinta per fruire appieno dell’esperienza di gioco; a patto di fare a menda con alcune impostazioni. Se impostato su ULTRA non sarà difficile notare un aumento dell’uso della CPU che, anche con un 7700K potrebbe rasentare l’80% con conseguente aumento delle temperature d’esercizio. Con l’i9  7900X questo problema non sussiste e difficilmente ho riportato una percentuale d’utilizzo superiore al 20% in 4K anche con impostazioni al massimo consentito.

A 720p sono rimasto abbastanza colpito, registrando una media di ben 327FPS l’utilizzo della CPU è di circa il 50% che, considerando il processore in test, è un valore decisamente alto. A 1080p l’uso medio della CPU si dimezza assestandosi sul 25% con una media di 212FPS. In 4K il carico passa quasi del tutto alla GPU, lasciando alla CPU circa il 20% del lavoro.

 

 

The Witcher 3

 

 

 

 

The Witcher 3 non è un gioco molto ancorato alla CPU e per giocarlo al meglio bisogna puntare tutto sulla scheda video, o quasi. Non c’è molto da dire sui test effettuati. Alla risoluzione di 720p il processore non supera il 30% del carico, registrando in media 170FPS, mentre a 1080p si perdono circa 30FPS adagiandosi sui 140 con un utilizzo standard della CPU che si aggira sul 20-22%. Anche qui, per quanto concerne il 4K la situazione resta invariata; la percentuale della CPU scende e quella della GPU sale.

 

 

Overwatch

 

 

 

 

Overwatch è un videogame parecchio interessante. In tutti i test svolti, sia a 720p che 1080p e 4K, la percentuale d’utilizzo del processore è rimasta ancorata al 20%. Gli FPS medi riscontrati passano in secondo piano in questo caso poichè, come Battlefield 1, anche Overwatch ha un cap interno del frame-rate posto a 300FPS. Limite raggiunto a qualsiasi risoluzione con impostazioni al minimo. Nulla d’aggiungere al momento.

 

 

Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands

 

 

 

 

Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands ha un motore grafico che tiene in considerazione anche la vostra CPU. Nei vari test svolti l’uso dell’i9 7900X si è quasi bloccato al 30%, percentuale notevole per questo titolo. Sia a 720p che 1080p si superano abbondantemente la media dei 200FPS per scendere poi ai 60FPS della risoluzione 4K. Un gioco fortemente bilanciato e ben ottimizzato, godibile anche con configurazioni medie in FullHD.

 

 

DOOM

 

 

 

 

DOOM punta tutto sulla GPU. Ho testato il tutto in OpenGL con dettagli rigorosamente al minimo ed FPS sbloccati, purtroppo però, anche DOOM pone un limite massimo agli FPS che non superano i 200 frame per secondo. In sostanza, in tutti e tre i test svolti l’uso della CPU non ha superato il 20%, con una media di ben 180FPS. In 4K si nota decisamente la propensione del motore grafico verso le GPU, infatti, la percentuale d’utilizzo della CPU non ha superato il 10% lasciando la totalità del lavoro alla NVIDIA GeeForce GTX 1080Ti.

 

 

Mass Effect: Andromeda

 

 

 

 

Anche se per certi versi Mass Effect: Andromeda non è stato all’altezza dei suoi predecessori, lo stesso non si può dire per il comparto grafico. E’ vero, probabilmente all’inizio ci son stati dei problemi relativi alle animazioni, parzialmente risolti mediante le patch rilasciate ma tutto sommato, già in gold il titolo vantava una grafica a sbalorditiva. Andromeda è ben ottimizzato e tende a caricare notevolmente anche la CPU in diverse situazioni.

A 720p con una media di ben 350FPS l’uso della CPU ha raggiunto l’81%. Lo scenario era palesemente CPU oriented e posso tra l’altro affermare con mio stupore che, anche Mass Effect: Andromeda ha il frame-cap posto a ben 400FPS, il che non ha rappresentato alcun problema per i test svolti. In FullHD la situazione si normalizza, con un uso della CPU del 35% che risulta altresì più alto della media dei titoli testati. In 4K lo scenario è lo stesso visto nei precedenti test dove quasi la totalità del carico passa alla GPU, lasciando alla CPU un mero 10%.

 

 

Rise of The Tomb Raider

 

 

 

 

Rise of The Tomb Raider è un gioco palesemente GPU bound, ma del tutto. Impostando tutto al minimo ho riscontrato un utilizzo della CPU pari al 30% con una media di ben 80FPS in 4K e quasi 230 in 1080p. A 720p gli FPS sono schizzati a 350 con un uso medio del processore identico a quelli riscontrati in in FullHD e 4K. Ovviamente, impostando tutto al massimo e caricando dunque la GPU, l’uso dell’i9 7900X scende anche sotto il 20%.

 

 

Assassin’s Creed Unity

 

 

 

 

Perché Assassin’s Creed Unity? Semplice. Perché è considerato dalla critica specializzata come il gioco peggio ottimizzato della storia dei videogiochi dei giorni nostri. Per farlo girare a dovere è richiesto un PC dalle prestazioni molto al di sopra della media, anche nel 2017. Inoltre Assassin’s Creed Unity è perennemente presente nei test di Digital Foundry, motivo per il quale ho deciso d’inserirlo nella rosa di titoli da testare.

Con sorpresa, Assassin’s Creed Unity sfrutta egregiamente l’Intel i9 7900X. A 720p ho riscontrato un uso di oltre il 60% della CPU ed una media di 180FPS, mentre in FullHD l’utilizzo della CPU è sceso solo del 10%, attenuandosi al 50% per tutta la durata del test. In 4K, la situazione non cambia drasticamente come nei test precedenti. Infatti la CPU resta sotto carico tra il 30 e il 40% pur avendo spostato il carico sulla GPU ben oltre l’80%, mantenendo una media di ben 80FPS in 4K (dettagli minimi).

 

 

Prey

 

 

 

 

Prey è un titolo talmente leggero che ha quasi del ridicolo ed di fatti non c’è molto da dire. In tutti i test ha mantenuto una media di 144FPS, frame-cap imposto dal motore grafico, con un’utilizzo medio dell’i9 pari al 10%. Il tutto con dettagli al minimo e NVIDIA GeeForce GTX 1080Ti castrata, ma sono certo che, anche con la GPU a 2GHz la situazione resterebbe invariata.

 

 

In fine…

Siamo dunque giunti alla fine di questa giostra e queste sono le conclusioni. Voglio comunque fare una premessa. Non ho volutamente inserito tra i test titoli come Ashes of the Singularity proprio per via della loro risaputa propensione CPU bound. Ho effettuato dei test appositamente su giochi main-stream proprio per sviscerare l’argomento disancorandomi da titoli che ovviamente avrebbero prediletto una CPU ad una GPU.

In tutti i titoli, eccetto Assassin’s Creed Unity, si evince che all’aumentare della risoluzione l’uso della CPU scende, anche drasticamente in alcuni casi. Seguendo la logica dunque non posso certamente consigliare l’Intel i9 7900X a chi vuole soltanto giocare con il proprio PC. Esistono soluzioni più economiche e simili in termini di prestazioni erogate, almeno per quanto concerne i videogiochi. L’i9 7900X è, invece, un processore da consigliare a tutti coloro che fanno streaming o vogliono giocare e passare il proprio tempo anche mentre eseguono un render in background. Il 7900X è un processore di stampo professionale ma con un’anima consumer, con una potenza tale che rende possibile giocare online al massimo dei dettagli con qualsiasi titolo (a patto che abbiate una GTX 1080Ti) e streammare nello stesso tempo, anche in 4K@60FPS.

L’i9 7900X viene proposto da Intel a meno della metà della generazione precedente e con prestazioni superiori al 6950X.

Il 7900X oltre ad avere un IPC strepitoso è inoltre molto votato all’overclock, esistono sample deliddati che hanno raggiunto oltre 5GHz su tutti i core a disposizione in uso giornaliero. Potete trovare online l’i9 7900X anche a 880€, vi basta fare un salto su trova prezzi. E’ un’ottima CPU per l’uso a 360° del vostro PC, non sarete limitati al solo Gaming. Inoltre Intel vanta un ecosistema di applicativi ed istruzioni consolidati che rendono questo processore compatibile con la totalità dei programmi professionali attualmente sul mercato. L’i9 7900X è probabilmente la migliore soluzione disponibile per i Content Creator e per chi vuole essere assolutamente Overkill.

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