Far Cry New Dawn è il nuovo capitolo spin-off della famosa serie targata Ubisoft che pesca a piene mani dal capitolo precedente stravolgendone il mondo di gioco.

Trama 

Coloro i quali hanno avuto modo di giocare e terminare il quinto capitolo della serie di Far Cry (che abbiamo già trattato nella nostra recensione) saranno senz’altro a conoscenza della presenza di due finali distinti. Il “vero” finale, però, è quello che porta all’avverarsi delle profezie dell’Eden’s Gate, ovvero la fine di tutto: un’apocalisse nucleare in piena regola! Questo nuovo spin-off riprende, per l’appunto, questo finale portandoci diciassette anni dopo questi eventi, in una Hope County profondamente cambiata.

In questi anni le persone hanno vissuto relegate in rifugi antiatomici, ma adesso sono tornati in superficie per cominciare a ricostruire ed avere una vita normale. Il nostro nuovo protagonista farà parte di un gruppo di persone che si spostano per l’America nel tentativo di aiutare i superstiti a sopravvivere fornendo oggetti di prima necessità e ricostruire edifici. Contattati da Carmina Reye (che potremmo definire una vecchia conoscenza per chi ha giocato al precedente capitolo) ci ritroveremo a raggiungere l’ormai ex Hope County nel tentativo di fornire più supporto possibile.

Purtroppo però il nostro convoglio sarà attaccato da un clan di predoni noti come “I Guerrieri della Strada” e faremo così la conoscenza delle nuove antagonisti principali di questo capitolo: Mickey e Lou, due sorelle gemelle che rispettano i canoni dei classici cattivi della serie.

Ritrovandoci tra i pochi scampati all’attacco dovremo cercare di sopravvivere all’interno di questo nuovo (ed al contempo “vecchio”) ed ostico territorio, oltre che aiutare la gente del posto a dare nuova vita a Prosperity: il nostro vero e proprio centro nevralgico.

L’intera storia si svilupperà in maniera piuttosto semplice, ma non per questo non godibile, soprattutto grazie alla presenza di diversi personaggi (tra vecchi e nuovi) tutti ben caratterizzati che, tra missioni principali e secondarie, riusciranno ad intrattenere e perché no, anche a divertire! Il tutto però non riesce a raggiungere il livello dei precedenti capitoli, alcuni dei quali hanno “alzato l’asticella”.

Gameplay 

L’apocalisse non ha cambiato solamente Hope County, ma è riuscita persino a dare una piccola scossa di cambiamento anche al classico gameplay della serie introducendo alcune meccaniche proprie di giochi di ruolo e survival.

Il primo elemento che balzerà all’occhio sarà la presenza di statistiche e di livelli per armi e nemici. Difatti ogni arma sarà caratterizzata da un valore di danno ed un livello (da uno a quattro), così come i nemici che saranno contraddistinti da diversi livelli.

In questo modo non sarà possibile eliminare un nemico di livello superiore rispetto allarma in nostro possesso neanche con un colpo di fucile di precisione ben piazzato in testa. Questo obbliga i giocatori che magari vogliono giocare il titolo come i vecchi capitoli (e non come un Borderlands) a dedicarsi preventivamente alle attività di ricerca risorse così da avere un arsenale in grado di fronteggiare qualsiasi nemico (tenendo anche in considerazione che per sfruttare lo stealth appieno saremo anche qui costretti a sbloccare prima gli “abbattimenti” su nemici di vario livello).

Le risorse rivestono un ruolo estremamente importante e, difatti, saranno essenziali per creare nuove armi e migliorare il nostro campo base: Prosperity. In questo modo potremo sbloccare la possibilità di creare armi di livello più alto, sbloccare nuovi veicoli, potenziare la nostra salute, ottenere nuove opzioni di viaggio rapido e così via. Una nuova introduzione per il titolo (importante soprattutto ai fini della ricerca risorse) è la presenza delle cosiddette “Spedizioni”, grazie alle quali potremo raggiungere nuove piccole mappe esplorabili nelle quali dovremo recuperare una borsa colma di risorse per poi fuggire. Queste missioni, oltre ad aggiungere elementi di gioco, aggiungono anche varietà sotto il punto di vista paesaggistico passando da canyon a luoghi costieri e così via.

Eccezion fatta per queste differenze (che possono essere facilmente bypassate se considerate come difetti) si tratta del classico Far Cry con elementi distintivi molto simili al quinto capitolo; avremo così mercenari e compagni, creature da cacciare, finali alternativi, cacce al tesoro, luoghi da esplorare (e razziare) ed avamposti da catturare con alcune interessanti variabili che ne aumentano la rigiocabilità accentuandone la funzionalità in gioco. 

Longevità 

Far Cry New Dawn, grazie ha diversi elementi interessanti, riesce ad avere una durata complessiva di tutto rispetto che può tranquillamente superare le 12-15 ore di gioco per completare il tutto e lascia ulteriore spazio alla modalità cooperativa che ne estende ulteriormente la longevità. Grazie alla varietà ed all’estro creativo che caratterizza pressoché ogni singola missione, saranno tutte ore estremamente divertenti e coinvolgenti.

Comparto Tecnico

Questo spin-off mostra sostanzialmente una grafica sovrapponibile a quella di Far Cry 5 (che comunque risulta essere di buon livello complessivo), ma ciò che davvero fa risaltare il tutto sono le ambientazioni stupende ed il tipo di caratterizzazione data a questa “Apocalisse”. Una fauna stupenda, scorci mozzafiato ed un incredibile stile “Mad Maxiano” coesistono all’interno di questo colorato mondo post-nucleare.

I doppiaggi come sempre fantastici e musiche calzanti accompagneranno ogni nostro minuto di avventura in questo Far Cry New Dawn. Parlando infine del lato “bug” non abbiamo riscontrato nulla di particolarmente grave o comunque di negativo per l’esperienza di gioco, se non alcuni deficit dell’IA (nonostante sia migliore rispetto al passato).