Quanto siamo disposti a sacrificare per ottenere il successo?

Ecco la domanda che fa da linea guida a DISTRAINT, una avventura grafica a stampo horror  completamente realizzata in Pixel Art. Frutto della mente di Jesse Makkonen, autore che lavora in solitario e precedentemente creatore di “Silence of the sleep”, questo gioco ha visto la luce dopo solo 3 mesi! (E questo ce la dice lunga sulle capacità di questo ragazzo)

Nel gioco vestiremo i panni di Price, giovanotto di belle speranze che vive in uno stato di povertà, in un appartamento fatiscente. Per ottenere il tanto agognato successo, il nostro protagonista punta a diventare socio di una grossa società. Il suo compito è quello di pignorare alcune proprietà e sfrattarne gli inquilini. Il suo lavoro lo porta, quindi, a casa di mrs. Goodwin, una dolce e comprensiva vecchina in ritardo con i pagamenti e per questo morosa. Lo sfratto della signora causerà l’emersione della coscienza di Price, provocandogli disturbanti e raccapriccianti visioni sul suo operato, in una sempre più ripida discesa verso la follia.

Precedentemente pubblicato per PC, questo titolo viene trasportato su Android con alcune modifiche.

Le meccaniche di gioco sono quelle classiche di una avventura grafica, ci potremo spostare lateralmente nelle varie ambientazione e interagire con determinati oggetti. Avremo poi un piccolo inventario che potrà contenere un massimo di tre strumenti.

Come anticipato le grafiche sono realizzate esclusivamente in Pixel Art, e sono davvero notevoli. L’ottima gestione degli spazi e degli ambienti fornisce al gioco quel senso di angoscia e terrore e non permette al giocatore di distinguere gli stati di incoscienza dalla realtà. Molto bella la resa grafica dei personaggi, carichi di espressioni e ben animati. Unica pecca riguarda il trasporto da Pc a Mobile, questo passaggio ha reso infatti necessaria l’eliminazione della torcia con una conseguente illuminazione maggiore degli spazi. Questo alleggerisce lievemente (lievemente!) la tensione del gioco e di alcuni Jumpscares. Interessante è la velatura quasi costante di tutto l’ambiente, che rende perfettamente lo stampo onirico del gioco.

Passando alle musiche ci troviamo davanti ad un comparto sonoro eccezionale, perfettamente orchestrato e in magnifica sintonia con le atmosfere cupe del gioco. Sono assenti i rumori, non sentiremo quindi il suono dei passi, porte che scricchiolano etc. Tuttavia abbiamo trovato questa scelta davvero ottimale per trasmettere il senso di incoscienza e irrealtà del gioco. I dialoghi non sono parlati e vengono quindi mostrati graficamente.

Questo titolo si completa in un paio d’ore di gioco, gli enigmi la fanno da padrone e alle volte dovremo davvero arrovellarci il cervello per venire a capo di alcuni di questi, talvolta in maniera frustrante. Tuttavia difficilmente ci stancheremo e lo abbandoneremo, Distraint è un gioco che ci spinge sempre a voler sapere “cosa c’è oltre”.

Molto belli alcuni riferimenti culturali. Ad esempio il grosso elefante che perseguita Price, nell’interpretazione dei sogni l’elefante è infatti simbolo di “qualcosa di grosso” e inevitabile. L’aspetto marcescente di questo elefante la dice lunga sullo stato della coscienza del nostro protagonista.

In definitiva possiamo affermare che Distraint è davvero un gioco che funziona, di quelli che ti rimangono dentro e  lasciano persino qualche domanda. L’ottima orchestrazione di tutti gli elementi porta alla perfetta atmosfera, muovendo il tutto in un inesorabile turbinio di follia e orrore. Il vero valore aggiunto è il fatto che lo sviluppo di questo gioco sia stato fatto da una singola persona e in meno di tre mesi! Questo ce la dice lunga su come la passione e la dedizione siano il principale motore per uno sviluppo completo ed entusiasmante. Il risultato sono piccoli capolavori come questo, in grado di unire arte, emozioni e gaming puro in un unico titolo. Tuttavia le grandi distribuzioni rendono titoli come questo quasi invisibili ai più, ecco perché vogliamo promuovere e far conoscere il lavoro di questo ragazzo. Jesse, continua così!