Nioh The Collection è la versione definitiva per una delle serie più celebri e più recenti pubblicate da Team Ninja, pubblicata ufficialmente il 5 Febbraio 2021. Si tratta di una versione che include le versioni complete di Nioh (inclusi i DLC: Il Drago del Nord, Onore Sprezzante e La fine del Massacro) e Nioh 2 (inclusi i DLC: Il discepolo dei Tengu, Oscurità nella Capitale e Il Primo Samurai), entrambe rimasterizzate per adattarsi ad un funzionamento ottimale su PlayStation 5 e PC.

Una ricca serie

Annunciato per la prima volta nel lontano 2004, Nioh ha visto uno sviluppo molto travagliato che lo ha poi portato a vedere la luce nel Febbraio del 2017. Questa nuova IP, creata dallo studio di sviluppo di Koei Tecmo (e in particolare di Team Ninja), è stata inizialmente pubblicata come esclusiva PlayStation 4; nel corso dello stesso anno, però, in seguito all’uscita di tre espansioni che hanno incrementato di molto le possibilità di gioco, è stata infine rilasciata una versione per PC. In maniera analoga (grazie anche al successo riscosso) il secondo capitolo viene pubblicato nel Febbraio del 2020 e oggi, a un anno di distanza da questa data (e di tre espansioni rilasciate nel frattempo), ci troviamo a parlare dell’edizione completa per Nioh 2 e non solo. 

In questa occasione vogliamo infatti parlarvi della nuova Nioh Collection, ovvero un vero e proprio compendio di tutto ciò che i ragazzi di Team Ninja hanno rilasciato per questa serie. Il tutto, però, non con delle semplici riedizioni dei due capitoli e delle sei espansioni totali ad essi collegati. Questa collection vuole infatti dare nuova vita alla serie proponendoci delle vere e proprie versioni rimasterizzate per poter girare al meglio sulla nuova PlayStation 5, ma anche su PC. Nel nostro caso abbiamo avuto modo di provare la versione PlayStation 5 di queste Remastered ed è pertanto a questa versione che i nostri riscontri faranno riferimento.

nioh the collection

Ni-Oh?

Cominciamo dunque dalle basi: che cosa è Nioh? Si tratta di un action RPG con una forte impronta “souls-like” e anzi, possiamo dire sin da subito che si tratta di uno dei migliori (se non il migliore) esempi di come un titolo di come questo deve essere creato. Questo sia per il rispetto di tutte le caratteristiche di base “soulsiane”, ma anche e soprattutto per la forte caratterizzazione data alla serie, i cui elementi sono ormai ben distinguibili e riconoscibili. Con questi vogliamo fare riferimento sia a scelte di gameplay particolarmente uniche e ben riuscite, ma anche alle possibilità estetiche fornite da un’ambientazione affascinante come quella del Giappone feudale e dalla ricchezza di folklore (che satura le descrizioni di personaggi e nemici) che questa coltura offre.

Entrambi i capitoli di questa serie sono infatti ambientati nel corso del periodo Sengoku, uno dei più celebri e più di frequente rappresentati di questo paese. In particolare abbiamo Nioh 2 a fare da vero e proprio prequel al primo capitolo della serie con due storie pressoché distinte e con soltanto alcuni punti a farle collimare tra loro. Nel caso di Nioh avremo infatti modo di vestire i panni dell’inglese William che si trova a sbarcare sulle coste del Giappone nel tentativo di recuperare il suo spirito guida che gli è stato sottratto da un losco individuo incappucciato. Qui avremo modo di conoscere il potere legato alle misteriose pietre note come Amrita fino a giungere (grazie alle espansioni) ai primi viaggi in Giappone da parte dei Portoghesi (contestualizzati al gioco).

Con Nioh 2 potremo invece impersonare un personaggio metà uomo e metà Yokai interamente personalizzabile, e possessore (come ultimo erede della sua dinastia) di una potente spada ammazza demoni. Con lui esploreremo il Giappone in lungo e in largo (e anche verso il passato nel caso delle espansioni) per sventare una pericolosa minaccia Yokai. Nel caso in cui vogliate approfondire la conoscenza di questa interessante serie e scoprirne tutti i dettagli di gameplay vi rimandiamo alle recensioni di Nioh e delle sue espansioni: Drago del Nord, Onore sprezzante e La fine del Massacro , così come di Nioh 2. In ogni caso con Nioh The Collection parliamo quindi di una mole di contenuti davvero molto imponente e che potrà impegnarvi facilmente per centinaia di ore!

nioh the collection

Una nuova qualità!

La vera novità di questa edizione della serie risiede però tutta nel comparto tecnico e grafico. Il colpo d’occhio generale è infatti decisamente ottimo, al punto che soltanto nel caso di un vero e proprio remake si sarebbe potuto fare di meglio. Le nuove texture sono infatti di ottima qualità e la differenza grafica si nota soprattutto dopo essere arrivati nelle impostazioni grafiche. Qui troviamo infatti tre diverse modalità: una in 4K nativo e 60fps, una a 120fps e una per monitor standard a 1080p e 60fps (modalità qualità). Le due modalità di punta, quella con risoluzione massima e quella con la massima fluidità, funzionano in maniera ottima sul primo Nioh, e di queste quella che può portare il maggior numero di benefici in un gioco dal gameplay così rapido e preciso é certamente quella a 120fps. Nel caso di Nioh 2, invece, abbiamo un po’ di instabilità nel caso di quest’ultima modalità e benefici complessivamente migliori per quelle in 4K o qualità.

Oltre a sfruttare al meglio la potenza di PS5, la Nioh Collection utilizza le possibilità offerte dal rapido SSD della console e dal Dualsense. Grazie al primo abbiamo caricamenti estremamente rapidi così da non spezzare mai l’azione di gioco, mentre nel secondo si tratta di un dettaglio che non ci saremmo aspettati di veder usato così approfonditamente. Sia ben chiaro, non siamo certamente ai livelli di Astro’s Playroom, ma ciononostante il team di sviluppo ha voluto trasmettere al giocatore un buon quantitativo di feedback aptico al giocatore. Abbiamo infatti oltre al più semplice utilizzo dei grilletti adattivi che vanno a creare resistenza durante l’uso dell’arco o armi da fuoco, ma anche l’uso di suoni come la spada che impatta sulle diverse superfici o la distruzione di alcuni oggetti che tramite il Dualsense riescono a fornire alcune piccole (ma non per questo superficiali) sensazioni.

nioh the collection

Nioh The Collection è dunque indubbiamente il modo migliore per riscoprire la serie, o approcciarvisi per la prima volta nel caso di chi non ha avuto modo di giocarvi in precedenza così da esplorare il fantastiche ambientazioni e il folklore giapponese nel dettaglio. Oltretutto la presenza di diversi livelli di difficoltà aggiunge molta rigiocabilità anche per tutti quelli che hanno già terminato la serie. Ottimo il lavoro di rimasterizzazione di entrambi i capitoli, nonostante nel caso di Nioh 2 ci sono alcuni problemi minori di instabilità nel caso delle versioni in 4K e a 120fps (probabilmente per il suo essere relativamente recente considerando che non sono problemi limitati alla sola versione PlayStation 5 ma anche a PC). In ogni caso non si tratta di difetti particolarmente evidenti e l’esperienza complessiva non può che essere estremamente positiva da PS5, complice anche l’estrema rapidità dei caricamenti e l’uso sapiente delle funzionalità del Dualsense da parte degli sviluppatori.

Gunfire Reborn è un gioco pubblicato come accesso anticipato dallo studio indipendente di Duoyi Interactive Entertainment il 28 Novembre 2020. Trattandosi di un early access vogliamo innanzitutto iniziare con il dire che questa recensione sarà riferita a quanto pubblicato e aggiunto fino ad oggi in questo titolo, il quale però ha già una roadmap programmata dal team di sviluppo per questo 2021 e che vede una release definitiva verso l’inizio dell’ultimo trimestre di quest’anno.

Gunfire Reborn si presenta dunque come un titolo che vuole unire molti generi per creare un qualcosa di unico. Lo scheletro portante del gioco è dato dalla struttura tipica dei cosiddetti Roguelite ovvero titoli caratterizzati da livelli generati casualmente e con permadeath (una volta morti si deve per forza ricominciare da capo). La morte come parte integrante del gioco è però, a differenza dei Roguelike (versione “originale” di questo genere particolare), un elemento essenziale per diventare più forti e riuscire ad avanzare sempre più nel gioco. Nel corso di ogni partita otterremo infatti una valuta di gioco, chiamata Essenza dell’anima, e che, dopo la nostra sconfitta, potremo utilizzare per sbloccare nuovi talenti così da migliorare le nostre statistiche, capacità di munizioni e tanto altro. Eventualmente potremmo anche considerare di “investire” questa valuta particolare per rianimarci una volta; questo anche perché tutti i punti di fine partita non spesi andranno persi per sempre non essendo cumulabili.

Da buon Roguelite, inoltre, ogni partita è resa diversa dalla precedente non soltanto grazie alla casualità delle mappe dei vari livelli, ma anche e soprattutto dal loot ottenuto dai nemici. Ogni avversario sconfitto avrà infatti una probabilità di lasciarci (oltre alla valuta per potenziare il nostro personaggio e monete) delle armi da poter utilizzare; per la precisione sono attualmente presenti un totale di 44 armi suddivise in 8 diverse categorie che spaziano dalle semplici pistole ad armi corpo a corpo e lanciamissili. Ogni arma è caratterizzata da alcune caratteristiche predeterminate come il danno, la probabilità di critico o la dimensione del caricatore, ma ogni oggetto avrà diverse “incisioni” le quali aggiungono diversi bonus passivi che possono fare la differenza. Esplorandole diverse aree di gioco potremo inoltre spendere l’oro accumulato nei nostri incontri con un mercante e un fabbro; il primo ci permetterà di acquistare oggetti come munizioni e armi, mentre tramite il secondo potremo potenziare le armi in nostro possesso incrementando il loro danno.

gunfire reborn

Se quanto detto sinora non dovesse bastare a soddisfare la vostra sete di varietà non temete, ci saranno le “pergamene” a soccorrervi. Questi oggetti sono indispensabili per potenziare in maniera importante il vostro personaggio e le vostre statistiche e riuscire ad avanzare nel gioco il più possibile. Si tratta di oggetti reperibili in dei forzieri che otterremo dopo aver ripulito ogni area dai nemici presenti, dopo aver completato le cosiddette stanze del tesoro (sfide ricche di nemici o di trappole da evitare), da forzieri unici che potremo aprire solo spendendo un certo quantitativo di oro o consumando un determinato quantitativo di salute, oppure ancora come loot casuale dai nemici. Le pergamene costituiscono dunque la base portante delle nostre build e alcune potrebbero anche aggiungere ottimi bonus ma al contempo malus.

La maggior parte degli oggetti descritti fino a questo punto non potranno però essere ottenuti sin dalla nostra prima partita: per sbloccare molte armi e pergamene come loot dai nemici dovremo necessariamente prima completare delle sfide. Queste ci richiederanno quasi sempre di sconfiggere un determinato numero di un tipo specifico di nemico (o sua variante elite) o di farlo in un modo particolare e risulta essere un modo eccellente di esaltare la natura Roguelite di Gunfire Reborn, rendendoci più semplice ogni partita successiva dopo aver sbloccato ad esempio una determinata arma che potremo trovare, con un po’ di fortuna, già nei primi minuti di gioco. Ogni nuovo tipo di nemico sconfitto andrà inoltre a sbloccare una relativa descrizione nel cosiddetto Logbook anche se, purtroppo, non si tratta al momento di dettagli che aggiungono lore o che ci possono suggerire punti deboli specifici.

gunfire reborn

Alle caratteristiche da Roguelite descritte fino a ora vanno inoltre ad aggiungersi altri elementi tipici di giochi di ruolo o sparatutto in prima persona. Abbiamo infatti, ad esempio, una schivata il perfetto stile Dash di DOOM (così come il sistema di shooting rapido paragonabile a un FPS Arena), armi che applicano determinati status più o meno forti contro corazze, scudi o salute normale, ma anche un roster di diversi personaggi tra cui scegliere. Si tratta allo stato attuale di quattro personaggi diversi, ciascuno caratterizzato da determinate statistiche di salute, scudo e armatura, una propria granata specifica e da un’abilità definitiva. Il primo eroe utilizzabile sin da subito è il Principe ereditario, un gatto dotato di una granata fumogena che danneggia e diminuisce la precisione dei nemici, oltre che l’abilità definitiva rappresentata da un globo che blocca i nemici colpiti sul posto infliggendo loro danno e aumentandone il danno subito. I personaggi successivi saranno sbloccati dopo aver raggiunto con i precedenti determinati livelli di Talento (cosa che vi richiederà non poco tempo).

Gunfire Reborn presenta infine una grafica molto particolare che risulta essere molto interessante nonostante la semplicità, anzi, è proprio questa semplicità a renderla tanto valida. Potremmo infatti paragonare lo stile grafico di questo gioco alla serie di Borderlands per quanto riguarda il cell shading, il tutto è però caratterizzato da un basso numero di poligoni (low poly) che rendono i modelli di tutti i personaggi, nemici e ambienti molto minimali. Ciononostante tutto è reso molto unico e ben differenziato dal resto: ogni macro area presenta i propri elementi distintivi e nemici completamente differenti dalla precedente, così come le bossfight finali di ogni livello (per le quali dovrete necessariamente essere preparati a dovere per poter sperare di avere una possibilità), tutte uniche e divertenti da giocare. Concludiamo con il dire che il titolo può essere giocato interamente in coop con un massimo di quattro amici o giocatori incontrati casualmente in matchmaking, cosa che semplifica non poco le partite e soprattutto rende il tutto molto più divertente e rigiocabile (soprattutto considerando la possibilità di scambiare oggetti e armi).

gunfire reborn

In conclusione con Gunfire Reborn ci troviamo di fronte a un gioco davvero molto ricco e valido, per il quale il team di sviluppo indipendente sembra avere grandi piani per il futuro, inclusa una versione per console e una modalità campagna principale da affiancare alla modalità Roguelite, così come nuovi oggetti, armi, boss, nemici e aree di gioco. Abbiamo inoltre un gameplay molto veloce e divertente da esplorare in ogni suo aspetto, soprattutto divertendosi a fare tutto ciò in compagnia di amici. Considerando questo e l’importanza che gli sviluppatori stanno dando all’utenza, non è una sorpresa che il gioco in pochi mesi sia riuscito a raggiungere il traguardo di un milione di copie vendute e che ci siano attualmente sulla pagina Steam un totale di oltre 30 mila recensioni positive. Per queste ragioni non possiamo che consigliare Gunfire Reborn sia ai fan dei Roguelite, ma anche a tutti quelli che vogliono provare ad approcciarsi al genere.

Gunfire Reborn si aggiorna alla versione 1.29 e, per celebrare questo nuovo update ricco di contenuti, ma soprattutto per celebrare il capodanno Lunare (del 12 Febbraio) il titolo è in sconto per un periodo limitato. Si tratta di un titolo che ha ormai riscosso un ottimo successo attraverso la piattaforma di Steam accumulando in breve tempo oltre 30 mila recensioni, di cui la quasi totalità di tipo positivo, sulla piattaforma stessa. Il gioco unisce elementi FPS ai classici dei Roguelite aggiungendovi anche un pizzico di RPG creando una formula davvero interessante e divertente, soprattutto se giocato con altri amici.

gunfire reborn

Il nuovo aggiornamento 1.29 include innanzitutto un nuovo eroe giocabile chiamato Lei Luo, il quale utilizza l’elettricità che nasce da alcuni tatuaggi presenti sul suo corpo dalla nascita per potenziare i suoi attacchi e colpire i nemici. Troviamo anche due nuove armi (un arco e una katana) che potremo ottenere casualmente dai nemici dopo aver completato la relativa sfida, ma anche nuovi talenti per potenziare il nostro personaggio nel corso di ogni run, nuovi set di livelli e ultimo, ma non per importanza, due nuove tipologie di nemici da affrontare nelle diverse aree di gioco.

Abbiamo infine una serie di bug fix e migliorie, il tutto esplorabile nel dettaglio tramite la pagina Steam dedicata a questo aggiornamento di Gunfire Reborn che potete trovare a questo link. Vi ricordiamo infine che lo sconto del 21% attualmente presente sarà disponibile solo fino al 15 Febbraio, pertanto se avete intenzione di acquistare o provare questo titolo vi consigliamo di approfittarne il prima possibile!

Capcom ha ufficialmente svelato tramite il Resident Evil Showcase del 21 Gennaio nuovi dettagli chiave riguardo il suo attesissimo titolo survival horror Resident Evil Village, l’ottavo capitolo del franchise di Resident Evil. Capcom ha innanzitutto confermato che Resident Evil Village sarà disponibile in tutto il mondo il 7 maggio 2021 per PlayStation 5, Xbox Series X|S e Steam, ma anche per PlayStation 4 e Xbox One. Resident Evil Village sarà idoneo per l’aggiornamento dalla console della vecchia generazione di Sony a PS5 e supporterà Smart Delivery per le console Microsoft. Sono stati rivelati anche nuovi dettagli attraverso il primo video di gameplay esteso, oltre all’annuncio del gioco multiplayer Resident Evil Re:Verse che celebrerà il 25° anniversario del franchise.

In Resident Evil Village prosegue la storia di Ethan Winters, che ha avuto inizio in Resident Evil™ 7 biohazard. L’ultimo capitolo combina un’azione mozzafiato con un gameplay survival horror esclusivo, sinonimo della serie Resident Evil. Nel primo video esteso di gameplay, il team di sviluppo ha rivelato diversi nuovi dettagli tra cui alcune funzionalità che richiamano gli elementi preferiti dai fan dei precedenti giochi della serie. Il protagonista Ethan, sarà ora in grado di acquistare e vendere oggetti, acquistare ricette per la creazione e personalizzare delle armi con un mercante soprannominato “The Duke”. Utilizzando i materiali trovati durante il gioco, sarà in grado di creare materiali di consumo inestimabili, necessari per sopravvivere ai terrori del villaggio. L’utilizzo di queste provviste comporterà anche una pianificazione più strategica, con un sistema di inventario rivisto basato sulla gestione dello spazio che sarà familiare ai fan della serie.

resident evil village

Il cast variegato di nemici apparsi durante la diretta rappresenta solo una piccola parte di quelli che troveremo in Resident Evil Village. Ethan affronterà molte minacce tra cui le velocissime creature che lo perseguitano senza sosta e le misteriose figlie di Lady Dimitrescu che possono trasformarsi in sciami di insetti. La schiera disparata di avversari del gioco avrà i propri attacchi distintivi, quindi i giocatori dovranno adattare le loro strategie con decisioni rapide in modo da capire quando attaccare, proteggere o fuggire per sopravvivere. Ethan ha una nuova mossa nel suo arsenale per creare maggiore distanza dai nemici e guadagnare tempo prezioso per decidere la sua prossima mossa.

I possessori di PlayStation 5 possono inoltre assistere a un’anteprima esclusiva dell’area del castello di Resident Evil Village tramite la demo Maiden. Questa esperienza stand-alone è autonoma, ma mette in mostra le straordinarie immagini e l’audio 3D che ti attendono nel gioco principale. Nei panni della Maiden, i giocatori dovranno fare affidamento esclusivamente sul proprio ingegno per fuggire in questa demo piena di tensione, poiché non avranno modo di combattere o difendersi. Una nuova e diversa demo per tutte le piattaforme sarà disponibile entro la fine della primavera.

Per celebrare il 25° anniversario del franchise di Resident Evil, che prenderà il via a marzo 2021, Capcom ha annunciato che Resident Evil Village includerà l’accesso a un’esperienza multiplayer gratuita intitolata Resident Evil Re:Verse in arrivo su PlayStation 4, Xbox One e PC. I giocatori PlayStation 5 e Xbox Series X|S possono accedere al gioco grazie alla retrocompatibilità. Questo bonus di ringraziamento per i fan presenta straordinarie immagini in stile fumetto e mette i famosi personaggi di Resident Evil l’uno contro l’altro in battaglie deathmatch da quattro a sei giocatori in luoghi iconici di Resident Evil. I giocatori possono scegliere i personaggi preferiti dai fan da un elenco e ognuno di loro avrà proprie abilità uniche da padroneggiare. Quando i giocatori vengono sconfitti in combattimento, il loro personaggio si rigenera trasformandosi in un’arma biologica per mettere in atto la sua vendetta nei confronti dei suoi nemici. Ulteriori informazioni su Resident Evil Re:Verse saranno disponibili prossimamente.

I pre-order di Resident Evil Village sono già disponibili e permettono di prenotare la Standard Edition in versione fisica e digitale, una Deluxe Edition digitale e una Collector’s Edition fisica (i pre-order di quest’ultima saranno disponibili prossimamente presso retailer selezionati). La Deluxe Edition digitale include il gioco base e il “Trauma Pack” digitale, che include contenuti di gioco aggiuntivi tra cui un’arma Samurai Edge, il filtro speciale “Found Footage” ispirato a Resident Evil 7 biohazard e opzioni di salvataggio tramite mangianastri, accesso immediato a un livello di difficoltà particolarmente impegnativo e altro ancora. La Collector’s Edition fisica, include i contenuti digitali della Deluxe Edition più una straordinaria statuetta di Chris Redfield, una custodia SteelBook, un artbook, una mappa in tessuto del villaggio e una stampa A4 che raffigura il key art del gioco.

Ubisoft annuncia oggi la collaborazione con Lucasfilm Games per la creazione di un nuovo videogioco open-world e story-driven ambientato nell’amata galassia di Star Wars. Attualmente purtroppo non si sa molto altro, infatti ulteriori informazioni sul gioco e la data di uscita verranno condivise in una fase successiva.

Questa nuova IP sarà sviluppata da Massive Entertainment, l’acclamato studio con sede a Malmö, Svezia, responsabile della creazione di diversi titoli tra cui troviamo la serie di The Division; il progetto riunisce alcuni dei talenti più esperti e innovativi nel settore dei videogiochi e sfrutterà al meglio le tecnologie all’avanguardia di Massive, incluso il motore Snowdrop (alla base dei capitoli di The Division e altri titoli Ubisoft come Starlink), per offrire una rivoluzionaria avventura di Star Wars.

ubisoft star wars

“Star Wars è un’incredibile fonte di ispirazione per i nostri team”, ha affermato Yves Guillemot, co-fondatore e CEO di Ubisoft. “Questo è l’inizio di una collaborazione a lungo termine con Disney e Lucasfilm Games e siamo lieti di lavorare a stretto contatto per costruire sull’incredibile eredità di Lucasfilm un emozionante videogioco, che i fan di Star Wars adoreranno.”

“Ubisoft ha un talento unico nel creare mondi immersivi, quindi siamo entusiasti di lavorare con loro su questo progetto”, ha affermato Douglas Reilly, VP, Lucasfilm Games. “Siamo ispirati dalla passione e dal talento del team di Massive, e insieme condividiamo una visione per il tipo di storie originali che vogliamo raccontare ai nostri giocatori, in questa galassia in espansione. Hanno la creatività, l’esperienza e la comprensione delle community per portare autenticità, profondità e innovazione a questo nuovo videogioco di Star Wars”.

“Nella galassia di Star Wars e oltre, lavoriamo con i migliori team del settore per creare giochi di altissimo livello, capaci di superare i confini del medium”, ha affermato Sean Shoptaw, SVP, Disney Games and Interactive Experiences. “Lucasfilm Games e Massive Entertainment possono creare qualcosa di veramente unico per i nostri fan in tutto il mondo.”

In qualità di Creative Director del gioco, Julian Gerighty di Massive afferma, “Questa è una serie che amiamo, e vogliamo renderle giustizia con un gioco e una storia che portino sia i fan di vecchia data che i nuovi appassionati in un viaggio coinvolgente ed eccezionale che rimarrà con loro per anni.”

ubisoft star wars

Parliamo dunque di un titolo con potenzialità a dir poco eccellenti, anche solo considerando le possibilità che nascono dall’unione tra le capacità di creare vasti mondi di gioco di Ubisoft e tutto ciò che l’universo di Star Wars ha da offrire (considerando l’espansione di questo franchise nel corso degli anni). Massive sta attualmente reclutando i migliori e più brillanti talenti per partecipare a questo nuovo ed entusiasmante progetto. Per i diretti interessati è infine possibile proporsi per entrare a far parte del team candidandosi per le posizioni ancora aperte su https://www.massive.se/career/.

Lo studio di sviluppo di Duoyi Interactive Entertainment è lieto di annunciare che il suo recente titolo Gunfire Reborn ha raggiunto il totale di un milione di copie vendute sin dal suo lancio del 28 Novembre. Parliamo inoltre di numeri in continua crescita dato l’ottimo riscontro positivo ricevuto da parte del pubblico.

Gunfire reborn

Questo titolo si distingue per le grandi possibilità offerte nel corso degli scontri a fuoco che dovremo affrontare. Sarà infatti possibile utilizzare tre diversi eroi antropomorfi, ciascuno dotato di abilità uniche. Questo, unito alla natura Roguelite di Gunfire Reborn renderà ogni partita diversa portando al giocatore una sempre nuova esperienza creata casualmente. Sarà infatti possibile imbattersi in una grande varietà di nemici, trovare diversi incantesimi per aiutarci negli scontri, ma soprattutto un gran numero di armi diverse. Queste ultime, inoltre, presenteranno delle iscrizioni (anch’esse casuali) in grado di aggiungere alcuni bonus come danno aumentato, caricatori migliorati, numero di proiettili sparati e tanto altro.

Qui di seguito potete trovare i risultati ottenuti dal team di sviluppo nel corso di questi mesi, grazie anche al lavoro svolto insieme ai giocatori e alla community che si è venuta a creare attorno a Gunfire Reborn.

Gunfire reborn

Per celebrare quest’ultimo traguardo gli sviluppatori hanno in programma diversi giveaway sui loro canali social ufficiali (Facebook and Twitter). Il team vuole infine ringraziare tutti i giocatori: “Siamo grati a tutti i nostri utenti, che consideriamo come veri e propri sviluppatori di Gunfire Reborn”.

Sono inoltre in arrivo diversi aggiornamenti che andranno a migliorare il gioco sotto diversi aspetti. Oltre ai due aggiornamenti maggiori già pubblicati nel corso di questo autunno e inverno, vedremo innanzitutto arrivare un primo update con nuovi boss, armi e soprattutto un nuovo eroe!

Nella Roadmap che potete trovare qui di seguito possiamo inoltre notare altri piani futuri per nuovi contenuti come altre armi, eroi, una rivisitazione della struttura dei talenti in arrivo nel corso dell’estate di quest’anno, fino a giungere all’autunno del 2021 con la release completa del gioco. È infatti in arrivo una vera e propria modalità campagna dedicata, ma anche la pubblicazione di Gunfire Reborn su console e persino dispositivi mobile (il tutto ereditando i contenuti e il gameplay della versione PC).

Godfall è una nuova IP creata da Counterplay Games e Gearbox Software e pubblicata il 12 Novembre per PC e PlayStation 5. Si tratta di un titolo ambizioso che vuole unire elementi di generi diversi creando una sorta di Destiny incentrato sul combattimento all’arma bianca, un vero e proprio action RPG in stile hack & slash incentrato sulla raccolta continua di nuovo loot per potenziare al massimo il nostro personaggio. Quale sarà stato il risultato?

Trama

Prima di iniziare a parlare nel dettaglio della trama di Godfall è importante sottolineare il fatto che non si tratta assolutamente di un titolo story-driven, pertanto questo lato del gioco non riveste particolare importanza, soprattutto se parliamo della narrazione primaria che ci viene mostrata. La nostra avventura avrà infatti inizio nei panni di un personaggio chiamato Orin dopo aver subito una pesante sconfitta da parte di suo fratello Macros, il quale, ormai ubriaco di potere, ha tradito la fiducia del primo e ha intenzione di compiere un rituale per diventare un vero e proprio dio. Il nostro obiettivo sarà dunque quello di fermare i piani di nostro fratello eliminando tutti i suoi luogotenenti (essenziali per il rituale) fino a sconfiggerlo, ma non prima di aver trovato alcuni  importanti alleati che ci aiuteranno sotto più punti di vista. 

Godfall

Quanto detto sinora, purtroppo, riassume praticamente tutto ciò che compone la campagna principale del titolo, lasciando così anche poco spazio per eventuali approfondimenti sui pochi personaggi secondari o a colpi di scena. In compenso risulta essere ben più interessante il lavoro svolto relativamente alla lore del gioco. Questa ci verrà infatti presentata attraverso delle tavolette che potremo raccogliere nelle diverse aree di gioco, ma anche tramite la descrizione delle varie tipologie di nemici che ci troveremo ad affrontare (boss inclusi). 

Tutta la lore di Godfall, raccolta in un pratico codex, ci andrà a spiegare sia i punti di vista dei due fratelli sugli eventi che li hanno condotti allo stato presente, ma anche (e soprattutto) che cos’è il mondo di Aperion e quali eventi lo hanno segnato, chi è la razza dei Valoriani a cui noi stessi apparteniamo, che cosa sono le Valorpiastre e così via. Non parliamo di una mole abnorme di contenuti (alcuni dei quali sarebbero potuti anche essere approfonditi ulteriormente) ma piuttosto di interessanti dettagli per fornire a tutto un contesto. Nel complesso dunque abbiamo fortunatamente questa parte di narrativa che corre in soccorso alla trama principale, la quale risulta essere poco valorizzata persino per un gioco che vuole focalizzarsi soprattutto sul lato del gameplay.

Godfall

Gameplay

Il fulcro centrale di Godfall è senz’ombra di dubbio il gameplay, e in questo ciò che riveste maggior importanza è sicuramente il combat system. Nel corso degli anni i giochi di combattimento all’arma bianca hanno infatti esplorato e sfruttato le possibilità di gameplay nei modi più disparati. Ciò ha indubbiamente reso difficoltoso lo studio di caratteristiche innovative per rendere meno monotono il genere. Questo “RPG slasher looter”, come definito dagli sviluppatori stessi, riesce invece a proporci alcuni nuovi spunti interessanti anche se, dall’altra parte, sfrutta poco degli elementi che potremmo definire basilari

Partendo da questa “nota dolente” del combat system non possiamo esimerci dal parlare delle combo; le nostre possibilità in questo senso sono sostanzialmente rappresentate da un attacco leggero (con una combo a quattro colpi) e uno pesante (a tre colpi), i quali possono combinarsi unicamente in una combo a quattro colpi con tre leggeri e uno pesante. Questa limitatezza si fa purtroppo sentire di tanto in tanto, e si tratta di un particolare che avrebbe portato il tutto molto più vicino alla perfezione. Dall’altra parte abbiamo infatti due tipologie di attacchi speciali con l’arma (legate alla carica di una barra), poteri (dal risucchio vitale all’indebolimento delle resistenze nemiche) e diversi attacchi utilizzando lo scudo (incluso il suo lancio).

Il lavoro più interessante è stato però svolto nell’incentivare il giocatore all’uso combinato di attacchi leggeri e pesanti (e proprio per questo l’assenza di molte combo si fa sentire), ma anche al variare tra le due armi che potremo equipaggiare. Nel primo caso parliamo del cosiddetto accumulo di Sgretolanima, ovvero un danno che viene accumulato con gli attacchi leggeri (oltre ovviamente al normale danno degli stessi) per poi essere rilasciato da quelli pesanti rendendo indispensabile l’uso combinato dei due per massimizzare i danni. Nel secondo caso ci riferiamo invece a uno speciale attacco ad area che viene rilasciato quando si cambia l’arma e quella riposta si è caricata a sufficienza.

Godfall

Ogni nemico presenta inoltre una barra dello stordimento che va a riempirsi con ogni colpo subito, soprattutto se pesante, o quando un suo attacco viene da noi parato (con il cosiddetto parry) fino ad esporlo a un potente, e spesso letale, attacco o nel caso dei boss lasciandoli vulnerabili per alcuni secondi. Nel corso dei combattimenti dovremo infine gestire la telecamera per puntare e colpire i punti deboli dei nemici che vengono esposti in determinati casi (ad esempio dopo un attacco sferrato o essere stati sbilanciati da un parry). Questi ultimi ci permettono di infliggere danni aumentati e, una volta colpiti, sbilanceranno l’avversario spesso scagliandolo a terra. L’utilizzo di quanto descritto sinora, associato all’uso di schivate e altre manovre farà la differenza in ogni combattimento.

Di fianco a questo interessante combat system troviamo la parte RPG di Godfall: molte delle abilità e possibilità descritte fino ad ora dovranno essere innanzitutto sbloccate tramite una sorta di albero delle abilità. Otterremo punti abilità dopo essere saliti di livello, dopo aver completato determinate missioni o al completamento di alcune sfide di gioco chiamate “meriti”. Questo titolo è inoltre un gioco di ruolo incentrato sul loot di diversa rarità (dal comune al leggendario) con armi, ciondoli, amuleti, aumenti e anelli in grado di dare un grande numero di bonus passivi che spaziano dalla probabilità critico a determinati status alterati. Le armi in particolare possono infliggere danni fisici o elementali (tra shock, gelo, fuoco e vuoto) e sono divise in spade lunghe, spadoni, armi ad asta, lame doppie e martelli.

Godfall

Il loot si estende però anche a risorse essenziali sia per potenziare le nostre armi (tramite la forgia) ma anche, e soprattutto, per costruire nuove Valorpiastre. Si tratta delle corazze che il nostro protagonista potrà indossare, ciascuna caratterizzata da una propria estetica, bonus passivi (come probabilità di infliggere sanguinamento o accumulo extra di Sgretolanima) e una sorta di slot di potenziamento in cui inserire gli aumenti citati poc’anzi. In aggiunta ogni Valorpiastra avrà una propria “Furia dell’Arconte”, ovvero un’abilità finale che garantisce alcuni importanti bonus extra per alcuni secondi, o in alcuni casi crea alleati o oggetti che danneggiano continuativamente i nemici nei paraggi. Le risorse per creare queste potenti armature dovranno essere ricercate semplicemente esplorando determinate aree di gioco.

Sotto questo punto di vista il mondo di Godfall è organizzato in tre macro aree, ovvero il regno della Terra, dell’Acqua e dell’Aria. Queste possono essere esplorate partendo dal nostro HUB centrale, essenziale per selezionare la missione da giocare o l’eventuale esplorazione libera. Parlando delle missioni queste sono rappresentate da quelle legate alla storia principale, e dalle cacce a diversi boss secondari. Le prime risultano essere semplicemente delle introduzioni alle aree e dei “modi narrativi” per avvicinarci al boss finale della zona (rappresentato da un luogotenente di Macros), mentre le cacce ci serviranno a ottenere dei sigilli per poter accedere al luogotenente stesso.

Godfall

Come conseguenza ci ritroveremo a ripetere una stessa missione di caccia anche più di una volta per poter accumulare abbastanza sigilli. Questo problema purtroppo non viene risolto dalla presenza di obiettivi secondari opzionali casuali in ogni missione, né tantomeno dalla possibilità di continuare ad esplorare alla fine di una missione per raccogliere degli scrigni unici in grado di fornirci un buon bottino. Piccola nota a parte va poi alla difficoltà dei boss finali di ogni regno, concentrata quasi unicamente su uno dei luogotenenti e su Macros stesso. Questa situazione di ripetitività finisce poi per aggravarsi nella fase di endgame con la cosiddetta Torre delle prove (una serie infinita di sfide che ci permetteranno di guadagnare un enorme quantità di loot) e le Pietre del sogno

Le Pietre del sogno costituiscono una riproposizione con difficoltà aumentata di alcune missioni e bossfight principali e con l’aggiunta di modificatori del boss e per noi. Questi modificatori vanno ottenuti (o nel caso del boss finale scoperti) attraverso tre round preparatori nei quali dovremo affrontare ancora le stesse cacce proposte nei tre regni o la riproposizione di altre missioni legate alla campagna. L’endgame di Godfall rappresenta dunque un punto a sfavore, la cui ripetitività non viene compensata neanche da un particolare obiettivo a spronarci (se non il raggiungimento del livello massimo, lo sblocco di tutte le abilità e l’ottenimento di loot migliore e più raro).

Longevità

Godfall non è, purtroppo, un titolo particolarmente longevo proprio a causa dei problemi descritti poc’anzi. La campagna principale può essere infatti  completata in poco più di sei ore, mentre la parte relativa all’endgame, senza un vero incentivo, potrebbe non portarvi a spenderci molte ore. Si tratta di un vero peccato sia per il gameplay di base molto divertente e con meccaniche ben studiate, ma anche perché la possibilità di giocare in cooperativa con altri amici potrebbe aprire un gran numero di possibilità (che allo stato attuale delle cose potrebbe comunque non essere sufficiente e superare la ripetitività). Vogliamo infine sottolineare che è possibile giocare in cooperativa soltanto con amici in possesso del gioco; non è infatti presente un matchmaking per permettervi di giocare con altri utenti casuali.

Comparto Tecnico 

Concludiamo questa recensione di Godfall parlandovi di quello che costituisce tutta la parte tecnica del gioco, partendo innanzitutto dalla grafica. Abbiamo avuto modo di provare il titolo su PlayStation 5 e l’impatto d’insieme è davvero ottimo: graficamente il titolo si presenta con ottime texture (ben definite) e modelli, ma soprattutto con un notevole lavoro svolto sugli effetti, particellari e illuminazione. In tutto questo il titolo riesce a girare abbastanza fluidamente sui 60 fps, anche se in determinate circostanze abbiamo riscontrato alcuni cali non troppo drastici. Restando in tema PlayStation 5 una piccola nota a parte va al Dualsense che purtroppo non viene sfruttato in modo particolarmente eclatante.

Ottimo anche il lavoro svolto sul design dei territori che potremo esplorare, ma anche su tutti i personaggi, nemici, armi e valorpiastre! Il lato del sonoro si presenta di buon livello con doppiaggi in sola lingua inglese che ben si adattano ai vari personaggi, ma soprattutto grazie alle musiche e agli effetti sonori che risultano essere sempre avvincenti e in grado di dare grande enfasi a ogni azione. Sul lato di bug e glitch non abbiamo riscontrato nulla di particolarmente deleterio tranne per un unico crash del gioco nelle prime ore o l’audio che in un’occasione è venuto a mancare, mentre in un’altra ha finito per ripetere uno stesso suono fino alla fine della missione.

Nel complesso Godfall risulta essere un gioco godibile ma che avrebbe potuto dare molto di più, con alcuni piccoli accorgimenti che avrebbero reso il combat system vicino alla perfezione (oltre che unico come è già), o magari una campagna principale più viva lasciando meno l’idea che si tratti più di una boss-rush. Purtroppo infatti l’eccessiva ripetitività delle missioni, sia nella campagna che nella fase successiva di gioco, lo rende poco adatto all’utilizzo per molte ore (portandovi anche solo l’esempio di una campagna che, anche se in sole sei ore, finisce per costringerci a ripetere più di una missione). Considerando che il gioco sembra poter (o voler) lasciare spazio ad altro speriamo che il tutto venga rimpinguato ed espanso quanto prima con nuovi contenuti e possibilità offerte, da una personalizzazione dettagliata fino a nuovi scontri, missioni e possibilmente meccaniche per incentivare l’approfondimento dell’endgame.

Dopo Nekros e Oberon due Warframe riemergono dal Prime Vault, parliamo di Mirage Prime e Banshee Prime e delle loro armi e accessori unici, ovvero la sentinella Helios Prime, le pistole Akbolto Prime e Euphona Prime e, infine, i Kogake Prime. Il tutto ritorna a essere disponibile nel gioco a partire da Martedì 15 Dicembre grazie alle reliquie per ottenere tutti i pezzi dei Warframe e armi, ma anche con dei nuovi pacchetti dello store che vi daranno accesso a tutti i contenuti, accessori inclusi!

Sia Banshee che Mirage presentano diversi punti in comune legati non soltanto alle capacità di sopravvivenza ma anche alle doti offensive. Molti infatti associano la capacità di sopravvivenza di un Warframe ai parametri numerici della salute e armatura spesso però tralasciando le loro doti innate che, se sfruttate adeguatamente, possono fare davvero la differenza. Partiamo innanzitutto dai contenuti legati a Banshee Prime, un Warframe che potrebbe essere facilmente sottovalutato ma che proprio grazie alle sue abilità uniche (due in particolare) riesce a resistere anche contro nemici di livello molto alto andando anche ad aumentarne il danno subito. Abbiamo infatti:

  • Passiva: silenzia le armi equipaggiate in modo tale che i nemici non sentano i colpi sparati.
  • Sonic Boom: emette un’onda sonica che spinge con forza i nemici nel suo cono d’azione.
  • Sonar: utilizzando l’eco-localizzazione, Banshee individua tutti i nemici nel raggio di azione ed espone i loro punti deboli.
  • Silence: circonda Banshee con un’aura che stordisce i nemici e limita la loro risposta e percezione degli attacchi.
  • Sound Quake: crea un vero e proprio terremoto convogliando le onde acustiche nel terreno.

Le due abilità più importanti nella build che potete vedere qui di seguito sono senz’ombra di dubbio Sonar e Silence, una perfetta combinazione di “spada e scudo” che permettono a Banshee di adattarsi a quasi ogni situazione. Il moltiplicatore di danno che deriva dall’uso di Sonar colpendo i punti deboli dei nemici permette di eliminare anche gli avversari di livello più alto in pochissimi colpi e, al contempo, Silence andrà a rendere inoffensivi i nemici. Per sfruttare al meglio queste due abilità bisognerà focalizzarsi principalmente sulla durata, portata, ma anche potenza abilità per migliorare il moltiplicatore di danno della seconda abilità. Risulta poi indispensabile l’uso di Resonance, augment che rende pressochè infinita la durata di Sonar e, nel caso vogliate aumentare ulteriormente il danno potrete usare l’augment Sonic Fracture (al posto di Resonance) che rende Sonic Boom capace di sottrarre una parte di armatura del nemico, o in alternativa sostituire la prima con Shooting Gallery di Mesa per inceppare le armi dei nemici e aumentare una percentuale di danno come nel nostro caso (o persino fare entrambe le cose eliminando Sound Quake).

banshee mirage

Gli oggetti distintivi legati a Banshee Prime sono l’Helios Prime e l’Euphona Prime; nel primo caso parliamo di uno dei droni più utili del gioco grazie al suo precetto che gli permette di scansionare oggetti e nemici utilizzando gli scanner Codex (ma anche grazie alla sua potente arma, il Deconstructor Prime, un lancia glaive ad effetto). Questo innanzitutto per sbloccare tutti i dettagli di lore legati a Warframe, alle varie fazioni presenti in gioco, nemici, personaggi e così via. In secondo luogo lo scannerizzare nemici vi permetterà di sbloccarli per l’utilizzo nel Simulacrum, luogo in cui potrete testare tutte le vostre build di armi e Warframe. Il Deconstructor va utilizzato sfruttando le sue alte capacità di danno e di infliggere status, mentre invece l’Helios non richiede particolari Build; al contrario la pistola chiamata Euphona Prime è un’arma basata totalmente sulla probabilità critico e sugli altissimi numeri di danno che è in grado di raggiungere:

Passando invece a Mirage Prime ci troveremo di fronte a un Warframe che, come già anticipato, presenta alcune analogie con Banshee legate ai danni che può infliggere e alle capacità uniche di sopravvivenza. Se Banshee risulta ottima nello stordire i nemici, Mirage eccelle nello schivare i colpi degli avversari grazie ad una combinazione di due delle sue abilità; le stesse abilità costituiscono inoltre la base del danno maggiorato che può infliggere. Eccovi qui di seguito una descrizione dettagliate di tutte le sue abilità:

  • Passiva: Mirage eccelle nel parkour, infatti le sue scivolate durano l’85% del tempo in più e le manovre di movimento sono il 50% più veloci.
  • Hall of Mirrors: crea fino a quattro copie di se stessa per confondere e distrarre i nemici; le copie sono in grado anche di attaccare ma infliggendo una percentuale di danno più bassa della vera Mirage.
  • Sleight of Hand: trasforma gli oggetti vicini in trappole che attirano i nemici e, se al buio creano un’esplosione radiale che acceca tutti nei paraggi, mentre alla luce crea vere e proprie bombe.
  • Eclipse: quando si trova esposta alla luce Mirage infligge danni aumentati, quando si trova all’ombra aumenta la sua evasività.
  • Prism: lancia un prisma che riflette raggi di luce in tutte le direzioni danneggiando i nemici; attiva nuovamente per farlo esplodere e colpire tutti gli ostili nel raggio d’azione.

Risulta dunque particolarmente chiara l’importanza di Hall of Mirrors e di Eclipse e, di conseguenza, la potenza abilità e durata come parametri essenziali. In questo però dobbiamo sempre considerare che, per quanto i valori di danno ed elusione di Eclipse siano davvero molto alti, non si tratta di un’abilità che ci permette di scegliere quale valore utilizzare (cambiando di volta in volta a seconda della nostra posizione rispetto all’illuminazione del gioco). Ciononostante già solo Hall of Mirrors riesce a compensare egregiamente non lasciandoci mai del tutto privi di danno extra o di probabilità aggiuntive di evitare i colpi dei nemici, pertanto, luce a parte, nel complesso non avremo quasi mai di che lamentarci.

A questo punto bisogna considerare quanto vorrete fare affidamento sulla sola Eclipse per il danno, oppure se vorrete aggiungere una buona percentuale di danno extra anche su Hall of Mirrors grazie all’augment Hall of Malevolence (che aumenta il danno delle copie per ogni nemico sconfitto), ma anche quante Forma vorrete investire su Mirage. Detto ciò eccovi le due build che vi consigliamo aggiungendo anche che potreste considerare di utilizzare anche qui l’Helminth per aggiungere un’abilità di resistenza al posto di Sleight of Hand:

Concludiamo con le ultime due armi legate a Mirage Prime, ovvero le Akbolto Prime e i Kogake Prime; nel primo caso parliamo di una coppia di pistole con statistiche abbastanza ibride tra lo status e il critico, mentre nel secondo di un’arma da sparring costituita da una coppia di tirapugni e di calzari principalmente studiate per lo status. Nient’altro di particolare da aggiungere se non che si potrebbe anche considerare l’idea di sfruttare quel 16% di critico nei Kogake, ma che comunque l’utilizzo di questa statistica è comunque limitato da un moltiplicatore critico abbastanza basso. Per questa ragione abbiamo preferito focalizzarci soprattutto sullo status, andando inoltre ad aumentare la portata dato che questo tipo di armi corpo a corpo presenta una portata di base che supera di poco il metro.

Tutti gli oggetti riportati sinora, incluse Mirage e Banshee Prime, possono essere ora ottenute in gioco per un periodo di tempo limitato attraverso le relative reliquie che vi permetteranno di trovarne i singoli componenti; pertanto se non avete ancora questi oggetti affrettatevi prima che il Vault si chiuda! In alternativa potrete anche acquistare questi Warframe e le loro armi ottenendo anche accesso ai loro accessori esclusivi (oltre che pack di platini) tramite i diversi pacchetti aggiunti negli store di ogni piattaforma. Questi variano dalla versione completa di tutto fino ai singoli accessori di Mirage o di Banshee, incluse delle Syandana esclusive e parti di armatura uniche:

Pacchetto doppio Mirage e Banshee Prime

  • 1200 Platini.
  • Banshee Prime e Mirage Prime.
  • Euphona Prime.
  • Kogake Prime.
  • Akbolto Prime.
  • Helios Prime.
  • Deconstructor Prime.
  • Capella Prime Syandana.
  • Abbera Prime Syandana.
  • Armatura Atavist Prime.
  • Accessori sentinella Ictus Prime.
  • Glifi Banshee Prime e Mirage Prime.
banshee mirage

Pacchetto Banshee Prime

  • 400 Platini.
  • Banshee Prime.
  • Euphona Prime.
  • Helios Prime.
  • Deconstructor Prime.
  • Capella Prime Syandana.
  • Accessori sentinella Ictus Prime.
  • Glifi Banshee Prime.
mirage banshee

Pacchetto Mirage Prime

  • 400 Platini.
  • Mirage Prime.
  • Kogake Prime.
  • Akbolto Prime.
  • Abbera Prime Syandana.
  • Armatura Atavist Prime.
  • Glifi Mirage Prime.
mirage banshee

Pacchetto accessori Banshee Prime

  • 200 Platini.
  • Capella Prime Syandana.
  • Accessori sentinella Ictus Prime.
mirage banshee

Pacchetto accessori Mirage Prime

  • 200 Platini.
  • Abbera Prime Syandana.
  • Armatura Atavist Prime.
mirage banshee

Dopo la recente uscita del nuovo Cyberpunk 2077 compare un inaspettato crossover con Death Stranding con numerose novità nell’ultimo titolo di Hideo Kojima. Questo probabilmente come parte di un accordo nato tra i due sviluppatori che ha visto Hideo Kojima in persona fare la sua comparsa nell’ultimo titolo di CD Projekt RED con una sorta di cameo. In questo caso però parliamo di un vero e proprio evento che andrà ad unire questi due mondi, in esclusiva per gli utenti PC, permettendo ai giocatori di intraprendere nuove missioni e ottenere nuovi oggetti unici.

death stranding cyberpunk

Ci sarà infatti la partecipazione di diversi personaggi e della lore dal mondo di Cyberpunk 2077, nella versione di gioco 1.05 di Death Stranding, ma anche:

  • Moto a tre ruote a tema Cyberpunk 2077;
  • “Braccio Johnny” realizzato sul modello del braccio robotico di Johnny Silverhand, che può essere equipaggiato ed utilizzato in game; 
  • Nuovi ologrammi, tra cui l’ologramma di un veicolo volante “Trauma Team” per alcune costruzioni;
  • Svariati oggetti estetici, tra cui gli occhiali di Johnny Silverhand.

In aggiunta questo crossover introduce anche una nuova funzione di Hacking che permette a Sam Bridges di mirare ai macchinari nemici e applicare effetti di stato negativi. I giocatori possono ora bloccare l’attivazione dei sensori dei Muli per un periodo di tempo limitato, stordire gli Odradeks nemici e anche mandare in cortocircuito l’elettronica dei veicoli dei Muli, per bloccarne i movimenti. In conclusione, per celebrare questo nuovo evento, Death Stranding sarà acquistabile con uno sconto del 50% su PC (tramite Humble Bundle, Steam e Epic Store).


Immortals Fenyx Rising é una nuova IP creata da Ubisoft e pubblicata il 3 Dicembre per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X, PC e Nintendo Switch. Si tratta di un titolo nato grazie a evidenti influenze esterne, ma anche interne al mondo stesso di Ubisoft; considerato ciò riuscirà a distinguersi dal resto dei giochi e soprattutto ad affermare la propria identità? Scopriamolo in questa recensione.

Trama 

Le vicende narrate ci permetteranno di vestire i panni di Fenyx, un eroe (o eroina considerando che saranno presenti diverse opzioni di personalizzazione) giunto su una misteriosa isola in seguito a un naufragio. Per la precisione all’inizio della nostra avventura non saremo nulla di più che dei semplici porta-scudo in viaggio con il nostro eroico fratello Ligirone e la sua ciurma. Noteremo ben presto di essere gli unici superstiti, e che tutti i membri del nostro equipaggio, così come gli abitanti del posto, sono stati tramutati in pietra. L’ultima ruota del carro si ritroverà così a esplorare l’isola, incontrare diverse divinità del mondo greco, ma anche e soprattutto recuperare diversi manufatti e oggetti mitologici di diversi eroi e dei per aiutarla nel suo compito: riportare tutti alla normalità

Qualcosa di più profetico e ben più in alto di noi ci farà però scoprire che il nostro compito è molto più importante di quello che possiamo immaginare. L’intera vicenda ci viene infatti narrata principalmente, oltre che dai protagonisti diretti e personaggi secondari che incontreremo, in maniera indiretta da Prometeo, il quale si ritrova a spiegare il tutto a Zeus. Quest’ultimo cerca un modo per sconfiggere Tifone, un potente gigante che ha già combattuto in precedenza contro gli dei ma senza successo; questa volta però minaccia non soltanto di eliminare l’intero Olimpo, ma anche distruggere il genere umano. C’è dunque bisogno di un vero eroe, e soltanto Prometeo (nonostante la triste sorte che si ritrova ad affrontare dopo aver portato il fuoco all’uomo) può dare a Zeus una visione generale delle cose grazie al dono della Profezia.

La trama di Immortals Fenyx Rising riesce dunque senza dubbio a intrattenere sia grazie all’ottima narrazione portata avanti su più livelli, ma anche mettendo in campo diversi personaggi realizzati e caratterizzati in modo eccellente. Il tutto si focalizza però principalmente su un particolare: l’uso sfrenato di battute e siparietti sia tra Zeus e Prometeo che tra Fenyx e i diversi personaggi incontrati. L’umorismo è infatti parte integrante di tutto, e come tale è stato pensato per tutti passando da battute più o meno infantili a (seconda dei punti di vista), fino a giochi di parole e doppi senso a sfondo sessuale. Questo costante accompagnamento contribuisce sia all’intrattenimento generale (strappandoci molto spesso un sorriso), ma anche a dare un’identità unica a questo nuovo titolo. Non mancheranno, infine, alcuni colpi di scena per dare enfasi al tutto e aggiungere quel qualcosa in più.

immortals fenyx rising

Gameplay

Cominciamo innanzitutto con il dire che Immortals Fenyx Rising prende indubbiamente a piene mani diverse meccaniche da titoli di vario genere, creando così un vero e proprio pot-pourri, ma estremamente ben riuscito. Potremmo attribuire una parte di queste meccaniche a quanto visto negli ultimi anni nella serie di Assassin’s Creed (come in Valhalla), specialmente a livello di combattimento. Questo è infatti composto da combo di attacchi leggeri e pesanti, con questi ultimi in grado di riempire la cosiddetta barra di stordimento dei nostri nemici fino a renderli temporaneamente inermi. In aggiunta abbiamo schivate e patate, con la schivata perfetta che andrà a rallentare temporaneamente intorno a noi e le parate in grado di aumentare considerevolmente lo stordimento dei nemici e persino rispedire i proiettili lanciati al mittente.

L’altra parte essenziale del gameplay, e forse la più importante, è rappresentata dall’esplorazione del mondo di gioco (cosa che viene limitata dalla nostra stamina). In questa troviamo molte similitudini con altri titoli Ubisoft, con imponenti statue che, una volta scalate, ci permettono di rivelare l’intera area attorno a noi. Qui abbiamo però anche diverse sfide che metteranno alla prova il nostro ingegno, le nostre capacità di movimento o persino le abilità in combattimento. Parliamo infatti delle cosiddette sfide costellazione, sfide di Ermes, sfide affresco e soprattutto le Cripte del Tartaro. Mentre nelle prime sfide citate le meccaniche si manterranno più o meno simili, con sfere da raccogliere al completamento di alcuni enigmi per creare delle costellazioni, percorsi da completare entro un tempo limite o puzzle con blocchi mobili da posizionare nel corretto ordine, le Cripte saranno il vero pezzo forte.

immortals fenyx rising

Un po’ come nei sacrari visti in Zelda Breath of The Wild, le Cripte del Tartaro rappresentano delle sfide più o meno complesse che metteranno alla prova tutte le nostre capacità. In alcune potremo trovarci ad affrontare gruppi di nemici o dei boss unici, in altre superare veri e propri percorsi a ostacoli, in altre ancora sarà necessario aguzzare l’ingegno per proseguire (ad esempio spostando blocchi di peso diverso o sfruttando la freccia controllabile a distanza); potremo persino trovarci ad affrontare alcune meccaniche uniche. Le Cripte potranno essere identificate da un livello di difficoltà che varierà da 1 a 3, e alcune di queste (come quelle legate alle quattro divinità che incontreremo) saranno più lunghe di altre. La particolarità è che tutte queste aree saranno ben differenziate tra loro in termini di soluzione, annullando qualsiasi tipo di noia da ripetitività e soprattutto invogliandoci a completarle tutte al 100%.

Completare le Cripte, o qualsiasi altro punto di interesse dalla vasta mappa di gioco di Immortals Fenyx Rising, ci permetterà di ottenere una serie di risorse essenziali a potenziare il nostro personaggio. Avremo così l’ambrosia per migliorare la nostra salute massima, i fulmini di Zeus per incrementare la resistenza, le monete di Caronte per sbloccare nuovi attacchi o abilità (alcune delle quali essenziali per risolvere determinati enigmi), cristalli di vario genere per potenziare la nostra attrezzatura, frutti e funghi per creare pozioni e Ambra per potenziarle. Potenziando al massimo queste caratteristiche sbloccheremo la possibilità di investire altre risorse nell’ottenimento dei cosiddetti livelli prestigio così da migliorare il nostro personaggio anche in un’eventuale nuova partita +.

immortals fenyx rising

Un’altra ricompensa che potremo ottenere da alcuni forzieri è costituita dai diversi tipi di equipaggiamento. Il gioco comprende, infatti, un gran numero di copricapi e armature, archi, spade e asce (rispettivamente per attacchi leggeri e pesanti) tutti caratterizzati da una propria estetica e soprattutto effetti unici; nell’ambito, poi, dello stesso tipo di equipaggiamento troviamo diverse colorazioni disponibili (sempre da ricercare nei forzieri disseminati per il mondo di gioco). L’alto livello di personalizzazione si estende anche a diversi tipi di ali di Icaro, oggetto che otterremo nei primi momenti di gioco e utile per raggiungere punti sopraelevati e planare, cavalcature di diversa rarità e che dovremo domare prima di poterle sfruttare liberamente e infine aspetti di Fosforo, un compagno che ci aiuterà dopo aver completato la relativa missione e che avrà anche alcuni bonus passivi oltre che estetici.

Avremo infine le cosiddette Benedizioni degli Dei, ovvero alcuni bonus unici che riceveremo dalle quattro divinità che dovremo aiutare per completare la campagna principale e che aggiungono al gameplay più di quanto ci si potrebbe aspettare. Tutti gli elementi descritti fino a questo momento riescono perfettamente a incastonarsi tra loro e a funzionare all’unisono per creare un titolo che, nonostante finisca per mettere insieme meccaniche da più giochi non portando grosse novità dal punto di vista del gameplay, sa divertire fino all’ultimo minuto di gioco. Questo portandoci anche a cercare tutte le bossfight e nemici unici (come gli spettri dei quattro eroi più famosi della Grecia), con una discreta varietà nella loro tipologia (anche se non eccezionale) ed esplorare ogni angolo della vasta mappa di gioco, scalando ogni montagna, recuperando ogni oggetto e completando tutti gli incarichi e missioni secondarie (alcune delle quali segrete).

immortals fenyx rising

Longevità

Immortals Fenyx Rising presenta una durata complessiva della campagna principale di buon livello, essendo necessarie circa 12 ore per completarla interamente. Al contempo però, ribadendo quanto detto poc’anzi, bisogna tenere in considerazione anche tutto quello che gli sviluppatori hanno voluto inserire nel gioco e, di conseguenza, a quanto decideremo di dedicarci a tutte le attività secondarie. In ogni caso non parliamo certamente di un quantitativo di ore particolarmente alto, ma comunque sufficiente a triplicare il tempo necessario per raggiungere l’epilogo. Nel nostro caso, infatti, in circa 36 ore siamo riusciti a completare il gioco in ogni suo aspetto recuperando anche il trofeo di platino. In aggiunta troviamo delle missioni giornaliere e la possibilità di intraprendere una nuova partita + andando a recuperare nuove risorse per potenziarci ulteriormente, ma purtroppo si tratta di una cosa fine a se stessa (non ci sono, almeno per il momento, ricompense uniche).

immortals fenyx rising

Comparto Tecnico

Da un punto di vista visivo e grafico Immortals Fenyx Rising si attesta indubbiamente su ottimi livelli; di base abbiamo uno stile grafico molto “cartoonoso” sfruttando un ottimo cel-shading e una palette cromatica satura (il tutto in maniera molto simile a quanto visto nell’ultimo Zelda). Abbiamo poi ottime texture senza grosse o evidenti imperfezioni, ma soprattutto il gioco riesce a dare il meglio di se nelle illuminazioni e negli effetti, particellari inclusi, regalando molto spesso scenari appaganti che potremo mettere a frutto utilizzando la modalità foto inclusa. Inoltre il design delle creature e dei mostri che dovremo affrontare risulta essere ottimo, nonostante la non troppo ampia varietà che nella maggior parte dei casi si limita a semplici cambi di colore, ma anche quello relativo al mondo di gioco che spazia da aride terre flagellate dalla guerra fino a boschi ricchi di vegetazione o un’area montuosa coperta dal freddo e dalla neve (con un totale di sei “biomi”).

Qualche piccolo alto e basso, invece, dal punto di vista del sonoro; principalmente da segnalare alcuni doppiaggi in lingua italiana non perfettamente all’altezza di altri, ma comunque non particolarmente penalizzanti l’esperienza. Molto belle le musiche e gli effetti sonori che contribuiscono senza dubbio a farci immergere nel nuovo mondo creato da questa IP. Infine, incredibilmente, praticamente nulla da segnalare dal punto di vista di bug o difetti tecnici; abbiamo avuto modo di giocare il titolo su PlayStation 5 e non abbiamo riscontrato alcun calo nel framerate (fisso a 60 in modalità performance o a 30 in modalità qualità con 4K attivo, rispetto ai 30 fps su console della vecchia generazione) o crash e bug, eccezion fatta per un’unica circostanza in cui il gioco non ha caricato alcuni oggetti legati alla missione principale in una zona (per la quale è stato sufficiente ricaricare l’area).

immortals fenyx rising

In conclusione ci siamo trovati a un prodotto inaspettatamente interessante e valido, una nuova IP che riesce a farsi valere e ad affermarsi nonostante le similitudini con altri titoli. Una trama semplice ma abbastanza longeva e portata avanti con umorismo, citazioni e colpi di scena, un gameplay molto valido e divertente, soprattutto considerato l’impegno messo nella creazione di enigmi sempre nuovi e diversi per rendere ogni sfida e ogni Cripta unica. Un titolo che sa divertire e coinvolgere non soltanto per la durata della campagna principale, ma che vi porterà all’esplorazione per completare il tutto nella sua interezza e svelare qualche piccolo segreto nascosto. Indubbiamente con questo gioco Ubisoft ci dimostra ancora una volta la sua celebre esperienza nel creare degli ottimi open world conferendogli molti elementi unici e distintivi rispetto ad altre serie, nonostante alcune meccaniche rese ormai comuni.