In 4K e/o 120 fps, con progressi multipiattaforma nella stessa famiglia di dispositivi e senza alcun costo aggiuntivo per i possessori del gioco per la generazione attuale.

Ubisoft annuncia che le versioni PlayStation®5 e Xbox Series X | S di Tom Clancy’s Rainbow Six® Siege saranno disponibili dal 1° dicembre. Oltre a una serie di miglioramenti, la nuova versione consentirà di giocare in 4K e fino a 120 fps, in base alla modalità scelta dai giocatori (prestazioni o risoluzione). Inoltre, sarà possibile effettuare l’upgrade della propria versione sulla stessa famiglia di dispositivi senza alcun costo aggiuntivo*. Dopo più di cinque anni dall’uscita di Rainbow Six Siege, il lancio sulle console di nuova generazione è un passo importante nel costante supporto del gioco da parte di Ubisoft.

I giocatori attuali su PlayStation®4 o Xbox One potranno mantenere i propri progressi ed effettuare l’upgrade del gioco senza alcun costo aggiuntivo* per la stessa famiglia di dispositivi. Inoltre, sarà disponibile il gioco multipiattaforma sempre nell’ambito della stessa famiglia di dispositivi, che consentirà agli utenti PlayStation®5 di sfidare quelli PlayStation®4 e ai giocatori su Xbox One di fare lo stesso con gli utenti di Xbox Series X | S. Al momento, il cross play tra famiglie di console diverse o tra PC e console non è supportato.

Sulle console di nuova generazione, i giocatori potranno provare tutti i miglioramenti grafici che Rainbow Six Siege ha da offrire. Tali miglioramenti offriranno una serie di opzioni per dare la priorità alle prestazioni o alla risoluzione, sempre che i giocatori siano equipaggiati con un dispositivo compatibile:

  • Risoluzione 4K (PS5, Xbox Series X) / 1080p (Xbox Series S)
  • 120 frame al secondo (PS5, Xbox Series X)
  • Funzionalità del controller DualSense per una maggiore immersione (PS5)
  • Supporto delle attività per le playlist più popolari, così che i giocatori possano immergersi nel gioco più velocemente (PS5)

Per tutte le piattaforme, saranno implementate anche le seguenti funzionalità per offrire una migliore esperienza di nuova generazione:

  • Migliore accessibilità (Opzioni di leggibilità, testo-voce e voce-testo)
  • Avvio rapido (Flusso di accesso ottimizzato, sequenza introduttiva semplificata)
  • Ubisoft Connect (Overlay di Connect su tutte le piattaforme)

Rainbow Six Siege è già disponibile sulle console di nuova generazione con le rispettive versioni per Playstation®4 e Xbox One.

La nuova generazione di hardware fornisce le più recenti tecnologie e funzionalità, e Rainbow Six Siege continuerà a migliorare per sfruttare tutte queste opportunità offerte dalle nuove piattaforme.

Per festeggiare il 35esimo anniversario di Super Mario, l’idraulico baffuto più simpatico di sempre, Nintendo ha riportato sul mercato il famoso Game & Watch: Super Mario Bros. La società ha pensato di riportare in vita la forma dei gloriosi “game and watch” per una versione commemorativa di Super Mario e Super Mario Bros 2 del NES, un pezzo da collezioneunico e limitato.Super Mario ritorna in grande stile con il Game & Watch.

Super Mario ritorna in grande stile con il Game & Watch

Per il suo 35esimo compleanno, Super Mario ritorna in grande stile, offrendo al pubblico l’opportunità di fare un bel salto nel passato. Il primo Game and Watch ha fatto il suo grande debutto in Giappone nel 1980 e al tempo è stata la prima console portatile creata da Nintendo.

Adesso potete fare vostro un pezzo di storia grazie a questa versione speciale. La console, annunciata già a settembre, è caratterizzata da uno splendente color oro e include anche Super Mario Bros.Super Mario Bros.: The Lost LevelsBall (versione Mario) e un fantastico orologio digitale.

Preparatevi all’avventura. Superate voragini, calpestate i Goomba ed entrate nei tubi proprio come facevate da piccoli – o come facevano i vostri fratelli maggiori, al tempo. Questa volta però i comandi sono ancora più precisi grazie alla pulsantiera+ della console.

Potete giocare da soli o alternarvi con un amico, fratello, chiunque vogliate, per dare inizio ad un po’ di sana competizione. Se invece siete sei pro player e ormai sapete già tutto, Nintendo vi consiglia The Lost Levels: la competitività aumenta sempre di più. Riuscirete a vincere?

Se invece è la vostra prima volta con questo meraviglioso gioiello storico, Ball fa di certo al caso vostro.

Inoltre l’orologio digitale presente all’interno può riprodurre circa 35 animazioni diverse, che includono anche alcuni amici e nemici di Mario.

Una pioggia di ricordi per i “piccoli grandi giocatori”

Game&Watch Super Mario Bros

Se lo scopo di Nintendo era quello di far scendere una leggera lacrima sul volto di quei bambini che negli anni ’80 hanno assistito alla nascita dei videogame tascabili, allora ci è riuscita. Questo piccolo e scintillante gioiellino storico ha un valore immenso per quei bambini, un valore che va oltre il semplice “tornare a giocare”.

Il 35esimo compleanno di Super Mario non poteva passare inosservato e meritava di essere festeggiato in grande stile. Per questo motivo Nintendo ha ben pensato di prendere due piccioni con una fava: mettere una mano sulla spalla di quei famosi bambini, ricordando loro i bei tempi e omaggiare il famoso idraulico baffuto, il campione dei videogiochi a piattaforme a scorrimento orizzontale.

Di solito, con le ultime console in arrivo, i giocatori attendono pacchi enormi e pesanti. Ci basta pensare alla nuova Xbox Series X o anche solo alla PlayStation 5, probabilmente la console più grande degli ultimi anni. Questo di Nintendo però è piccolo, forse anche troppo, ma è in grado di riportare alla mente ricordi indimenticabili e di abbracciare, in senso metaforico, quei piccoli bambini che si divertivano con Super Mario Bros.

Alcuni utenti hanno già ricevuto la console, che era possibile preordinare già da settembre. Molti sono rimasti stupiti dal packaging, così semplice eppure così familiare. La piccola scatola in cui è riposto il Game & Watch è piccola, caratterizzata da un senso di nuovo e vecchio: il mix perfetto.

Una delle aggiunte più interessanti apportate da Nintendo è la possibilità di poter ricaricare la console. Game & Watch dispone infatti di batteria ricaricabile integrata che, una volta scarica, basterà ricaricare attraverso un  qualsiasi alimentatore USB. Il display inoltre è stato sostituito da uno schermo a cristalli liquidi colorato ed è dotato di retroilluminazione.

Questo cimelio di Nintendo, disponibile al prezzo di 59,99 euro, è un ritorno all’adolescenza per i quarantenni e cinquantenni di oggi. Un salto nei ricordi e nel passato da poter mettere in bella vista sulla propria credenza. Un oggetto comprato non tanto per giocare ma per rivivere ogni singolo giorno un ricordo intenso.

I ragazzi di Supermassive Games  sono tornati a terrorizzare tutti con il loro nuovo capitolo: Little Hope. Prima di andare nel cuore della nostra recensione è importante sapere che questo è il secondo capitolo della collezione The Dark Pictures Anthology, una serie di videogiochi horror standalone. La redazione di Geexmag è riuscita a sopravvivere a questa avventura, che vi catapulterà in una notte da incubo che si trasformerà, poi, in una lotta per la sopravvivenza.

Il mood, per intenderci, vuole essere lo stesso già proposto, con estremo successo, nella produzione Sony. Come in Until Dawn, il modello di riferimento sono i teen horror b-movie, con il focus volutamente e dichiaratamente indirizzato verso i rapporti che legano tra loro i personaggi, relazioni destinate ad essere sconvolte dagli eventi narrati, nonché dalle scelte effettuate dal videogiocatore nel corso dell’epopea.

Laddove Until Dawn metteva in chiaro la natura di produzione che volutamente scimmiottava un certo stile cinematografico, e ricalcava con strepitosa efficacia tutti i cliché e gli stereotipi del caso, The Dark Pictures Anthology: Little Hope è meno onesto, sussurrando all’orecchio degli orfani di Silent Hill, mettendo sul piatto una bambina, la nebbia fitta e una città abbandonata, ma tradendo le aspettative con una sceneggiatura a tratti davvero troppo incoerente e involontariamente comica.

Little hope

Una storia al cardiopalma

Il tutto prende luogo nell’immaginaria cittadina fantasma di Little Hope, nel New England (USA), la quale si scoprirà essere stata teatro di una sanguinosa caccia alle stregheLa storia, che vede come protagonisti un gruppo di 5 persone, girerà proprio intorno agli eventi accaduti 300 anni prima. Gli sfortunati tenteranno di raggiungere il primo luogo abitato per cercare aiuto, dato che l’autobus sul quale viaggiavano risulterà essere distrutto in un grave incidente stradale. Saremo obbligati, quindi, ad attraversare Little Hope, nella quale scopriremo l’oscuro passato della cittadina. Nel complesso, la trama è interessante e misteriosa con una buona dose di colpi di scena. L’unica nota negativa è la lentezza nel succedersi degli eventi, della durata complessiva di 7 ore di gioco. Ricordatevi, poi, che ogni scelta conta: quindi, non affrettatevi e scegliete con calma.

Little hope

Parlando, invece, del gameplay di Little Hope, è il classico delle avventure dinamiche: semplice e intuitivo, e le sessioni d’azione sono caratterizzate dai quick time events (QTE), dove il gioco vi richiederà di eseguire un comando in un breve lasso di tempo. Se si gioca su computer, poi, è possibile scegliere tre tipi di comandi differenti:

  1. Punta e clicca: con il cursore del mouse indicheremo la direzione del personaggio e tramite la pressione del tasto sinistro impartiremo l’azione da far eseguire a quest’ultimo. Abbiamo trovato abbastanza scomodo questo sistema di comandi, non tanto nei QTE o nell’interagire con gli oggetti, ma nell’esplorazione. Questo metodo, infatti, rende macchinoso e talvolta frustrante muoversi nel mondo di gioco.
  2. Controller: il miglior modo, a nostro avviso, per godersi questa particolare opera. Il Dualshock di PlayStation 4 o il controller di Xbox One, renderanno il tutto molto più semplice e fruibile.
  3. Mouse e tastiera: a differenza del punta e clicca con questo metodo si useranno i tasti “WASD” per far muovere i protagonisti. Quest’ultimo schema di comandi risulta assai più confortevole del punta e clicca.

Sarà, inoltre, possibile giocare in multiplayer sia online che locale e un’altra caratteristica di Little Hope è l’interazione con gli oggetti presenti nella scena di gioco. Difatti, sarà possibile ruotarli ed esaminarli per portare alla luce indizi celati.

Little hope

Una parte tecnica un pochino da rivedere

Questa è stata la parte più difficile da giudicare. Nel complesso, la qualità tecnica è nella mediaLe ambientazione di gioco sono davvero ben fatte e suggestive, e i modelli in-game, se visti in lontananza, sono di ottima fattura. Purtroppo però, l’opera non eccelle nell’audio, che in un prodotto del genere è fondamentale. Infatti, le voci di sottofondo non saranno tradotte e, talvolta, anche i discorsi principali conteranno delle parti in ingleseQuesto è stato davvero fastidioso, perché il personaggio inquadrato, (nel nostro caso) parlerà italiano e cambierà improvvisamente lingua passando all’inglese, per poi tornare all’italiano.

Un ulteriore difetto del comparto audio è la direzionalità dei suoni, infatti, una voce che ci è alle spalle sembrerà essere frontale e il lip sync, nei primi piani, non è dei migliori. A compensare il tutto, però, c’è l’illuminazione di scenadavvero ben fatta e in grado di rendere l’atmosfera molto cupa. Il livello migliore lo si ha, però, nelle scene all’interno dell’ufficio del curatore che sono, qualitativamente parlando, di gran lunga superiori, sia dal punto di vista grafico che uditivo. Come potete notare nella foto condivisa qui sopra, Andrew (il ragazzo al centro) sembra illuminato da una fonte di luce inesistente, dato che il gruppo è in mezzo ad una strada senza luci. Ultima, ma non per importanza, nota positiva che ci sentiamo di redigere è la presenza di attori noti nel cast, come Will Poulter nel ruolo, per l’appunto, di Andrew.

The Dark Pictures Anthology: Little Hope è un’opera che nel complesso raggiunge un buon livellocon una trama ben strutturata e riferimenti storici ben precisi. La presenza di volti noti nel cast, poi, è sicuramente uno dei più grandi punti forza del prodotto, che se pur non eccelso, in alcune parti, riuscirà a farvi prendere tanti spaventi. Nonostante si tratti di un gioco di media lunghezza, la grande varietà di scelte e di approcci che si possono attuare in gioco ampliano, come spesso accade, la longevità di molto, con anche il piccolo plus delle modalità dedicate a più giocatori (e ricordiamolo, a un prezzo più che accettabile). Di certo un secondo titolo molto apprezzabile per la Dark Pictures Anthology, e speriamo possa trattarsi del primo step per una scalata niente male. Ma dove andremo a finire col prossimo titolo?

Il prossimo mese sarà davvero speciale per gli abbonati PlayStation Plus. Il lancio di PS5 si avvicina, e siamo felici di poter condividere ulteriori informazioni sulla PlayStation Plus Collection* e sui giochi mensili per PS4.

A novembre, gli abbonati PlayStation Plus riceveranno su PS4 due giochi di azione e avventura: La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra e Hollow Knight: Voidheart Edition. Entrambi saranno disponibili da martedì 3 novembre. Siamo anche elettrizzati nell’annunciare che gli abbonati PlayStation Plus in possesso di una console PlayStation 5 (a partire dal 12 novembre***) riceveranno anche Bugsnax (per PS5)**.

Passiamo ai giochi!

Bugsnax (versione PS5)

Il primo gioco PS5 disponibile per gli abbonati di PlayStation Plus è la carinissima e bizzarra avventura in prima persona Bugsnax, di Young Horses! Vesti i panni di un giornalista investigativo intento a esplorare l’Isola Snakeronte, habitat naturale delle leggendarie creature metà insetto e metà… spuntino, i Bugsnax. Scopri, caccia e cattura tutti e 100 gli animaletti mentre indaghi sulla scomparsa degli abitanti dell’isola. 

La versione PS5 di Bugsnax sarà disponibile per gli abbonati PlayStation Plus a partire da giovedì 12 novembre fino a lunedì 4 gennaio 2021.

La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra (gioco PS4/PS5)

Ambientato tra gli eventi de Lo Hobbit e quelli de Il Signore degli Anelli, La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra ti catapulta nuovamente nel celeberrimo universo creato da JRR Tolkien, popolato da stregoni, orchi ed elfi. Metti insieme un esercito con cui affrontare i nemici, conquistare Fortezze e dominare Mordor dall’interno. Immergiti nel Nemesi, un sistema tramite il quale potrai creare storie personalizzate con ciascun nemico e seguace, e affronta il Signore Oscuro Sauron e i suoi Nazgûl all’apice della loro potenza in questo nuovo epico episodio ambientato nella Terra di Mezzo.

Hollow Knight: Voidheart Edition (gioco PS4/PS5)

Nel gioco di piattaforme ed esplorazione 2D di Team Cherry, dovrai addentrarti nel mondo sotterraneo di Nidosacro e affrontare creature decadenti con l’aiuto di bizzarri insetti. Sblocca nuove abilità e usa i poteri più adatti al tuo stile di gioco per esplorare caverne labirintiche, antiche città e mortali steppe. Sfida boss epici che metteranno a dura prova le tue capacità nel combattimento e nello sfruttare al meglio le piattaforme, mentre scopri l’ancestrale storia del regno e i suoi segreti.

Entrambi i giochi PS4 saranno disponibili da martedì 3 novembre a lunedì 30 novembre. 

Poco fa, attraverso un video pubblicato sul suo sito ufficialeSony ha svelato al pubblico l’interfaccia di PlayStation 5 e tutte le sue caratteristiche principali. Nel video, della durata di circa undici minuti, daremo uno sguardo al centro di controllo, alle attività, la guida ai giochi e molto altro ancora.

Manca meno di un mese al lancio ufficiale di PlayStation 5 in America e il team di Sony è entusiasta di condividere con il pubblico il suo primo sguardo all’UX della nuova console di next-generation. La nuova UX è completamente incentrata sul giocatore, per offrire un’esperienza degna della nuova generazione con un’immersione più profonda  e che possa connetterlo rapidamente a grandi giochi e un’appassionata comunità di gioco.

Sony ritiene che il tempo di ciascun giocatore sia prezioso e significativo: con questo ci rivela che tutte le nuove funzionalità offerte sono ispirate proprio a questo concetto. La nuova UX introduce diverse nuove funzionalità progettate per rendere le esperienze di gioco di ciascun giocatore più divertenti, coinvolgenti, personalizzate e social.

Interfaccia PlayStation 5

Uno degli elementi principali è il nuovo Control Center, che fornisce accesso immediato a quasi tutto ciò di cui i giocatori avranno bisogno dal sistema con un singolo click sul pulsante PlayStation, posto sul controller wireless DualSense. Il tutto senza abbandonare il gioco.

Sony ha anche aggiunto nell’interfaccia di PlayStation 5 una nuova funzionalità chiamata Attività. Questa funzione è stata progettata per permettere ai giocatori di avvicinarsi agli elementi chiave del gioco. Le attività vengono visualizzate tramite schede sullo schermo nel Centro di controllo. Esse poi permettono ai giocatori di scoprire nuove opportunità di gioco, saltare direttamente ai livelli o alle sfide che preferiscono e molto altro ancora. Alcune schede attività possono anche essere messe in modalità picture-in-picture, in modo da poterle visualizzare senza dover lasciare il gioco.

Vi ricordiamo che PlayStation 5 sarà disponibile a partire dal 12 novembre in America e dal 19 novembre nel resto del mondo, tra cui anche in Italia.

Super Mario Bros. 35 è disponibile da oggi come esclusiva gratuita per i possessori dell’abbonamento a Nintendo Switch Online.

Super Mario Bros. 35 è disponibile da oggi e può essere scaricato gratuitamente da tutti i possessori dell’abbonamento a Nintendo Switch Online.

In tema con il 35esimo anniversario della serie, il gioco si propone di trasformare l’esperienza del titolo per NES in una sorta di battle royale multiplayer online dove 35 giocatori si affrontano per farne emergere infine solo uno.

In Super Mario Bros. 35, ogni giocatore parte con lo stesso tempo a disposizione rispetto agli altri per completare il livello. Quando i nemici vengono sconfitti dal giocatore, sono catapultati sul  percorso degli avversari mentre il giocatore guadagna tempo extra. Ma attenzione: trattandosi di un multiplayer esteso a 35 giocatori, chiunque può diventare l’obiettivo di qualcuno quando quest’ultimo procede spedito. Ognuno ovviamente potrà utilizzare diversi tipi di strategia ed usare con attenzione gli oggetti per sorpassare gli avversari.

Corri contro il tempo come uno dei 35 giocatori che partecipano a Super Mario Bros. in contemporanea. Sconfiggi nemici e disturba gli avversari in una battaglia online per restare l’ultimo Mario rimasto. Chi ha già giocato l’originale potrà rivivere i livelli familiari di Super Mario Bros., mentre i novizi potranno unirsi a molti altri giocatori per iniziare il loro viaggio in Super Mario Bros.

Super Mario Bros. 35 è disponibile al download a questo indirizzo, ma anche questo si trova a tempo limitato: può essere scaricato fino al 31 marzo 2021

L’acclamato titolo di corse adrenaliniche e l’horror soprannaturale saranno disponibili il 6 ottobre

Sfrutta quattro ruote e le tue abilità di pilota per superare gli avversari e sopravvivere in una città che vuole farti fuori e mettiti alla prova per tendere il filo sottile che separa un medico soprannaturale da un mostro scellerato con i giochi PS Plus di questo mese. Con Need for Speed: Payback e Vampyr in arrivo il 6 ottobre, in men che non si dica risveglierai il pilota che è in te o affonderai i tuoi canini in un avvincente horror d’azione. Scopriamo più da vicino cosa ti aspetta il mese prossimo.

Need for Speed: Payback

Sopravvivi a emozionanti furti, lanciati in sferraglianti scontri tra veicoli, cimentati in acrobazie mozzafiato e non solo con l’acclamato titolo di corse su quattro ruote di questo mese. Sullo sfondo di Fortune Valley, un paradiso per i giocatori d’azzardo poco raccomandabili, scegli tra tre personaggi diversi dalle abilità uniche, personalizza le tue corse e lanciati in un mondo aperto ricco di eventi mentre cerchi di vendicarti su chi ti ha colpito.

Vampyr

Lo sviluppatore di Life is Strange DONTNOD Entertainment ti sfida ad abbracciare l’oscurità con questo GDR d’azione in terza persona ambientato nel 1918 e dalla profonda trama narrativa. Indossa il camice di un medico trasformato in vampiro che si aggira in una Londra stretta nella morsa di paura e violenza. Usa le tue abilità soprannaturali, oltre a strumenti e armi umani, per combattere o fuggire dalle forze del male e dai cacciatori di vampiri. Salva gli abitanti della città o affonda i denti nella loro carne per diventare più forte, anche se cedere alla tua sete di sangue può avere gravi conseguenze…

Entrambi i giochi sono disponibili da martedì 6 ottobre a lunedì 2 novembre.

A un passo dai 13 anni dalla sua pubblicazione originale, Crysis è un titolo che ancora molti hanno ben impresso nella memoria: un action game allora innovativo, fresco, e che entrava di prepotenza nel panorama videoludico sfruttando a proprio vantaggio i feedback ricevuti dai giocatori riguardo altri titoli simili di quel periodo. Al netto di tanto successo e al silenzio che ha seguito Crysis 3, il primo capitolo della trilogia è pronto a tornare in una nuova – ed è proprio il caso di dirlo – veste: Crysis Remastered, disponibile dal 18 settembre 2020 su PlayStation 4, Xbox One e PC, e che è già disponibile da questa estate su Nintendo Switch.

Nonostante ci sia sempre e comunque lo zampino di Crytek, a occuparsi di questa remastered è stata Saber Interactive con un lavoro fatto che promette una qualità tecnica ottima, spaziando dalle nuove texture e l’anti aliasing fino alla nebbia volumetrica, i fasci di luce, e il ray tracing basato su software, addirittura il supporto dell’8K per le macchine che possono permetterselo. Chiaramente queste sono solo alcune delle migliorie annunciate, e i trailer di dimostrazione mostrati negli ultimi giorni sembrano dar ragione al team (dopo il malcontento del pubblico di un paio di mesi fa). Questa nuova versione remastered sarà degna del nome di Crysis, oppure un mezzo passo falso come accaduto con l’ibrida di Nintendo? Scopriamolo insieme.

Crysis remastered

Tra natura e facce poco amichevoli

Prima di parlare dell’aspetto tecnico del gioco, vero fulcro della recensione, è necessario fare un piccolo ripasso sul gioco tanto amato da ottenere questa obbligatoria Crysis Remastered. Siamo nell’anno 2020. Dopo un’importante scoperta portata a compimento da una squadra di archeologi statunitensi nelle Filippine, l’esercito nordcoreano approda nelle isole Lingshan, proprio dove sono stati condotti gli studi, rapendo gli scienziati e isolando tutta l’area. La scoperta riguarda, così come si apprenderà meglio nel corso della missione, una pericolosissima presenza aliena. Ed è a questo punto che entriamo in scena noi: membri di una squadra d’élite mandata dagli Stati Uniti a salvare gli scienziati e ad indagare sulla faccenda, veniamo catapultati nell’esotico atollo armati dell’ultimo ritrovato hight-tech. Si tratta della Nanotuta, una potente armatura da combattimento estremamente versatile che ci consentirà di accedere a una serie di abilità speciali.

La tuta è infatti capace di adattarsi al nostro corpo e all’ambiente che ci circonda, essendo in grado di assorbire e rilasciare energia per permettere ai muscoli artificiali di compiere imprese sovrumane. Potremo dunque fare affidamento su quattro modalità di combattimento differenti: l’armatura (i muscoli si induriscono e ci rendono temporaneamente invulnerabili ai colpi), la forza (i muscoli si ingrandiscono tramite sostanza steroidale e ci regalano temporaneamente una forza sovrumana), la velocità (la grande quantità di ossigeno inalata permette la contrazione rapida dei muscoli al fine di aumentare la destrezza e l’agilità) e l’occultamento (la superficie della tuta ci rende invisibili – anche ai radar – grazie all’utilizzo di un materiale in grado di riflettere la luce). Sfruttare con sapienza le abilità che ci vengono offerte dalla Nanotuta sarà fondamentale per portare a termine la missione con successo. Anche perché sarà questa l’unica vera arma in grado di sbaragliare la potenza aliena pronta ad invadere la Terra.

E infatti, in questo senso le armi forse non risultano eccezionalmente calibrate. Capita spesso, infatti, di ritrovarsi costretti a svuotare un caricatore intero contro un nemico – umano o alieno che sia – nonostante questo non sia dotato di una corazza come la nostra. Persino i colpi alla testa con un fucile da cecchino non garantiscono di mandare a segno un’uccisione 1HKO. Chiaramente, a rimetterci in questo caso è anche un approccio che vorrebbe invece essere più stealth. In questo caso, allora, diventa importante sfruttare appieno la modalità di occultamento, dato che i nemici sono “visivamente” più attenti di quello che possono sembrare, pur non vantando – e questo purtroppo si sottolinea – chissà che tipo di IA.

A quei tempi, nell’anno in cui venne rilasciato per la prima volta, Crysis era senza dubbio un vero e proprio gioiello videoludico. Con una grafica pazzesca e (conseguentemente) delle specifiche tecniche richieste oltremodo disumane – ve la ricordate la famosa battuta, no? – il mondo dava quella sensazione di autentico, sia a livello di ambientazioni che a livello di character e weapon design. Ed è per questo che il titolo è invecchiato molto bene. Già tredici anni fa il titolo offriva un ambiente in continua evoluzione, un enorme mondo sandbox. Distruttibilità e dinamicità sono le due caratteristiche predominanti, con gli elementi ambientali che, se colpiti con le armi, mostrano i segni del danneggiamento (o crollano addirittura, travolgendo ciò che vi è sotto) e che, se presi in mano, possono essere lanciati e sfruttati per colpire i nemici. Ma è impossibile non menzionare anche la bellezza della colonna sonora (del resto stiamo parlando di Inon Zur), così come anche di tutti gli altri effetti sonori che regalano alla giungla di Crysis un respiro di vita: dal vento alla tempesta di neve, fino anche ai rumori più inquietanti prodotti dagli alieni.

Un restauro ben riuscito?

Sono passati 13 anni da quando Crytek sconvolse il mondo del PC gaming ridimensionando le capacità tecniche delle macchine dell’epoca. Assieme ai due sequel, Crysis per anni è stato sinonimo di prova finale per la solidità di una configurazione. Qualora un PC fosse riuscito a far girare uno di questi 3 giochi, entrava ufficialmente nell’elite del gaming. Nel 2020 le nostre schede video e i processori hanno fatto salti di qualità importanti e Crysis non è più un banco di prova, ma finalmente viene riprodotto a risoluzioni top con un frame-rate che gli renda giustizia. Oggi chiunque è messo nelle condizioni di apprezzare un prodotto storico, che portò aria fresca al genere.

Crysis remastered

Il titolo è un FPS story-driven, ambientato principalmente in ambienti tropicali. Il ray-tracing implementato con questa ri-masterizzazione non è al livello di quello visto in Control o Battlefield V, ma contribuisce alla magnificenza dei paesaggi e dei dettagli lucidi. Purtroppo però questa tecnologia non basta per nascondere alcune sbavature, che impediscono di adattare al meglio Crysis Remastered ad un contesto videoludico come quello odierno. Anche i prodotti di seconda fascia dell’industria, oggi, godono di aspetti tecnici veramente pregevoli. Se Crytek nel 2007 era un faro, oggi il suo gioco non è all’altezza della concorrenza. La remastered, che non è un remake, assottiglia la differenza e adatta il prodotto a risoluzioni in 4K, ma non riesce a donare ad esso un impatto totalmente contemporaneo.

Crysis remastered

Tanto quanto il comparto visivo, anche le meccaniche di gioco, i movimenti e il feeling generale profumano di vintage. Il giocatore si sente ingabbiato all’interno di un protagonista dai movimenti legnosi e “giocattolosi”. L’uso delle armi, i combattimenti e l’intelligenza artificiale nemica per quanto fossero grandiose nel 2007, oggi sono parecchio indietro con i tempi. Nonostante questo, Crysis Remastered risulta sicuramente giocabile, soprattutto grazie ad elementi innovativi che gli sviluppatori riuscirono a sfornare già negli anni 2000.

Crysis a chi è rivolto?

Questa remastered non è un modo per avvicinare le nuove leve alla serie, quanto più un perno con il quale risvegliare il romanticismo dei fan di lunga data. Le meccaniche risultano fuori contesto per chi si è approcciato all’industria videoludica solo recentemente. Come accennato prima, Crysis remastered sembra essere pensato proprio per quegli utenti che nel 2007 non riuscirono a far girare il gioco sul proprio PC. L’amarezza del fallimento può finalmente venire addolcita da un prodotto che guadagna la sufficienza soprattutto grazie alla bontà di partenza. I ritocchi apportati faticano a giustificare la spesa di 30€ per un’opera che riporta l’utente negli anni 2000, esaltando molto i difetti di un titolo dell’epoca e molto poco i pregi.

Crysis ha un’importanza culturale per gli appassionati di videogiochi e dispiace vedere come questo tentativo di rinascita fatichi a trovare un proprio spazio nel 2020. Da un eventuale successo di questa ri-masterizzazione potrebbe dipendere la ripresa in mano di un brand che, soprattutto con l’arrivo della next-gen, potrebbe veramente far sentire la propria voce.

Crytek negli anni ha perso smalto, relegandosi a produzioni valide ma meno altisonanti rispetto al passato. Dopo Far Cry e Crysis, gli sviluppatori tedeschi partorirono Ryse: Son of Rome, esclusiva Microsoft dall’altissimo profilo tecnico ma dalla innegabile pochezza ludica. Lo studio è rimasto travolto dalla propria minuziosità tecnica che troppo spesso ha sommerso lacune di gameplay e divertimento.

Ignition Publishing e Caracal Games, studio di sviluppo italiani, hanno già deliziato gli utenti Switch con OkunoKa e, con nostra gioia, ritornano sul luogo del delitto con OkunoKa Madness.

Di imprecazioni e pad rotti

In un’epoca in cui i videogiochi cercano di avvicinare il più alto numero possibile di giocatori alcune software house (soprattutto piccoli studi indipendenti) vanno nella direzione diametralmente opposta. Ogni volta che si parla di difficoltà viene subito in mente Dark Souls e in generale i lavori di FROM Software (più recentemente abbiamo parlato anche di un altro titolo simile, trovate tutto nella nostra recensione di Mortal Shell) ma molti dimenticano un titolo che forse è ancora più difficile: Super Meat Boy, un platform che metterà a dura prova al vostra fede. Oggi parliamo di un titolo molto simile che torna su PC e console in una nuova versione (ancora più bastarda): stiamo parlando di OkunoKA Madness. Come? Siete pronti a dimostrare il vostro valore? Continuate a leggere la nostra recensione di OkunoKA Madness per Playstation 4 per scoprire se siete dei veri hardcore gamers.

La trama di OkunoKA Madness

Partiamo col presupposto che parliamo di un platform hardcore, un titolo che basa tutto il suo essere sulla difficoltà e sul senso di sfida che deve saper generare nel giocatore, detto questo non possiamo decisamente aspettarci una trama articolata. OkunoKA Madness infatti non ha una trama particolarmente strutturata: diciamo che i ragazzi di Caracal Games (italianissimi per altro) si sono voluti dedicare più alla componente di gameplay che non a quella narrativa. 

In OkunoKA Madness impersoniamo KA, un piccolo eroe blu che ha sulle spalle un pesante fardello: salvare il mondo dal suo acerrimo nemico, Os. Non sappiamo molto sulla storia del piccolo KA ma possiamo leggere la determinazione nei suoi occhi. KA è una creatura pigra, affamata di anime nere (elementi identificativi del suo avversario Os), dotata però di un grande potere: oltre a poter compiere enormi balzi può anche manipolare l’acqua, il fuoco e l’elettricità. Il poter balzare e manipolare questi elementi è la base del gameplay (e di questo ne parleremo approfonditamente nel prossimo paragrafo). 

Abbiamo detto che gli sviluppatori sono italiani (più precisamente romani), e da buoni italiani hanno messo l’italiano tra le lingue presenti nel gioco quindi non preoccupatevi: OkunoKA Madness è localizzato in italiano. Potrete seguire le avventure del piccolo KA senza dover mettere mano al dizionario inglese / italiano. 

Okunoka madness

Il gameplay di OkunoKA Madness

Prima di continuare la nostra recensione di OkunoKA Madness mettiamo le cose in chiaro: OkunoKA Madness non è un gioco per tutti. La cosa più bella è che l’ultima fatica dei ragazzi di Caracal Games non vuole essere un titolo alla portata di tutti, anzi fa di tutto per sfiancare il giocatore, tirarlo allo stremo e dimostragli che per superare quella particolare sfida deve metterci molto più impegno. Esattamente come Super Meat Boyquesto titolo vi mette davanti a livelli molto brevi ma terribilmente ostici, livelli che o superate in pochi secondi o, con molta probabilità, ci lascerete le penne. 

Requisito fondamentale per questo genere di giochi è la precisione millimetrica e maniacale che i controlli devono avere, se basi tutto il gameplay sulla difficoltà non puoi permetterti un sistema di controllo superficiale e, state tranquilli, non è il caso di OkunoKA Madness. Gli sviluppatori hanno lavorato duramente per ottimizzare i controlli, renderli precisi e il risultato è sotto gli occhi di tutti: ogni singola volta che morirete (e capiterà spesso credeteci) non potrete mai incolpare il sistema di gioco. Durante le nostre partite su Playstation 4 siamo morti innumerevoli volte, ed innumerevoli volte abbiamo imprecato e maledetto noi stessi per aver mancato la piattaforma o aver perso quel prezioso microsecondo, ma non abbiamo mai avuto l’impressione che si trattasse di un difetto di gioco. 

La meccanica di gameplay è molto semplice: in ogni livello il piccolo KA deve arrivare alla fine dello stage recuperando le anime oscure (di cui va, per altro, molto ghiotto). Per fare questo dovrà usare le sue due abilità: saltare e alterare lo scenario a suo piacere (con delle limitazioni) utilizzando il potere che esercita su acqua, fuoco ed elettricità. Ci sono delle regole di base però: può modificare lo stato di un solo elemento alla volta e basta il tocco di un avversario o di una trappola per metterlo KO e obbligarlo a ricominciare il livello da capo. Avete letto bene: un errore e siete fuori; questo vuol dire che dovrete imparare a muovervi, modificare il livello e saltare velocemente, ogni secondo è prezioso e un salto mancato potrebbe portarvi a dover ricominciare tutto da capo. Questa nuova Madness edition (il titolo è infatti uscito diverso tempo fa su PC) porta con se nuove modalità (tra cui la modalità Madness che come lascia presagire il nome è ancora più complessa), oltre 100 livelli e tre nuove modalità speeedrun. Ovviamente OkunoKA Madness è un titolo pensato e strutturato per spingere il giocatore a fare sempre di meglio e cosa meglio delle speedrun può misurare il tasso di competitività (o follia) dei veri hardcore gamers?

L’arte e la tecnica di OkunoKA Madness

Se è vero che OkunoKA Madness è in grado di far imprecare anche i santi è altrettanto vero che il titolo di Caracal Games (pubblicato da Ignition Publishing) è altrettanto vero che la sua direzione artistica è ispirata e originale. Siamo rimasti incantati dal lavoro svolto dagli sviluppatori e ci è davvero piaciuto tutto sotto il profilo grafico e artistico. Le cartelle colori utilizzate, il design dei livelli, gli sfondi e le animazioni: tutto è curato in modo maniacale e realizzato a mano. 

Niente da dire anche sotto il profilo tecnico, il titolo non ha mostrato il fianco ad alcun tipo di problema durante le nostre partite. Il frame rate si è rivelato stabile e, anche questa componente, è fondamentale per un titolo così tecnico. Buono anche il comparto sonoro, adatto e perfettamente calato nel contesto di gioco. Non abbiamo molto altro da aggiungere se non che siamo decisamente orgogliosi che questo piccolo gioiellino sia nato proprio qui, in Italia.

Okunoka madness

Grafica e Sonoro

OkunoKa è una gradita sorpresa sul piano audio/visivo, con colonne sonore ispirate che, specie se riprodotte in cuffia, trascinano il giocatore in un mondo quasi onirico oppure pompano adrenalina nei livelli più concitati. La grafica è assolutamente gradevole, disegnata a mano e ricorda molto le folli ambientazioni di Terry Pratchett realizzate in HD e animate a solidi 60 fps. Di particolare pregio un sistema di illuminazione dinamica che permette agli oggetti di movimento di proiettare coni d’ombra; cosa non scontata in un gioco di questo genere e che risulta come una ciliegina su una bella e buona torta.

E’ piacevole trovare un titolo indie che si discosta dagli stilemi in uso nel genere, solitamente queste opere son vestite con grafiche 8/16 bit e animazioni con pochi sprite, sia per contenere i costi di sviluppo sia come scelta stilistica di queste produzioni. Basta vedere uno screenshot per apprezzare il lavoro che il Team di Caracal Games ha messo in OkunoKa Madness. Il gioco ha moltissimi dettagli e molti livelli nascondono in piena vista particolari che rimandano alla cultura Pop e videoludica moderna rendendo piacevole anche la ricerca di questi easter eggs. I livelli sono dunque particolareggiati e piacevoli e ovviamente i Boss non sono da meno come è possibile ammirare in questa concept art.

Okunoka madness

Longevità

Lo studio di sviluppo afferma che il gioco è completabile in circa 8 ore (forse per un eccesso di fiducia nelle nostre capacità) ma questo era comunque prima di aggiungere i livelli Madness. Inoltre per i masochisti, amanti del completismo, gli sviluppatori hanno nascosto un collezionabile in ogni livello per invogliarvi a rivisitarlo. E se ciò non vi basta, è possibile competere online in delle speedrun sia globali che contro i vostri amici competendo su un itero mondo di gioco oppure su un solo livello. Quindi possiamo affermare che la rigiocabilità è assicurata.

Conclusioni

La struttura dei livelli è molto varia e il gioco è divertentissimo a patto di saper accettare la sfida; se avete odiato Celeste oppure Donkey Kong Tropical Freeze è difficile consigliarvelo. OkunoKA Madness mira a far crescere il giocatore, non il suo avatar. Non è il gioco da fare in metro o sul terno per perdere tempo, richiede attenzione e dedizione.  Ma più è grande la sfida, maggiore è la soddisfazione che si trae nel superarla. OkunoKA Madness riconfeziona in una nuova e più ricca edizione OunkoKA che già due anni fa era già quasi perfetto. E questo senza costi aggiuntivi per chi già lo possedeva.

L’anno scorso Private Division e Obsidian ci hanno fatto un bellissimo regalo con The Outer Worlds, portandoci un RPG pieno di sorprese e di scelte (del quale vi abbiamo già parlato nella nostra recensione). Quello che molti si aspettavano da Fallout, arrivò quindi da una produzione originale che speravamo potesse aggiungere ulteriori contenuti. Così, dopo quasi un anno dall’uscita, è stato finalmente rilasciato il primo dei due DLC, chiamato Pericolo su Gorgone, che ci riporterà in giro per l’universo sulla mitica Inaffidabile (nostra nave e base), e del quale vogliamo parlarvi oggi avendo avuto la possibilità di giocarlo grazie ad un codice offertoci da Private Division.

Dopo aver acquistato il DLC non troverete ad aspettarvi una nuova voce sul menu in grado di portarvi immediatamente al centro della nuova lunga quest. Chiariamo questo perché il ricevimento di un pacco che darà il via a questa avventura avverrà solo dopo che sarete giunti su Monarca, luogo su cui atterrerete a circa metà della trama principale. Potreste quindi essere troppo indietro per avviare la missione, così come potreste essere troppo avanti se avete già avviato la fase finale dell’avventura.

Pericolo su Gorgone

Come prima cosa, dovrete completare la missione Radio Free Monarch, che si svolge più o meno a metà della storia principale. Se per qualche motivo non vi ricordaste se l’avete completata oppure no, vi basterà controllare i membri della vostra squadra: se Nyoka è uno dei vostri compagni, allora potete passare senza problemi alla fase successiva; in caso contrario, dovrete prima completare la missione sopracitata.

Pericolo su Gorgone avrà inizio con un pacco mandato a bordo dell’Inaffidabile, dentro il quale è contenuto un braccio mozzato che regge un registratore. Avviando la registrazione contenuta capiamo che l’arto apparteneva a un vecchio amico del capitano Hawtorne, il quale sembra essersi invischiato in un lavoro pericoloso ma molto remunerativo. Dato che la nostra ciurma è composta perlopiù da canaglie (togliendo Parvati, ovviamente) si decide di seguire le tracce di questo fantomatico incarico, arrivando a una villa dove una donna ci chiederà di indagare sul fallito progetto Gorgone, al fine di rintracciare il diario della madre (la quale faceva parte del team di scienziati che ci ha lavorato) scomparsa prematuramente, in modo da capire cosa sia andato storto.

Pericolo su Gorgone

Questo ci porterà su Gorgone, appunto, un asteroide che ospitava questo vecchio progetto di Soluzioni Spaziali. Dopo il fallimento del progetto stesso, l’azienda ha evacuato il corpo celeste in tutta fretta, lasciando alcuni operai senza via di fuga, in preda ai predoni, alle cavie fuggite e alla fauna locale; molti anni dopo il luogo è in rovina e il mistero ancora irrisolto. Qui incontrerete una ricca abitante che chiederà il vostro aiuto in cambio di una montagna di soldi. Come dirle di no? Partirà così la ricerca di un diario che ci porterà per alcune ore all’interno di una cospirazione governativa che prevede esperimenti e altre diavolerie che portano avanti la vicenda.

Come già accadeva per il titolo base, la sceneggiatura di Pericolo su Gorgone sa di visto e rivisto, ma il modo con cui Obsidian gestisce tutta la questione è, anche questa volta, condito da momenti ironici, situazioni bizzarre e messaggi profondi e attuali, magari mascherati ed esagerati ma pur sempre concreti. Non mancano nemmeno i tanto amati bivi narrativi che magari non sconvolgono i destini della galassia, ma che riescono a tratteggiare in modo personale la storia che voi e il vostro personaggio starete creando, senza scelte giuste o sbagliate ma con conseguenze comunque visibili. Finire il DLC non porta a chissà quale cambiamento, un po’ come accade nelle missioni secondarie del gioco standard, ma lascia un ricordo di quanto si è fatto che ci immerge sempre più nell’universo unico creato da Obsidian.

Pericolo su Gorgone

Oltre alla possibilità di vivere un’altra interessante avventura, non c’è però molto altro che potrete portare con voi, specie se state affrontando questo pericolo prima delle battute finali. In quel caso avrete già armi ed equipaggiamento a sufficienza per fare quello che dovrete fare e non saranno certo i drop ottenuti su Gorgone a cambiare la faccenda. Diversamente la loro raccolta può ampliare la vostra scelta durante il proseguimento della storia, ma non aspettatevi nulla che possa essere considerato un game changer. Anche sul versante difficoltà e nemici non ci sono grandi differenze, con una sfida che si adatta a quanto visto in altre quest analoghe e con nemici non particolarmente differenziati, se non per alcuni che si rivelano molto più rapidi della versione base, ma che possono essere gestiti piuttosto bene grazie al potere della stasi. Sono presenti anche qui missioni secondarie, ma la loro presenza appare più come un voler prolungare il numero di ore necessario al completamento del DLC, piuttosto che ad una vera e propria necessità. Comunque completare ogni cosa di questa espansione vi porterà via circa una decina di ore, da ritoccare verso l’alto o il basso a seconda del livello di difficoltà scelto.

Il grande merito di Pericolo su Gorgone è innegabilmente quello di rifarci salire sull’Inaffidabile verso un nuovo viaggio in direzione dell’ignoto. Lo spirito caustico e spassoso di Obsidian è sempre al suo posto, così come le risposte taglienti che potrete dare, ascoltando tra l’altro un doppiaggio inglese anche questa volta grandioso. Si poteva chiedere di più? Probabilmente no, vista la voglia di proporre una nuova avventura che potesse piacere a chi già aveva amato il gioco base, senza stravolgimenti di sorta. La scelta di voler “solo” offrire un’ulteriore attività extra a tutti quelli che la chiedevano non è certo da condannare, fosse solo per il fatto che il risultato è più che positivo e punta anche questa volta sull’avanzamento di una trama che altrimenti apparirebbe già vista. Ad ogni modo, l’espansione propone due diversi finali e la già citata manciata di missioni secondarie che rimpolpano discretamente l’offerta. Sebbene il contenuto sia tutto sommato di dimensioni esigue, Obsidian vi ha inserito una serie di elementi e contenuti che potrebbero farvi gola. In particolare, è stato aumentato il level-cap fino al 33 e sono stati aggiunti nuovi difetti e perk. Non mancano nemmeno nuove armi – di cui tre scientifiche – ed equipaggiamenti.

Pericolo su Gorgone

Ora non ci resta che attendere il prossimo e conclusivo Asassinio su Eridano per vedere se Obsidian vorrà tentare qualche nuova caratteristica da inserire in un desideratissimo secondo capitolo o se preferirà ancora una volta concentrarsi sulla sceneggiatura che gli riesce così bene.