Il 20 marzo 2018 è uscito su tutte le piattaforme “Attack on Titan II” e noi lo abbiamo provato in anteprima per voi: ecco cosa ne pensiamo.

“Attack on Titan II” è un gioco sviluppato da Koei Tecmo e racconta il famoso anime fino alla sua seconda stagione. Essendo noi dei fan di questo capolavoro di anime/manga ci aspettavamo qualcosa di spettacolare e possiamo dire di non essere rimasti affatto delusi.

TRAMA

Diverse centinaia di anni fa, la razza umana fu quasi sterminata dai giganti. Una piccola percentuale dell’umanità però sopravvisse asserragliandosi in una città circondata da mura estremamente alte, anche più alte del più grande di giganti. Eren è un adolescente che vive in questa città, dove non viene avvistato un gigante da oltre un secolo. Ben presto un orrore indicibile si palesa alle sue porte, e si tratta di un gigante più grande di quanto si sia mai sentito narrare che appare dal nulla abbattendo le mura ed imperversando assieme ad altri suoi simili fra la popolazione. Eren, vinto il terrore iniziale, si ripromette di eliminare ogni singolo gigante, per vendicare l’umanità tutta”.

Così si apre la nostra storia. Ma nel videogioco c’è un’altra vicenda da raccontare, oltre quella di Eren e dei suoi amici. La trama di “Attack on Titan II” infatti parla di un altro ragazzo che si trovava con loro quel giorno in cui tutto cambio e  che avrà anche una storia molto simile a quella di Eren. E proprio quel ragazzo sarà il nostro alter ego che potremo creare all’inizio del gioco e in cui avremo molta scelta nella personalizzazione: potendolo diversificare da tutti i personaggi esistenti. Il nostro Eroe sarà sempre nel centro delle battaglie più importanti e negli eventi che segneranno dei traguardi in cui l’umanità si proverà a rialzare. Ci arruoleremo, infatti, anche noi nei 104º cadetti; anche se non finiremo tra i primi dieci più promettenti.

La prima parte di “Attack on Titan II” ci servirà come tutorial su come muoversi con l’AMT ossia “attrezzatura per movimento tridimensionale”, un insieme di motori, carrucole e cavi che ci servirà per destreggiarsi e avvicinarsi agli enormi nemici che si pareranno davanti a noi. Le armi sono delle lame intercambiabili che useremo per tagliare la parte dietro alla nuca dei giganti: il loro vero unico punto debole.

GAMEPLAY

Sebbene all’inizio i movimenti in “Attack on Titan II”  possano risultare molto casuali, dopo un po’ di missioni si avrà la perfetta manovrabilità del protagonista e agganciarsi alle varie parti dei mostruosi antagonisti diventerà sempre più semplice, fino a farlo diventare quasi automatico. Le varie missioni che dovremmo superare sono molto divertenti e diverse l’una dall’altra. Si dovranno difendere determinati luoghi o persone, costruire avamposti in cui ricaricare le bombole di gas e le lame da sostituire, catturare dei giganti oppure eliminare determinati obbiettivi. Le missioni secondarie ci serviranno per arruolare compagni che ci aiuteranno nei momenti di difficoltà liberandoci dalle grinfie dei giganti che ci afferreranno. Parlando dei nostri compagni c’è una cosa molto particolare da dire: tra le varie missioni che affronteremo avremo l’occasione di “chiacchierare” con molti personaggi conosciuti e le scelte che dovremmo fare mentre parliamo con loro ci faranno aumentare il livello di amicizia nei loro confronti e, raggiungendo un certo livello, ci potranno insegnare diverse abilità passive o attive. Il numero di abilità che possiamo avere è determinato dal nostro livello. Più forti sono le abilità più costeranno e quindi dovremmo scegliere con cautela quali equipaggiare.

Più avanti andremo e  più i nemici diventeranno grandi e pericolosi. Avremmo quindi bisogno di un’attrezzatura più forte che sarà venduta dai negozianti ma solo se gli porterete determinati oggetti e materiali. I materiali li otterrete tagliando determinate parti ai giganti o aiutando i vostri amici e finendo obbiettivi.

MULTIPLAYER

La componente multiplayer di “Attack on Titan II” comporta la possibilità di scegliere il nostro eroe in un rooster composto dai personaggi dell’anima o, ancora, nella scelta di personalizzazione del nostro avatar. Per sbloccare i personaggi basterà giocare la storia principale. Dopo aver scelto il personaggio potremo decidere se fare la modalità sfida o cooperativa online. La modalità sfida ci catapulterà in una mappa a caso in cui saremo divisi in 2 squadre e l’obbiettivo sarà fare il punteggio maggiore uccidendo e mutilando giganti. Qualche problema si presenta nella modalità Multiplayer di “Attack on Titan II”: abbiamo, infatti, fatto diverse partite e il matchmaking è lunghissimo e trova spesso un numero dispari di partecipanti; quindi avremo una squadra da due ed una da tre dove, solitamente, quella più numerosa vince. Alla luce di questo possiamo dire di non essere rimasti particolarmente colpiti da questa modalità e, anzi, ci chiediamo l’utilità di un Multiplayer che annoia dopo un paio di partite. Nell’altra modalità cooperativa online dovremo, invece, concludere una missione con altri tre giocatori in cui aiutarsi è fondamentale visto che i nemici sono abbastanza forti.

CONCLUSIONI

Siamo rimasti felicemente colpito da “Attack on Titan II”. Il primo era molto bello ma questo capitolo ha aggiunto delle meccaniche diverse che hanno migliorato il tutto. La grafica, che eguaglia quella dell’anime, salta subito all’occhio e ci immerge in profondità nel mondo di Hajime Isayama. La colonna sonora è molto fedele e ci emoziona come ci ha emozionato l’anime. Perché giocare a questo gioco se si è visto l’anime? Semplicemente perché avrete la possibilità di rivivere gli avvenimenti raccontati nell’anime, avendo la voglia e credendo di poter cambiare l’arco narrativo. Il multiplayer ci ha fatto storcere il naso ma il single player è la vera perla. Il gioco dura molto e avrete la possibilità di fare molte missioni secondarie e potenziare il vostro personaggio. Catturare i nemici completerà un enciclopedia che è molto varia. Finito il gioco potrete ricominciarlo in una nuova modalità in cui i nemici saranno estremamente forti ma rilasceranno oggetti più rari.

Abbiamo provato la “Royal Edition”, ovvero il nuovo DLC di Final Fantasy XV, e siamo rimasti colpiti dai contenuti messi a nostra disposizione da questo nuovo contenuto scaricabile dell’ultimo capitolo della saga di Final Fantasy.

Come potremmo descriversi in poche parole la “Royal Edition” di Final Fantasy XV? Beh è la versione “completa” del gioco, molto discusso, made by Square Enix nel lontano 2016. La casa giapponese, a quasi due anni dal day one, ci offre una versione “definitiva” del gioco che, oltre ai DLC già rilasciati, ci permette di godere appieno le avventure di Noctis e compagni; riducendo i buchi nella trama e dando, infine, molte delle spiegazioni richieste a gran voce dalla community dei gamers sin dall’uscita del gioco.

Ma andiamo con ordine, ecco i contenuti inclusi nella “Royal Edition” di Final Fantasy XV: 

  • le Rovine di Insomnia: una intera nuova zona con nuove missioni e nuovi nemici, come Cerberus e Omega;
  • Controllo totale dello Yacht reale: il mondo di Eos si espande con la possibilità di esplorare le acque tra Capo Caem e Altissia;
  • Un accessorio per attivare la nuova azione Panoplia Suprema: dopo aver raccolto tutte le armi ancestrali, sarà possibile sferrare degli attacchi potentissimi evocando la Panoplia;
  • Una nuova visuale in soggettiva: per giocare dalla prospettiva di Noctis;
  • Contenuti scaricabili: tra cui delle armi, delle verniciature per la Regalia e dei set di oggetti;
  • Tutti i contenuti inclusi finora nel Season Pass: Episode Gladio, Episode Prompto, Episode Ignis e Comrades;
  • Archivio: ora è possibile scoprire più informazioni sui miti e le leggende locali tramite le storie della Cosmogonia sparse per il mondo di Final Fantasy XV;
  • Missioni per ottenere e migliorare la Regalia Type-D;
  • Il gioco base con nuovi trofei e obiettivi.

Dopo aver elencato i contenuti della “Royal Edition” di Final Fantasy XV, possiamo passare ad una sommaria elencazione di cosa potrete trovare nel DLC.

Cominciamo dalle rovine di Insomnia che sono un vero e proprio pezzo di mappa aggiunto nel capitolo 14 selezionabile nel menu principale sotto la voce “selezione capitolo”. In questa mappa ci saranno missioni da portare a termine con l’aiuto di vecchie conoscenze. Non ci porteranno via troppo tempo e non saranno troppo difficile ma saranno utili per scoprire un po’ le origini della città che ha dato alla luce il principe Noctis.

Lo yacht invece non ci darà nulla di particolarmente innovativo: solo nuove ricette e nuovi luoghi in cui pescare, ma anche delle nuove location per le foto fatte da Prompto.

Parliamo della nuova visuale in prima persona; nuova modalità di cui non si sentiva il bisogno e che, fondamentalmente, lascia il tempo che trova. La visuale in prima persona è ,infatti, totalmente inutile nei combattimenti dato che non si capisce nulla ed è troppo frenetico; troverebbe, invece, maggiore ragion d’essere nell’esplorazione ma, di fatto, sono molto poche le situazioni in cui si può esplorare senza dover combattere.

Sono stati aggiunti dei libri da raccogliere e leggere in giro per Eos e che spiegano un po’ la storia per dare un po’ di profondità e spessore ad una Lore accusata, spesso e volentieri di essere troppo lineare.

In conclusione, per noi che abbiamo affrontato questo gioco fin dall’inizio, e che, dal Day One, abbiamo accumulato circa 150 ore di gioco acquistando finanche il Season Pass, questa “Royal Edition” non aggiunge nulla a quanto visto fin qui. Quello che viene aggiunto, al netto dei nuovi contenuti, non è indispensabile ai fini dell’esperienza di gioco. Per chi si approccia a Final Fantasy XV per la prima volta, invece, la “Royal Edition” è la versione definitiva che permette di godere del gioco nella sua interezza, godendone fino alla fine. In definitiva “Final Fantasy XV: Royal Edition” è la scelta consigliata per chi vuole giocare all’ultimo capitolo della saga più famosa di sempre nel modo più completo possibile; viceversa, se avete già il gioco nella sua versione originale con il season pass, questo contenuto aggiungerà davvero poco alla vostra esperienza di gioco.

 

Final Fantasy XV è stato uno tra i più discussi capitoli della famosa saga targata Square Enix e, con “Episodio Ignis” porta sotto i riflettori il cuoco più protettivo del mondo videoludico. Se non volete spoiler vi raccomandiamo di giocare alla campagna originale di Final Fantasy XV, di guardare l’anime brotherhood e godere del film kingslaive.

TRAMA

Episodio Ignis si svolge in uno dei momenti più tragici ed importanti della main story di Final Fantasy XV e, più nello specifico, racconta quello che accade al buon Ignis Scientia durante l’evacuazione di Altissia: mentre la sciamana Lunafreya invoca e cerca di domare il  potente Leviatano, uno dei sei Summons, e Noctis corre incontro alla sua amata per salvarla e prendere il potere del Leviatano, i nostri tre compagni di squadra cercano a loro volta di portare a termine il loro compito ossia far evacuare la città e proteggere i cittadini di Altissia. Mentre Ignis, Gladio e Prompto sono alle prese con il caos che si è propagato in città si dividono e Ignis si ritrova da solo contro l’impero che è sceso in campo. Così come in ogni precedente dlc anche in questo ci saranno dei compagni di avventura pronti a condividere il fardello ed il pericolo; non vogliamo spoilerarvi troppo ma il personaggio che vi accompagnerà sarà di grande aiuto per voi e scoprirete che i vostri obbiettivi non sono poi molto distanti.

GAMEPLAY

Per quello che riguarda il gameplay questo non sarà poi molto diverso da quello del gioco principale. Le uniche cose che cambieranno saranno le abilità utilizzabili (esempio su tutti è dato dal rampino che ci permetterà di salire sui tetti di Altissia) ed il fatto di poter cambiare l’elemento delle nostre daghe. Avremo infatti tre possibili scelte: ghiaccio (utile per immobilizzare i nemici per qualche secondo), fulmine (che implementa la velocità degli attacchi e ci permette di  muoverci molto rapidamente sul campo di battaglia) e fuoco (che aumenta il danno inferto ai nemici). Non mancheranno i momenti in cui premere triangolo ci darà un vantaggio e la possibilità di sferrare combo per eliminare velocemente i nemici. Esattamente come in Final Fantasy XV, sparsi per i quartieri di Altissia ci saranno gli ormai noti accampamenti che, però, non serviranno a cucinare ma solo come checkpoint; potremo, poi, liberare le zone occupate dai soldati, ci basterà uccidere tutti e passare alla prossima zona. La grande quantità di nemici e di zone da liberare permette al dlc di avere una longevità che si attesta sulle cinque ore.

FINALI MULTIPLI

Avete letto bene. In questo dlc ci saranno due finali ben distinti e saremo noi a scegliere quale vivere. Vi starete chiedendo come, in un gioco che avrete finito, ci possano essere più finali. Una domanda legittima che però trova risposta nel momento stesso in cui giocherete al dlc. In un momento specifico dovrete fare una scelta molto importante, una risposta che farà sì che la storia che conoscete si avveri. L’altra scelta invece darà vita a un pezzo di storia che non c’è mai stato ma che ,secondo noi, i fan avrebbero voluto vedere invece che il finale da tutti conosciuto. Non che il finale speciale non lo sia ma sembra quasi voler dire: ”ecco come sarebbe andata a finire la storia se Ignis avesse fatto la scelta sbagliata”.

Personalmente abbiamo amato il finale di Final Fantasy XV e questo nuovo finale non ci ha trasmesso le stesse emozioni. Ma è stato molto interessante vedere come potevamo andare a finire le cose se fossero stati i fan a creare la storia.

Dopo aver spolpato per bene la storia di Ignis, come al solito, ci sarà il caro vecchio scontro che non può mancare nei dlc. Ma invece che scontrarvi contro il partner vi scontrerete con il principino Noctis. Divenuto spavaldo deve essere rimesso in riga e chi meglio della sua balia per tale compito?

CONCLUSIONI

Il dlc più atteso dai fan di Final Fantasy XV non poteva deludere. E infatti non ci ha delusi. Ha risposto a domande che ci eravamo posti e chiarito molti dubbi. Giocare a questo dlc è stato come vedere un film in cui però siete voi a comandare il protagonista. Non vorremmo sbilanciarci nel dire che questo potrebbe essere il più bel dlc che sia uscito. Vi farà piangere e arrabbiare allo stesso tempo. Piangere perché saprete che il finale alternativo è solo una mera fantasia e arrabbiare perché quelli della Square Enix vogliono giocare con i vostri sentimenti e ci riescono alla grande. La colonna sonora è perfetta e calza alla perfezione.

Abbiamo provato L.A. Noire rimesso a nuovo e migliorato per PlayStation 4. Il gioco, originariamente pubblicato da Rockstar è sviluppato da Team Bondi nel lontano 2011, è stato portato a nuova vita in questa imperdibile riedizione next-gen.

TRAMA

La storia di L.A. Noire parla del detective Cole Phelps e della sua scalata nella polizia di Los Angeles. Ascesa in cui dovrà risolvere delitti, furti o casi di sparizioni. Il nostro alter ego dovrà farsi largo tra le strade di una città degli angeli del secondo dopo guerra contaminata dal crimine, dalla droga e dei complotti.

Dopo una breve presentazione della città e dell’epoca in cui ci troviamo verremo catapultati nel nostro primo pattugliamento come poliziotti. Quando risponderemo alla chiamata di aiuto di due detective della “omicidi” dovremmo guidare fino al luogo impostatoci dal navigatore. Arrivati sulla scena del crimine capiremo subito che non tutti quelli che dovrebbero difendere la giustizia sono motivati al farlo e ci chiederanno di cercare l’arma del delitto. Questo primo pezzo è più un tutorial sul come muoverci e interagire con gli oggetti di scena. Ci insegneranno a interrogare i sospetti e cercare le prove per incastrare il colpevole.

Il bello di L.A Noire sta proprio nel trovare indizi e rimettere i pezzi del puzzle insieme per scoprire il colpevole. Quando avrete abbastanza indizi e starete interrogando un sospettato potreste usare gli indizi per accusarlo del crimine che credete abbia compiuto. Le espressioni facciali dovrebbero aiutarvi per capire se la persona che avete davanti sta dicendo la verità o meno, abbiamo detto che le espressioni facciali “dovrebbero” aiutarci perché non sempre sono utili o facili da decifrare.

Quando avremo risolto il nostro primo caso verremo promossi a detective del traffico e ci sarà assegnato un nuovo partner con cui dovremmo risolvere casi riguardanti furti di automobili. Questo primo pezzo di storia può sembrare un po’ lento e non avete tutti i torti, ma vi promettiamo che più andrete avanti più la trama diventerà avvincente. I flashback che vedremo ci spiegheranno di più sulla storia del nostro protagonista sottolineando i suoi comportamenti in caserma quando non era altro che un cadetto che voleva diventare un generale dell’esercito.

Ci sono varie missioni secondarie da fare. Mentre sarete in macchina potreste ricevere delle chiamate alla radio che, se volete, potete scegliere di accettare. Dovrete solo guidare fino al luogo prefissato sulla minimappa e assisterete a un filmato. Dal filmato partirà la vostra missione che può variare dalle sparatorie a inseguimenti a piedi.

GAMEPLAY

L.A. Noire è in terza persona e potrà ricordarvi GTA V. Non prendetelo come un open world ma come un simulatore. Quando sarete in pattugliamento oltre a deviare per fare missioni secondarie non ci sarà molto altro da fare se non risolvere il caso che il vostro capo vi ha assegnato. I movimenti all’inizio sembreranno un po’ macchinosi ma dopo qualche ora vi abituerete. Guidare invece sarà molto più bello. Le automobili sono molto belle e riprodotte alla perfezione. Lo shooting invece è molto meno divertente. Sarà infatti più difficile colpire i nemici poiché la sensibilità è altissima e i nemici sono quasi sempre riparati. Durante il gioco potrete anche fare a botte a suon di pugni. Sarà molto facile uscire vittoriosi da questi veloci scontri in cui bisognerà premere solo un paio di tasti e schivare i colpi nemici.

La città è stata ricostruita fedelmente e la Los Angeles degli anni 40’ risulta viva e vitale, grazie anche all’oculato utilizzo di video e foto per renderla il più fedele possibile. Non solo la città sembra viva ma in giro potrete contare almeno un centinaio di passanti differenti

COLLEZIONABILI

I collezionabili di L.A. Noire sono moltissimi. Nella città ci saranno luoghi famosi da vedere e visitare. In questi luoghi si trovano dei distintivi e, a volte, delle pellicole da raccogliere. Ci saranno anche dei giornali da trovare ma non saranno solo un oggetto da prendere ma veri e propri filmati riguardanti una sub-storia che ci chiarirà sui casi che stiamo risolvendo o su quello che sta succedendo nella parte oscura di Los Angeles.

Abbiamo provato e recensito Knack 2: un videogioco platformer sviluppato da Japan Studios e distribuito da Sony come esclusiva PlayStation 4.

Knack 2 è il seguito dell’omonimo gioco uscito nel 2013; prodotto che ha diviso la critica in due, tra chi lo ha trovato, senza mezzi termini, un gioco noioso e ripetitivo e chi, invece, ne ha intuito il contenuto geniale e intuitivo. Con questo seguito, però, i ragazzi di Japan Studio hanno dimostrato di saper apprendere dagli errori, sviluppando un gioco carino e gradevole nella sua semplicità, pur senza cambiare la sostanza che aveva convinto nel primo capitolo: Knack, infatti, si riconferma essere la misteriosa ed affascinante creatura costruita dal geniale Dottor Vargas attraverso lo studio di antiche reliquie, grazie alle quali è riuscito a dar vita ad un fantastico costrutto in grado di assimilare i vari materiali ed inglobarli per riceverne inusuali poteri.

Trama

Knack 2 si colloca qualche anno dopo gli avvenimenti del primo, in una città assediata da robot meccanici che stanno seminando il panico. Il nostro eroe Knack, ovviamente, entrerà in azione senza paura per introdurci al tutorial su come destreggiarci e usare il suo potere al massimo per sconfiggere i nemici. Ad accompagnarlo ci sarà il fido Lucas, un ragazzo amico di Knack, che ci dirà di aver risvegliato i robot nel corso di un esperimento ma, come vedremo, la storia sarà ben diversa. E sarà proprio il coraggioso Knack a dover risolvere il mistero che si cela dietro a questa nuova e terribile minaccia.

Gameplay

Il gameplay non è cambiato molto rispetto al primo. Nonostante sia diventato molto più fluido e scattante. Il gioco si articola su più livelli da superare sconfiggendo i nemici a suon di pugni e calci, per scoprire i segreti che il mondo di Knack 2 nasconde. La vita si ricarica man mano che si procede e, in ciascun livello, sono rintracciabili dei cristalli gialli che, una volta rotti, riempiranno un barra per fornire a Knack uno scudo che lo proteggerà dagli urti. Oltre a combattere, però, dovremo usare anche l’ingegno e risolvere gli enigmi posti sulla nostra strada; rompicapi che, comunque, non porranno alcun reale problema e saranno risolvibili abbastanza facilmente, non compromettendo la fluidità del gioco.

Ad implementare l’esperienza di Knack 2 ci saranno anche dei  Quick Time Event per superare qualche ostacolo e raggiungere un certo posto più velocemente; anche in questo caso i tasti sono ben visibili e facilmente selezionabili, evitando che possiate fallire. I checkpoint sono distribuiti molto bene e sono tanti, quindi non dovrete rifare l’intero capitolo se cadrete o morirete, ma riprenderete dall’ultimo combattimento cominciando quasi immediatamente grazie alla velocità di caricamento. Le meccaniche ricordano vagamente Crash Bandicoot nei livelli e nel gameplay con qualche accenno, nei combattimenti, a God of War. Ad aggiungere qualcosa in termini di giocabilità giova ricordare la possibilità di decidere se fare la storia da soli o in multiplayer.

Collezionabili/abilità

Non ci sono dei veri e propri collezionabili da prendere in Knack 2, anche se i tesori sparsi per il gioco nascondono al loro interno parti di gadget che, ottenendo tutti i pezzi, si potranno assemblare per poi equipaggiarcene e usufruirne nel corso della partita.  Se poi, nei forzieri, doveste trovare un pezzo che già avete, e che quindi non vi serve, potrete prendere un altro pezzo diverso dal vostro nella lista che ci sarà all’interno.

I potenziamenti sono molto particolari: non avrete, infatti, un albero o uno schema preciso ma quattro quadranti di cui solo uno sarà sbloccato e, per poter sbloccare gli altri, dovrete finire di prendere tutte le abilità del quadrante per poi passare al successivo e così via. Ogni quadrante ha poi una super abilità che però costa molto di più ma che non è obbligatoria per andare avanti. I punti per sbloccare le abilità si ottengono distruggendo determinati scrigni o uccidendo degli insetti particolari.

Considerazioni finali

Knack 2 ci ha sicuramente divertito e intrattenuto, nonostante la storia non brillasse per inventiva o genialità. Nonostante questo, però, siamo rimasti positivamente colpiti dai colori e dallo stile di gioco rapido ed intuitivo che ci ha catapultato in un divertentissimo film di animazione con numerose scene di intermezzo e numerosissimi combattimenti; anche i dialoghi, frizzanti e coinvolgenti, confermano la grande vena creativa dei ragazzi di Japan Studio. Vena creativa di cui fanno sfoggio anche nel comparto del level design, data l’ottima realizzazione di montagne innevate, deserti aridi e rocciose roccaforti.

In termini di longevità il gioco si posiziona nella fascia di durata medio-bassa, con un tempo di gioco che si aggira sulle quindici/venti ore per finire la storia principale e raccogliere i collezionabili.

 

Abbiamo provato Matterfall in questi giorni, il nuovo gioco in esclusiva ps4 che esce il 16 agosto.

Matterfall è uno sparatutto frenetico a scorrimento in 2D dalla colonna sonora incalzante e fantastica. Gli amanti dei giochi che c’erano alle sale giochi non potranno non amare questo gioco che vi terrà impegnati per un considerevole lasso di tempo.

La storia parte con un filmato: siamo in un futuro in cui gli umani hanno trovato un materiale alieno e hanno cominciato a trasformarlo in un’arma. Naturalmente qualcosa va storto e le armi aliene si ribellano e ci tocca fare piazza pulita per battere i boss che troveremo in mezzo al nostro cammino. Sebbene la trama non spicchi per originalità non è il suo punto di forza: il vero punto di forza del titolo è la rigiocabilità. Sarà infatti possibile affrontare più volte il gioco per confrontare i propri punteggi con quello degli amici o per gareggiare con i migliori della classifica mondiale.

Ogni livello ha tre gradi di difficolta: nel più basso avrete più vite in totale e ne troverete molte di più rispetto ai livelli di difficoltà più alta. Nel corso del gioco dovremmo salvare dei civili intrappolati in dei cristalli che ci daranno come ricompensa armi speciali (fino a quattro armi) e abilità passive o attive.

La grafica è molto bella e ben curata con colori vivaci che spezzano la monotonia dei livelli. I dettagli a schermo sono numerosi e ben curati, senza eccessivi cali di frame.

matterfall

 

Quando abbiamo provato Matterfall la prima volta è stato come un tuffo nel passato. Ci è sembrato di essere tornati negli anni 80’ tra colori fluo e musica che ti rimbomba nella testa. Peccato però per un paio di fattori. Trama quasi inesistente e dialoghi assenti. I tasti non sono intuitivi di primo acchito ma dopo un paio d’orette ci si abitua.

Apprezziamo di certo il lavoro svolto ma, purtroppo, pecca di scarsa originalità, soprattutto tenendo in considerazione un mercato globale in cui, sempre più, si vanno innalzando gli standard qualitativi dei prodotti videoludici. 

Il nostro consiglio? Prendete Matterfall se amate i platform da sala giochi in salsa anni '80. Non vi deluderà.