Nel mondo degli streamer la possibilità di catturare, trasmettere e registrare un’immagine del gioco al top della qualità è un’elemento da sempre ricercato, per questo oggi vogliamo parlarvi dell’Hauppage HD PVR Pro 60 pro, tra i migliori dispositivi di cattura attualmente presenti sul mercato.

Facciamo una piccola premessa per introdurre il prodotto. Che cos’è un PVR? Questi prodotti servono per registrare o permettere la registrazione di una sorgente tramite il pass through, ovvero collegando la sorgente al dispositivo e il dispositivo ad uno schermo saremo in grado (in base al modello) di registrare tutto ciò che passa attraverso il pvr. Quindi un pvr di qualità può anche essere scelto per registrare sorgenti, non per forza legate al mondo del gaming.
Hauppage HD PVR Pro 60

L’Hauppage HD PVR Pro 60 è dotato nella confezione di un cavo HDMI di 2 metri ed un cavo USB da circa 1 metro, entrambi essenziali per poter collegare il dispositivo al device da cui catturare l’immagine e per la sua alimentazione (difatti è possibile collegare il PVR direttamente al vostro PC anche per l’alimentazione, al posto di dover utilizzare una presa elettrica a parte e cavi in più); per il resto questo device mostra un design particolare ma al contempo semplice ed immediato. In questo caso troviamo subito delle migliorie rispetto al modello precedente: il cavo di collegamento al pc/alimentazione è un Type c, ciò ci permetterà un maggior flusso di dati e un conseguente aumento di qualità dell’immagine trasmessa. Importante precisare il fatto che l’HD PVR 60 può collegarsi non soltanto a PC e console di ultima generazione (PS4 ed Xbox One). Se siete a casa di un amico o avete necessità, come magari può capitare alla nostra redazione, di dover registrare una sorgente, ma non avete un pc, potete inserire una scheda di memoria SD (fino a 256GB) e registrare in modalità stand alone. In modalità standalone HDPVR Pro 60 può essere comunque connesso a una sorgente video a 4K.

Hauppage HD PVR Pro 60

Le specifiche minime per far funzionare il pvr sul nostro pc sono:

  • Processore i3, i5 o i7 (o equivalente)
  • Microsoft® Windows® 10, 8, Windows 7
  • Porta USB 3.0 o USB 2.0 port con voltaggio di .9 amps
  • Collegamento Internet solo per il primo software download
  • (per l’utilizzo opzionale del passaggio HDMI) TV HD o 4K con ingresso HDMI

Registrare l’audio della sorgente inoltre sarà molto semplice e direttamente fatto dal pvr, se invece vorrete catturare anche l’audio della chat del party su console con i vostri amici, troverete i cavi audio nella confezione e come mostrato nell’immagine potrete far sentire anche chi è con voi nel vostro video/streaming.

Hauppage HD PVR Pro 60

Si tratta dunque di uno strumento decisamente di ottima qualità, specialmente valutandone il rapporto qualità/prezzo e sicuramente necessario per chiunque voglia fare il salto di qualità per le proprie stream o video. Sono presenti sul mercato altri PVR di qualità simile a questo, ma nella maggior parte dei casi, venduti ad un prezzo maggiore, ma proprio per il lavoro che questo Hauppage HD PVR Pro 60 riesce a svolgere nel complesso ci sentiamo di consigliarvelo senza problemi; questo soprattutto considerando la sua semplicità di utilizzo ed anche la sua possibilità di interagire senza problemi sia con il software di cattura di casa Hauppauge  (anche quest’ultimo molto semplice ed intuitivo nell’utilizzo), sia tramite OBS. Il delay anche in questo caso è nullo aumentando la facilità nel sincronizzare audio e video in OBS.

 

Con questo nuovo capitolo, Bandai Namco torna a farci volare nei cieli con un’esperienza che regala sensazioni al limite del reale.

Dopo un lunga attesa, torna sulle nostre piattaforme il titolo per gli appassionati dei SIM di volo. La saga ferma per quasi 8 anni, escludendo le versioni per mobile ed un free to play, si ripresenta con una grafica migliorata grazie all’Unreal Ungine 4 e ad una story line ispirata e non banale che accompagna l’avventura; inoltre, la versione VR trasmette al giocatore un’immersione di gioco, a dir poco impressionante.

ace combat 7 skies unknown

La trama si colloca in un periodo contemporaneo in quel che è un mondo parallelo, caratterizzato da una improvvisa guerra tra la federazione Oseana e il Regno di Erusea, scoppiata a seguito della tensione diffusa per via della realizzazione di un ascensore spaziale.

Nonostante la sua costruzione abbia fini dichiaratamente pacifici, esso viene visto come minaccia da una delle parti in causa. Dopo una breve serie di eventi, l’escalation porta ad un’inevitabile guerra che vede le due fazioni confrontarsi ad armi spianate; e qui, ovviamente entrate in gioco voi, vestendo i panni di Trigger, un pilota che, a causa di un incidente, viene accusato ingiustamente di gravi colpe e vene declassato allo Spare Squadron, un corpo di piloti detenuti ai quali vengono affidate missioni particolarmente pericolose.

ace combat 7 skies unknown

Quella raccontata qui sopra (in modo sintetico per evitare di spoiler eccessivi) è la trama di questo AC7SU, che fa della fantapolitica la protagonista, e viene raccontata nel classico stile giapponese con l’interpretazione di personaggi che non disdegneranno l’introspezione dei propri sentimenti e del loro credo, destreggiandosi in lunghi ed articolati dialoghi interamente localizzati in inglese (…e giapponese) con sottotitoli in italiano, nettamente difficili da seguire durante l’azione e motivo di distrazione.

Va detto che per apprezzare in toto quanto la narrativa abbia da offrire è opportuno aver giocato agli altri titoli della serie ambientati nello stesso “universo”, ma il giocatore occasionale può approcciarsi spensieratamente al gioco senza timore, poichè il divertimento è assicurato e trascende la trama stessa.

Il gioco si compone di una ventina di missioni diversificate tra loro, le quali spaziano dall’abbattere alcuni bombardieri nemici a distruggere obiettivi terrestri, piuttosto che portare a termine una scorta. L’obiettivo di ciascuna missione viene prontamente esposto tramite i briefing, a cui segue la selezione del velivolo, i suoi potenziamenti (abbinabili a differenti parti del velivolo) e infine l’armamento che, ovviamente, deve essere adeguato allo scopo.

ace combat 7 skies unknown

Ma è quando vi adagerete nel cockpit del vostro velivolo che comincerete ad apprezzare quanto di buono il gioco ha in serbo per voi. Infatti, il modello di volo restituisce delle ottime sensazioni senza mai essere eccessivamente complesso; accessibile praticamente a tutti e con la possibilità d’impostare anche un sistema di controllo più arcade per i meno avvezzi al genere. E’ chiaro che per via di ragioni di gameplay non andrete giù al primo missile e magari, potreste resistere a più urti, il tutto per evitare d’innalzare senza motivo il livello di frustrazione.

L’impatto grafico è davvero convincente, e strizza l’occhio soprattutto alle mappe, proponendo ambientazioni ben strutturate e ricolme di colline, radure alternate a scorci più urbanistici. L’ottimo comparto tecnico viene inoltre affiancato da una pletora di effetti visivi che rendono l’esperienza molto più immersiva di quanto non sembri; sfrecciare a Mach 2 ed intraprendere acrobazie aeree non ha prezzo.

ace combat 7 skies unknown

Rispetto al passato si fa notare l’aggiunta delle condizioni meteorologiche variabili, con nuvole capaci di ridurre drasticamente la visibilità, consentendo a chiunque di nascondersi temporaneamente dall’attacco nemico; rischiando inoltre l’accumulo di ghiaccio sulla superficie delle ali aumentando il rischio di stallo.

Anche le tempeste la fanno da padrone, dovrete stare attenti all’impatto coi fulmini, attratti dal timone di coda del velivolo, che possono causare un temporaneo black-out dei sistemi di bordo annebbiando la vista del vostro radar o l’assistenza dei sistemi d’aggancio dei missili.

Il gioco in sé si rivela coinvolgente, anche se va recriminata una certa piattezza all’IA di personaggi comprimari e nemici, che facilmente vi faranno distinguere come eroi del momento per la loro inezia.ace combat 7 skies unknown

Man mano che porterete a termine gli incarichi assegnati guadagnerete crediti che potrete spendere nell’acquisto di nuovi potenziamenti per gli aerei in vostro possesso, ma anche per sbloccarne di nuovi, circa una trentina, tra cui F-15, F-16, F-18, Typhoon, Mirage, Mig e così via.

Ultima ma non ultima, concludiamo con la modalità multiplayer, che vi permetterà di sfidare altri 7 giocatori in un deathmatch tutti contro tutti, piuttosto che in una sfida a squadre, ed una dedicata specificatamente al PS VR, la quale vi farà provare un superiore livello di coinvolgimento mediante il visore e grazie ad una campagna dedicata, ma limitata a tre sole missioni; e poi, la modalità hangar (in cui potrete curiosare all’interno del vostro caccia preferito) e alla modalità Show Aereo. Se da un lato è indiscutibile lo sforzo fatto per confezionare queste due modalità, dall’altro va detto che si storce un po’ il naso per via dell’esigua possibilità di personalizzazione che non consente di goderle appieno.

Stringete la cravatta, chiudete la giacca, montate il silenziatore… e non dimenticate la corda… l’agente 47 è tornato, chi sarà il prossimo obbiettivo?

Hitman 2, uno dei giochi stealth di riferimento da sempre esce in questa nuova versione curata da Warner Bros. Il capitolo perde la sua cadenza a episodi ed esce tutto insieme pronto per essere giocato. Il gioco si suddivide in sei capitoli, tutti svolti in location ben curate e dall’ampiezza notevole. Queste location portano a scoprire quanto gli sviluppatori si siano impegnati nel lasciare libertà di azione al giocatore, che è chiamato a prendere decisioni e a seguire indizi per arrivare a compiere l’esecuzione perfetta. Tutte queste possibilità sono ben chiare già da subito nel menù della missione. Ci vengono infatti mostrati numerosi obbiettivi e possibilità che danno al titolo una rigiocabilità davvero notevole. I livelli di difficoltà che il gioco ci mette a disposizione sono tre e, per ciascun livello, si assisterà ad un aumento delle capacità della AI oltre che un sostanziale aumento del loro numero. Sarà dunque molto difficile a difficoltà molto alta passare inosservati, o trovare alla prima run il giusto modo per completare la missione assegnataci. Presenti anche in questo capitolo i travestimenti e armi di diverso genere.

hitman 2

 

La story line del gioco è presente, ma non incisiva, infatti ci si dimenticherà abbastanza in fretta del perchè si sia in quella situazione, a vantaggio della ricerca di  un modo per portare a termine i nostri contratti. I collegamenti con il primo capitolo poi, sono deboli, quasi impercettibili, ma come detto prima non è la storia il punto principale del gioco. L’arrivo di ulteriori bersagli terrà vivo il gioco – gratuitamente – ben dopo la pubblicazione, senza farsi mancare ulteriori espansioni a pagamento ma anche i celebri contratti: ossia missioni gratuite create dai giocatori nelle ambientazioni esistenti che possono avere una serie di obiettivi e regole specifiche. In più, in questa edizione, fa capolino anche il multigiocatore, sia cooperativo che competitivo. Purtroppo non potrete cooperare nelle missioni standard, ma solo attraverso la modalità Sniper Assassin, in cui impugnerete un fucile da cecchino e dovrete collaborare per far fuori da lontano i bersagli designati. Questa buona idea è attualmente penalizzata dalla presenza di una singola mappa che dopo alcune partite dimostra di avere il fiato corto. In attesa di altre ambientazioni in cui cooperare potrete competere contro un altro giocatore (anche un vostro amico) nella modalità Ghost, una sorta di corsa contro l’avversario 1 contro 1 in cui dovrete segnare cinque punti eliminando bersagli scelti casualmente dal gioco nella mappa di Miami. Il nome deriva dal fatto che visualizzerete il fantasma del vostro avversario mentre si muove per la mappa, senza che però possa interagire con voi o con i vostri bersagli; in caso di morte questa non sarà definitiva come nel gioco in singolo in cui dovrete caricare il salvataggio, ma perderete un po’ di tempo per il respawn con una pausa che potrebbe avvantaggiare un rivale più cauto. Siccome però si è sotto pressione, spesso si eccede con l’avventatezza e ciò può dare luogo a partite che, soprattutto tra amici, potranno procurare grosse risate.hitman 2

Tecnicamente il Glacier Engine fa un ottimo lavoro anche questa volta, dimostrandosi in perfetta forma quando deve riprodurre ambienti con un altissimo numero di personaggi. In questo l’autodromo di Miami è perfetto per rendere l’idea, con spalti gremiti e con una gran folla all’ingresso che vi farà chiedere come mai potrete fare a portare a termine la missione. In Colombia, specie nell’area della giungla si notano alcune compenetrazioni poligonali con le piante, ma nulla che possa compromettere una giocabilità ottima. Le ambientazioni sono ampie e ben suddivise senza però dare l’idea di essere a comparti stagni, con un level design riuscitissimo che ricrea un mondo realistico, senza dimenticarsi di infarcirlo con una serie di opportunità che sapranno stuzzicare la vostra fantasia, mentre le animazioni sono convincenti seppur molte derivino dal primo episodio. Non manca qualche bug che ci incastra nello scenario o che fa fluttuare qualche oggetto per aria ma la pulizia del gameplay rimane ferrea. Validissimo il doppiaggio in inglese che beneficia dei sottotitoli in italiano, oltre che nella traduzione nei menu. Non particolarmente numerose ma sempre d’atmosfera le musiche, pronte ad accompagnarvi in giro per il mondo e a sottolineare le vostre azioni, facendosi sentire soprattutto quando avrete atterrato i bersagli designati.

In conclusione questo Hitman 2 sarà sicuramente apprezzato per libertà e possibilità di gioco. Graficamente gradevole, ma con una story line poco accattivante.

Allo stand Asus Rog abbiamo visto con Maicol Callegari PR & ROG Specialist, che ci ha illustrato le novità del mondo Rog, presentate allo stand Asus alla Milan Games Week.

Iniziamo con le top di gamma delle vga di casa Asus: le strix rtx 2080Ti. Le novità introdotte riguardano principalmente il sistema di raffreddamento, in particolar modo ridisegnando il design delle ventole aggiungendo una circonferenza alle estremità delle stesse che permette meno dispersione del flusso d’aria generato dalla rotazione delle pale. Questo upgrade ingegneristico fa si che non ci siano grandi miglioramenti in termini di temperature, quanto in rpm. Infatti le ventole avranno bisogno di girare meno per riuscire a tenere a bada le temperature della Vga. Inoltre su queste schede viene aggiunto il fan connect 2, che permette di gestire le ventole dello chassis; ventole che saranno pilotate in base alla temperatura della VGA.

asus rog

Abbiamo visto anche due nuovi dissipatori AIO per le cpu Ryujin. Entrambi dotati di schermo lcd a colori personalizzabili; la differenza tra i due è denotata dal fatto che il Ryujin oltre al circuito a liquido ha montato sul Water Block una ventola che immette aria fresca direttamente alle parti vicine alla cpu, in particolare sugli ssd NVME o M.2. Questa feature, andando ad abbassare le temperature di questi dischi, permette di risolvere egregiamente l’annoso problema rappresentato dall’elevata temperatura raggiunta da queste componenti sotto sforzo. Un’altra differenza sono le ventole montate sui radiatori: il Ryuo ha delle ventole Asus Rog, mentre il Ryujin monta delle Noctua Industrial.

 

asus Rog

Passiamo quindi al nuovo alimentatore da 1200W che ha aggiunto al suo design un monitor led che mostra il reale consumo del nostro pc, permettendoci di tenere sotto controllo in ogni momento la quantità di energia consumata dal nostro Personal Computer.

Aggiunti alla vasta gamma dei notebook da gaming, i nuovi Rog portatili aggiungono oltre alle vga della serie 10, un sistema di raffreddamento “attivo”: con questa dicitura si intende significare l’inarcarsi dello chassis del nostro PC nella sua parte posteriore per permettere un migliore ricircolo d’aria e una maggiore dissipazione del calore.

Degne di nota anche le build custom, ovviamente dotate di tutte le nuove tecnologie Asus, e di raffreddamenti a liquido custom. Per vederne qualcuna e per sentire la nostra opinione sulle nuove tecnologie Asus, passate sul nostro canale you tube.

In fiera alla Milan games week allo stand Koch media abbiamo avuto la possibilità di provare Ride 3, il nuovo titolo della casa di sviluppo italiana Milestone.

Dopo i primi due capitoli, Milestone riporta sulle nostre piattaforme Ride 3, gioco dedicato agli amanti delle due ruote. La particolarità del titolo è quella di portare su pista moto stradali, e di poter dare il proprio tocco al mezzo andando a cambiare con parti aftermarket. Ride 3

Durante la nostra prova abbiamo voluto testare gli eventuali miglioramenti del titolo. Ho scelto quindi di lanciarmi tra le strade del lago di garda a bordo di una Yamaha R1, e subito dopo la schermata di caricamento siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’attenzione del team di sviluppo nel ricreare virtualmente la moto, infatti il display di bordo. L’impressione della fisica del pilota e della moto dopo alcune curve sembra buona, di fatti pad alla mano sentiremo la pesantezza e la difficoltà del pilota nel far voltare la moto o nel fermarla nel tentativo di tirare la leva del freno il più tardi possibile. L’ambientazione è ben fatta e le strade nascondono insidie, curve strette o tornanti si susseguono a rettilinei o curve ad alta percorrenza, la ricerca quindi della traiettoria migliore richiederà tempo e pratica.

Ride 3

Abbiamo fatto un cambiamento radicale, siamo passati in sella ad una Kawasaki z10r tra le fantastiche curve del circuito di Monza. Anche in questo caso la cura dei dettagli ci è sembrata davvero buona, ed inoltre sgasando ignorantemente si nota subito la differenza di suond, sopratutto ci ha colpiti l’handling differente tra le moto e il comportamento della moto tra le curve monzesi.

In conclusione sicuramente come ogni anno ci si dovrà riadattare alla nuova fisica e conoscere i nuovi tracciati, resta ancora coperto da mistero quanti si potranno customizzare le moto e quanto queste modifiche andranno ad influire su performance e sound delle moto. Aspettiamo quindi di poter mettere le mani sul gioco finito e di portarvi la recensione completa.

Come ogni anno si riaffaccia sui campi da gioco Pro Evolution Soccer, nella versione 2019. Come sarà questo PES? E, sopratutto, riuscirà a spuntarla contro la sua nemesi storica?

Appena entrati in gioco si nota subito che i menù ci vogliono trasmettere un segnale di cambiamento; segnale che arriva appena si avvia una nuova partita, già dalla Intro. Il gioco, poi, si sviluppa in maniera molto televisiva e l’ingresso in campo e le scenografie che circondano il tappeto verde sono davvero degne di nota. Le prime pecche, però, vengono a galla quando l’inquadratura si stringe sui volti dei giocatori; pecche di cui avremo modo di parlare nel corso di questo articolo.

pes 2019

Gameplay

La svolta verso la simulazione la si nota subito, infatti gia dai primi tocchi grazie al Real touch+ la fisica della palla è molto più realistica e curata. Non sarà difficile, infatti, vedere giocatori che in base alla loro capacità saranno in grado eseguire azioni più o meno difficili (come per esempio uno stop su un lancio lungo che potrà richiedere più o meno tempo, o un passaggio di prima che sarà più o meno preciso). Sarà quindi fondamentale giocare in maniera più tattica possibile; paradossalmente, per un gioco di questo tipo, l’approccio tattico-strategico (che si pensa possa inficiare il divertimento complessivo) contribuisce a dare quella spinta al realismo che un po’ tutti gli appassionati di pro evolution soccer chiedevano da tempo.

Sempre in quest’ottica, la fisica della palla è stata quasi totalmente rivista ed è molto più convincente rispetto ai capitoli precedenti. Anche i movimenti, sopratutto quelli dei portieri, convincono a pieno: i programmatori, infatti, sono riusciti a dare ai giocatori dei movimenti fluidi e, sopratutto, reali al contatto con la palla (esemplare il caso in cui viene calciato un tiro di elevata potenza: il portiere non scaglierà la palla fuori dal campo semplicemente deviandola, ma scaricherà la forza per terra facendola rimbalzare e parandola in due tempo), anche in questi casi, però, l’efficacia del movimento è sempre dettata da quanto è abile il giocatore. Per quanto riguarda invece i movimenti di squadra sicuramente ci sono dei miglioramenti, ma necessitano ancora di qualche perfezionamento, sia in fase difensiva che in fase offensiva, buono invece la ricerca della IA di smarcarsi per ricevere palla a centrocampo.

Grafica

La grafica sicuramente è degna di nota con stadi ben realizzati e un manto erboso che stupisce sia per l’accuratezza con la quale è realizzato sia per l’usura e le modificazioni che ha durante la partite: i segni delle scivolate o il consumo differente del campo cambierà in base a quanto viene sfruttata una zona di campo rispetto ad un altra. I volti dei giocatori sono abbastanza rifiniti per i top player mentre un calo lo si nota per il resto dei calciatori presenti nel gioco. Inoltre altro dettaglio che non ci ha convinti del tutto sono state le divise e il comportamento che queste hanno durante la corsa del giocatore, alla luce del sole o dei riflettori dello stadio le maglie risultano troppo riflettenti come ricoperte da una pellicola che riflette la luce, facendo sembrare tutto poco reale.

Oggi itek presenta il nuovo sistema di raffreddamento a liquido iTek. ICEBLACK è un “All in one” preriempito, esente quindi da manutenzione e ricariche, e si dimostra da subito pratico, silenzioso e performante.

Dal design straordinario, la pompa con cuscinetti in ceramica, la piastra base in rame ed il radiatore, garantiscono una lunga durata ed un’ottima dissipazione. E’ compatibile con la maggior parte delle CPU Intel e AMD ed è di facile installazione, le staffe necessarie sono presenti nella confezione originale. I tubi, in FEP con rivestimento e dal diametro di 10mm, sono estremamente affidabili e permettono ottimi angoli di rotazione. Il fiore all’occhiello di questo prodotto è la propria versatilità, infatti l’illuminazione RGB del logo Taurus e delle ventole viene gestita, a discrezione dell’utente, tramite telecomando oppure tramite il software della scheda madre. Il dissipatore è disponibile in due versioni: ICEBLACK 120 RGB e ICEBLACK 240 RGB.

Differiscono unicamente per la ventola singola da 120mm con radiatore in alluminio nero da 155 x 120 x 27mm, oppure per la doppia ventola da 240mm (120mm x2) con il radiatore nello stesso materiale da 275 x 120 x 27mm. La ventola, con connettore a 4Pin e funzionalità PWM, ha voltaggio 12V e lavora con velocità da 500 a 1800RPM.

Altre caratteristiche:

Flusso d’aria: 69.36CFM (Max)
Pressione: 2.08mm H2O (Max)
Rumorosità: 31.6dBA (Max)

iTek Taurus si conferma un brand di tendenza per i gamers su tutte le categorie, dalle sedie alle cuffie, dai pad ai case. La tecnologia RGB rappresenta oggigiorno un must per il mercato enthusiast, impossibile quindi non seguirne il trend per soddisfare le richieste degli utenti, anche quelli più esigenti.


In questi giorni sono stati presentati gli ultimi due prodotti di casa iTek, si tratta di due periferiche, nello specifico una tastiera ed un mouse. Ambedue dalle prestazioni eccezionali. Scendiamo nei dettagli.

Eccola, iTek TAURUS X30, è la tastiera destinata a diventare l’articolo civetta all’interno del catalogo. Ideale per gamers e pro-gamers, è dotata di switch meccanici blu molto performanti. La peculiarità della TAURUS X30 è la retroilluminazione RGB presente non solo nei tasti, ma anche lateralmente, creando così un effetto di luci multicolore attorno alla tastiera davvero accattivante. Ogni tasto, prodotto con doppia iniezione in plastica Gemini, è “sospeso”, permettendo una pulizia semplice ed immediata. La scocca full black è composta da una lega molto resistente, supportata ulteriormente da una placca metallica interna per una maggiore stabilità. Features aggiuntive vantate dalla X30 sono: funzioni macro, multimedia, N-KeyRollover, anti-ghosting, regolazione di polling e blocco Windows. Inoltre, dal sito web www.itek.it è possibile eseguire facilmente il download di un software molto intuitivo per poter programmare e personalizzare a proprio piacimento la tastiera.

Lo stesso supporto è garantito anche per il mouse iTek TAURUS G60, è infatti prevista la possibilità usufruire delle funzioni MACRO, oltre a personalizzare la retroilluminazione RGB.

TAURUS G60 è di fatto un mouse gaming programmabile con dettagli e performance straordinari. E’ dotato di switch Omron e motore Avago A3050 che permette di arrivare fino a 4000DPI. Ha una frequenza di polling a 1000Hz e un tempo di risposta a 1ms, 8 volte più veloce dei mouse gaming convenzionali.

iTek TAURUS X30 e G60 saranno disponibili dal mese di marzo 2018 presso la rete ufficiale di distributori, rivenditori e shop online italiani del marchio; ad un prezzo al pubblico consigliato rispettivamente di 64,90€ e 19,90 € IVA inclusa.

Continua a migliorare la tua esperienza gaming, con iTek TAURUS.

State of Decay 2 è il sequel dell’acclamato titolo made by Undead Labs che, dopo 5 lunghissimi anni, ritorna su Xbox one e PC grazie a Play anywhere che da la possibilità di giocare il titolo sia su pc che sulla console.

State of decay 2

Il genere zombie è da sempre uno dei più amati nel mondo videoludico, in gradi di attrarre un gran numero di giocatori; tutto questo in ragione del senso di esplorazione ed al senso di pericolo che solo un survival di questo tipo può trasmettere ai videogiocatori. Soli su un pianeta infetto dovremo cercare di salvare ciò che resta di sano e umano, andando avanti giorno dopo giorno, conquista dopo conquista consapevoli che ogni mossa falsa potrebbe costarci cara.

State of Decay 2 continua la saga del primo capitolo, procedendo però ad espandere il mondo di gioco e ad aggiungere una delle feature più desiderate dai player, il coop. Lo scopo del gioco, come detto, è quello di sopravvivere il più possibile all’apocalisse zombie, aiutando chi ne fa richiesta e cercando di allestire un campo base. Cosa davvero difficile, nelle prime battute di gioco: le risorse saranno limitatissime e si dovranno fare scelte pesanti, che influenzeranno sia l’andamento del gioco che la storia. Una storia principale appena accennata, che resta sullo sfondo, a fronte di una ben più intensa e vera storia fatta di piccole cose, piccoli avvenimenti, piccole grandi scelte di vita.

State of decay 2

In State of Decay 2 gli unici creatori del nostro futuro siamo noi che, attraverso scelte e valutazioni di rischi e benefici, assumeremo il ruolo di guida per la piccola comunità nella quale daremo rifugio. Sulla falsa riga di quanto si poteva fare nel primo capitolo. Il giocatore, infatti, non gestisce un unico personaggio ma l’intera enclave di sopravvissuti: un gruppo di umani che trova riparo in un rifugio e che contribuisce, ognuno con le sue abilità, alla sopravvivenza dell’intera comunità. Il giocatore, invece, deve scegliere chi impiegare e come: chi mandare in missione e con quali attrezzature. Semplice direte? Beh l’equipaggiamento a disposizione del nostro gruppo di persone non sempre sarà sufficiente, dovremo quindi provvedere a migliorarlo, inoltre anche la scelta di voler allargare la nostra comunità avrà la conseguenza di dover procurare più risorse cibo acqua medicinali etc. infatti gli abitanti hanno molte esigenze, si stancano, si ammalano, si feriscono. Devono essere curati e fatti riposare, oppure sacrificati per un bene superiore e lasciare che gli altri affrontino il lutto e la disperazione.State of decay 2

Il multiplayer sicuramente aiuta a superare le difficoltà di un mondo in cui il senso di impotenza è notevole perché, in certe situazioni, avere qualcuno di reale su cui contare può fare la differenza. Sì, perché basta davvero un attimo o un calcolo fatto superficialmente per passare da una missione ben riuscita ad un disastro con morti e feriti. Un’orda di zombie improvvisa, oppure la benzina che finisce anzitempo, e così via: la tentazione di fare un passo in più è grande e questo potrebbe rivelarsi un’imprudenza fatale. Molto meglio, soprattutto all’inizio, un approccio prudente: fare poco rumore, non attirare zombie e tornare spesso alla base per depositare le risorse recuperate e far riposare i sopravvissuti.

La gestione della base, poi, è altro punto centrale: complessa ma non complicata, richiede anch’essa tanto lavoro di pianificazione e progettazione. Lo spazio non è infinito e bisognerà scegliere a cosa rinunciare, o cosa sacrificare. Ed ogni scelta avrà un’impatto in positivo e in negativo, per cui nulla è da lasciare al caso.

Per quanto riguarda il multiplayer, grande assente nel primo capitolo, bisogna dire che solo l’host procede con la propria storia: gli altri giocatori sono semplicemente di “supporto”. Questo non vuol dire che non si torni a casa a mani vuote: oggetti raccolti e “reputazione” (fondamentale per costruire avamposti, commerciare e usare la radio per interagire con altri giocatori) vengono portati nella propria comunità, un ottimo aiuto per riprendere poi la storia dove la si aveva lasciata.

Grafica

State of Decay 2 non è stato sviluppato da una grande software house, ma da un team indie e questo (purtroppo) in game si vede spesso e volentieri. La grafica non è certo il punto di forza del gioco e non mancano i bug: texture non eccezionali (meglio su One X grazie al supporto 4K) e ripetitività dei modelli si fanno vedere, ma non compromettono l’esperienza di gioco.
Ci sono invece degli aspetti che incidono eccome, e danno la sensazione che sia mancato il lavoro di fino, la cura del dettaglio e, fondamentalmente, una fase di beta accurata: parliamo della compenetrazione dei poligoni, di texture che scompaiono, di personaggi incastrati nei muri e nelle porte, ma anche di lag pesantissimi nel multiplayer, marker mancanti sulla mappa e di attività che non si attivano come dovrebbero, costringendo a girare attorno in attesa che appaia l’indicazione giusta.
Questo, unito al permanent death, potrebbe dare una sensazione di frustrazione del tutto gratuita che incide sulla qualità del prodotto.

Nonostante questo, la giocabilità resta davvero ottima e fa di questo titolo sicuramente l’esclusiva Xbox più interessante di questa prima parte del 2018, anche grazie al supporto Play Anywhere, che consente il coop con utenti PC. Bisogna anche riconoscere, tuttavia, che si tratta di un gioco dal prezzo davvero contenuto, resta però tanta strada da fare sul comparto tecnico da parte del team di sviluppo.

State of Decay 2 è disponibile per PC e Xbox One al prezzo di 29,99 Euro nella versione base e al prezzo di 49,99 Euro per la Ultimate Edition, comprensiva di DLC.
Per chi invece possiede il servizio Xbox Game Pass, il titolo è incluso nell’abbonamento.

V720S, la tastiera da gaming meccanica di casa Rapoo. L’abbiamo provata a lungo in fase di scrittura, in game e queste sono le nostre conclusioni.

v720s

La tastiera in questione la Rapoo Vpro 720S è una tastiera pensata per i videogiocatori, aggressiva nel design, “leddosa” per tamarri e rapida per i Pro. Come suggerito dal nome questa tastiera fa parte della serie Vpro studiata e progettata per i gamer, i tasti retroilluminati RGB sono azionati dai cherry black, una scelta che può essere apprezzata o meno dall’utilizzatore finale. I Cherry MX Black e Red sono quelli con la risposta alla pressione più semplice: questi interruttori rispondono in maniera lineare alla pressione senza fornire alcun feedback se non il fine corsa. La principale differenza tra i Cherry MX Black e Red sta nella forza che serve a metterli in azione. Nei Black, risalenti al 1984, trovate una molla piuttosto rigida e richiede 60 grammi di forza per essere attivata. Serve quindi una discreta pressione per attivarli, non adatti quindi al digitatore frenetico, ma d’altro canto questo si riflette in velocità di ritorno piuttosto alte e una discreta resistenza alla digitazioni errate. Solitamente i Cherry MX Black sono apprezzati dai giocatori di RTS, i giochi di strategia.

v720s

La pesantezza dei tasti quindi, rende a tratti pesanti la scrittura per lunghi periodi. In game invece la situazione è inversa, la corsa e la “pesantezza” nella digitazione fa si che non si sbagli a premere il tasto sbagliato, che di base ha una ottima risposta. Il materiale principale è la plastica di ottima qualità, che conferisce alla tastiera un ottimo aspetto premium.

v720s

Presente anche un software fornito sul sito di Rapoo che permette la personalizzazione del led della tastiera e settare le macro attivabili con l’apposito tasto. Le opzioni di personalizzazione dei led sono facilmente settabili e sarà possibile cambiarle premendo il tasto Vpro e in contemporanea uno a scelta da F1 a F12 dando per l’appunto 12 possibili modifiche.